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Drag x Drive – Recensione

Ecco la nostra recensione di Drag x Drive. Canestro o solo ferro per Nintendo con il suo basket in carrozzina?

Dopo la nostra prova della Global Jam del 9-10 agosto scorsi, eccoci finalmente a recensire la versione completa di Drag x Drive, il nuovo esperimento sportivo firmato Nintendo per Switch 2.

Si tratta di un titolo competitivo 3 contro 3 con la palla, che richiama la pallacanestro, ma che presenta una svolta futuristica: i giocatori si muovono su sedie meccanizzate dotate di ruote, sfruttando la funzione “mouse” dei Joy-Con 2 per simulare il movimento reale delle carrozzine. Un’idea originale e inclusiva, che strizza l’occhio agli sport paraolimpici e propone un gameplay immediato e accessibile.

Modalità di gioco

Il gioco è dichiaratamente votato all’online: non esiste una modalità storia né una campagna in solitaria. Tutto ruota attorno a un grande palazzetto virtuale che funge da hub centrale, da cui si accede alle varie attività. Oltre alle classiche partite 3v3, sono presenti anche sfide 2v2 e minigiochi di abilità come slalom, salto con la corda e tiri a canestro entro un tempo limite. Migliorare i propri record in queste prove consente di sbloccare nuovi elementi decorativi per la carrozzina e per l’equipaggiamento del proprio avatar, come elmetti e paragomiti.

Tuttavia, la personalizzazione si limita all’aspetto estetico: non esiste una progressione delle abilità, né una pagina di statistiche personali che tracci le proprie prestazioni in campo. Questo rende l’esperienza piuttosto superficiale nel lungo periodo, e lascia la sensazione che Drag x Drive sia più un’esercizio di stile che un titolo sportivo completo.

L’unica differenziazione, prevista di default dal gioco, è quella del tipo di giocatore da utilizzare con caratteristiche fisse. E quindi avremo il centro, più grosso e con spiccate caratteristiche di difesa e bassa velocità; la guardia, più agile e veloce ed infine l’ala che fondamentalmente è la figura più completa ed omogenea del gioco avendo tutte le abilità ad un livello medio.

Comandi e controlli

Bisogna dire che, durante la fase di prova, ci eravamo lasciati piacevolmente trascinare dal ritmo frenetico di Drag x Drive. Giocarci è davvero divertente, soprattutto nelle prime ore, ma le vere soddisfazioni arrivano solo dopo un bel po’ di ore di pratica. I controlli, per quanto intuitivi nella loro impostazione, richiedono tempo per essere assimilati. Il sistema di movimento basato sui Joy-Con 2 in modalità mouse è originale, ma non immediato. Come si suol dire: facile da imparare, difficile da padroneggiare.

A complicare ulteriormente le cose c’è il fattore fisico. L’uso prolungato dei Joy-Con in questa modalità può risultare sorprendentemente impegnativo, rendendo difficile affrontare lunghe sessioni di gioco. Questo porta Drag x Drive a configurarsi, almeno per ora, come un’esperienza “mordi e fuggi”, ideale per partite brevi e intense, ma poco adatta a maratone videoludiche.

Tips and Tricks

Durante le partite, però, l’adrenalina è alta. Il gameplay offre una buona varietà di trick e mosse spettacolari: schiacciate acrobatiche, tiri da tre, sospensioni da due punti e combinazioni che, se eseguite correttamente, garantiscono punteggi bonus fondamentali per determinare l’esito del match. La verticalità dei campi, progettati come vasche da skate, aggiunge un ulteriore livello di strategia: si può sfruttare la curvatura delle pareti per guadagnare slancio, salire in quota e schiacciare, oppure effettuare recuperi difensivi all’ultimo secondo.

Multiplayer ma non troppo

Un aspetto critico, però, riguarda la comunicazione online. Come spesso accade nei titoli multiplayer, la collaborazione con altri giocatori è un’incognita. I server sono spesso popolati da utenti che preferiscono agire in solitaria, ignorando il gioco di squadra. Questo trasforma quella che potrebbe essere una sinfonia tattica in un assolo sterile, che spesso porta a sconfitte evitabili.

Per questo motivo, il consiglio è chiaro: Drag x Drive dà il meglio di sé quando giocato con un gruppo di amici. Organizzare partite private permette di sfruttare appieno il potenziale del gameplay, fatto non solo di tiri a canestro, ma anche di passaggi filtranti, assist precisi e strategie condivise che possono davvero fare la differenza.

Il gioco, in fin dei conti, è tutto qui. Qualcuno ha detto e scritto che Drag x Drive avrebbe voluto strizzare l’occhio a Nintendo Switch Sports, titolo che ha saputo replicare il successo della prima Switch grazie alla sua immediatezza e al coinvolgimento familiare. Tuttavia, secondo noi, non è questo il caso.

Switch Sports? Ma anche no

Drag x Drive non sembra avere le stesse ambizioni né la stessa accessibilità. È un gioco che si colloca in una nicchia più specifica, con un’identità ben distinta. Non lo definiremmo un capolavoro, ma nemmeno un titolo trascurabile: presenta diversi difetti, è vero, ma anche una serie di pregi che lo rendono interessante per una buona fetta di pubblico, soprattutto per chi cerca esperienze di gioco alternative e non convenzionali.

Uno degli aspetti più curiosi e distintivi è sicuramente l’uso dei Joy-Con 2 nella loro modalità “mouse”. Questa scelta di design, seppur non perfetta, rappresenta un tentativo coraggioso di sfruttare le potenzialità hardware della nuova console. È proprio questa sperimentazione che conferisce al gioco un carattere unico e lo rende, a tutti gli effetti, un titolo pensato e sviluppato con la Switch 2 in mente.

Drag x Drive è un esperimento riuscito a metà, ma con spunti interessanti. Non rivoluziona il genere, non punta alla massa, ma riesce comunque a ritagliarsi uno spazio tutto suo. E per chi ama le sfide, il movimento fisico e un pizzico di originalità, potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa.

Dettagli e Modus Operandi
  • Piattaforme: Nintendo Switch 2
  • Data uscita: 14 agosto 2025
  • Prezzo: 19,99 euro

Ho giocato a Drag x Drive al day one su Nintendo Switch 2

Di Corrado Fermariello

Primo computer? Commodore 64...ne è passata di acqua sotto i ponti, e io con lei, ritrovandomi oggi, superati gli anta ad amare ancora il videogioco come forma di intrattenimento

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