La Milan Games Week, anche nel 2025, è stata, come ogni anno, un concentrato di emozioni, file interminabili, incontri inaspettati e quella sensazione unica che si prova solo quando si è circondati da migliaia di persone che condividono la stessa passione per il videogioco. Ogni padiglione aveva il suo odore – tra plastica nuova, stand affollati e luci da fiera che riscaldano l’aria – e ogni evento portava con sé quella voglia irrefrenabile di prendere in mano un controller e tuffarsi in nuovi mondi.
Tornato a casa, con ancora la gola un po’ provata dalle ore di chiacchiere e gli occhi pieni di trailer, panel e incontri, mi sono accorto che alcuni titoli sono riusciti a distinguersi più degli altri. Non solo per le demo provate, ma per ciò che ho vissuto durante gli eventi, gli incontri con gli sviluppatori, gli attori e i creatori che hanno dato vita ai mondi che tanto amiamo.
Ecco quindi i cinque giochi che giocherò – e in alcuni casi rigiocherò – dopo questa Milan Games Week 2025, ordinati non per importanza oggettiva, ma per pura, semplice e istintiva voglia di premerci play il prima possibile.
1. Clair Obscur: Expedition 33

Se c’è un titolo che mi ha colpito al cuore alla Milan Games Week, quello è sicuramente Clair Obscur: Expedition 33. E non solo per il gioco in sé, tra i favori per il Game of the Year di quest’anno, ma per l’evento a cui ho avuto la fortuna di partecipare: “The Art of Clair Obscur: Expedition 33”, un incontro incredibilmente coinvolgente con gli attori Kirsty Rider, Maxence Cazorla e Rich Keeble.
Il panel è riuscito a fare ciò che raramente accade: mi ha fatto vedere il gioco da una prospettiva completamente nuova. Gli attori hanno raccontato la complessità delle sessioni di motion capture, l’intensità emotiva che hanno dovuto portare nelle loro performance e la cura con cui il team sta plasmando un mondo malinconico, misterioso, elegante. Sentire parlare chi vive dentro al gioco ha aggiunto un peso diverso alla narrazione e all’atmosfera che avevo intravisto nei trailer.
Clair Obscur 33 Expedition è diventato, da “gioco che mi interessa”, a gioco che devo assolutamente vivere, o per meglio dire, rivivere. E non vedo l’ora.
2. Resident Evil: Requiem

Al secondo posto c’è Resident Evil Requiem, una scelta che ha scalato rapidamente la mia classifica grazie a una demo che non mi aspettavo così… efficace. E sì, l’ho provata su Nintendo Switch 2, probabilmente la piattaforma più sorprendente in cui avrei immaginato di giocarlo.
La demo non solo girava incredibilmente bene, ma restituiva quella sensazione che solo Resident Evil sa dare quando è in forma: l’ansia sottile, il passo lento del protagonista che scricchiola sui pavimenti, l’angoscia di ogni corridoio stretto in cui speri – inutilmente – che non salti fuori niente.
La Switch 2 ha fatto il resto: giocarlo con uno schermo così nitido, con un frame rate stabile e una resa grafica che sembrava impossibile su un dispositivo portatile fino a pochi anni fa, ha reso l’esperienza ancora più immersiva. Il gioco sembra voler tornare a un’atmosfera più claustrofobica, più “survival” rispetto alle ultime iterazioni, e questo mi fa estremamente ben sperare.
È stata una delle demo che mi ha davvero fatto pensare: “Questo voglio giocarlo tutto, subito.”
Quindi sì, secondo posto meritato e voglia altissima.
3. Cuphead

Cuphead è già un capolavoro. È già un cult. È già quel gioco che tutti abbiamo amato, odiato, urlato, beatamente sofferto. Non è una novità, eppure… dopo ciò che ho visto alla MGW25, è tornato prepotente nella mia lista.
Ho infatti assistito all’evento “L’Arte di Cuphead – Out of the Cards”, con Dario Moccia che presentava il nuovo set di carte collezionabili. E lì, davanti alle illustrazioni originali, ai bozzetti, al racconto della lavorazione maniacale dietro a ogni personaggio, mi è tornata in mente una cosa che spesso si dimentica: Cuphead non è un videogioco. È un’opera d’arte animata.
La passione e il rispetto con cui venivano analizzate le animazioni, i fondali, il lavoro dello Studio MDHR, mi hanno ricordato quanto Cuphead sia unico nel panorama videoludico.
Così, mentre guardavo quelle carte splendidamente realizzate, mi è venuta una voglia matta di riscoprire boss, pattern, musiche jazz e sconfitte ripetute che, tutto sommato, hanno sempre avuto il loro fascino.
Non è un nuovo gioco. Non è un titolo appena annunciato. Ma forse è proprio questo il bello: tornare a un mondo familiare che continua a stupire.
4. Cyberpunk 2077 Ultimate Edition

Cyberpunk 2077 è un gioco enorme, denso, ricco di dettagli, effetti, luci, neon, riflessi… insomma, tutto ciò che solitamente fa soffrire le console meno potenti. Ecco perché quando ho provato la demo della Cyberpunk Ultimate Edition su Nintendo Switch 2, ero pronto al peggio.
La demo girava sorprendentemente bene: ovviamente con qualche compromesso grafico, ma nulla di così evidente da rovinare l’esperienza. La fluidità c’era, il controllo era reattivo, e Night City – pur senza i suoi abiti migliori – riusciva comunque a essere affascinante, viva, immersiva.
Il motivo per cui non è più in alto in classifica è semplice: non ho la stessa urgenza emotiva di giocarci rispetto ai titoli sopra. Ma questo non toglie che l’edizione ultimate su Switch 2 sia stata una delle sorprese più gradite della fiera.
La voglia di rimettermi il giubbotto di V c’è. Magari questa volta… in metro, sul divano o ovunque mi porterà la console portatile.
5. Indiana Jones e l’Antico Cerchio

Chiude la lista, ma solo per una questione di priorità e non certo di valore, Indiana Jones e l’Antico Cerchio. Il motivo per cui lo giocherò (nuovamente, dopo averlo recensito) è strettamente legato a un’esperienza bellissima vissuta durante la fiera: il meet and greet con Troy Baker, che in questo gioco interpreta Harrison Ford.
Vederlo dal vivo, sentirlo parlare del processo di interpretazione e di come abbia lavorato per rievocare l’essenza dell’Indy originale, è stato un regalo per tutti i fan. Baker ha una capacità unica di trasmettere passione, esperienza e professionalità, e ascoltarlo ha riacceso in me la voglia di avventura, quella tipica dei migliori film della saga.
Conclusione
La Milan Games Week 2025 non è stata solo esposizioni, padiglioni e gadget: è stata un’esperienza che ha ridisegnato la mia lista delle prossime giocate. Ogni titolo di questa classifica è legato non solo a un interesse personale, ma a un momento vissuto in prima persona durante la fiera: un panel emozionante, una demo sorprendente, un incontro speciale, un evento artistico.
È questo, in fondo, il bello delle fiere videoludiche: non si torna solo con una wishlist aggiornata, ma con ricordi che rendono quei giochi più personali, più desiderati, più nostri.
E ora non mi resta che una cosa: trovare il tempo di giocarmeli, o rigiocamerli, tutti.

