L’attuale situazione di Ubisoft non si può certo definire rosea. gli scorsi giorni l’azienda ha annunciato la completa ristrutturazione della sua organizzazione interna. Questo porterà alla creazione di cinque divisione creative, ognuna delle quali si concentrerà su serie e progetti specifici all’interno del gruppo. Questo ha causato la cancellazione di diversi giochi e alla riassegnazione di vari progetti. Questo processo di assestamento porterà con sé diversi tagli, per un totale di 200 milioni di dollari all’anno. Questa situazione quasi certamente porterà alla perdita del posto di lavoro per migliaia di sviluppatori.
Il sito ufficiale della compagnia rivela in modo chiaro che da settembre 2022 a settembre 2025, Ubisoft è passata da 20.729 a 17.097 dipendenti, con la conseguente perdita di ben 3.632 posti di lavoro. In questo periodo gli studi di Londra, Osaka, San Francisco, Leamington, Halifax e Stoccolma sono stati definitivamente chiusi. Il noto informatore Tom Henderson si è detto sicuro che a partire dal 12 febbraio 2026 saranno annunciati altri licenziamenti. Secondo le sue stime, sarebbero circa 2400 i posti che rischiano di andare persi.
Come se la situazione non fosse abbastanza pesante, Ubisoft ha imposto ai suoi dipendenti il rientro in ufficio cinque giorni a settimana, che comporterà la perdita di altri posti, dal momento che molti dei lavoratori in smart working potrebbero rifiutarsi o essere impossibilitati a rispettare queste condizioni.
La situazione, dunque, sembra essere sempre più negativa per Ubisoft, che avrebbe bisogno più che mai di un nuovo successo commerciale per tentare di risollevarsi. Tuttavia, l’enorme numero di posti di lavoro persi e il clima di negatività che avvolge la compagnia rischiano di rendere sempre più difficile la realizzazione di questo obiettivo.
