Nato con Nintendo, cresciuto con PlayStation e formato con il PC, ho sempre trovato nella scrittura il legame per apprezzare tutte le esperienze videoludiche (e non) vissute.
Jerret West, CVP di Microsoft Gaming, ha condiviso sul blog Xbox Wire nuove informazioni relative alle ore giocate dagli utenti su Xbox Series X|S, cloud gaming e titoli in arrivo sull’ecosistema Xbox.
Riassumiamo qui i punti più rilevanti del post di West:
L’incredibile risposta dei giocatori al lancio di Xbox Series X|S: sono stati pubblicati nuovi dati sul coinvolgimento dei fan di Xbox, che hanno giocato oltre 3.800 diversi titoli e trascorso miliardi di ore giocando nel corso dell’ultimo mese.
Il Cloud Gamingvia Xbox Game Pass Ultimate arriverà sui dispositivi iOS e sui PC Windows nella primavera del 2021. Inoltre, il prossimo anno verrà ulteriormente estesa la lista dei Paesi in cui il Cloud Gaming è disponibile tramite Xbox Game Pass Ultimate, con l’aggiunta di Australia, Brasile, Giappone e Messico (attualmente in preview).
I fan potranno aspettarsi una grande line up di titoli in arrivo nel 2021 da parte degli Xbox Game Studios e dei partner di terze parti. Nel blog post è disponibile un elenco di titoli in arrivo il prossimo anno, tra i quali molti saranno accessibili tramite Xbox Game Pass.
Si prospetta un buon 2021 per i fan Xbox. Voi che ne pensate?
Empire of Sin è un gioco pieno di genio e sregolatezza come i suoi sviluppatori. I Romero hanno ricreato il mondo della criminalità organizzata degli anni venti con estrema cura, ma si sono persi nello sporco lavoro di rendere il gioco più accessibile e soprattutto meno ripetitivo nel lungo termine.
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Romero Games è una casa di sviluppo indipendente con parecchie peculiarità. É la nona casa di sviluppo di John Romero, icona del mondo dei videogiochi grazie allo sviluppo con Id Software del leggendario Doom, oltre che Wolfenstein 3D e Quake,e i membri sono soltanto due persone: John e sua moglie Brenda. Di conseguenza, vivo questa recensione tra la comprensione delle difficoltà che può avere un titolo indipendente composto da soltanto due persone e un’aspettativa che non può rimanere delusa, se gli sviluppatori portano entrambi il cognome Romero.
Del resto, i Romero non sembrano avere paura dei limiti che può avere un gioco sviluppato da solo due persone nel 2020, perché in Empire of Sin c’è dentro tutto quello che un amante dei videogiochi vintage potrebbe amare. Il titolo è un gestionale con un sistema di combattimento di uno strategico a turni, con una trama che segue le regole dei giochi di ruolo e un gameplay che permette di muovere il proprio gangster in giro per una città divisa per distretti, dove sarà possibile portare a termine una storia principale legata al proprio personaggio, quest secondarie e ovviamente la conquista dell’intera Chicago degli anni ’20.
Angelo Genna e i suoi tratti distintivi.
L’esaltazione del probizionismo
Cinema e TV ci hanno permesso di avere un’idea abbastanza chiara d cosa fosse Chicago durante i primi venti anni del novecento, ma Empire of Sin va oltre le soap opera. Il gioco inizia con la scelta di uno dei 14 boss disponibili. Tutti delinquenti realmente esistiti e che hanno provato a conquistare la città americana. Dal noto Al Capone alla giocatrice d’azzardo Stephanie St Clair passando per l’italiano Angelo Genna, i boss di Empire of Sin sono ricchi di dettagli degni di un gioco di ruolo di spessore. Ogni boss ha i propri punti di forza e le proprie debolezze visibili attraverso l’eccessivamente ricca scheda del gangster. Infatti, oltre ai valori numerici avremmo anche modo di leggere biografia e tratti del personaggio che può guadagnare anche durante la partita in base alle scelte fatte.
I numeri saranno utili per capire la forza del boss in combattimento e per affrontare le conversazioni con delle prove a scelta del giocatore, che possono essere di persuasione, leadership o intimidazione. La biografia e i dialoghi che affronteremo, invece ci fanno realmente entrare nella Chicago del peccato con una forza che sta a metà tra una serie TV e un libro di storia contemporanea. I gangster sono senza alcun dubbio l’aspetto più bello del gioco con una caratterizzazione unica che potremo constatare quando incontreremo gli altri personaggi. Specifico che per “forza” non mi riferisco soltanto al minimale albero dei talenti che permette di diversificare boss e gangster in combattimento, ma soprattutto alla caratterizzazione di ogni boss e del suo modo di fare. Non a caso la diplomazia è una delle caratteristiche principali del gioco, anche se ci accorgeremo ben presto che tutto è più caotico di quanto vorremmo.
Un sitdown tra boss.
Una città in movimento
Chicago è divisa in svariati quartieri, composti da strutture che possono essere acquistate o conquistate con la forza. L’obiettivo primario è ottenere il controllo del distretto attraverso l’acquisizione degli edifici, che potranno essere usati per produrre alcol, avviare attività illecite, hotel o roccaforti per il nostro boss. Come in ogni altro gestionale, i nemici tenteranno di fare la stessa cosa stringendo alleanze, dichiarando guerre e conquistando territori. Tanto con noi che tra di loro.
Durante la mia avventura con Angelo Genna posso dire di aver vissuto una duplice realtà. Infatti, le prime ore di gioco, quando il denaro fatica ad arrivare, saremo vittima dell’impero altrui. Mi sono sentito continuamente sotto pressione e dire di no a un avversario ha significato iniziare una guerra non voluta, con una serie di battaglie che non sono stato in grado di affrontare causandomi il reaload della partita.
Però, una volta superate le prime difficoltà, i boss sembrano avere maggior raziocinio e sarà possibile stringere alleanze e accordi che possano aiutare noi e far arrabbiare gli altri, fino ad arrivare a un graduale astio che porta a una vera guerra tra più clan. Penso che si sarebbe potuto fare molto di più sotto questo punto di vista, ma è positivo che i boss avversari siano delle schegge impazzite piuttosto che personalità totalmente passive, come troppo spesso si vede in alcuni mediocri gestionali.
Una parte di West Loop Gate, un quartiere di Chicago.
Un GDR inaspettato
Quando riusciremo a tenere a bada i nostri caotici nemici, potremmo anche decidere di andare avanti con le quest di gioco che mi hanno positivamente sorpreso. Non troveremo mai nulla del genere in titoli puramente gestionali come Civilization o Football Manager. Infatti, il nostro alter ego potrà stringere alleanze, tradire e soprattutto gestire la “famigghia” anche attraverso una componente narrativa di livello. Nessuna delle missioni è realmente primaria, poiché tutte evitabili, ma l’ingente quantità di denaro che possono portare in cassa e l’interessante risvolto nelle trama vi porteranno a volerne affrontare quante più possibili.
In alcuni casi, bisognerà solamente migliorare delle strutture, così da rendere più redditizio, o produttivo, un edificio, ma nella maggior parte dei casi sarà necessario andare in giro per la città con la propria gang per risolvere questioni più o meno spinose. In particolare, ho trovato molto interessante la storia di Genna con colpi di scena basati su scelte moralmente difficili e una costante presenza della morte come normale prassi della Chicago degli anni ’20.
Per capire l’importanza della componente narrativa, bisogna specificare che le quest sono fondamentali per il ritmo del gioco, perché ci saranno dei momenti in cui dovremmo aspettare di accumulare abbastanza risorse, cioè denaro o alcol, per poter proseguire nella nostra espansione. Momenti solitamente morti in altri gestionali, ma che in Empire of Sin sono un ottimo momento per portare avanti la storia del nostro boss o cambiare i connotati a qualche delinquente.
Empire of Sin ha elementi GDR interessanti.
Tante scelte e poche conseguenze
Se sul lato narrativo, ogni nostra scelta avrà una conseguenza, lo stesso non si può dire su quello gestionale. Teoricamente le cose da fare sono tante grazie a un menù molto ricco. Infatti, oltre a gestire il nostro boss, potremmo arruolare altri gangster che ci daranno una mano nelle nostre scorribande. Specifico che è stupefacente il livello di dettaglio che ha ogni singolo gangster data l’enorme mole di personaggi disponibili, e sbloccabili attraverso la notorietà che guadagneremo come delinquenti andando avanti con il gioco.
Inoltre, oltre a poter acquistare equipaggiamento al mercato nero, i menù permettono di gestire il nostro impero migliorando strutture, gestendo la diplomazia e spulciando i guadagni e le produzioni che provengono dalle nostre attività e da quelle degli avversari per poter pianificare alleanze e guerre. La quantità di informazioni è realmente imponente, ma la scarsa leggibilità rende tutto molto opinabile, soprattutto nella versione Nintendo Switch. Infatti, impostare il gioco in un’ottica data-driven è semplicemente non necessario e vi dimenticherete velocemente dei menù per tornare all’azione. D’altro canto, quando vi servirà cercare una struttura, potrà essere impegnativo usare il joypad per muoversi tra i menù, facendovi domandare se non si potesse usare qualche scorciatoia per evitare ogni volta di dover lavorare tra tabelle e ordinamento di colonne per un’operazione di pochi secondi.
Le nostre attività.
Guerre di potere
Ovviamente, in una città piena di crimine, ci aspettiamo di battagliare tanto e spesso. In effetti è così, ma la soddisfazione non è quella auspicata. Il sistema di combattimento a turni in stile X-COM, o visto che parliamo della versione per Nintendo Switch meglio dire Mario + Rabbids Kingdom Battle, è una scelta sensata, ma allo stesso tempo pessima nella sua concezione.
La maggior parte degli scontri saranno subito fuori un edificio o al suo interno. Per farla breve, le mappe saranno praticamente sempre uguali con degli interni che caratterizzano la struttura, ma che offrono poco in termini di varietà. Purtroppo, lo stesso senso di monotonia affligge il sistema a turni. Indipendentemente, dal punto in cui saremo arrivati nella partita, gli scontri saranno sempre gli stessi e vedranno il nostro team, composto dal boss e gli altri scagnozzi, affrontare una serie di guardie che ripetono sempre le stesse mosse.
Una lotta impari.
Di per sé, Empire of Sin fornisce una variegata serie di azioni in combattimento. Tutte le unità possono attaccare con le pistole o corpo a corpo, ripararsi, presidiare una zona e usare oggetti come granate o medikit. Le tipologie delle armi fanno il resto, tra mitragliatori, fucili a pompa e fucili da cecchino. In aggiunta, i gangster possono sfruttare i loro talenti attivi tra cui “mosse finali” e cure. Per questo, quando affronterete una “boss battle”, cioè una resa di conti fra boss, la battaglia sarà impegnativa, perché faremo la conoscenza anche di altri gangster abbastanza coriacei.
Purtroppo, la maggior parte dei combattimenti, e saranno tanti, prevede una sfida contro le guardie che presidiano le strutture, che non avranno capacità extra e soprattutto sono dotati di un’intelligenza artificiale terribile. Capiterà spesso di vedere nemici avventurarsi in attacchi corpo a corpo finendo accerchiati dal nostro team e, in ogni caso, il computer non agirà mai in gruppo, ma si limiterà sempre a fare una scelta che oserei dire casuale. Se a tutto questo aggiungiamo che durante una guerra le nostre strutture più scoperte saranno prese di mira costantemente, ci saranno dei momenti di gioco in cui dovremmo affrontare anche quattro o cinque battaglie una dopo l’altra con esito scontato e noia mortale. Mai come in Empire of Sin sarebbe stato gradito un meccanismo di risoluzione automatica.
Momenti di crudeltà con poche texture (su Switch).
Un’arma inceppata
Fino a questo punto, si può dire che Empire of Sin è un gioco che ha un gran potenziale, molto del quale ancora inespresso. Inoltre, considerando che il team di sviluppo è composto da solo due persone, si può chiudere un occhio su tante sbavature, ma ce ne sono alcune che non si possono tollerare dai veterani della Romero Games.
Dopo aver preso dimestichezza con l’interfaccia grafica, il gioco comincia a prendere la giusta direzione, ma troppo spesso mi sono imbattuto in una serie di bug della user interface che ha reso Empire of Sin eccessivamente frustrante. Buona parte di questi riguardano la fase più debole, quella del combattimento. Infatti, spesso sarà necessario premere più volte lo stesso pulsante, perché a quanto pare l’interfaccia non riconosce sempre i comandi. Tante volte ho evitato di effettuare un “Overwatch”, un appostamento della zona, perché ero già cosciente di dover ripetere la stessa sequenza più volte prima che il gioco l’accettasse. Purtroppo, lo stesso problema è presente anche per gli spostamenti e il sistema di coperture mi ha fatto sorgere dei dubbi sulla sua correttezza.
Il problema peggiore che ho affrontato riguarda la perdita del mio miglior gangster dopo aver terminato una battaglia. In realtà, era ancora presente sull’interfaccia, ma era totalmente invisibile e non utilizzabile. Il classico spegni e riaccendi ha funzionato a discapito del ritmo del gioco, che comunque fa sempre fatica a ingranare a causa dei caricamenti. Considerate che passeremo la maggior parte del tempo a spostarci dalla visuale del distretto all’entrare in un locale. Ogni volta che lo faremo sarà necessario un caricamento di svariati secondi, così come per cambiare distretto, entrare in modalità battaglia o parlare con un boss. Tempi che aumentano ulteriormente quando siamo costretti a ricaricare una partita a causa di un bug o di un agguato eccessivamente punitivo.
Scontri all’aperto.
Il porting su Nintendo Switch
Per questo test, ho provato la versione 1.01 di Empire of Sin. Devo dire che gli sviluppatori si stanno impegnando nel patchare il gioco, ma sapere che esiste su tutte le altre versioni una 1.02, mentre su Nintendo Switch dovremmo aspettare anche fino a fine mese, non mi ha fatto particolarmente piacere dato gli importanti problemi del titolo.
Nonostante questo, Empire of Sin funziona bene su Nintendo Switch, ma si poteva sicuramente fare molto di più data la tipologia di gioco molto adatta alla modalità portable. Infatti, graficamente il gioco risulta piacevole in modalità docked, dove la possibilità di avere un’opzione che allarghi le icone, permette di giocare senza affaticare gli occhi e godere di qualche texture carina. Poche a dire il vero, perché il livello di dettaglio soprattutto sulle luci è stato abbassato eccessivamente e dopo il lavoro che è stato svolto con giochi frenetici come Doom e The Witcher 3 su Nintendo Switch, dire che si poteva fare di più è un eufemismo.
In portabilità, il gioco rimane comunque gradevole e sono sorpreso di come siano riusciti a metter dentro tutti quei menù zeppi di informazioni e scritte senza renderle totalmente illeggibili. Di conseguenza, possiamo bilanciare la minor qualità grafica, comunque a tratti piacevole, con la possibilità di giocare in movimento e affermare che gli unici svantaggi rispetto alle altre versioni sono il ritardo nelle patch e, rispetto alla versione PC, l’impossibilità di usare mouse e tastiera che rende l’esperienza certamente meno frustrante.
Lo slang può essere ostico.
Conclusione
Empire of Sin è un vero peccato. Il titolo ha tantissime idee buone che avrebbero meritato di essere sviluppate da un team composto da più persone, che potevano dare una mano a risolvere tutte le lacune di un gioco con tanto potenziale.
Il gioco dei Romero è forte sulla componente narrativa e sulla parte GDR del titolo, ma soffre una scelta troppo incauta sulla parte gestionale e del sistema di combattimento. In entrambi i casi, noia è la parola principale. Non voglio dire che non mi sia divertito nella Chicago del gioco, ma quando le missioni principali cominceranno a scarseggiare e dovremmo gestire la conquista di tutti i quartieri, Empire of Sin soffre dove dovrebbe essere forte, perché si tratta di ripetere in continuazione le stesse azioni fino al prossimo afflusso di denaro. Per quanto riguarda il combattimento strategico a turni, invece il titolo è semplicemente troppo acerbo e sarebbe stato consigliabile affidare questa parte del lavoro a un esperto del settore, perché si può far un gran lavoro anche con pochi tasselli come dimostrato da Ubisoft Milano con il suo Mario + Rabbids Kingdom Battle.
In altre parole, Empire of Sin è un gioco da lasciar decantare. Lo consiglio a chi è appassionato della criminalità organizzata dei primi anni del ‘900 e agli amanti del genere gestionale curiosi di provare dei titoli meno “puri”. In ogni caso, tranne che non abbiate la necessità di provare subito qualcosa di nuovo, consiglio di attendere qualche patch e magari un leggero calo di prezzo prima di avventurarsi nel proibizionismo statunitense.
DOOM Eternal di id Software, candidato a quattro premi ai The Game Awards di quest’anno (Gioco dell’anno, Gioco d’azione dell’anno, Migliore colonna sonora, Miglior design audio), è ora disponibile su Nintendo Switch. Sviluppato in collaborazione con Panic Button – lo studio che ha realizzato le conversioni per Nintendo Switch di DOOM (2016), Wolfenstein II: The New Colossus, e Wolfenstein: Youngblood – i giocatori potranno ora vivere l’epica campagna per giocatore singolo, da casa o in modalità portatile.
Prova la combinazione suprema di velocità e potenza in DOOM Eternal, l’innovativo sparatutto in prima persona basato sul motore grafico idTech 7. Armato di lanciafiamme da spalla, lama da polso, armi da fuoco potenziate, nuove abilità e tanto altro, sei lo sterminatore di demoni più implacabile mai esistito.
La mira con giroscopio arriva su DOOM Eternal per Nintendo Switch con un’opzione che ti consente di sfruttare la funzione giroscopica dei controller Joy-Con. L’opzione può essere usata insieme allo stick del Joy-Con, per una perfetta combinazione di immersione e precisione.
Potrai anche mettere la prova la tua abilità in BATTLEMODE, un’esperienza multigiocatore online 2 vs 1. Uno Slayer armato fino ai denti affronta due demoni controllati da giocatori in intensi combattimenti al meglio dei cinque round.
Kalypso Media ha annunciato che la remaster in HD di Commandos 2 è ora disponibile su Nintendo Switch.
Commandos 2 – HD Remaster è un rinnovamento in alta definizione del titolo uscito nel 2001 con l’aggiunta di tutorial rielaborati, missioni della campagna e supporti personalizzati per Joy-Con e Pro Controller.
Commandos 2 – HD Remaster è un vero omaggio a uno dei capolavori più celebri del mondo del gaming. Sviluppato originariamente dai leggendari Pyro Studios, rivivi il capolavoro che ha definito il genere come nessun altro per la prima volta su Nintendo Switch.
Prendi il controllo di un gruppo d’élite di commando alleati che devono avventurarsi in profondità nel territorio nemico e utilizza la loro esperienza combinata per completare una serie di missioni progressivamente impegnative. In questo classico che definisce il genere della seconda guerra mondiale, esplora ambienti interattivi e usa set di abilità uniche per completare missioni apparentemente impossibili.
Caratteristiche principali
Immergiti nella serie di Commandos in HD per la prima volta su Nintendo Switch
Sperimenta ogni tutorial e missione della campagna in alta definizione
Accedi a veicoli, scenari e armi autentiche della Seconda Guerra Mondiale come carri armati e bazooka
10 missioni in 9 ambienti giorno/notte, tutte con effetti meteorologici realistici
Arrampicati e nuota per portare a termine missioni in ambienti completamente interattivi
Gioca nei panni di un cast eclettico di personaggi, tra cui Green Beret, Sniper e Whiskey the dog
Sperimenta abilità e approcci
Commandos 2 – HD Remaster è disponibile sia in versione fisica che digitale.
Siete dei fan dello strategico di Pyro Studios o preferiste provare qualche nuovo titolo del genere come Empire Of Sin di John Romero?
SEGA ha annunciato che Valkyria Chronicles 4: Complete Edition, RPG con tratti action e strategici, sarà disponibile su Google Stadia a partire dall’8 dicembre.
Una storia di formazione in tempo di guerra – È il 1935 e la Seconda Guerra Europea (EWII) tra le federazioni atlantiche e l’alleanza imperiale dell’Europa dell’est infuria. Dopo aver ricevuto l’ordine dalla federazione, il giovane e appassionato comandante Claude Wallace deve condurre la Squadra E in un attacco lampo che ha l’obiettivo di concludere rapidamente il conflitto. Il plotone dovrà affrontare tempeste devastanti, soldati imperiali e i poteri divini delle Valkyria; riusciranno i forti legami e l’amicizia tra i membri della Squadra E a sopravvivere al gelido campo di battaglia?
Sistema di combattimento “BLiTZ” di nuova generazione – Il sistema di combattimento misto “BLiTZ” (“Battle of Live Tactical Zones”) rappresenta una vera innovazione di gameplay, capace di mettere insieme strategia a turni, meccaniche RPG e sparatutto in terza persona. Il BLiTZ viene utilizzato durante gli scenari di battaglia: l’azione si divide tra una modalità comando, con visuale a volo d’uccello, e una modalità azione con visuale in terza persona. A disposizione del giocatore ci sono sei classi di soldati, ovvero granatiere, cecchino, lanciere, ingegnere, truppe shock e ricognitori, numerose opzioni di supporto offensivo e difensivo e la possibilità per ogni unità di compiere un’azione speciale “Last Stand” prima di morire e tanto altro.
Stile grafico CANVAS – Torna lo stile grafico disegnato a mano tipico della serie, ancora più strabiliante su Stadia. Ispirato dai dipinti ad acquerello, il motore grafico CANVAS unisce elementi visivi di realtà e fantasia per creare un immaginario espressivo suggestivo e un mondo vivido ed emozionante. Il viaggio della Squadra E è un vero è proprio dipinto interattivo!
Il ritorno di un compositore leggendario – L’illustre Hitoshi Sakimoto, compositore originale della serie Valkyria Chronicles e di tanti altri epici ed emozionanti viaggi, ritorna a lavorare sulla saga con una colonna sonora orchestrale per Valkyria Chronicles 4 .
Battaglia completa – Oltre al gioco base, Valkyria Chronicles 4: Complete Edition contiene tutti i contenuti bonus pubblicati per il gioco, ovvero scenari aggiuntivi come mappe dalla difficoltà elevata e nuovi contenuti narrativi:
Squad E to the Beach
A Captainless Squad
Expert Level Skirmishes
The Two Valkyria
Advance Ops
A United Front with Squad 7
Valkyria Chronicles 4: Complete Edition sarà acquistabile sullo store della piattaforma in cloud al costo di 49,99 euro.
Siete interessati a giocare Valkyria Chronicles 4 in cloud?
Dopo aver pubblicato svariati trailer tra cui anche uno di animazione, Ubisoft ha lanciato sul mercato Immortals Fenyx Rising, un nuovo action game ambientato nella mitologia greca. Il titolo è disponibile per Google Stadia, Xbox Series X|S, le console Xbox One, PlayStation5, PlayStation 4, Nintendo Switch, Amazon Luna e GeForce NOW.
Qui il trailer e un estratto dal comunicato stampa:
Il gioco
Sviluppato dallo studio di Ubisoft Quebec, il team autore di Assassin’s Creed Odyssey, Immortals Fenyx Rising è una nuova ed emozionante IP che porterà le avventure mitologiche a nuovi e incredibili livelli. I giocatori vestiranno i panni di Fenyx, una semidivinità alata impegnata in una missione per salvare gli dèi dell’Antica Grecia e la loro casa da una maledizione oscura. Solo padroneggiando i leggendari poteri degli dèi, superando prove eroiche e affrontando terribili mostri mitologici, Fenyx sarà in grado di affrontare Tifone, il Titano più letale dell’intera mitologia greca.
Immortals Fenyx Rising è una variante entusiasmante e divertente del genere dei giochi d’azione e avventura open world, che offre un’esplorazione davvero avvincente attraverso spostamenti sempre dinamici. Corri in vaste zone aperte, scala montagne enormi e plana nei cieli per scoprire tutti i segreti delle varie regioni ispirate alle divinità greche attraverso l’Isola dorata.
Oltre a garantire un’esperienza avvincente a tutti gli aspiranti eroi, il gioco offre un’azione dinamica, frenetici combattimenti corpo a corpo e in aria, e storie ispirate alla mitologia greca. I giocatori dovranno combattere contro creature gigantesche come i Ciclopi, il Minotauro e Medusa, ma con l’aiuto della spada di Achille, l’arco di Ulisse e le ali di Dedalo, potranno anche lanciarsi in aria per affrontarle senza alcun timore. Oltre ai combattimenti, alcuni enigmi nello scenario metteranno alla prova la logica e la strategia dei giocatori, da semplici rompicapi fino agli epici sotterranei di Tartaro.
Sports Interactive e SEGA hanno annunciato che Football Manager 2021 Xbox Edition è ora sul mercato. La serie torna sulle console Microsoft dopo oltre dieci anni di assenza in una versione semplificata basata sull’edizione Touch.
Il titolo manageriale calcistico più famoso del mondo torna su console dopo oltre dieci anni. Football Manager 2021 Xbox Edition ti porta sulle panchine più importanti del mondo in una versione pensata per sfruttare al meglio il controller Xbox. Realizzata sulla base della popolare edizione Touch, FM21 su Xbox è una versione semplificata di quella per computer, che offre stagioni più rapide e si concentra sui compiti principali dell’allenatore.
FM21 arriverà su Nintendo Switch entro la fine dell’anno.
Paradox Interactive e John Romero, storico lead designer di Doom, hanno lanciato sul mercato Empire Of Sin, strategico a turni ambientato nella Chicago degli anni ’20. Il gioco è disponibile su PC, Mac, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch.
Qui sotto il trailer e un estratto del comunicato stampa:
Questo gioco incentrato sui personaggi e ispirato ai noir permette ai giocatori di immergersi nello sfarzo e nel glamour dei ruggenti anni ’20, il tutto mentre lavorano dietro le quinte nel duro ventre del crimine organizzato. Spetta a te spingere, incantare e intimidire i tuoi avversari per farti strada verso la cima del potere e fare tutto il necessario per rimanere lì. Il gameplay di Empire of Sin è strutturato attorno a tre pilastri:
Roleplay: Scegli uno dei quattordici boss unici basati su gangster immaginari e del mondo reale, quindi parti per costruire e gestire il tuo impero criminale nella famigerata era del proibizionismo di Chicago. Scegli Al Capone o Goldie Garneau e manda il resto della malavita di Chicago a dormire con i pesci!
Empire Management: Costruisci il tuo Empire of Sin e gestisci l’economia della malavita di Chicago con saggezza commerciale, brutalità o notorietà a livello cittadino. Gestisci strategicamente i tuoi stabilimenti come speakeasies, catene di approvvigionamento, casinò e altro ancora.
Combattimenti a turni: Metti insieme una banda di assassini dagli oltre cinquanta gangster reclutabili di Empire of Sin e lanciali in un combattimento a turni per difendere ed espandere il tuo territorio o invia un messaggio alle gang avversarie.
“Empire of Sin è un lavoro pieno d’amore, un gioco che volevo realizzare da 20 anni”, ha affermato Brenda Romero, game director presso Romero Games. “Se i giochi riguardano la realizzazione dei desideri, chiunque abbia mai desiderato di gestire un impero criminale è pronto per questa titolo. Abbiamo progettato il gioco per metterti nel bel mezzo dell’azione, proprio all’inizio del Proibizionismo. Inutile dirlo, ma lo dirò: il team di Empire of Sin non vede l’ora che i giocatori si immergano in questo gioco.”
“Empire of Sin è il cocktail perfetto per i videogiochi: fonde insieme la strategia e il gameplay gestionale per cui Paradox è noto con nuovi sapori come il combattimento a turni, il tutto ambientato nel mondo meticolosamente ricreato della Chicago degli anni ’20”, ha affermato Ebba Ljungerud, CEO di Paradox. “Portare questo ambizioso progetto al traguardo è stata una meravigliosa impresa con Romero Games e siamo entusiasti che da oggi i giocatori possano compiere i primi passi nel proibizionismo!”
Football Manager 2021 tiene il controllo del gioco impreziosendo le sue giocate con un match day notevolmente migliorato, ma non riesce a pungere con una rivisitazione della sezione media poco utile, mentre i problemi classici della serie non permettono al titolo di portare a casa il trofeo più importante.
8.5
Tra le tante domande che gli amanti del calcio si pongono ogni anno ce ne sono alcune che hanno più importanza di altre. Dopo nove anni, in molti vogliono sapere se il campionato di calcio italiano avrà un nuovo proprietario, se Messi rimarrà per sempre al Barcellona, se Pep Guardiola riuscirà finalmente a vincere la Champion’s League con il suo City e, soprattutto, se quest’anno Football Manager non rovinerà nuovamente la vostra carriera lavorativa o scolastica di qualsiasi grado.
Nonostante questo difficile periodo in cui anche il mondo del pallone sta vivendo le difficoltà del Covid-19 e sta soffrendo la scomparsa di Diego Armando Maradona, voglio rispondere all’annosa domanda. Per farlo sarà necessario sia recensire i cambiamenti rispetto l’anno passato per i veterani della serie, sia far comprendere agli allenatori in erba se questo è l’anno giusto per entrare nel circolo vizioso del manageriale di calcio più famoso di sempre.
Jurgen chi?
Proprio lui!
Football Manager condivide ancora qualcosa con le sue controparti simulative come PES e FIFA. Entrambi i generi vivono di un costante rinnovo anno dopo anno. Una ricerca delle perfezione fino al prossimo grande cambiamento. Football Manager 2021 è figlio di questa evoluzione in cui è difficile trovare un vero padre, se non andando indietro di almeno una decade. Nel mio caso, l’ultimo incontro con Football Manager risale al lontano anno 2015 e posso confermare che viste tutte insieme, le novità sono tante.
La mia esperienza con Football Manager 2015 mi ha portato a conoscere una quantità scandalosa di forum italiani, internazionali e youtuber ancor prima di giocare la prima amichevole. Se quella sensazione da allenatore fai-da-te ha appassionato i più longevi fan della serie, la stessa scelta non ha permesso al titolo di Sports Interactive di ottenere nuovi proseliti, a meno di giocare la ridotta versione FMTouch.
Footall Manager 2021, invece mostra la precisa scelta di sviluppatori e SEGA di voler rendere il gioco sempre più accessibile nelle sue impostazioni di default, con la possibilità di manualizzare ogni singola operazione per chi vuole andare nel dettaglio.
Ingegneri dell’allenamento
Nonostante non sia una novità di quest’anno, il passo più grande rispetto al titolo che ho conosciuto sei anni fa, risiede nella gestione dell’allenamento, più profonda, ma allo stesso tempo più automatizzata. Gli aspiranti allenatori che vogliono iniziare con Football Manager 2021 devono sapere che possono passare la prima stagione a prendere solo decisioni di alto livello. Infatti, si potrà vincere anche scegliendo inizialmente solo la tattica da utilizzare, per poi pian piano addentrarsi nel mondo della teoria dell’allenamento con estrema cautela.
I veterani, invece vorranno programmare ogni singola giornata, divisa in tre sezioni, in cui sarà possibile allenare il fisico in praticamente ogni sua caratteristica, così come lavorare su una determinata caratteristica della tattica da usare. D’altro canto, se volete un approccio più immediato, è possibile usare gli schemi predefiniti per periodo temporale, come i preziosi allenamenti pre-stagionali o i ritiri, oppure concentrarsi, come sicuramente farete durante l’intera stagione calcistica, sulla tattica principale che vorrete usare.
Il motore 3D è finalmente realistico.
Come in TV
Una delle più piacevoli novità di quest’anno riguarda invece il motore 3D. Finalmente, l’intelligenza artificiale dei giocatori rispecchia una vera partita di calcio ed è piacevole vedere i propri giocatori fare il loro mestiere. Durante le mie stagioni, non mi è capitato di vedere uscite folli dei portieri come negli anni passati e il maggior scandalo a cui ho assistito è forse l’eccessiva capacità delle ali, soprattutto invertite, di poter percorrere kilometri alla ricerca disperata di emulare il famoso gol del Pibe de Oro.
Specifico che questo velo di normalità ha colpito anche il temuto confronto con i giocatori. Una gradita novità di Football Manager 2021 ha introdotto un maggior rapporto con i propri giocatori, anche grazie alla possibilità di gesticolare al fine di mettere un punto esclamativo sulle proprie parole. Personalmente ritengo che la feature più importante sotto questo punto di vista rimane poter chiedere ai giocatori più influenti, che potete vedere in cima a una vera piramide gerarchica dello spogliatoio, di convincere i ragazzi più esigenti a darsi una calmata e pedalare per il bene della squadra.
Il parametro xG deve essere migliorato.
Guarda mamma, come Jürgen
Tornando da un lungo stop, la mia prima stagione ha previsto due forti basi: il Liverpool con il suo possente gegenpressing e l’automatizzazione di tutte quelle rogne che rendono il gioco eccessivamente ripetitivo in alcuni punti della stagione ed estremamente motivante in altri.
Mai come nella mia stagione inglese 2020/21, ho sentito di avere un club e uno staff a supporto. I progressi fatti dalla serie in questi anni hanno permesso ai club di esistere in quanto entità uniche. Calcare il campo di Anfield come allenatore significa accettare una profonda cultura fatta di obiettivi difficili, acquisti di giovani e rispetto dello stadio che ti fanno sentire realmente il manager dei Reds.
Un club storico.
Lo stesso si può dire anche dello staff, che sempre più di rado fornisce informazioni completamente insensate come in passato, e che risulta veramente utile nella gestione di tutte quelle feature eccessivamente tediose. Purtroppo, tra i membri dello staff, i più importanti rimangono ancora i medici e i fisioterapisti.
Lo stile del gioco del Reds aumenta significativamente il rischio di infortuni, così come chiaramente specificato anche dal centro medico più volte. Però, terminare a novembre una partita in nove a causa degli infortunati, fa riflettere sulla risoluzione di uno dei maggiori problemi della serie. Anche in Football Manager 2021 sarete in balia del destino e se sarete tanto sfortunati nell’avere anche otto ragazzi in infermeria contemporaneamente, alla fine pagherete lo scotto di un mancato turnover.
Anche in FM21, esattamente come succede nelle precedenti edizioni, l’impossibilità di fare turnover si pagherà adeguatamente durante il periodo invernale in cui i giocatori non ne avranno più e gli avversari cominceranno a prendervi le misure.
Football Manager era, è, e probabilmente sempre sarà, un titolo estremamente impegnativo. Nonostante gli assidui frequentatori di Anfield hanno potuto vedere i propri beniamini ottenere una striscia positiva a doppia cifra, le pretendenti al titolo hanno continuato a starmi alle calcagna e in certi casi superarmi a dimostrazione che le squadre avversarie non staranno a guardarvi mentre macinate record e punti.
Condizioni metereologiche sensate.
Black Friday
L’altro aspetto che necessita ancora una rivisitazione è il mercato. Durante il primo anno saremo costretti a partire con un budget più basso a causa dell’emergenza Covid-19 e sarà praticamente impossibile fare acquisti fino a gennaio. Inoltre, quando potremo mettere mano al portafogli, noteremo la solita necessità dei club di sparare prezzi senza senso, o ancor peggio, di cedere fuoriclasse a parametro zero.
Sono sicuro che molti di voi riusciranno a mettere le mani su Gianluigi Donnarumma a gennaio 2021. Nella mia partita ha rinnovato, ma mi sono fatto passare il dispiacere con David Alaba del Bayern Monaco divenuto a mani basse il miglior terzino dei Reds per molti anni.
D’altro canto, il calcio mercato è migliorato nel tempo e quella sensazione di andare a una negoziazione completamente bendato sembra essere passata grazie alla possibilità di parlare con l’agente del giocatore. L’agente metterà le cose in chiaro e aumenterà di gran lunga la chance di avere un incontro con il giocatore con esito positivo senza svenarsi, o quasi.
La difficile gestione del Covid
Così come noi tutti, anche Sports Interactive ha preso seriamente la decisione di gestire il problema Covid-19. Dalla cancellazione di EURO 2020, alla triste assenza dei tifosi sugli spalti, il mondo del calcio è stato colpito duramente e anche Football Manager ha deciso di tenerne conto.
Anche se la decisione, piuttosto di buon senso, di non aggiungere la malattia “Covid-19” come potenziale causa di infortunio e la presenza del pubblico, con tanto di guadagni generati dagli abbonamenti, può dar l’impressione che si sia voluti sorvolare sulla questione, così non è.
La prima stagione sarà più dura economicamente con meno denaro a disposizione per gli acquisti e più offerte di prestito rispetto al passato. Inoltre, alcuni campionati europei e sfide internazionali come la Champion’s League, permetteranno nelle primissime stagioni cinque cambi per poi tornare pian piano alla normalità, come ci auguriamo accada anche a tutti noi quanto prima.
Mucchio Selvaggio
Personalmente, la novità che ho più apprezzato di Football Manager 2021 è il match day nel suo insieme. Come già detto, l’engine 3D è veramente gradevole e la nuova interfaccia grafica riesce a essere tanto sintetica quanto funzionale, anche se non ho saputo apprezzare il parametro di expected goal, xG.
Questo KPI dovrebbe avere lo scopo di valutare la probabilità di goal di entrambe le squadre durante la partita. Dal mio punto di vista, può essere un discreto modo di capire come sta andando la partita quando ci sono poche azioni salienti, ma l’ho dimenticato molto in fretta a favore dell’idea che se ci sono poche azioni rilevanti, significa che il mio Liverpool non sta facendo abbastanza male all’avversario.
I social network sono una perdita di tempo anche su FM21.
Giornalisti, male necessario
Spesso il rapporto tra media e allenatori non è semplice e Football Manager 2021 ne è la prova. I ragazzi di Sports Interactive hanno apertamente fatto capire che il loro interesse quest’anno era fornire più strumenti possibili per colmare le lacune comunicative della serie, soprattutto quando ci si interfaccia con i giornalisti.
L’idea di vedere la sala stampa, oppure il tunnel degli spogliatoi, e poter decidere se battere i pugni o sorridere ai giornalisti è realmente piacevole sulla carta, ma nella pratica è decisamente inutile. Mai come quest’anno ho deciso di delegare al mio vice le lunghissime sessioni con i giornalisti fregandomene apertamente delle loro simpatie, o per meglio direi antipatie, nei miei confronti. Un male necessario, come i social network.
Così come fatto per altre sezioni del gioco come la fase di negoziazione, Football Manager 2021 vuole raccogliere intere sezioni di gioco in un’intera schermata. Se molto spesso questa scelta è vincente data la presenza di informazioni chiare in poco spazio come nel caso del centro sviluppo, i media sono ancora il settore più in sofferenza. In particolare, la schermata dei social network può essere divertente da vedere le prime volte, ma diventa decisamente noiosa e spesso troppo caricaturale andando avanti con il gioco.
Capito Varriale?
Conclusione
Football Manager 2021 ha ulteriormente migliorato la serie senza stravolgerla. Il match day è diventato un appuntamento immancabile grazie a un engine 3D veramente migliorato. Inoltre, la maggiore interazione con i giocatori e un’interfaccia grafica più pulita aumentano l’immersione sul campo da gioco.
La parte comunicativa ha avuto un restyle importante che ha portato interessanti novità per quanto riguarda la gestione dello spogliatoio, ma che ha esaltato il gravoso problema della relazione con i giornalisti. Inoltre, alcune lacune della serie come gli infortuni e un calciomercato surreale permangono un problema anche in Football Manager 2021.
Nonostante tutto, FM 21 è il miglior manageriale di calcio in assoluto. Un must buy per ogni veterano data la possibilità di godere delle partite grazie a un’immersione maggiore, fiore all’occhiello di quest’anno. Inoltre, consiglio l’acquisto sia a chi viene da una lunga pausa come me, sia a chi vuole intraprendere per la prima volta la carriera di allenatore virtuale. Infatti, chi si è fermato qualche anno fa noterà che la serie è migliorata notevolmente nel corso del tempo. D’altro canto, i novizi apprezzeranno la scelta di SEGA e Sports Interactive di voler rendere sempre più accessibile il gioco anno dopo anno, con ottimi risultati anche in questa stagione.
In altre parole, se vi piacciono i gestionali impegnativi e siete degli amanti del pallone, FM21 è un acquisto di cui non vi pentirete.
Ho portato al trionfo il Liverpool facendo dimenticare ai tifosi anche Jürgen Klopp in una ventina di ore, grazie alla deliziosa edizione fisica gentilmente fornita dal publisher.
Skeleton Crew Studio e Devolver Digital hanno annunciato che l’action-fantasy game Olija sarà disponibile a partire dagli inizi del 2021. Inoltre, il gioco uscirà anche su PlayStation 4 e Xbox One, oltre che su PC e Nintendo Switch, come già riferito dal publisher.
Olija è un gioco sulla ricerca di Faraday, un uomo naufragato e poi intrappolato nel misterioso paese di Terraphage. Armato di un leggendario arpione, lui e altri naufraghi cercano di lasciare questo paese ostile per tornare nelle loro terre d’origine.
Attraverso avventurose esplorazioni, narrazioni e combattimenti taglienti, il giocatore scoprirà un mondo strano e i suoi abitanti, tra cui Olija, una donna enigmatica a cui Faraday si legherà.
I videogiocatori per PC possono provare su Steam una demo gratuita, già disponibile.