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Approfondimenti RPG

Nitro Gen Omega – Recensione

Un sandbox tattico innovativo che mostra coraggio

Senza fare troppo rumore, il settore videoludico italiano si sta muovendo. La produzione è in chiaro aumento, nonostante le difficoltà dei videogiochi nell’avere spazio come medium culturale nel nostro Paese. Per fortuna esistono piccole realtà indipendenti come DestinyBit, che sono state in grado di ottenere enorme successo partendo da zero. La loro prima opera, Dice Legacy, è stata apprezzata in Italia e soprattutto all’estero. E oggi tornano alla carica con Nitro Gen Omega.

Se Dice Legacy era un city builder con una forte componente di varianza data dai dadi, con Nitro Gen Omega lo studio cambia pelle. Al posto dei dadi abbiamo dei mech cingolanti e oleosi, un tattico ambizioso e un’estetica anime stile anni ’70/’80. Un bel mix sulla carta.

Nitro Gen Omega probabilmente non sarà un titolo per tutti, e non perchè sia un titolo malvagio, anzi. Ma il misto di generi (gestionale, combattimento a turni e sandbox con una manciata di Gundam) potrebbe essere troppo, anche alla luce del particolare gameplay. Ma andiamo con ordine.

Un futuro spezzato che non fa sconti

Non aspettatevi una campagna lineare alla Armored Core (parlando di mech). Ci troviamo in un Giappone futuristico devastato dalle IA, città sospese sopra il livello del suolo è un’umanità ridotta a comunità disperse. Nel mondo hanno preso il sopravvento le macchine. A contrastarle uno sparuto gruppo di “folli”, adolescenti che pilotano mech più per incoscienza che per coraggio o eroismo.

Ciò che si evince dalle battute dei personaggi è una specie di fatalità, una ineluttabilità del loro destino. La lore quindi c’è ed è anche abbastanza “adulta”. Il gioco non te la spiega prima ma te la mette davanti durante il gioco, durante i dialoghi ed i filmati di intermezzo.

Un tutorial non per turisti

Nitro Gen Omega lancia il videogiocatore sin da subito nell’abitacolo di un mech, perlopiù rattoppato, comandato da quattro adolescenti. Le basi vengono spiegate: timeline (ne parleremo tra poco), movimento nei quadranti, sparo e riparazioni. Ma la profondità vera tipo gestione termica, sinergia tra i pezzi e Drama Director la si impara sul campo.

La differenza con altri tattici è netta, non si comandano unità, ma equipaggi, si impostano gli ordini, i nemici fanno lo stesso, si preme “play” e si guarda la battaglia svolgersi attraverso scene anime decisamente anni ’80.

Ed è questa la timeline di cui si parlava prima, non è un semplice combattimento a turni, ma una vera e propria timeline come in un montaggio video, in cui si decidono le proprie mosse e si possono scoprire od intuire quelle degli avversari e comportarsi di conseguenza.

Premuto play il gioco è fatto, niente può essere più cambiato e lo scontro si profila così come deciso a monte.

Drama Director: emozioni in gioco

La vera trovata però, ancor più della timeline, è il Drama Director. Come abbiamo detto il combattimento è “deterministico” ma i piloti possono reagire emotivamente. Shock, paura, determinazione, schivate disperate si manifestano in base alle situazioni che si vbengono a creare.

Non si hanno venti rimpiazzi, si hanno quattro adolescenti, perderne due in uno scontro significa compromettere quasi certamente la run.

Un gestionale vissuto

Nitro Gen Omega dà il meglio in “cicli brevi”, un’ora, un’ora e mezza, nella quale si esplora con l’aeronave, si visitano le città sospese, si accettano contratti che variano dall’esplorazione, alla consegna di merci ad ovviamente l’eliminazione delle macchine, contratti che fruttano biglie (biglie si, la valuta del gioco) con le quali si può potenziare il mech, acquistare carburante per il proprio mezzo di trasporto, acquistare cibo per l’equipaggio.

Menzione particolare per i gettoni attività che permettono di gestire l’umore dei piloti. Con questi bonus sarà possibile consentire all’equipaggio di accedere a diverse attività come yoga, sala giochi, lettura, attività che miglioreranno le abilità individuali o ridurranno lo stress e ne aumenteranno la felicità.

In definitiva una progressione chiara e morbida oltre che profonda. Ogni pezzo del mech ha abilità uniche, ogni tipo di nemico ha pattern riconoscibili ma diversi, l’equipaggio sviluppa amicizie, rivalità, traumi ed abilità.

Se a tutto questo ci aggiungiamo che sull’aeronave si può coltivare cibo, cucinare pietanze pre missione, gestire dialoghi a scelta multipla ecco che il gioco diventa anche un leggero simulatore di vita, che spezza il ritmo e offre qualcosa di nuovo alla progressione del gameplay.

Responsabilità tattica

L’evolversi del gioco non è dettato dalla storia ma dalla presenza del giocatore sul territorio. Si libera un settore dalle macchine? potrebbe nascere un mercato nero. Si installano ripetitori? Si ottiene visibilità sui nemici raggiungendo magari un vantaggio tattico.

L’anima gestionale responsabilizza. Perdere uno scontro e quindi magari un mech significano ore perse. La morte di un pilota, magari veterano significa perdere valore aggiunto al proprio equipaggio.

I tre pilastri

Possiamo riassumete l’intero gioco in tre punti fondamentali:

Il gameplay che ci soddisfa per profondità grazie alla timeline tattica, la psicologia dei personaggi, la personalizzazione del mech e il Drama Director.

La direzione artistica che grazie all’estetica anime anni’80, filmati coinvolgenti e colonne sonore fatte da chitarre distorte fa calare il giocatore nel mood.

Ed infine le performance che su pc medi mantengono i 60 fps senza problemi con qualche calo nei filmati più densi.

Ci sarebbe anche un quarto pilastro ma quelli sono i difetti, e ci sentiamo di premiare DestinyBit annoverandone solo uno. Le prime ore filano via che è un piacere, ci si addentra nel tatticismo, si segue la storia, si gestisce l’equipaggio…ma a lungo andare le cose possono rivelarsi parecchio ripetitive.

I numeri sono buoni, tre mech da sbloccare, oltre 60 pezzi da installare e 15 tipi di nemici, ma il rischio, in un simil-sandbox come Nitro Gen Omega, è reale e purtroppo ne mina la longevità.

NITRO GEN OMEGA è un tattico sandbox con una coscienza autoriale. Non sono presenti eroi predestinati, ma quattro “Folli” e un mech rattoppato. È il peggior punto d’ingresso per chi cerca l’azione immediata di Armored Core, ma il migliore per chi vuole un XCOM che incontra Gundam senza compromessi. Un’opera decisamente originale e coraggiosa, appagante, che regge per più di una decina di ore senza cedimenti. DestinyBit ha dimostrato maturità, coraggio e una direzione chiara.

Dettagli e Modus Operandi
  • Piattaforme: Xbox Series X/S, PC Steam, Nintendo Switch e Playstation 5
  • Data uscita: 12 maggio 2026
  • Prezzo: 29,99 euro

Abbiamo provato il titolo a partire dal day one grazie ad un codice gentilmente offerto dal publisher

Di Corrado Fermariello

Primo computer? Commodore 64...ne è passata di acqua sotto i ponti, e io con lei, ritrovandomi oggi, superati gli anta ad amare ancora il videogioco come forma di intrattenimento

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