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Screamer ritorna in grande stile dopo 30 anni

Milestone delizia la kermesse di Colonia con il remake di Screamer…è trepida attesa

C’è un nome che, per chi negli anni ’90, come me, passava pomeriggi davanti al monitor di un PC, scatena ancora oggi un brivido di nostalgia: Screamer.

Correva il 1995, l’Italia era da poco stata battuta dal Brasile in finale ad USA ’94, nei PC domestici girava MS DOS e Windows 95 e i CD-ROM erano ancora appannaggio dei più danarosi e il titolo Milestone, allora una software house agli esordi, conosciuta come Graffiti portava sulle nostre macchine un’esperienza arcade pura, figlia della scuola SEGA e Namco.

Era il periodo d’oro di Daytona USA e Ridge Racer ma la sorpresa arrivò dall’Italia: un racing game fluido, velocissimo, capace di sfruttare la grafica 3D accelerata di quegli anni pionieristici e di farsi largo tra i colossi.

Oggi, a trent’anni di distanza, Milestone decide di riaprire quel garage e spolverare un marchio rimasto simbolico per un’intera generazione. L’annuncio del ritorno di Screamer ha acceso subito la curiosità degli appassionati: non si tratta di una semplice operazione nostalgia, ma di una vera e propria rivisitazione, in cui lo spirito arcade si fonde con la tecnologia di oggi.

Il paragone è inevitabile: nel 1995 bastava una manciata di poligoni e la promessa dei 30 frame al secondo per farci sentire la potenza di un bolide lanciato a 250 all’ora. Oggi invece parliamo di tracciati realizzati con l’Unreal Engine, illuminazione dinamica, riflessi ray-tracing, modalità photo realistiche e un sistema di fisica che cerca un equilibrio delicato tra spettacolarità arcade e credibilità.

Dove ieri il divertimento nasceva dal drifting impossibile e dalle curve prese a tutta velocità senza mai toccare il freno, oggi Milestone promette la stessa immediatezza, ma inserita in un contesto che guarda anche all’eSport e alle community online.

La grande differenza, dunque, non è tanto nel DNA del gioco pressochè rimasto fedele a quell’anima “accendi e gioca” che ha reso grande il primo Screamer quanto nella cornice tecnologica e culturale. Negli anni ’90 il racing arcade era il cuore pulsante delle sale giochi, oggi invece deve convivere con simulatori ultra-realistici e con esperienze live service.

Il titolo Milestone prova a distinguersi proprio riportando al centro il piacere immediato della guida, senza menù infiniti né settaggi complicati, ma con la velocità e l’adrenalina come uniche vere protagoniste.

C’è anche un valore simbolico: Milestone, oggi riconosciuta a livello mondiale per serie come MotoGP e Ride, torna a fare i conti con le proprie radici. È quasi un atto d’amore verso un pubblico che li ha visti crescere, un modo per ricordare che prima dei campionati ufficiali e delle licenze FIA c’era un sogno fatto di poligoni, texture a bassa risoluzione e pura passione.

Di Corrado Fermariello

Primo computer? Commodore 64...ne è passata di acqua sotto i ponti, e io con lei, ritrovandomi oggi, superati gli anta ad amare ancora il videogioco come forma di intrattenimento

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