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I migliori JRPG di sempre: la classifica definitiva

Venticinque JRPG, una regola: un titolo per serie. Da Chrono Trigger a Clair Obscur: Expedition 33, passando per Persona 5 Royal, Suikoden II ed EarthBound. La classifica definitiva dei migliori JRPG di sempre, aggiornata al 2026.

Esiste un momento preciso in cui un videogiocatore smette di“giocare a un JRPG” e inizia, semplicemente, a viverlo. È quando la barra dell’esperienza diventa irrilevante rispetto alla storia che si sta attraversando, quando i personaggi smettono di essere sprite su schermo e diventano qualcosa di più difficile da definire. È quella sensazione che accomuna chi ha passato notti insonni con Crono, chi ha combattuto al fianco di Yoko Taro contro il senso stesso dell’esistenza.

I Japanese Role-Playing Game sono il genere che più di ogni altro ha fatto del videogioco un medium narrativo maturo. Non perché siano i più belli da vedere, né i più immediati da giocare: ma perché nessun altro genere si è mai fermato a chiedersi con la stessa insistenza cosa significhi esistere, scegliere, perdere qualcosa che si amava.

Questa classifica nasce con una regola editoriale precisa: un titolo per serie. La scelta ci ha obbligati a decidere, non a elencare. Per Final Fantasy, Persona, Dragon Quest e tutte le saghe presenti in lista, abbiamo selezionato il capitolo che meglio rappresenta quella serie nel suo momento più alto. Dove lo abbiamo ritenuto necessario, menzioniamo i capitoli che meritano di essere conosciuti, anche se non compaiono in classifica.

Il risultato è una lista di venticinque titoli che attraversano quarant’anni di storia, dalle origini del Super Famicom al 2026. Non è la lista definitiva: è la nostra. Ed è per questo che vale la pena leggerla fino in fondo.

25. Golden Sun (2001, Game Boy Advance)

Golden Sun è il JRPG che Camelot ha costruito pensando a cosa potesse fare un GBA che nessun altro aveva ancora tentato. Il risultato è un titolo che utilizza le Psinergie non solo in battaglia, ma nell’esplorazione del mondo: i puzzle ambientali integrano le abilità dei personaggi in modo così naturale da sembrare progettati per ogni singola stanza.

Il sistema che ruota attorno ai Djinn, che permette di assegnare spiriti elementali ai personaggi modificandone la classe e le statistiche, ha una profondità che non si esaurisce nella prima partita. La trama, che racconta una storia di bilanciamento tra magia e mondo naturale, ha un respiro epico insolito per una console portatile. Golden Sun è il gioiello di nicchia di questa lista: il titolo che pochi conoscono e chi ha giocato non dimentica.

Disponibile su: Game Boy Advance (originale), Nintendo Switch Online (GBA).

24. Breath of Fire III (1997, PlayStation)

Breath of Fire III è uno di quei JRPG che sopravvivono al tempo non per il loro impatto culturale, ma per la qualità intrinseca di ciò che hanno costruito. La storia di Ryu, l’ultimo umano che può trasformarsi in dragone, che cresce dall’infanzia all’età adulta nel corso dell’avventura, ha una struttura narrativa ambiziosa per l’epoca. Il sistema dei Masters, che permette di apprendere abilità speciali da PNG incontrati nel mondo di gioco, aggiunge una dimensione di esplorazione e scoperta rara.

La colonna sonora di Yoshino Aoki è tra le più evocative dell’era PlayStation originale. Breath of Fire III non è il titolo più conosciuto di questa lista e nemmeno il più noto del regista Makoto Ikehara (Dragon’s Dogma), ed è esattamente per questo che merita di esserci: un classico dimenticato che vale la pena recuperare.

Disponibile in Europa su: PSP, PS Vita (PlayStation Store).

23. Shin Megami Tensei III: Nocturne (2003, PlayStation 2)

SMT III: Nocturne è il JRPG per chi vuole essere messo alla prova, nel senso più letterale. Tokyo è stata trasformata in un universo demoniaco dopo un’apocalisse, e il protagonista, trasformato egli stesso in un semi-demone, deve scegliere quale nuovo ordine mondiale sostenere tra fazioni che non ammettono compromessi. La storia non ha eroi: ha sopravvissuti con visioni del mondo incompatibili, e fino a sei finali diversi.

Il sistema Press Turn, precursore diretto di ciò che Atlus ha poi raffinato in Persona e Metaphor, premia la conoscenza delle affinità elementali con turni aggiuntivi e punisce gli errori con turni persi. La difficoltà è calibrata per essere genuinamente impegnativa. SMT III: Nocturne è il JRPG da avviare dopo aver completato Persona 5 Royal, quando si vuole capire da dove viene quella formula.

Disponibile su: PlayStation 4, PS5, Nintendo Switch, PC (HD Remaster).

22. Bravely Default (2012, Nintendo 3DS)

In un’epoca in cui il JRPG classico sembrava aver perso il proprio smalto, Bravely Default ha dimostrato che il problema non era la struttura tradizionale, ma l’esecuzione. Il titolo di Silicon Studio e Square Enix reintroduce un sistema di combattimento a turni con la meccanica Brave & Default, che permette di anticipare o rimandare le azioni accumulando o spendendo punti turno in modo strategico. Il risultato è uno dei sistemi di combattimento turn-based più profondi degli ultimi vent’anni.

Il sistema dei Job, che permette di personalizzare ogni personaggio combinando le classi sbloccate nel corso dell’avventura, aggiunge una profondità di build-crafting rara nel genere. Bravely Default è anche un documento storico: il ritorno del JRPG classico nel momento in cui sembrava necessario.

Disponibile su: Nintendo 3DS (originale), Android e iOS (versione Plus).

21. Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection (2026, multipiattaforma)

Capcom ha costruito la sottosaga Stories con pazienza: il primo capitolo era un esperimento, il secondo una conferma. Il terzo è la maturazione definitiva. Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection racconta la storia di due regni in conflitto sullo sfondo di una catastrofe ambientale, con una trama che per la prima volta nella serie ha il peso e la struttura di un JRPG adulto, non di un titolo per un pubblico giovane.

Il sistema dei Geni, già presente nei capitoli precedenti, si amplia e il rework sul Rito della Canalizzazione rendono il gioco più profondo rispetto al passato, ma si aggiunge un’altra importante novità: il Ripristino dell’Habitat, che apre la strada ai Monstie a Doppio Elemento.

L’art direction con il RE Engine porta il mondo di Monster Hunter a un livello visivo mai raggiunto dalla sottosaga. Con un Metacritic di 87, un 92% di raccomandazioni su OpenCritic e il nostro 9 in recensione, Stories 3 è già oggi il miglior JRPG del 2026. Per chi ama Pokémon e vuole qualcosa di più elaborato: iniziare da qui.

Disponibile su: PlayStation 5, Xbox Series, Nintendo Switch 2, PC.

20. Ni no Kuni: La minaccia della Strega Cinerea (2011, PlayStation 3)

Ni no Kuni: La minaccia della Strega Cinerea è il JRPG che più si avvicina all’idea di giocare un film di Studio Ghibli. La collaborazione tra Level-5 e lo studio di Hayao Miyazaki è visibile in ogni frame: le animazioni, i design dei personaggi, i paesaggi del mondo fatato in cui il piccolo Oliver si ritrova dopo aver perso la madre. L’estetica è tra le più riuscite e coerenti della storia del genere.

Il sistema di combattimento, che combina azione in tempo reale con la cattura e l’allevamento dei Familiari (creature da battaglia con caratteristiche proprie), anticipa alcune soluzioni che Monster Hunter Stories avrebbe poi sviluppato in modo più sistematico. Ni no Kuni è il JRPG da consigliare a chi si avvicina al genere per la prima volta, e a chi ha figli con cui vuole condividere questa passione.

Disponibile su: PlayStation 3 (originale), PC e Nintendo Switch (versione rimasterizzata).

19. Like a Dragon: Infinite Wealth (2024, multipiattaforma)

La saga Yakuza ha impiegato trent’anni per diventare un JRPG a turni. La transizione, avvenuta con Yakuza: Like a Dragon nel 2020, ha trasformato uno dei franchise più amati d’Oriente in qualcosa di completamente nuovo senza perdere un solo fan. Infinite Wealth è il capitolo che consolida e amplifica quella svolta: Ichiban Kasuga e il suo gruppo si spostano dal Giappone alle Hawaii in una storia che mescola commedia assurda, critica sociale e momenti di autentica intensità emotiva.

Il sistema a turni è tra i più dinamici del genere moderno: i personaggi si muovono liberamente nell’arena prima di eseguire le azioni, trasformando il posizionamento in una variabile tattica concreta. I minigiochi, da un gestionale di spiaggia a un intero JRPG nidificato nel gioco principale, sono generosi al limite della follia. Con un Metacritic di 90 e oltre sessanta ore di storia principale, Infinite Wealth è la conferma che la nuova direzione della saga non era un esperimento.

Disponibile su: PlayStation, Xbox, PC.

18. Fire Emblem: Three Houses (2019, Nintendo Switch)

Fire Emblem: Three Houses è il punto in cui la saga ha deciso di espandere la sua identità oltre il tattico puro: metà gestione di una scuola militare, metà strategia su griglia, con un sistema di relazioni tra personaggi che deve molto alla struttura dei Social Link di Persona. Il risultato è un ibrido che funziona perché ogni componente alimenta le altre: i rapporti costruiti nelle lezioni hanno peso nelle battaglie, e le scelte fatte nei dialoghi determinano quali compagni sopravviveranno alla storia.

La struttura in quattro percorsi narrativi distinti, ognuno con la propria verità sulla guerra e sulle motivazioni dei personaggi, dà al gioco una rigiocabilità rara nel genere. Edelgard von Hresvelg è tra i personaggi più discussi e sfaccettati degli ultimi anni nel JRPG: villain per alcune route, protagonista eroica per altre. Three Houses è il JRPG da avere su Switch o Switch 2.

Disponibile su: Nintendo Switch.

17. Kingdom Hearts II (2005, PlayStation 2)

Kingdom Hearts II è il gioco che ha dimostrato che l’idea più folle della storia dei videogiochi poteva non solo funzionare, ma raggiungere una sua coerenza interna. La fusione tra i personaggi Disney e l’universo di Final Fantasy, in un action-JRPG in cui si combatte con in mano una chiave gigante, i Keyblade, con l’aiuto di Paperino e Pippo sarebbe potuto essere un disastro: invece, Kingdom Hearts II è diventato uno dei titoli più amati dell’era PlayStation 2.

Il sistema di combattimento basato sulle Fusioni, che trasforma Sora in versioni potenziate con abilità diverse, è tra i più fluidi e spettacolari del genere action-JRPG. La narrativa, per quanto avvolta in una mitologia sempre più elaborata, e a tratti deliberatamente incomprensibile, ha momenti di impatto emotivo autentici. Kingdom Hearts II è il capitolo che meglio bilancia l’accessibilità con la profondità, e il motivo per cui la saga continua ad avere una fanbase fedele vent’anni dopo.

Disponibile su: PlayStation 4/5 (HD Remix Collection), PC (Epic Games Store).

16. Tales of Symphonia (2003, GameCube / PlayStation 2)

Tales of Symphonia è il JRPG che ha formato una generazione di appassionati europei che difficilmente avrebbero avuto accesso alla saga. Pubblicato su GameCube in un periodo in cui i JRPG erano appannaggio quasi esclusivo di PlayStation, il titolo di Namco portava per la prima volta in Europa il sistema di combattimento in tempo reale della serie (il Linear Motion Battle System) che rendeva ogni scontro fisico e immediato, lontano dalla struttura a turni classica.

La trama dei due mondi condannati a sopravvivere a spese l’uno dell’altro sorprende scoperta dopo scoperta e ancora oggi sorprende chi la affronta per la prima volta. Il cast, guidato da Colette e Lloyd, è affiatato e mai banale. Tales of Symphonia è il capitolo della saga Tales of che più di ogni altro ha lasciato un segno duraturo, ed è ancora oggi il punto d’ingresso consigliato per chi vuole conoscere la serie.

Disponibile su: PC (Steam), PlayStation 3 (versione Chronicles).

15. Skies of Arcadia (2000, Dreamcast / GameCube)

Skies of Arcadia è il JRPG che avrebbe potuto cambiare la storia, se Sega avesse avuto la fortuna che meritava. Uscito su Dreamcast nel 2000, poi portato su GameCube come Skies of Arcadia Legends nel 2002, il gioco di Overworks è rimasto intrappolato su due piattaforme dal ciclo di vita breve, lontano dalla visibilità che avrebbe meritato.

La storia del pirata del cielo Vyse e della sua ciurma, che esplora un mondo di isole galleggianti a bordo di una nave volante, ha un’energia e un ottimismo rari nel genere: un JRPG che sceglie la gioia dell’avventura come emozione principale, senza per questo rinunciare alla profondità narrativa. Il sistema di battaglie navali, con la gestione dei cannoni e dell’equipaggio aggiunge uno strato tattico unico. A ventisei anni dall’uscita, Skies of Arcadia non ha ancora avuto il remake che merita: motivo in più per cercarlo.

Disponibile su: Dreamcast, GameCube

14. Octopath Traveler 2 (2023, multipiattaforma)

Octopath Traveler 2 ha preso tutto ciò che il primo capitolo aveva fatto bene e ha risolto l’unico problema che aveva: la mancanza di connessione narrativa tra le storie degli otto protagonisti. Il sistema HD-2D, che unisce pixel art dettagliata a illuminazione e profondità tridimensionale, è visivamente tra i più riusciti del genere moderno. Il sistema di combattimento Break & Boost, che richiede di identificare le debolezze dei nemici per stordirli e poi amplificare i danni, è tra le meccaniche a turni più soddisfacenti degli ultimi anni.

Ogni personaggio porta una storia autonoma con un peso narrativo e tematico proprio: dall’aristocratica caduta in disgrazia al pirata in cerca di riscatto. Dove il primo Octopath lasciava gli otto percorsi separati e paralleli, il secondo trova i punti di incrocio, costruendo un affresco più coeso. Per chi cerca un JRPG moderno con un’identità visiva fortissima e un combat system profondo, Octopath Traveler 2 è la risposta.

Disponibile su: PlayStation, Nintendo Switch, PC.

13. Paper Mario: Il Portale Millenario (2004, GameCube)

Paper Mario: Il Portale Millenario è il punto in cui la saga Paper Mario riesce a essere contemporaneamente JRPG e commedia: un equilibrio perfetto che i capitoli successivi hanno progressivamente abbandonato, allontanandosi dalle meccaniche RPG a favore di un’esperienza sempre più action. Il sistema a turni basato su potenziamenti da ottenere in tempo reale rende ogni scontro interattivo senza mai diventare frenetico.

Il cast di personaggi, dai timidi Fufino agli Occultombra, costruisce un mondo surreale con una coerenza interna sorprendente. La storia, che porta Mario in un viaggio attraverso sette capitoli strutturati come i libri di una saga, ha un ritmo e uno humour che resistono ancora oggi. Il Portale Millenario è uscito in versione rimasterizzata nel 2024 su Nintendo Switch, ed è il momento giusto per recuperarlo.

Disponibile su: Nintendo Switch (Remaster 2024), Nintendo GameCube (originale).

12. Pokémon Oro e Argento (2000, Game Boy Color)

Se Pokémon Rosso e Blu hanno inventato il genere monster collector, Pokémon Oro e Argento lo hanno portato al suo apice. La decisione di includere due regioni complete, sedici palestre e un post-game di dimensioni paragonabili all’avventura principale è ancora oggi considerata irraggiungibile dalla saga. L’introduzione del ciclo giorno-notte, dei Pokémon selvatici che cambiano in base all’orario, dei tag match e degli allevamenti ha aggiunto una profondità sistemica che i capitoli successivi non hanno più replicato nella stessa misura.

Gold e Silver sono anche, narrativamente, una storia di passaggio: il protagonista non combatte un nemico, ma percorre un viaggio verso l’identità, ritrovando alla fine il campione del gioco precedente. È il momento in cui la saga Pokémon ha capito di poter fare qualcosa di più di un semplice gioco di collezionismo.

Disponibile su: Nintendo Switch Online (Game Boy).

11. Nier: Automata (2017, multipiattaforma)

Nier: Automata non si gioca una volta: si gioca tre volte, e la terza è quella che cambia tutto. Yoko Taro ha costruito un gioco in cui la struttura stessa della progressione è il messaggio: ripetere le stesse sezioni da prospettive diverse non è una scorciatoia produttiva, ma il modo in cui il gioco racconta qualcosa sull’identità, la memoria e il senso di ciò che si chiama esistenza.

Le androidi 2B, 9S e A2 abitano un mondo post-apocalittico in cui i robot creati dall’umanità stanno sviluppando emozioni, mentre i robot al servizio degli alieni si interrogano sul significato della vita. Il combat system action di PlatinumGames è fluido e preciso. La colonna sonora di Keiichi Okabe è una delle più belle nella storia del videogioco. Nier: Automata è un’opera che non assomiglia a nessun altro JRPG di questa lista, e proprio per questo lo trovate qui.

Disponibile su: PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch, PC.

10. Xenogears (1998, PlayStation)

Xenogears è il JRPG che ha osato troppo, e per questo non finirà mai di essere discusso. La storia di Fei Fong Wong attraversa filosofia nietzschiana, psicologia junghiana, gnosticismo e fantascienza in un’opera che Square non riuscì a completare nei tempi previsti: il secondo disco è narrato in larga parte attraverso riassunti testuali, a causa di un budget esaurito. Eppure, anche così, Xenogears rimane uno dei progetti narrativamente più ambiziosi mai tentati nel medium.

Il sistema di combattimento, che alterna scontri a terra con battaglie nei mecha (i Gear), introduce una profondità tattica insolita per l’epoca. La colonna sonora di Yasunori Mitsuda è tra le sue composizioni più intense. Xenogears è un’opera imperfetta e irripetibile: il tipo di gioco che si può amare proprio per ciò che ha tentato, non solo per ciò che ha ottenuto.

Disponibile su: PlayStation (originale), PlayStation Store (PS3/PSP/Vita).

9. Xenoblade Chronicles 3 (2022, Nintendo Switch)

La trilogia di Xenoblade Chronicles è probabilmente la saga JRPG più sottovalutata degli ultimi quindici anni. Il terzo capitolo, pubblicato su Nintendo Switch nel 2022, ne rappresenta la sintesi e il culmine: una storia che intreccia i fili narrativi dei primi due episodi in una riflessione sul tempo, la mortalità e il senso di ciò che si lascia dietro.

Il sistema di combattimento in tempo reale con gestione delle arti e degli attacchi a catena è tra i più complessi e soddisfacenti del genere action-JRPG. Il mondo di Aionios, un continente in perenne stato di guerra tra due fazioni speculari, è progettato con una cura geografica e narrativa rara. Con oltre cento ore di contenuti nella campagna principale, Xenoblade Chronicles 3 è il JRPG che i veterani del genere aspettavano da anni.

Disponibile su: Nintendo Switch.

8. Dragon Quest XI: Echi di un’era perduta (2017, multipiattaforma)

Nessun altro JRPG della storia recente è più generoso di Dragon Quest XI. Non nel senso commerciale del termine; infatti, il gioco offre cento ore di avventura in cui ogni scena sembra progettata per far stare bene il videogiocatore, senza mai tradire la fiducia riposta nel tempo investito. Yuji Horii, il creatore della saga, ha distillato trent’anni di esperienza in un titolo che funziona tanto per chi inizia con i JRPG quanto per i veterani del genere.

Il sistema di combattimento a turni è classico ma mai stanco, arricchito da un sistema di abilità ad albero che permette una personalizzazione profonda. Il cast, guidato dal silenzioso Luminary, è tra i più affiatati della saga. La versione Definitive Edition aggiunge un’alternativa in pixel art 2D che è, di fatto, un secondo gioco. Per la serie Dragon Quest, l’undicesimo capitolo è il punto d’ingresso ideale, e al tempo stesso il suo momento più alto.

Disponibile su: PS4, Xbox One, Nintendo Switch, Nintendo 3DS, PC

7. EarthBound (1994, SNES)

EarthBound è un JRPG ambientato nell’America suburbana degli anni Novanta, in cui quattro ragazzini salvano il mondo armati di mazze da baseball, yo-yo e poteri psichici. La sinossi non rende giustizia a ciò che Shigesato Itoi ha costruito: una satira affettuosa e profondamente malinconica della cultura americana, mascherata da avventura per bambini.

Il sistema di combattimento Rolling HP meter, che permette di sopravvivere a un colpo letale se si agisce abbastanza velocemente, è una metafora ludica perfetta per la testardaggine dell’infanzia. I nemici, che sono incarnazioni della noia e attacchi di panico, sono tra i più originali e inquietanti del genere. EarthBound ha influenzato direttamente Undertale, Omori e quasi ogni JRPG narrativamente ambizioso degli ultimi vent’anni. Chi vuole capire dove nasce il JRPG indipendente contemporaneo deve passare da qui.

Disponibile su: Nintendo Switch Online (SNES).

6. Suikoden II (1998, PlayStation)

Tra tutti i titoli di questa lista, Suikoden II è forse quello che ha ricevuto meno attenzione al momento dell’uscita e più rivalutazione negli anni successivi. Pubblicato in un 1998 dominato da Final Fantasy VIII e Metal Gear Solid, passò quasi inosservato fuori dal Giappone. Oggi è considerato da molti critici il miglior JRPG dell’era PlayStation originale.

La struttura narrativa è quella di una guerra civile raccontata attraverso gli occhi di un protagonista che si trova costantemente a dover scegliere tra lealtà personali e necessità politiche. Il villain Luca Blight è tra i più convincenti e disturbanti del genere. I 108 personaggi reclutabili, tutti con storie proprie, costruiscono un mondo che respira. Suikoden II è un capolavoro che merita di essere scoperto, adesso che la versione HD Remaster lo ha reso finalmente accessibile su piattaforme moderne.

Disponibile su: PlayStation 4/5, Xbox, Nintendo Switch, PC (HD Remaster).

5. Clair Obscur: Expedition 33 (2025, multipiattaforma)

Nessun JRPG nella storia recente è partito con così poche aspettative e ottenuto così tante conquiste. Sandfall Interactive, studio francese al suo primo progetto, ha costruito un’opera che ha vinto più premi GOTY 2025 di qualsiasi altro titolo nella storia dei Game Awards, superando persino Elden Ring nel numero di riconoscimenti collezionati. Il Metacritic a 92, l’user score record su tutta la piattaforma: numeri che raccontano qualcosa di raro.

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Clair Obscur: Expedition 33 funziona perché non si limita a omaggiare i JRPG classici: li reinterpreta. Il sistema di combattimento a turni integra una componente action in tempo reale (parry, schivate, contrattacchi) che trasforma ogni scontro in una conversazione fisica con il nemico. La narrazione, ambientata in una Francia Art Nouveau dove ogni anno una misteriosa pittrice cancella dalla realtà chiunque abbia raggiunto una certa età, è tra le più originali e commoventi degli ultimi anni. Un classico istantaneo, già oggi.

Disponibile su: PlayStation 5, Xbox Series X/S (Game Pass day one), PC.

4. Metaphor: ReFantazio (2024, multipiattaforma)

Atlus ha impiegato vent’anni di affinamento sulla formula di Persona per arrivare qui. Metaphor: ReFantazio è il JRPG fantasy che il team di Katsura Hashino aveva in mente da sempre: stesso sistema Press Turn, stessa profondità nelle relazioni tra personaggi, ma ambientato in un regno di fantasia medievale che libera la narrazione dai vincoli del setting scolastico.

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Il risultato, con un Metacritic di 94, è quello che alcuni critici hanno definito il capolavoro definitivo di Atlus: una storia politica sulla natura del potere e della paura, combattuta attraverso un sistema di classi (gli Archetipi) tra i più profondi mai visti nel genere. Il Torneo del Trono come struttura narrativa portante è un’idea così originale da sembrare ovvia a posteriori. Metaphor: ReFantazio è tra i JRPG del decennio, almeno fino a quando Atlus non deciderà di superare se stessa.

Disponibile su: PlayStation 4, PS5, Xbox Series X/S, PC.

3. Persona 5 Royal (2019, multipiattaforma)

Persona 5 Royal non è solo un JRPG: è un manifesto stilistico. Dall’interfaccia utente alla colonna sonora jazz, dal sistema di calendario alla struttura dei dungeon Metaverse, ogni elemento comunica una precisa visione del mondo. Atlus ha preso la formula di Persona 4, già eccellente, e l’ha portata a una coerenza estetica e ludica che pochi titoli del medium hanno raggiunto.

Il sistema di combattimento Press Turn, che premia la conoscenza delle debolezze elementali dei nemici, è tra i più stratificati e soddisfacenti della storia del genere. Il doppio binario tra le battaglie nei Palazzi e la vita sociale di Joker a Tokyo non è un compromesso: è la struttura stessa del gioco, e funziona perché ogni Social Link ha un peso narrativo reale. Con oltre cento ore di contenuti e un cast tra i più memorabili degli ultimi vent’anni, Persona 5 Royal è il titolo che più di ogni altro ha avvicinato nuovi appassionati al genere nell’era moderna.

Disponibile su: PlayStation 4, PS5, Xbox Series X/S, Nintendo Switch, PC.

2. Final Fantasy VI (1994, SNES)

Prima che Final Fantasy VII spostasse il genere verso la fantascienza e i personaggi tormentati, Final Fantasy VI costruì qualcosa di più raro: un cast corale in cui nessuno era il protagonista e tutti lo erano. Sedici personaggi giocabili, ognuno con una storia che meriterebbe un gioco a sé, in un mondo steampunk che mescolava la magia all’industrializzazione dell’Impero.

Kefka Palazzo rimane l’unico antagonista della storia dei JRPG ad aver raggiunto il suo obiettivo: la distruzione del mondo avviene davvero, a metà gioco, e il secondo tempo è una storia di sopravvissuti che cercano di rialzarsi. L’aria di Celes nel secondo atto è ancora oggi considerata uno dei momenti più emozionanti mai costruiti in un videogioco. Per la serie Final Fantasy, il sesto capitolo resta il vertice narrativo di un’intera era.

Vale anche ricordare che Final Fantasy VII, e i suoi remake, (1997, PlayStation) è il JRPG che ha portato il genere in Occidente e cambiato per sempre il modo di raccontare storie nei videogiochi. Final Fantasy X (2001, PlayStation 2) è il punto di svolta del JRPG cinematografico moderno, il primo della serie con doppiaggio completo. Entrambi meritano di essere giocati: semplicemente, il sesto li precede tutti.

Disponibile su: PS4, Nintendo Switch, PC, iOS e Android nella versione Pixel Remaster.

1. Chrono Trigger (1995, SNES)

Tutto, in Chrono Trigger, è perfetto. Non nel senso inflazionato del termine: nel senso che ogni sistema di gioco, ogni scelta narrativa, ogni battuta di dialogo occupa esattamente il posto in cui doveva stare. Il risultato di quella che Square chiamò il “Dream Team”, formato da Hironobu Sakaguchi (padre di Final Fantasy), Yuji Horii (creatore di Dragon Quest) e Akira Toriyama (il disegnatore di Dragon Ball), è un gioco che nel 1995 sembrava venire dal futuro.

Il sistema di combattimento a turni introduce le combo tra personaggi, eliminando i combattimenti casuali a favore di nemici visibili su mappa. La trama sui viaggi nel tempo distribuisce la narrazione su tredici finali possibili, senza che nessuno sembri artificioso. La colonna sonora di Yasunori Mitsuda è ancora oggi tra le più campionate nella storia del videogioco. Trent’uno anni dopo la sua uscita, Chrono Trigger è ancora in cima a ogni classifica seria del genere. Non è nostalgia: è semplicemente il migliore.

Disponibile su: PC, iOS, Android.

Quale JRPG scegliere per iniziare?

Se non si è mai giocato un JRPG, la strada più rapida verso il genere passa da tre titoli: Ni no Kuni per chi vuole un ingresso graduale e visivamente accessibile, Dragon Quest XI per chi preferisce una struttura più classica e generosa, Persona 5 Royal per chi vuole essere convinto che i JRPG possano essere anche stilisticamente all’avanguardia.

Per chi vuole recuperare la storia del genere, l’ordine ideale è cronologico ma non rigido: Chrono Trigger e Final Fantasy VI raccontano dove tutto è iniziato. Suikoden II e EarthBound mostrano quanto il genere potesse essere diverso già negli anni Novanta. Nier: Automata e Metaphor: ReFantazio spiegano dove sta andando.

Non esiste un percorso sbagliato. Esiste solo il JRPG giusto per il momento in cui ci si trova.

Ultimo aggiornamento 29 Giugno 2026

Di Antonino Savalli

Nato con Nintendo, cresciuto con PlayStation e formato con il PC, ho sempre trovato nella scrittura il legame per apprezzare tutte le esperienze videoludiche (e non) vissute.

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