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Whirlight No Time To Trip – Recensione

Un’avventura grafica old style tutta italiana che conferma la bontà delle idee di ImaginaryLab

Ci sono momenti, giocando a Whirlight -No Time to trip in cui il tempo sembra fermarsi e no, non parlo solo della trama, incentrata su viaggi temporali, ma parlo della sensazione, rara e quasi commovente, di essere tornati negli anni ’90, quando LucasArts dettava legge nel genere punta e clicca (Monkey Island, Indiana Jones, The Dig, Sam & Max, Full Throttle, Grim Fandango…). E questi rimandi alla Lucas e a Monkey Island in particolare, ImaginaryLab, italianissimo studio indie nato dalla volontà di Ciro Camera, te li fa notare subito, proprio per far capire al giocatore l’aria che tira (vedi raccogli-banane).

ImaginaryLab già autori di un apprezzato Willy Morgan and the Curse of the Bone Town con Whirlight- No Time To Trip fa un salto di qualità enorme, confezionando probabilmente la più ambiziosa avventura grafica made in Italy degli ultimi anni.

Non è un’impressione campata in aria: rispetto al debutto dello studio, Whirlight risulta grossomodo tre volte più lungo, con enigmi più stratificati e una scrittura che osa di più, pur senza perdere quella vena surreale e un po’ scanzonata che aveva reso Willy Morgan così amato dai fan del genere.

E il fatto che il gioco arrivi già “decorato” – selezione al PAX Rising, vittoria come miglior narrativa al Chainsaw Game and Music Festival, un posto nella top 5 IndieDB tra i giochi indie più attesi – la dice lunga su quanto la scena internazionale avesse messo gli occhi addosso a questo titolo ben prima dell’uscita.

La trama

Vestiamo i panni di Hector May, fisico e inventore di mezza età dal look hippie, la cui genialità è pari solo alla sua sfortuna. Nella ridente Verice Bay, una cittadina costiera americana anni ’60 che strizza platealmente l’occhio ai canali di Venezia, Hector, dopo un sogno surreale carico di suggestioni alla Dalí e Warhol, inventa il Light Squeezer, un dispositivo capace di liquefare la luce in un liquido che permette di viaggiare nello spazio-tempo.

Le cose, ovviamente, non vanno come previsto: Hector si ritrova catapultato in avanti nel tempo, dove conosce Margaret Harck, artista determinata che diventerà la sua compagna d’avventura.

Quella che sembrava una semplice storiella di invenzioni sfortunate si trasforma presto in un’epopea di circa 15 ore, capace di spaziare tra un futuro apocalittico ambientato nel 2045, la Londra ottocentesca, un vigneto mediterraneo e persino un bar ai confini dello spazio-tempo. La scrittura non è mai banale, e la generosità dei contenuti sorprende: se il precedente titolo dello studio era una “toccata e fuga”, qui Imaginary Lab dimostra di saper reggere un respiro narrativo ben più ampio.

Comparto tecnico ed artistico

Dal punto di vista visivo, il gioco fa davvero una bella figura, un’ottima figura. Personaggi e fondali nascono come 3D per poi essere digitalizzati in 2D regalando, così, scenari quasi fotorealistici nella profondità ma con personaggi dal tratto più caricaturale, contrasto che funziona alla meraviglia.

Il titolo offre un numero importante di ambientazioni che rendono il mondo enorme e vario. Anche quando si ritorna negli stessi posti ma in un tempo diverso, consiglio di soffermarsi sui dettagli che rendono il gioco unico come nella piazza di Verice Bay, negli anni ’90, si nota una certa insegna: Two Pines Mall con l’ora ferma alle 1.16 del mattino.

A parte questo Verice Bay cambia dinamicamente sotto gli occhi del giocatore man mano che si risolvono gli enigmi collegati.

Il comparto sonoro sembra di ottima qualità, con musichette orecchiabili che accompagnano l’avventura senza sovrastarla e che cambia in base anche alle epoche attraversate. Il doppiaggio, in inglese, coglie l’ironia delle battute inserite nei dialoghi grazie anche a un cast in parte azzeccato: Jeffrey Machado presta la voce a Hector con un timbro che ne asseconda perfettamente la goffaggine geniale, mentre Larissa Crowe dà a Margaret quella grinta un po’ spigolosa che il personaggio richiede. I due, non a caso, abbattono frequentemente la quarta parete rivolgendosi direttamente al giocatore.

Difetti? Qualcosa da limare

Nessuna recensione onesta può ignorare le imperfezioni, per quanto minori. Il primo neo riguarda le animazioni, a tratti legnose e un po’ lente nella risoluzione di alcuni enigmi, che richiede tentativi ed esperimenti successivi, l’attesa ripetuta dell’animazione del personaggio può diventare, alla lunga, fonte di lieve frustrazione.

Anche il ritmo degli enigmi non è sempre lineare: a passaggi di puro genio si alternano momenti più criptici, che richiedono un’esplorazione più approfondita degli scenari prima di trovare la soluzione niente di così frustrante intendiamoci.

Va anche detto, del resto, che il gioco fornisce sempre tutti gli indizi necessari, rendendo ogni enigma logico e mai ingiusto. La difficoltà resta certamente in buona parte soggettiva ma, tranne rari casi, gli enigmi sono abbastanza lineari.

Da apprezzare però il sistema di controllo che con la pressione del tasto destro del mouse permette di capire con quanti e quali oggetti si può interagire in quel determinato scenario, rendendo più semplice l’interazione ed evitando di collegare oggetti a caso.

Ultimo difetto, perché si è un difetto, soprattutto per uno studio italiano, è l’assenza del doppiaggio nella lingua italiana, un’occasione mancata per uno studio nostrano, che avrebbe potuto rafforzare l’identità del progetto e l’immersione per il pubblico di casa, capiamo i costi ma ci viene un pò da storcere il naso.

Va ammesso, ad onor del vero, che i testi e i sottotitoli sono comunque disponibili in italiano, così come in altre sette lingue, mentre il doppiaggio integrale resta appannaggio solo dell’inglese e del cinese semplificato e tradizionale come riportato dalla pagina del gioco di Steam: un limite quindi non esclusivo del pubblico nostrano, ma che pesa comunque di più per chi, come noi, avrebbe voluto sentire Hector e Margaret parlare la lingua di Verice Bay… ops, di Dante.

Whirlight – No Time To Trip è un atto d’amore dichiarato verso l’epoca d’oro delle avventure grafiche, e in particolare verso la lezione di Ron Gilbert e Monkey Island. Ma è soprattutto la dimostrazione che l’industria italiana dei videogiochi ha ormai le competenze artistiche e narrative per competere ad armi pari con produzioni di respiro internazionale. Con i suoi riconoscimenti ai festival, ImaginaryLab si conferma una delle realtà indie più interessanti del panorama nostrano. Nonostante qualche legnosità nelle animazioni e un ritmo degli enigmi non sempre uniforme, Whirlight brilla per direzione artistica, longevità e una quantità impressionante di enigmi intelligenti. Un viaggio nel tempo che ogni amante del genere e ogni appassionato orgoglioso del made in Italy videoludico dovrebbe intraprendere senza esitazioni.

8.5

Dettagli e Modus Operandi
  • Piattaforme: PC Steam
  • Data uscita: 14 maggio 2026
  • Prezzo: 19,99 euro

Ho giocato e completato il gioco su PC Steam grazie ad un codice gentilmente offerto dagli sviluppatori

Di Corrado Fermariello

Primo computer? Commodore 64...ne è passata di acqua sotto i ponti, e io con lei, ritrovandomi oggi, superati gli anta ad amare ancora il videogioco come forma di intrattenimento

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