Bandai Namco sarà tra i protagonisti di Lucca Comics & Games 2026, in programma dal 28 ottobre al 1° novembre. Per la sessantesima edizione della manifestazione, l’azienda giapponese ha annunciato una presenza decisamente ricca. Il catalogo presentato spazia dai videogiochi ai modellini, passando per gadget, giocattoli e oggetti da collezione.
Il cuore della presenza di Bandai Namco sarà il Bandai Namco Palace, allestito presso la Palestra Ducale Maria Luisa, in Via della Cavallerizza 6: oltre 400 metri quadrati di esposizione, pensati per grandi e piccoli. Qui sarà possibile provare in anteprima Dragon Ball Xenoverse 3, il nuovo capitolo della serie atteso nel 2027 su PC, PS5 e Xbox Series X|S. Un’occasione decisamente ghiotta per i fan, considerando i mesi che ci separano ancora dall’uscita. Spazio anche ad Ace Combat 8: Wings of Theve, uscito lo scorso 2 ottobre con un ottimo riscontro di critica e pubblico, e a Captain Tsubasa 2: World Fighters, disponibile da agosto.
Gli appassionati di robottoni, poi, avranno di che divertirsi. In Piazza San Frediano sarà allestito un intero tendone dedicato a Gundam, con The Gundam Base: al suo interno troveranno edizioni limitate, model kit, gashapon e una linea di prodotti Tamashii Nations dedicata alla saga. Nella nuova area Tamashii Nations del Palace ci saranno invece diversi prodotti dedicati a Mazinger Z e Goldrake, in onore di Go Nagai, uno degli ospiti più attesi di questa edizione.
Non mancherà poi il merchandise legato ai videogiochi, con Elden Ring e Dark Souls in prima fila. Nell’area Banpresto, invece, troveremo statuette e oggetti da collezione, tra cui quattro prodotti in edizione limitata dedicati a One Piece e Dragon Ball, disponibili esclusivamente a Lucca. Nell’area model kit, infine, saranno presenti kit di One Piece, Evangelion, Mazinger Z e della linea 30 Minutes Fantasy.
Chiude il cerchio una piccola chicca per i nostalgici. Per la prima volta, Tamagotchi avrà uno spazio tutto suo a Lucca Comics & Games, con prodotti esclusivi, attività interattive e sorprese, a trent’anni dalla nascita del celebre animaletto digitale. Chi tra noi non ne ha mai fatto morire almeno uno?

