Proprio quando sembrava che Bandai Namco si fosse completamente dimenticata di Dragonball Fighterz per concentrare tutte le sue attenzioni su Sparking Zero, la casa giapponese è riuscita a lasciare a bocca aperta i suoi fan.
Pochi giorni fa, durante l’EVO France 2025, è stato diffuso un trailer che annunciava l’arrivo di un nuovo personaggio, che andrà ad aggiungersi al roster di Fighterz tramite DLC a pagamento. Si tratta di Goku in versione Super Saiyan 4, nella versione apparsa in Dragonball Daima.
L’annuncio ha colto tutti quanti di sorpresa, dal momento che era dal 2022 che Dragonball Fighterz non riceveva personaggi aggiuntivi. Ma Bandai Namco non si è fermata qui. Il trailer infatti ha annunciato anche un nuovo massiccio aggiornamento per il gioco, divenuto disponibile da domenica 12 ottobre. Questo aggiornamento ha ritoccato il bilanciamento di tutti e personaggi e ha potenziato la meccanica Z Reflect, ora molto più impattante e utile.
Ma le sorprese non sono ancora terminate. Il video trailer infatti presenta la frase “challenge is far to be over”, che sembrerebbe suggerire l’arrivo di ulteriori novità per l’ormai leggendario picchiaduro 2d. L’arrivo di Goku SS 4 è previsto per la primavera 2026. Vedremo se si tratterà del canto del cigno di Fighterz o del primo passo di un nuovo rilancio.
Da pochi giorni è disponibile al download in versione free to play Dragon Ball gekishin Squadra, nuovo titolo targato Bandai Namco dedicato al fortunato manga di Akira Toriyama.
Stavolta però non siamo di fronte all’ennesimo picchiaduro, bensì ad un MOBA, genere divenuto estremamente popolare grazie a serie come League of Legends, ma ancora totalmente estraneo al mondo di Dragon Ball.
Gli sviluppatori saranno riusciti a confezionare un titolo all’altezza della fama del suo franchise? Dopo una lunga prova, ecco le nostre impressioni.
Una formula rodata
Per chi non lo sapesse, l’acronimo MOBA significa multiplayer online battle arena e indica tutti quei giochi in cui, al comando di un eroe, si affronta insieme ai propri compagni una squadra di avversari con l’obiettivo di conquistare il loro territorio.
Le battaglie avvengono solitamente in un arena chiusa con due o più corridoi. All’interno delle arene vi sono numerosi NPC, che devono essere abbattuti per consentire al nostro personaggio di salire di livello e potenziarsi.
Dragon Ball Gekishin ripropone questa formula senza presentare innovazioni particolarmente significative. Le battaglie vedono affrontarsi due squadre da quattro giocatori ciascuna. Ogni squadra ha l’obiettivo di conquistare la sfera del drago posta nella base nemica.
Per poterlo fare è necessario superare diverse altre postazioni, presidiate dagli hakaishin (ovvero gli dei della distruzione). Questi ultimi non possono essere attaccati direttamente. Occorre invece attendere l’arrivo di uno dei due Zeno, che attaccheranno a fasi alterne gli hakaishin delle due squadre con un martello. Durante questo intervallo temporale sarà possibile abbattere gli hakaishin con speciali attacchi.
Un Dragon Ball tattico
Naturalmente, per raggiungere la vittoria, occorre agire in maniera coordinata con la propria squadra e sfruttare al meglio le abilità del nostro eroe. In gekishin i personaggi sono suddivisi in tre categorie, attaccanti, difensori e tattici (abili nel supportare con tecniche particolari), come nella tradizione della maggior parte dei MOBA.
Inizialmente il gioco mette a disposizione il solo Goku, ma progredendo co con le battaglie diventano progressivamente sbloccabili numerosi altri personaggi. Naturalmente, il giocatore può scegliere di acquistare subito tutti gli eroi disponibili. Tuttavia, anche per chi non volesse spendere grandi cifre o non spendere per nulla, lo sblocco dei personaggi risulta abbastanza agevole e non eccessivamente lungo.
Anche il gameplay di Gekishin risulta da subito molto abbordabile. Il gioco inizia con un breve tutorial, che ci catapulta in una battaglia guidata dove vengono esplicate tutte le principali meccaniche del gioco. I personaggi inizialmente hanno a disposizione solo un attacco base e una sorta di schivata.
Abbattendo i vari npc e salendo di livello però vanno progressivamente sbloccandosi numerosi attacchi, tutti molto fedeli a quelli visti in anime e manga. Imparare a padroneggiare ogni attacco comprendendone potenza e gittata è il primo passo verso il padroneggiamento dei personaggi.
Per ottenere buoni risultati, sarà poi necessario imparare a muoversi in maniera coordinata col resto della squadra e valorizzare i ruoli e le caratteristiche di ogni personaggio. Oltre a questo, come in tutti i MOBA, è vitale saper “leggere” la partita, cioè essere in grado di cogliere le opportunità e anticipare le mosse della squadra avversaria per portare vantaggio alla propria.
Un forte impatto visivo
Se dal punto di vista del gameplay Gekishin Squadra non offre nulla di davvero innovativo o degno di nota, il gioco Bandai riesce perfettamente a valorizzare la licenza da cui è tratto. Tutti i personaggi presenti nello stage, partendo dagli eroi principali fino al più banale degli NPC, risultano ottimamente realizzati e perfettamente fedeli all’opera originale.
Anche le animazioni di movimento e dei vari attacchi sono estremamente ben fatte e assolutamente corenti e mostrano grande rispetto e conoscenza dell’anime di Dragon Ball. Tra gli npc si trova veramente di tutto, dai mostri del monte Paozu fino agli sgherri del Red Ribbon o ai demoni del Gran Demone Piccolo.
Anche alcuni mini boss, come Nappa o l’androide n. 16, citano ampiamente il manga originale nelle loro movenze e attraverso le sequenze della loro apparizione. Naturalmente, il gioco da’ il meglio di sè durante le sequenze di combattimento. I vari scontri con NPC o coi membri del team avversario sono sempre veloci, dinamici e fluidi e avvengono senza nessun rallentamento o inghippo di sorta.
Come già accennato, ogni personaggio dispone di un set di attacchi unici, tutti direttamente tratti dal manga di Dragon Ball. Tra questi spiccano le mosse speciali, eseguibili con la pressione di entrambi i dorsali. Queste mosse risultano davvero spettacolari e fedeli alle controparti originali. Degne di note anche le sequenze in cui, sia in solitaria che in coppia con un compagno, mettiamo KO un membro della squadra avversaria, evento che da’ vita ad una breve animazione spettacolare e soddisfacente.
Non mancano naturalmente nemmeno le mitiche trasformazioni, tra cui la più iconica è certamente il super saiyan. Una volta raggiunto un determinato livello, infatti, alcuni dei nostri eroi hanno la capacità di trasformarsi, evento che porta ad un aumento del potere e ad un aggiornamento di alcune mosse.
Sorprende davvero la cura profusa da Bandai Namco anche nei minimi particolari, come le animazioni dei vari personaggi che accompagnano l’attesa della partita. Kid Goku ad esempio ripropone quasi per intero le fasi salienti del suo scontro con Glorio in Dragon Ball Daima.
Personalizzazione e strategia
Come già detto, la scelta del ruolo va a modificare completamente la nostra strategia. Se utilizziamo un attaccante non avrà alcun senso stare a guardia delle nostre basi tutto il tempo. Viceversa, con un personaggio tecnico mettersi a fare il lupo solitario causerà la nostra prematura dipartita.
Oltre a questo è importante anche utilizzare i personaggi di supporto. Questi ultimi, come gli eroi, possono essere sbloccati progredendo normalmente nel gioco e forniscono una serie di vantaggi una volta attivati.
Se non siete esperti del genere, le prime partite sembreranno molto caotiche e potreste provare la sensazione di non aver contribuito in maniera attiva all’esito. Una volta comprese le principali meccaniche e dopo aver familiarizzato con le abilità e gli attacchi del vostro personaggio inizierete a comprendere più a fondo le varie fasi e le dinamiche che caratterizzano gli scontri.
Contenuti in crescita
Nel momento in cui scriviamo questa recensione, Gekishin squadra non propone un’offerta particolarmente vasta. Certo, il roster, composto da 22 personaggi, tutti ottenibili semplicemente progredendo nel gioco, è sicuramente vasto.
Tuttavia, il gioco mette a disposizione una sola mappa. Per quanto non sia una situazione così rara nel genere dei MOBA, alla lunga questa scelta può risultare noiosa. Gekishin inoltre propone solamente tre tipi di sfida. Abbiamo anzitutto la battaglia standard, che abbiamo già descritto. Ad essa si affiancano la battaglia amichevole e il land grab.
La battaglia amichevole non è che la classica partita priva di punti o avanzamenti di livello. Il land grab è invece una modalità più scanzonata, in cui le due squadre devono conquistare varie porzioni della mappa per generare punti. Vince la prima squadra a raggiungere i 500 punti.
Un’offerta, dunque, piuttosto contenuta. Trattandosi di un free to play, tuttavia, non ce la sentiamo di bocciare l’operato di Bandai Namco, a patto che il gioco venga accompagnato da costanti aggiornamenti e contenuti extra, che mantengano sempre alta l’attenzione della community.
In definitiva, Dragon Ball Gekishin Squadra è un titolo MOBA divertente, coinvolgente e che gode di un’ottima fattura tecnica e del valore aggiunto dei personaggi del manga più famoso al mondo. Certo, non offre un gameplay particolarmente originale o profondo e nemmeno un numero esorbitante di contenuti. Tuttavia la bellezza delle sue animazioni e il carisma dei suoi personaggi contribuiscono a confezionare un gioco divertente ed accattivante, che potrebbe piacere molto a tutti i fan della saga. Se siete fan di Goku e soci provatelo. Potreste avere una piacevole sorpresa!
Bandai Namco ha annunciato l’arrivo di tre titoli per Nintendo Switch 2. Si tratta di una mossa strategica che punta a colpire target differenti: dai fan degli action RPG, ai nostalgici degli arcade, fino ai giocatori più casual. I giochi in questione sono Elden Ring Tarnished Edition,Shadow La byrinth e Tamagotchi Plaza.
Elden Ring Tarnished Edition è una riedizione completa del premiato gioco di FromSoftware. Include il titolo base più il DLC Shadow of the Erdtree, insieme a nuovi contenuti come armi, armature e la possibilità di personalizzare Torrente, il fedele destriero del protagonista. Bandai Namco ha confermato che questi contenuti saranno disponibili anche su altre piattaforme.
Shadow Labyrinth è una reinterpretazione in chiave dark e sci-fi di Pac-Man. Il gioco è un action platform 2D con elementi horror e un’estetica cupa. Il protagonista – ispirato al famoso mangiapalline – deve esplorare un pianeta ostile, combattere creature e “consumarle” per evolversi. L’uscita è fissata per il 18 luglio 2025 su Nintendo Switch, mentre i preorder per Switch 2 arriveranno più avanti.
Questo titolo dimostra che Bandai Namco vuole rinfrescare le sue IP storiche proponendole in forme nuove, più adatte ai gusti attuali. L’azione, l’atmosfera e il concept del predatore suggeriscono un gameplay più adulto e meno spensierato rispetto al PAC-MAN tradizionale.
Tamagotchi Plaza, invece, punta su un pubblico più rilassato. Il gioco riporta in scena il celebre pet digitale, stavolta in versione gestionale. Il giocatore gestisce negozi nella città di Tamahiko, interagisce con oltre 100 Tamagotchi e cerca di migliorare la reputazione della propria attività. Il lancio è previsto per il 27 giugno 2025 sia su Nintendo Switch che su Switch 2. Il gioco sarà anche compatibile con il dispositivo Tamagotchi Uni, già popolare tra i fan della serie.
Dragon Ball Sparking Zero ha raggiunto l’obiettivo delle cinque milioni di copie vendute. Questo risultato, ottenuto in relativamente poco tempo, ha permesso gioco di Bandai Namco di consacrarsi come il titolo di Dragon Ball più venduto in minor tempo. Pubblicato lo scorso ottobre, il videogioco ha ricevuto grande apprezzamento dalla critica e dai fan, consolidando la sua posizione nel genere dei picchiaduro in arena.
Disponibile per PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC tramite Steam, il titolo ha attirato milioni di giocatori grazie al suo comparto grafico e al gran numero di personaggi giocabili disponibili, oltre 180. L’enorme successo di Sparking Zero dimostra la forza del brand Dragon Ball nel mondo videoludico. Non a caso, Bandai Namco ha già annunciato aggiornamenti futuri, con nuovi DLC, tornei ufficiali e contenuti inediti per mantenere vivo l’interesse dei giocatori.
Rebel Wolves, studio fondato nel 2022 da Konrad Tomaszkiewicz, veterano e Game Director di The Witcher 3: Wild Hunt, ha annunciato una partnership strategica con Bandai Namco per il lancio del suo primo titolo, Dawnwalker. Bandai Namco si occuperà della pubblicazione e distribuzione globale, sia digitale che retail, di questo nuovo gioco di ruolo d’azione dark fantasy su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X/S.
Il team di Rebel Wolves è composto da talentuosi sviluppatori, molti dei quali facevano parte del nucleo responsabile di The Witcher 3: Wild Hunt, uno dei giochi più apprezzati degli ultimi anni. Il progetto Dawnwalker si configura come un AAA action-RPG narrativo ambientato in un’oscura Europa medievale, un universo sandbox per un pubblico maturo. La struttura del gioco è sviluppata con l’Unreal Engine 5, e promette un’esperienza che unisce profonde meccaniche RPG e una narrazione immersiva.
Tomasz Tinc, Chief Publishing Officer di Rebel Wolves, ha descritto Bandai Namco come il partner ideale per portare Dawnwalker sul mercato globale, dichiarando: “Rebel Wolves è uno studio fondato su basi solide, una combinazione di esperienza e nuove energie. Bandai Namco Entertainment Europe, nota per il suo impegno nel genere RPG e l’apertura a nuove IP, è una scelta perfetta per il nostro team. Condivide i nostri valori e ha una lunga esperienza nella pubblicazione di giochi di ruolo narrativi”. Tinc ha aggiunto che il team non vede l’ora di collaborare con Bandai Namco per portare il primo capitolo della saga Dawnwalker ai giocatori di tutto il mondo.
Anche Alberto Gonzalez Lorca, VP for Business Development di Bandai Namco Entertainment Europe, ha espresso entusiasmo per l’accordo, considerandolo una tappa cruciale nella strategia dell’azienda per rafforzare la propria presenza nel mercato occidentale. La collaborazione permetterà di offrire a un pubblico globale un universo dark fantasy di grande impatto, creato da un team esperto e innovativo. Rebel Wolves ha annunciato che maggiori dettagli su Dawnwalker verranno rivelati nei prossimi mesi, accendendo così le aspettative per il primo capitolo di questa promettente saga.
Ufficialmente, Dragonball Sparking Zero sarà disponibile solo da venerdì 11 ottobre. Numerosi fan hanno però acquistato il gioco nelle edizioni deluxe ed Ultimate. Queste particolari versioni del gioco consentono ai giocatori un early access, regalando la possibilità di provare il gioco con alcuni giorni di anticipo.
Nonostante solo una certa percentuale di utenti abbia libero accesso al gioco, Dragonball Sparking Zero sta già facendo segnare una serie di numeri impressionanti. Secondo la piattaforma SteamDB, infatti, la nuova fatica di Bandai Namco avrebbe fatto segnare un picco di ben 91000 giocatori collegati in contemporanea. Per far meglio comprendere l’entità di questi numeri, basti sapere che Street Fighter 6 si è fermato a 70.573 utenti, mentre Tekken 8 e Mortal Kombat 1 hanno raggiunto 49.977 e 38.129 giocatori.
Un risultato davvero notevole, dunque. Tutto sembra lasciar presagire che, con la release ufficiale del gioco, questi numeri andranno ulteriormente ad incrementarsi. In attesa della nostra recensione, non possiamo che augurarci che Sparking Zero riesca davvero a mantenere tutte le promesse e ad essere a tutti gli effetti un successo mondiale.
Nelle ultime ore Bandai Namco ha finalmente diffuso un trailer che svela l’intero roster di Dragon Ball: Sparking! Zero.
Come immaginabile, il roster si è rivelato semplicemente monumentale. Oltre ai personaggi ormai storici di Dragon BallZ, Zero ospiterà anche numerosi eroi tratti da Dragon Ball GT, Dragon BallSuper e persino dalla saga di Goku bambino. Come se non bastasse, sono stati svelati anche tutti i personaggi principali tratti dai lungometraggi della saga di Goku e compagni, come Janenba, Turles, Broly e tanti altri.
Il trailer ha anche svelato alcune succose novità sul gioco. Ad esempio, sarà possibile sbloccare una serie di battaglie personalizzate. In queste battaglie, a quanto sembra, i giocatori potranno modificare gli eventi della storia di Dragon Ball, creando una serie di battaglie completamente inedite.
Queste novità, accanto all’enorme roster che ormai supera i cento lottatori selezionabili, contribuiscono ad accrescere l’attesa per la release del gioco, fissata per l’undici ottobre. Non vediamo davvero l’ora di mettere le mani sul gioco e testare a fondo le sue potenzialità!
Ed eccoci nuovamente a parlare di Dragon Ball: Sparking! Zero. Questa volta, però, non si tratta di buone notizie. In una recente intervista per IGN Jun Furutani, produttore del gioco, ha infatti annunciato che, con tutta probabilità, SparkingZero non supporterà la funzione cross-play al momento del lancio.
Per chi non lo sapesse, il termine cross-play indica la possibilità di poter giocare online allo stesso gioco anche se esso viene fatto girare da macchine diverse. Come intuibile, si tratta di una caratteristica di un certo peso in un genere come quello dei picchiaduro, dato che le partite online sono spesso il cuore dell’esperienza.
Furutani nell’intervista sostiene che questa funzione sia estremamente difficile da implementare nel gioco, soprattutto a causa delle profonde differenze tra i sistemi su cui il gioco girerà. Tuttavia, il producer assicura che il team si sta impegnando per riuscire ad aggiungere questa funzione all’interno di Sparking! Zero.
Dunque, se al momento del lancio è ormai quasi certo che il cross-play non sarà presente, nulla impedisce di sperare che possa essere implementato (magari anche in tempi brevi) grazie agli aggiornamenti futuri che il gioco certamente riceverà. Non resta che augurarsi che gli sviluppatori risolvano al più presto l’incomodo. Vista l’importanza del progetto, sarebbe davvero un peccato se questa importante funzione non fosse presente nel gioco.
Mancano solo tre mesi all’uscita di Dragon Ball Sparking! ZERO, prevista per l’11 ottobre 2024, e come immaginabile Bandai Namco sta presentando tanti nuovi personaggi che saranno disponibili nel roster finale. Ad oggi sono ancora tanti i personaggi giocabili da mostrare e questa volta l’azienda giapponese si è concentrata sulla sfida “Spada vs Pugni”. Con un trailer dedicato, sono stati mostrati personaggi importanti, e meno importanti, provenienti da tutte le saghe di Dragon Ball.
Tra i personaggi di Sparking! ZERO che usano le spade, o che abbiano poteri molto vicino a quella che sembra essere un’arma da taglio, sono stati presentati, tra gli altri, anche: Darbula, Super Vegeku, Goku Black e Super Saiyan Rosé. Gli amanti dell’arma bianca invece potranno usare: Spopovich, Goku (Super), Goku Ultra Instinct, Ribrianne, Rozie o Anilaza.
Dragon Ball Sparking! ZERO è il sequel diretto di Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi 3. Arriverà questo autunno su PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC.
Se c’è una serie videoludica dedicata all’opera magna di Akira Toriyama che più di ogni altra è rimasta nei cuori dei videogiocatori, questa è sicuramente la saga di Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi. Fin dall’uscita del primo capitolo, questi picchiaduro sono infatti riusciti ad ottenere grandi consensi da parte dei fan del manga e dell’anime.
Forse non tutti lo sanno, ma il nuovissimo Dragon Ball Z: Sparking! Zero, di prossima uscita, altro non è che il quarto capitolo di questa fortunata serie. In attesa dell’arrivo di Zero, la cui uscita è prevista per il 2024, prendiamo la nostra capsula del tempo e lanciamoci alla riscoperta di tutti i capitoli di Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi.
Da Budokai a Tenkaichi
Come abbiamo più volte avuto modo di ricordare, la storia tra Dragon Ball e il medium videoludico è stata tutt’altro che idilliaca. A parte poche eccezioni, era davvero raro che i giochi dedicati alla saga di Goku e compagni fossero titoli davvero validi o memorabili.
Le cose iniziarono a cambiare con l’arrivo della serie Dragon Ball Z: Budokai, da non confondere proprio con Budokai Tenkaichi, infausto nome occidentale di Dragon Ball Z: Sparking. Budokai è stata una trilogia dei picchiaduro 3D, pubblicata da Bandai e Atari e sviluppata da Dims per PlayStation 2, antecedente a Sparking/Budokai Tenkaichi, che riuscì finalmente a donare ai fan di Goku e soci dei giochi divertenti, ben realizzati e con una personalità ben definita. In particolare, il terzo capitolo della saga, uscito nel 2004 sempre su PS2, si rivelò un titolo davvero di tutto rispetto.
Molti giocatori, compreso il sottoscritto, a suo tempo rimasero sorpresi all’annuncio dell’arrivo di un nuovo titolo dedicato a Dragon Ball, Budokai Tenkaichi per l’appunto, che sarebbe uscito a meno di un anno di distanza da Budokai 3. Fin dai primi trailer, tuttavia, risultò chiaro che il nuovo gioco, stavolta sviluppato da Spike, sarebbe stato molto diverso da ciò a cui i fan erano abituati.
Un nuovo stile di lotta
Quando, nell’ottobre 2005, uscì Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi queste impressioni vennero confermate. Con Tenkaichi, infatti, gli sviluppatori decisero di rompere gli schemi, proponendo qualcosa di diverso da un tradizionale picchiaduro 3D. La visuale di gioco era infatti posta alle spalle del proprio lottatore, che poteva muoversi liberamente all’interno degli scenari 3D. Naturalmente, trattandosi di Dragon Ball, ogni lottatore aveva anche la capacità di volare, aspetto che andava ad aumentare ulteriormente la libertà di movimento.
Ogni personaggio disponeva di una serie di semplici attacchi. Un pulsante per gli attacchi veloci, uno per quelli potenti, uno per gli attacchi energetici ed uno per la difesa. Gli attacchi potevano essere combinati fra loro con grande facilità, permettendo anche ai neofiti di esibirsi in spettacolari combo. Anche l’esecuzione delle mosse speciali era estremamente semplice e necessitava solamente della pressione di un tasto dorsale accompagnato dal tasto triangolo e dalla croce direzionale (a patto, ovviamente, di disporre del Ki necessario).
Questa formula di gioco, denominata picchiaduro arena, avrebbe riscosso un ottimo successo tra i giocatori e sarebbe stata riproposta da numerose altre produzioni. Pur venendo molto apprezzato dai giocatori occasionali, questo stile fa tutt’oggi storcere il naso ai puristi del picchiaduro. Le critiche maggiori che normalmente vengono rivolte sono l’eccessiva somiglianza tra i lottatori e l’enorme sproporzione di potenza che esiste tra gli stessi. Sebbene ogni personaggio abbia le sue mosse speciali peculiari, le mosse base tendono ad essere molti simili tra un personaggio e l’altro. Una volta imparato ad utilizzare un lottatore, passare ad un altro è relativamente semplice. Anche gli attacchi speciali, sebbene presentino animazioni diverse, tendevano a somigliarsi molto.
Un piatto molto ricco
Oltre alla sua originalità, il grande punto di forza di Tenkaichi è senz’altro l’altissimo numero di personaggi selezionabili. Erano più di cinquanta, infatti, i lottatori selezionabili. Ad aggiungere ulteriore carne al fuoco c’erano naturalmente le mitiche trasformazioni. Queste ultime, come già accaduto in Budokai, non si concretizzavano in nuovi personaggi selezionabili, ma potevano essere sbloccate durante lo scontro, a patto di possedere il ki necessario. Fecero per la prima volta il loro esordio anche le trasformazioni in gorilla giganti (Oozaru in giapponese).
Anche per quanto riguarda gli stage, Spike fece davvero un buon lavoro, proponendo numerosi scenari che riproducevano fedelmente le ambientazioni dell’anime. Inoltre, molti degli elementi degli scenari erano distruttibili, mentre le super potevano addirittura alterare totalmente lo scenario. Tenkaichi offriva anche un buon numero di modalità di gioco, tra cui spiccavano Portale Z (ovvero la modalità storia), la battaglia suprema e il torneo mondiale.
Grazie a tutti questi elementi, Tenkaichi riuscì ad ottenere ottimi risultati di vendite. Il gioco tuttavia non riuscì ad ottenere un consenso altrettanto unanime da parte della critica, soprattutto sotto l’aspetto del gameplay, ritenuto troppo acerbo e macchinoso. I buoni risultati ottenuti da Spike aprirono tuttavia le porte ad un sequel, che si materializzò nel novembre 2006, sempre per PlayStation 2 e Nintendo Wii.
Più grande, più forte, più veloce
Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi 2 (titolo originale Dragon Ball Z Sparking Neo) riproponeva in tutto e per tutto gli elementi vincenti del suo predecessore, riuscendo nel contempo a migliorare ogni suo aspetto.
La grafica appariva molto più dettagliata e piacevole da vedere, soprattutto per quanto riguarda i personaggi. I Guerrieri Z e i loro avversari apparivano ora molto più somiglianti alle controparti animate, specialmente nei loro visi. Anche la giocabilità era stata aggiornata, con un sistema di lotta molto più fluido e veloce e la possibilità di effettuare combo più complesse ed articolate. Venne inserita anche la possibilità di effettuati scontri a squadre, con un massimo di cinque lottatori per team.
Naturalmente, anche il roster fu ampliato, andando ad aggiungere numerosi personaggi tratti dai film e dalle ultime saghe di Dragon BallGT, per arrivare ad un numero complessivo di ben 75 personaggi, senza contare le varie trasformazioni. Da notare l’inserimento di numerosi personaggi giganti, in grado di offrire sfide davvero impegnative, soprattutto per i neofiti.
Rimanevano piuttosto invariate le modalità di gioco, con l’Avventura del Drago che sostituiva il Portale Z. In questa nuova modalità, soddisfacendo alcune condizioni particolari durante lo scontro, il giocatore aveva la possibilità di sbloccare alcune battaglie inedite. Si trattava di veri e propri What If, che andavano a modificare la trama originale proponendo scenari originali (spesso, a dire la verità, abbastanza poco credibili). Questa nuova modalità venne in generale molto apprezzata, perché mostrava finalmente qualcosa di inedito ed originale.
Budokai Tenkaichi 2, pur non riuscendo a conquistare la critica all’unanimità, soprattutto a causa del gameplay, ancora piuttosto ridondante e ripetitivo, venne molto apprezzato dai giocatori. La serie Tenkaichi era riuscita a costruirsi un nome e si erano create le condizioni per realizzare un ulteriore episodio.
Il Tenkaichi God
L’anno successivo, tra l’ottobre e il novembre del 2007, ecco arrivare, sempre per PS2 e Nintendo Wii, Dragon BallZ: Budokai Tenkaichi 3, capitolo definitivo (almeno finora) della trilogia. Anche in questo caso, Spike decise di non apportare stravolgimenti eccessivi al gioco, limitandosi a limare e ingrandire quel che ancora poteva essere migliorato.
Il roster venne ulteriormente ampliato, al punto che, contando le trasformazioni, il giocatore aveva a disposizione ben 161 personaggi, un numero davvero impressionante. Anche la grafica venne ulteriormente rifinita, soprattutto per quanto concerne la fluidità delle animazioni. Una gradevole novità è costituita dallo scorrere del tempo durante gli scontri, che causava transizioni dal giorno alla notte all’interno degli stage. Questi cambi potevano avere persino conseguenze sui lottatori (come con le trasformazioni in scimmia dei lottatori).
A livello di gameplay, vennero inseriti una nuova serie di attacchi, che sfruttavano in modo più profondo la barra del Ki, come le Blast Combo e le Z Counter, che sfruttavano il teletrsporto come arma sia offensiva che difensiva. Oltre alle consuete modalità, fa la sua comparsa il combattimento libero con punti distruzione. In pratica, ogni lottatore del roster aveva un differente valore in base alla sua forza. Stava al giocatore saper assemblare squadre bilanciate per numero e forza dei lottatori. Su Wii fece la sua comparsa anche una modalità online, purtroppo afflitta da frequenti disconnessioni e alti livelli di latenza.
D’altro canto la Modalità Storia fu abbreviata e suddivisa solo negli episodi principali delle varie saghe. Le novità principali consistevano nella possibilità di giocare alcune missioni nei panni dei cattivi e in una serie di episodi inediti, molto simili ai what if apparsi nell’episodio differente.
Anche questa volta, nonostante le recensioni piuttosto altalenanti, il gioco ottenne un ottimo successo, con oltre 700.000 copie vendute. Pur venendo generalmente riconosciuto come l’episodio migliore della saga, diversi giocatori criticarono la modalità storia fin troppo breve e la scarsità di vere innovazioni rispetto a Budokai 2.
Il futuro della saga
Dopo Tenkaichi 3 non venne rilasciato più nessun episodio della serie. Tuttavia, l’influenza della serie Sparking è rimasta sempre molto forte. Moltissimi dei giochi successivi dedicati a Dragon Ball, infatti, presero più di un’ispirazione dalla saga di Spike, come ad esempio la serie Raging Blast e Xenoverse.
Ora non rimane che attendere Sparking! Zero. Bandai Namco ha già rilasciato numerosi trailer e video dedicati al gioco. Le prime impressioni mostrano una grafica davvero spettacolare, ormai quasi indistinguibile da un vero anime. Anche la fluidità e velocità dell’azione sembrano davvero elevate. Per la gioia dei fan, questi primi gameplay sembrano mostrare uno stile di gioco molto vicino a quello della saga originale.
Vedremo se il nuovo capitolo saprà essere degno dell’eredità legata al nome che porta. Chissà, magari Zero potrebbe addirittura rivelarsi il miglior episodio della saga!