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Wardens of Avalon, nuovo video di gameplay: così si ricostruisce Camelot

Nuove immagini di gameplay per Wardens of Avalon: esplorazione, corruzione da sconfiggere e un feudo tutto da ricostruire.

Runes Studio e The Arcade Crew, etichetta indie di Dotemu, hanno pubblicato un nuovo trailer di gameplay per Wardens of Avalon, ARPG con visuale dall’alto giocabile in solitaria o fino a quattro giocatori in co-op online, atteso su PC nel 2027.

Un Artù dark fantasy, tra corruzione e cavalieri caduti

La premessa capovolge l’immaginario classico della Tavola Rotonda: i Cavalieri sono caduti, corrotti, e persino la leggenda di Artù potrebbe non essere quella cantata dai bardi. I giocatori vestono i panni di un nuovo membro dei Twilight Knights, appena formati per un obiettivo tanto semplice quanto epocale: riportare in vita il Regno di Avalon, ormai ridotto in rovina. Un setting che pesca a piene mani dal mito arturiano, ma lo piega verso toni più cupi, in linea con un filone dark fantasy che negli action RPG ha ormai una lunga tradizione.

Esplora, sconfiggi la corruzione, ricostruisci

Il gameplay loop si regge su tre pilastri. Nell’esplorazione, si attraversano dungeon realizzati a mano, popolati da mostri e boss in stile scontri climatici. Nella fase di lotta alla corruzione, si raccolgono risorse abbattendo le creature che hanno invaso le terre di Avalon. Infine, tornando alla propria roccaforte, si passa alla ricostruzione: nuovi distretti, botteghe di fabbri, druidi, erboristi e speziali che espandono progressivamente il feudo. Un ciclo che ricorda da vicino la struttura survival crafting più basebuilding già vista in produzioni simili, qui applicata a un combat system dinamico e a un sistema di build classless, che lascia piena libertà di sperimentare giuramenti e specializzazioni diverse a seconda del boss da affrontare.

La firma di Dotemu, garanzia di qualità indie

The Arcade Crew, divisione indie di Dotemu dedicata alla scoperta di team emergenti, ha già portato al successo titoli come Blazing Chrome e Infernax, di cui avevamo apprezzato il ritorno al platform action in stile NES nella nostra recensione. Runes Studio, dal canto suo, si presenta come uno studio indipendente che pone il benessere del team alla base della qualità del prodotto finale, un dettaglio che il publisher sceglie di sottolineare esplicitamente in un settore ancora troppo abituato al crunch.

Non è stata ancora fissata una data di uscita precisa, ma la strategia sembra chiara: puntare su un’identità visiva riconoscibile e su una struttura cooperativa solida per ritagliarsi uno spazio in un genere, quello degli ARPG con base building, che sta vivendo una nuova stagione di popolarità proprio grazie a produzioni indie capaci di reinterpretare classici con budget contenuti ma visione precisa.

Di Antonino Savalli

Nato con Nintendo, cresciuto con PlayStation e formato con il PC, ho sempre trovato nella scrittura il legame per apprezzare tutte le esperienze videoludiche (e non) vissute.

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