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Editoriali

The Game Awards: tutti i vincitori del Game of the Year dal 2014 a oggi

Dal 2014 i The Game Awards segnano una tappa importante per chi segue i videogiochi. Non sono solo una cerimonia, ma una fotografia dell’industria: quali idee stanno funzionando, quali innovazioni prendono piede, quali giochi lasciano il segno. Ripercorrere i vincitori del Game of the Year significa leggere dieci anni di cambiamenti, sorprese e rivoluzioni. Ecco quindi tutti i GOTY dal 2014 a oggi, con un racconto più ricco su ciò che li ha resi speciali.

2014 – Dragon Age: Inquisition

Dragon Age: Inquisition porta BioWare a inaugurare l’era dei TGA con un GDR vasto, pieno di scelte morali e personaggi forti. Ha vinto perché riesce a unire un mondo grande con un racconto che non perde mai peso, e soprattutto perché dà al giocatore una libertà che all’epoca pochi offrivano. Per arrivare al titolo ha superato rivali molto diversi tra loro come Bayonetta 2, Dark Souls II, Hearthstone e L’Ombra di Mordor. È stato un GOTY meno scontato di altri, ma si è imposto come il gioco più completo dell’anno.

2015 – The Witcher 3: Wild Hunt

The Witcher 3 è un caso raro di qualità totale: narrazione, missioni secondarie curate come romanzi brevi, un open world credibile e uno dei protagonisti più amati del decennio. Ha vinto perché ridefinisce cosa significa esplorare un mondo aperto, dando importanza a tutto, non solo alla storia principale. La concorrenza era durissima con titoli come Bloodborne, Fallout 4, MGSV e Super Mario Maker. È forse la vittoria più inevitabile della storia dei TGA.

2016 – Overwatch

Con Overwatch, Blizzard crea uno shooter cooperativo capace di conquistare anche chi solitamente evita il genere. Eroi riconoscibili, abilità immediate e partite rapide lo rendono un gioco accessibile ma profondo. Ha vinto perché è riuscito a portare una ventata nuova in un genere che da anni non trovava una formula fresca. Ha battuto pesi massimi come Uncharted 4, Doom, Titanfall 2 e Inside. La sua vittoria segna un momento importante: l’impatto culturale conta quanto la qualità.

2017 – The Legend of Zelda: Breath of the Wild

Breath of the Wild non perfeziona l’open world: lo riscrive. Libertà totale, fisica sempre presente e un mondo che premia la curiosità. Ha vinto perché mostra come l’esplorazione possa essere autentica, senza mappe piene di icone o percorsi guidati. Ha superato giochi eccellenti come Super Mario Odyssey, Persona 5, Horizon Zero Dawn e PUBG. È uno dei GOTY più influenti di sempre, un vero punto di svolta.

2018 – God of War

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Il nuovo God of War cambia il volto della serie. Kratos diventa un personaggio più umano, la narrazione assume un peso centrale e la telecamera unica crea un legame forte con il viaggio. Ha vinto perché è una reinvenzione coraggiosa, capace di unire emozione e spettacolo. Ha battuto rivali enormi come Red Dead Redemption 2, Celeste, Spider-Man, Monster Hunter: World e Assassin’s Creed Odyssey. È uno dei confronti più serrati e controversi di tutta la storia dei TGA, ma Kratos si impone per equilibrio generale.

2019 – Sekiro: Shadows Die Twice

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Sekiro è la dimostrazione che FromSoftware può innovare senza ripetersi. Combat serrato, parate millimetriche, stealth e un ritmo che non concede tregua. Ha vinto perché punta tutto sulla precisione e sull’identità, senza compromessi, risultando diverso da qualsiasi soulslike precedente. Ha superato Control, Death Stranding, Resident Evil 2, Super Smash Bros. Ultimate e The Outer Worlds. Un anno forte, dominato da progetti ambiziosi, ma Sekiro era il più definito.

2020 – The Last of Us Part II

The Last of Us Parte 2: Remastered

TLOU2 divide, ma colpisce al cuore. Naughty Dog costruisce un dramma adulto, con interpretazioni superbe e un gameplay più fluido rispetto al primo capitolo. Ha vinto perché osa sul piano tematico, raccontando emozioni crude e personaggi pieni di contraddizioni. Ha superato concorrenti solidi come Ghost of Tsushima, Hades, FFVII Remake, Doom Eternal e Animal Crossing. È il GOTY più discusso del decennio, ma anche uno dei più coraggiosi.

2021 – It Takes Two

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It Takes Two è un inno alla cooperazione. Ogni livello cambia idea, struttura, regole. Non ripete mai nulla. Ha vinto perché nessun altro gioco ha saputo essere così creativo in modo continuo, e soprattutto perché mette la collaborazione al centro del design. Ha battuto Resident Evil Village, Deathloop, Metroid Dread, Psychonauts 2 e Ratchet & Clank. Una vittoria che premia l’originalità pura.

2022 – Elden Ring

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Elden Ring espande la filosofia dei souls in un open world enorme. La libertà è assoluta e ogni scoperta nasce dall’esplorazione, non da indicatori o missioni guidate. Ha vinto perché definisce un nuovo standard per i mondi aperti, dimostrando che la difficoltà può convivere con la libertà. Ha superato God of War Ragnarok, Stray, Horizon Forbidden West, Plague Tale Requiem e Xenoblade Chronicles 3. È stato il duello dell’anno con God of War Ragnarok, ma l’ambizione di Elden Ring era difficile da ignorare.

2023 – Baldur’s Gate 3

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Baldur’s Gate 3 è un GDR mastodontico, pieno di scelte che cambiano davvero le cose. Dialoghi, personaggi, battaglie: ogni parte è costruita con una cura incredibile. Ha vinto perché rappresenta un ritorno al ruolo vero, quello giocato con libertà e conseguenze. Ha battuto giochi fortissimi come Alan Wake 2, Spider-Man 2, Resident Evil 4 (remake), Super Mario Bros. Wonder e addirittura ha fatto passare in secondo piano The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom. È un GOTY storico perché segna il ritorno del GDR classico ai vertici.

2024 – Astro Bot

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Astro Bot è un platform che celebra il videogioco stesso. Livelli creativi, ritmo costante, controlli puliti e mille idee brillanti fatte per sorprendere. Ha vinto perché è un’opera costruita con amore artigianale, capace di essere sia nostalgica che fresca. Ha superato Balatro, Black Myth: Wukong, Elden Ring: Shadow of the Erdtree, FFVII Rebirth e Metaphor: ReFantazio. È un GOTY figlio di un anno poco entusiasmante, ma che premia l’energia positiva del gioco puro.

2025 – Clair Obscur: Expedition 33

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Clair Obscur: Expedition 33 è un RPG che trasforma la Belle Époque in un sogno inquieto, ricco di immaginazione e stile. La sua forza sta nella fusione tra una direzione artistica unica, una narrativa intensa e un sistema di combattimento ibrido che dà nuova linfa al genere. Ha vinto perché è un’opera matura, elegante e sorprendentemente autoriale, capace di restare impressa più per identità e visione che per spettacolo. Ha superato Death Stranding 2: On the Beach, Donkey Kong Bananzam Hollow Knight: Silksong, Hades II, Kingdom Come: Deliverance II. È un GOTY figlio di un anno competitivo, ma che premia il coraggio di un gioco capace di distinguersi senza imitare nessuno.

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The Witcher: Legacy, annunciato un nuovo gioco da tavolo di CD Projekt Red

CD Projekt Red e Go On Board hanno annunciato The Witcher: Legacy, il nuovo gioco da tavolo ambientato nell’universo di The Witcher. Si tratta del terzo progetto nato dalla collaborazione tra lo studio polacco e l’editore specializzato, dopo il successo di The Witcher: Old World.

The Witcher: Legacy è un’avventura narrativa guidata dalla storia, pensata per essere giocata in solitaria o in modalità cooperativa fino a quattro giocatori. Al centro dell’esperienza ci sono i witcher della Scuola del Lupo, chiamati a indagare su un brutale attacco che ha devastato — ma non distrutto del tutto — la loro confraternita.

Ogni partita si articola in più scenari collegati da una narrazione ramificata, dove le scelte del giocatore influenzano lo sviluppo della trama e hanno conseguenze durature tra una sessione e l’altra.

Una campagna tra mostri, cospirazioni e terre da esplorare

La storia di The Witcher: Legacy si svolge nel regno di Kaedwen, con i giocatori impegnati a esplorare territori vasti, cacciare mostri e allenare le proprie abilità. La gestione delle risorse sarà cruciale per sopravvivere e per scoprire i segreti che si nascondono dietro una cospirazione minacciosa, capace di mettere in pericolo l’esistenza stessa dei witcher.

Chi decide di seguire e sostenere il progetto su Gamefound riceverà in esclusiva una miniatura del mostro Gorgone, creatura inedita che non è mai apparsa nei videogiochi della saga. Questo bonus punta ad attrarre sia i fan dei giochi da tavolo narrativi che i collezionisti appassionati del franchise.

Il precedente progetto della collaborazione, The Witcher: Old World, ha dimostrato il forte interesse della community. Lanciato nel 2022, si è imposto come uno dei più grandi successi nel settore del crowdfunding per giochi da tavolo, vendendo oltre 192.000 copie a livello globale.

Con The Witcher: Legacy, CD Projekt Red e Go On Board puntano a replicare quel successo, offrendo un’esperienza che unisce la profondità narrativa tipica dei giochi di ruolo al fascino di un board game cooperativo.

La campagna è già attiva su Gamefound e rappresenta l’occasione perfetta per entrare fin da subito nel progetto e non perdere i contenuti esclusivi.

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The Witcher 4 si mostra in una tech demo in Unreal Engine 5

CD PROJEKT RED ha aperto la presentazione State of Unreal 2025 con una demo tecnica spettacolare di The Witcher 4, realizzata in collaborazione con Epic Games. Sul palco di Unreal Fest Orlando, gli sviluppatori hanno mostrato per la prima volta un’ambientazione completamente inedita: Kovir, regione mai esplorata prima nella serie.

Il video ha seguito Ciri, nuova protagonista ufficiale, mentre attraversa montagne innevate e fitte foreste in compagnia del suo cavallo Kelpie, diretta verso il porto di Valdrest. Il tutto in tempo reale, con un gameplay fluido a 60 FPS su PlayStation 5, grazie all’impiego delle tecnologie di Unreal Engine 5.6.

Kovir e Unreal Engine 5: il nuovo volto del mondo di The Witcher

Il cuore della demo non è solo il panorama, ma l’innovazione tecnologica dietro ogni fotogramma. CDPR e Epic hanno illustrato come Unreal Engine stia evolvendo per supportare mondi aperti più vasti, reattivi e credibili.

La partnership tra CDPR ed Epic, attiva dal 2022, punta non solo a sviluppare il miglior Witcher mai realizzato, ma anche a fornire questi strumenti a tutti gli sviluppatori UE5. Alcune di queste tecnologie sono già disponibili da oggi con l’aggiornamento di Unreal Engine 5.6.

Michał Nowakowski, Co-CEO di CD PROJEKT RED, ha commentato:

“Questo è solo l’inizio. Siamo lontani dal prodotto finale, ma il traguardo di 60 FPS in un mondo aperto così denso è un grande passo avanti.”

Che ne pensi del ritorno di Ciri come protagonista? Ti convince la direzione tecnologica presa da CDPR con Unreal Engine 5?

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The Witcher 3 compie 10 anni: CD PROJEKT RED celebra una decade leggendaria

CD PROJEKT RED ha acceso i riflettori su un traguardo epocale. A dieci anni esatti dal lancio di The Witcher 3: Wild Hunt, lo studio polacco ha dato il via alle celebrazioni con una raffica di iniziative rivolte a fan vecchi e nuovi. Un trailer commemorativo, un’edizione speciale del REDstreams, concerti sinfonici e nuove collaborazioni sono solo l’inizio di un lungo omaggio a uno dei giochi più influenti dell’ultimo decennio.

Il trailer dell’anniversario ripercorre i momenti salienti dell’epopea di Geralt, ringraziando la community che ha sostenuto il gioco dal 2015 a oggi. Con oltre 50 milioni di copie vendute, Wild Hunt ha lasciato un’impronta duratura nella storia del gaming. A oggi, l’intera saga di The Witcher ha superato i 75 milioni di copie distribuite.

L’evento celebrativo REDstreams ha visto la partecipazione di Doug Cockle, voce inglese di Geralt, che ha condiviso aneddoti e riflessioni sul suo legame con il personaggio. A fianco a lui, Borys Pugacz-Muraszkiewicz, direttore dell’adattamento inglese, ha raccontato il dietro le quinte di un doppiaggio che è diventato iconico.

Concerti, Artworks e Novità sul Merchandise

Tra le iniziative più ambiziose spicca The Witcher in Concert, un tour sinfonico con orchestra dal vivo e proiezioni video. I primi eventi sono fissati per il 31 maggio a Boston e il 15 giugno a Poznań, mentre l’inizio ufficiale della tournée sarà al gamescom di Colonia, il 20 agosto. I biglietti per le tappe europee sono già disponibili.

CD PROJEKT RED ha anche commissionato una serie di 10 opere originali firmate da storici illustratori della saga, stampate su metallo da Displate. Le grafiche saranno vendute anche su T-shirt, tazze e altri gadget ufficiali.

Non manca l’innovazione tecnica: la nuova collaborazione con Embody ha portato al rilascio dell’Immerse Gamepack, un pacchetto audio spaziale personalizzato per The Witcher 3, offerto gratuitamente a chi già possiede quello di Cyberpunk 2077.

Infine, il franchise si apre anche a un tono più leggero con The Little Witcher, una serie a fumetti incentrata sul giovane addestramento di Ciri a Kaer Morhen, in vendita in formato cartaceo o ebook.

Dieci anni dopo il suo debutto, The Witcher 3: Wild Hunt continua a parlare a generazioni diverse e a influenzare il panorama dei giochi di ruolo open world. Le celebrazioni sono partite, ma altre sorprese sono attese nei prossimi mesi.

E tu, sei pronto a rivivere la caccia o preferisci lasciarla nei ricordi?

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Breaking News

The Witcher 4 si mostra ai Game Awards: Ciri sarà la protagonista della nuova saga

Durante i Game Awards 2024, The Witcher 4 ha fatto il suo debutto con un trailer cinematografico di sei minuti che ha emozionato i fan di tutto il mondo. CD PROJEKT RED ha confermato che il gioco segnerà l’inizio di una nuova saga, con Ciri come protagonista assoluta.

Il trailer mostra Ciri affrontare un contratto da witcher in un villaggio remoto, minacciato da un mostro che esige sacrifici rituali. Armata di una nuova catena da combattimento e potenti abilità magiche, Ciri decide di intervenire, entrando in conflitto con le superstizioni dei villager. Il suo viaggio, come suggerito dal Game Director Sebastian Kalemba, esplorerà cosa significa diventare un vero witcher.

Una nuova visione per The Witcher

The Witcher 4 sarà sviluppato con un motore Unreal Engine 5 personalizzato e punta a offrire l’esperienza open-world più immersiva e ambiziosa della saga. Il trailer, pre-renderizzato ma basato su asset di gioco, è stato creato in collaborazione con Platige Image, già noto per le cinematics della serie.

Il titolo promette una narrazione ricca e oscura, mantenendo le radici dark fantasy che hanno definito il franchise. I giocatori controlleranno Ciri in una nuova avventura, affrontando dilemmi morali e creature mostruose, il tutto in un mondo vivo e dinamico.

Sebastian Kalemba ha dichiarato: “Volevamo che Ciri fosse al centro della storia in The Witcher 4. Questo nuovo capitolo esplorerà non solo il suo percorso, ma anche l’essenza stessa di cosa significhi essere un witcher.”

Il gioco è ancora in sviluppo e non ha una data di uscita ufficiale. Tuttavia, CD PROJEKT RED ha già promesso ulteriori dettagli nei prossimi mesi, lasciando i fan in attesa di una nuova era per una delle serie RPG più amate di sempre.

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Società

The Witcher 4, Sebastian Kalemba: “Il mio focus è sulle emozioni: voglio farvi piangere”

La Milan Games Week & Cartoomics 2023 è stata una fiera ricca di ospiti internazionali ed eventi interessanti che sono stati in grado di intrattenere un pubblico sempre più numeroso e pretenzioso. In questa occasione, abbiamo avuto l’onore di fare un chiacchierata con Sebastian Kalemba, ex-lead animator e attuale game director di CD Projekt Red. Quanto segue è la nostra intervista con il game director di The Witcher 4, Sebastian Kalemba.

Ilvideogiocatore.it: Come stai? Ti stai trovando bene a Milano?

Sebastian Kalemba: Sì, certo. Non ho avuto tempo di visitarla, ma lo farò. Il clima è bellissimo!

Ilvideogiocatore.it: Stavo cercando un’intervista che hai fatto, mentre preparavo questa discussione ed è stato difficile trovarti su internet. Ho notato da un podcast in cui hai partecipato che sei anche un giocatore accanito.

Sebastian Kalemba: Certo che sono un videogiocatore!

Ilvideogiocatore.it: Nella mia esperienza non è così banale che uno sviluppatore sia anche un gamer.

Sebastian Kalemba: Davvero? Ok. Gli sviluppatori potrebbero non essere tutti giocatori.

Ilvideogiocatore.it: Quindi dimmi: quale è il gioco di CD Projekt che hai giocato di più?

Sebastian Kalemba: Li ho giocato tutti. Ma penso che quello a cui ho giocato di più sia stato Cyberpunk 2077. Ho rigiocato questo gioco in tutto direi sette volte. Alcune parti nello specifico: credo di aver giocato il prologo 160 volte! Perché era importante. Durante lo sviluppo, ricordo che per un anno ogni giorno iniziavo con un’ora di gioco per la prima missione.

Ilvideogiocatore.it: Come stavo dicendo, non ti ho trovato così facilmente su Internet. Essendo ora un game director, piuttosto che il lead animator per CDPR, temi che la tua popolarità possa aumentare o trovi allettante diventare più popolare?

Sebastian Kalemba: Non ci penso troppo onestamente. Faccio solo il mio lavoro. Siamo a Milano perché siamo stati invitati, cerco di comportarmi sempre come me stesso. Non c’è differenza tra lead animator, animator, animation director: cerco di seguire i miei principi. Provo a non concentrarmi troppo sulle sensazioni che scaturiscono dal mio nome. Capisci cosa intendo? Cerco solo di fare il mio lavoro nel migliore dei modi possibili.

Ilvideogiocatore.it: The Witcher 3 è stato oggetto di alcune critiche sul lato gameplay, soprattutto sul fronte del combat-system. Alcuni lo ritengono lento a causa di come le animazioni si interpolavano tra loro. Io ritengo che fosse una scelta deliberata alla luce di un maggiore accento sul realismo. A posteriori, faresti delle modifiche a quel sistema o ne sei soddisfatto?

Sebastian Kalemba: Sicuramente apporteremmo delle modifiche. In generale, qualsiasi cosa facciamo in CDPR mettiamo il massimo peso sul fattore qualità. L’animazione in The Witcher 3 era puramente animation-driven e significa che a volte mancava di reattività. Al contrario di Cyberpunk, in cui ogni singola cosa, o quasi, è logic-driven. Ed era necessario cambiare la configurazione quando si affronta lo sparatutto come genere. Lo shooting doveva essere estremamente reattivo perché è questo lo standard dell’industria. Quindi abbiamo cercato di trovare un equilibrio tra la qualità che deriva dall’approccio animation-driven e la reattività di quello logic-driven, solo per evitare la lentezza come hai menzionato da quel punto di vista. Abbiamo imparato da entrambi i giochi, alcune sono già in Cyberpunk, e sono sicuro che cercheremo di applicarne di nuove nella prossima saga di The Witcher.

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Ilvideogiocatore.it: CD Projekt è una delle più grandi software house in tutta Europa. Pensi che essere in Europa, piuttosto che negli Stati Uniti o in Asia, come è il caso per la maggior parte delle grandi aziende, faccia la differenza nella creazione di giochi?

Sebastian Kalemba: Sì. Onestamente, c’è sempre il fattore della cultura che deriva dal gioco. Gli sviluppatori che lavorano e sviluppano [in cdpr] provengono da tutto il mondo, ma il nucleo, il cuore di tutto, è situato nella capitale della Polonia. Abbiamo alcuni gruppi slavi, e c’è una cultura legata alle opere e alle creazioni di Sapkowski ed è questo ciò che li rende unici, specialmente quando parliamo di The Witcher nel suo complesso. Posso dire la stessa cosa anche sul recente Alan Wake 2: è così tanto finlandese. Ho ascoltato di recente il podcast con Sam Lake, il direttore creativo che è lì da più o meno 27 anni, dall’inizio dell’azienda, e si vede. Giocandoci puoi annusare l’atmosfera finlandese. E non posso immaginare che si possa sviluppare un’esperienza del genere vivendo negli Stati Uniti o in altre parti del mondo. È molto unica.

Ilvideogiocatore.it: Venendo da un’esperienza come lead animator, pensi che ci siano lezioni dal tuo lavoro precedente che hai potuto applicare al ruolo attuale di game director?

Sebastian Kalemba: Sai, ognuno può dire la sua in base al proprio gusto e alle proprie motivazioni. Il mio focus è sulle emozioni, sui personaggi e le loro personalità. Questo è ciò che offro sul tavolo: voglio farvi piangere.

Ilvideogiocatore.it: A cosa stai giocando per ora?

Sebastian Kalemba: Sto giocando ad Alan Wake 2. Non l’ho finito ma ci sono quasi. Oh, e Super Mario Wonders: sono un grande fan di Mario.

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