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Crash Bandicoot 4: It’s About Time per Xbox Series X – Recensione

Crash Bandicoot 4 fa rivivere i fasti del passato in una versione 4K-60FPS su Xbox Series X. Vediamo come è andata nella nostra recensione.

Recensione in un Tweet

Crash Bandicoot 4: It’s About Time è il sequel che tutti i fan del marsupiale aspettavano. Crash 4 è bello, colorato, fluido e divertente, mostra rispetto per il passato e svecchia un gameplay ormai problematico senza stravolgerlo, caratteristica che può rappresentare anche un difetto per i neofiti che si troveranno di fronte un gioco oggettivamente ostico.

8.5


Prima di Uncharted e The Last of Us, la famosa software house che conosciamo come Naughty Dog si è fatta un nome grazie a uno stravagante marsupiale nato dalla tanto malata quanto sproporzionata testa di Dr. Neo Cortex. Grazie a una certa dose di casualità e carisma, Crash Bandicoot è ricordato come la mascotte della prima storica PlayStation e dopo 22 anni dal terzo capitolo e, vari passaggi di consegne tra diverse case di sviluppo, la cavia più folle del mondo dei videogame torna con un nuovo capitolo canonico che nelle mani di Toys for Bob riscopre il suo glorioso passato con Crash Bandicoot 4: It’s About Time di cui recensiamo la versione next-gen per Xbox Series X.

L'inizio di Crash Bandicoot 4

In giro per le dimensioni

Il quarto capitolo riprende dove abbiamo lasciato Crash Bandicoot 3: Warped, con gli acerrimi nemici Neo Cortex, N. Tropy e la malvagia maschera Uka Uka esiliati all’alba dei tempi, che tentano invano di uscire dal loro immobile inferno. Come sappiamo, la pazienza è la virtù dei forti e finalmente Uka Uka riesce ad aprire un varco dimensionale che permette ai due folli scienziati di tornare a seminare il panico tra il tempo e lo spazio.

La maschera maggiore Aku Aku avverte un tremito nella forza e avvisa Crash dell’imminente pericolo. Non troppo convinto, il marsupiale ricomincia la sua avventura che lo porterà a incontrare diverse vecchie conoscenze e nuovi alleati, le maschere quantiche. Lo scopo dei nostri sforzi sarà evitare che questi lontani parenti di Aku Aku finiscano nelle pericolose mani degli antagonisti, perché i loro poteri potrebbero provocare danni irreparabili tra le dimensioni dell’universo di Crash.

Fortunatamente non saremo soli nella nostra complessa missione. Infatti, oltre a Crash e Coco, che potremo impersonare indistintamente scegliendo chi usare all’inizio del livello, durante la nostra avventura avremo la possibilità di giocare con altri tre personaggi della lore di Crash, ognuno con le proprie caratteristiche e mosse speciali, che vi possiamo rivelare in quanto già presenti in tutti i trailer di gioco: Tawna Bandicoot, Dingodile e Neo Cortex.

Tutta la trama è basata su ciò che farete in-game e sui video d’intermezzo brevi, ma decisamente accattivanti, che mostreranno al videogiocatore le ottime caratterizzazioni di tutti i personaggi del titolo.

Follia allo stato puro

Il platform è suddiviso in dimensioni che contengono un predeterminato numero di livelli e boss. Ogni dimensione ha le sue caratteristiche in termini di bestiario, macchinari, vecchie conoscenze del passato e maschere quantiche, che come potete immaginare bisognerà combinare verso la fine del gioco. In totale le maschere sono quattro e aggiungeranno un particolare potere ai bandicoot premendo il tasto Y del joypad:

  • Lani-Loli comanda lo spazio e permette di far comparire, o scomparire, determinati oggetti dello stage.
  • Akano potenzia la rotazione di Crash e Coco, permettendo salti più lunghi e immunità a determinati attacchi.
  • Kupuna-Wa è una simpatica nonnina che rallenterà il tempo e di conseguenza gli oggetti circostanti.
  • Ika-Ika capovolgerà letteralmente il mondo di gioco invertendo la gravità.

L’annosa questione sulla qualità dei primi Crash Bandicoot è stata discussa per molto tempo e ancora oggi non si può dire conclusa. Uno dei principali punti deboli dei primi tre capitoli è stato il gameplay legnoso che rendeva la trilogia troppo spesso più impervia di quanto effettivamente pianificato dagli sviluppatori. Il nuovo Crash, invece è fluido, dinamico e divertente, anche se la frustrazione ci accompagnerà per tutta l’avventura.

Il vintage non è per tutti

I ragazzi di Toys for Bob hanno pensato a due modalità per venire incontro tanto ai neofiti quanto ai veterani. I primi tre capitoli di Crash si basavano su quella che ora è denominata modalità retrò: un numero limitato di vite a disposizione, pochi checkpoint fissi e una marea di parole poco professionali ci accompagneranno durante tutta la campagna. La modalità moderna, invece ci permette di morire tutte le volte che vogliamo, perché cominceremo sempre dall’ultimo checkpoint. Inoltre, nel caso in cui moriremo troppo spesso in un determinato punto, il videogioco ci prenderà per mano fornendoci maschere Aku Aku gratuite, che come al solito ci permetteranno di assorbire un colpo, e checkpoint dinamici e ravvicinati.

Forte della mia recente esperienza con Oddworld: New ‘n’ Tasty, pensavo che la modalità moderna mi avrebbe permesso un’agevole camminata di piacere. Mai pensiero fu più sbagliato, perché ancora oggi mi chiedo come sia possibile terminare Crash Bandicoot 4 in modalità retrò data la vergognosa quantità di fallimenti collezionati durante gli ultimissimi stage a causa di un livello di cattiveria degli sviluppatori troppo elevata e anche ingiustificata, in quanto incoerente con il resto del titolo.

Una maschera quantica di Crash Bandicoot 4

Only the brave

Crash Bandicoot 4 si termina in circa una decina di ore, con ritardi più o meno lunghi in base alle difficoltà soggettive che incontrerete in alcune piattaforme. Considerando che solo l’11% circa dei videogiocatori Xbox ha sbloccato l’achievement di fine gioco, si può dire che anche questa è una sfida impegnativa, che rasenta l’impossibile se vogliamo terminare Crash 4 al 100%.

Oltre ai livelli base, il platform è adornato di una quantità ingente di modalità extra che vi potrà impegnare per il doppio del tempo necessario per terminare l’avventura principale. Ogni stage contiene diverse gemme nascoste che permetteranno di ottenere nuove skin per Crash e Coco. Alcune le sbloccherete completando il livello sotto determinate condizioni, mentre altre sono nascoste nel livello stesso. In più, ogni zona ha la sua prova a tempo che sbloccherà ulteriori elementi collezionabili, le reliquie.

A questi extra, dobbiamo aggiungere i livelli opzionali da giocare con i personaggi secondari, le linee temporali, e la modalità N. VERTITA in cui dovremo affrontare il livello secondo uno stile grafico sempre diverso. Uno di quelli che ho provato iniziava con lo scenario in bianco e nero per colorarsi dopo ogni rotazione. Suggestivo e geniale allo stesso tempo.

Inoltre, sarà possibile rivivere alcuni livelli iconici della trilogia originale grazie all’acquisizione di alcuni nastri VHS presenti negli scenari. Per ottenerli bisognerà però arrivare fino a quel punto senza mai morire. E non è poco.

Infine, se condividerete Crash Bandicoot 4: It’s About Time con altri videogiocatori, sappiate che è disponibile la modalità multiplayer locale con alcune modalità non particolarmente originali, ma che possono permettere a due giocatori di pari livello di sfidarsi. Le modalità consistono in scontri a tempo o di raccolta. Nulla di eccezionale, ma che aumentano ulteriormente la longevità di un videogioco decisamente pieno di cose da fare.

Modalità N. VERTITA di Crash Bandicoot 4

Maledettamente colorato

I motivi principali del successo della serie Crash Bandicoot sono la caratterizzazione dei personaggi e le colorate aree di gioco. It’s About Time mantiene inalterati questi principi con un restyle che rende la serie ancora più matta e vivace. Le dimensioni strizzano l’occhio al passato, ma aggiungono anche nuove aree tanto diverse quanto godibili. Qualcuno lamenterà un po’ di incoerenza, ma essa è più che giustificata da una trama che ha permesso piena libertà agli artist designer.

La localizzazione italiana è decisamente curata, mentre musiche e colonne sonore ci accompagneranno con carica durante il gioco, ma sono decisamente dimenticabili.

Versione Xbox Series X

La versione next-gen provata su Xbox Series X offre un’esperienza di gioco ottimale, ma che non aggiunge nulla di sconvolgente al titolo già assaporato sulla generazione precedente.

Crash Bandicoot 4 era già graficamente delizioso e rimane ancora tale su Xbox Series X. La combo 4K-60FPS non mostra i muscoli, ma l’esperienza di gioco è praticamente perfetta con colori vividi, fluidità eccezionale e mai nessun rallentamento. In definitiva una bella esperienza di gioco, che si migliora in maniera significativa soltanto nei caricamenti su cui la next-gen punta particolarmente e che può risultare determinante per vivere con meno fastidio le ripetute cadute. Infatti, il ri-caricamento dei livelli di gioco dopo una sconfitta si assesta intorno ai 5 secondi contro i circa 15 delle versioni precedenti. Un significativo miglioramento dovuto più all’hardware che a un’ottimizzazione personalizzata, ma che apprezziamo.

Difetti del passato

Arrivati a questo punto, avrete capito che Toys for Bob ha svolto un ottimo lavoro con Crash Bandicoot 4, ma qualche vecchio grattacapo del passato è ancora presente.

La difficoltà, anche in modalità moderna, è orientata verso l’alto, ma diventa decisamente eccessiva durante gli ultimi stage. Non è facile definirlo come un vero e proprio difetto, ma i neofiti potrebbero non terminare il titolo a causa di alcune scelte di level design che strizzano troppo l’occhio ai veterani e che potrebbero portare a una frustrazione evitabile.

Così come la trilogia canonica, il titolo non ci viene incontro sui salti che dovranno essere precisissimi. Premettiamo che lo svecchiamento rende il gioco più fluido e alcuni aiuti (come il minimale cerchietto che ci fa capire dove atterreremo) saranno fondamentali per affrontare questo capitolo del marsupiale, ma purtroppo non sempre basta. Infatti, Crash Bandicoot 4 soffre di un problema di profondità di campo in alcuni livelli. La telecamera è totalmente gestita dal videogame e in certi stage, quando sarà dietro le spalle di Crash o Coco potrà risultare difficile capire quanto saltare per non fare una brutta fine. Un problema bypassabile in modalità moderna, ma decisamente snervante in retrò.

Non mancano i colori in Crash Bandicoot 4

Conclusione

Crash Bandicoot 4: It’s About Time è il sequel che tutti i fan del marsupiale aspettavano. Dopo varie ricerche, Activision ha trovato in Toys for Bob il degno erede di Naughty Dog nella prosecuzione della serie. Crash 4 è bello, colorato, fluido e divertente, mostra rispetto per il passato e svecchia un gameplay ormai problematico senza stravolgerlo.

Questo nuovo capitolo è il more of the same per eccellenza che nessun veterano vorrà perdersi per alcuna ragione al mondo e che permetterà ai più giovani di conoscere il mondo della mascotte della prima PlayStation con i suoi pregi e difetti. Infatti, il livello difficoltà rimane ancorato agli anni ’90 e potrebbe scoraggiare molti nuovi videogiocatori. Sotto questo aspetto, Activision dovrà fornire in futuro maggiore libertà alla casa di sviluppo che ha bisogno di abbandonare il passato per rilanciare una serie che potrà vivere un nuovo periodo d’oro grazie alle radici piantate in “It’s About Time”.

Dettagli e Modus Operandi

  • Genere: Platform
  • Lingua: italiano
  • Multiplayer: sì
  • Prezzo69,99 €

Ho impedito la catastrofe dimensionale insieme a Coco e Crash in circa 15 ore grazie a un codice gentilmente fornito dal publisher.

Di Antonino Savalli

Nato con Nintendo, cresciuto con PlayStation e formato con il PC, ho sempre trovato nella scrittura il legame per apprezzare tutte le esperienze videoludiche (e non) vissute.

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