La situazione attuale attorno ai dev kit di Nintendo Switch 2 sta generando non poca confusione e frustrazione tra gli sviluppatori, e di conseguenza sta rallentando la crescita della line-up di giochi nativi per la nuova console. Ecco un quadro dettagliato per come lo abbiamo capito noi:
La distribuzione dei kit di sviluppo è stata finora molto limitata e apparentemente casuale: alcuni studi indie hanno ricevuto accesso, mentre altri team più affermati sono rimasti esclusi.
Questo ha generato una certa frustrazione tra gli sviluppatori, molti dei quali vorrebbero ottimizzare i propri titoli per Switch 2 ma non possono farlo senza l’hardware necessario.
In assenza di una strategia chiara, Nintendo sembra puntare sulla retrocompatibilità come soluzione temporanea, incoraggiando gli sviluppatori a continuare a pubblicare giochi per Switch 1.
Questo approccio, però, impedisce di sfruttare appieno le potenzialità tecniche della nuova console. Secondo alcune fonti, come Digital Foundry, non esiste un criterio trasparente per l’assegnazione dei dev kit, e alla Gamescom 2025 diversi team hanno espresso il loro disappunto per la mancanza di accesso.
Le motivazioni dietro questa scelta potrebbero essere molteplici. Nintendo potrebbe voler prolungare la vita commerciale di Switch 1, sfruttando la sua ampia base installata e ritardando la transizione alla nuova generazione.
Un’altra ipotesi è che l’azienda voglia controllare il ritmo di rilascio dei titoli Switch 2 Edition, distribuendo i dev kit gradualmente per evitare un sovraffollamento di uscite. Inoltre, il successo dei titoli first-party come Mario Kart World e Donkey Kong Bananza potrebbe aver ridotto l’urgenza di accelerare il supporto da parte degli sviluppatori esterni.

