Il rapporto fra The Walking Dead e i videogiochi somiglia a quello fra un sopravvissuto e un branco di vaganti: ogni tanto si salva qualcuno, ma la maggior parte delle volte finisce male. E dopo Survival Instinct, Overkill’s The Walking Dead e Destinies (titoli che i fan preferirebbero dimenticare), l’annuncio di Streets of Survival, firmato da Odaclick Game Studio (gli stessi di The Karate Kid: Street Rumble), ci aveva lasciati cautamente curiosi.
Un picchiaduro a scorrimento in pixel art ispirato alla serie che poteva essere la formula giusta per fare qualcosa di diverso, leggero e senza pretese. Poteva.
Guerra totale in miniatura
La campagna riprende l’arco narrativo della Guerra Totale, lo scontro fra il gruppo di Rick Grimes e i Salvatori di Negan. Si attraversano luoghi noti a chiunque abbia visto la serie, come Alexandria, Hilltop e il Sanctuary, e si vestono i panni di Rick, Daryl e Michonne, con Negan sbloccabile solo dopo aver completato la prima partita.
Sulla carta il tema è azzeccato e lo diciamo subito: è uno dei momenti più drammatici e iconici dello show, perfetto per un titolo che vuole strizzare l’occhio ai fan. Il problema è che qui la trama non viene raccontata, viene riassunta. Chi la conosce riconoscerà i passaggi, chi non l’ha vista non troverà alcun motivo per interessarsi. Siamo di fronte a una scaletta di eventi, non a un racconto, e la tensione che ha reso grande quel capitolo della serie rimane fuori dallo schermo.

Viva la pixel art!
Siamo onesti, e lo facciamo volentieri: la pixel art è la parte migliore del gioco. I protagonisti sono riconoscibili al primo sguardo senza inseguire la somiglianza fotografica con gli attori, gli scenari conservano la loro identità e quelle animazioni di respiro retrò, tanto care ai fan di Metal Slug, funzionano. Il passaggio a una grafica stilizzata riesce a rendere il mondo della serie in una forma adatta al genere.
Chi gioca su Switch o Switch 2 (come noi nella prova del titolo) o comunque su schermi piccoli, noterà anche una resa migliore di quanto lascino pensare le polemiche sulla “troppa pixelazione” nate attorno alla demo. Non siamo davanti a un capolavoro estetico, ma a un lavoro curato, fatto con l’intenzione giusta.
Se dovessimo fermarci qui, daremmo la piena sufficienza. Purtroppo un videogioco non è un’illustrazione.

Combattimenti? Dove, scusa?
Il cuore di un beat ‘em up è il combattimento, e qui il cuore batte a fatica. Il parco movimenti dei protagonisti è limitato, le combo lasciano pochissimo spazio alla sperimentazione e cambiare personaggio sembra indifferente. La katana di Michonne e la balestra di Daryl caratterizzano i protagonisti sul piano estetico certamente, ma al pad le differenze spariscono quasi. Il risultato è che non c’è alcun incentivo a rigiocare con un altro sopravvissuto.
Il sistema, poi, non sembra mai davvero intuitivo. Gli attacchi arrivano spesso da fuori schermo e sono difficili da prevedere, mentre i colpi che interrompono l’azione o buttano a terra il personaggio rendono complicato riprendere il controllo. Anche a difficoltà normale, l’aggressività dei nemici pesa parecchio, e a questo si aggiungono punti da colpire poco precisi, sia per i nemici che per noi. Chi sceglie la difficoltà “inferno” cerca una sfida, e la trova, ma più per le difficoltà e pecche del sistema che per una vera profondità tattica.
Le armi da fuoco, infine, abbondano e generano frustrazione più che soluzioni. Per un franchise nato sull’idea di risorse scarse, trovarsi con un arsenale così generoso fa storcere il naso più di una volta.
Buone idee, ma mal sviluppate
La cosa che ci dispiace di più è che qualche spunto interessante c’era. I vaganti possono attaccare anche i nemici umani, e il gioco permette di attirare le orde contro i Salvatori o di far saltare le difese ambientali per aprirsi un varco. Un’idea ottima, in perfetto stile The Walking Dead, che avrebbe potuto trasformare ogni scontro in un piccolo rompicapo strategico. Il problema è che gli scontri sono maledettamente lineari e lasciano pochissime occasioni per sfruttare davvero questa meccanica, che rimane un’ottima intuizione sprecata.
Stesso discorso per la progressione. Spendendo i punti conoscenza si migliora la resistenza o la capacità dell’inventario, ma il gioco chiede di ripetere gli scontri per far crescere i personaggi senza offrire motivi per averne voglia. E quando la ripetizione diventa la ricompensa, vuol dire che qualcosa nel design non funziona.

Longevità e varietà: nulla cosmico
La campagna è breve, e la sensazione dopo un paio d’ore è di aver già visto tutto. La varietà dei nemici è scarsa. I boss come Well Walker e Winslow e i duelli multi-fase (cioè scontri con un boss che cambia comportamento man mano che gli togli energia, con nuovi attacchi, schemi diversi o a volte persino un’altra arena, così da costringerti a rivedere la strategia a ogni fase) con Negan e Simon sono le uniche vere parentesi di profondità nel gioco, ma non bastano a reggere l’intera esperienza.
Come modalità secondaria troviamo solo la Fossa dei Vaganti (inclusa nella Deluxe Edition), che non aggiunge nulla, se non altra ripetizione.
E poi c’è il single player a tutti i costi. Un beat ‘em up può funzionare benissimo anche da soli, a patto che gli incontri siano di qualità, ma qui il combattimento varia così poco che l’assenza di una cooperativa pesa come un macigno. Avremmo giocato volentieri in due, se non altro per dividere la noia (chi ha detto Double Dragon?!).
The Walking Dead: Streets of Survival, duole dirlo, è uno dei giochi più noiosi e ingessati che abbiamo mai giocato, incapace di offrire un motivo valido per andare avanti. Classico tie-in che si regge su una licenza prestigiosa e su una veste grafica riuscita, dimenticando che sotto ci vuole un gioco. Il tema è quello giusto e la pixel art funziona, e a questi due elementi concediamo a stento la sufficienza. Tutto il resto, dal combattimento alla progressione, dalla durata alla varietà, ci ha lasciati con la sensazione di un’occasione davvero sprecata. Consigliato solo ai veri appassionati che devono avere tutto di The Walking Dead
5
Dettagli e Modus Operandi
- Piattaforme: PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2 e PC
- Data uscita: 18 settembre 2026
- Prezzo: 19,99 euro, 29,99 euro la Deluxe Edition (versione Switch 2 provata)
Ho giocato a The Walking Dead: Streets of Survival grazie a un codice fornito dal publisher.





























