Al Summer Game Fest Live 2026, Square Enix ha chiuso anni di attesa con un annuncio che il fandom di Final Fantasy attendeva come nessun altro: Final Fantasy VII Revelation, terzo e conclusivo capitolo della trilogia remake di uno dei videogiochi più influenti di sempre. La data? Primavera 2027. Le piattaforme? Tutte insieme, dal day one: PC, PlayStation 5, Xbox Series X/S e Nintendo Switch 2, una mossa che segna una netta inversione di rotta rispetto all’esclusività temporanea dei capitoli precedenti.
The Highwind Calls
Il footage mostrato in anteprima è un catalogo di promesse che i veterani del JRPG troveranno difficile da ignorare. Si potrà pilotare l’Highwind, l’iconica nave aerea della storia originale del 1997, e tuffarsi letteralmente dal suo ponte per atterrare nell’open world sottostante. Vincent Valentine e Cid Highwind, assenti dal roster giocabile di Rebirth, tornano finalmente controllabili in battaglia. I colossali Weapons, le creature apocalittiche che nel gioco originale rappresentavano alcune delle sfide più temute, saranno affrontabili in combattimento. E tra le location confermate compare Wutai, la nazione orientale che nel 1997 ospitava una delle sottotrame più memorabili dell’intera avventura.
Il Sistema dei Fit
Una delle novità più curiose riguarda la personalizzazione dei personaggi: Revelation introdurrà armature speciali in grado di modificare sia le statistiche che l’aspetto estetico dei protagonisti, in quello che Matt Mercer, voce inglese di Vincent Valentine, ha scherzosamente ribattezzato il sistema dei “fit”. Un dettaglio apparentemente minore, ma che suggerisce un’attenzione alla costruzione del personaggio e all’identità visiva dei combattenti che potrebbe rivelarsi più profonda di quanto sembri.
Una Trilogia che ha Retto il Peso della Storia
Portare su schermo moderno Final Fantasy VII era un’impresa destinata a dividere. Il titolo originale, uscito su PlayStation nel 1997, non è semplicemente un grande gioco: è un punto di riferimento culturale per un’intera generazione, una storia di resistenza, perdita e memoria che ha definito cosa potesse essere narrativamente un JRPG. Final Fantasy VII Remake (2020) aveva scelto di espandere la sola sequenza di Midgar in un’esperienza di decine di ore, introducendo un’audace revisione del canone. Final Fantasy VII Rebirth (2024) aveva poi aperto il mondo, aggiunto l’eccellente card game interno Queen’s Blood e portato Cloud e i suoi compagni attraverso scenari che il gioco originale mostrava a malapena. Ora tocca a Revelation chiudere il cerchio.
La Fine di un Cerchio
Final Fantasy VII Revelation non è solo la conclusione di una trilogia: è la fine di un esperimento ambizioso che ha tentato di riscrivere un classico senza tradirlo, di espanderlo senza svuotarlo. Che ci riesca del tutto lo scopriremo nella primavera del 2027. Ma il fatto che il franchise più iconico di Square Enix arrivi simultaneamente su tutte le piattaforme principali, Switch 2 inclusa, è già di per sé un segnale: questa volta, nessuno deve restare indietro.

