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Final Fantasy VII Revelation: le Weapon leggendarie tornano nel trailer della Gamescom 2026

La Gamescom Opening Night Live 2026 ha riservato uno dei suoi momenti più attesi a FINAL FANTASY VII REVELATION, il terzo e ultimo capitolo della trilogia remake che sta riscrivendo, tassello dopo tassello, uno dei giochi più importanti della storia del medium. Sul palco è salito di persona il director Naoki Hamaguchi, che ha presentato un trailer denso di rivelazioni sulle Weapon, sul nuovo sistema STILE e sull’esplorazione del mondo di gioco.

Le guardiane del pianeta si risvegliano

Il cuore del filmato sono le Weapon: enormi guardiani generati dal pianeta stesso per difendersi dalla minaccia rappresentata da Sephiroth e da Meteor. Nel trailer si vedono Ruby Weapon, Emerald Weapon e Ultima Weapon emergere tra deserti, cieli e fondali marini, senza fare distinzione tra nemici e alleati. Erano un elemento di endgame nel FINAL FANTASY VII originale del 1997 e tornano ora reimmaginate, con alcune di loro pensate come sfide ultra impegnative in omaggio alla loro forma classica: un vero e proprio rito di passaggio per chi ha già affrontato Remake e Rebirth.

Typhon scende in campo, il gruppo si allarga

Accanto alle Weapon debutta la nuova invocazione Typhon, mentre il roster giocabile si arricchisce con l’arrivo di Vincent Valentine e Cid Highwind, entrambi finalmente controllabili dopo essere rimasti ai margini nei capitoli precedenti. Non manca poi il debutto del sistema STILE, che introduce outfit unici capaci di garantire ruoli e abilità ispirati alle classi storiche della serie: nel trailer si vedono Cloud nei panni del Guerriero e Tifa in quelli del Mago Nero, una scelta che strizza l’occhio a chi arriva da altri capitoli della saga.

Un mondo aperto tra cielo, terra e abissi

Sul fronte dell’esplorazione, FINAL FANTASY VII REVELATION punta su un mondo interamente percorribile grazie all’aeronave Highwind, con la possibilità di lanciarsi con il paracadute, muoversi con il rampino o cavalcare i Chocobo. Torna anche il sottomarino, meccanica storica del titolo originale, a conferma di quanto il team stia lavorando per fondere nostalgia e ambizione tecnica in un’unica esperienza di gioco libera e stratificata.

Quando ci si rivede

Nessuna data precisa per ora: FINAL FANTASY VII REVELATION resta confermato per la primavera 2027 su PlayStation 5, Nintendo Switch 2, Xbox Series X|S e PC tramite Steam, Epic Games Store e Xbox PC. Il gioco sarà presente anche al PAX West 2026 di settembre, e non è escluso un ulteriore approfondimento al Tokyo Game Show.

Chiudere la trilogia di Remake significa mettere fine a uno degli esperimenti più coraggiosi della storia videoludica recente: prendere un classico intoccabile e riscriverlo, capitolo dopo capitolo, senza tradirne l’anima. Le Weapon che tornano non sono solo boss fight, sono la prova che Square Enix vuole restituire ai fan la stessa sensazione di sfida e meraviglia provata trent’anni fa, ma con gli strumenti narrativi e tecnici di oggi. Resta da capire se il finale saprà reggere il peso di aspettative così alte.

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Final Fantasy VII Revelation: il capitolo finale della trilogia è stato ufficialmente annunciato

Al Summer Game Fest Live 2026, Square Enix ha chiuso anni di attesa con un annuncio che il fandom di Final Fantasy attendeva come nessun altro: Final Fantasy VII Revelation, terzo e conclusivo capitolo della trilogia remake di uno dei videogiochi più influenti di sempre. La data? Primavera 2027. Le piattaforme? Tutte insieme, dal day one: PC, PlayStation 5, Xbox Series X/S e Nintendo Switch 2, una mossa che segna una netta inversione di rotta rispetto all’esclusività temporanea dei capitoli precedenti.

The Highwind Calls

Il footage mostrato in anteprima è un catalogo di promesse che i veterani del JRPG troveranno difficile da ignorare. Si potrà pilotare l’Highwind, l’iconica nave aerea della storia originale del 1997, e tuffarsi letteralmente dal suo ponte per atterrare nell’open world sottostante. Vincent Valentine e Cid Highwind, assenti dal roster giocabile di Rebirth, tornano finalmente controllabili in battaglia. I colossali Weapons, le creature apocalittiche che nel gioco originale rappresentavano alcune delle sfide più temute, saranno affrontabili in combattimento. E tra le location confermate compare Wutai, la nazione orientale che nel 1997 ospitava una delle sottotrame più memorabili dell’intera avventura.

Il Sistema dei Fit

Una delle novità più curiose riguarda la personalizzazione dei personaggi: Revelation introdurrà armature speciali in grado di modificare sia le statistiche che l’aspetto estetico dei protagonisti, in quello che Matt Mercer, voce inglese di Vincent Valentine, ha scherzosamente ribattezzato il sistema dei “fit”. Un dettaglio apparentemente minore, ma che suggerisce un’attenzione alla costruzione del personaggio e all’identità visiva dei combattenti che potrebbe rivelarsi più profonda di quanto sembri.

Una Trilogia che ha Retto il Peso della Storia

Portare su schermo moderno Final Fantasy VII era un’impresa destinata a dividere. Il titolo originale, uscito su PlayStation nel 1997, non è semplicemente un grande gioco: è un punto di riferimento culturale per un’intera generazione, una storia di resistenza, perdita e memoria che ha definito cosa potesse essere narrativamente un JRPG. Final Fantasy VII Remake (2020) aveva scelto di espandere la sola sequenza di Midgar in un’esperienza di decine di ore, introducendo un’audace revisione del canone. Final Fantasy VII Rebirth (2024) aveva poi aperto il mondo, aggiunto l’eccellente card game interno Queen’s Blood e portato Cloud e i suoi compagni attraverso scenari che il gioco originale mostrava a malapena. Ora tocca a Revelation chiudere il cerchio.

La Fine di un Cerchio

Final Fantasy VII Revelation non è solo la conclusione di una trilogia: è la fine di un esperimento ambizioso che ha tentato di riscrivere un classico senza tradirlo, di espanderlo senza svuotarlo. Che ci riesca del tutto lo scopriremo nella primavera del 2027. Ma il fatto che il franchise più iconico di Square Enix arrivi simultaneamente su tutte le piattaforme principali, Switch 2 inclusa, è già di per sé un segnale: questa volta, nessuno deve restare indietro.

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The Adventures of Elliot: The Millennium Tales si mostra in una nuova demo

SQUARE ENIX ha pubblicato una demo gratuita per The Adventures of Elliot: The Millennium Tales, il nuovo GdR d’azione del Team Asano, disponibile per Nintendo Switch 2, PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC. Guarda il trailer d’annuncio della nuova demo e del gameplay di The Adventures of Elliot: The Millennium Tales qui:

La nuova demo giocabile permette di iniziare l’avventura a Philabieldia per poi trasferire i progressi alla versione completa del gioco, che uscirà il mese prossimo. Chi ha già giocato alla demo di lancio vedrà l’aggiunta di varie novità basate sulle opinioni dei giocatori, tra cui un aumento della velocità di movimento di Elliot, un nuovo livello di difficoltà e vari miglioramenti generali.

Elliot e Faie, i due protagonisti, attraverseranno un vasto mondo nel corso di quattro epoche diverse. Le ambientazioni saranno piene di nemici, grotte nascoste e rovine antiche. Elliot può utilizzare sette tipi di armi diversi, dalle spade corte a falci a catena versatili che possono catturare i nemici. Ogni arma può essere personalizzata con la magilite, così da adattarla ai vari stili di gioco. La potente magia di Faie è utile sia in battaglia che fuori, per colpire i nemici, recuperare degli oggetti da luoghi irraggiungibili per Elliot o aiutare con l’esplorazione.

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Square Enix molto attiva durante il Nintendo Direct

Durante l’ultimo Nintendo Direct SQUARE ENIX è stato certamente uno degli sviluppatori maggiormente coinvolti. La casa giapponese ha annunciato anzitutto l’arrivo di PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse, il secondo capitolo della serie, arriverà il 19 febbraio anche su Nintendo Switch.

Il gioco è ambientato in Giappone durante l’epoca Showa. La trama sembra concentrarsi su leggende metropolitane e l’occulto. Il gioco è sviluppato dagli stessi creatori originali di Paranormasight: The Seven Mysteries of Honjo, del 2023. The Mermaid’s Curse mescola luoghi e leggende del mondo reale e promette un’atmosfera molto suggestiva e ricca di suspense e mistero.

Final Fantasy VII Rebirth uscirà il 3 giugno 2026 su Nintendo Switch 2. Il gioco può essere prenotato in formato digitale su tutte le piattaforme con uno sconto del 20%. In più, chi ordinerà la Digital Deluxe Edition su Nintendo Switch 2 riceverà la materia di invocazione Trio moguri e tutta una serie di accessori e materia bonus. Chi invece prenoterà l’edizione fisica per Nintendo Switch 2 riceverà una carta di Zack Fair di Magic: The Gathering—FINAL FANTASY, in versione variant realizzata da Tetsuya Nomura, fino a esaurimento scorte.

Questa versione di Rebirth includerà anche la funzione impostazioni dei potenziamenti. Questa funzionalità introduce PM e PV illimitati in ogni momento, limite e barra ATB illimitati durante le battaglie, 9.999 danni, acquisizione più facile delle abilità delle armi e varie altre semplificazioni del gameplay.

Square Enix ha infine annunciato un nuovo progetto riguardante un nuovo GDR, cioè The Adventures of Elliot: The Millennium Tales. Il gioco sarà disponibile dal 18 giugno 2026. I due protagonisti dell’avventura, Elliot e Faie, attraversano un vasto mondo attraverso ben quattro epoche differente. Nel viaggio affronteranno orde di nemici, grotte nascoste e antiche rovine.

Elliot può utilizzare ben sette tipi di armi diversi, da spade con attacchi a corto raggio fino a falci a catena che possono tirare i nemici verso di lui. Ogni arma è personalizzabile grazie al ricorso alla magilite, che permette ai giocatori di valorizzare il proprio stile di gioco preferito. Faie può invece ricorrere alla magia, che sarà utile sia negli scontri che durante l’esplorazione e l’interazione con l’ambiente. Il gioco inoltre sembra aver tenuto conto dei feedback ricevuti durante il periodo di prova della demo. Ad esempio, la velocità di gioco è stata aumentata e la navigazione all’interno dei menù è stata resa più chiara ed accessibile.

Da pochi giorni è possibile pre-ordinare il gioco in formato fisico e digitale per PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC (Steam e Microsoft Store), e solo in formato fisico per Nintendo Switch 2. Il pre-ordine della versione digitale per Nintendo Switch 2 diventerà disponibile a breve.

Per prepararsi all’avventura, a partire da oggi, chi pre-ordina un’edizione fisica e/o digitale del gioco riceverà il Set Provviste da Viaggio di Elliot, che include vari oggetti che danno un vantaggio a Elliot, tra cui l’accessorio Medaglia della partenza, che aumenta la quantità di denaro e frammenti di magilite lasciati cadere dai nemici, e la magilite spada Attacco maggiore.

Si può pre-ordinare anche una Digital Deluxe Edition, che include l’accessorio Bracciale fatato, l’accessorio Cavigliera fior di ciliegio e l’accessorio Anello ibisco. È possibile pre-ordinare anche una Collector’s Edition fisica esclusivamente su Square Enix Store. Quest’edizione include il gioco base più una colonna sonora originale e una statuetta di Faie con orologio.

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Final Fantasy: Square propone un questionario sulla saga

Non è un mistero che la maggior parte degli appassionati di Final Fantasy non sia soddisfatta della strada imboccata dalla saga. L’enorme successo ottenuto da Expedition 33 è stato da molti letto come un segnale del fatto che gli amanti degli RPG tendano a preferire una struttura di gioco più classica rispetto alle moderne formule ibride ricche di elementi action.

A questo prposito, Square Enix ha aperto un questionario online rivolto principalmente ai fan di Final Fantasy. Il questionario resterà aperto fino al 9 gennaio 2026 e conta 34 domande alle quali rispondere.

La compilazione non porta alcun tipo di vantaggio. Sembra proprio che lo scopo del quiz sia effettivamente quello di sondare i pareri dei giocatori per utilizzarli come linea guida nello sviluppo del prossimo gioco. Il questionario è in lingua inglese, ma non richiede una conoscenza troppo profonda della lingua per essere affrontato.

Le prime domande sono molto basilari. Per esempio viene chiesto quali siano le piattaforme sulle quali giochiamo regolarmente o quali giochi si acquistano normalmente nel corso dell’anno.

Seguono alcune domande su alcuni prodotti specifici di Square Enix. Viene ad esempio chiesto se si è a conoscenza della collaborazione tra Magic e FF o se un gioco come Dissidia Duellum Final Fantasy abbia creato interesse.

Viene poi chiesto quali titoli della saga sono stati giocati e preferiti. Viene infine riservato uno spazio per inserire commenti personali o consigli utili. Si tratta certamente di uno sforzo lodevole da parte di Square. Vedremo se effettivamente un questionario di questo tipo potrà rivelarsi uno strumento utile.

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Square svela le vendite totali di Final Fantasy

La serie Final Fantasy è sicuramente una delle più importanti e longeve dell’industria del videogioco e rappresenta senz’altro il prodotto principale di Square Enix. Pur non riuscendo più a catalizzare l’interesse generale dei videogiocatori, come avveniva a fine anni 90, la saga di Final Fantasy riesce comunque ancora oggi a far parlare di se e a muovere cifre molto importanti.

Ma quanto ha venduto complessivamente la saga di Final Fantasy? Sebbene rispondere a questa domanda sembri estremamente difficile, Square negli scorsi giorni sembra aver trovato la risposta. Dall’analisi dei documenti finanziari della Software House, infatti, emergerebbe che la serie di Final Fantasy ha venduto l’impressionante cifra di 203 milioni di copie in tutto il mondo.

Questi dati comprendono non solo i 16 capitoli principali della saga, ma anche tutti gli spin-off e le versioni rimasterizzate dei capitoli originali. Rispetto ai dati dello scorso anno, la serie sembra aver visto un aumento di circa tre milioni di copie.

Un’altra popolare serie Square, ovvero Dragon Quest, avrebbe venduto circa 94 milioni di copie. Un numero certamente importante, anche se non paragonabile alla serie Final Fantasy. La popolarità di Final Fantasy, dunque, sembra essere tutt’altro che in declino, come dimostra anche l’enorme successo dell’espansione di Magic the Gathering dedicata al gioco.

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Incredibile successo per l’espansione Magic di Final Fantasy

Quando qualche mese fa Hasbro annunciò un’espansione speciale del popolare gioco di carte Magic the Gathering dedicata a Final Fantasy, l’entusiasmo fu subito palpabile. In effetti la popolare saga fantasy di Square Enix e il leggendario gioco di carte collezionabili sembravano da subito formare una combinazione perfetta.

Dopo l’uscita del set, le vendite hanno confermato in pieno l’interesse mostrato dai fan di entrambi i franchise, al punto che l’espansione, secondo le dichiarazioni di Hasbro, ha totalizzato l’incredibile cifra di 200 milioni di dollari in un solo giorno.

Il fatto che questa cifra sia stata ottenuta in sole 24 ore ha davvero dell’incredibile. Per fare un paragone, l’espansione di Magic dedicata al Signore degli Anelli, che pure aveva ottenuto un ottimo successo, aveva impiegato sei mesi per raggiungere la stessa cifra.

Il CEO di Hasbro, Christian Cocks, si è detto estremamente soddisfatto del risultato e ha garantito che la società provvederà ad un massiccia dose di ristampe, dal momento che ritiene che il prodotto continuerà ad attirare l’attenzione dei giocatori per parecchio tempo.

Tuttavia, attualmente, la situazione dell’espansione non è particolarmente rosea. Infatti, nonostante Hasbro abbia aumentato di molto le tirature iniziali, l’espansione è diventata estremamente difficile da reperire. Questo ha anche causato un innalzamento dei prezzi, sia per quanto riguarda le singole bustine sia, soprattutto, le carte singole. Vedremo se Hasbro saprà mettere una pezza alla situazione e se le vendite dell’espansione continueranno a mantenersi su livelli così alti. Certo, il successo di quest’espansione non può che fare felici tutti i fan della saga di Final Fantasy, che continua ad essere amatissima e dimostra di essere in grado di generare profitti importanti.

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FInal Fantasy XI è stato chiuso… per eccesso di videogiocatori

Sembra davvero incredibile come alcuni giochi, nonostante l’età, continuino a far parlare di sé. Final Fantasy XI è un esempio lampante di questo assunto. Il MMORPG di Square Enix, primo Final Fantasy interamente online, ha da poco festeggiato i 23 anni di età.

Poche ora fa è giunta la notizia della chiusura che Asura, il più grande server dedicato al gioco, è stato chiuso ai nuovi giocatori. Il motivo, tuttavia, non è da riscontrarsi nella riduzione dei giocatori o in un calo di interesse, bensì in una recente tendenza al rialzo del numero dei giocatori connessi, che rischiava di creare problemi di stabilità al server!

Il Director Yoji Fujito, sul sito ufficiale del gioco ha rilasciato una serie di dichiarazioni in cui ringrazia profondamente i giocatori per l’attaccamento mostrato al titolo, spiegando allo stesso tempo che la scelta della chiusura del server, che avverrà a partire dal 29 luglio, è dovuta proprio all’esigenza di Square di fornire agli avventurieri un’esperienza di gioco adeguata.

Su questo ritorno di fiamma di Final Fantasy XI sembrano aver influito diversi fattori. Anzitutto, una serie di sconti e contenuti bonus, legati anche ad alcuni raid di Final Fantasy XIV. Anche la recente espansione di Magic the Gathering dedicata proprio a Final Fantasy ha probabilmente contribuito a rinnovare l’interesse per questa mitica serie. La cosa certa è che per chi, come chi scrive, era solo un ragazzo quando il gioco uscì, fa davvero piacere vedere Final Fantasy XI ancora così in salute.

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Final Fantasy VII Rebirth – Recensione

Siamo ormai a gennaio e da poche settimane si è concluso il 2025. Come sempre questo periodo, per la comunità videoludica, è caratterizzato soprattutto dai Game Awards. Tra i giochi ad aver ricevuto il maggior numero di candidature troviamo, forse un po’ a sorpresa, Final Fantasy VII Rebirth. L’avventura Square ha anche saputo conquistare uno degli ambiti premi, quello relativo alla colonna sonora.

Cogliamo l’occasione per regalarvi la nostra recensione, frutto di un esame lungo ed approfondito del gioco. Sebbene Final Fantasy VII Rebirth sia uscito da diversi mesi, si è infatti trattato di uno dei giochi più importanti dell’anno e l’uscita ormai prossima del gioco in versione PC è un’ottima occasione per tornare a discuterne. Recuperiamo la nostra fida Spada Potens e immergiamoci nell’avventura!

La storia continua… e si evolve

La trama di Final Fantasy VII Rebirth riprende subito dopo la fine di Remake, con il famosissimo flashback narrato da Cloud ai suoi compagni alla città di Kalm. Da qui in poi, la trama si dirama riproponendo tutti gli eventi che in Final Fantasy 7 occupavano il primo CD. Sebbene la storia resti fedele al gioco originale, Square Enix ha deciso, come prevedibile, di inserire diversi elementi aggiuntivi e anche di effettuare alcuni cambiamenti.

Purtroppo, non sempre le scelte degli sceneggiatori hanno incontrato il nostro favore. Un plauso meritano sicuramente gli approfondimenti delle vicende legate a molti dei personaggi meno importanti, come ad esempio Dio e Don Corneo. Anche le trame legate alle missioni secondarie sono nel complesso ben pensate e contribuiscono a caratterizzare meglio l’universo di gioco.

Sfortunatamente, i cambiamenti inseriti nella trama generale non sono stati, a nostro giudizio, all’altezza del progetto. Soprattutto la parte finale inserisce tutta una serie di nuovi elementi che, oltre a risultare piuttosto confusionari, se mal gestiti nel prossimo capitolo, rischiano di stravolgere eccessivamente la storia originale. Senza fare troppi spoiler, basti sapere che Rebirth introduce l’ormai abusatissima idea di un multiverso costituito da tante realtà parallele.

A peggiorare le cose vi sono anche una serie di scene davvero troppo sopra le righe, come ad esempio quelle che coinvolgono le gigantesche Weapon. Intendiamoci, non siamo di fronte ad un disastro. La trama di Rebirth resta nel complesso bella ed appassionante e riesce a tenere viva l’attenzione anche dei veterani di Final Fantasy VII. I problemi di cui abbiamo discusso, tuttavia, impediscono alla storia di raggiungere le vette di eccellenza a l’ originale ci aveva abituati.

Una gioia per occhi e orecchie

Final Fantasy VII Rebirth

Partiamo da quello che è forse il maggior punto di forza del gioco, ovvero il suo comparto tecnico. Final Fantasy VII, sia dal punto di vista grafico che per quanto concerne il sonoro, è un’autentica meraviglia.

Square Enix è riuscita a regalare ai fan un mondo stupendo da guardare, realistico, coerente e più vivo che mai. Ogni elemento dell’enorme mappa di gioco di Final Fantasy VII Rebirth risulta infatti assolutamente credibile ed azzeccato e va a comporre uno degli open world più belli e divertenti da esplorare che abbiamo mai visto.

Ognuno dei continenti del gioco ha un aspetto e un paesaggio caratteristico e presenta dinamiche esplorative peculiari, quasi sempre legate ai simpatici chocobo. Tutti però risultano ugualmente magnifici da osservare. Anche i personaggi sono realizzati con grande cura e persino i vari abitanti delle città che andremo a visitare appaiono credibili e perfettamente inseriti nel mondo di gioco.

Come ci si poteva aspettare, Final Fantasy VII Rebirth mostra il meglio di sé durante le battaglie, che spesso si risolvono in uno spettacolare turbinio di luci ed effetti visivi mozzafiato, soprattutto durante l’uso delle invocazioni e delle abilità limite.

La colonna sonora, poi è un autentica meraviglia. Final Fantasy VII Rebirth presenta una serie di brani che, pur citando in maniera chiara il gioco originale, mantengono una loro forte originalità e caratterizzazione. Non mancano naturalmente anche alcune nuove tracce, che accompagnano i momenti più incalzanti della storia. Anch’ esse sono realizzate divinamente e si inseriscono perfettamente nell’atmosfera del gioco.

Particolarmente degna di nota è la musica che accompagna le nostre esplorazioni in quella che nell’episodio originale era la world map. Ognuna delle macro aree del gioco presenta infatti una diversa versione del tema originale di Final Fantasy VII, privilegiando un particolare passaggio del lungo brano.

C’è solo una piccola osservazione da fare. Se su PS5 Pro la grafica di Rebirth è un vero e proprio portento e mostra appieno il potenziale della macchina, le cose non vanno altrettanto bene su PS5. Qui infatti il motore grafico mostra il fianco più volte. Non solo gli sfondi talvolta perdono frame o risultano poco definiti, ma persino le espressioni e i visi dei personaggi in diverse occasioni perdono di definizione.

L’esplorazione in Final Fantasy VII Rebirth

Il gameplay di Final Fantasy VII Rebirth si svolge, fondamentalmente, in due fasi distinte: i momenti legati alla storia principale e l’esplorazione libera. Sebbene in queste due fasi la grafica e l’interfaccia di gioco restino identiche, l’esperienza del giocatore cambia completamente.

Le fasi legate alla storia sono molto simili a quanto visto in Final Fantasy VII Remake. Controllando uno dei personaggi del nostro party (di solito Cloud) dovremo recarci nei punti evidenziati sulla mappa, interagire con gli altri personaggi e seguire via via gli avvenimenti della trama del gioco. Queste fasi, sebbene più “guidate”, sono senza dubbio le più emozionanti e coinvolgenti del gioco.

Come già detto, gli eventi seguono in modo coerente quanto visto nell’originale FFVII, ma la storia viene enormemente espansa, approfondita ed attualizzata. Tutte le città che esploreremo hanno la loro particolare situazione, cha va ad intersecarsi con la politica delle due principali potenze del mondo, ovvero Midgar e Wutai.

Un mondo da esplorare

Oltre al comparto tecnico, l’aspetto più riuscito di Rebirth è indubbiamente l’esplorazione. Ognuna delle macro aree del gioco è estremamente vasta, caratteristica e divertente da esplorare. Le ambientazioni si sviluppano spesso anche in altezza ed in profondità, dunque sarà necessario visitare ogni angolo della mappa per essere sicuri di non aver tralasciato nulla.

Un grosso aiuto viene fornito, come anticipato, dai simpatici Chocobo. In ogni area è infatti presente una missione secondaria legata proprio ai mitici pennuti. Una volta completata, essa garantisce la possibilità di richiamare il nostro chocobo in ogni momento. A seconda dell’area, avremo a che fare con chocobo di colori differenti, dotati di abilità uniche. Ad esempio, il chocobo nero può scalare le pareti mentre quello azzurro è in grado di volare per brevi tratti. Inutile dire che vi sono numerose aree della mappa raggiungibili solo grazie ai nostri polli giganti.

Oltre ai chocobo, Cloud e soci possono contare anche su alcuni veicoli, nella fattispecie un fuoristrada, utile per esplorare il deserto di Corel e il Tiny Bronco, che fungerà da vera e propria nave per esplorare l’oceano. Anche le città risultano davvero ben realizzate e riescono ad essere fedeli alle ambientazioni originali e a risultare assolutamente moderne e al passo coi tempi. Proprio nelle città potremo accedere alla maggioranza delle missioni secondarie del gioco.

Tantissimo da fare

Oltre alla bellezza dell’ambientazione, un grande punto di forza di Final Fantasy VII Rebirth sta certamente nella qualità delle sue side quest. Nonostante la quantità di missioni presenti nel gioco sia elevatissima, Square Enix è riuscita nella difficile impresa di rendere questi compiti estremamente diversificati fra loro, evitando quella sensazione di ridondanza e noia che spesso affligge altri titoli open world.

Ogni area presenta una serie di missioni “standard”, legate al personaggio di Chadley, che prevedono l’attivazione delle torri, utili a sbloccare le porzioni di mappa nascoste, le cacce, la scoperta delle fonti Mako e gli altari degli Esper. Queste missioni sono legate al completamento dei dossier di Chadley, una sorta di enorme enciclopedia del mondo di Final Fantasy. Il completamento del dossier va a sbloccare anche una serie di scontri nella sezione battaglie simulate, tra le quali spiccano gli scontri coi giganteschi Esper. Ai fini dell’ottenimento della materia ad essi legata, gli Esper andranno sconfitti. Fortunatamente, sbloccando tutti gli altari è possibile accedere a scontri semplificati contro le nostre leggendarie invocazioni.

Un’altra categoria di missione molto interessante è costituita dai vestigi. Si tratta di compiti speciali, utili per sbloccare i resti di una misteriosa armatura. La cosa interessante è che ognuna di queste missioni è legata ad un particolare minigioco. Ad esempio, nell’area di Junon il nostro party deve cimentarsi in una versione moderna della battaglia di fort Condor, con tanto di personaggi super deformed quasi identici a quelli di FFVII!

Anche le varie missioni sbloccabili nelle città, denominate missioni tuttofare, sono nella maggior parte dei casi molto piacevoli e divertenti. Merita una missione anche Queen’s Blood, il gioco di carte collezionabili. Come avveniva in FF VIII e FFIX, Rebirth permette al giocatore di collezionare una serie di carte presenti in ogni città del mondo. Queste carte possono essere usate per sfidare altri giocatori. In questo modo otterremo nuove carte e potremo portare avanti la missione principale dedicata a questo minigioco.

Impossibile poi non citare il mitico Gold Saucer. Come i più già sapranno, si tratta di un gigantesco Casinò, nel quale i nostri eroi possono intrattenersi con tutta una serie di giochi a premi, tra cui spicca la corsa dei Chocobo, un vero e proprio gioco di corse in stile Mario Kart con campionati, corse e possibilità di scelta e personalizzazione dei Chocobo.

Tantissima carne al fuoco dunque e tutta di ottima qualità. Ci sentiamo di muovere una sola critica, legata proprio alle sovracitate missioni di Chadley. Il completamento del Dossier risulta infatti davvero eccessivamente lungo e macchinoso. Non sarà infatti sufficiente completare le varie cacce. Per sbloccare i combattimenti avanzati del simulatore il giocatore è costretto a riaffrontare numerose volte gli stessi mostri e in alcuni casi persino a soddisfare determinate condizioni. In un gioco tanto lungo e complesso, ci è sembrata una scelta eccessiva.

I combattimenti in Final Fantasy VII Rebirth

Final Fantasy non sarebbe Final Fantasy senza i suoi spettacolari combattimenti. Anche Rebirth, da questo punto di vista, non delude. Il gioco ripropone i combattimenti “ibridi” visti in remake. Una volta incontrato un nemico, i nostri personaggi si armano e la battaglia inizia immediatamente. Le sfide avvengono in tempo reale, con il giocatore che può sferrare attacchi, ricorrere all’abilità specifica del suo personaggio oppure mettersi in difesa per bloccare parte degli attacchi nemici.

Nel corso dello scontro la barra ATB va progressivamente riempiendosi. Una volta che una o più tacche sono piene, il giocatore, tramite apposito menù, può rinunciare alle frazioni di barra riempite per lanciare un incantesimo o ricorrere alle abilità ATB dei personaggi. Solo un personaggio alla volta viene controllato dal giocatore mentre gli altri sono utilizzati dalla CPU, ma è possibile passare in ogni momento da un personaggio all’altro.

Sebbene il Battle System risulti nel complesso efficace e divertente, abbiamo trovato i personaggi controllati dalla CPU fin troppo passivi. Raramente le loro azioni portavano al riempimento della barra ATB e spesso e volentieri siamo stati costretti a cambiare personaggio anche in momenti in cui ne avremmo fatto a meno. Non è nemmeno possibile fornire in maniera dettagliata istruzioni da seguire ai personaggi passivi. L’unica possibilità in questo senso è fornita dalla materia “automatizzante”, che fa in modo che i personaggi controllati dalla CPU attivino in automatico l’incantesimo associato una volta carico l’ATB.

Sono naturalmente presenti anche i comandi limiti e le invocazioni. I primi (due per personaggio) sono controllati da un’apposita barra, che va riempiendosi in base ai danni subiti. Le invocazioni invece possono essere evocate dopo il riempimento di un altro indicatore, legato al danno inflitto ai nemici. Una volta sul campo, come nel gioco precedente, è possibile controllarle passivamente utilizzando la nostra barra atb per attivare le loro abilità. Allo scadere del tempo, prima di congedarsi, il nostro esper scatena la sua tecnica speciale in un tripudio di luci esplosioni e danni.

Torna anche la meccanica della tensione. Infliggendo danni ai nemici e colpendo le loro debolezze, è possibile mandare il nemico in stato di tensione. Una volta che l’apposita barra sarà stata riempita, il nemico verrà stremato. In questa condizione il danno subito dai nemici verrà esponenzialmente aumentato.

Rispetto a Remake, Rebirth introduce gli attacchi sinergici. Sono particolari tecniche che possono essere eseguite da due personaggi in coppia. Alcune di queste abilità possono essere attivate in ogni momento della battaglia e consistono in semplici azioni combinate. Ad esempio Tifa è in grado di farsi lanciare in alto dai compagni in modo da poter attaccare anche i nemici volanti. Gli attacchi sinergici veri e propri invece necessitano dell’uso di alcune barre ATB e del soddisfacimento di alcune condizioni.

In definitiva, il combat systema di Final Fantasy VII Rebirth è davvero ricco, bilanciato e spettacolare. Unico neo è la sopracitata passività dei personaggi secondari. Tuttavia, si tratta più di un’impressione soggettiva che di un reale difetto del gioco, che non rovina minimamente il divertimento e la frenesia delle battaglie. Gli scontri coi boss, in particolare, come accadeva anche in Remake, raggiungono spesso vette di epicità notevoli, anche grazie al meraviglioso accompagnamento musicale.

Strategia e gestione dei personaggi

Come nel precedente gioco, la gestione delle abilità e dei potenziamenti dei nostri personaggi è ancora principalmente in mano al sistema delle materie. Per chi non lo sapesse si tratta di pietre magiche dai diversi colori. Ognuna di esse fornisce al nostro personaggio un potenziamento, sia esso una nuova abilità, l’accrescimento di una statistica, un incantesimo o un’abilità passiva.

Le armi e le armature che andremo ad assegnare ai personaggi dispongono di vari alloggiamenti per le materie. Dunque, in base alle nostre scelte, i nostri personaggi possono votarsi all’attacco e alla velocità piuttosto che alla cura dei compagni o all’uso degli incantesimi. Anche la scelta delle armi naturalmente, ancor più che delle loro statistiche, deve tener conto di quante materia possono alloggiare. Rebirth aggiunge comunque alcune novità.

Anzitutto, ogni arma dona al personaggio una nuova abilità, che si sblocca tramite il suo utilizzo ripetuto. Una volta padroneggiata, l’abilità potrà essere usata dal personaggio anche dopo che l’arma è stata sostituita. Inoltre, le armi donano anche alcune abilità passive. Sta al giocatore selezionare quelle che desidera attivare (la scelta di solito è tra due o tre abilità).

L’altra novità è la presenza dei manuali di guerra, che possono essere acquistati in alcuni negozi o sbloccati tramite il completamento di alcune missioni. Questi manuali sbloccano dei punti abilità che possono essere spesi all’interno di una sorta di diagramma per sbloccare varie abilità del personaggio. Questo sistema ricorda molto la sferografia di Final Fantasy X e dona un ulteriore tocco strategico al gioco, sebbene le scelte da operare spesso non siano così decisive nella definizione delle caratteristiche del nostro eroe.

La forza dei legami

Final Fantasy VII Rebirth

Ultimo elemento interessante del gioco è il livello di affinità che va a crearsi tra i personaggi. Parlando coi nostri compagni in determinate situazioni e svolgendo alcune missioni legate in modo particolare ad uno di loro, il giocatore ha la possibilità di accrescere il legame tra Cloud e i suoi compagni.

Come ricorderete, questo elemento era presente anche in Final Fantasy VII ed andava ad influenzare una famosa scena del gioco. Ebbene, la cosa si ripete anche qui. In base alle nostre scelte, Cloud rivivrà QUEL momento con un personaggio diverso (e credeteci, in un paio di casi la scena è davvero molto ben realizzata).

Oltre a questo, accrescere le affinità andrà anche a modificare vari dialoghi, permettendo un maggior approfondimento dei legami tra Cloud e gli altri personaggi. Sarà possibile accrescere l’affinità anche ricorrendo alle abilità sinergiche, ma si tratta di un processo davvero lungo e macchinoso.

Final Fantasy VII Rebirth in breve

In conclusione, Square Enix ha fatto davvero un ottimo lavoro. Questo secondo capitolo offre una versione moderna ed aggiornata della storia di Final Fantasy VII, che può essere apprezzata sia dai fan del gioco originale sia da chi non ha mai giocato un Final Fantasy.

Intendiamoci, non si tratta di un gioco perfetto. L’enorme quantità di cose da fare è sia un punto di forza che un difetto, poiché rende il completamento del gioco eccessivamente complesso. Per ottenere l’agognato platino sarà obbligatori o giocare il gioco più di una volta, oltre a completare per intero le missioni del dossier, davvero lunghe e macchinose.

Anche i cambiamenti effettuati sulla trama, come già detto, non ci hanno convinto. Sebbene sia comprensibile la decisione di modificare alcuni aspetti della storia, le modifiche inserite sono davvero caotiche e il ricorso a realtà parallele è sembrato fin troppo banale e scontato e rischia di creare un finale caotico e deludente.

Nel complesso comunque Rebirth è un’avventura davvero bella, tecnicamente all’avanguardia e divertente. Consigliamo assolutamente l’acquisto, soprattutto se disponete di una PS5 pro o di un PC sufficientemente potente.

Conclusione

Final Fantasy VII Rebirth è un’avventura enorme, stupenda da vedere, coinvolgente e divertente. Il tutto impreziosita da una colonna sonora eccezionale. Il battle system unisce in modo funzionale strategia e frenesia e la trama, nonostante alcune scelte discutibili, resta godibile e coinvolgente. Il mondo di gioco è vastissimo, ben caratterizzato e ricchissimo di cose da fare. Forse fin troppe cose, se si è amanti del completismo. Consigliamo sicuramente l’acquisto, soprattutto per quanto riguarda la versione PS5 Pro, tecnicamente ineccepibile.

Dettagli e Modus Operandi
  • Piattaforme: PlayStation 5, PS5 Pro, PC
  • Data uscita: 29/02/2024
  • Prezzo: 55,70 €

Ho giocato e completato il gioco su PlayStation 5.

Categorie
JRPG

Le 5 migliori protagoniste femminili di Final Fantasy

Il mondo di Final Fantasy, in modo analogo a molte altre serie videoludiche, ha certamente una visione del mondo che privilegia il punto di vista maschile maschile. Tuttavia, fin da tempi non sospetti, le protagoniste femminili di Final Fantasy hanno rivestito ruoli di primaria importanza all’interno della saga.

Grazie alla sua natura di JRPG, infatti, Final Fantasy ha quasi sempre posto il giocatore alla guida di una squadra di eroi (i cosiddetti party). In ognuno di questi gruppi non sono quasi mai mancate le figure femminili. Anzi, spesso e volentieri le eroine dei Final Fantasy hanno saputo lasciare il segno nei cuori dei giocatori tanto quanto le loro controparti maschili, se non addirittura di più.

Dunque, dopo i cinque migliori protagonisti e i cinque migliori cattivi eccovi anche la nostra classifica sulle cinque migliori protagoniste femminili dei Final Fantasy!

5. Celes Chere (FFVI)

Eroine dei Final Fantasy

La scelta tra Terra e Celes, principali figure femminili di Final Fantasy VI, è stata davvero durissima. Si tratta, in entrambi i casi, di due eroine molto affascinanti e carismatiche, ognuna a modo suo. Inoltre sono i due personaggi femminili a rivestire il ruolo di protagoniste assolute all’interno della storia (sebbene Final Fantasy VI, più di ogni altro Final Fantasy, abbia una trama fortemente corale).

Alla fine la scelta è caduta su Celes, per il semplice fatto che è protagonista di due delle scene più iconiche di Final Fantasy VI e dell’intera saga: la performance all’Opera e il tentativo di suicidio.

Inizialmente, la biondissima guerriera è presentata come un nemico. Celes è infatti di uno dei generali dell’impero, che tuttavia sceglie di tradire perché disgustata dalle nefandezze di Kefka.

Il suo stile di lotta, basato su un perfetto equilibrio tra magia e spada, unito all’abilità di assorbire le magie nemiche, la rendono da subito un’aggiunta di tutto rispetto al party. Ma non quanto la sua gentilezza e bontà d’animo, che la portano a legarsi profondamente ai nuovi alleati, in particolare a Locke.

L’aspetto più notevole di Celes è la sua incredibile forza di volontà, che la porta a risollevarsi dopo aver toccato letteralmente il fondo dell’abisso e a partire nuovamente all’avventura (la scena della zattera è emblematica) per ritrovare gli amici e tentare nuovamente di salvare il mondo, ormai apparentemente condannato. Sarà proprio questa sua determinazione a permettere al gruppo di riunirsi e realizzare l’impossibile, liberando il mondo dal terribile Kefka.

4. Lightning (FFXIII)

Final Fantasy XIII e i suoi due sequel non sono certamente tra gli episodi più amati della saga. Riteniamo però che questi giochi, pure essendo ben lontani dalla perfezione, abbiano diversi punti di forza. Uno di questi è certamente Lightning, protagonista principale della saga.

Lightning, il cui vero nome è Claire Farron, è una guerriera provetta, essendo divenuta un soldato del Corpo di Guardia di Bodhum fin da molto giovane. Appare sempre estremamente seria e sicura di se e raramente mostra esitazioni ripensamenti.

In termini di potere puro, siamo forse di fronte al personaggio più potente di tutta Final Fantasy, soprattutto per quello che Lightning mostra in Lightning Returns. Nell’ultima avventura della saga infatti la nostra spadaccina assume il ruolo di “Salvatrice” e viene investita di una serie di poteri quasi divini, tra cui la manipolazione del tempo e delle anime.

Lightning tuttavia non mancherà di mostrare anche il suo lato più tenero, vulnerabile e umano. Questi aspetti emergono per esempio nel forte affetto che la unisce alla sorella Serah, a cui è legatissima. Ci è sempre piaciuto anche la particolare amicizia che lega Lightning a Hope, il più giovane protagonista di Final Fantasy XIII.

Lightning è davvero un’eroina forte affascinante. Non è un caso che alcuni sondaggi giapponesi la abbiano incoronata come eroina più amata della saga. Si tratta, tra l’altro, del primo personaggio di Final Fantasy protagonista di un’avventura in solitaria (il già citato Lightning Returns), particolare che accresce ulteriormente la sua importanza nella storia dei Final Fanatsy.

3. Yuna (FFX)

Gradino più basso del podio per Yuna, la bella invocatrice coprotagonista di Final Fantasy X. Il personaggio di Yuna, almeno all’inizio dell’avventura, è agli antipodi rispetto a Lightning. La novella invocatrice infatti presenta un carattere estremamente tranquillo, posato e dolce.

Dietro questa apparenza però si cela una ragazza estremamente forte, coraggiosa e determinata. Nonostante le enormi difficoltà che costellano il suo pellegrinaggio e il terribile destino che esso comporta, anche in caso di successo, Yuna non abbandona mai la sua missione.

Dopo aver scoperto la verità sul culto di Yevon e su Sin, Yuna vedrà trasformarsi in bugie tutti i valori su cui aveva costruito la sua vita. Tuttavia, grazie al sostegno dell’amato Tidus, sceglie di non cedere alla morte e alla rassegnazione, ma di gridare il suo desiderio di vita e di libertà, dando il via agli eventi che porteranno finalmente alla distruzione della spirale della morte che avvolge Spira.

La sua storia d’amore con Tidus è davvero ben scritta ed è costellata di momenti davvero romantici e toccanti. Yuna avrebbe potuto raggiungere anche posizioni più alte, non fosse per un fatale problema. Come molti altri giocatori, anche noi non abbiamo mai tollerato lo stravolgimento del suo personaggio avvenuto in Final Fantasy X-2. Non possiamo farci nulla: vedere l’ evocatrice che avevamo imparato ad amare trasformata in una fusione tra Lara Croft e una Spice Girl è stato un colpo troppo duro.

2. Aerith Gainsborough e Tifa Lockhart (FFVII)

Si, si, lo sappiamo. Le posizioni condivise non sono mai state amate all’interno delle classifiche. In questo caso, però, non abbiamo proprio potuto fare altrimenti. Per molti fan di Final Fantasy scegliere tra queste due donzelle equivale a scegliere tra la pizza e la pasta asciutta. Se proprio non accettate la doppia posizione, mettete al secondo posto la preferita delle due e inserite l’altra nella posizione antecedente.

Aerith e Tifa sono esattamente agli antipodi. Da una parte abbiamo Tifa, l’amica d’infanzia del protagonista, forte, indipendente coraggiosa e sempre pronta a sostenere il suo caro Cloud. Aerith, d’altro canto è la tipica ragazza della porta accanto. Dolce, spiritosa, apparentemente fragile ed indifesa e con un passato misterioso alle spalle.

Anche dal punto di vista estetico, le due ragazze non potrebbero essere più diverse. Tifa ha un look decisamente più atletico e prosperoso ed ha uno stile di combattimento estremamente aggressivo basato sul corpo a corpo. Aerith, dal canto suo, appare più posata ed elegante ed è specializzata nelle magie, in particolare quelle curative.

Entrambe le ragazze hanno un ruolo di primissimo piano all’interno di Final Fantasy VII e sono protagoniste di numerose scene memorabili. Indubbiamente la scena della morte di Aerith è qualcosa di davvero leggendario, in grado di dare al personaggio della bella antica un valore iconico per l’intera storia dei JRPG. Tuttavia anche Tifa è protagonista di molte delle scene più toccanti del gioco, come ad esempio il momento in cui aiuta Cloud a ricostruire la sua memoria direttamente dall’interno della sua mente.

Tifa ed Aerith sono due personaggi davvero meravigliosi. Due ragazze buone, dolci e coraggiose. Entrambe potrebbero essere le migliori in assoluto tra le protagoniste femminili dei Final Fantasy. Tuttavia, la loro esagerata idealizzazione e il loro essere a tratti troppo stereotipate gli costa la vetta della classifica, anche se sappiamo già che questa scelta scontenterà molti lettori.

1. Rinoa Heartilly (FFVIII)

Ed ecco la nostra vincitrice, direttamente da Final Fantasy VIII! Come abbiamo già ricordato nelle nostre precedenti classifiche, la trama dell’ottavo capitolo di Final Fantasy è tutt’altro che perfetta. Tuttavia, uno degli aspetti più riusciti del gioco è costituito proprio dai due protagonisti e dalla loro storia d’amore.

Fin dalle sue prime apparizioni, Rinoa stupisce il giocatore per la sua semplicità. La leader dei Gufi del Bosco si presenta come una ragazza allegra, simpatica e spensierata. Allo stesso tempo, però, Rinoa mostra subito di avere ideali forti e non esita a scendere in campo in prima persona per battersi contro le ingiustizie.

Tuttavia, ben presto emergono tutti i dubbi e le fragilità di questo personaggio. Nonostante i suoi ideali, infatti, Rinoa si mostra inorridita dalla violenza e resta totalmente disorientata quando si trova trascinata negli eventi che portano allo scontro tra il Garden dei Seed e la Strega.

Rinoa trova la forza di reagire grazie al sostegno dei suoi compagni, in particolare di Squall. Rimasta colpita dal giovane SeeD fin dal loro primo incontro, Rinoa inizia subito a tentare di avvicinarlo, scontrandosi però col carattere chiuso ed introverso del ragazzo. Il legame tra i due cresce progressivamente ed entrambi si accrescono reciprocamente. Da un lato il coraggio e la determinazione di Squall ispirano Rinoa, dall’altro la dolcezza e il calore di lei fanno crollare il muro di diffidenza eretto dal protagonista.

Proprio l’umanità e la fragilità di Rinoa e la bellezza della love story che la vede protagonista ci hanno spinti a darle la posizione più alta del podio. Poche volte ci siamo sentiti coinvolti in una storia come durante il misterioso coma in cui cade Rinoa. Il suo salvataggio da parte di Squall è il compimento della crescita del nostro eroe, divenuto un vero uomo proprio grazie ai sentimenti per la nostra brunetta vestita d’azzurro.

E voi, che dite? Condividete la nostra classifica o cambiereste qualcosa?

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