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Kingdom Hearts: la storia e l’importanza della saga di Disney e Square Enix

Tra leak, misteri e nostalgia, Kingdom Hearts IV è uno dei giochi più attesi (del 2027?) ma anche tra i più enigmatici della scena videoludica. Mentre i fan attendono notizie ufficiali, la saga di Tetsuya Nomura è ancora un pilastro del gaming: un ibrido unico tra favola e introspezione giapponese che, a oltre vent’anni dal debutto, continua a far discutere, vendere e anche un po’ commuovere. Ecco perché

L’attesa infinita di Kingdom Hearts IV: tra leak e mondi in lavorazione

Ufficialmente, di Kingdom Hearts IV non si parla da mesi. Nessun trailer, nessuna data, nessuna dichiarazione concreta da parte di Square Enix o Disney. 

Eppure, dietro le quinte, qualcosa si muove. Secondo l’insider accreditato “Midori”, una figura vicina al team di sviluppo, lo sviluppo del titolo prosegue a ritmo regolare, e la selezione dei mondi sarebbe già in fase avanzata. 

Kingdom Hearts IV: una delle immagini tratte dall’unico teaser di gioco. Fonte: IGN

Le ambientazioni trapelate delineano un viaggio ancor più ambizioso del passato: Quadratum, la città ultrarealistica vista nel primo trailer, dovrebbe essere il fulcro di tutta la narrazione, e si affianca agli Inferi di Hercules – già noti con KH2 – e a luoghi tratti da Oceania, La Principessa e il Ranocchio, il Candy Kingdom di Ralph Spaccatutto, Zootopia, la Metroville degli Incredibili, il Regno dei Morti di Coco, e un misterioso Galaxy World, per un totale compreso tra 18 e 21 mondi.

Un’espansione immensa, che conferma l’intenzione di Nomura di spingersi oltre i confini estetici e tematici dei capitoli precedenti, abbracciando l’idea di un multiverso Disney maturo e stratificato.

Ed è proprio da qui che vale la pena ripartire. Perché, se oggi Kingdom Hearts IV è ancora in sviluppo e ogni minimo dettaglio genera discussione, è anche grazie a una saga che ha costruito un’eredità ventennale fatta di mondi, personaggi e emozioni condivise.

Capire cosa rende questo universo così iconico – e perché continua a resistere al tempo – significa tornare alle origini, ripercorrere i suoi capitoli e scoprire come Kingdom Hearts sia riuscito, contro ogni previsione, a trasformare un crossover impossibile in una delle epopee più amate della storia del gaming.

Una saga nata per unire più mondi

Quando Kingdom Hearts arrivò su PlayStation 2 nel 2002, nessuno si aspettava che un crossover tra Final Fantasy e l’universo Disney potesse funzionare. E invece fu un successo immediato: più di un milione di copie entro una settimana dalla sua uscita – soltanto per il Giappone – e un punteggio su Metacritic di 85/100.

Era un videogioco che non doveva esistere: troppo audace per i fan Disney, troppo “occidentale” per gli amanti dei JRPG. Ma proprio quell’incontro impossibile creò una formula irripetibile: un universo dove Topolino e Sephiroth potevano convivere, e dove l’amicizia era la chiave narrativa per attraversare la luce e l’oscurità.

Con il tempo, però, la saga si è trasformata in un labirinto. Tra sequel, prequel, spin-off e capitoli mobile, Kingdom Hearts si è distribuito su più di 10 piattaforme diverse: PlayStation 2 e 3, PSP, DS, 3DS, PS4, Xbox One, PC, e perfino browser e smartphone. Un ecosistema frammentato che ha reso la cronologia difficile da seguire, ma anche affascinante da decifrare.

Proviamo a mettere ordine nel caos: la timeline 

Per comprendere il fascino di Kingdom Hearts, bisogna guardarlo come una saga organica, non come una sequenza di giochi isolati.

La timeline di Kingdom Hearts. Fonte: Deviantart

Il primo capitolo (2002) presenta Sora, un ragazzo catapultato in mondi Disney alla ricerca dei suoi amici Riku e Kairi. È il classico racconto dell’innocenza che affronta il buio, con un combat system ibrido e cinematiche che all’epoca erano la vera novità su PS2.

Nel 2004, Kingdom Hearts: Chain of Memories per Game Boy Advance porta una rivoluzione: il sistema di combattimento diventa basato su carte, miscelando action e strategia. È un esperimento audace, narrativamente ponte tra il primo e il secondo capitolo, ma che si rivela debole e macchinoso dal punto di vista del gameplay. 

Poi arriva Kingdom Hearts II (2005): più fluido, più epico, più emozionale sia dal punto di vista della storia che del gameplay. Introduce le Fusioni o Drive Forms, un’evoluzione tecnica e visiva che alza l’asticella dell’action RPG su PS. Non a caso, è ancora oggi il capitolo più amato e venduto, con oltre 6,2 milioni di copie distribuite.

Il 2010 segna una svolta con Birth by Sleep, pubblicato su PlayStation Portable, che svela le origini della saga e introduce tre protagonisti e tre punti di vista diversi sull’intera vicenda: Terra, Aqua e Ventus. È un prequel profondo, con un gameplay sorprendentemente moderno per la portatile Sony. Nel frattempo, gli spin-off come 358/2 Days (DS, 2009) e Dream Drop Distance (3DS, 2012) ampliano la lore, introducendo meccaniche come il Drop System, che alterna i punti di vista dei personaggi e aggiunge una dimensione strategica al ritmo di gioco.

Infine, Kingdom Hearts III (2019) chiude almeno in parte la lunga saga di Xehanort. Con il motore Unreal Engine 4, Disney Pixar e mondi come Toy Story, Frozen e Pirates of the Caribbean, è un trionfo tecnico e visivo. Il gioco supera 6 milioni di copie vendute nel primo anno, come riporta Square Enix, e segna il miglior debutto della serie.

Kingdom Hearts III: una delle “nuove” dinamiche introdotte nel 2019. Fonte: Disney

Numeri e community: un fenomeno che non si è mai spento

Nel 2023, Square Enix ha dichiarato che la saga di Kingdom Hearts ha superato le 36 milioni di copie vendute globalmente: è un risultato impressionante per un brand sostanzialmente di nicchia, che non pubblica un titolo principale da più di cinque anni.

Ma le vendite non raccontano tutto, perché l’anima di Kingdom Hearts è la sua community. Su Reddit, il subreddit ufficiale conta oltre 470.000 membri attivi, mentre su Discord i server più popolari superano i 100.000 utenti. Su Twitch, nel 2024, la saga ha registrato un incremento del 18% di ore visualizzate rispetto al 2022, come riporta StreamHatchet.

Questo coinvolgimento costante deriva non solo dalla nostalgia, ma anche dal continuo supporto “postumo”: le versioni Kingdom Hearts HD 1.5 + 2.5 Remix e 2.8 Final Chapter Prologue, oltre alla raccolta All-in-One Package, hanno riportato la saga su piattaforme moderne, ampliando l’accessibilità e attirando nuovi giocatori – del tutto all’oscuro della complessità cui stavano andando incontro.

Dal punto di vista qualitativo, la saga gode di una reputazione stabile. Kingdom Hearts III ha un Metascore di 83/100, con lodi per l’aspetto tecnico e critiche per la narrazione (inutilmente) complicata, mentre la community lo ha premiato con un user score medio di 8.5 su 10.

L’iconicità della saga va oltre le piattaforme

Ventidue anni dopo, Kingdom Hearts resta una delle serie più uniche mai realizzate. La sua forza non risiede solo nel gameplay, ma nell’idea di fondo: unire due mondi apparentemente incompatibili – la filosofia introspettiva dei JRPG Square e la magia pop di Disney – per raccontare un’unica grande storia sull’amicizia, la perdita e il coraggio.

La saga è iconica perché ha saputo evolversi senza mai rinunciare alla propria anima più emotiva. Ogni capitolo parla a un pubblico che è cresciuto insieme ai suoi protagonisti: da bambini che inseguivano il Keyblade a adulti che oggi rivivono quei ricordi con nostalgia e consapevolezza. È un’esperienza che, come i suoi mondi, vive di connessioni: tra generazioni, culture e immaginari.

E se Kingdom Hearts IV continua a sfuggire dai radar, è forse proprio perché rappresenta ancora oggi quel sogno impossibile che ha reso la saga immortale: unire il magico e il reale, la luce e l’ombra, in un solo, grande gameplay.

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Lorcana, il Trading Card Game firmato Disney ora in italiano

E’ finalmente arrivata la localizzazione in lingua italiana di Disney Lorcana, il gioco di carte collezionabili (Tcg) che catapulta i giocatori nello straordinario mondo di Lorcana, dove gli sfidanti vestiranno i panni degli “Illuminatori” pronti ad evocare la propria squadra di personaggi Disney (i cosiddetti Glimmers).

Il lancio della versione in lingua italiana del gioco si è tenuto lo scorso 8 marzo, presso il Fao Schwarz di Milano e per l’occasione sono state illustrate le oltre 200 carte realizzate, contenute in booster, gift set e starter deck.

Un’offerta ampia quella proposta dalla Disney e operata da Ravensburger, che si propone come un gioco “progettato per essere facile da imparare per i neofiti del Tcg, pur offrendo una profondità strategica per i giocatori più esperti”. Il tutto corredato da centinaia di illustrazioni, categoricamente originali Disney, che strizzano l’occhio non soltanto agli amanti del Trading Card Game, ma anche ai collezionisti.

Attualmente, Disney Lorcana Tcg ha già lanciato ben due set, ossia The First Chapter e Rise of the Floodborn e ora, con il set numero tre, Nelle Terre d’Inchiostro, segna il lancio ufficiale della localizzazione in lingua italiana.

La storia

Il primo capitolo di Lorcana porta giocatori e collezionisti nel Grande Illuminarum, un set che propone personaggi iconici Disney, alcuni familiari e altri “fantasticamente reinventati”, con cui si potranno scoprire i segreti nascosti del magico mondo creato ad hoc per questo Tcg.

“Gli Illuminatori usano sei inchiostri magici per evocare i glimmers dei personaggi Disney – si legge nel sito ufficiale di Disney Lorcana – Impara cosa differenzia i vari inchiostri tra loro e come questi influiscono sui glimmers di Lorcana. Nessun inchiostro è naturalmente buono o cattivo, e sia gli eroi che i cattivi possono essere rappresentati in tutti e sei gli inchiostri. Seleziona gli inchiostri per scoprire di più sulle loro caratteristiche”.

Il secondo capitolo, invece, racconta la storia de “Il Ruggito del Fiume d’Inchiostro”, che aggiunge già una novità al gioco, ossia i “Glimmers Imbevuti”, versioni alternative degli eroi potenziati dagli inchiostri: “Quando una violenta esplosione squassò il Grande Illuminarium, fece tremare le vicine piattaforme d’inchiostratura e inondò i corridoi con una marea di inchiostro magico, mescolato e instabile – prosegue la nota ufficiale – Questo caotico inchiostro travolse i glimmers che si stavano facendo i fatti propri, mutando senza distinzioni glimmers classici e immaginati”.

Infine, il terzo capitolo, “Nelle Terre d’Inchiostro”, racconta della marea che ha sparpagliato la leggenda in tutte le Terre d’Inchiostro e che deve essere assolutamente riportata nella Sala di Lorcana. Ovviamente, l’arduo compito spetta ai giocatori!

Come si gioca

Le regole del gioco sono veramente semplici (per la guida introduttiva gratuita, questo è il link CLICCA QUI): durante una partita, il giocatore deve riuscire ad individuare parti di leggenda sparse lungo Lorcana, raccoglierle e custodirle.

Per farlo, si potranno evocare i Glimmers di personaggi e oggetti Disney, che saranno tanto validi aiutanti del giocatore quanto ostacoli da superare per gli avversari. L’obiettivo è raggiungere per primi 20 o più punti leggenda, mandando i propri Glimmers all’avventura o giocando carte ad hoc per aumentare la propria riserva.

Oltre ai Personaggi, i mazzi saranno composti anche da carte Oggetto e Azioni: le prime conferiscono abilità speciali durante la partita; le seconde forniscono vantaggi immediati per poi essere scartate.

Ogni carta possiede un costo (ossia quanto “inchiostro” bisogna prelevare dalla propria riserva per giocarla), statistiche, effetti e può appartenere ad uno dei sei “colori” (ambra, smeraldo, zaffiro, ametista, rubino ed acciaio). I Glimmers personaggi, inoltre, dispongono anche di statistiche quali Forza (quanti danni infligge in una sfida), Volontà (quanti danni può sopportare prima di essere esiliato) e Valore di Leggenda (quanti punti leggenda si ottengono quando il personaggio va all’avventura).

Dove trovare le carte

I prodotti di Disney Lorcana, ossia starter decks, bustine, set regalo, boosters e accessori utili al gioco, possono essere trovati sul sito shopDisney oltre che presso i rivenditori di massa.

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