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I migliori Kingdom Hearts di sempre: la classifica di tutti i giochi della saga

Un ascensore. Kingdom Hearts è nato lì, almeno secondo il racconto dei suoi stessi autori: Shinji Hashimoto di Square incrociò un dirigente Disney nell’edificio di Tokyo che le due aziende condividevano e gli propose l’idea in pochi piani. Poco prima, con Hironobu Sakaguchi, aveva discusso di Super Mario 64 e di quali personaggi potessero reggere il confronto con l’idraulico Nintendo. La risposta abitava a Burbank.

Ventiquattro anni dopo il debutto giapponese del 28 marzo 2002, la saga di Sora ha superato i 39 milioni di copie vendute, conta dodici titoli tra capitoli principali, spin-off portatili e giochi per smartphone, e si prepara a festeggiare il venticinquesimo anniversario nel 2027. Il momento per fare ordine è adesso: l’8 ottobre è uscita Kingdom Hearts Collection [I~III] e Kingdom Hearts IV ha finalmente una finestra di lancio.

Chi vuole ripercorrere la nascita del progetto e il suo peso nel medium trova la storia della saga di Disney e Square Enix. Qui conta un’altra domanda: quale Kingdom Hearts merita di più il tempo del videogiocatore?

Come è nata la classifica dei migliori Kingdom Hearts

Il perimetro è ampio: entrano tutti i titoli giocabili usciti con il marchio Kingdom Hearts, spin-off e giochi per smartphone compresi. Le edizioni Final Mix e i remake sono accorpati all’originale, per cui Re:Chain of Memories viaggia insieme a Chain of Memories e Re:coded assorbe la versione per cellulari giapponesi. I tre titoli della serie χ (la versione browser, Unchained χ e Union χ) formano un’unica voce, perché sono tappe successive dello stesso gioco.

Restano fuori le raccolte, valutate attraverso i giochi che contengono, Kingdom Hearts IV, che deve ancora uscire, e Missing-Link, il progetto per smartphone cancellato a maggio 2025. La classifica parte dalla dodicesima posizione e sale fino alla vetta.

12. Kingdom Hearts Dark Road: la giovinezza del cercatore dell’oscurità

Ogni grande antagonista merita una storia delle origini, e quella di Xehanort è arrivata su smartphone. Kingdom Hearts Dark Road ha debuttato il 22 giugno 2020 come aggiornamento dell’app di Union χ e racconta la giovinezza del futuro cattivo della saga, apprendista custode del Keyblade nella città di Scala ad Caelum, molto prima di diventare il cercatore dell’oscurità.

Il combattimento abbandona l’azione dei capitoli principali per un sistema a carte: un mazzo di trenta carte, abilità da combinare con tocchi e scorrimenti, una modalità automatica per far crescere il personaggio. È un concept pensato per sessioni brevi, ma la scrittura regala ai veterani pagine inedite su un personaggio che la serie aveva sempre mostrato già anziano.

Il servizio online si è chiuso il 30 maggio 2021, ma Square Enix ha reso la storia giocabile offline fino al finale, e l’app ha superato nel tempo i dieci milioni di download. L’ombra sul titolo è la sua natura: un gioco per smartphone con una struttura da gacha, passato quasi inosservato alla critica e lontano da ciò che rende grande la serie.

11. Kingdom Hearts Union χ: le origini della Guerra dei Keyblade

Prima di Sora, prima di Terra, Aqua e Ventus, c’era un mondo pieno di custodi del Keyblade. Kingdom Hearts χ nasce il 18 luglio 2013 come gioco per browser riservato al Giappone, diventa Unchained χ su smartphone (in Occidente dal 7 aprile 2016) e si trasforma in Union χ ad aprile 2017. Racconta gli eventi che portano alla Guerra dei Keyblade, con i Foretellers e il misterioso Maestro dei Maestri al centro della scena.

Il giocatore crea il proprio avatar, sceglie un’Unione e affronta gli Heartless in combattimenti a turni basati su medaglie che raffigurano personaggi Disney e Final Fantasy. Le missioni brevi e la possibilità di giocare in gruppo hanno costruito una comunità fedele per otto anni, e le sue radici narrative portano dritte all’arco dei Lost Master che Kingdom Hearts IV inaugurerà.

Il tallone d’Achille è la conservazione: dal 30 maggio 2021 Union χ sopravvive solo come modalità teatro dentro l’app offline, quindi oggi non è più giocabile. Chi vuole recuperarne la storia ha un’alternativa più comoda nel film χ Back Cover, incluso nella raccolta 2.8 Final Chapter Prologue.

10. Kingdom Hearts Re:coded: Sora dentro il diario di Grillo Parlante

Kingdom Hearts è sempre stato un videogioco che parla di memoria, e Re:coded porta l’idea all’estremo. Tutto parte da una frase misteriosa nel diario di Grillo Parlante: Topolino lo digitalizza per indagare e scopre i dati corrotti da strani blocchi rossi e neri. Per ripararli crea una versione digitale di Sora, che rivive i mondi del primo capitolo come un programma che corregge i propri errori.

Nato come gioco episodico per i cellulari Docomo in Giappone (otto capitoli tra il 2009 e il 2010), coded è stato rifatto per Nintendo DS e pubblicato in Europa il 14 gennaio 2011. Il gameplay cambia genere da un mondo all’altro, alternando platform, sezioni a scorrimento e combattimenti, mentre il finale segreto prepara l’esame per il titolo di Maestro che darà vita a Dream Drop Distance.

Il rovescio della medaglia è doppio. La trama ripercorre mondi già visitati senza aggiungere molto, e il gioco oggi non è più disponibile: l’uso intensivo del touch screen ha reso impossibile un porting, e la raccolta HD 2.5 Remix lo propone solo come film, con due ore di nuove scene animate.

9. Kingdom Hearts 358/2 Days: un gelato al sale marino sulla torre dell’orologio

Roxas, Axel e Xion seduti sulla torre dell’orologio di Crepuscopoli, con un ghiacciolo al sale marino in mano, guardano il tramonto. È una delle immagini più iconiche della saga, e arriva da un gioco per Nintendo DS. 358/2 Days, uscito in Giappone il 30 maggio 2009 e in Europa il 9 ottobre, racconta i 358 giorni di Roxas dentro l’Organizzazione XIII.

Sviluppato da h.a.n.d. sotto la supervisione di Square Enix, il titolo introduce il sistema a pannelli per gestire livelli, abilità ed equipaggiamento, e porta per la prima volta nella serie il multigiocatore cooperativo fino a quattro persone. Il gioco è dedicato a Wayne Allwine, storica voce inglese di Topolino, scomparso dodici giorni prima dell’uscita giapponese.

Il pubblico ha risposto con 1,22 milioni di copie in sei mesi. La nota stonata sta nella struttura a missioni giornaliere, ripetitive nella parte centrale, e nei controlli adattati ai pochi tasti del DS. Anche Days oggi esiste solo come film di quasi tre ore dentro la raccolta 1.5 Remix: Square Enix aveva valutato un remake completo, poi accantonato.

8. Kingdom Hearts: Chain of Memories: il castello che cancella i ricordi

Nel 2004 il Game Boy Advance sembrava l’ultimo posto dove portare un action RPG in tre dimensioni. Tetsuya Nomura era scettico, poi cambiò idea sapendo che i bambini volevano giocare a Kingdom Hearts sulla console portatile. Il risultato, uscito in Giappone l’11 novembre 2004, vendette 104.000 copie in 48 ore, un record per un titolo GBA in quel momento.

Chain of Memories è il ponte tra i primi due capitoli. Sora entra nel Castello dell’Oblio, dove ogni piano ricostruisce un mondo a partire dai suoi ricordi, mentre la memoria si sgretola a ogni passo. Il combattimento in tempo reale è governato dalle carte, un sistema che lo studio Jupiter riprenderà per The World Ends with You. Qui debuttano l’Organizzazione XIII, Axel e Naminé.

Il remake in 3D per PlayStation 2, Re:Chain of Memories, aggiunge doppiaggio, nuove scene e i comandi reazione di Kingdom Hearts II, ed è la versione inclusa oggi nelle raccolte. In Europa è arrivato soltanto nel 2013, con la 1.5 Remix. Ciò che non convince è il sistema a carte, che divide da sempre gli appassionati, insieme a mondi interamente riciclati dal primo capitolo. Il remake ha raccolto giudizi più tiepidi dell’originale.

7. Kingdom Hearts: Melody of Memory: la saga suonata nota per nota

Kingdom Hearts Melody of Memory, una sequenza di gioco ritmica con Sora, Donald e Pippo

Le musiche di Yoko Shimomura sono l’anima di Kingdom Hearts, e Melody of Memory le mette al centro. Uscito il 13 novembre 2020 su PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch, il titolo è un rhythm game con oltre 140 brani, sviluppato insieme a indieszero, lo studio che aveva già lavorato ai Theatrhythm di Final Fantasy.

Sora, Donald e Pippo corrono su piste musicali che attraversano i mondi della saga, colpendo gli Heartless a tempo di musica. Il level design trasforma ogni brano in un piccolo percorso d’azione, con boss affrontati a ritmo e una modalità per sfidare altri giocatori online. La cornice narrativa segue Kairi dopo gli eventi di Kingdom Hearts III e riserva agli ultimi minuti indizi importanti sul futuro della serie.

Il punto debole è la storia, quasi tutta un riassunto di filmati già visti. Melody of Memory è anche l’unico capitolo per console escluso da Kingdom Hearts Collection [I~III], e la sua posizione riflette la distanza dal genere della saga più che la qualità del gameplay, che resta solido.

6. Kingdom Hearts 0.2 Birth by Sleep: A Fragmentary Passage: Aqua nel Regno dell’Oscurità

Per dieci anni Aqua ha vagato nel Regno dell’Oscurità, e per sette anni i giocatori hanno potuto solo immaginare cosa le fosse accaduto. A Fragmentary Passage, incluso nella raccolta HD 2.8 Final Chapter Prologue del 24 gennaio 2017, racconta finalmente la discesa di Aqua nelle tenebre, tra frammenti distorti dei mondi visitati in Birth by Sleep.

È un capitolo breve, pari a un singolo mondo dei capitoli principali, ma pesa più della sua durata. Gira su Unreal Engine 4, la stessa tecnologia di Kingdom Hearts III, e funziona come un prologo tecnico al terzo capitolo: illuminazione, animazioni e combattimento anticipano ciò che arriverà due anni dopo. La sala degli specchi magici è uno dei passaggi più riusciti dell’intera serie.

Anche il nome ha una sua logica, spiegata da Nomura: Dream Drop Distance vale 2.6, la serie χ vale 0 e Birth by Sleep vale 0.1, per cui A Fragmentary Passage diventa 0.2 e la raccolta arriva a 2.8. L’unica riserva riguarda la durata: poche ore, che lasciano la voglia di qualcosa di più.

5. Kingdom Hearts Birth by Sleep: tre eroi per l’Episodio 0

Nomura l’ha sempre chiamato “Episodio 0”, e non per modestia. Birth by Sleep, uscito su PSP il 9 gennaio 2010 in Giappone e il 10 settembre in Europa, è un prequel ambientato dieci anni prima del primo capitolo, e secondo il suo director ha la stessa importanza di Kingdom Hearts e Kingdom Hearts II. Lo sviluppo era partito nel 2005 su PlayStation 2, prima di trasferirsi sulla portatile Sony.

Terra, Ventus e Aqua sono tre apprendisti custodi del Keyblade, e ognuno ha una campagna propria, con storie parallele che si incrociano fino al finale comune. Il combattimento rifonda la serie: il mazzo dei comandi sostituisce i menu tradizionali, gli attacchi a mira (Shotlock) colpiscono più bersagli in prima persona e i D-Link prendono in prestito i poteri dei personaggi incontrati.

Il sistema funziona al punto che Dream Drop Distance lo riprenderà quasi intatto, e la Command Board, un gioco da tavolo nato dai ricordi d’infanzia di Nomura, aggiunge un tocco inatteso. Il pubblico ha premiato l’esperimento con 1,27 milioni di copie in dieci mesi. La crepa è la ripetizione: tre campagne significano tornare più volte negli stessi luoghi, con caricamenti lunghi e una recitazione inglese di Terra spesso piatta. Oggi è nella raccolta 2.5 Remix, in versione Final Mix.

4. Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance: l’esame da Maestro di Sora e Riku

L’esame per diventare Maestri del Keyblade è il momento in cui Sora e Riku smettono di essere ragazzi. Dream Drop Distance, uscito su Nintendo 3DS il 29 marzo 2012 in Giappone e il 20 luglio in Europa, li manda nei mondi addormentati per superare la prova e prepararsi al ritorno di Xehanort. In Giappone ha venduto 213.579 copie nella prima settimana, in vetta alle classifiche.

Lo sviluppa la stessa squadra di Birth by Sleep, e si vede. Il Flowmotion permette di rimbalzare sui muri, scivolare sui binari e girare attorno ai pali, trasformando il level design in un parco giochi verticale. Il sistema Drop alterna i due protagonisti a intervalli regolari, mentre i Dream Eaters, creature da allevare e accarezzare nate dalla passione di Nomura per Nintendogs, combattono al fianco del giocatore.

Per la prima volta compaiono personaggi estranei a Disney e Final Fantasy, quelli di The World Ends with You, e il finale costruisce lo scontro tra i tredici cercatori dell’oscurità e i sette custodi della luce. La versione HD, inclusa nella raccolta 2.8, è quasi un remake: comandi tradizionali, 60 fotogrammi al secondo e minigiochi ripensati senza il doppio schermo. Ciò che non convince è la trama, tra le più intricate della serie, insieme a un sistema Drop che a volte interrompe l’azione nel momento sbagliato.

3. Kingdom Hearts III: tredici anni di attesa e la fine della saga di Xehanort

Tredici anni separano l’uscita occidentale di Kingdom Hearts II dall’arrivo del terzo capitolo, a fine gennaio 2019. Nel frattempo era uscita una lunga serie di spin-off, i fan erano cresciuti e la storia di Xehanort aveva raggiunto una complessità quasi leggendaria. Kingdom Hearts III ha risposto con cinque milioni di copie distribuite nella prima settimana, il debutto più veloce della serie, e oggi è il capitolo più venduto con 6,7 milioni.

La generazione PlayStation 4 regala ai mondi Disney e Pixar una fedeltà mai vista: la cameretta di Toy Story, i ghiacci di Arendelle da Frozen, l’Olimpo di Hercules ricostruiti con la stessa cura dei film. Il combattimento fonde le idee di tutti i capitoli precedenti, dal Flowmotion ai comandi situazionali, e aggiunge evocazioni spettacolari.

Il DLC Re Mind, arrivato all’inizio del 2020, amplia il finale con nuovi scontri e un epilogo che apre la strada al futuro della serie. Il rovescio della medaglia è la stessa ambizione: chiudere una trama così stratificata ha prodotto un finale affollato, poco accessibile ai neofiti, e una parte importante del racconto è rimasta affidata a un contenuto a pagamento. Kingdom Hearts III + Re Mind è uno dei tre pilastri della Collection appena uscita.

2. Kingdom Hearts II: il capitolo che quasi tutti mettono al primo posto

Per gran parte della community, Kingdom Hearts II è il miglior capitolo della saga, e non per caso. Uscito in Giappone il 22 dicembre 2005 e in Europa il 29 settembre 2006, ha spedito un milione di copie in Giappone in una settimana ed è stato il gioco per console più venduto in Nord America a marzo 2006. Nel 2021 un sondaggio di TV Asahi con oltre 50.000 partecipanti lo ha messo al sedicesimo posto tra i migliori giochi per console di sempre.

Il prologo nei panni di Roxas a Crepuscopoli è uno degli inizi più coraggiosi del medium: ore passate a giocare con un personaggio che il videogiocatore non conosce, prima di ritrovare Sora. Le trasformazioni Drive, i comandi reazione e un ritmo molto più rapido rendono il gameplay il più spettacolare dell’epoca PS2, mentre i mondi di Pirati dei Caraibi e Tron allargano l’universo Disney oltre l’animazione.

La versione Final Mix, oggi nella raccolta 2.5 Remix, aggiunge sfide opzionali che per molti appassionati rappresentano il vertice del combattimento della serie. Il difetto che costa il primo posto è la facilità: a difficoltà normale il gioco raramente mette in difficoltà, e mondi più piccoli e lineari rispetto al predecessore hanno raccolto critiche già all’uscita. In classifica lo separa dalla vetta un margine minimo.

1. Kingdom Hearts: il capolavoro che ha messo insieme Disney e Final Fantasy

Un avvertimento ha cambiato il destino del progetto. Sakaguchi spiegò a Nomura, al suo primo incarico da director, che il gioco sarebbe fallito se non avesse puntato al livello di Final Fantasy: la storia semplice pensata per il pubblico Disney è diventata un racconto su cuori, oscurità e amicizia. Nomura ha imposto un protagonista originale, Sora, quando Disney proponeva di usare solo i propri personaggi.

Il risultato, uscito il 28 marzo 2002 in Giappone e il 15 novembre in Europa, è un precursore: un action RPG che fonde combattimento in tempo reale e crescita da gioco di ruolo, con Paperino e Pippo come compagni di squadra e Leon, Aerith e Cloud nei panni di comprimari. La colonna sonora di Yoko Shimomura e la canzone di Hikaru Utada (Hikari in Giappone, Simple and Clean in Occidente) sono entrate nella memoria di un’intera generazione.

I numeri raccontano l’impatto: circa 6,3 milioni di copie, poco meno dei 6,7 milioni del terzo capitolo arrivato diciassette anni dopo, e il titolo di videogioco Disney più venduto di sempre. Chi lo gioca oggi trova la versione Final Mix nella raccolta 1.5 Remix, ricostruita quasi da zero perché i file originali erano andati perduti, e aggiornata con controlli che si avvicinano a quelli di Kingdom Hearts II.

L’unica riserva riguarda la telecamera, a volte ostinata, e le sezioni di volo con la Gummiship, le più datate dell’avventura. Il primo posto si spiega con un dato semplice: nessun altro capitolo ha raccolto un consenso critico così alto e compatto, e nessun altro ha avuto il coraggio di inventare tutto da zero. Chi ama il gioco di ruolo giapponese lo ritrova anche nella classifica dei migliori JRPG di sempre, accanto ai migliori Final Fantasy da cui ha preso in prestito metà del cast.

Kingdom Hearts Collection e Kingdom Hearts IV: da dove ripartire

Mai come oggi è stato semplice giocare la saga per intero. Kingdom Hearts Collection [I~III], uscita l’8 ottobre 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC (Microsoft Store), riunisce HD 1.5+2.5 ReMIX, HD 2.8 Final Chapter Prologue e Kingdom Hearts III + Re Mind. In Italia l’edizione fisica costa 79,99 euro, e le singole raccolte restano acquistabili separatamente.

Su Switch 2 i giochi girano in versione nativa: è la prima volta che la saga completa arriva su una console Nintendo senza passare dal cloud. Le vecchie versioni cloud per Switch sono state ritirate dalla vendita il 10 giugno 2026 e resteranno giocabili per chi le possiede fino al 9 giugno 2027. Sull’eShop è disponibile anche una demo gratuita di Kingdom Hearts III. Per chi cerca altro da giocare sulla console, c’è la classifica dei migliori JRPG su Switch 2.

La Collection copre nove voci su dodici di questa classifica, con un’avvertenza: 358/2 Days e Re:coded sono presenti solo come film. Restano fuori Melody of Memory e i titoli per smartphone, di cui sopravvive solo il film χ Back Cover. Per i neofiti l’ordine consigliato è quello di uscita delle raccolte, partendo dal primo Kingdom Hearts.

Il traguardo è Kingdom Hearts IV. Annunciato ad aprile 2022, durante i festeggiamenti per il ventesimo anniversario, è tornato a farsi vedere con un trailer di gameplay al Nintendo Direct del 9 giugno 2026. Al D23 di agosto Disney e Square Enix hanno fissato la finestra di lancio a fine 2027, su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC. Il trailer ha mostrato Quadratum, la metropoli realistica che fa da ambientazione principale, e il primo mondo Disney e Pixar confermato: quello di Coco. Nello stesso evento è stata annunciata una serie animata per Disney Channel e Disney+.

Il verdetto: il primo Kingdom Hearts resta il cuore della saga

Ventiquattro anni, dodici titoli e una trama che ha messo alla prova la pazienza di milioni di appassionati: Kingdom Hearts ha attraversato quattro generazioni di console senza perdere la propria identità. Kingdom Hearts II ha il gameplay più spettacolare, Kingdom Hearts III la produzione più ricca, Birth by Sleep e Dream Drop Distance le idee più audaci.

Il verdetto è netto: il primo Kingdom Hearts è il miglior capitolo della saga. Non perché sia il più rifinito, ma perché è il gioco in cui tutto ciò che la serie è diventata appare per la prima volta, e funziona ancora. Chi apre oggi la Collection deve iniziare da lì, e a fine 2027 scoprirà se Kingdom Hearts IV saprà ripetere quel miracolo.

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Kingdom Hearts: la storia e l’importanza della saga di Disney e Square Enix

Tra leak, misteri e nostalgia, Kingdom Hearts IV è uno dei giochi più attesi (l’uscita è fissata per la fine del 2027) ma anche tra i più enigmatici della scena videoludica. Mentre i fan contano i mesi che mancano al lancio, la saga di Tetsuya Nomura è ancora un pilastro del gaming: un ibrido unico tra favola e introspezione giapponese che, a oltre vent’anni dal debutto, continua a far discutere, vendere e anche un po’ commuovere. Ecco perché

L’attesa infinita di Kingdom Hearts IV: tra leak e mondi in lavorazione

Per anni, ufficialmente, di Kingdom Hearts IV si è saputo pochissimo. Poi, nell’estate del 2026, il silenzio si è rotto: il Nintendo Direct di giugno ha mostrato un nuovo trailer e confermato le piattaforme, e il D23 di agosto ha portato un filmato di quattro minuti e la finestra di lancio: fine 2027 su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC.

Già prima degli annunci, dietro le quinte, qualcosa si muoveva. Secondo l’insider accreditato “Midori”, una figura vicina al team di sviluppo, lo sviluppo del titolo procedeva a ritmo regolare, e la selezione dei mondi sarebbe già stata in fase avanzata.

Kingdom Hearts IV: una delle immagini tratte dall’unico teaser di gioco. Fonte: IGN

Le ambientazioni trapelate delineano un viaggio ancor più ambizioso del passato: Quadratum, la città ultrarealistica vista nel primo trailer, dovrebbe essere il fulcro di tutta la narrazione, e si affianca agli Inferi di Hercules (già noti con KH2) e a luoghi tratti da Oceania, La Principessa e il Ranocchio, il Candy Kingdom di Ralph Spaccatutto, Zootopia, la Metroville degli Incredibili, il Regno dei Morti di Coco (l’unico mondo finora confermato ufficialmente, mostrato proprio al D23), e un misterioso Galaxy World, per un totale compreso tra 18 e 21 mondi.

Un’espansione immensa, che conferma l’intenzione di Nomura di spingersi oltre i confini estetici e tematici dei capitoli precedenti, abbracciando l’idea di un multiverso Disney maturo e stratificato.

Ed è proprio da qui che vale la pena ripartire. Perché, se oggi Kingdom Hearts IV è ancora in sviluppo e ogni minimo dettaglio genera discussione, è anche grazie a una saga che ha costruito un’eredità ventennale fatta di mondi, personaggi e emozioni condivise.

Capire cosa rende questo universo così iconico (e perché continua a resistere al tempo) significa tornare alle origini, ripercorrere i suoi capitoli e scoprire come Kingdom Hearts sia riuscito, contro ogni previsione, a trasformare un crossover impossibile in una delle epopee più amate della storia del gaming.

Una saga nata per unire più mondi

Quando Kingdom Hearts arrivò su PlayStation 2 nel 2002, nessuno si aspettava che un crossover tra Final Fantasy e l’universo Disney potesse funzionare. E invece fu un successo immediato: più di un milione di copie entro una settimana dalla sua uscita (soltanto per il Giappone) e un’accoglienza calorosa da parte della critica.

Era un videogioco che non doveva esistere: troppo audace per i fan Disney, troppo “occidentale” per gli amanti dei JRPG. Ma proprio quell’incontro impossibile creò una formula irripetibile: un universo dove Topolino e Sephiroth potevano convivere, e dove l’amicizia era la chiave narrativa per attraversare la luce e l’oscurità.

Con il tempo, però, la saga si è trasformata in un labirinto. Tra sequel, prequel, spin-off e capitoli mobile, Kingdom Hearts si è distribuito su più di 10 piattaforme diverse: PlayStation 2 e 3, PSP, DS, 3DS, PS4, Xbox One, PC, e perfino browser e smartphone. Un ecosistema frammentato che ha reso la cronologia difficile da seguire, ma anche affascinante da decifrare.

Proviamo a mettere ordine nel caos: la timeline 

Per comprendere il fascino di Kingdom Hearts, bisogna guardarlo come una saga organica, non come una sequenza di giochi isolati.

La timeline di Kingdom Hearts. Fonte: Deviantart

Il primo capitolo (2002) presenta Sora, un ragazzo catapultato in mondi Disney alla ricerca dei suoi amici Riku e Kairi. È il classico racconto dell’innocenza che affronta il buio, con un combat system ibrido e cinematiche che all’epoca erano la vera novità su PS2.

Nel 2004, Kingdom Hearts: Chain of Memories per Game Boy Advance porta una rivoluzione: il sistema di combattimento diventa basato su carte, miscelando action e strategia. È un esperimento audace, narrativamente ponte tra il primo e il secondo capitolo, ma che si rivela debole e macchinoso dal punto di vista del gameplay. 

Poi arriva Kingdom Hearts II (2005): più fluido, più epico, più emozionale sia dal punto di vista della storia che del gameplay. Introduce le Fusioni o Drive Forms, un’evoluzione tecnica e visiva che alza l’asticella dell’action RPG su PS. Non a caso, è ancora oggi uno dei capitoli più amati dai fan, con circa 5,2 milioni di copie distribuite su PlayStation 2.

Il 2010 segna una svolta con Birth by Sleep, pubblicato su PlayStation Portable, che svela le origini della saga e introduce tre protagonisti e tre punti di vista diversi sull’intera vicenda: Terra, Aqua e Ventus. È un prequel profondo, con un gameplay sorprendentemente moderno per la portatile Sony. Nel frattempo, gli spin-off come 358/2 Days (DS, 2009) e Dream Drop Distance (3DS, 2012) ampliano la lore, introducendo meccaniche come il Drop System, che alterna i punti di vista dei personaggi e aggiunge una dimensione strategica al ritmo di gioco.

Infine, Kingdom Hearts III (2019) chiude almeno in parte la lunga saga di Xehanort. Con il motore Unreal Engine 4, Disney Pixar e mondi come Toy Story, Frozen e Pirates of the Caribbean, è un trionfo tecnico e visivo. Il gioco supera 5 milioni di copie distribuite nella prima settimana, come riporta Square Enix, e segna il miglior debutto della serie: nel 2021 il conteggio arriva a 6,7 milioni, il dato più alto di qualsiasi capitolo.

Kingdom Hearts III: una delle “nuove” dinamiche introdotte nel 2019. Fonte: Disney

Numeri e community: un fenomeno che non si è mai spento

Ad agosto 2026, in occasione del D23, Square Enix ha annunciato che la saga di Kingdom Hearts ha superato i 39 milioni di copie distribuite globalmente (erano 36 milioni nel 2022): è un risultato impressionante per un brand che non pubblica un titolo principale da oltre sette anni.

Ma le vendite non raccontano tutto, perché l’anima di Kingdom Hearts è la sua community. Su Reddit, il subreddit ufficiale conta oltre 470.000 membri attivi, mentre su Discord i server più popolari superano i 100.000 utenti. Su Twitch, nel 2024, la saga ha registrato un incremento del 18% di ore visualizzate rispetto al 2022, come riporta StreamHatchet.

Questo coinvolgimento costante deriva non solo dalla nostalgia, ma anche dal continuo supporto “postumo”: le versioni Kingdom Hearts HD 1.5 + 2.5 Remix e 2.8 Final Chapter Prologue, oltre alla raccolta All-in-One Package, hanno riportato la saga su piattaforme moderne, ampliando l’accessibilità e attirando nuovi giocatori (del tutto all’oscuro della complessità cui stavano andando incontro).

L’ultimo tassello è arrivato l’8 ottobre 2026: Kingdom Hearts Collection [I~III] riunisce HD 1.5 + 2.5 ReMIX, HD 2.8 Final Chapter Prologue e Kingdom Hearts III + Re Mind in un unico pacchetto per PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC, in versione nativa anche sulla console Nintendo, dove finora la saga girava solo in cloud. Restano fuori soltanto Melody of Memory e i capitoli per smartphone. Per capire da quale titolo partire (e quale lasciare per ultimo), c’è la classifica di tutti i giochi della saga.

L’iconicità della saga va oltre le piattaforme

Ventiquattro anni dopo, Kingdom Hearts resta una delle serie più uniche mai realizzate. La sua forza non risiede solo nel gameplay, ma nell’idea di fondo: unire due mondi apparentemente incompatibili (la filosofia introspettiva dei JRPG Square e la magia pop di Disney) per raccontare un’unica grande storia sull’amicizia, la perdita e il coraggio.

La saga è iconica perché ha saputo evolversi senza mai rinunciare alla propria anima più emotiva. Ogni capitolo parla a un pubblico che è cresciuto insieme ai suoi protagonisti: da bambini che inseguivano il Keyblade a adulti che oggi rivivono quei ricordi con nostalgia e consapevolezza. È un’esperienza che, come i suoi mondi, vive di connessioni: tra generazioni, culture e immaginari.

E se Kingdom Hearts IV si è fatto attendere così a lungo, è forse proprio perché rappresenta ancora oggi quel sogno impossibile che ha reso la saga immortale: unire il magico e il reale, la luce e l’ombra, in un solo, grande gameplay.

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Lorcana, il Trading Card Game firmato Disney ora in italiano

E’ finalmente arrivata la localizzazione in lingua italiana di Disney Lorcana, il gioco di carte collezionabili (Tcg) che catapulta i giocatori nello straordinario mondo di Lorcana, dove gli sfidanti vestiranno i panni degli “Illuminatori” pronti ad evocare la propria squadra di personaggi Disney (i cosiddetti Glimmers).

Il lancio della versione in lingua italiana del gioco si è tenuto lo scorso 8 marzo, presso il Fao Schwarz di Milano e per l’occasione sono state illustrate le oltre 200 carte realizzate, contenute in booster, gift set e starter deck.

Un’offerta ampia quella proposta dalla Disney e operata da Ravensburger, che si propone come un gioco “progettato per essere facile da imparare per i neofiti del Tcg, pur offrendo una profondità strategica per i giocatori più esperti”. Il tutto corredato da centinaia di illustrazioni, categoricamente originali Disney, che strizzano l’occhio non soltanto agli amanti del Trading Card Game, ma anche ai collezionisti.

Attualmente, Disney Lorcana Tcg ha già lanciato ben due set, ossia The First Chapter e Rise of the Floodborn e ora, con il set numero tre, Nelle Terre d’Inchiostro, segna il lancio ufficiale della localizzazione in lingua italiana.

La storia

Il primo capitolo di Lorcana porta giocatori e collezionisti nel Grande Illuminarum, un set che propone personaggi iconici Disney, alcuni familiari e altri “fantasticamente reinventati”, con cui si potranno scoprire i segreti nascosti del magico mondo creato ad hoc per questo Tcg.

“Gli Illuminatori usano sei inchiostri magici per evocare i glimmers dei personaggi Disney – si legge nel sito ufficiale di Disney Lorcana – Impara cosa differenzia i vari inchiostri tra loro e come questi influiscono sui glimmers di Lorcana. Nessun inchiostro è naturalmente buono o cattivo, e sia gli eroi che i cattivi possono essere rappresentati in tutti e sei gli inchiostri. Seleziona gli inchiostri per scoprire di più sulle loro caratteristiche”.

Il secondo capitolo, invece, racconta la storia de “Il Ruggito del Fiume d’Inchiostro”, che aggiunge già una novità al gioco, ossia i “Glimmers Imbevuti”, versioni alternative degli eroi potenziati dagli inchiostri: “Quando una violenta esplosione squassò il Grande Illuminarium, fece tremare le vicine piattaforme d’inchiostratura e inondò i corridoi con una marea di inchiostro magico, mescolato e instabile – prosegue la nota ufficiale – Questo caotico inchiostro travolse i glimmers che si stavano facendo i fatti propri, mutando senza distinzioni glimmers classici e immaginati”.

Infine, il terzo capitolo, “Nelle Terre d’Inchiostro”, racconta della marea che ha sparpagliato la leggenda in tutte le Terre d’Inchiostro e che deve essere assolutamente riportata nella Sala di Lorcana. Ovviamente, l’arduo compito spetta ai giocatori!

Come si gioca

Le regole del gioco sono veramente semplici (per la guida introduttiva gratuita, questo è il link CLICCA QUI): durante una partita, il giocatore deve riuscire ad individuare parti di leggenda sparse lungo Lorcana, raccoglierle e custodirle.

Per farlo, si potranno evocare i Glimmers di personaggi e oggetti Disney, che saranno tanto validi aiutanti del giocatore quanto ostacoli da superare per gli avversari. L’obiettivo è raggiungere per primi 20 o più punti leggenda, mandando i propri Glimmers all’avventura o giocando carte ad hoc per aumentare la propria riserva.

Oltre ai Personaggi, i mazzi saranno composti anche da carte Oggetto e Azioni: le prime conferiscono abilità speciali durante la partita; le seconde forniscono vantaggi immediati per poi essere scartate.

Ogni carta possiede un costo (ossia quanto “inchiostro” bisogna prelevare dalla propria riserva per giocarla), statistiche, effetti e può appartenere ad uno dei sei “colori” (ambra, smeraldo, zaffiro, ametista, rubino ed acciaio). I Glimmers personaggi, inoltre, dispongono anche di statistiche quali Forza (quanti danni infligge in una sfida), Volontà (quanti danni può sopportare prima di essere esiliato) e Valore di Leggenda (quanti punti leggenda si ottengono quando il personaggio va all’avventura).

Dove trovare le carte

I prodotti di Disney Lorcana, ossia starter decks, bustine, set regalo, boosters e accessori utili al gioco, possono essere trovati sul sito shopDisney oltre che presso i rivenditori di massa.

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