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Pokémon Presents annuncia Leggende Pokémon: Z-A e GCC Pokémon Pocket

Nel giorno del Pokémon Day, The Pokémon Company ha annunciato le novità in arrivo per il franchise di Pikachu. Lo ha fatto attraverso Pokémon Presents un video di 12 minuti in cui la novità principale è stata Leggende Pokémon: Z-A, il nuovo titolo in esclusiva per Nintendo Switch.
 
La prima novità di Leggende Pokémon: Z-A riguarda la data d’uscita. Per la prima volta dopo anni – tranne annunci sorprendenti nel corso dell’anno – il franchise salta un anno e mostrerà il suo nuovo videogioco solo nel 2025. La seconda opera di interesse riguarda invece il TCG del brand: Gioco di Carte Collezionabili Pokémon Pocket è una nuova app in cui sarà possibile creare la propria collezione digitale che include speciali “carte immersive”, in arrivo entro la fine del 2024.

Leggende Pokémon: Z-A è il seguito, più o meno diretto, dell’ottimo esperimento del 2022 Leggende Pokémon: Arceus. I videogiocatori saranno catapultati a Luminopoli, nella regione di Kalos, dove è in corso un progetto di rigenerazione urbana volto a trasformare la città di Pokémon X e Y in un luogo che possa appartenere alle persone come ai Pokémon.
 
Nella nuova app Gioco di Carte Collezionabili Pokémon Pocket, i giocatori concentreranno la propria attenzione sullo sbustare le carte del trading card game che si adornano di nuovi speciali effetti visivi fino a divenire “carte immersive”, cioè carte che danno la sensazione di tuffarsi nell’illustrazione. Pokémon Pocket promette l’apertura di due buste di espansione al giorno senza costo, nelle quali sarà possibile trovare e scambiare carte con illustrazioni storiche e carte completamente nuove ed esclusive dell’app.

Infine, sarà introdotta una nuova modalità di combattimento, le lotte rapide, con regole ottimizzate basate sul classico sistema di lotta del GCC Pokémon.

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Editoriali

Marvel Snap è un vero free-to-play

Sono trascorsi due anni e mezzo dall’ultima volta che ho pronunciato questa frase per un gioco di carte collezionabili – e mi riferivo a Legends of Runeterra – ma l’attesa è stata ripagata. Mai avrei pensato che un videogioco di carte collezionabili mobile – è presente anche per PC ma la sua dimensione è lo smartphone – basato sul mondo dei supereroi potesse essere veramente gratis. Marvel Snap è tutto questo ed è anche divertente! In questo articolo vi spiego come funziona Marvel Snap, la sua economia di gioco veramente free-to-play e perché vale la pena dargli una possibilità.

Veterani dei videogiochi di carte

Il nuovo titolo mobile dedicato ai supereroi Marvel è stato sviluppato da Second Dinner, neonata software house creata da Ben Brode e da diversi ex-sviluppatori di Activision Blizzard.

Ben Brode, designer dietro a Marvel Snap ora e Hearthstone fino a qualche anno fa, può vantare di essere uno dei pochissimi sviluppatori di videogiochi di carte collezionabili, dove la parola chiave è: “videogiochi”; infatti, la maggior parte dei GCC presenti sul mercato videoludico sono riproposizioni digitali di quanto già esiste in forma cartacea: Magic Arena e Pokémon GCC su tutti. I videogiochi di carte collezionabili, invece sono opere non riproducibili su carta, a causa delle loro meccaniche casuali, più o meno amate. Le due opere maggiormente innovative del genere sono due, entrambe nate dalla mente di Ben Brode: Hearthstone e Marvel Snap.

Marvel Snap: Ben Brode
Copyright: TheGamer

Come si gioca a Marvel Snap

Ogni videogiocatore di Marvel Snap gioca con un mazzo da 12 carte, raffiguranti eroi e anti-eroi del mondo Marvel, in monocopia. Ogni partita è composta da 6 turni in cui ogni giocatore pesca e gioca le carte che ha in mano.

Tutte le carte hanno un costo e un valore d’attacco. I videogiocatori partono da 1 energia al turno uno e arrivano fino a 6 energie, a meno di regole all’interno del campo di battaglia che possono stravolgere questa regola.

Gli eroi di Marvel Snap sono giocati in uno dei 3 scenari di combattimento (sinistra – centrale – destra). Vince chi ottiene il maggior valore d’attacco su 2 dei 3 scenari di gioco. In caso di parità, vince il giocatore che ha la somma totale di valore d’attacco maggiore.

Marvel Snap Gameplay

Scenari

Gli scenari sono attualmente più di 50 e ci mostrano il motivo per cui Marvel Snap può esistere solo in digitale. Esattamente come alcune abilità delle carte di Hearthstone basate sulla casualità, gli scenari di Marvel Snap contengono delle regole così casuali che possono essere applicate solamente da un calcolatore.

Ad esempio: “Sostituisci tutte le carte di ogni mazzo con 10 carte casuali”; oppure: “La mano di ogni giocatore è riempita da carte casuali”. Queste regole rendono il gioco sicuramente meno prono al competitivo, ma del resto Hearthstone ha una scena competitiva e vale anche parecchi dollari.

Parole Chiave

Quasi tutti gli eroi e antagonisti di Marvel Snap hanno dei poteri – o come si dice in gergo tecnico: parole chiave. In questa prima fase del gioco, le parole chiave presenti sono 6:

  • Alla scoperta: l’effetto è applicato nel momento in cui la carta è girata sullo scenario. Solitamente corrisponde al momento in cui è giocata, ma alcuni scenari possono ritardare la rotazione della carta che è sempre posta coperta sul campo da gioco.
  • Effetto continuo: l’effetto è continuamente aggiornato; di conseguenza, giocare una nuova carta può cambiare gli effetti del potere.
  • Scarta: le carte sono scartate dalla mano.
  • Muovi: le carte sono spostate tra gli scenari.
  • Distruggi: le carte sono rimosse dal gioco.
  • Nessuna abilità: alcune carte non hanno poteri speciali.

Il meta ha già i suoi archetipi, che sono praticamente tutti basati sulle parole chiave di Marvel Snap.

All-in: la meccanica Snap

Il videogioco prende il nome da una meccanica decisamente rischiosa presente nel gioco. Durante la partita, vi è un enorme cubo sopra l’area di gioco. I giocatori possono cliccare sul cubo una volta ciascuno per ogni partita: farlo aumenta i punti classifica che si possono vincere, o perdere, durante la partita in corso.

Terminare una partita, senza cliccare sullo Snap, implica giocarsi al massimo un paio di punti classifica, che possono diventare quattro se un giocatore clicca sullo Snap o addirittura otto. I punti classifica ci permettono di passare da un rango all’altro (in totale 12) in base al nostro livello: il livello più basso è il numero 1, mentre il più alto è il 100.

Infine, nel caso in cui pensiamo di non avere possibilità di vittoria, possiamo sempre fuggire dallo scontro e perdere solamente il valore di Snap attuale.

Perché Marvel Snap non è pay-to-win

L’economia di gioco di Marvel Snap prevede la presenza di contenuti a pagamento, che possono velocizzare l’ottenimento di carte, ma che non rendono il gioco un pay-to-win; nel mio caso, non ho ancora speso un euro su Marvel Snap e ho una percentuale di vittoria ben oltre il 70% – che per un gioco di carte non è nemmeno poco.

Pool

Quanto descritto sopra è possibile grazie al sistema dei Pool.

Ogni giocatore ha un proprio livello di esperienza, che può aumentare attraverso l’upgrade delle carte. L’aggiornamento degli eroi Marvel non porta alcun beneficio alla forza delle carta, bensì garantisce alle carte delle aggiunte estetiche visibili in-game. Aggiornare una carta ci permette però di aumentare il livello del nostro account e di ottenere premi: crediti per l’upgrade delle carte; potenziamenti delle carte, che sono un’altra valuta utile per l’upgrade delle carte; una carta casuale dal nostro pool di riferimento, che dipende dal livello del giocatore. In particolare:

  • Pool 1: dal livello 18 al livello 214.
  • Pool 2: dal livello 222 al livello 474.
  • Pool 3: dal livello 486 e oltre.

Per esempio, nel primo pool sono presenti 46 carte, mentre nel secondo possiamo aggiungere alla nostra libreria altre 25 carte per un totale di 71. Anche se la fortuna permetterà ad alcuni giocatori di avere carte veramente forti un po’ prima degli altri giocatori, in generale ogni player affronterà avversari che hanno – più o meno – lo stesso numero di carte nella propria libreria. Di conseguenza, Marvel Snap è un vero free-to-play – e soprattutto non un pay-to-win – perché anche se l’acquisto in-game può velocizzare il percorso di livellamento del proprio account, il videogiocatore si troverà ad affrontare sempre avversari che hanno una libreria formata da circa lo stesso numero di carte.

Marvel Snap Battle Pass

Battle Pass Stagionali

Ogni stagione, di circa un mese, avrà il proprio Battle Pass. Questo contenuto permette di sbloccare alcuni livelli del Pass che altrimenti sarebbero bloccati. In questi slot, bloccati agli gli utenti free, ci sono crediti, oro, ma soprattutto Varianti delle carte. Le varianti sono delle carte con un artwork diverso da quello base. Questo significa che se non abbiamo ancora trovato quella carta nel nostro Pool, possiamo prendere la sua Variante e usarla. Come già detto, questo velocizza il processo, ma non ci fornisce quel vantaggio tipico dei giochi pay-to-win.

Conclusione

Marvel Snap – free-to-play che potete scaricare dal sito ufficiale seguendo i link dei vari store – è un gioco di carte veloce (una partita dura circa 3 minuti), divertente, facile da imparare ma impegnativo da masterare. Da giocatore di Hearthstone, il mio maggior timore era quello di trovarmi davanti un bel titolo difficile da mantenere nel tempo, poiché i suoi costi possono essere seriamente proibitivi.

Marvel Snap invece ha dimostrato di essere un vero free-to-play grazie a un’economia di gioco onesta in cui è premiata la costanza e il talento prima del denaro. Una caratteristica che mi ha molto sorpreso, dato che la dimensione perfetta di Marvel Snap è lo smartphone e il franchise si offre a un gioco pay-to-win. Second Dinner invece ha combattuto questo mio pregiudizio con un’opera che vi consiglio caldamente di seguire e che mi auguro possa continuare su questa strada per sempre.

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Editoriali Guide

Pokémon Origine Perduta: i migliori mazzi del meta

Esistono due tipi di giocatori di carte collezionabili: chi prova le nuove carte appena uscite e chi sfrutta l’occasione per giocare i mazzi consolidati nel meta attuale. A pochi giochi dall’arrivo su Pokémon GCC della nuova espansione Spada e Scudo – Tempesta Argentata, abbiamo dei mazzi migliori di altri che sfruttano l’ultima espansione pubblicata: Origine Perduta. Ve li spieghiamo in questo articolo sui migliori mazzi di Origine Perduta.

Spada e Scudo – Origine Perduta ha cambiato il meta di Pokémon GCC, grazie a Giratina V e Giratina V ASTRO, ma aspettatevi anche tante note conoscenze (e varianti). Tra tutti: Palkia Originale V ASTRO, Mew Genesect e Blissey V.

1. Giratina di Origine Perduta

Il mazzo di Giratina V ASTRO è il deck da battere: i pro player dovranno trovare in Tempesta Argentata la soluzione a una carta che sta sovrastrando il meta.

Carte chiave

Strategia

Il deck di Giratina Origine Perduta si basa sull’aggiungere il prima possibile carte nell’Area Perduta. Per farlo utilizziamo il blocco denominato Comfey Engine; nello specifico, il Retino di Recupero serve per recuperare Comfey, mentre il Portalemiraggio permette di soddisfare i pre-requisiti degli attacchi di Giratina V ASTRO. Impatto Perduto è devastante: 280 danni con tre energie; Astro Requiem sconfigge qualsiasi cosa in campo.

Esempio Decklist

Regionali di Lille (22 ottobre 2022) – Lucas Henrique de Araujo Pereira

Variante: Lost Zone Box

Regionali Salt Lake City (15 ottobre 2022) – Kian Amini

2. Palkia Originale

Questo mazzo fonda la sua forza su un archetipo che abbiamo visto diverse volte su Pokémon GCC e che possiamo brutamente riassumere con la frase: “Menare davanti, menare dietro, l’importante è menare”. Palkia Originale V ASTRO garantisce ingenti danni se sono presenti tanti Pokémon in panchina – su entrambi i lati. Greninja Lucente e Inteleon invece hanno ottima sinergia con Palkia e colpiscono i Pokémon nella panchina avversaria.

Carte chiave

Strategia

Lo scopo del deck è aggiungere più Pokémon possibili in panchina al fine di potenziare l’attacco di Palkia: Sottospazio Amplificato – 60 danni più 20 per ogni Pokémon nelle due panchine. Le altre fonti di attacco sono: Idrodardo di Inteleon con 120 danni più 20 danni a uno dei Pokémon nella panchina del tuo avversario; Greninja Lucente che mira a fare danni dietro con Lame Lunari – 90 danni a due Pokémon in panchina.

Greninja è molto importante anche come supporto: il suo attacco fa scartare delle energie, che possono essere usate per caricare altri Pokémon in panchina in sinergia con Astro Portale di Palkia.

Decklist

Regionali di Lille (22 ottobre 2022) – Owyn Kamerman

Variante: Kyurem Palkia

Regionali Indonesia (29 ottobre 2022) – Ferco Fido

3. Mew Genesect

Dieci mesi fa parlavamo di Mew Genesect come probabilmente uno dei migliori mazzi di quel meta. Lo è ancora oggi e – dato il suo design – è praticamente uguale alla sua versione originale.

Carte Chiave

Strategia

Per dettagli sulla strategia di Mew Genesect, vi rimandiamo al nostro articolo precedente sul meta di Colpo Fusione.

Decklist

Regionali di Lille (22 ottobre 2022) – Fabio Battistella

4. Blissey V

Terminiamo la nostra carrellata dei migliori mazzi di Origine Perduta con il deck più economico che può dire la sua in questo meta. Blissey V ha due importanti vantaggi: se inizia bene è devastante; praticamente non ci sono mazzi lotta nel meta attuale che possano sfruttare le debolezze di Blissey V e Miltank.

Carte chiave

Strategia

Tutta il mazzo ruota sul mettere Blissey V in condizione di fare danni il prima possibile con Esplosione Gioiosa: “Questo attacco infligge 30 danni in più per ogni Energia assegnata a questo Pokémon. Se hai inflitto dei danni con questo attacco, puoi assegnare a questo Pokémon fino a tre carte Energia dalla tua pila degli scarti”. In altre parole, bisogna lavorare su due fronti per un unico scopo: scartare carte energia e caricarle su Blissey V con il suo attacco.

Tutto il resto del mazzo fornisce supporto per aumentare i punti vita di Blissey e mantenerlo al massimo dei suoi HP con cure come Iperpozione e Asciugamano del Team Yell. Miltank invece garantisce match up relativamente semplici contro Pokémon V grazie all’abilità Corpo Prodigio: “Previeni tutti i danni inflitti a questo Pokémon dagli attacchi dei Pokémon-V del tuo avversario”.

Decklist

Regionali di Lille (22 ottobre 2022) – Jamie Frankland

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Recensioni

One More Gate: A Wakfu Legend – Provato dell’Early Access

Wakfu è il sogno che tutti gli aspiranti sviluppatori di videogiochi vorrebbero realizzare. Ankama è una società francese nata nel 2001 da tre soci fondatori: ANthony, KAmille, MAnu. Dopo il primo successo, l’MMO Dofus, Ankama si espande in diverse divisioni dando vita anche al mondo di Wakfu. La prima opera della saga è una serie animata, oggi disponibile anche su Netflix, ma il maggior successo arriva con l’omonimo MMORPG con combattimenti a turni. Oggi, Wakfu conta: tre film di animazione (OAV); tre stagioni della serie animata – è in arrivo la quarta; uno spin-off, un gioco di carte deck-builder con meccaniche roguelike, che abbiamo provato: One More Gate: A Wakfu Legend.

One More Gate: A Wakfu Legend: combattimento

Trama

Uno dei focus principali di Ankama è mantenere una fludità nella trama delle varie opere del mondo di Wakfu, integrandoli in un unico vasto universo – collegato anche a quello di Dufus. One More Gate: A Wakfu Legend sfrutta l’ampia lore e ci mette nei panni di Orobo, un giovane combattente, che ha distrutto un portale passandoci attraverso. Il compito del nostro alter ego è sistemare i portali, sconfiggendo tutti gli avversari che incontrerà nel suo cammino.

Gameplay

One More Gate: A Wakfu Legend è un gioco di carte con elementi roguelike e una progressione che si basa su quello che chiamerei try and level, poiché molte run saranno utili solamente ad accumulare esperienza e denaro al fine di avere un mazzo sufficientemente forte per andare avanti nel gioco.

Living Card Game

Il videogioco di Ankama Studios è un Living Card Game (LCG). Orobo inizia con un mazzo predefinito e può ottenere nuove carte in due modi: attraverso l’aumento di livello (l’esperienza si ottiene dopo ogni run); acquistando carte nel villaggio in cui siamo catapultati dopo ogni tentativo. In aggiunta, le carte possono essere potenziate accumulando una valuta ottenuta sempre durante l’esplorazione.

Le carte si dividono in tre gruppi: attacco, difesa e potenziamento. Ogni carta presenta tre sezioni: valore del costo, valore del danno/difesa/ponteziamento e un testo che spiega i dettagli, cioè se è un attacco singolo piuttosto che multiplo o se contiene delle parole speciali -ad esempio: poison o stampede.

In generale, è possibile costruire i mazzi sulle diverse parole chiave presenti nel videogioco. Purtroppo, le sinergie non sono ancora così efficaci come ci si può aspettare e i maggiori risultati si ottengono mettendo insieme le carte visibilmente più forti. Uno dei compiti degli sviluppatori nel prossimo futuro è sicuramente creare delle carte che rendano effettivamente conveniente costruire dei deck su archetipi basati sulle parole chiave del gioco.

One More Gate: A Wakfu Legend: deck build

Combattimenti

One More Gate: A Wakfu Legend è un gioco basato sulla tattica, poiché durante i combattimenti, sopra la testa di ogni avversario, possiamo vedere la sua mossa successiva. Questo permette di prepararci in anticipo tanto in difesa quanto in attacco. Ragionare sulla scelta da fare è molto importante, perché gli avversari sono coriacei e fanno parecchio male. Basta sbagliare un turno per compromettere l’intera run.

In combattimento, il costo di ogni carta varia da -1 a +6, che è anche il numero massimo di energia accumulabile; infatti, Orobo comincia lo scontro con tre energie e arriva fino a sei, turno dopo turno. Una volta sbloccate tutte le energie, e se usate tutte nel turno, è possibile giocare una carta perfect, solitamente un potente attacco singolo o ad area.

Il lato negativo della grande resistenza dei nemici è la frustrazione di dover affrontare continuamente gli stessi combattimenti con tanti turni e senza particolari colpi di scena. In particolare, gli avversari sono ancora troppo pochi e con un numero ridotto di azioni: il risultato è un’eccessiva ripetitività e una noia certa che potrà essere risolta solo portando nuovi contenuti.

Roguelike

Orobo affronta le sue missioni muovendosi su una mappa con percorsi multipli, come già visto in giochi basati sulle carte come Inscryption – che abbiamo anche recensito – oppure Hand of Fate. Nonostante le diverse possibilità di scelta, i percorsi sono alquanto statici, poiché le avventure si dividono in tre macro-blocchi scanditi da check-point in cui poter recuperare una parte dei propri punti vita. In ogni macro-blocco, i nemici e le aree che forniscono premi o bonus sono sempre gli stessi. Andando avanti è anche possibile affrontare delle quest secondarie, che garantiscono delle rune permanenti alla singola run; nello specifico, ci sono già un buon numero di rune, alcune delle quali possono cambiare il corso di ogni tentativo.

One More Gate: A Wakfu Legend: roadmap

Conclusione

One More Gate: A Wakfu Legend è un videogioco in pieno sviluppo, che potrà essere un ottimo passatempo se arricchitto con tanti e diversi contenuti. Attualmente, l’opera pena di noiosità, poiché i combattimenti con così poche scelte durano troppo a lungo, risultando ripetitivi.

Preciso che ho provato One More Gate: A Wakfu Legend su personal computer, ma il gioco da il meglio di sé in condizioni più agili; infatti, su PC il titolo è eccessivamente statico, mentre avere la possibilità di giocarlo su Nintendo Switch sul divano o in mobilità ha sicuramente tutto un altro gusto. Personalmente, consiglierei agli sviluppatori di portare il titolo su mobile dove riceverebbe feedback sicuramente positivi.

Aldilà della piattaforma, gli sviluppatori hanno mostrato alcuni guizzi, basati soprattutto sulla caratterizzazione dei personaggi – mi riferisco alle quest secondarie e i primi boss – che mi fanno ben sperare. In definitiva, il sistema di gioco ha una sua logica, che mi fa venir voglia di riprenderlo in mano tra qualche mese per vederne i progressi.

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Editoriali Guide

Digimon Card Game: i migliori mazzi del meta

Dopo aver esaminato le regole e le meccaniche base di Digimon Card Game, in questo articolo ci addentriamo nel suo Meta, ovvero la conoscenza dei mazzi più forti e performanti del momento, presentando anche una panoramica degli archetipi basati sui colori delle carte.

I colori dell’arcobaleno

Come in molti altri TCG, primo fra tutti Magic, in Digimon le carte sono divise in base al loro colore.

Salvo rare eccezioni, ogni mazzo ha un solo colore dominante, sebbene negli ultimi tempi abbiano fatto la loro comparsa anche diversi mazzi multicolori. Il colore del mazzo determina le sue principali caratteristiche.

In modo simile a Magic, anche in Digimon cardgame avremo sei colori a disposizione.

Rosso

In Digimon Card Game, rosso è sinonimo di aggressività. Caratteristica comune di tutti i mazzi rossi è infatti la capacità di girare più carte dalla security avversaria con un solo attacco.

Questo crea una forte pressione, mettendoci in condizione di vincere la partita in pochi turni. Altra abilità caratteristica è piercing, che permette al Digimon attaccante di girare una security anche nel caso in cui il suo attacco venga rivolto contro un Digimon avversario (a patto naturalmente di riuscire a distruggerlo).

Le opzioni rosse inoltre spesso permettono di distruggere i pezzi avversari (anche più di uno alla volta), aumentando ulteriormente la potenza d’attacco di questi mazzi.

Blu

La parola d’ordine del colore blu è controllo. Numerosi effetti dei Digimon e delle opzioni blu infatti ci permettono di accrescere la nostra memoria (talvolta persino nel turno avversario), auqmando il nostro spazio di manovra e allo stesso tempo ponendo sempre l’avversario nella situazione di ritrovare i suoi piani scombinati.

I mazzi blu spesso hanno un draw power immenso (ovvero pescano molte carte extra) ed effetti offensivi molto insidiosi. Per esempio: posseggono la fastidiosa abilità di rimbalzare i Digimon in mano al loro proprietario o peggio, direttamente in fondo al mazzo.

Verde

Similmente al rosso, anche il verde è un colore prevalentemente offensivo.

I punti di forza dei mazzi sono: la capacità di riuscire a calare velocemente un alto numero di creature; evolvere molto rapidamente i propri Digimon.

Questo grazie ai costi di evoluzione molto bassi e all’abilità digisorption, che permette di evolvere gratuitamente il nostro Digimon; in questo caso, però, la nuova creatura entrerà in campo spossata.

I mazzi verdi, inoltre, sfruttano la possibilità di spossare i Digimon avversari, riuscendo a mantenere facilmente il vantaggio numerico sul terreno. Queste meccaniche, combinate al temibile piercing, rendono i mazzi verdi estremamente solidi e difficili da contrastare.

Ogni nuova espansione garantirà moltissimi nuovi mazzi

Giallo

La forza del colore giallo è da individuare nella sua incredibile capacità difensiva.

La caratteristica principale dei mazzi gialli sta nell’abilità recovery, che sposta le carte del mazzo direttamente nella zona security aumentando di conseguenza il numero di attacchi necessari all’avversario per vincere la partita.

Alcune carte gialle permettono persino di guardare le carte nella nostra security e riposizionarle a nostro piacimento.

Infine, è degna di nota la capacità delle carte gialle di andare ad azzerare i DP dei Digimon avversari, spedendoli nella pila degli scarti aggirando persino gli effetti in grado di proteggere dalla distruzione.

Viola

Punto di forza dei mazzi viola è l’enorme facilità nel distruggere i Digimon avversari. Le opzioni viola infatti hanno numerosissimi effetti in grado di decimare i pezzi dell’avversario, spesso anche a costi di memoria molto contenuti.

Tra le abilità più insidiose dei Digimon viola c’è da segnalare senz’altro retaliation. Grazie a questa abilità il nostro Digimon potrà distruggere qualsiasi Digimon nemico con cui combatterà, anche quelli con DP molto superiori.

Infine, viola gioca sfruttando la pila degli scarti, con abilità in grado di riportare in gioco i nostri Digimon eliminati o di sfruttare l’alto numero di carte scartate per innescare effetti davvero devastanti.

Nero

La meccanica dominante del colore nero consiste nel creare digimon con una linea evolutiva vastissima e, di conseguenza, con moltissimi effetti ereditari sotto di loro.

Questo porta alla messa in campo di un Digimon con un numero elevatissimo di effetti, in grado di fornire al suo possessore un enorme vantaggio nell’andamento della partita.

I mazzi neri inoltre possono contare sull’abilità dedigivolve, che fa scartare il Digimon di livello più alto della linea evolutiva dell’avversario, regrendendolo al livello precedente e talvolta causandone anche la distruzione.

Meccaniche speciali

In questa sezione andremo a discutere alcune meccaniche di gioco più specifiche, che hanno caratterizzato – o caratterizzano tuttora – il meta di Digimon Card Game Queste conoscenze sono utili per familiarizzare con alcuni degli aspetti più complessi e particolari del gioco.

Digimon Card Game presenta davvero un alto numero di meccaniche e strategie particolari.

Gli ibridi

Gli ibridi (Hybrids in inglese) sono una tipologia di carte Digimon accomunate da una caratteristica peculiare. Tutti i livelli 4 ibridi possono infatti digievolvere direttamente da una carta Tamer (come avveniva nella serie Digimon Frontier).

Questa particolarità li rende pericolosissimi; infatti, se la carta tamer si trova sul terreno dall’inizio del turno, il nostro mostriciattolo ha la facoltà di attaccare immediatamente dopo aver digievoluto.

L’espansione BT7 ha visto il dominio assoluto dei mazzi basati sugli ibridi, in virtù della loro grande versatilità, velocità ed imprevedibilità. Oggi, pur non essendo più dominanti nell’attuale meta di Digimon Card Game come in passato, restano carte molto importanti e possono facilmente fare la differenza tra vittoria e sconfitta.

Evoluzione DNA

L’evoluzione DNA (o Jogress in giapponese) ci permette di “fondere” insieme due dei nostri Digimon per dare origine ad una nuova e più potente creatura. Questa evoluzione permette notevoli vantaggi.

Il nuovo Digimon entra in campo a costo zero (donandoci comunque la sua pescata per la digievoluzione). Anche nel caso in cui i due Digimon originali fossero spossati, il nuovo mostro entra in campo recuperato.

Questa meccanica è stata introdotta dallo Starter Deck numero 9, dedicato ad Imperialdramon. Sebbene non siano ancora molti a mazzi a sfruttare la digievoluzione DNA, essa ha mostrato enormi potenzialità e non stupirebbe affatto se tornasse presto alla ribalta con nuovi e potentissime combinazioni anche nell’attuale meta di Digimon Card Game.

Gli X Antibody

X Antibody, oltre ad essere il nome di una carta opzione, è anche il nome di un intero archetipo di carte Digimon.

Saliti alla ribalta con l’espansione BT-9, queste carte hanno la caratteristica di evolvere a costi bassissimi (a volte anche nulli) da Digimon che condividano il loro nome.

Questo peculiarità permette la creazione di “pile” evolutive molto lunghe e consistenti, che forniscono un alto numero di effetti “ereditati”, di solito molto forti e in grado di proteggere il nostro Digimon dalle carte nemiche.

Fin dalla loro prima comparsa gli X Antibody si sono imposti nel meta di Digimon Card Game, andando a modificare in modo significativo lo stile di diversi mazzi.

Fino a BT-9 i giocatori tendevano a privilegiare la presenza di vari Digimon sul campo. Grazie agli X antibody, invece, la priorità è diventata evolvere fin dall’area di breeding il nostro Digimon.

Questo porta a mettere in campo una creatura terrificante, dotata di una linea evolutiva lunghissima e di numerosissimi effetti, in grado di renderlo estremamente difficile da eliminare e di decimare facilmente le forze nemiche.

I mazzi del momento

Per concludere, esaminiamo alcuni dei mazzi che hanno caratterizzato le ultime fasi del’attuale meta di Digimon Card Game. Molti di questi mazzi hanno vinto o quantomeno dominato gli ultimi grandi eventi legati al gioco competitivo.

Prima di cominciare, è importante precisare come il gioco sia in evoluzione costante, di conseguenza alcuni di questi mazzi potrebbero non essere più così performanti già dalle prossime settimane. Tuttavia resta interessante analizzarli per accrescere la conoscenza delle dinamiche e dell’evoluzione del gioco.

Alphamon

Alphamon è probabilmente il mazzo più completo e performante del’attuale meta di Digimon Card game.

Grazie al basso costo delle sue evoluzioni e al numero davvero incredibile di effetti che riesce ad accumulare nella breeding zone, Alphamon è facilmente in grado di decimare i Digimon avversari e allo stesso tempo di azzerare le carte nell’area security in brevissimo tempo.

Come se non bastasse, praticamente tutte le carte del mazzo hanno X antybody tra i loro tratti, creando fortissime sinergie con molte altre carte dell’espansione bt9, dedicata proprio a questo archetipo (il tamer Cool Boy su tutte).

Grande punto di forza del mazzo sono anche i suoi numerosi Tamers, in grado di dare ad Alphamon un ulteriore sprint verso la vittoria.

Il primo cavaliere reale in tutto il suo splendore.

Metalgarurumon-X antybody

Per molti giocatori, il mazzo più forte in assoluto è Metalgarurumon-X Antybody. Non a caso ha riportato anche vittorie importanti negli ultimi regionali italiani, svoltisi a Parma e Malpensa Fiera.

La forza principale di questo mazzo sta nella sua incredibile velocità, che consente al giocatore di iniziare ad attaccare già dopo aver raggiunto il livello 5 correndo pochissimi rischi grazie alle abilità difensive dei Garurumon X.

In più, come ogni mazzo blu che si rispetti, anche questo permette di pescare moltissime carte e offre un alto numero di fastidiose opzioni in grado di inceppare facilmente le offensive nemiche.

Infine, anche in questo caso i costi di evoluzione saranno molto contenuti, permettendo di schierare in breve tempo un gran  numero di pericolosi Digimon dotati di numerosi e letali effetti.

Metalgarurumon è il sovrano dei mazzi veloci ed aggressivi

Grandis Kuwagamon

Pur non avendo la stessa stabilità e varietà di altri mazzi dell’attuale meta di Digimon Card Game, Grandis possiede una forza offensiva impareggiabile.

Grandis Kuwagamon è facilmente in grado di chiudere ogni partita in pochissimi turni grazie alla: combinazione di un numero elevatissimo di security attack +1 (abilità che consente di girare una carta security aggiuntiva dopo ogni attacco); capacità di spossare i digimon avversari; abilità piercing.

Di contro, per poter attuare la sua strategia il mazzo avrà bisogno giocoforza di vedere le sue carte principali, data la mancanza di strategie alternative davvero valide; di conseguenza, una serie di pescate sfortunate potrebbero costare davvero caro al giocatore.

Le sfide a Digimon TCG spesso saranno una vera partita a scacchi

Wargreymon X Antybody

Anche il mazzo Wargreymon X Antybody fa della velocità e della potenza offensiva il suo punto di forza, in virtù dell’enorme potenza d’attacco dei suoi Digimon e della presenza di numerosi bonus Security attack +1.

In più, sia Wargreymon che la pericolosa opzione Delicate Plan rendono inefficaci le opzioni nell’area Security dell’avversario, permettendo di chiudere la partita con pochissimi attacchi.

Come se non bastasse, Wargreymon X ha l’abilità di accrescere la memoria del giocatore attraverso le security scartate, rendendo ancora più semplice infliggere il colpo di grazia.

Lo scarso numero di opzioni presenti nel mazzo non consente però al giocatore una buona fase difensiva.

Il temibile Wargreymon anche nel gioco di carte avrà una potenza offensiva enorme

D-reaper

Tra i mazzi analizzati, D-reaper è forse il più particolare. La nostra carta migliore, D-reaper Mother, esce infatti direttamente dall’area Breeding.

Compito del giocatore sarà andare a potenziare Mother attraverso i Searcher (non c’è limite al numero di copie di questa carta nel mazzo) che permettono di giocare gratuitamente il terribile Reaper, in grado di chiudere la partita in un singolo turno.

Il mazzo ha anche un incredibile potere difensivo, in virtù di un gran numero di creature in grado di attivare i loro effetti direttamente dalla security una volta girati dall’avversario.

Se tuttavia la strategia dovesse per qualsiasi motivo fallire, questo comporta quasi inevitabilmente la sconfitta, avendo il mazzo pochissime alternative offensive.

Il mazzo D reaper è croce e delizia per molti giocatori

Security Control

Mazzo che combina i colori giallo e viola in strategie estremamente insidiose e “snervanti”.

Questi mazzi, presenti nel gioco in un gran numero di varianti, sfruttano gli effetti recovery, in grado di andare a “rigenerare” la security inserendo al suo interno le carte del mazzo, talvolta persino scegliendole.

Oltre a questo, i mazzi Security Control giocano un gran numero di opzioni in grado: di azzerare i DP dei Digimon avversari; di riportare dagli scarti le proprie creature; di mandare i Digimon nemici direttamente nella security avversaria, aggirando qualsiasi effetto protettivo.

Altra caratteristica di Security control è l’altissimo numero di Tamers, i quali, soprattutto nelle fasi avanzate della partita, finiscono col fornire al giocatore vantaggi davvero enormi.

Unica pecca di questi mazzi è la loro lentezza iniziale, che permette a mazzi veloci ed aggressivi di andare a decimarli, prima che siano anche solo in grado di abbozzare una risposta.

Le meccaniche evolutive saranno la chiave per la vittoria in quasi tutti i mazzi.

Imperialdramon

E terminiamo con una vecchia gloria: Imperialdramon, che ha come base un semplice structure deck, in grado di imporsi grazie alla sua incredibile velocità e forza d’attacco.

Il mazzo di Imperialdramon è uno dei pochi a sfruttare a pieno la meccanica dna evolution, che consente una serie di evoluzioni a costo zero e, di conseguenza, consente al giocatore di sferrare una lunghissima serie di attacchi.

Imperialdramon sfrutta inoltre la meccanica jamming, che permette ai Digimon di sopravvivere alle battaglie in security con Digimon più potenti di loro. Infine, essendo sia verde che blu, il mazzo imperialdramon ha accesso ad un alto numero di opzioni che gli forniscono una stabilità notevole.

Pur non essendo più performante come al momento dell’uscita, questo mazzo resta una validissima alternativa, anche in virtù dei suoi prezzo molto ridotto rispetto ad altri mazzi del formato.

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Editoriali

Digimon Card Game: storia e basi del nuovo gioco di carte collezionabili

Ah, Digimon! Sebbene i mostriciattoli Bandai Namco non siano mai riusciti ad eguagliare la popolarità dei loro “cugini” Pokèmon, è indubbio come anch’essi siano stati in grado di crearsi una solida fanbase, soprattutto in Giappone. E così, al secondo tentativo, Digimon Card Game è diventato il gioco di carte collezionabili interessante e coinvolgente che gli appassionati aspettavano.

Scopo di questo articolo sarà fornire una guida sulle caratteristiche principali e sulle regole del gioco, in modo da aiutare i potenziali nuovi giocatori ad orientarsi nel fantastico mondo dei Digimon.

Le origini

Nati come versione alternativa dei famosi Tamagotchi nel 1997, i Digimon raggiunsero la popolarità nel 1999 grazie alla loro prima serie animata, Digimon Adventure. La serie ottenne un ottimo successo e fu la prima di ben 10 stagioni, l’ultima delle quali, Digimon Ghost Game, è tuttora in svolgimento.

Il successo dell’anime consentì all’universo dei Digimon di espandersi in una lunga serie di altri media, tra cui manga, videogiochi e un gran numero di merchandising di ogni genere.

Tra tutti questi media non potevano certo mancare le carte collezionabili. Digital monster card game vide la luce nel 1999 e fu distribuito in tutto il mondo, Italia compresa. Tuttavia, lo scarso successo del gioco portò ben presto al suo abbandono, dopo l’uscita di una sola espansione. Nonostante tutto, però il franchise di Digimon riuscì ad imporsi come presenza costante, soprattutto in Giappone, creando una solidissima fanbase pronta a sostenere sempre e comunque gli amati mostri digitali.

Buona la seconda!

Nel 2020, in concomitanza col lancio della nuova serie anime, remake dell’originale Digimon Adventure, Bandai ha deciso di riprovarci, lanciando in tutto il mondo Digimon Card Game, un gioco totalmente nuovo e all’avanguardia.

Questa volta, nonostante la pandemia da Covid-19, il successo del gioco è stato davvero notevole, permettendogli di guadagnarsi un posto nella top ten dei cardgame più venduti, accanto a brand storici come Magic, Yu Gi Oh e Pokèmon .

La ragione di questo successo, oltre che nell’affetto dei fan per i Digimon, è da ricercare nelle meccaniche del gioco. Esse infatti riescono ad essere intuitive e allo stesso tempo a permettere un numero enorme di strategie e stili differenti.

Anche la bellezza delle Artwork (le immagini sulle carte), quasi sempre davvero ispirate e accattivanti, ha avuto un ruolo importante nella buona ricezione del gioco.

Come giocare

Tipologia di carte

Digimon Card Game: tipologie di carte

In Digimon Card Game, il mazzo di ogni giocatore sarà composto da 50 carte, né una di più né una di meno. Il giocatore potrà inserire al massimo 4 copie della stessa carta (a meno di particolari eccezioni).

All’inizio della partita, le prime cinque carte del mazzo verranno poste in una pila separata, andando a formare la cosiddetta security. Scopo del gioco sarà riuscire ad esaurire la security del nostro avversario e riuscire ad attaccarlo direttamente. Come farlo? Ma, naturalmente, grazie ai nostri cari Digimon! Il nostro mazzo infatti sarà composto da tre tipologie differenti di carte: carte Digimon, carte tamer e carte opzioni.

Le carte Digimon saranno quelle maggiormenti presenti all’interno del mazzo. Ognuna di esse avrà un livello (di solito da 3 a 7), un costo, i suoi punti di attacco e un costo di evoluzione (ci torneremo tra poco). Naturalmente, molti Digimon saranno anche dotati di effetti, scritti all’interno del corpo della carta e infine di effetti “ereditari” (abbiate pazienza!), situati nella parte inferiore della carta.

La carte opzione sono l’equivalente delle magie di magic e Yu-Gi-Oh! Hanno normalmente costi abbastanza elevati ed effetti di ogni genere, spesso in grado di ribaltare l’esito delle varie sfide. Per poterle giocare, però, sarà necessario controllare un Digimon o un tamer del medesimo colore (o dei medesimi colori) dell’opzione che andremo a calare.

I tamer, infine, una volta messi in gioco, rimarranno nel nostro terreno fino alla fine della partita. Sono dotati di utilissimi effetti continui in grado di dare una grossa mano al giocatore nell’impostazione delle sue strategie. Talvolta sono anche dotati di effetti “in entrata”, che scatteranno nel momento in cui il nostro tamer toccherà il terreno. La caratteristica che rende queste carte davvero insidiose è il fatto che entreranno in gioco anche nel momento in cui il nostro avversario le girerà attaccando la nostra pila delle security, ignorando persino il costo.

Costi e memorie

Digimon Card Game: le carte Digimon

Abbiamo più volte menzionato il costo delle carte. Come sarà possibile per  il giocatore pagare quello che andrà a giocare? Grazie ad una delle meccaniche più innovative di questo gioco, ovvero la barra della memoria.

All’ avvio della partita, il primo giocatore inizierà con 0 memorie. Ogni carta da lui giocata andrà a fornire memorie all’avversario e viceversa. Il turno di ogni giocatore terminerà nel momento in cui le sue memorie andranno in negativo.

Se per esempio il primo giocatore giocasse una carta dal costo di due memorie, il secondo inizierebbe il suo turno con a disposizione, appunto, due memorie. Giocando una carta a costo 3, terminerebbe il suo turno lasciando il primo giocatore con solo una memoria a disposizione.

È dunque possibile giocare da subito Digimon molto potenti, ma questo comporterà un alto dispendio di memorie, cosa che consentirà all’avversario di giocare numerose carte ed impostare la sua strategia.

È dunque evidente come la gestione della memoria a disposizione sia uno dei concetti chiave per la buona riuscita di qualunque strategia del gioco. A questo proposito, i tamer hanno spesso tra i loro effetti il settare la memoria iniziale del giocatore a tre, fornendo un vantaggio davvero notevole.

Evoluzioni e Breeding

Ma come riuscire a mantenere la nostra memoria e allo stesso tempo giocare i nostri mostri più potenti in Digimon Card Game? Ma naturalmente grazie al marchio di fabbrica dei Digimon: la digievoluzione (o evoluzione, in originale).

A partire dal livello 3, infatti, ogni Digimon presenterà, oltre al suo costo di gioco, anche un costo di evoluzione. Sarà possibile evolvere la nostra creatura semplicemente posizionando un Digimon di un livello superiore e del medesimo colore sopra al Digimon che abbiamo in gioco. I Digimon di livello 3 evolvono dai livelli 2, i livello 4 dai livello 3 e così via. L’evoluzione avverrà pagando un costo decisamente inferiore rispetto al normale costo di gioco.

Per dare un’idea, i Digimon di livello 6 hanno di solito costi di gioco altissimi (quasi sempre intorno alle 10 memorie) mentre evolvendoli da un livello 5 li pagheremo tra le 2 e le 4 memorie.

Non sarà necessario invece, come accade in Pokèmon, rispettare le linee evolutive di cartone ed anime. Ogni Digimon può evolvere in moltissime forme diverse, purché esse siano del medesimo colore e rispettino la scala dei livelli.

Come se non bastasse, il nostro Digimon erediterà anche le abilità del Digimon da cui evolerà. Ricordate l’area situata nella parte bassa delle nostre carte? Si tratta precisamente delle abilità “ereditate”, ovvero quelle che guadagnerà il nostro Digimon una volta evoluto, che andranno a rendere la nostra creatura ancora più pericolosa. Come ulteriore incentivo, ogni volta che eseguiremo un’evoluzione pescheremo gratuitamente una carta, azione quasi sempre vantaggiosa in un card game.

All’interno di questa meccanica riveste un ruolo fondamentale la cosiddetta “Area Breeding”. Oltre alla 50 carte del mazzo, infatti, il giocatore potrà disporre di un mazzo supllementare, formato da un massimo di 5 carte. Questo mazzo ospiterà i nostri Digimon di livello 2.

Questi teneri cucciolotti saranno impossibilitati a combattere e persino ad essere schierati in campo, ma saranno un’ottima base per dare il via alla nostra “scaletta” evolutiva. I Digimon di livello 3 infatti quasi sempre possono evolvere da un livello 2 gratuitamente, permettendo una pescata gratuita.

All’inizio di ogni turno di Digimon Card Game avremo la possibilità di spostare il nostro Digimon dalla zona breeding al terreno di gioco, senza alcun costo. Starà ancora una volta al giocatore decidere se gettare il suo Digimon nella mischia il prima possibile o se invece tenerlo al sicuro fino al raggiungimento del suo massimo potenziale (i Digimon nella zona breeding infatti non possono essere attaccati né bersagliati da alcun effetto).

Le battaglie

Digimon Card Game: booster pack

E veniamo al cuore del nostro gioco, ovvero le battaglie. Come abbiamo già accennato ad inizio articolo, infatti, scopo del gioco è riuscire ad attaccare direttamente il nostro avversario con uno dei nostri Digimon.

Tuttavia, un Digimon appena giocato non ha facoltà di attaccare (a meno di abilità specifiche), ma dovrà attendere un turno per poterlo fare. Se invece evolveremo la nostra creatura potremo attaccare subito, a patto che il nostro Digimon si trovasse già nel terreno all’inizio del turno. Infine, i Digimon che vengono spostati dalla zona breeding possono attaccare subito in qualsiasi caso.

Al momento delle dichiarazione di attacco, i nostri Digimon verranno “spossati” (la carta verrà cioè girata orizzontalmente) e potranno riprendersi solo all’inizio del turno successivo. Non sarà possibile attaccare Digimon recuperati (cioè in piedi), mentre potremo tranquillamente rivolgere i nostri attacchi contro Digimon spossati (sarà quindi importante non esporci troppo ai contrattacchi avversari).

Non sarà invece possibile al giocatore che subisce un attacco difendersi coi suoi Digimon, a meno che essi dispongano di una specifica abilità, detta blocker, che consente ai nostri mostri di intercettare gli attacchi avversari. In caso di una battaglia tra Digimon, a prevalere sarà naturalmente quello coi DP più altri, mentre il perdente verrà posto in un apposito mazzo detto pila degli scarti.

Uno dei momenti decisivi della partita sarà quando i giocatori inizieranno ad attaccare le rispettive aree security.  Ad ogni attacco infatti la prima carta della pila delle security verrà rivelata. In questo caso avremo tre possibilità.

Nel caso di un Digimon, la carta verrà scartata, ma avverrà comunque la battaglia tra il Digimon attaccante e quello rivelato. Se i DP del digimon in security superano quelli dell’attaccante, anche quest’ultimo verrà distrutto.

Nell’eventualità di un tamer, esso verrà giocato gratuitamente, attivando tutti i suoi effetti. Infine, se verrà rivelata un’opzione, essa attiverà i suoi effetti automaticamente.

È dunque evidente come la composizione della security andrà ad influenzare pesantemente l’esito della partita, creando sempre situazioni di forte imprevedibilità.

Una volta che un giocatore avrà esaurito le sue security, un ulteriore attacco determinerà la sua sconfitta, sebbene sia possibile perdere anche esaurendo le carte nel proprio mazzo.

Supporto e prospettive

Come per altri card game, Konami ha fornito a Digimon Card Game un apparato estremamente ben organizzato. Atraverso il sito ufficiale del gioco, (munito anche di app dedicata) sarà infatti possibile ad ogni giocatore verificare i prodotti in uscita, consultare l’intero database delle carte e cercare i luoghi in cui partecipare ai tornei ufficiali.

Ogni giocatore potrà anche creare il suo account, attraverso il quale creare le proprie liste per i deck ed iscriversi agli eventi più importanti, durante i quali, sempre tramite app, sarà possibile ricevere in tempo reale gli abbinamenti e i risultati.

In questi primi anni di vita del gioco, l’impressione generale è che Bandai Namco creda molto in questo progetto e abbia riversato su esse molto impegno ed energie. Il pubblico, dal canto suo, ha finora reagito molto bene, portando ad ottime vendite del prodotto e ad una più che buona partecipazione agli eventi organizzati, sebbene molti di essi abbiano dovuto giofocoforza svolgersi a distanza tramite webcam.

Solo il tempo ci dirà se Digimin Card Game si rivelerà un fuoco di paglia o se i mostri digitali, forti dell’affetto incondizionato dei loro fan riusciranno a divenire una presenza fissa nel panorama dei giochi di carte collezionabili. E voi che farete? Darete una chance ai Digimon e al loro nuovo gioco?

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Hearthstone Antro di Onixya – Meta tra divertimento e fantasia

Ho potuto provare Hearthstone Antro di Onixya e con questo articolo vorrei andare ad analizzare questo mini-set e scoprire se vale davvero la pena oppure se si tratta solo di buone carte. Ti posso già dire che solo una carta è davvero potente: Kazakusan. Nonostante fosse quasi ovvio che questa carta fosse un portento, ciò che la rende tale è il modo in cui può venire utilizzata. Senza ulteriori indugi, approfondiamo l’argomento e scopriamo il nuovo mini-set Hearthstone Antro di Onixya

“Spacchettando” Hearthstone Antro di Onixya

Il mini-set Hearthstone Antro di Onixya è stato rilasciato il 15 febbraio scorso e include al suo interno ben 66 carte. Per ottenerle dovrai o essere estremamente fortunato, spacchettando i pacchetti Divisi nella Valle d’Alterac oppure potrai acquistare il set interno spendendo 2.000 Oro o 14,99 euro. Se ti interessano le carte dorate, invece, potrai acquistare il set Dorato a 69,99 euro. Purtroppo quest’ultimo non è disponibile tramite l’oro.

Hearthstone Antro di Onixya dorate
Fonte: Blizzard

Tra le tantissime carte disponibili con Hearthstone Antro di Onixya troviamo 4 Leggendarie, 1 Epica, 14 Rare e 16 Comuni, ma come già detto all’inizio di questo articolo, la carta più forte è proprio Kazakusan. Sì, è talmente forte da poter essere un game changer per il gioco di carte collezionabili. Ovviamente è anche craftabile grazie alla polvere, così come qualsiasi carta. Una delle cose che lo rendono davvero speciale è il Grido di Battaglia (cioè l’effetto che viene attivato una volta posizionata la carta sul campo, ndr). Questo recita:

Se tutti i servitori nel tuo mazzo sono Draghi, crea un mazzo personalizzato di Tesori.

Questi Tesori non sono altro che delle Carte aggiuntive che vengono mescolate nel tuo mazzo prima che la partita inizi. C’è un limite a quanti ne puoi avere: normalmente sono 5. Quando, però, avrai acquistato Hearthstone Antro di Onixya e riuscirai a mettere le mani su Kazakusan, questo ti mostrerà tutta la sua forza draconica. Infatti, nel momento in cui lo piazzerai sul campo di battaglia, il gioco ti farà scegliere uno fra 3 Tesori… Cinque volte! Dalla tua scelta riceverai una doppia copia di ciascun tesoro. Ma attenzione: non potrai più utilizzare il tuo mazzo, ma “solo” queste 10 carte che saranno estremamente potenti. Se leggi bene il suo Grido di Battaglia, scoprirai che dovrai avere un mazzo fatto solo per questo scopo. Sì, perché dovrai schierare solo Draghi nel tuo deck. In caso contrario il suo effetto non si attiverà. È anche vero che puoi essere paziente e utilizzare tutte le carte non draconiche che possiedi.

C’è anche da dire che questa nuova carta di Hearthstone Antro di Onixya ti farà pensare parecchio. Il motivo è presto detto: dovrai scegliere con parsimonia i Tesori che vorrai ottenere nel tuo deck. Una scelta sbagliata potrebbe rovinarti la partita, mentre scegliere i Tesori giusti ti permetterà di vincere in modo veloce ed efficace. Ovviamente ci sono delle combo che possono essere vittorie al primo turno (chiamate in gergo One Turn Kill, più comunemente OTK, ndr). 

Infine ti posso dire che questa carta è adatta a quasi tutte le Classi, anche se ovviamente due sono decisamente avvantaggiate. Una di queste è certamente il Druido. Ma anche il Sacerdote fa funzionare Kazakusan davvero bene. Inoltre è possibile utilizzarla in vari deck diversi: che tu ti concentri sull’uso dei Miracoli o sugli Incantesimi da Druido, il Drago farà spesso e volentieri al caso tuo. Queste due Classi sono efficaci poiché ti permetteranno di castare Kazakusan più velocemente, ma niente ti vieta di creare dei deck ad hoc. 

Possibilità di creare un nuovo meta

Hearthstone Antro di Onixya ti farà sicuramente divertire e Kazakusan può davvero colpire e cambiare il meta. Non è un caso che questo mini-set sia già utilizzabile nei tornei. Ma ciò che importa di più è la capacità di adattamento della carta. Sì, perché non dovrai necessariamente “piegarti” al meta e copiare un deck dai numerosi siti web che te lo permettono, ma potrai utilizzare le carte che hai per realizzare un deck che si adatti davvero al tuo stile di gioco. Così da poter scalare i rank di Hearthstone. Sì, perché competere può essere divertente, e se hai un drago che aiuta, lo è ancora di più!

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Recensioni

Yu-Gi-Oh Master Duel – Recensione: il cuore delle carte

Recensione in BREVE

Yu-Gi-Oh Master Duel è il titolo che trasforma il gioco di carte reale in digitale. E lo fa davvero bene, riuscendo a dare spazio anche ai neofiti con una campagna singleplayer che unisce storia e tutorial. Pecca per la versione Nintendo Switch, decisamente più sacrificata rispetto a quella home console. Per il resto, non c’è davvero niente da dire: è un ottimo free to play!

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Yu-Gi-Oh Master Duel è il sogno di tutti i giocatori del TCG. Riesce a unire tutti i tipi di player che hanno mai toccato con mano o digitalmente il titolo cartaceo. Ma non ti preoccupare, non è un gioco punitivo nei confronti di chi si approccia a questo gioco. Yu-Gi-Oh Master Duel si basa sulla serie di manga e anime dove i protagonisti si sfidano in combattimenti a turni che prevedono l’utilizzo di carte che richiamano dei mostri, incantesimi e trappole. L’obiettivo è molto semplice: azzerare i Life Points (Punti Vita, in italiano) dell’avversario. In questa trasposizione videoludica realizzata da Konami avremo lo stesso obiettivo.

Gioca la partita, vinci la fatica

Una delle prime cose che bisogna dire di Yu-Gi-Oh Master Duel è che riesce ad essere decisamente diretto, rispetto ad altri titoli della stessa serie. L’obiettivo degli sviluppatori è sia semplice che comprensibile a colpo d’occhio: l’idea alla base di questo titolo è quello di riproporre il mondo TCG Yu-Gi-Oh e portarlo nel mondo digitale. Dunque, se pensi che sia tempo di duellare è il gioco per te.

Master Duel è propone due modalità di gioco principali: una multiplayer e una singleplayer. Ma ti voglio parlare prima della seconda: la Solo Mode è letteralmente la campagna che ti aiuterà nel comprendere le meccaniche base e ti permetterà di avere un po’ di mazzi da utilizzare, così da farti un’idea su quale sia il tuo stile di gioco. Inoltre, saranno presenti anche delle brevi storie che riguardano le carte che andrai a utilizzare. Questo è anche un ottimo modo per dare un contesto a ciò che giocherai. L’esperienza proposta è molto lunga e divisa in vari capitoli che andranno a narrare una storia tramite delle immagini statiche e una voce narrante.

Ovviamente passare del tempo nella Solo Mode di Yu-Gi-Oh Master Duel è ottimo anche per coloro che sono già a conoscenza dei meccanismi del gioco di carte. Questo perché ti darà accesso a più carte, così da poter realizzare il deck più adatto al tuo stile. Senza contare che è possibile anche guadagnare moneta in-game che ti permette di acquistare pacchetti. Sì, ci sono anche le microtransazioni, ma saranno necessarie solo se desideri velocizzare questo processo. Quindi avrai accesso a un mazzo competitivo senza dover mettere mano al portafoglio, ma dovrai “solo” vincere tanto. Senza contare che è possibile anche creare le carte che desideri grazie ad un intuitivo sistema di crafting visto anche in altri CCG, così da rendere questo procedimento ancora più veloce, se sai già quali carte desideri nel tuo deck.

Yu-Gi-Oh Master Duel drago bianco occhi blu
Fonte: Konami

La modalità multiplayer si divide in due tipi di partite diverse ed un extra. Infatti stiamo parlando di partite casuali, ranked (classificata) ed infine gli eventi. Al momento questi ultimi non sono ancora disponibili, ma è possibile immaginare che si tratti di tornei speciali – come accade in Yu-Gi-Oh Duel Links – oppure degli eventi crossover.

Ora concentriamoci sulle partite, che sono letteralmente il cuore pulsante di Master Duel. Le partite casuali ti permettono di creare(o entrare)in “stanze duello”in cui partecipare a scontri amichevoli, un’ottima occasione per comprendere come giocano le “persone vere” e farti un’idea su quali siano i deck “meta”. Per quanto concerne le Ranked, ti consentono di scalare la classifica e diventare il giocatore di Yu-Gi-Oh! Master Duel più forte. I Ranghi sono molto classici: al momento vanno dal Bronzo al Platino, ma probabilmente in futuro anche questo aspetto verrà ampliato. Ovviamente riceverai dei premi speciali in caso di vittoria o di “scalata di Rango”, come gemme(valuta di gioco)o mini pacchetti di carte.

Descriverti per filo e per segno come funziona una lotta in Yu-Gi-Oh! Master Duel è un discorso che meriterebbe un articolo a sé stante, ma posso spiegarti brevemente come funziona: avrai a disposizione tre tipi di “carte base” divise in mostri, magie e carte trappola. I mostri hanno un valore in Stelle che ti farà capire se possono essere evocati immediatamente o se richiedono qualche azione extra. Mentre gli incantesimi e le carte trappola possono essere lanciate quando vuoi, anche “coperte”, così da attivarle solo vengono rispettate le condizioni scritte sulla carta stessa.

Yu-Gi-Oh Master Duel link
Fonte: Konami

Ogni mostro ha un valore di attacco e di difesa che determinerà in quale posizione vale la pena metterlo. Il tuo obiettivo è eliminare tutte le carte avversarie così da poter danneggiare i Life Points del rivale e ridurli a zero. Troverai una miriade di meccaniche più o meno complesse, come tutti i tipi di evocazione(Xyz, Link, Pendulum e tante altre), ma non posso spiegarti tutto nel dettaglio, poiché un’infarinatura generale richiederebbe un articolo a parte.

L’unico difetto di questo titolo sta nella durata delle partite, che spesso risultano davvero lunghe. Sì, a volte si raggiungono anche i 30 minuti, il che per un TCG che può essere giocato in “movimento” sembra un tantino esagerato. Senza contare che è disponibile anche per smartphone Android e iOS, dunque il concetto di “handheld” è molto spinto. Per questa ragione, è molto meglio giocarlo quando sai di avere tempo. Inoltre, uno dei fattori che “rovina” un po’ l’esperienza sta nelle prime battute dei match. Quando si parte per secondi, e il giocatore che abbiamo davanti è particolarmente avvezzo al titolo in questione è molto probabile che perderai nei primi turni senza avere possibilità di risposta. Il che può diventare frustrante, poiché non si impara nulla. E senza poter imparare non è possibile migliorare.

Devo comunque ammettere che Yu-Gi-Oh! Master Duel è decisamente un titolo che riesce nel suo intento, almeno considerando il gameplay. L’unica cosa che resta da giudicare, ma per questo ci vorrà del tempo, è il post-lancio. Ma la situazione sembra rosea.

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Risvegliare un passato mozzafiato

Dal punto di vista dell’aspetto tecnico, tutto ciò che riguarda Yu-Gi-Oh! Master Duel è davvero ben realizzato. L’unica pecca sono i testi molto piccoli delle carte, tant’è vero che Konami ha dovuto trovare un’alternativa per mostrare cosa una determinata carta può fare. La colonna sonora del titolo è estremamente gradevole e accompagna il giocatore in tutte le sue azioni. Gli effetti sonori e visivi danno già l’idea di quello che sta per scatenarsi sulla board e se una carta è forte o meno, dunque anche solo stando attenti a questi dettagli si riesce a capire costa sta succedendo sul campo di battaglia.

Yu-Gi-Oh Master Duel battaglia
Fonte: Konami

A questo proposito ti posso dire che gli sviluppatori hanno voluto realizzare diversi “campi” dove giocare, e saranno tutti disponibili all’acquisto tramite moneta in-game. Sono realizzati in modo davvero eccelso e danno il meglio su home console, rispetto alla versione Nintendo Switch, che invece ha delle pecche tecniche, soprattutto dal punto di vista grafico.

Ne vale la pena?

Ma vale la pena scaricare Yu-Gi-Oh! Master Duel? La risposta è sì, ma solo se sei davvero appassionato del TCG. Questo gioco ti pone davanti un competitivo agguerrito e mutevole. Stare al passo non è così semplice come con altri giochi di carte. Certo, dato che è disponibile come free to play vale la pena provarlo, magari diventerai il prossimo campione!

Dettagli e Modus Operandi

  • Genere: Gioco di Carte Collezionabili
  • Lingua: Italiano
  • Multiplayer: Sì
  • PrezzoFree to Play

Ho duellato con altri giocatori e con l’intelligenza artificiale per circa 10 ore prima di scrivere questa recensione.

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Editoriali Guide

Pokémon Colpo Fusione: i migliori mazzi del meta

Il meta di Pokémon GCC si sta stabilizzando e finalmente possiamo tirare le somme, analizzando i migliori mazzi del meta di Colpo Fusione.

Il mazzi più forti del momento del gioco di carte collezionabili Pokémon sono cambiati, perché il Mew Genesect è il nuovo mazzo da battere. Mew Genesect è basato su Mew VMAX, pokémon colpo fusione psico con debolezza buio e resistenza lotta. Di conseguenza, tutti i mazzi con debolezza psico sono svantaggiati e i pokémon lotta, come Urshifu VMAX, stanno diventando sempre più rari. D’altro canto, i mazzi buio hanno trovato nuovi giocatori.

Tutto questo ha portato a un nuovo meta in cui bisogna scegliere se giocare Mew Genesect, un mazzo che lo countera o altre liste che prima avevano meno spazio a causa di Urshifu.

Mew Genesect

Mew Genesect sfrutta tutte le migliori carte dell’espansione Colpo Fusione e il risultato è strepitoso. Il funzionamento del mazzo è lo stesso già visto per Mew & Mewtwo GX. Colpo Fusione Incrociato di Mew VMAX ti permette di attaccare usando l’attacco dei pokèmon Colpo Fusione nella tua panchina (costo due). In questo caso, l’unico veramente disponbile è Tecnobotto di Genesect V.

Nonostante i danni non siano molti, il mazzo funziona bene, grazie alla conosistenza fornita dagli strumenti Colpo Fusione e dall’abilità di Genesect V:

Una sola volta durante il tuo turno, puoi pescare fino ad avere in mano un numero di carte uguale a quello dei tuoi Pokémon Colpo Fusione in gioco.

Ability: Sistema Colpo Fusione di Genesect V

Lo scopo è avere, il prima possibile, tanti Genesect V. Per questo motivo, il Superpass VIP Lotta è molto importante. Infine, Compressa Energetica e Leggiadria di Camelia fanno il resto.

Migliori mazzi buio: Gengar VMAX e Sableye Inteleon

Il modo migliore per counterare un mazzo pokémon è sfruttare la sua debolezza. Ti consiglio quindi di usare i migliori mazzi buio attualmente disponibili nel meta di Colpo Fusione: Gengar VMAX e Sableye Inteleon.

Gengar VMAX è una nuova carta Colpo Singolo con una strategia semplice: fare un sacco di danni. Gli attacchi di Gengar VMAX sono due: Paura e Ansia, e Gigainghiottire. Il primo (costo due) infligge 60 danni per ogni Pokémon V (e GX) dell’avversario. Il secondo fa 250 danni, ma non permette di attaccare al turno successivo.

Il mazzo Gengar VMAX funziona grazie ai suoi potenti supporti. Il più importante è Houndoom, la cui abilità fornisce un’Energia Colpo Singolo a Gengar VMAX ogni turno. Il Boato Colpo Singolo di Houndoom velocizza il caricamento di Gengar VMAX, che puoi anche ritirare facilmente con Energia Oscurità Nascosta; infatti, questa energia annulla i costi di ritiro di tutti i pokémon buio.

Sableye Inteleon è tornato di moda perché Sableye V è un pokémon buio (base), che grazie a Inteleon può mettere KO qualsiasi pokémon VMAX. L’attacco principale di Sableye V infligge 60 danni extra per ogni segnalino presente sul pokémon avversario attivo. Diventa dunque molto interessante la combo con l’abilità di Inteleon, che aggiunge segnalini danno ai pokémon avversari. Ovviamente, la strategia è devastante contro i pokémon deboli al tipo buio.

Il ritorno di Jolteon VMAX e Zacian V

La dipartita dei mazzi lotta e la scarsa presenza di pokémon fuoco, ha dato una seconda possibilità a due vecchie conoscenze: Jolteon VMAX e Zacian V.

Jolteon VMAX è presente in meta con due mazzi già visti con Evoluzioni Eteree, espansione ancora oggi molto importante. Il primo è il classico Jolteon Inteleon, mentre il secondo è una versione simile con Jolteon VMAX e Zigzagoon. Entrambi sfruttano il velocissimo Jolteon VMAX, che può attaccare un membro della panchina avversaria per 100 danni, a cui si aggiungono i segnalini danno di Inteleon o Zigzagoon.

Zacian V ha un’abilità fortissima. Spada Indomita permette di caricare velocemente qualsiasi pokémon metallo. Per questo motivo, Zacian V è usato in due versioni: in un mazzo con Duraludon VMAX e in uno con Zamazenta V.

Duraludon VMAX non ha debolezze e, soprattutto, previene tutti i danni dei pokémon che hanno energie speciali assegnate. Questa abilità gli permette di resistere almeno due turni in battaglia, il tempo necessario per fare 440 danni. Zamazenta V, invece previene tutti i danni dei VMAX e il suo attacco fa scartare un’energia speciale all’avversario. In altre parole, countera perfettamente il meta attuale.

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Recensioni

Inscryption – Recensione Spoiler: una geniale follia

Recensione in BREVE

Inscryption demolisce tutti i preconcetti sui giochi indie. Quando abbiamo pensato di essere davanti a un breve, ma solido card game, che per motivi di budget era arrivato verso la fine del suo ciclo narrativo, il titolo ha cominciato realmente la sua strada verso una geniale follia. Vedere la quarta dimensione abbattuta provoca stupore e divertimento, ma è la trama il punto di forza, che convince fino all’ultima battuta.

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Dopo aver portato a termine Inscryption, ci siamo resi conto che l’opera di Devolver Digitals doveva essere recensita citando anche eventi possibilmente spoiler che possano giustificare il voto ed elogiare il grande lavoro di Daniel Mullins. Per questo motivo, ci siamo presi una lunga pausa dopo il nostro provato per dare il giusto tempo alla community videoludica di conoscere questa nuova perla indie.

Se volete godervi il titolo senza spoiler, vi consigliamo di leggere il nostro provato con la consapevolezza che il gioco nasconde molto di più; in caso contrario, continuate a leggere queste righe prendendo coscienza che andremo a vedere quanto è profonda la tana del Bianconiglio.

Il fotografo della baita

Inscryption è un escape room con meccaniche di card game e sarà così fino alla fine. La nostra odissea inizia all’interno di una casa in legno, dove sin da subito conosciamo il suo inquietante inquilino. Sempre avvolto nel buio e con un modo di fare decisamente violento, ci spiega che vuole fare un gioco con noi. Una premessa decisamente poco rassicurante, che diventa una macabra realtà quando scopriamo le regole.

Dobbiamo affrontare il nostro avversario in un gioco da tavolo, apparentemente di sua invenzione; ci muoviamo su una mappa tendenzialmente lineare, molto simile a quanto già visto in giochi come Slay The Spire ed Hand of Fate. Le caselle consentono di pescare carte extra da inserire nel nostro mazzo oppure di fare incontri con altri personaggi. La parte affascinante di questa avventura è data dal nostro misterioso avversario, che userà una maschera intagliata nel legno per rappresentare ogni personaggio che incontreremo nelle varie caselle. Oltre a questi, ovviamente non mancheranno le battaglie e gli scontri con i boss.

I combattimenti a suon di carte avvengono in una plancia 4×3, in cui una serie di bestie si affrontano per mezzo di due statistiche: attacco e difesa. Quando una creature attacca colpisce direttamente la difesa avversaria, che subisce danni permanenti. Lo scopo della battaglia è colpire direttamente i due giocatori; ogni volta che facciamo del danno al nostro nemico, o viceversa siamo colpiti, una bilancia pende verso il suo, o nostro, lato; quando la pendenza sarà massima, la battaglia termina. Il nostro sequestratore ci dà due possibilità; dopo il secondo fallimento, porrà fine alla nostra vita.

A questa semplice meccanica, si aggiungono gli effetti speciali di ogni creatura come la possibilità di volare colpendo direttamente l’avversario, il veleno o l’immersione acquatica per citarne alcuni. In più, è possibile comporre dei totem che forniscono sigilli specifici a un determinato tipo di creatura.

Il concetto di trial and error è insito in molti giochi, ma Inscryption ha qualcosa di particolare; infatti, prima di ucciderci, il macabro proprietario ci permetterà di creare una carta del nostro tentativo a cui assegneremo anche un nome e una foto. La carta sarà utilizzabile, se pescata in una determinata casella, nella successiva run, che vi assicuriamo sarà più di una.

Sfida sleale

I boss sono tutti diversi tra loro, e a loro modo paurosi. La tensione è vera e il card game, ben bilanciato, non permette molti errori; anche perché Inscryption non sarà sempre un gioco leale. Durante la nostra partita, ci è capitato di battere al primo tentativo uno dei boss, ma il nostro sequestratore ci ha punito spiegandoci che era troppo presto; morte improvvisa e necessità di iniziare da capo.

La slealtà mostrata dal nostro avversario durante le prime battute del card game, ci ha fatto prendere coscienza che forse non sarebbe bastato vincere la partita per fuggire. Questa conferma ci è arrivato molto presto, quando abbiamo dato un senso a quello che abbiamo visto sin dall’inizio. Il gioco ci invita più volte a muoverci all’interno della stanza, come a farci intuire che il gioco di carte è solo una parte del tutto. Andando avanti, questa idea è diventata certezza, ma il modo con cui veniamo accompagnati verso questa scoperta è semplicemente geniale. Sin dalle prime battute, l’ermellino, una delle nostre carte, parlerà con noi e tenterà di aiutarci. A questo seguiranno altre carte parlanti, che ci aiuteranno a porre fine al nostro terrore.

Il Pescatore, Inscryption

Il giorno peggiore della tua vita finora

Nell’esatto momento in cui pensiamo di essere giunti alla fine di un solido videogioco indie, breve ma intenso, è lì che comincia veramente Inscryption. Dopo aver battuto Leshy, questo il vero nome del sequestratore, una serie di brevissimi filmati ci portano dentro la vera storia. Non siamo dei sequestrati all’interno del gioco, ma stiamo impersonando Luke Carder, uno youtuber noto come The Lucky Carder, appassionato di unboxing di giochi di carte. Durante i primi video, scopriamo che Luke si è imbattuto in una manciata di pacchetti di Inscryption, un TCG vintage. Tra i pacchetti, ce ne è uno già aperto contenente le coordinate per trovare la versione digitale di Inscryption.

Rotta la quarta dimensione, il gioco prende dei toni decisamente più cupi; infatti, la casa di sviluppo del gioco, GameFuna, intima a Luke di restituire l’unica versione digitale di Inscryption. The Lucky Carder filma tutto e, in particolare, la sua avventura all’interno del vero Inscryption, un gioco 8-bit scritto su un floppy disk. Improvvisamente, siamo catapultati in un gioco di carte in 2D con visuale a volo d’uccello, particolarmente simile a Pokémon, in generale, e, per la precisione, a Pokémon TCG per Game Boy Color; qui, faremo la conoscenza degli Scriba, potenti entità che regnano su vari domini: Leshy, Scriba delle bestie, è uno di questi.

Luke Carder, Inscryption

Questione di punti di vista

Il capolavoro di Daniel Mullins sta tutto nella trama. Di fatto, c’è una lotta interna tra i quattro Scriba e Luke Carder è sia vittima che speranza di questo nuovo mondo, perché Inscryption è pericoloso e deve essere distrutto. Da qui in poi, le personalità degli Scriba si scontreranno, ognuna con i proprio scopi, dal più nobile al più maligno; superato il capitolo 8-bit infatti, finiremo nuovamente nel mondo 3D di Inscryption, in una situazione praticamente uguale a quella vissuta all’inizio, ma con un altro contesto e un altro Scriba. Personaggi differenti, ma uguale trattamento per il povero protagonista.

Quello che vi abbiamo raccontato è appena la metà del gioco, che proseguirà in un plot twist in cui la vita reale di Luke Carder si scontra con il videogiocatore The Lucky Carder in una dicotomia che si assottiglia sempre di più, capitolo dopo capitolo.

In tutto questo, anche se le regole cambiano leggermente, e si ampliano ulteriormente con nuove interessanti feature, il card game rimane invariato fino alla fine. Questo non significa che sia solo un contorno, anzi. Passo dopo passo, la sfida diventa sempre più impegnativa con dei picchi massimi durante il terzo capitolo dove la programmazione di ogni mossa diventa fondamentale. Rispetto alla trama, il gameplay risente fortemente dei protagonisti in campo e il gioco potrebbe diventare decisamente arduo per i neofiti. Anche noi, che apprezziamo molto i giochi di carte, abbiamo dovuto ripetere svariate volte alcuni punti particolarmente ostici.

Inscryption: Leshy a 8-bit

Arte Caotica

Il primo impatto con Inscryption dà l’idea di un gioco indipendente a bassissimo budget, ma sin da subito si nota la bravura degli sviluppatori nel creare comunque qualcosa di visivamente godibile; però, maschera dopo maschera, Leshy diventa sempre più carismatico ed inquietante. Le ambientazioni sono un po’ spoglie, ma le carte trasudano dettagli e il vero capolavoro sono i nemici e lo stesso Luke, figure che trasudano personalità e impongono, letteralmente, la propria visione.

Dopo un po’ di ore, tutto il contesto visivo ci è sembrato tremendamente vero, anche se i mezzi sono vetusti. Lo stesso vale per le tracce audio, che ci accompagnano in questa follia, a volte esagerando con rumori metallici che ci hanno infastidito per la loro eccessiva rumorosità.

Conclusione

Inscryption prende spunto da diversi titoli della scena indipendente, ma il risultato finale è unico. I più attenti avranno captato principalmente tre titoli che hanno ispirato Daniel Mullins: il già citato Hand of Fate, Doki Doki Literature Club! ed Her Story.

Il gameplay del gioco di carte è ben costruito e la difficoltà crescente è molto simile ad Hand of Fate. Sotto questo punto di vista, Inscryption è un po’ più semplice e meno frustrante, anche se alcuni picchi di difficoltà ci hanno messo a dura prova.

Tra citazioni di Pokémon e Yu-Gi-Oh!, la trama è colei che rende Inscryption superbo. Da Doki Doki Literature Club! è stata presa l’interazione con l’utente e il suo PC, che rende l’avventura intensa e inquietante come una puntata di Black Mirror; infatti, l’opera del Team Salvato si limitava a inorridire il personaggio del gioco, ma mai direttamente l’essere umano dietro lo schermo. Inscryption, invece con i suoi intermezzi creati da attori in carne ed ossa come in Her Story, chiude il cerchio e produce una storia completa, ricca e con qualche punto oscuro volutamente lasciato all’immaginazione della community, che si è subito gettata a capofitto nella sfida.

Se non vi piacciono i giochi di carte, potreste trovare Inscryption frustrante, a tratti noioso. Il terzo capitolo è decisamente lungo, tortuoso e, a volte ripetitivo, ma stiamo parlando di una vera e propria opera d’arte che colpisce tutti gli istinti primordiali di sopravvivenza dell’essere umano. L’essere in costante balia dell’avversario e ritrovarsi in situazioni simili con personaggi differenti, ci ha fatto sentire inermi, facendoci porre domande circa la casualità degli eventi e l’ineluttabilità degli eventi. E quando un videogame ti fa porre queste domande, significa che merita un posto nella nostra libreria.

Dettagli e Modus Operandi

  • Genere: TCG, roguelike
  • Lingua: italiano
  • Multiplayer: no
  • Prezzo19,99€

Ho vissuto la strana vita del Lucky carder per circa 10 ore grazie a un codice gentilmente fornito dal publisher.

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