Quando Pokémon Champions è arrivato su Nintendo Switch e Switch 2, l’8 aprile 2026, buona parte della community competitiva lo ha accolto come un esperimento mai tentato prima: un Pokémon interamente dedicato alle lotte, senza esplorazione, senza cattura, senza una vera avventura da percorrere.
In realtà Game Freak e Nintendo questa strada l’avevano già percorsa, e lo avevano fatto ventotto anni fa, su una console oggi iconica: il Nintendo 64. Pokémon Champions non è un punto di partenza. È l’ultimo capitolo di una saga parallela che ha accompagnato la serie principale fin dalla fine degli anni ’90, fatta di titoli spesso sottovalutati e in alcuni casi quasi del tutto dimenticati.
Ripercorrerla oggi serve a capire da dove arrivano certe scelte di game design di Champions, e soprattutto dove e come è ancora possibile, nel 2026, recuperare questi capitoli per il videogiocatore che non li ha mai provati.
Pokémon Stadium
Uscito il 30 aprile 1990 in Giappone e arrivato in Europa il 7 aprile 2000 su Nintendo 64, Pokémon Stadium fu il primo titolo Pokémon interamente dedicato alle lotte. Il gioco era inizialmente pensato per 64 DD, una periferica a CD prevista per Nintendo 64 e mai realizzata. Scopo del gioco era scegliere una squadra di sei Pokémon e affrontare tutte le varie competizioni presenti, dalla più facile alla più difficile.
Dobbiamo anche aggiungere, per completezza, che Pokémon Stadium è in realtà il secondo titolo della saga. Il primo titolo fu in realtà Pocket Monster Stadium, uscito nel marzo 1998 solo in Giappone. Si tratta a tutti gli effetti di una sorta di versione “monca” del successivo Stadium, che offriva solo 42 Pokémon (solo le forme evolute). Per il resto, si tratta di un gioco quasi del tutto identico allo Stadium “classico”, quindi qui ci limiteremo a ricordarla.
Tornando a Stadium, Il gioco permetteva di scegliere tra una serie di Pokémon preinstallati o di trasferire le proprie creature direttamente dalle cartucce di Pokémon Rosso e Blu (o verde in Giappone). Pur basandosi su un concept molto semplice e pur essendo privo di una vera trama, Stadium riusciva ad appassionare per la difficoltà e profondità delle lotte, molto più complesse rispetto a quanto visto nei titoli portatili.
Una volta superate le quattro coppe principali, stadium permetteva di affrontare anche i capipalestra e il rivale del gioco originale, tutti dotati di squadre molto più forti rispetto al passato. Il tutto culminava in un epica sfida contro Mewtwo, il Pokémon più forte in assoluto. Era anche possibile affrontare diversi mini giochi e persino giocare ai titoli Game Boy tramite emulatore. Il gioco ottenne un ottimo successo, soprattutto grazie al fascino che offriva la possibilità di giocare coi mostriciattoli preferiti in versione 3d.
Pokémon Stadium 2

Come era inevitabile, visto il successo del primo gioco, Nintendo decise di proporre un sequel anche per la serie Stadium, che vide la luce tra 2000 e 2001, sempre per Nintendo 64. Il gioco, pur rimanendo molto simile al suo predecessore, presentava diverse novità.
Come prevedibile, Stadium 2 faceva riferimento agli episodi oro e argento, dedicati alla seconda generazione di Pokémon. Oltre a presentare un numero molto più elevato di creature (251) il gioco implementava anche tutte le novità del combat system di Oro e Argento. Erano quindi presenti nuovi tipi di Pokémon (tra cui buio e acciaio), esisteva la possibilità di equipaggiare oggetti durante la lotta e le condizioni atmosferiche influenzavano alcuni attacchi.
Oltre a questo, il gioco proponeva alcune nuove modalità, tra cui l’accademia Pokémon di Earl, una sorta di maxi-tutorial, e la possibilità di addobbare la propria stanza. Grazie alla funzione Dono Segreto, era anche possibile ottenere oggetti esclusivi. Anche la difficoltà di gioco venne ulteriormente ampliata, per venire incontro agli allenatori più esigenti.
Nonostante l’uscita tardiva, quasi a ridosso dell’arrivo del Gamecube, il gioco ottenne ottime vendite, dimostrando come l’affetto dei fan verso i mostriciattoli tascabili fosse quasi inattaccabile.
Pokémon Colosseum
Nel 2003 uscì per Nintendo gamecube Pokèmon Colosseum. Si trattò di una vera e propria svolta rispetto ai predecessori. Stavolta infatti, il gioco non si limitava a proporre una serie di sfide competitive, ma presentava una vera e propria trama. Si trattava insomma di un vero e proprio RPG, con sessioni di esplorazione e moltissime interazioni coi personaggi che abitano il mondo di gioco.
La trama di Colosseum ruota intorno alla presenza di alcuni Pokémon corrotti dall’oscurità. Una volta liberate, queste creature possono essere “rubate” agli allenatori avversari, andando così ad ampliare il nostro roster di Pokémon. Colosseum proponeva anche un battle mode, tutto incentrato sulle lotte.
A proposito di lotte, essendo il gioco focalizzato sui pokémon di terza generazione (quella di rubino, zaffiro e smeraldo), introduceva anche le lotte in coppia, che diventano il vero cuore pulsante dell’esperienza, dal momento che propongono una serie di possibilità tattiche infinitamente superiore alle lotte in singolo.
Sia l’accoglienza della critica che quella dei giocatori furono estremamente positive e permisero a Colosseum di diventare una vera e propria killer application per il 128 bit Nintendo, sebbene molti giocatori lamentassero la sua ripetitività e la bassa qualità delle animazioni.
Pokémon XD: Tempesta Oscura
Nel 2005 uscì, sempre per Gamecube, il sequel diretto di Colosseum, ovvero Pokémon XD: Tempesta oscura. Il gioco riproponeva una trama e un’atmosfera sulla falsariga di Colosseum, aggiungendo tutta una serie di migliorie. Tra queste ultime, la principale fu sicuramente la presenza delle Aree Poké, zone speciali in cui era possibile catturare i Pokémon.
Anche le interazioni con i Pokémon Ombra furono molto approfondite, dal momento che presentavano nuove mosse e tutta una serie di punti di forza e debolezza inediti. Anche il processo di purificazione dei Pokémon ombra venne velocizzato e semplificato.
Anche le lotte vennero ampliate grazie all’inserimento del Monte Lotta e delle Arene Orre, una sfida sbloccabile durante l’End Game particolarmente difficile ed impegnativa. Nonostante questo, le vendite furono sensibilmente più basse rispetto a Colosseum, anche a casa dell’uscita a ridosso della fine del ciclo vitale di Gamecube.
Pokémon Battle Revolution

Nel 2006 fu la volta di Pokémon Battle Revolution su Wii, ultimo episodio della serie. Nintendo compì la strana scelta di tornare alla formula originale. Dunque niente più trama ed elementi RPG, ma un enorme numero di colossei e sfide ambientate nella città di Pokétopia.
Il gioco proponeva una profonda connettività con il Nintendo DS, offrendo ai giocatori di trasferire liberamente le loro creature, utilizzare il DS come controller e soprattutto di effettuare delle sfide online. Purtroppo, Battle Revolution si rivelò decisamente scarno per quanto riguarda i contenuti, soprattutto per il gioco in singolo. Non erano presenti infatti né mini giochi, né una trama e nemmeno una reale progressione ma soltanto una lunghissima sequenza di sfide di ogni genere.
Queste mancanze causarono una pessima ricezione del gioco da parte della critica. Nonostante ciò, Battle Revolution riuscì a piazzare 1,2 milioni di copie, soprattutto per l’appeal offerto dalla possibilità di vedere i nostri Pokémon con una grafica più dettagliata e modelli più definiti.
Pokémon Champions: l’eredità di Stadium nel 2026

Pokémon Champions, disponibile su Nintendo Switch e Switch 2 dall’8 aprile 2026, è il primo vero ritorno della saga dopo Battle Revolution, e la missione è la stessa che animava il primissimo Pocket Monsters Stadium: creare un ambiente unico, gratuito (è un titolo free to start), dedicato esclusivamente alle lotte competitive, con tipi, abilità e mosse della serie principale al centro dell’esperienza.
Il lancio, però, non è stato indolore. La community ha contestato soprattutto il roster iniziale, fermo a 186 Pokémon su un totale di oltre 1.000, l’assenza delle lotte singole 6 contro 6 e un frame rate bloccato a 30fps anche su Switch 2. The Pokémon Company ha riconosciuto i problemi e promesso aggiornamenti, ma nelle prime settimane il giudizio della critica è stato tutt’altro che entusiasta.
Nei prossimi giorni, però, la storia di Champions si allarga ancora: dal 17 giugno 2026 il gioco arriva anche su iOS e Android, con supporto al cross play verso Nintendo Switch. È lo stesso obiettivo che muoveva Pocket Monsters Stadium nel 1998, un ambiente unico per le lotte Pokémon, applicato però a una scala e a un pubblico che ventotto anni fa erano semplicemente impensabili.
Dove giocare oggi ai vecchi capitoli della saga

Per il videogiocatore che oggi volesse ripercorrere la saga, buona parte del lavoro è già stata fatta da Nintendo. Pokémon Stadium e Pokémon Stadium 2 sono entrati a far parte del catalogo Nintendo 64 di Nintendo Switch Online + Pacchetto Aggiuntivo dal 12 aprile 2023, e restano il modo più semplice per provare l’origine della saga.
Il recupero più importante riguarda però Pokémon Colosseum e Pokémon XD: Tempesta Oscura. Entrambi i titoli sono entrati nella libreria GameCube di Nintendo Switch Online, esclusiva per Nintendo Switch 2, a partire dal lancio della console nel giugno 2025. Per la prima volta dopo vent’anni, i due capitoli RPG della saga sono accessibili legalmente al di fuori dell’hardware originale.
Resta fuori solo Pokémon Battle Revolution, ancora prigioniero del Wii e privo di una via di accesso ufficiale sull’hardware attuale. È l’unico vero buco nella disponibilità della saga, e probabilmente quello che pesa meno: tra i sei capitoli, è anche quello meno rimpianto dai veterani.
Il verdetto: qual è il miglior capitolo della saga Pokémon Stadium

Guardando indietro ai sei capitoli, la saga Stadium racconta una serie che ha sempre faticato a trovare una propria identità stabile: due titoli a torneo puro, due RPG, un ritorno al torneo e ora un free to start multipiattaforma. Eppure è proprio in questa incoerenza che si nasconde il valore dell’operazione.
Pokémon Stadium 2 resta, dati alla mano, il capitolo più riuscito: il roster più ampio della serie N64, un combat system già vicino agli standard moderni e una cura nei contenuti accessori, dall’Accademia alla stanza personalizzabile, che nessun altro episodio ha mai replicato. Pokémon Colosseum, pur con tutti i suoi limiti tecnici, resta però il titolo più coraggioso: l’unico che ha provato davvero a fare di un gioco di lotta un’opera con un’identità narrativa propria.
Pokémon Champions, nel 2026, non eredita la cura di Stadium 2 né l’ambizione di Colosseum. Eredita però la missione originale del 1998: un ambiente unico, dedicato alle lotte, capace di parlare tanto ai veterani quanto ai neofiti. Per questo, al netto dei problemi del lancio, resta il capitolo più importante della saga dai tempi di Pocket Monsters Stadium. Dopo ventotto anni, Game Freak ha scommesso di nuovo, con tutto il peso del brand, su un’idea che nel 1998 sembrava poco più di un esperimento.

