Appassionato di videogiochi fin da bambino, tramite il commodore 64 del mio papà. Grande fan sia di Sony che di Nintendo, con una grande passione per le avventure ed i picchiaduro. Laureato in lettere e amante di lettura e scrittura.
Da pochi giorni, precisamente dal 10 aprile, The Rogue Prince of Persia è disponibile anche in edizione fisica. Il gioco offre un’avventura emozionante, con un ritmo serrato e una colonna sonora molto coinvolgente
The Rogue unisce elementi platform con tipologie di gioco tipiche dei roguelite. Il sistema di combattimento è fluido e reattivo e sfrutta le abilità del principe in ampie sessioni di esplorazione e corsa ad ostacoli. Il gioco prevede naturalmente che il giocatore fallisca numerose volte, migliorando via via il suo gioco e riuscendo progressivamente a superare tutti gli ostacoli.
Oltre all’edizione standard, è disponibile anche una Rogue Prince of Persia: Immortal Edition che include una Steelbook, tre carte artistiche premium, un poster bifacciale con amuleti, armi e strumenti del gioco da un lato e una splendida illustrazione dall’altro.
Nintendo ha deciso di dare una vera svolta alle lotte Pokémon tramite il lancio di Pokémon Champions. Il gioco è disponibile sul Nintendo eShop per le console Nintendo Switch 2 e Nintendo Switch a partire dal giorno 8 aprile. La versione per dispositivi mobili arriverà invece nel corso dell’anno.
Pokémon Champions vuole essere il punto di riferimento per le sfide competitive dedicate ai Pokémon. Niente esplorazione e catture, dunque, ma solo i classici combattimenti a turni, basati su meccaniche familiari, ma estremamente profonde e stratificate. Le principali sono quelle legate ai tipi, alle abilità passive e alla scelta delle mosse. Soprattutto nelle battaglie in doppio, da sempre il punto di riferimento per il competitivo, la strategia e la preparazione saranno alla base di ogni successo.
Il gioco è stato distribuito soprattutto attraverso il bundle Pokémon Champions + Pacchetto introduttivo. Oltre al gioco base, esso include dei vantaggi aggiuntivi che agevoleranno gli aspiranti Campioni nella loro scalata verso la gloria. Questa scelta ha tuttavia prestato il fianco a numerose critiche, dal momento che nel Nintendo Shop viene mostrato prima questo pacchetto rispetto alla versione gratuita. Questa piccola “trappola” ha saputo attirare numerosi giocatori, che non si sono accorti della presenza della versione free to play.
Tutti gli Allenatori che effettueranno l’accesso a Pokémon Champions entro lunedì 31 agosto 2026 riceveranno in regalo Dragonite e 100 coupon rapidi. Tramite il pass lotta della prima stagione è possibile ottenere una Dragonitite, pietra che permette al nostro Dragonite, di megaevolversi nel potente MegaDragonite.
A partire da aprile, il programma Play! Pokémon adotterà Pokémon Champions come software principale per il circuito competitivo dei Campionati di Videogiochi (VGC). L’uscita del gioco ha subito attirato una grande attenzione, sia nel bene che nel male. Tuttavia, vi rimandiamo alla nostra recensione, di prossima uscita, per saperne di più!
Come ogni anno, 2K games ci regala la nuova versione del suo simulatore di wrestling, divenuto ormai il punto di riferimento per tutti gli appassionati di questa particolare disciplina, ovvero WWE 2K26. Nonostante alcuni scivoloni (come l’edizione del 2020) i titoli di questa saga si sono sempre caratterizzati per una buona qualità e per un grande affetto per tutto l’universo WWE. Come sarà andata quest’anno? Scopriamolo insieme.
Il ritorno del Best in the World
Come molti di voi sapranno, la modalità showcase di WWE 2K26 è dedicata ad uno degli atleti più amati (e discussi) dell’ultimo decennio, ovvero Phil Brooks, in arte CM Punk. Sebbene l’atleta di Chicago sia un personaggio molto divisivo (anche qui in redazione abbiamo diversi suoi detrattori, tra cui chi scrive), incentrare questa modalità su di lui è certamente una scelta vincente.
Nel corso della sua carriera, infatti, Punk ha vissuto diverse faide estremamente ben scritte e coinvolgenti. Come nel titolo precedente, non ci verrà solo chiesto di ripercorrere alcuni di questi storici match. L’obiettivo sarò infatti “cambiare la storia”, vendicando alcune delle sconfitte più cocenti patite dall’atleta di Chicago.
Lo Showcase di WWE 2K26 però fa un ulteriore passo in avanti. Questa volta, infatti, viene introdotta un’intera serie di scenari “What if ?”, proponendo una serie di scenari ipotetici che avrebbero potuto verificarsi nel caso in cui Punk non avesse mai abbandonato la compagnia nel 2014. Dovremo anche affrontare una serie di dream match che opporranno il nostro CM Punk a diverse leggende del passato.
Nel complesso, abbiamo apprezzato questa modalità decisamente di più rispetto all’anno passato, sia per la maggior importanza e qualità degli incontri proposti sia per lo sforzo di mostrare realmente qualcosa di nuovo. Anche il livello di sfida si assesta su buoni livelli, dal momento che alcuni degli obiettivi proposti sono tutt’altro che semplici da realizzare.
Ascesa e riscossa
Come ormai da diverse edizioni a questa parte, torna anche in WWE 2K26 la modalità MY RISE. Si tratta di una sorta di modalità storia in cui, alla guida della nostra superstar personalizzata, dovremo farci strada verso la conquista della gloria nel palcoscenico WWE.
La storia di quest’anno si intitola The Comeback e ci mette nei panni di una Superstar, maschile o femminile, in base alla nostra scelta, che compie il suo ritorno in WWE dopo un periodo di inattività. In seguito ad una cocente sconfitta, il nostro eroe dovrà ricostruire la sua carriera e rilanciarsi ripartendo nuovamente dal basso.
La storia prosegue attraverso una lunga serie di incontri, durante i quali verrà talvolta richiesto anche di soddisfare determinati obiettivi. Tra un incontro e l’altro saremo chiamati anche a compiere determinate scelte, che andranno sia ad influenzare l’attitudine della nostra superstar (face o heel, ovvero buono o cattivo) sia a modificare il nostro percorso, proponendoci sottotrame differenti in base alle nostre decisioni.
Sarà possibile consultare in ogni momento il nostro avanzamento, per vedere quali storie abbiamo sbloccato e quali snodi non abbiamo ancora visto. Questa modalità permette anche di salvare fino a tre storie differenti, in modo da rendere più semplice vivere tutte le varie storylines.
Sebbene The Comeback risulti piacevole e scorrevole, dobbiamo segnalare la totale mancanza di novità rispetto al passato, che penalizza in parte la fruizione dell’esperienza, dal momento che, per tutti coloro che hanno giocato i titoli precedenti, si tratta di qualcosa di già visto.
Lotta tra fazioni… a prezzi salati
Torna anche quest’anno la modalità My Faction, attraverso la quale è possibile creare il proprio dream team di wrestler attraverso una serie di carte collezionabili. Ad ogni carta, suddivise per rarità e potenza, corrisponde una particolare versione del wrestler rappresentato.
Rispetto all’edizione dell’anno passato, My Faction torna sostanzialmente invariata. Anche quest’anno è possibile affrontare le sfide live, che vengono costantemente aggiornate, sfidare altri giocatori in modalità multiplayer o dedicarsi alle tre modalità single player, ovvero World Tour, Torri settimanali e Lotta tra fazioni.
A differenza della scorsa edizione, stavolta non vi sarò distinzione tra la divisione maschile e femminile. Dovremo gestire una sola squadra, composta da quattro membri, andando ad alternare i wrestler in base ai requisiti delle sfide che andremo ad affrontare.
Purtroppo, l’edizione 2K26 rende ancora più invasiva la presenza delle microtransazioni. Utilizzare denaro reale per l’acquisto di pacchetti e superstars velocizza davvero di molto i progressi nel gioco e questo finisce col penalizzare tutti coloro che non desiderano investire denaro nella modalità.
Come se non bastasse, WWE 2K26 introduce anche un season pass, con numerose ricompense sbloccabili in un periodo di tempo limitato. Anche in questo caso, è disponibile anche un pass premium, che offre contenuti molto più ricchi ed interessanti rispetto alla versione standard.
L’isola dei V.I.P.
Anche la modalità The Island, che fa il suo ritorno quest’anno, risente pesantemente della presenza delle microtransazioni. Archiviato il dominio del Tribal Chief, l’isola è ora divisa tra tre fazioni, ovvero Anarchy, guidata da Punk, Shadows, con alla guida Rhea Ripley ed infine Tradition, il dominio di Cody Rhodes.
Dopo aver creato la nostra Superstar, dovremo decidere a quale fazione unirci. La modalità si sviluppa poi come una sorta di gioco di ruolo online. Il giocatore può muoversi liberamente attraverso l’isola, partecipare alle sfide multigiocatore al suo interno, interagire con gli altri avatar degli altri giocatori e acquistare potenziamenti e abbellimenti per il nostro personaggio.
A differenza dell’edizione passata, in WWE 2K26 la modalità The Island è molto incentrata sulle torri, ovvero una serie di scontri da vincere in sequenza senza possibilità di recuperare la propria energia, simili a quelle presenti nella modalità sfida tra fazioni di My Faction.
Abbiamo trovato questa modalità riuscita solo in parte. Le trame legate alla storia principale sono infatti abbastanza raffazzonate e poco curate e non invogliano a proseguire il percorso. Inoltre, sia potenziare il personaggio, sia aumentarne il prestigio, sia ottenere i collezionabili necessita di molti punti Vc. Sebbene sia possibile ottenerli semplicemente giocando, spendere denaro reale velocizza e semplifica di molto le operazioni. Si tratta di una modalità in costante evoluzione, dunque non ce la sentiamo di bocciarla in maniera netta, tuttavia non possiamo nascondere la nostra delusione.
Un universo da esplorare
Per quanto riguarda le altre modalità di gioco, WWE 2K26 offre la stessa varietà a cui gli altri titoli della serie ci hanno abituati. Troviamo quindi la modalità MYGM, sorta di manageriale in cui, nei panni di un General Manager, dobbiamo guidare il nostro brand alla vittoria.
Torna anche il classico WWE Universe, modalità Sandbox in cui possiamo seguire le peripezie di un singolo atleta o addirittura gestire tutti gli show, gli incontri e le rivalità. Ancora una volta, è possibile anche aggiungere show totalmente personalizzati, con superstars create o scaricate dalla community.
Per il resto, sono disponibili moltissime varianti per i match singoli. Sebbene 2K26 non aggiunga nuove stipulazioni, sono state aggiunte diverse varianti per i Gauntlet match e altri particolari incontri. Anche alcune stipulazioni piuttosto macchinose, come i TLC, sono ora diventate più scorrevoli. Fa anche il suo ritorno l’Inferno Match, a lungo relegato nel dimenticatoio.
Dal punto di vista delle opzioni e della personalizzazione, il gioco si mostra molto completo e offre un numero esorbitante di possibilità. Anche per quanto riguarda l’online, è possibile sia creare la propria lobby sia cercare tra quelle impostate da altri, in modo da trovare il match più adeguato ai nostri gusti. Non sono invece presenti le partite classificate, riservate alla modalità The Island.
Pur senza introdurre nuove modalità o novità sostanziali, WWE 2K26 propone un’offerta davvero ricca e variegata. Inoltre, 2K games ha fatto un ottimo lavoro per rendere i menù di selezione estremamente chiari. Muoversi tra le varie modalità e stipulazioni è davvero semplice ed intuitivo, oltre che bello da vedere, dal momento che ogni stipulazione è accompagnata da un’immagine esplicativa.
Formula consolidata…con qualche scivolone
Dal punto di vista del gameplay, WWE 2K26 si presenta con ben poche variazioni rispetto all’edizione passata. Il gioco risulta, nel complesso, leggermente più fluido, ma permangono tutte le incertezze passate, in particolare nella gestione delle distanze e del sistema di puntamento.
Tra le innovazioni, segnaliamo la possibilità di spingere l’avversario in clich fino alle corde, per proseguire la nostra offensiva con maggior varietà. Sono stati inseriti anche una serie di piccoli mini giochi che precedono l’inizio dello scontro. Per esempio, è possibile scegliere se assalire subito l’avversario, sfidarlo in una gara di sguardi o stringergli la mano.
Fanno il loro ritorno sia il mini-gioco legato alle prese tecniche sia i due sistemi di sottomissione, legati alla pressione rapida del tasto di attacco o all’uso della leva analogica destra per sfuggire alla presa avversaria o serrarla, nel caso si sia in attacco.
La novità più interessante è forse l’inserimento di una nuova visuale, definita “In terza persona”. Scegliendo questa opzione è possibile affrontare gli incontri con una visuale dinamica, che può essere modificata in ogni momento tramite lo stick analogico destro. Una scelta interessante, ma che crea problemi in fase di gameplay. Tutti i movimenti legati alla levetta destra devono infatti essere eseguiti premendo anche uno dei dorsali. Per chi gioca questa serie da anni, questo diventa un problema a causa della memoria muscolare ormai consolidata.
Anche dal punto di vista tecnico, WWE 2K26 appare sostanzialmente invariato rispetto all’edizione precedente. Lottatori, sfondi e pubblico sono nel complesso ben realizzati e si muovono ottimamente, sebbene alcune animazioni subiscano dei leggeri bug, soprattutto negli scontri più affollati (su cui torneremo). Dobbiamo però segnalare una maggior cura nella realizzazione dei visi, soprattutto per quanto riguarda le superstars femminili.
Una serie di problemi
Purtroppo, WWE 2K26 è afflitto da diverse problematiche. Anzitutto, nel corso dei test siamo incappati in diversi bug. Nelle modalità The Island e My Faction il gioco si è inceppato di colpo, costringendo a ricaricare più volte il salvataggio e addirittura ad abbandonare la torre appena iniziata. Come se non bastasse, soprattutto durante i match che includono più di due o tre atleti sul ring, il gioco è stato afflitto da diversi rallentamenti. Durante le interferenze, capita addirittura che alcuni personaggi scompaiano di netto.
Oltre a questi difetti di programmazione, il gameplay soffre anche di diverse sbavature. Ancora una volta, il sistema di puntamento del gioco spesso è troppo lento a rispondere ai comandi e ciò causa attacchi al personaggio sbagliato e altre sbavature in grado di creare forti irritazioni nei giocatori. Anche la gestione delle distanze non sempre è precisa in modo adeguato. I nostri attacchi spesso vanno completamente a vuoto per questione di millimetri e anticipare le mosse avversarie risulta a volte frustrante e macchinoso.
Anche il motore grafico non è esente da difetti. Se durante il gamplay, come abbiamo visto, l’aspetto dei wrestler appare migliorato, lo stesso non si può dire per le scene di intermezzo. In queste fasi, infatti, i volti delle nostre stelle appaiono molto irrealistici e poco definiti, creando un effetto ben poco gradevole.
WWE 2K26 ripropone la formula, ormai consolidata, dei suoi predecessori. Il gioco offre una modalità showcase interessante e funzionale, un’ottima varietà di match e modalità di gioco ed un comparto tecnico di buona fattura, seppur con alcune sbavature. Purtroppo, una serie di bug tecnici, diversi problemi di gameplay e la presenza massiccia delle microtransazioni finiscono col pregiudicare la riuscita finale del perodotto. Se siete fan del wrestling e della wwe potete procedere tranquillamente con l’acquisto, altrimenti valutate con attenzione.
Nintendo ha pubblicato da poco l’aggiornamento 1.6.1 a Mario Kart World. Si tratta di un update non particolarmente impattante, volto più a correggere ed aggiustare vari elementi. Alla fine di marzo era arrivato l’aggiornamento 1.6.0, che ha apportato diverse novità importanti, come la nuova modalità battaglia Bob-omb Blast. Quest’ultimo aggiornamento, invece, come già detto, è quasi unicamente correttivo.
L’update 1.6.1 di Mario Kart World è stato rilasciato nella serata tra il 9 e il 10 aprile. Si tratta di un aggiornamento completamente gratuito, che viene applicato all’avvio o in background. L’aggiornamento arriva peraltro a breve distanza dall’ update di sistema 22.1.0 per Nintendo Switch e Switch 2.
Ecco la lista dei cambiamenti principali effettuati dall’aggiornamento in questione:
È stato risolto un bug per cui, in alcuni casi, non si otteneva un aumento di velocità all’atterraggio dopo aver iniziato una corsa su binario a seguito di un “Jump Boost” o di un’azione simile.
Risoluzione di un bug per cui il gioco terminava quando si passava dalla modalità TV alla modalità portatile o da tavolo dopo aver avviato una partita con tre o più giocatori in modalità multigiocatore.
Mouse: P.I. for Hire è stato mostrato con un trailer di lancio davvero coinvolgente. Si tratta, come già saprete, di uno sparatutto caratterizzato da uno stile grafico che rende omaggio ai cartoni animati in bianco e nero degli anni ’30.
Nel gioco, sviluppato da Fumi Games, il giocatore veste i panni di Jack Pepper, un ex veterano che lavora come investigatore privato. Il nostro topo si trova coinvolto in un caso particolarmente complesso, che lo vedrà esplorare le strade di Mouseburg alla ricerca di indizi e trovarsi nel mezzo di numerosi scontri a fuoco.
La campagna di Mouse: P.I. for Hire sembra avere toni fortemente noir e viene supportata da una colonna sonora jazz con forti atmosfere vintage. La voce estremamente caratteristica di Troy Baker, doppiatore del protagonista, contribuisce ad aumentare il coinvolgimento.
L’elemento che spicca più di qualsiasi altra cosa è certamente l’aspetto grafico. Esso presenta diverse sequenze di intermezzo disegnate a mano e diversi richiami all’universo disneyano, che creano un forte contrasto rispetto alla violenza dei combattimenti.
Presentato la prima volta ormai tre anni fa, Mouse: P.I. for Hire sembrava già a buon punto. Il progetto ha evidentemente avuto una serie di ritardi. Durante la lavorazione Fumi Games ha anche deciso di eliminare le versioni PS4 e Xbox One, inizialmente previste.
Speriamo che gli sviluppatori abbiano utilizzato questo tempo per aggiungere quanto più spessore possibile al gameplay, così da donare all’esperienza una direzione e una giocabilità di alto spessore.
Recentemente, una serie di indiscrezioni e indizi stanno portando diversi esperti a sospettare che Persona 1 e Persona 2 possano essere sul punto di far ritorno sul mercato con due versioni moderne e adattate ai tempi. Esaminando il merchandise che che Atlus sta lanciando in occasione del 30° anniversario di Persona, sono emersi diversi prodotti visibili anche su Amazon. Tra questi prodotti sono emersi alcuni elementi che hanno subito colpito gli appassionati.
Possiamo ad esempio vedere T-shirt, cuscini e accessori vari a tema Persona 1 Origins e Persona 2 Duality. Questi prodotti mostrano varie illustrazioni tratte dai giochi originali. A colpire di più l’attenzione sono però i nomi utilizzati per i giochi in questione. I sottotitoli che compaiono ora, infatti, non si erano mai visti in precedenza, e fanno pensare alla possibilità che si tratti dei titoli di nuove edizioni.
In effetti, Atlus ha sempre avuto l’abitudine di applicare dei nuovi sottotitoli alle nuove versioni dei vari capitoli della serie. Questo è accaduto anche di recente con Persona 3 Reload, Persona 4 Revival o Persona 5 Royal, in precedenza. Sembra dunque lecito pensare che Persona 1 Origins e Persona 2 Duality possano essere delle riedizioni dei primi due capitoli della serie, rimasterizzazioni o addirittura dei remake veri e propri.
I primi due capitoli hanno certamente trame e meccaniche ancora oggi valide, ma andrebbero rivisti per quanto riguarda gli aspetti gestionali legati alla vita di tutti i giorni per poter essere goduti al meglio dal pubblico moderno. Due riedizioni potrebbero esserela strada giusta per un rilancio.
Per il momento dunque stiamo parlando solo di ipotesi, ma il 30° anniversario di Persona è ormai vicino, quindi la possibilità che possano esserci dei ritorni in programma non è da escludere. Ovviamente, non stupirebbe nemmeno il possibile annuncio di Persona 6 e di una data di uscita per Persona 4 Revival.
Nonostante le critiche non proprio lusinghiere, il nuovo film di animazione dedicato a Super Mario Galaxy sta riscuotendo un successo davvero notevole nelle sale. Questo successo sembra avere ripercussioni anche nel mondo dei videogiochi.
Le classifiche inglesi di questa settimana, infatti, mostrano un chiaro riflesso del successo al cinema di Super Mario Galaxy – Il film. In Inghilterra infatti la raccolta per Nintendo Switch 2 dedicata alla serie di Mario Galaxy è tornata nella top 20 dei giochi più venduti. Per farlo ha riguadagnato ben 11 posizioni, passando dal 23° all’11° posto.
Osservando il resto della classifica, emerge come EA Sports FC 26 abbia mantenuto la prima posizione, mentre continuano ad andare forte i titoli più rilevanti di Nintendo Switch 2, come Pokémon Pokopia, Mario Kart World e Leggende Pokémon: Z-A.
Dunque, sembra che la passione per il baffuto idraulico non accenni a diminuire e che Nintendo abbia avuto l’ennesima conferma di poter fare pieno affidamento sui suoi personaggi e le sue esclusive.
Come tutte le domeniche è arrivata la classifica di vendita dell’eShop dedicata a Nintendo Switch 2. Le prime posizioni non riservano grandi colpi di scena. Pokémon Pokopia continua a dominare saldamente la vetta al primo posto. Al secondo posto troviamo l’upgrade a pagamento della Nintendo Switch 2 Edition di Super Mario Bros. Wonder, con il gioco completo al quarto posto. Alla terza posizione si piazza invece Mario Kart World.
All’intenro della top 20, tuttavia, questa settimana spuntano alcune nuove entrate. Tra queste abbiamo la versione Nintendo Switch 2 di South of Midnight. Il gioco, ex esclusiva Xbox, debutta al nono posto, subito dopo Mario Party Jamboree. Tra i giochi distribuiti solo in digitale, South of Midnight arriva addirittura primo. Super Meat Boy 3D e Darwin’s Paradox invece si piazzano rispettivamente diciassettesimo e diciannovesimo.
Top 20 generale dell’eShop di Nintendo Switch 2
Pokémon Pokopia
Super Mario Bros. Wonder Upgrade Pack
Mario Kart World
Super Mario Bros. Wonder – Nintendo Switch 2 Edition + Meetup in Bellabel Park
Pokémon Legends: Z-A – Nintendo Switch 2 Edition
Donkey Kong Bananza
Mario Tennis Fever
Super Mario Party Jamboree – Nintendo Switch 2 Edition + Jamboree TV
South of Midnight
Animal Crossing: New Horizons – Nintendo Switch 2 Edition
Monster Hunter Stories 3
Kena: Bridge of Spirits
Zelda: Breath of the Wild – Nintendo Switch 2 Edition
Resident Evil Requiem
Zelda: Tears of the Kingdom – Nintendo Switch 2 Edition
Fallout 4
Super Meat Boy 3D
Kirby Air Riders
Darwin’s Paradox
Hogwarts Legacy Deluxe Edition
Classifica dei giochi pubblicati solo in digitale
South of Midnight
Kena: Bridge of Spirits
Fallout 4
Super Meat Boy 3D
Darwin’s Paradox
Subnautica – Nintendo Switch 2 Edition
Hades 2 – Nintendo Switch 2 Edition
Haste
Deadzone: Rogue
Dispatch – Nintendo Switch 2 Edition
Goat Simulator 3
Disney Dreamlight Valley – Nintendo Switch 2 Edition
Divinity: Original Sin 2
The Elder Scrolls V: Skyrim
Ball x Pit – Nintendo Switch 2 Edition
Stardew Valley – Nintendo Switch 2 Edition
Hollow Knight: Silksong – Nintendo Switch 2 Edition
Persona 4 Revival in queste ore è diventato oggetto di vari pettegolezzi. Oggetto della discussione è soprattutto il periodo di uscita del gioco. Una data potrebbe essere trapelata in maniera inaspettata: si parlerebbe di inizio 2027.
Queste voci derivano dai Funko Pop dedicati al gioco. A quanto pare essi sono in produzione e dovrebbero arrivare proprio in quel periodo. La fonte è The Scarlet Joker, un leaker considerato affidabile per quanto riguarda le statuette collezionabili e merchandising.
in realtà, gli oggetti da collezione potrebbero benissimo arrivare in un secondo momento rispetto al lancio di Persona 4 Revival, dunque la questione va presa davvero con le pinze. Tuttavia, non abbiamo ancora un periodo di uscita ufficiale da parte di Sega e Atlus e il gioco non si mostra ormai da diverso tempo. Molti però continuano a sperare in un’uscita entro il 2026.
Altre voci infatti riferiscono che Persona 4 Revival potrebbe essere presentato nel corso dell’Xbox Games Showcase. La serie Persona di recente ha mostrato diversi segni di collaborazione con Xbox per quanto , dal momento che il titolo è previsto arrivare al lancio su Xbox Game Pass.
Se guardiamo a fonti più ufficiali, dobbiamo constatare che la lineup pubblicata da Sega inserisce Persona 4 Revival nell’anno fiscale 2027, che arriva fino al 31 marzo 2027. Dunque rimangono vive sia l’idea dell’uscita nel 2026 che all’inizio dell’anno prossimo. Non resta che attendere.
L’influenza culturale di Fortnite potrebbe essere giunta alla sua conclusione. È questa la tesi del ricercatore Joost van Dreunen. In una recente analisi il luminare collega le difficoltà di Epic Games alle trasformazioni dell’industria. Secondo van Dreunen, l’ondata di licenziamenti che ha recentemente colpito Epic rappresenta un segnale di un grande cambiamento strutturale. Epic non starebbe solo vivendo un momento negativo, ma avrebbe raggiunto un punto in cui il declino è inevitabile.
Al centro della riflessione c’è proprio Fortnite. Il successo del gioco, sebbene ancora forte, mostrerebbe chiari segnali di stagnazione. L’utenza attiva, secondo le analisi, è rimasta ferma negli ultimi anni, e nemmeno le collaborazioni con colossi come Disney e LEGO hanno dato la scossa sperata.
Anche i dati forniti da Epic confermano un rallentamento. Il coinvolgimento dei giocatori è in calo dal 2025 e l’azienda sta spendendo molto più di quanto incassa. Le contromisure includono ai costi per circa 500 milioni di dollari e un aumento dei prezzi dei V-Bucks. Il confronto con Roblox mostra un diverso modello di crescita. Secondo van Dreunen, mentre Fortnite punta su contenuti e partnership, su Roblox sono gli utenti stessi a trainare l’ecosistema. Sarebbero gli stessi giocatori a creare la cultura che poi sorregge il gioco.
Il quadro dell’analista è quindi molto critico. Tuttavia, viene sottolineata anche la fiducia nel CEO Tim Sweeney, visto come un creatore e costruttore e non un semplice industriale, intere. Tuttavia, la recente ondata di licenziamenti sembra far vacillare anche questa fiducia.