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Relicta per Nintendo Switch – Recensione

Mighty Polygon si presenta al pubblico di Nintendo Switch con Relicta, un puzzle game sci-fi decisamente interessante.

Recensione in un Tweet

Se ritenete che in un rompicapo il gameplay debba sempre essere l’elemento portante dell’opera, Relicta è proprio quello che state cercando. Il titolo vi terrà compagnia per tantissime ore con meccaniche semplici ma che danno vita a ingegnosi puzzle, a patto che abbiate la pazienza di muovervi vaste aree.

7.5


Nel lontano 1993 una coppia di fratelli, Robyn e Rand Miller, creano Myst, titolo che dall’ alto delle sue oltre 10 milioni di copie, rimarrà per nove anni il titolo PC più venduto di sempre. Un videogioco che ha grossomodo segnato la nascita dei puzzle game in prima persona. Nel 2007 è poi arrivato Portal, che ha portato nuovamente alla ribalta questo genere videoludico, trasformandolo in quello che è oggi.

Da quel momento in poi abbiamo assistito a tante opere più o meno ispirate al modello già tracciato dal capolavoro di Valve, tra cui figurano esponenti di spicco quali The Witness o The Talos Principle, ed oggi, seppur il genere non goda più della popolarità dei bei tempi andati, tanti studi, principalmente indie, tentano di seguire le orme lasciate da quei grandi capolavori del passato.

E così giungiamo al titolo che quest’oggi porremo sotto esame, ovvero Relicta, rompicapo sviluppato dallo studio indipendente spagnolo Mighty Polygon e distribuito da Koch Media, che tenta di riproporre le formule già citate, ovvero tante sfide che metteranno alla prova la nostra logica (e spesso pazienza) ponendo però il focus non solo sul gameplay, ma anche sulla narrativa che farà da contorno alle ore passate a dannarci su questa o quella stanza da risolvere.

Il fascino del mistero

Anno 2120, la Terra è stata dilaniata da più e più guerre, la caduta di innumerevoli stati ha fatto nascere nuovi grandi poli di potere perennemente in conflitto tra loro, l’umanità è finalmente riuscita a conquistare lo spazio fondando colonie nei vari pianeti del Sistema Solare, seppur i viaggi verso altri sistemi siano ancora un sogno lontano. Questo è il futuro, a tratti distopico, in cui si svolgeranno le vicende narrate in Relicta.

Noi vestiremo i panni di Angelica Patel, esperta in fisica e membro di una squadra di ricercatori inviati sulla Luna, e più precisamente di stanza alla base Chandra, teatro della nostra avventura. Sarà suo il compito di testare un paio di guanti, dalla tecnologia avanzatissima, in grado di manipolare magnetismo e gravità di determinati oggetti.

Fin qui sembrerebbe una “classica” spedizione scientifica, ma c’è di più. La base Chandra nasconde un segreto, un misterioso cristallo violaceo di origine sconosciuta (e presumibilmente aliena) chiamato “Relicta”, che sarà di fatto il punto di origine e fulcro della storia di Mighty Polygon.

Ecco a voi il Relicta, la misteriosa pietra al centro della nostra avventura.

Insomma, gli ingredienti per un’ottima trama ci sono tutti: un background delle vicende interessante e ben scritto, un’ambientazione suggestiva, un manufatto alieno ed una protagonista tutto sommato piacevole. Cosa può andare storto?

La trama di Relicta è un elemento riuscito a metà. Nelle prime ore tutto funziona alla grande, dai dialoghi tra personaggi (rigorosamente via radio, di fatto non incontreremo mai nessuno per l’intera durata del titolo) al senso di mistero, la voglia di scoprire cos’è effettivamente il Relicta, la sensazione di inquietudine e minaccia già presente dalla primissima sequenza di gioco.

Però arrivati a circa metà gioco, la vicenda prende una piega abbastanza banale e tutto il fascino descritto, la sensazione di minaccia, il mistero, semplicemente svaniscono. Nonostante tutto, la vicenda rimane quantomeno godibile, seppur non raggiunga mai l’atmosfera creata durante le prime ore di gioco.

Per quanto concerne la componente narrativa, essa sembra essere totalmente distaccata dalle sezioni di gameplay vero e proprio, creando così una strana dissonanza tra ciò che accade durante la vicenda e ciò che invece si andrà a fare per la stragrande maggioranza del tempo, ovvero risolvere puzzle rooms. Se in Portal risolvo enigmi poiché tutto quel che sto facendo è essenzialmente un enorme test di laboratorio, in Relicta non vi è traccia di una vera e propria ragione per cui Angelica Patel debba risolvere gli enigmi posti sul suo percorso, soprattutto visti alcuni risvolti di trama.

Questo, in un titolo che tenta di porre in primo piano l’aspetto narrativo dell’opera, risulta una grave mancanza che inevitabilmente porterà il giocatore più riflessivo a chiedersi: “perché sto perdendo tempo a spostare cubi se dovrei fare quest’altra cosa?”.

Una Luna diversa

Un tipico paesaggio lunare su Relicta.

Se pensate che, essendo il tutto ambientato in una base lunare, ciò che vi aspetta sono bianche lande desolate ed un vuoto siderale a fare da sfondo vi sbagliate di grosso. La luna è stata parzialmente terraformata, e la base Chandra presenta diverse cupole al cui interno si potranno trovare biomi decisamente più terrestri e meno fantascientifici. Così il nostro viaggio ci porterà tra foreste dal clima mite, aridi canyon, ghiacciai e giungle tropicali, tutti ambienti ottimamente realizzati e dal colpo d’ occhio notevole. Gli spostamenti tra i vari biomi avverranno invece attraverso la vera e propria base lunare, un insieme di tunnel e sale dal design futuristico ed asettico, dove sarà possibile reperire vari oggetti collezionabili che arricchiranno l’universo narrativo del titolo, dandoci accesso ad email, veri e propri manifesti di propaganda, risultati delle ricerche della Dottoressa Patel e dei suoi colleghi e tanto altro.

Per quanto le ambientazioni esterne siano piacevoli, ovvero quelle in cui di fatto si passerà la maggior parte del tempo di gioco, la vera e propria base lunare è poco curata ed anonima. Inoltre, la scelta di porre gli oggetti collezionabili proprio all’interno di queste sezioni d’ intermezzo non aiuta perché costringono il giocatore a noiose ricerche tra corridoi e stanze tutte uguali e dimenticabili.

Per quanto riguarda la qualità del porting su Nintendo Switch, siamo di fronte ad un buon lavoro. Performance stabili, con qualche incertezza nei livelli più avanzati, soprattutto nel bioma della giungla, ma nulla che possa compromettare la godibilità del titolo. Ovviamente la resa grafica, a differenza delle versioni PC, PlayStation 4 o Xbox One, deve sottostare a qualche compromesso, ma il risultato è più che soddisfacente.

Rosso, blu, rosso, blu…

Cavi, cubi, piastre, teletrasporti… Questo è il pane quotidiano di Angelica Patel.

Il punto forte di Relicta è anche l’aspetto più importante di qualsiasi puzzle game che si rispetti, ovvero il gameplay. Il gioco adotta la tipica struttura a “percorso” così come già visto in Portal, offrendoci una serie di stanze stracolme di enigmi, per poi inframmezzarle ad una breve fase esplorativa e narrativa, fino ai titoli di coda.

L’intero titolo si basa proprio sulla possibilità di manipolare i poli magnetici e le proprietà gravitazionali di vari oggetti, tra cui i più importanti sono senza ombra di dubbio i cubi, che saranno utilizzati nelle maniere più disparate, da semplici pesi da poggiare per attivare una piastra a pressione sino a trasformarsi in piattaforme su cui spostarsi. Tutto questo è reso possibile da tre azioni principali, ovvero conferire polarità positiva(rosso), negativa(blu) e annullare la gravità del cubo. Sarà quindi possibile far attrarre due cubi impostando polarità opposte tra loro, o respingerli impostando la medesima su entrambi.

Quello che sembrerebbe a prima vista un sistema di gioco semplice e poco complesso apre invece ad un’enorme rosa di possibilità grazie a un level design dei vari puzzle eccellente, che durante tutta la durata della partita (di circa 15 ore) rimane sempre ad altissimi livelli, proponendo pian piano nuovi elementi che andranno ad arricchire il gameplay, come piattaforme mobili, interruttori temporizzati, droni che al loro passaggio disattiveranno tutte le polarità da noi impostate, robot che trasporteranno i cubi qualora questi ultimi siano posti sul loro percorso prestabilito e stanze ulteriormente più ricche che preferiamo non svelarvi.

Altro grande pregio del titolo è l’offerta di un alto livello di sfida (soprattutto nelle fasi finali del gioco), ma paradossalmente alla portata di tutti, anche di chi non è avvezzo al genere. Infatti, l’intero sistema di gioco, per quanto man mano si arricchisca di vari elementi, è pur sempre governato da quelle tre semplici azioni, risultando intuitivo anche durante le sfide più complesse.

Relicta offre un comparto gameplay di prim’ordine, pur con qualche piccola sbavatura come la scelta di “nascondere” elementi quali cubi o interruttori in posizioni in cui difficilmente il giocatore andrebbe a controllare, inserendo così una difficoltà artificiale di cui l’ottimo level design non necessita. Fortunatamente questi episodi di moderna caccia al pixel si possono contare sulle dita di una mano, anche perché sarebbero risultati eccessivamente tediosi considerando la presenza di alcune sezioni davvero troppo lunghe ed estese, con il risultato che spesso la vera sfida sarà capire da dove cominciare, piuttosto che risolvere l’ enigma che si ha davanti. Infine, è un peccato constatare che il bioma in cui si sta risolvendo il puzzle non abbia alcuna meccanica caratteristica o qualsivoglia impatto sul gameplay vero e proprio, relegando l’ ambientazione ad una mera cartolina.

Un simpatico drone. Imparerete ad odiarlo, fidatevi.

In conclusione

Relicta è un titolo che viaggia tra alti e bassi, o per restare in tema, picchi positivi e negativi. Una trama interessante, quantomeno sulla carta, che sfortunatamente perde di mordente con il passare delle ore, risultando al tempo stesso totalmente slegata dalle fasi di gameplay vero e proprio. Dall’ altra parte abbiamo un ottimo comparto gameplay, con qualche minuscola sbavatura, che risulta stimolante e godibile da grandi appassionati del genere e non solo. Va inoltre segnalata la longevità sorprendente, che si attesta sulle 15-20 ore circa, valore non da poco per un titolo del genere e le ambientazioni, davvero ben realizzate, pur con qualche caduta di stile, come la base lunare stessa, e soprattutto totalmente ininfluenti ai fini del gameplay.

L’acquisto è quindi decisamente consigliato, considerando anche il prezzo budget a cui viene venduto, a patto che non diate troppa importanza al lato narrativo del gioco.

Dettagli e Modus Operandi

  • Genere: rompicapo
  • Lingua: italiano
  • Multiplayer: no
  • Prezzo19,99 euro

Abbiamo risolto gli enigmi lunari per circa 15 ore grazie a un codice gentilmente fornito dal publisher.

Di Davide Di Vita

Iniziato al mondo del gaming nel lontano 94, quando il NES ed un pad in mano costituivano il sogno di ogni bambino. Cresciuto tra le terre di Hyrule e le profondità di Zebes, negli anni ho sviluppato una particolare affinità per JRPG e WRPG, pur non disdegnando alcun genere videoludico. Modellista Gunpla in erba nel tempo libero.

Sieg Zeon!

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