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Digimon Story Time Stranger si espande: ecco quando arriverà

Bandai Namco ha annunciato Digimon Story Time Stranger: A Hero’s Eternal Legacy, la nuova espansione del franchise che arriverà nel 2027 su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2, Nintendo Switch e PC. L’annuncio è arrivato con un trailer mostrato in concomitanza con il recente State of Play, a conferma che il supporto al gioco base non si fermerà qui.

Un nuovo eroe, tre anni dopo Iliad

La trama di A Hero’s Eternal Legacy si colloca tre anni dopo l’epica battaglia tra gli Agenti e gli Olympos XII, lo scontro che nel gioco base ha salvato sia il mondo umano che quello digitale di Iliad. In questo nuovo capitolo, un eroe inedito prende il centro della scena: i giocatori lo accompagneranno in un viaggio attraverso terre di Iliad ancora inesplorate, in quello che Bandai Namco descrive come “una storia di coraggio e amicizia” pronta a ridefinire il significato di diventare leggendari.

Cinquanta nuovi compagni digitali da scoprire

Il numero è tra i dettagli più concreti diffusi finora: lungo il percorso della nuova avventura, i giocatori incontreranno oltre 50 nuovi Digimon. Un’aggiunta che va ad ampliare un roster già enorme, visto che il gioco base permette di collezionare, addestrare e far combattere più di 450 Digimon differenti. Per chi segue la saga fin dai tempi dei Digivice e delle prime evoluzioni su Game Boy Color, il richiamo al concetto di “legacy”, eredità, non è casuale: lo raccontiamo anche nel nostro approfondimento su tutte le principali saghe videoludiche di Digimon.

Digimon Story Time Stranger, screenshot di gioco

Un RPG che non ha ancora finito di crescere

Digimon Story Time Stranger è il capitolo più recente della serie RPG dedicata al franchise, pensato esplicitamente come porta d’ingresso per chi non ha mai messo piede nel Digital World. Il gioco base, disponibile su tutte le piattaforme principali, ha convinto pubblico e critica grazie a un sistema di combattimento rinnovato e a una narrazione che intreccia salti temporali e dimensionali. La formula dell’espansione post lancio, del resto, non è una novità per la saga: era già successo con Hacker’s Memory, che ampliava Cyber Sleuth con una storia parallela invece di limitarsi a qualche missione extra.

Digimon Story Time Stranger, screenshot di gioco

Non è stata ancora comunicata una data di uscita precisa per A Hero’s Eternal Legacy, né il nome del nuovo protagonista: Bandai Namco sembra voler dosare le informazioni con lo stesso ritmo con cui i suoi Digimon evolvono, un pezzo alla volta. Ma la direzione è chiara: il publisher scommette ancora una volta su un modello di supporto a lungo termine per i propri RPG, capace di tenere viva la community ben oltre il day one, in un mercato dove la longevità di un titolo pesa quanto il lancio stesso.

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Digimon: le principali saghe videoludiche

Quest’anno ricorre il trentesimo anniversario della serie Pokémon, ma questa volta abbiamo deciso di proporvi qualcosa di alternativo. In questo articolo, infatti, esploreremo le principali serie di videogiochi dedicate a quelli che sono da molti considerati i pèrincipali rivali dei mostriciattoli Nintendo, ovvero i Digimon.

I Digimon (Digital Monsters) sono nati nel 1997 come Virtual Pet (i famosi Tamagotchi). In seguito, il franchise si è evoluto e sviluppato in molte direzioni. I Digimon, infatti, sono stati protagonisti di manga, anime, TCG e, naturalmente, videogiochi. Pur senza mai riuscire ad eguagliare la popolarità di Pokémon, i mostriciattoli digitali hanno saputo crearsi una community estremamente solida e fedele, che li ha resi un marchio importante e di successo.

Confrontarsi con questo franchise, tuttavia, risulta piuttosto complesso, soprattutto per il fatto che le varie serie ad esso dedicate, pur mantenendo numerosi elementi in comune, tendono ad essere indipendenti l’una dall’altra. Le varie serie anime e videoludiche sono infatti ambientate in universi paralleli, che solo di rado hanno collegamenti tra loro. Prepariamoci dunque ad un cammino lungo e complesso, che ci porterà a conoscere le principali serie di giochi dedicate ai Digimon.

Digimon World

Cominciamo da una delle saghe più famose in assoluto. Il primo Digimon World comparve per la prima Playstation nel 1999, sull’onda del successo della serie anime. Tuttavia, i fan della suddetta serie rimasero spiazzati. Il gioco infatti non si ispirava all’anime, bensì ai primi modelli dei virtual Pet. Il gioco, pur mostrando molti dei digimon presenti anche nella serie, narrava una vicenda che nulla aveva a che fare con essa.

Nei panni di un bambino (che chiameremo Analog Youth, come nelle carte) si viene risucchiati all’interno del proprio dispositivo nel mondo digitale. Sotto la guida di Jijimon il nostro compito era quello di ripopolare la città principale del gioco, convincendo i vari Digimon a farne parte. Nel corso del gioco controlliamo un solo Digimon e abbiamo il compito, oltre che di addestrarlo, di accudirlo, nutrirlo e persino portarlo in bagno. Durante il combattimento, il Digimon agisce in quasi totale autonomia. Il giocatore ha il solo compito di esortarlo e ricorrere agli oggetti.

Sono naturalmente presenti le varie evoluzioni (che però si fermano solo al quinto livello, esattamente come nei virtual pet), ma dopo un certo lasso di tempo il nostro mostriciattolo tornerà ad essere un digiuovo, costringendoci a ricominciare l’addestramento da capo. Nonostante il gameplay peculiare, il gioco ottenne comunque un buon successo, anche se i giudizi della critica furono misti.

Evoluzione costante

La saga di Digimon World è proseguita per molti anni, con numerosi capitoli usciti per PSX, PS2, PSP, Gamecube, Xbox e Nintendo 3DS. Tra questi segnaliamo Digimon World 3, uscito nel 2002, sempre per la prima Playstation. Il gioco è ambientato nella realtà virtuale di Digimon Online, abitato dai Digimon. DW3 presenta un gameplay molto più simile ai JRPG tradizionali, impreziosito da un’interessante meccanica che permette ai nostri Digimon di evolvere durante la lotta. Spetta al giocatore scegliere l’evoluzione più adatta al combattimento.

Segnaliamo anche il più recente Digimon World: Next Order, uscito nel 2016 per tutti i principali sistemi. Il gioco ripropone molti degli elementi dei primi giochi della serie, come le battaglie controllate da IA e l’enfasi posta sull’addestramento, ma li inserisce in un mondo Open World completamente esplorabile.

Botte digitali

Dal momento che il concept di Digimon si basa in gran parte sui combattimenti e che la potenza distruttiva dei mostriciattoli digitali è, in generale, molto superiore a quella dei Pokémon o di altre creature collezionabili (non ce ne volgiano i fan del franchise Nintendo), era inevitabile che nascessero anche giochi Digimon incentrati proprio sulla lotta.

Non si tratta, però, di picchiaduro tradizionali. Sia la serie Rumble Arena che Digimon Battle Spirit, nate entrambe nei primi anni 2000, sono infatti picchiaduro ibridi, con una formula simile a quella vista, ad esempio, in Super Smash Bros. I nostri Digimon possono muoversi in un’area ricca di piattaforme, bonus da raccogliere e trappole letali. Nel corso dello scontro, una volta riempita l’apposita barra, è possibile combattere per un po’ nella forma evoluta del nostro Digimon.

Il primo Digimon Rumble Arena uscì per la prima Playstation nel 2001 ed ebbe un sequel diretto per PS2 l’anno successivo. La serie Battle Spirit invece conta tre episodi, tutti usciti su Wonderswan Color e GBA. Pur non trattandosi di capolavori, tutti questi titoli propongono un gameplay intuitivo e divertente. Digimon Rumble Arena 2, in particolare, permette fino a quattro giocatori di sfidarsi in stages molto ampli e variegati e permette ai nostri Digimon di evolvere fino a due volte.

Risulta piuttosto deludente invece Digimon All Star Rumble, uscito nel 2014 ad opera di Prope Su PS3 e Xbox 360. Il gioco presenta infatti controlli poco precisi ed un gameplay molto ripetitivo, nonostante il buon roster e un comparto tecnico di discreta fattura.

Digimon Story

Ed eccoci arrivati a quella che è, probabilmente la serie Digimon più famosa in assoluto. La serie Digimon Story è nata nell’ormai lontano 2006 su Nintendo DS. Le premesse di questa saga sono molto semplici: unire le meccaniche di crescita ed evoluzione tipiche dei giochi pet monsters alla trama e alle dinamiche tipiche dei Jrpg. Già il primo episodio, sebbene in modo abbastanza spartano, presentava questo modello.

Digimon Story ottenne un ottimo successo, al punto da ottenere ben tre sequel, sempre su Nintendo DS. Si trattava, tuttavia, di giochi estremamente di nicchia e dalla diffusione molto limitata. Le cose cambiarono nel 2015, con l’uscita di Digimon Story: Cyber Sleuth. Il gioco uscì per Ps Vita, Ps4, Nintendo Switch e PC e riuscì in pieno nell’intento di fondere una trama profonda e coinvolgente ad un numero spropositato di Digimon, da sbloccare tramite numerose meccaniche di potenziamento ed allevamento.

Il gioco proponeva anche un ottimo combat systema a turni ed un comparto tecnico davvero solido, in grado di immergere ed accompagnare il giocatore nel corso di tutta l’avventura. Non mancavano omaggi alla storia e alla mitologia del franchise, per esempio attraverso la presenza dei Royal Knight e dei Seven Demon Lords. Il gioco ottenne un’accoglienza estremamente positiva e venne da molti considerato il miglior videogioco Digimon mai prodotto.

Questo successo permise l’uscita nel 2017 di Digimon Story: Cyber Sleut – Hacker’s memory. Non si tratta di un vero e proprio sequel, quanto di una versione riveduta e corretta del gioco originale, che aggiunge anche una nuova avventura con personaggi ed ambientazioni rinnovate, sebbene grafica e gameplay risultino identiche al primo gioco. Nel 2025 è invece uscito Digimon Story: Time Stranger, avventura completamente nuova che propone una trama estremamente interessante ed articolata, che include viaggi nel tempo e riferimenti alla mitlogia greca.

Un universo digitale

Oltre alle saghe che abbiamo citato, i nostri mostriciattoli digitali sono stati protagonisti di molti altri giochi. Ricordiamo ad esempio Digimon World: Digimon Card Battle, spin-off dedicato al gioco di carte collezionabili o l’immancabile gioco di guida in stile Mario Kart, Digimon Racing, uscito per GBA nel 2004.

Naturalmente, il genere ad aver ricevuto il maggior numero di giochi è certamente quello degli RPG. Ci limitiamo a ricordare l’ottimo Digimon Adventure, uscito nel 2013 per PSP. Questo gioco ripercorre in modo fedele le vicende della prima mitica serie dell’anime, con un gameplay a turni molto classico ma funzionale.

Citiamo infine l’interessante Digimon Survive del 2022, uscito per PS4, Switch, X-Box One e PC. Si tratta di un’avventura molto particolare, che unisce elementi di gameplay tipici dei giochi strategici ad una narrazione ispirata al genere delle visual novel. Ed eccoci giunti al termine della nostra rassegna. Conoscevate tutti questi giochi? Avete qualche gioco in particolare da consigliare, magari anche tra quelli non citati qui?

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Approfondimenti

Monster Collector: i migliori giochi simili a Pokémon

Lo scorso mese si è festeggiato il trentesimo anniversario del Franchise Pokémon. Il 27 febbraio di 30 anni fa, infatti, vennero rilasciati Pokémon Rosso e Pokémon Verde. Questi ultimi giorni invece stanno registrando l’incredibile successo di Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection, che si è rivelato essere uno dei migliori Monster Collector della storia.

In questo articolo vogliamo dedicarci all’approfondimento di questo genere, che troppo spesso è stato associato automaticamente al franchise Nintendo, cosa che ha finito col togliere spazio a molti altri prodotti altrettanto meritevoli.

Per chi non lo sapesse, il genere Monster collector include tutti quei giochi in cui è necessario collezionare creature e utilizzarle in battaglia o comunque come alleati per proseguire nell’avventura. Ecco quindi una carrellata di quelli che, nostro giudizio, sono i titoli appartenenti a questa categoria che più meritano di essere scoperti.

Palworld

E partiamo con uno dei giochi più chiacchierati degli ultimi anni. Al di là delle polemiche che hanno accompagnato Palworld e delle causa intentata da Nintendo per l’eccessiva somiglianza tra le creature di questo gioco e i suoi Pokémon, questo gioco, sviluppato da PocketPair ha numerose frecce al suo arco.

Anzitutto, Palworld mostra una realizzazione tecnica di tutto rispetto, con una grafica all’avanguardia e un open world che, già nella fase di early access, si mostra estremamente solido e vasto. Il gioco inoltre presenta un gameplay piuttosto differente dai classici giochi di cattura, proponendo numerosi elementi legati alla sopravvivenza e allo sviluppo e gestione della propria base. Particolare ed interessante è anche l’utilizzo delle armi da fuoco.

Sebbene il gioco non sia ancora stato distribuito in forma completa, abbiamo comunque voluto includerlo sia per l’interesse mediatico che ha saputo creare che per la qualità intrinseca che sembra distinguere la sua realizzazione.

Digimon Story: Time Stranger

Passiamo ora a coloro che sono sempre stati considerati i rivali per eccellenza dei mostri tascabili Nintendo, ovvero i Digimon. Il franchise Bandai, pur potendo contare su una schiera agguerritissima di fan, ha sempre avuto una storia travagliata col medium videoludico.

La saga Digimon Story, tuttavia, soprattutto nelle sue ultime interazioni, ha saputo distinguersi per la sua qualità, ottenendo anche ottimi risultati in termini di vendite. Time Stranger, come gli altri episodi della saga, vanta una trama estremamente elaborata e complessa, che coinvolge viaggi nel tempo e realtà alternative.

Sotto l’aspetto del gameplay, pur avendo tutte le caratteristiche del genere dei jrpg, Time Stranger è anche molto legato al genere dei monster collector. Nel gioco è infatti possibile generare, allevare ed evolvere un numero davvero enorme di creature, che spesso posseggono evoluzioni speciali che per essere sbloccate necessitano delle condizioni più disparate.

Time Stranger è un gioco lungo variegato ed estremamente valido che, pur senza rivoluzionare in nessun modo il genere e la saga a cui appartiene, confeziona comunque un’avventura coinvolgente ed estremamente divertente da giocare.

Cassette Beasts

Passiamo ora ad un titolo un po’ più di nicchia ma certamente molto divertente. Cassette Beasts, nonostante la sua palese ispirazione alla serie Pokémon, presenta numerose caratteristiche interessanti. Anzitutto, il suo stile grafico in pixel art è estremamente ben fatto e caratteristico.

Anche il gameplay presenta varie novità interessanti. Prima fra tutte, il sistema di fusione. Durante le battaglie, è infatti possibile fondere le nostre creature per dare origine a creature originali e potentissime. Anche la gestione degli attacchi elementali è molto profonda ed interessante.

Casset Beasts propone anche una trama matura ed articolata. Infine la stessa idea di legare le creature dalle audiocassette appare azzeccata ed accattivante. Un gioco davvero piacevole e divertente, dunque, che farà la gioia di tutti gli appassionati della cultura pop anni 90.

Nexomon: Extinction

Sebbene presenti minori innovazioni rispetto a giochi come Cassette Beasts, Nexomon Extionction è, per molti versi, l’apoteosi del genere monster collector. Il gioco propone ben 380 creature da collezionare, quasi tutte con un design azzeccato ed accattivante.

Anche il combat system, sebbene molto tradizionale, è profondo e strutturato. In particolare, il gioco presenta un livello di difficoltà superiore alla media. Le lotte con gli allenatori sono spesso molto combattute e necessitano di attenzione e strategia.

Anche la trama è estremamente matura ed interessante, costruita intorno a dialoghi ironici e divertenti, in cui spesso i protagonisti vanno sopra le righe fino a rompere addirittura la quarta parete.

Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflections

E non potevamo che concludere con quello che è da molti considerato il capolavoro del genere. Monster Hunter Stories 3 è anzitutto un ottimo jrpg. Il gioco ha infatti una trama lunga, complessa ed articolata, personaggi interessanti e ben caratterizzati e un mondo vasto e profondo da esplorare.

Allo stesso tempo però è anche un eccellente monster collector. Il gioco Capcom infatti ha al suo interno un numero esorbitante di creature, tutte estremamente ben caratterizzate. Inoltre Monster Hunter Stories 3 presenta un sistema di allevamento e potenziamento dei mostri davvero curatissimo in ogni suo aspetto. Degna di nota è anche la gestine della base, che propone un sistema gestionale davvero interessante e con numerosi elementi tattici.

Come ciliegina sulla torta, il gioco vanta una realizzazione tecnica davvero straordinaria, con un cell shading pulitissimo e spettacolare. Anche la realizzazione del mondo e l’accompagnamento musicale sono di altissimo livello. Un titolo davvero imperdibile, a meno che non odiate a morte il genere.

E questi erano i monster collectors che abbiamo selezionato per voi. Conoscevate tutti questi titoli? Ne avete altri da suggerirci?

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Digimon Story: Time Stranger mostra il nuovo DLC

Bandai Namco e Media Vision hanno annunciato da poco la data di uscita dell’Episode Pack 3: Anti-Paradox. Si tratta del nuovo DLC dedicato a Digimon Story: Time Stranger. Il contenuto verrà distribuito a partire da domani, giovedì 12 marzo.

Il DLC sarà disponibile all’interno del Season Pass, acquistabile per 29,99 euro. Chi avesse acquistato la Deluxe o l’Ultimate Edition del gioco lo potrà invece scaricare gratuitamente. Sarà naturalmente possibile anche comprare questo singolo DLC separatamente. Il prezzo esatto non è stato indicato, ma dovrebbe aggirarsi attorno ai 12 euro, come gli Episode Pack 1 e 2.

Anche l’Episode Pack 3, come le espansioni precedenti, introduce una nuova storia inedita e diversi nuovi Digimon. Questa volta i giocatori dovranno affrontare l’X Program, un pericolosissimo sistema in grado di eliminare all’istante qualsiasi Digimon, legato alla presenza dell’X-Antibody.

La storia vedrà coinvolti persino i Royal Knights, il celebre gruppo di Digimon cavalieri- Si tratta dei potentissimi difensori del Network al servizio di King-Drasil, già apparsi in Time Stranger, anche se con un ruolo marginale.

Il trailer mostra alcuni nuovi Digimon di livello Mega che arriveranno tramite inediti percorsi di digievoluzione: Omnimon X, Gallantmon X, UlforceVeedramon X, Magnamon X e Jesmon X.

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Digimon Story: Time Stranger presenta il primo DLC

Bandai Namco ha presentato proprio in questi giorni il nuovo DLC dedicato a Digimon Story: Time Stranger. Il contenuto presenta il titolo “Additional Digimon & Episode Pack 1: Alternate Dimension”  e aggiunge numerosi contenuti extra. L’annuncio è stato accompagnato da un breve trailer, che mostra le novità introdotte da questo DLC.

Il pacchetto potrà essere scaricato gratuitamente dagli utenti che hanno acquistato la Deluxe o Ultimate Edition del gioco. Tutti gli altri potranno naturalmente acquistarlo a parte. Tra le novità più interessanti abbiamo l’aggiunta di numerose creature e persino l’inserimento di nuove quest, ognuna con una sua storia. Verranno anche inseriti nuovi percorsi di evoluzione, in particolare per i livelli mega. Alternate Dimension sarà disponibile a partire da lunedì 8 dicembre su PC, PS5 e Xbox Series X|S.

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Digimon Card Game: i migliori mazzi del meta

Dopo aver esaminato le regole e le meccaniche base di Digimon Card Game, in questo articolo ci addentriamo nel suo Meta, ovvero la conoscenza dei mazzi più forti e performanti del momento, presentando anche una panoramica degli archetipi basati sui colori delle carte.

I colori dell’arcobaleno

Come in molti altri TCG, primo fra tutti Magic, in Digimon le carte sono divise in base al loro colore.

Salvo rare eccezioni, ogni mazzo ha un solo colore dominante, sebbene negli ultimi tempi abbiano fatto la loro comparsa anche diversi mazzi multicolori. Il colore del mazzo determina le sue principali caratteristiche.

In modo simile a Magic, anche in Digimon cardgame avremo sei colori a disposizione.

Rosso

In Digimon Card Game, rosso è sinonimo di aggressività. Caratteristica comune di tutti i mazzi rossi è infatti la capacità di girare più carte dalla security avversaria con un solo attacco.

Questo crea una forte pressione, mettendoci in condizione di vincere la partita in pochi turni. Altra abilità caratteristica è piercing, che permette al Digimon attaccante di girare una security anche nel caso in cui il suo attacco venga rivolto contro un Digimon avversario (a patto naturalmente di riuscire a distruggerlo).

Le opzioni rosse inoltre spesso permettono di distruggere i pezzi avversari (anche più di uno alla volta), aumentando ulteriormente la potenza d’attacco di questi mazzi.

Blu

La parola d’ordine del colore blu è controllo. Numerosi effetti dei Digimon e delle opzioni blu infatti ci permettono di accrescere la nostra memoria (talvolta persino nel turno avversario), auqmando il nostro spazio di manovra e allo stesso tempo ponendo sempre l’avversario nella situazione di ritrovare i suoi piani scombinati.

I mazzi blu spesso hanno un draw power immenso (ovvero pescano molte carte extra) ed effetti offensivi molto insidiosi. Per esempio: posseggono la fastidiosa abilità di rimbalzare i Digimon in mano al loro proprietario o peggio, direttamente in fondo al mazzo.

Verde

Similmente al rosso, anche il verde è un colore prevalentemente offensivo.

I punti di forza dei mazzi sono: la capacità di riuscire a calare velocemente un alto numero di creature; evolvere molto rapidamente i propri Digimon.

Questo grazie ai costi di evoluzione molto bassi e all’abilità digisorption, che permette di evolvere gratuitamente il nostro Digimon; in questo caso, però, la nuova creatura entrerà in campo spossata.

I mazzi verdi, inoltre, sfruttano la possibilità di spossare i Digimon avversari, riuscendo a mantenere facilmente il vantaggio numerico sul terreno. Queste meccaniche, combinate al temibile piercing, rendono i mazzi verdi estremamente solidi e difficili da contrastare.

Ogni nuova espansione garantirà moltissimi nuovi mazzi

Giallo

La forza del colore giallo è da individuare nella sua incredibile capacità difensiva.

La caratteristica principale dei mazzi gialli sta nell’abilità recovery, che sposta le carte del mazzo direttamente nella zona security aumentando di conseguenza il numero di attacchi necessari all’avversario per vincere la partita.

Alcune carte gialle permettono persino di guardare le carte nella nostra security e riposizionarle a nostro piacimento.

Infine, è degna di nota la capacità delle carte gialle di andare ad azzerare i DP dei Digimon avversari, spedendoli nella pila degli scarti aggirando persino gli effetti in grado di proteggere dalla distruzione.

Viola

Punto di forza dei mazzi viola è l’enorme facilità nel distruggere i Digimon avversari. Le opzioni viola infatti hanno numerosissimi effetti in grado di decimare i pezzi dell’avversario, spesso anche a costi di memoria molto contenuti.

Tra le abilità più insidiose dei Digimon viola c’è da segnalare senz’altro retaliation. Grazie a questa abilità il nostro Digimon potrà distruggere qualsiasi Digimon nemico con cui combatterà, anche quelli con DP molto superiori.

Infine, viola gioca sfruttando la pila degli scarti, con abilità in grado di riportare in gioco i nostri Digimon eliminati o di sfruttare l’alto numero di carte scartate per innescare effetti davvero devastanti.

Nero

La meccanica dominante del colore nero consiste nel creare digimon con una linea evolutiva vastissima e, di conseguenza, con moltissimi effetti ereditari sotto di loro.

Questo porta alla messa in campo di un Digimon con un numero elevatissimo di effetti, in grado di fornire al suo possessore un enorme vantaggio nell’andamento della partita.

I mazzi neri inoltre possono contare sull’abilità dedigivolve, che fa scartare il Digimon di livello più alto della linea evolutiva dell’avversario, regrendendolo al livello precedente e talvolta causandone anche la distruzione.

Meccaniche speciali

In questa sezione andremo a discutere alcune meccaniche di gioco più specifiche, che hanno caratterizzato – o caratterizzano tuttora – il meta di Digimon Card Game Queste conoscenze sono utili per familiarizzare con alcuni degli aspetti più complessi e particolari del gioco.

Digimon Card Game presenta davvero un alto numero di meccaniche e strategie particolari.

Gli ibridi

Gli ibridi (Hybrids in inglese) sono una tipologia di carte Digimon accomunate da una caratteristica peculiare. Tutti i livelli 4 ibridi possono infatti digievolvere direttamente da una carta Tamer (come avveniva nella serie Digimon Frontier).

Questa particolarità li rende pericolosissimi; infatti, se la carta tamer si trova sul terreno dall’inizio del turno, il nostro mostriciattolo ha la facoltà di attaccare immediatamente dopo aver digievoluto.

L’espansione BT7 ha visto il dominio assoluto dei mazzi basati sugli ibridi, in virtù della loro grande versatilità, velocità ed imprevedibilità. Oggi, pur non essendo più dominanti nell’attuale meta di Digimon Card Game come in passato, restano carte molto importanti e possono facilmente fare la differenza tra vittoria e sconfitta.

Evoluzione DNA

L’evoluzione DNA (o Jogress in giapponese) ci permette di “fondere” insieme due dei nostri Digimon per dare origine ad una nuova e più potente creatura. Questa evoluzione permette notevoli vantaggi.

Il nuovo Digimon entra in campo a costo zero (donandoci comunque la sua pescata per la digievoluzione). Anche nel caso in cui i due Digimon originali fossero spossati, il nuovo mostro entra in campo recuperato.

Questa meccanica è stata introdotta dallo Starter Deck numero 9, dedicato ad Imperialdramon. Sebbene non siano ancora molti a mazzi a sfruttare la digievoluzione DNA, essa ha mostrato enormi potenzialità e non stupirebbe affatto se tornasse presto alla ribalta con nuovi e potentissime combinazioni anche nell’attuale meta di Digimon Card Game.

Gli X Antibody

X Antibody, oltre ad essere il nome di una carta opzione, è anche il nome di un intero archetipo di carte Digimon.

Saliti alla ribalta con l’espansione BT-9, queste carte hanno la caratteristica di evolvere a costi bassissimi (a volte anche nulli) da Digimon che condividano il loro nome.

Questo peculiarità permette la creazione di “pile” evolutive molto lunghe e consistenti, che forniscono un alto numero di effetti “ereditati”, di solito molto forti e in grado di proteggere il nostro Digimon dalle carte nemiche.

Fin dalla loro prima comparsa gli X Antibody si sono imposti nel meta di Digimon Card Game, andando a modificare in modo significativo lo stile di diversi mazzi.

Fino a BT-9 i giocatori tendevano a privilegiare la presenza di vari Digimon sul campo. Grazie agli X antibody, invece, la priorità è diventata evolvere fin dall’area di breeding il nostro Digimon.

Questo porta a mettere in campo una creatura terrificante, dotata di una linea evolutiva lunghissima e di numerosissimi effetti, in grado di renderlo estremamente difficile da eliminare e di decimare facilmente le forze nemiche.

I mazzi del momento

Per concludere, esaminiamo alcuni dei mazzi che hanno caratterizzato le ultime fasi del’attuale meta di Digimon Card Game. Molti di questi mazzi hanno vinto o quantomeno dominato gli ultimi grandi eventi legati al gioco competitivo.

Prima di cominciare, è importante precisare come il gioco sia in evoluzione costante, di conseguenza alcuni di questi mazzi potrebbero non essere più così performanti già dalle prossime settimane. Tuttavia resta interessante analizzarli per accrescere la conoscenza delle dinamiche e dell’evoluzione del gioco.

Alphamon

Alphamon è probabilmente il mazzo più completo e performante del’attuale meta di Digimon Card game.

Grazie al basso costo delle sue evoluzioni e al numero davvero incredibile di effetti che riesce ad accumulare nella breeding zone, Alphamon è facilmente in grado di decimare i Digimon avversari e allo stesso tempo di azzerare le carte nell’area security in brevissimo tempo.

Come se non bastasse, praticamente tutte le carte del mazzo hanno X antybody tra i loro tratti, creando fortissime sinergie con molte altre carte dell’espansione bt9, dedicata proprio a questo archetipo (il tamer Cool Boy su tutte).

Grande punto di forza del mazzo sono anche i suoi numerosi Tamers, in grado di dare ad Alphamon un ulteriore sprint verso la vittoria.

Il primo cavaliere reale in tutto il suo splendore.

Metalgarurumon-X antybody

Per molti giocatori, il mazzo più forte in assoluto è Metalgarurumon-X Antybody. Non a caso ha riportato anche vittorie importanti negli ultimi regionali italiani, svoltisi a Parma e Malpensa Fiera.

La forza principale di questo mazzo sta nella sua incredibile velocità, che consente al giocatore di iniziare ad attaccare già dopo aver raggiunto il livello 5 correndo pochissimi rischi grazie alle abilità difensive dei Garurumon X.

In più, come ogni mazzo blu che si rispetti, anche questo permette di pescare moltissime carte e offre un alto numero di fastidiose opzioni in grado di inceppare facilmente le offensive nemiche.

Infine, anche in questo caso i costi di evoluzione saranno molto contenuti, permettendo di schierare in breve tempo un gran  numero di pericolosi Digimon dotati di numerosi e letali effetti.

Metalgarurumon è il sovrano dei mazzi veloci ed aggressivi

Grandis Kuwagamon

Pur non avendo la stessa stabilità e varietà di altri mazzi dell’attuale meta di Digimon Card Game, Grandis possiede una forza offensiva impareggiabile.

Grandis Kuwagamon è facilmente in grado di chiudere ogni partita in pochissimi turni grazie alla: combinazione di un numero elevatissimo di security attack +1 (abilità che consente di girare una carta security aggiuntiva dopo ogni attacco); capacità di spossare i digimon avversari; abilità piercing.

Di contro, per poter attuare la sua strategia il mazzo avrà bisogno giocoforza di vedere le sue carte principali, data la mancanza di strategie alternative davvero valide; di conseguenza, una serie di pescate sfortunate potrebbero costare davvero caro al giocatore.

Le sfide a Digimon TCG spesso saranno una vera partita a scacchi

Wargreymon X Antybody

Anche il mazzo Wargreymon X Antybody fa della velocità e della potenza offensiva il suo punto di forza, in virtù dell’enorme potenza d’attacco dei suoi Digimon e della presenza di numerosi bonus Security attack +1.

In più, sia Wargreymon che la pericolosa opzione Delicate Plan rendono inefficaci le opzioni nell’area Security dell’avversario, permettendo di chiudere la partita con pochissimi attacchi.

Come se non bastasse, Wargreymon X ha l’abilità di accrescere la memoria del giocatore attraverso le security scartate, rendendo ancora più semplice infliggere il colpo di grazia.

Lo scarso numero di opzioni presenti nel mazzo non consente però al giocatore una buona fase difensiva.

Il temibile Wargreymon anche nel gioco di carte avrà una potenza offensiva enorme

D-reaper

Tra i mazzi analizzati, D-reaper è forse il più particolare. La nostra carta migliore, D-reaper Mother, esce infatti direttamente dall’area Breeding.

Compito del giocatore sarà andare a potenziare Mother attraverso i Searcher (non c’è limite al numero di copie di questa carta nel mazzo) che permettono di giocare gratuitamente il terribile Reaper, in grado di chiudere la partita in un singolo turno.

Il mazzo ha anche un incredibile potere difensivo, in virtù di un gran numero di creature in grado di attivare i loro effetti direttamente dalla security una volta girati dall’avversario.

Se tuttavia la strategia dovesse per qualsiasi motivo fallire, questo comporta quasi inevitabilmente la sconfitta, avendo il mazzo pochissime alternative offensive.

Il mazzo D reaper è croce e delizia per molti giocatori

Security Control

Mazzo che combina i colori giallo e viola in strategie estremamente insidiose e “snervanti”.

Questi mazzi, presenti nel gioco in un gran numero di varianti, sfruttano gli effetti recovery, in grado di andare a “rigenerare” la security inserendo al suo interno le carte del mazzo, talvolta persino scegliendole.

Oltre a questo, i mazzi Security Control giocano un gran numero di opzioni in grado: di azzerare i DP dei Digimon avversari; di riportare dagli scarti le proprie creature; di mandare i Digimon nemici direttamente nella security avversaria, aggirando qualsiasi effetto protettivo.

Altra caratteristica di Security control è l’altissimo numero di Tamers, i quali, soprattutto nelle fasi avanzate della partita, finiscono col fornire al giocatore vantaggi davvero enormi.

Unica pecca di questi mazzi è la loro lentezza iniziale, che permette a mazzi veloci ed aggressivi di andare a decimarli, prima che siano anche solo in grado di abbozzare una risposta.

Le meccaniche evolutive saranno la chiave per la vittoria in quasi tutti i mazzi.

Imperialdramon

E terminiamo con una vecchia gloria: Imperialdramon, che ha come base un semplice structure deck, in grado di imporsi grazie alla sua incredibile velocità e forza d’attacco.

Il mazzo di Imperialdramon è uno dei pochi a sfruttare a pieno la meccanica dna evolution, che consente una serie di evoluzioni a costo zero e, di conseguenza, consente al giocatore di sferrare una lunghissima serie di attacchi.

Imperialdramon sfrutta inoltre la meccanica jamming, che permette ai Digimon di sopravvivere alle battaglie in security con Digimon più potenti di loro. Infine, essendo sia verde che blu, il mazzo imperialdramon ha accesso ad un alto numero di opzioni che gli forniscono una stabilità notevole.

Pur non essendo più performante come al momento dell’uscita, questo mazzo resta una validissima alternativa, anche in virtù dei suoi prezzo molto ridotto rispetto ad altri mazzi del formato.

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Editoriali

Digimon Card Game: storia e basi del nuovo gioco di carte collezionabili

Ah, Digimon! Sebbene i mostriciattoli Bandai Namco non siano mai riusciti ad eguagliare la popolarità dei loro “cugini” Pokèmon, è indubbio come anch’essi siano stati in grado di crearsi una solida fanbase, soprattutto in Giappone. E così, al secondo tentativo, Digimon Card Game è diventato il gioco di carte collezionabili interessante e coinvolgente che gli appassionati aspettavano.

Scopo di questo articolo sarà fornire una guida sulle caratteristiche principali e sulle regole del gioco, in modo da aiutare i potenziali nuovi giocatori ad orientarsi nel fantastico mondo dei Digimon.

Le origini

Nati come versione alternativa dei famosi Tamagotchi nel 1997, i Digimon raggiunsero la popolarità nel 1999 grazie alla loro prima serie animata, Digimon Adventure. La serie ottenne un ottimo successo e fu la prima di ben 10 stagioni, l’ultima delle quali, Digimon Ghost Game, è tuttora in svolgimento.

Il successo dell’anime consentì all’universo dei Digimon di espandersi in una lunga serie di altri media, tra cui manga, videogiochi e un gran numero di merchandising di ogni genere.

Tra tutti questi media non potevano certo mancare le carte collezionabili. Digital monster card game vide la luce nel 1999 e fu distribuito in tutto il mondo, Italia compresa. Tuttavia, lo scarso successo del gioco portò ben presto al suo abbandono, dopo l’uscita di una sola espansione. Nonostante tutto, però il franchise di Digimon riuscì ad imporsi come presenza costante, soprattutto in Giappone, creando una solidissima fanbase pronta a sostenere sempre e comunque gli amati mostri digitali.

Buona la seconda!

https://youtu.be/6qwYMHqnZwA

Nel 2020, in concomitanza col lancio della nuova serie anime, remake dell’originale Digimon Adventure, Bandai ha deciso di riprovarci, lanciando in tutto il mondo Digimon Card Game, un gioco totalmente nuovo e all’avanguardia.

Questa volta, nonostante la pandemia da Covid-19, il successo del gioco è stato davvero notevole, permettendogli di guadagnarsi un posto nella top ten dei cardgame più venduti, accanto a brand storici come Magic, Yu Gi Oh e Pokèmon .

La ragione di questo successo, oltre che nell’affetto dei fan per i Digimon, è da ricercare nelle meccaniche del gioco. Esse infatti riescono ad essere intuitive e allo stesso tempo a permettere un numero enorme di strategie e stili differenti.

Anche la bellezza delle Artwork (le immagini sulle carte), quasi sempre davvero ispirate e accattivanti, ha avuto un ruolo importante nella buona ricezione del gioco.

Come giocare

Tipologia di carte

Digimon Card Game: tipologie di carte

In Digimon Card Game, il mazzo di ogni giocatore sarà composto da 50 carte, né una di più né una di meno. Il giocatore potrà inserire al massimo 4 copie della stessa carta (a meno di particolari eccezioni).

All’inizio della partita, le prime cinque carte del mazzo verranno poste in una pila separata, andando a formare la cosiddetta security. Scopo del gioco sarà riuscire ad esaurire la security del nostro avversario e riuscire ad attaccarlo direttamente. Come farlo? Ma, naturalmente, grazie ai nostri cari Digimon! Il nostro mazzo infatti sarà composto da tre tipologie differenti di carte: carte Digimon, carte tamer e carte opzioni.

Le carte Digimon saranno quelle maggiormenti presenti all’interno del mazzo. Ognuna di esse avrà un livello (di solito da 3 a 7), un costo, i suoi punti di attacco e un costo di evoluzione (ci torneremo tra poco). Naturalmente, molti Digimon saranno anche dotati di effetti, scritti all’interno del corpo della carta e infine di effetti “ereditari” (abbiate pazienza!), situati nella parte inferiore della carta.

La carte opzione sono l’equivalente delle magie di magic e Yu-Gi-Oh! Hanno normalmente costi abbastanza elevati ed effetti di ogni genere, spesso in grado di ribaltare l’esito delle varie sfide. Per poterle giocare, però, sarà necessario controllare un Digimon o un tamer del medesimo colore (o dei medesimi colori) dell’opzione che andremo a calare.

I tamer, infine, una volta messi in gioco, rimarranno nel nostro terreno fino alla fine della partita. Sono dotati di utilissimi effetti continui in grado di dare una grossa mano al giocatore nell’impostazione delle sue strategie. Talvolta sono anche dotati di effetti “in entrata”, che scatteranno nel momento in cui il nostro tamer toccherà il terreno. La caratteristica che rende queste carte davvero insidiose è il fatto che entreranno in gioco anche nel momento in cui il nostro avversario le girerà attaccando la nostra pila delle security, ignorando persino il costo.

Costi e memorie

Digimon Card Game: le carte Digimon

Abbiamo più volte menzionato il costo delle carte. Come sarà possibile per  il giocatore pagare quello che andrà a giocare? Grazie ad una delle meccaniche più innovative di questo gioco, ovvero la barra della memoria.

All’ avvio della partita, il primo giocatore inizierà con 0 memorie. Ogni carta da lui giocata andrà a fornire memorie all’avversario e viceversa. Il turno di ogni giocatore terminerà nel momento in cui le sue memorie andranno in negativo.

Se per esempio il primo giocatore giocasse una carta dal costo di due memorie, il secondo inizierebbe il suo turno con a disposizione, appunto, due memorie. Giocando una carta a costo 3, terminerebbe il suo turno lasciando il primo giocatore con solo una memoria a disposizione.

È dunque possibile giocare da subito Digimon molto potenti, ma questo comporterà un alto dispendio di memorie, cosa che consentirà all’avversario di giocare numerose carte ed impostare la sua strategia.

È dunque evidente come la gestione della memoria a disposizione sia uno dei concetti chiave per la buona riuscita di qualunque strategia del gioco. A questo proposito, i tamer hanno spesso tra i loro effetti il settare la memoria iniziale del giocatore a tre, fornendo un vantaggio davvero notevole.

Evoluzioni e Breeding

Ma come riuscire a mantenere la nostra memoria e allo stesso tempo giocare i nostri mostri più potenti in Digimon Card Game? Ma naturalmente grazie al marchio di fabbrica dei Digimon: la digievoluzione (o evoluzione, in originale).

A partire dal livello 3, infatti, ogni Digimon presenterà, oltre al suo costo di gioco, anche un costo di evoluzione. Sarà possibile evolvere la nostra creatura semplicemente posizionando un Digimon di un livello superiore e del medesimo colore sopra al Digimon che abbiamo in gioco. I Digimon di livello 3 evolvono dai livelli 2, i livello 4 dai livello 3 e così via. L’evoluzione avverrà pagando un costo decisamente inferiore rispetto al normale costo di gioco.

Per dare un’idea, i Digimon di livello 6 hanno di solito costi di gioco altissimi (quasi sempre intorno alle 10 memorie) mentre evolvendoli da un livello 5 li pagheremo tra le 2 e le 4 memorie.

Non sarà necessario invece, come accade in Pokèmon, rispettare le linee evolutive di cartone ed anime. Ogni Digimon può evolvere in moltissime forme diverse, purché esse siano del medesimo colore e rispettino la scala dei livelli.

Come se non bastasse, il nostro Digimon erediterà anche le abilità del Digimon da cui evolerà. Ricordate l’area situata nella parte bassa delle nostre carte? Si tratta precisamente delle abilità “ereditate”, ovvero quelle che guadagnerà il nostro Digimon una volta evoluto, che andranno a rendere la nostra creatura ancora più pericolosa. Come ulteriore incentivo, ogni volta che eseguiremo un’evoluzione pescheremo gratuitamente una carta, azione quasi sempre vantaggiosa in un card game.

All’interno di questa meccanica riveste un ruolo fondamentale la cosiddetta “Area Breeding”. Oltre alla 50 carte del mazzo, infatti, il giocatore potrà disporre di un mazzo supllementare, formato da un massimo di 5 carte. Questo mazzo ospiterà i nostri Digimon di livello 2.

Questi teneri cucciolotti saranno impossibilitati a combattere e persino ad essere schierati in campo, ma saranno un’ottima base per dare il via alla nostra “scaletta” evolutiva. I Digimon di livello 3 infatti quasi sempre possono evolvere da un livello 2 gratuitamente, permettendo una pescata gratuita.

All’inizio di ogni turno di Digimon Card Game avremo la possibilità di spostare il nostro Digimon dalla zona breeding al terreno di gioco, senza alcun costo. Starà ancora una volta al giocatore decidere se gettare il suo Digimon nella mischia il prima possibile o se invece tenerlo al sicuro fino al raggiungimento del suo massimo potenziale (i Digimon nella zona breeding infatti non possono essere attaccati né bersagliati da alcun effetto).

Le battaglie

Digimon Card Game: booster pack

E veniamo al cuore del nostro gioco, ovvero le battaglie. Come abbiamo già accennato ad inizio articolo, infatti, scopo del gioco è riuscire ad attaccare direttamente il nostro avversario con uno dei nostri Digimon.

Tuttavia, un Digimon appena giocato non ha facoltà di attaccare (a meno di abilità specifiche), ma dovrà attendere un turno per poterlo fare. Se invece evolveremo la nostra creatura potremo attaccare subito, a patto che il nostro Digimon si trovasse già nel terreno all’inizio del turno. Infine, i Digimon che vengono spostati dalla zona breeding possono attaccare subito in qualsiasi caso.

Al momento delle dichiarazione di attacco, i nostri Digimon verranno “spossati” (la carta verrà cioè girata orizzontalmente) e potranno riprendersi solo all’inizio del turno successivo. Non sarà possibile attaccare Digimon recuperati (cioè in piedi), mentre potremo tranquillamente rivolgere i nostri attacchi contro Digimon spossati (sarà quindi importante non esporci troppo ai contrattacchi avversari).

Non sarà invece possibile al giocatore che subisce un attacco difendersi coi suoi Digimon, a meno che essi dispongano di una specifica abilità, detta blocker, che consente ai nostri mostri di intercettare gli attacchi avversari. In caso di una battaglia tra Digimon, a prevalere sarà naturalmente quello coi DP più altri, mentre il perdente verrà posto in un apposito mazzo detto pila degli scarti.

Uno dei momenti decisivi della partita sarà quando i giocatori inizieranno ad attaccare le rispettive aree security.  Ad ogni attacco infatti la prima carta della pila delle security verrà rivelata. In questo caso avremo tre possibilità.

Nel caso di un Digimon, la carta verrà scartata, ma avverrà comunque la battaglia tra il Digimon attaccante e quello rivelato. Se i DP del digimon in security superano quelli dell’attaccante, anche quest’ultimo verrà distrutto.

Nell’eventualità di un tamer, esso verrà giocato gratuitamente, attivando tutti i suoi effetti. Infine, se verrà rivelata un’opzione, essa attiverà i suoi effetti automaticamente.

È dunque evidente come la composizione della security andrà ad influenzare pesantemente l’esito della partita, creando sempre situazioni di forte imprevedibilità.

Una volta che un giocatore avrà esaurito le sue security, un ulteriore attacco determinerà la sua sconfitta, sebbene sia possibile perdere anche esaurendo le carte nel proprio mazzo.

Supporto e prospettive

Come per altri card game, Konami ha fornito a Digimon Card Game un apparato estremamente ben organizzato. Atraverso il sito ufficiale del gioco, (munito anche di app dedicata) sarà infatti possibile ad ogni giocatore verificare i prodotti in uscita, consultare l’intero database delle carte e cercare i luoghi in cui partecipare ai tornei ufficiali.

Ogni giocatore potrà anche creare il suo account, attraverso il quale creare le proprie liste per i deck ed iscriversi agli eventi più importanti, durante i quali, sempre tramite app, sarà possibile ricevere in tempo reale gli abbinamenti e i risultati.

In questi primi anni di vita del gioco, l’impressione generale è che Bandai Namco creda molto in questo progetto e abbia riversato su esse molto impegno ed energie. Il pubblico, dal canto suo, ha finora reagito molto bene, portando ad ottime vendite del prodotto e ad una più che buona partecipazione agli eventi organizzati, sebbene molti di essi abbiano dovuto giofocoforza svolgersi a distanza tramite webcam.

Solo il tempo ci dirà se Digimin Card Game si rivelerà un fuoco di paglia o se i mostri digitali, forti dell’affetto incondizionato dei loro fan riusciranno a divenire una presenza fissa nel panorama dei giochi di carte collezionabili. E voi che farete? Darete una chance ai Digimon e al loro nuovo gioco?

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