BrokenLore: DON’T LIE, il nuovo capitolo dell’universo horror psicologico firmato Serafini Productions, è da oggi disponibile su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Dietro lo studio, che si presenta come una realtà tutta giapponese con base a Tokyo, si nasconde in realtà una storia italiana: il fondatore, Sebastiano Serafini, è originario di Trento e si è trasferito in Giappone costruendo lì la sua carriera, prima nello spettacolo e poi nei videogiochi.
Pubblicato in collaborazione con l’editore indipendente Wired Productions, DON’T LIE è l’ultimo capitolo dell’universo interconnesso BrokenLore, la saga che dal 2022 esplora con crudezza temi come isolamento, trauma e dipendenza attraverso il linguaggio del survival horror psicologico.
Junko, tra bugie, medicine e ricordi sepolti
Protagonista di questo capitolo è Junko, giovane donna abbandonata dalla madre e cresciuta da un padre fisicamente presente ma emotivamente assente. Un vissuto che l’ha spinta a ritirarsi da ogni legame affettivo, dopo tentativi di relazione conclusi in rifiuto e umiliazione. Bugie, farmaci e memorie rimosse finiscono per distorcere il mondo attorno a lei, trasformando gli spazi domestici in manifestazioni tangibili di paura ed emozione: una presenza invisibile, che reagisce direttamente al comportamento del giocatore, costringe Junko a confrontarsi con esperienze che si ostinano a non restare nascoste.
Il gioco, interamente doppiato in giapponese, rivela inoltre una prospettiva complementare sugli eventi di BrokenLore: DON’T WATCH, capitolo precedente della saga in cui i giocatori avevano già incontrato Junko, ma solo attraverso uno schermo. Qui la si vive dall’interno, aggiungendo nuovo contesto ai personaggi e agli eventi che collegano i due titoli.
Da Trento a Tokyo: l’anima italiana dietro lo studio
La storia di Sebastiano Serafini è essa stessa un piccolo caso editoriale nel panorama indie giapponese. Cantante, attore e modello prima ancora che game designer, Serafini ha costruito la propria carriera tra Italia, Giappone, Hong Kong e Germania, comparendo in drama televisivi nipponici e band visual kei prima di fondare, a Tokyo, lo studio che porta il suo nome. Serafini Productions si descrive oggi come una realtà giapponese a tutti gli effetti, specializzata in horror, eppure resta guidata dalla sensibilità di un autore italiano che ha scelto di raccontare paura e isolamento da dentro la cultura che lo ha adottato. Un dettaglio che aggiunge un livello di lettura in più a una saga già di per sé personale: lo stesso Serafini ha dichiarato che DON’T LIE prosegue una storia iniziata con Shinji e che porta con sé un significato particolare per il team.
BrokenLore: DON’T LIE è disponibile da 15,99 dollari (12,99 sterline, 15,99 euro), con uno sconto del 10% per un periodo limitato a partire dal lancio. Se l’horror psicologico giapponese continua a essere uno dei terreni più fertili per raccontare la fragilità umana, come dimostrano i tanti autori che negli ultimi anni hanno rovesciato le convenzioni del genere (basti pensare al lavoro di Keiichiro Toyama), è forse proprio nell’incontro tra sensibilità diverse, come quella italiana e giapponese qui fusa in un solo autore, che questo filone trova ancora nuove strade da esplorare.

