Ho iniziato ad appassionarmi ai manageriali di calcio a partire dalla metà degli anni 90. All’epoca spopolava Championship Manager Italia (CManita per gli amici). Non sono mai stato un drago a districarmi tra tattiche ma quel mondo, da tifoso calcistico, mi affascinava e, di conseguenza, cercavo di capirlo.
Mano a mano che gli anni passavano i manageriali diventavano sempre più tattici e profondi ed io ci capivo sempre meno ma il mio manageriale annuale lo dovevo comprare, era diventata una abitudine, una bella abitudine.
I fatti

La cancellazione di Football Manager 2025 ha rappresentato un terremoto nel settore, più profondo di quanto possa sembrare a chi osserva dall’esterno quindi.
Non si è trattato soltanto di un rinvio o di un cambio di calendario, ma di una scelta drastica che ha imposto agli sviluppatori di Sports Interactive e a Sega un’ammissione rara: il prodotto non era pronto, non era all’altezza delle aspettative e pubblicarlo avrebbe significato tradire un pubblico che da oltre vent’anni alimenta il mito di questa serie.
In un mercato abituato a uscite annuali quasi rituali, la rinuncia ha colpito duramente la comunità, lasciandola con un vuoto inaspettato e un senso di spaesamento.
Ho quindi voluto capirci di più, perché la mancanza si è sentita. Penso che le ragioni dietro questa decisione sono state, ovviamente, molteplici.
I (probabili) motivi

Il passaggio al motore Unity e la volontà di rinnovare l’interfaccia e di rendere più moderna e accattivante l’esperienza utente hanno imposto obiettivi tanto ambiziosi quanto complessi. Nei test sembrava che il gioco non restituisse le sensazioni attese, il feeling non era rassicurante, i punteggi dei consumatori troppo bassi.
Continuare a rimandare avrebbe significato trascinare il titolo verso una finestra di uscita ormai incompatibile con il calendario calcistico, mentre un lancio affrettato avrebbe rischiato di compromettere un marchio che ha costruito negli anni un rapporto quasi fiduciario con i propri appassionati.
È stato un gesto di realismo, forse anche di umiltà: meglio fermarsi piuttosto che consegnare qualcosa che non valesse il prezzo e la fiducia del pubblico. Gesto che, dopo una mia meraviglia iniziale, personalmente ho compreso e apprezzato.
Le conseguenze
Le conseguenze sono state inevitabili. Gli utenti hanno reagito con delusione e con una certa diffidenza verso la gestione della comunicazione. L’attesa per un titolo che ogni anno scandisce la stagione calcistica è stata tradita e la frustrazione si è tradotta in scetticismo.
Eppure, non è mancato chi ha riconosciuto nella cancellazione un atto di responsabilità. Rinunciare a incassi sicuri per non macchiare la reputazione della saga ha dimostrato che esiste ancora un confine tra business e rispetto della community e che questo confine può orientare decisioni drastiche.
Da anni FM accompagna le nostre stagioni calcistiche, diventa il sottofondo delle serate invernali, l’ossessione notturna quando una trattativa di mercato virtuale sembra più importante di quella reale. Non avere avuto un’edizione nel 2025 ha significato rompere un ritmo, mancare a un appuntamento che è parte del calendario emotivo di tanti.
Una nuova speranza

Ecco perché si spera che Football Manager 2026 non sarà soltanto un nuovo capitolo, ma una prova di fiducia. Sarà il momento in cui si dovrà dimostrare di aver ascoltato le critiche e di aver imparato dalla battuta d’arresto.
Il nuovo titolo inaugurerà il pieno passaggio a Unity, integrerà finalmente il calcio femminile, e porterà con sé la Premier League con licenza ufficiale. Non sono semplici aggiunte, ma segnali di un impegno a costruire qualcosa di più grande, più moderno, e soprattutto degno dell’attesa.
So già che lo approccerò con un misto di entusiasmo e prudenza. Da un lato c’è la speranza di ritrovare il vecchio amore con una veste rinnovata; dall’altro c’è la consapevolezza che la fiducia non è infinita, che ogni passo falso peserà il doppio.
Forse la vera sfida di FM26 non sarà convincere la critica o attirare nuovi giocatori, ma riconquistare chi, come me, ha passato ore infinite a negoziare contratti con un talento sudamericano sconosciuto o a plasmare la tattica perfetta con un 4-2-3-1 inventato in piena notte…senza mai riuscirci!
Non chiedo un gioco perfetto, chiedo un gioco che mi faccia rivivere quella magia, quella sensazione di avere tra le mani il destino di un club e di una carriera virtuale che, per qualche strana alchimia, finiscono sempre per sembrare più reali del reale.
La mancata uscita del 2025 resterà un monito per i posteri ma potrebbe diventare anche il punto di svolta. Se Football Manager 2026 saprà mantenere le promesse, l’anno di silenzio sarà ricordato come una pausa necessaria, un respiro profondo prima di tornare a correre. E forse, proprio perché ci è mancato, il ritorno avrà un sapore ancora più intenso.

