Durante lo State of Play di Sony, Square Enix ha acceso i riflettori su Final Fantasy Resonance, primo capitolo della serie realizzato interamente in HD-2D, pubblicando contestualmente una demo gratuita su PlayStation 5, Nintendo Switch 2, Nintendo Switch, Xbox Series X|S e PC via Steam.
Grandshelt vi aspetta, con largo anticipo
La demo permette di giocare l’intero primo capitolo dell’avventura, circa 3-5 ore di contenuti, con i progressi trasferibili al gioco completo al momento del lancio, fissato per il 22 ottobre 2026. Un modo concreto per mettere le mani sul sistema di combattimento a turni rivisitato prima ancora dell’uscita, iniziando il viaggio nel regno di Grandshelt con largo anticipo rispetto al resto della community.
Sephiroth, il cattivo che non muore mai
Il trailer conferma che Sephiroth farà la sua comparsa nel gioco come sfida speciale, rintracciabile e affrontabile in battaglia per ottenere una ricompensa esclusiva. Non è la prima incursione del villain di Final Fantasy 7 fuori dal proprio gioco d’origine, basti pensare alla sua presenza in Dissidia o come lottatore DLC in Super Smash Bros. Ultimate, ma resta comunque un colpo a effetto per un titolo che punta molto sulla nostalgia dei fan.
Pixel art e omaggi al passato
Final Fantasy Resonance nasce come un omaggio dichiarato ai capitoli classici e moderni della saga: sistema di combattimento strategico a turni, ritorno di chocobo, esper e aeronavi, e la presenza di personaggi iconici come Cloud, Tidus e il Guerriero della Luce. Il tutto in una grafica retrò in HD-2D che spinge la pixel art oltre i propri limiti tradizionali. Il progetto affonda le radici nel primo arco narrativo del gioco mobile Final Fantasy BRAVE EXVIUS, ma Square Enix lo presenta come un lavoro di rielaborazione completa e non un semplice port, pensato per offrire la qualità di un’esperienza da console.
Riflessione
Con Resonance, SQUARE ENIX prova un esperimento interessante: prendere un’esperienza nata come gioco per dispositivi mobili e trasformarla in un’avventura da console a tutti gli effetti, sfruttando l’estetica HD-2D che ha già dato nuova vita a produzioni come Octopath Traveler. È una scommessa sulla nostalgia, certo, ma anche un banco di prova per capire se il pubblico è ancora disposto ad abbracciare il turn-based classico quando è confezionato con cura. La presenza di Sephiroth, in questo senso, è tanto un richiamo ai fan quanto una dichiarazione d’intenti.
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