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Bleach: Rebirth of Souls, annunciato il prossimo videogioco della saga

Nella prima decade degli anni 2000, gli appassionati di manga e anime hanno vissuto una nuova età dell’oro grazie all’avvento dei Big Three: One Piece, Naruto e Bleach. A distanza di tredici anni da Soul Resurrección per PlayStation 3, l’opera di Tite Kubo ritorna a essere un videogioco di cui sappiamo ancora spaventosamente poco, ma di cui abbiamo almeno un titolo, Bleach: Rebirth of Souls.

Bandai Namco ha pubblicato un trailer abbastanza criptico cui sono mostrati alcuni dei più celebri personaggi del manga e dell’anime come Ichigo Kurosaki, Rukia Kuchiki, Uryu Ishida e Yasutora Sado. Ulteriori dettagli sul gameplay non sono stati svelati, ma sappiamo che a comporre le musiche ci sarà Takeharu Ishimoto (Final Fantasy X, Kingdom Hearts II). Bleach: Rebirth of Souls è in sviluppo presso Tamsoft Corporation, specializzata soprattutto in picchiaduro e hack and slash, ma anche alcuni exploit come il loro ultimo gioco, tratto proprio da un manga: Captain Tsubasa: Rise of New Champions.

Il videogioco sarà disponibile, con data ancora da annunciare, su PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X/S e PC.

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Dead Rising Deluxe Remaster, annunciata la data d’uscita

Era il 2006. Un’eternità per il mondo videoludico, ma anche per le scelte di marketing. Capcom aveva appena lanciato un gioco in esclusiva per Xbox 360. L’ambientazione era quella di Resident Evil, ma lo stile decisamente diverso. Arrivava nel mercato dei videogiochi Dead Rising. Diciotto anni dopo e svariate rimasterizzazioni nel mezzo, Capcom ha annunciato una data d’uscita per Dead Rising Deluxe Remaster.

Il giorno per tornare a impersonare il futuro Premio Pulitzer, Frank West, è il 19 settembre 2024 su Xbox Series X/S, PlayStation 5 e PC. Dead Rising Deluxe Remaster vuole essere la rimasterizzazione definitiva del primo capitolo e per farlo sfrutterà il RE ENGINE di Capcom.

Oltre alla tonnellata di gore già presente nell’opera originale, al Capcom Next l’azienda nipponica ha promesso che il gioco presenterà nuove caratteristiche e miglioramenti del gameplay. Il RE Engine permetterà un grafica fino a 4K, un frame rate di 60 FPS e modelli dei personaggi aggiornati, tra cui lo stesso Frank. Gli sviluppatori hanno anche promesso numerose feature per migliorare la quality of life tra cui il salvataggio automatico, la cui mancanza ha tanto fatto soffrire i fan del titolo originale.

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Frostpunk 2 è stato rinviato a settembre

Bisognerà attendere ancora qualche mese per vedere il city-bulding survival di 11 Bit Studios. Frostpunk 2 è stato rinviato e sarà pubblicato il 20 settembre 2024. Le motivazioni sembrano ricadere sulla volontà degli sviluppatori di prendersi ancora un po’ di tempo per implementare delle nuove feature già al lancio del gioco invece che renderle disponibili solamente attraverso delle patch post-day one.

La decisione è stata annunciata attraverso dei post su Steam design director Jakub Stokalski e dell’artist director Lukasz Juszczyk:

In base ai sondaggi che abbiamo ricevuto dopo aver giocato alla Beta, il voto medio che ci avete ci ha dato 8 su 10. Ve ne siamo molto grati! Allo stesso tempo, si trattava solo di una piccola fetta di un gioco in fase di sviluppo e di crescita. gioco. Sebbene il nostro backlog sia abbondante, è stata un’opportunità per noi di ascoltare ciò che vi è piaciuto e ciò che non è ancora arrivato.

Questo ci ha permesso di stabilire meglio le priorità e di portare in primo piano le caratteristiche e le e modifiche su cui stavamo già lavorando. Ma ci siamo anche resi conto che per garantire la migliore esperienza possibile al momento del lancio, abbiamo bisogno di più tempo tempo per completare lo sviluppo di Frostpunk 2. Ecco perché abbiamo preso la difficile decisione di rinviare l’uscita di Frostpunk 2 al 20 settembre 2024.

Jakub Stokalski e Lukasz Juszczyk

Oltre a migliorie relative all’interfaccia grafica e un cambio delle meccaniche di gameplay tra cui il ribilanciamento di alcuni hub e modifiche relative alla temperatura, 11 Bit Studios vorrebbe introdurre già al day one una nuova feature della città denominata: “Zoom Stories”, cioè la possibilità di zoomare in alcuni parti specifiche della città per osservare la vita di tutti i giorni dei nostri concittadini.

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Dragon Ball Sparking! ZERO, Super Vegeku e molti altri si aggiungono al roster

Mancano solo tre mesi all’uscita di Dragon Ball Sparking! ZERO, prevista per l’11 ottobre 2024, e come immaginabile Bandai Namco sta presentando tanti nuovi personaggi che saranno disponibili nel roster finale. Ad oggi sono ancora tanti i personaggi giocabili da mostrare e questa volta l’azienda giapponese si è concentrata sulla sfida “Spada vs Pugni”. Con un trailer dedicato, sono stati mostrati personaggi importanti, e meno importanti, provenienti da tutte le saghe di Dragon Ball.

Tra i personaggi di Sparking! ZERO che usano le spade, o che abbiano poteri molto vicino a quella che sembra essere un’arma da taglio, sono stati presentati, tra gli altri, anche: Darbula, Super Vegeku, Goku Black e Super Saiyan Rosé. Gli amanti dell’arma bianca invece potranno usare: Spopovich, Goku (Super), Goku Ultra Instinct, Ribrianne, Rozie o Anilaza.

Dragon Ball Sparking! ZERO è il sequel diretto di Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi 3. Arriverà questo autunno su PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC.

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Monster Hunter Wilds, la nuova evoluzione del franchise

Monster Hunter World, Rise. Non si tratta soltanto di due titoli, l’uno successore dell’altro, bensì di due fasi di un processo di trasformazione del brand Capcom, di giochi che hanno determinato una rivoluzione del famoso Action Rpg che ora, con l’annuncio e i primi trailer del nuovo Monster Hunter Wilds, si appresta ad evolversi ancora.

Il franchise giapponese, nato nel 2004 con l’omonimo titolo per PlayStation 2, poi diventato per anni esclusiva Nintendo, si è sempre proposto al pubblico come un gioco di nicchia, in buona parte proprio per la sua esclusività, ma anche perché, storicamente, non è mai stato un gioco adatto a tutti.

Questo fino ad un preciso momento storico: il 26 gennaio 2018, data in cui PlayStation 4 e Xbox One accoglievano il primo titolo da cui Nintendo sembrava essere esclusa (e che il 9 agosto arrivava anche su Pc) . Si tratta di Monster Hunter World.

Con Monster Hunter World la caccia è stata aperta a tutti

L’uscita di World ha scombussolato l’universo di Monster Hunter: parliamo di un titolo che ha venduto oltre 21 milioni di copie, senza contare le ulteriori 9,2 milioni di copie vendute dal dlc Iceborne.

Con World, che ha spezzato le catene dell’esclusiva Nintendo, portando anche una ventata di novità in termini di grafica e di scorrevolezza del gioco, Capcom è riuscita ad aumentare il bacino di utenza, principalmente perché ha raccolto tutti quei giocatori che avrebbero sempre voluto “andare a caccia di mostri”, ma per i quali acquistare una console appositamente per questo era forse un po’ troppo.

Ovviamente, non si tratta soltanto di marketing: con World sono stati proposti contenuti estremamente validi, un gameplay divertente, la possibilità di condividere l’esperienza di gioco con gli amici senza troppi intoppi. Insomma, il titolo non ha solo funzionato: ha strafunzionato.

Monster Hunter Rise, un ritorno al passato?

Poi è arrivato Monster Hunter Rise e qualcosa si è “rotto”. Parliamoci chiaro, si tratta di un gioco molto apprezzato, con 14,2 milioni di copie vendute a cui si aggiungono le 7,1 milioni di copie registrate dall’espansione Sunbreak.

Eppure, questo titolo ha determinato una frattura della nuova fan base, una sorta di Civil War di marveliana memoria che ha diviso buona parte degli utenti tra “team World” e “team Rise” (poi ci sono quelli come me, che hanno apprezzato entrambi, ma questa è un’altra storia).

Ma a cosa è dovuta la rottura? Il ritorno del figliol prodigo a Nintendo c’entra poco: Rise è stato esclusiva della console dal lancio per circa un anno, per poi approdare ovunque, e sebbene l’assenza di cross-play abbia sicuramente influito nel frammentare l’utenza, il problema è sicuramente da rintracciare nel suo voler fare un passo indietro rispetto a World.

La grafica, infatti, ha subito un downgrade obbligatorio, affinché il titolo potesse girare su Switch, ma è anche vero che buona parte dei fan ha apprezzato il ritorno ad un design più fedele alle origini.

Monster Hunter Wilds: combattimento

Molto apprezzate anche le nuove feature, tra cui una cavalcatura personale e gli insetti filo che permettono movimenti verticali interessanti, ma l’assenza di tutte quelle meccaniche di gioco che hanno animato il predecessore si è fatta sentire da chi, in Rise, sperava un “Monster Hunter World 2”. Tra queste, per citarne alcune, la possibilità di saltare sopra i mostri e picchiarli mentre si tenta di restare aggrappati a loro (Rise permette una modalità di cavalcatura dei mostri diversa e per molti meno entusiasmante), così come si sente la mancanza dei vasti paesaggi aperti e apparentemente “infiniti”, anche se in realtà si trattava solo di uno sfondo per una mappa limitata.

Cosa aspettarci da Monster Hunter Wilds?

Tutto questo spiegone per arrivare ad una domanda: cosa dobbiamo aspettarci da Monster Hunter Wilds? È quel Monster Hunter World 2.0 che in tanti attendevano? Oppure è un gioco totalmente nuovo?

Domande a cui è ancora difficile rispondere, ma non impossibile, grazie ai primi trailer e gameplay svelati dalla stessa Capcom. Una serie limitata di contenuti da cui possiamo trarre una conclusione: Capcom, a differenza di altri, ha capito che per fare un buon titolo non basta miscelare ciò che di buono c’è stato in passato. Bisogna creare qualcosa di nuovo.

Monster Hunter Wilds: mandria

Nei trailer ci sono fortissimi richiami a World, soprattutto in termini di grafica: a primo impatto, i video sembrano farci vedere esattamente la versione migliorata del capitolo del 2018. Anche alcune delle feature rappresentate rievocano World: tra queste la già citata possibilità di cavalcare i mostri e prenderli a martellate (o spadate, “lanciafucilate” e altro, fate voi) mentre si è in groppa alla preda di turno.

Ma siamo certi che non ci sia nulla di Rise in questo nuovo titolo? Assolutamente no: già soltanto vedere il personaggio in sella ad una mount personale ci lascia capire che l’esperimento dell’ultimo titolo è riuscito a tal punto che Capcom ha deciso di riproporlo anche in Wilds.

L’addio alla bacheca delle missioni

Se da una parte, in Monster Hunter Wilds, sembrano venir riproposte alcune delle feature che in passato hanno funzionato, dall’altra ci sono cose che abbiamo trovato tanto in World quanto in Rise (e anche nei titoli precedenti), di cui Capcom ha deciso di sbarazzarsi per sempre, come per esempio la bacheca di caccia o le schermate di caricamento.

In questo caso, ci troviamo di fronte ad una forte rottura con il passato, visto che per anni siamo stati abituati ad un sistema che prevedeva l’accettazione di missioni su appositi tabelloni e il trasferimento automatico (tramite schermata di caricamento) nella mappa di riferimento.

Wilds vuole proporsi come un gioco nuovo, che prende il meglio dai predecessori, ma che al contempo rivoluziona tutto, grazie anche a quella che sembra essere la rimozione delle sequenze scriptate a cui siamo sempre stati abituati, facendoci immergere in mondo che apparentemente vive di vita propria.

Per essere più chiari: se una volta, raggiunto un determinato punto di una mappa, dopo aver avviato una specifica missione, avremmo con certezza trovato il mostro di turno seguire il solito percorso, questa volta non sarà così. Con Wilds, i movimenti della fauna (oltre che il meteo) saranno sempre casuali e l’esito di eventuali incontri tra predatori e prede sarà determinato dal “comportamento” di ciascuno di essi.

Insomma, la sfida non sarà più soltanto forgiarsi l’equipaggiamento ed imparare il moveset del mostro, ma anche studiare l’ambiente circostante e riuscire a gestire l’imprevedibile.

Tutto ciò che abbiamo visto finora fa ben sperare. L’asticella dell’hype è stata alzata di molto e adesso, “signora” Capcom, la preghiamo: non deluda le aspettative.

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Shadow of the Erdtree ha già venduto 5 milioni di copie

Bandai Namco ha pubblicato i primi dati di vendita di Elden Ring Shadow of the Erdtree. Nei primi tre giorni dall’uscita, l’action-RPG di FromSoftware ha venduto oltre 5 milioni di copie in tutto il mondo.

Definita l’espansione più grande mai realizzata da FromSoftware, nel DLC di Elden Ring i giocatori hanno potuto vagare nel Regno dell’Ombra, un mondo pieno di misteri, pericoli e minacciosi boss. Il DLC ha aggiunto diverse novità tra nuove magie, armi e armature. La trama, più cupa rispetto all’opera base, permette di svelare il lato oscuro della storia di Elden Ring.

Elden Ring Shadow of the Erdtree è disponibile per PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X/S, Xbox One e PC.

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Nobody Wants to Die, l’avventuracy berpunk uscirà questa estate

Nobody Wants to Die, avventura noir interattiva ambientata in una New York distopica, arriverà sul mercato questa estate. Plaion e Critical Hit Games, nuova casa di sviluppo polacca formata da un team che ha sviluppato diversi tripla A, e hanno pubblicato un video gameplay indicando il 17 luglio 2024 come data di rilascio.

Il trailer mostra i metodi investigativi, evidenziando le meccaniche utili a trovare prove e analizzare gli indizi e ci fa capire quanto la trama sarà importante per questo capitolo che porta in un contesto spiccatamente cyberpunk.

La nostra priorità è quella di offrire una grande esperienza narrativa e grafica nel nostro mondo distopico. In Nobody Wants to Die, diamo al giocatore l’opportunità di indagare su un assassino e di scoprire gli oscuri segreti della città, utilizzando gli innovativi strumenti del gioco e la propria bussola morale come guida.

Grzegorz Goleń, CEO e Lead Game Designer di Critical Hit Games

Nobody Wants to Die uscirà su Xbox Series X/S, PlayStation 5 e PC.

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Dragon Age: The Veilguard mostra il gameplay e annuncia il periodo d’uscita

Nelle ultime settimane Electronic Arts e BioWare hanno presentato due nuovi trailer, uno cinematografico e uno di gameplay, in cui mostrano il nuovo capitolo del loro gioco di ruolo occidentale di punta. Dragon Age: The Veilguard, che arriverà nell’autunno del 2024, ha mostrato prima il nuovo cast di compagni e successivamente un gameplay di venti minuti in cui abbiamo potuto assistere alle fasi di combattimento.

In questo nuovo capitolo i giocatori vestiranno i panni di Rook, protagonista completamente personalizzabile, che condividerà il campo di battaglia con il gruppo noto come Egida del Velo. I compagni di squadra sono ben sette, ognuno con la propria peculiarità sia in termini caratteriali che di abilità sul campo:

  • Bellara, una creativa e romantica Acrobata del Velo ossessionata dalla scoperta di antichi segreti;
  • Davrin, un audace e affascinante Custode Grigio che si è fatto un nome come cacciatore di mostri;
  • Emmrich, un negromante dell’Osservatorio del Lamento di Nevarra con un assistente scheletrico, Manfred;
  • Harding, l’esploratrice nanica, torna nella mischia come compagna con un cuore grande, un’attitudine positiva e un arco pronto… oltre a poteri magici inaspettati;
  • Lucanis, un assassino equilibrato e pragmatico che discende dalla linea di sangue della Casata dei Corvi, un’organizzazione criminale famosa in tutto il Thedas; 
  • Neve, una cinica che lotta per un futuro migliore, sia come investigatrice privata sia come membro dei ribelli Draghi Ombra del Tevinter;
  • Taash, abile nella caccia ai draghi e membro dei Signori della Fortuna che vive per l’avventura e adora il rischio. 

Per quanto concerne lo stile artistico, Dragon Age: The Veilguard sembra aver abbandonato la “serietà” della saga per uno stile più colorato, quasi cartoonesco. Il combat system invece mantiene lo stile della saga originale, come dichiarato anche dalla director del gioco Corinne Busche:

Vogliamo che ogni singolo momento dell’esperienza estesa e narrativa di Dragon Age: The Veilguard sia di grande impatto. I giocatori si recheranno in più regioni rispetto a qualsiasi altro Dragon Age, e lì dovranno aumentare di livello e personalizzare ampi alberi delle abilità per affrontare nemici sempre più impegnativi. Inoltre, il nostro combattimento combina una fluida azione momento dopo momento con l’approfondita tattica GDR per cui la serie è famosa. Siamo incredibilmente entusiasti di offrire ai giocatori di tutto il mondo un primo sguardo a questa esperienza che abbraccia le radici narrative di BioWare, con cui dà vita a GDR per giocatore singolo immersivi e creati con cura.

Corinne Busche, direttrice di Dragon Age: The Veilguard

Dragon Age: The Veilguard è il quarto capitolo principale della saga di GDR fantasy che si basa su una narrativa ricca di avvenimenti e un combat system occidentale, cioè combattimenti in tempo reale a base di abilità, magie e colpi speciali. Dragon Age: The Veilguard arriverà su PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC nell’autunno 2024.

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Metal Slug Tactics: abbiamo provato la demo

Per me, cresciuto nella gloriosa epoca dei cabinati, un titolo sopra chiunque altro rappresentava la compianta saletta giochi. Ovviamente parlo di Metal Slug, la leggendaria saga run and gun SNK nata nel lontanissimo 1996. Una saga tutta azione, esplosioni ed enormi boss di fine livello via via sempre più strani. E da una direzione artistica ricercatissima ed inconfondibile.

Capirete quindi la mia perplessità durante il reveal trailer di Metal Slug Tactics, un titolo che pare essere l’antitesi di ciò a cui la serie ci abitua da ormai 27 anni. Perplessità seguita poi da curiosità per il lavoro del team francese Leikir Studio, che ci prometteva di trasporre l’esperienza di Metal Slug in salsa strategica, per di più a turni.

Adesso però alcuni dubbi possono essere sciolti. Finalmente potuto sviscerare la demo di Metal Slug Tactics e voglio darvi le mie prime impressioni, da appassionato di strategici, roguelite e soprattutto della saga di Metal Slug.

Il ritorno dei Falchi

Anche stavolta i Falchi Pellegrini, gruppo di specialisti capitanati dal leggendario Marco Rossi, dovranno sventare i piani del malvagio Generale Morden, capo dei Ribelli ed antagonista storico della saga. Per farlo dovranno conquistare vari settori a suon di mitragliatrici, granate, fucili laser e quant’altro. La trama è tutta qua, ed onestamente a me va benissimo così, da Metal Slug mi aspetto esplosioni, tank sproporzionati e qualche sano scambio di battute, cose tutte presenti già dalla demo, che permetterà di cimentarsi nel deserto di Argum, primo dei settori da conquistare.

Partiamo da un presupposto, Metal Slug Tactics è un tattico con elemeti roguelite in tutto e per tutto. Nessuna strana commistione di generi, di meccaniche action o semplificazioni varie. Qui si ragiona tanto, si soppesa ogni singola mossa disponibile, si gestiscono le scarse risorse nel miglior modo possibile e si tenta di sopravvivere. Ed il tutto funziona dannatamente bene, ma andiamo con ordine.

Tattica e pallottole

Ad un primo sguardo Tactics propone il più classico dei combattimenti a turni. Ogni personaggio ha a disposizione un’azione di movimento ed una di attacco, come in un qualsiasi Fire Emblem. Ora però aggiungiamo delle variabili. Partiamo dagli attacchi sincronizzati, tecnica fondamentale per portare a casa la vittoria: per innescarli basterà bersagliare un nemico presente sulla linea di tiro di un altro nostro compagno. Così facendo entrambe le unità attaccheranno in sincronia. Già questo aspetto aggiunge enorme profondità al posizionamento del nostro team, poiché difficilmente riusciremo a far fuori i nemici in tempo utile non sfruttando la sincronia.

Interessante anche la meccanica dell’adrenalina e della schivata. La prima è la risorsa utilizzabile per attivare le abilità, mentre la seconda diminuisce i danni causati dai nemici. Entrambe vengono generate spostando i propri personaggi, e più lontano li si muove più adrenalina e schivata vengono generate. Questo scoraggia lo stile di gioco estremamente difensivo, mentre viene premiato il buon posizionamento delle truppe ed il saggio utilizzo della mappa di turno nella sua interezza.

Aggiungiamoci poi che tutti i personaggi sono equipaggiati con due tipologie di armi, standard e speciali. Le armi standard hanno munizioni illimitate, e comprendono pistole, bombe, pugnali e quant’altro. Le armi speciali sono molto più potenti delle standard, con danno più elevato, maggiore area d’effetto, status alterati, ma con numero di utilizzi limitato. Inoltre ogni personaggio ha un suo set di abilità passive ed attive.

Bene, unite entrambe le cose ed avrete un roster decisamente variegato. Marco ad esempio è il buffer della situazione, mentre Eri si specializza nel danno ad area e nella mobilità. Tarma è il “tank” del gruppo, possedendo abilità che ne aumentano la resistenza, mentre Fio è la classica unità da supporto che manipola la posizione dei nemici.

Già da questa breve introduzione capirete che il titolo è in realtà molto complesso. Metal Slug Tactics permette molteplici build per ogni personaggio e sinergie da creare tra i 3 membri del nostro team. E di variabili ce ne sarebbero tante altre, come le mod arma che modificano radicalmente l’utilizzo dell’equipaggiamento, o gli asset strategici. Insomma, di carne al fuoco ne troverete tantissima, anche considerando che parliamo di una semplice demo.

Anche Roguelite

Il titolo presenta anche vari elementi cari agli amanti dei roguelite, come il sottoscritto. Partiamo dal dire che le mappe vengono create in maniera procedurale, “incollando” vari tileset tra loro. Così come posizionamento e tipologia dei nemici, la presenza o meno di veicoli e tanto altro è lasciato al caso.

La demo offre varie tipologie di missione, che vanno dal classico “elimina tutti i nemici” a varianti survival in cui resistere per un certo numero di turni ad un’orda di avversari, o ancora proteggere un npc o raggiungere l’area di estrazione designata. Inoltre ogni missione presenta un obiettivo secondario, che se soddisfatto da’ accesso a ricompense fondamentali per il successo della campagna.

Come in ogni roguelite che si rispetti anche qui potremo decidere noi quale missione affrontare prima, pianificando il percorso che vogliamo seguire per raggiungere il boss di fine zona.

Immancabile poi la pletora di sbloccabili, che vanno da nuove abilità attive/passive di ogni singolo membro a loadout di partenza differenti, mod arma e tanto altro. Come già detto, il content sembra ricchissimo già dalla demo.

Ci ha convinti?

In breve, si, decisamente. Mi aspettavo uno strategico caciarone, vista anche la saga di appartenenza. Invece mi sono trovato davanti ad una sorta di Into the Breach in salsa Metal Slug. Il bilanciamento va un attimo rivisto, la demo presenta qualche bug ed a volte si fa fatica a capire dove i nemici potranno colpire, ma siamo di fronte ad un’ottima base, e non vedo l’ora di mettere le mani sul titolo completo. Promosso!

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Dragon Ball: Sparking! Zero ha una data d’uscita

Bandai Namco ha rivelato la data d’uscita di Dragon Ball: Sparking! Zero: il nuovo capitolo di Budokai Tenkaichi sarà disponibile dall’11 ottobre 2024 per PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC. L’azienda nipponica ha inoltre aperto i pre-order fisici e digitali del gioco.

Dragon Ball: Sparking! Zero sarà disponibile in ben cinque versioni, di cui riportiamo qui sotto il comunicato stampa ufficiale:

  • Edizione Standard
  • Digital Deluxe Edition: include l’Edizione Standard, 3 giorni di Accesso Anticipato al gioco e il Season Pass, che include oltre 20 personaggi tra cui alcuni da DRAGON BALL SUPER SUPER HERO e DRAGON BALL DAIMA e Shenron Evocato che può sbloccare oggetti. È incluso anche l’accesso anticipato ai personaggi DLC.
  • Digital Ultimate Edition: contiene il contenuto della Deluxe Edition, l’Ultimate Upgrade Pack che include il Costume di Goku (Super) con il Bastone Magico, un Emote Voice Set, 1 oggetto per la personalizzazione e 2 sfondi per le carte del giocatore. Questa edizione dà anche la possibilità di evocare Super Shenron per sbloccare oggetti o personaggi.
  • Collector Edition: include il contenuto della Digital Ultimate Edition, un diorama esclusivo a tema DRAGON BALL: Sparking! ZERO e un segnalibro metallico.
  • Premium Collector Edition: disponibile esclusivamente sul Bandai Namco Store include il contenuto della Collector Edition, una Steelbook e 4 carte esclusive dal gioco DRAGON BALL SUPER CARD GAME Fusion Worlds

Come bonus pre-order, ci sarà l’accesso ai seguenti personaggi senza la necessità di sbloccarli nel gioco: Gogeta, Gogeta, Super Saiyan, Gogeta Super Saiyan God Super Saiyan, Broly, Broly, Super Saiyan e Super Saiyan Broly, Full Power. Inoltre, un altro personaggio giocabile sarà svelato più avanti.