C’è chi pensava che la fiamma si fosse spenta per sempre. Invece Red Hook Studios ha appena riacceso la torcia dell’Hamlet con un annuncio che nessuno aspettava più: Darkest Dungeon riceve una nuova espansione, la prima dal 2020. Si chiama The Fire’s Edge e arriva il 18 agosto 2026, proprio in coincidenza con il decimo anniversario del lancio completo del gioco originale.
Il ritorno nell’abisso, dieci anni dopo
Darkest Dungeon nasce come sogno crowdfunded, approda in Early Access su Steam nel febbraio 2015 e conquista la sua forma definitiva su PC il 19 gennaio 2016, seguito da PlayStation 4 pochi mesi dopo e da Nintendo Switch e Xbox One nel 2018. Da allora il roguelike gotico di Red Hook si è guadagnato un posto tra i titoli indipendenti più influenti del decennio, capace di reinventare il genere dungeon crawler unendo permadeath, gestione dello stress mentale e un’estetica da incisione vittoriana.
Quattro le espansioni arrivate fino a oggi: The Shieldbreaker, The Crimson Court e The Color of Madness, disponibili su tutte le piattaforme, seguite da The Butcher’s Circus nel 2020, uscita solo su PC. Da quel momento, silenzio: Red Hook ha dedicato le proprie energie a Darkest Dungeon II, pubblicato nel 2023, e al relativo supporto post lancio. Fino ad oggi.

Due eroi in fuga dal sequel
The Fire’s Edge non è un semplice contenuto cosmetico di Darkest Dungeon, ma introduce introduce due nuovi personaggi giocabili, il Duelist e il Runaway, entrambi debuttati originariamente in Darkest Dungeon II e ora trapiantati nel gioco che ha dato inizio a tutto. Il Runaway veste stracci bruciacchiati, impugna un attizzatoio improvvisato e predilige il fuoco e la furtività quando costretto allo scontro. Il Duelist, al contrario, incarna la severità: un mantello ornato, trafitto sul petto, e una lama che finora nessun avversario ha saputo fronteggiare.
Con il Runaway arriva anche Burn, la meccanica di danno da ustione già vista nel sequel, pensata per sinergizzare con stordimenti e spostamenti dei ranghi nemici, un’aggiunta che promette di scombinare gli equilibri tattici consolidati in dieci anni di run.
Un’operazione a doppio binario: la stranezza dietro il ritorno
Qui sta l’aspetto più insolito dell’annuncio. Darkest Dungeon II ha cambiato radicalmente formula rispetto al capitolo originale, sostituendo la griglia di combattimento fissa con un sistema di posizionamento dinamico e la struttura a dungeon con un roguelike da road trip. Il cambio di rotta ha diviso la fanbase: su Steam l’originale mantiene un solido 91% di recensioni positive, mentre il sequel si ferma al 75%, un divario che lo stesso game designer Tyler Sigman ha in parte attribuito a un problema di aspettative, con parte della community che ha giudicato il nuovo capitolo solo per ciò che non replicava del primo.
Nonostante questo, Red Hook non ha mai abbandonato Darkest Dungeon II: lo studio ha rilasciato l’update gratuito Kingdoms e l’espansione Inhuman Bondage, ha esteso il supporto mod, ha portato il gioco su tutte le console e sta lavorando a una versione per Nintendo Switch 2, oltre ad avere già in cantiere un nuovo DLC per il sequel previsto nei primi mesi del 2027. The Fire’s Edge arriva quindi mentre Red Hook gestisce due pipeline di sviluppo parallele per due giochi diversi di Darkest Dungeon, e sceglie di farle intersecare proprio ora, riportando indietro nel tempo due eroi nati per il futuro della serie.

Nuovi distretti per l’Hamlet e trinket in evoluzione
L’espansione porta in dote anche tre nuovi distretti per fortificare l’Hamlet: Academie Duello, Craftworks e Archaeological Base Camp, oltre a un sistema di Trinket rinnovato con meccaniche inedite come Trigger Uses, Quest Charges e Progressive Trinkets. Red Hook promette inoltre nuova scrittura, nuovi eventi e ulteriori sorprese in arrivo prima del lancio.
The Fire’s Edge debutterà il 18 agosto 2026 su PC, Mac, PlayStation e Nintendo, mentre l’edizione Xbox seguirà in un secondo momento, dettaglio che ricorda quanto la strategia multipiattaforma di Red Hook resti ancora oggi frammentata rispetto ai competitor del genere.

