In un’area games del COMICON affollata e gremita di calore, grande attenzione era dedicata anche alla scena indipendente, in particolare a quella italiana.
In questo contesto abbiamo avuto l’occasione di incontrare i ragazzi di Beehive Studios per parlare di Lumentale: Memories of Trey, titolo in uscita il 26 maggio 2026. Il progetto possiede un’identità forte grazie a un sistema di gioco che unisce collezionismo e strategia, il tutto coronato da una direzione artistica molto curata.
Ma quali sono le ispirazioni dietro il titolo? E quanto è stato complesso costruire qualcosa che potesse risultare riconoscibile? Grazie alla disponibilità di Beehive Studios abbiamo potuto realizzare una breve intervista per fare luce su questi aspetti.
L’importanza del rapporto con il pubblico
Durante l’incontro ci è stato raccontato come Lumentale sia stato, prima di tutto, un progetto a lungo desiderato: un’idea maturata nel tempo e poi trasformata in un obiettivo concreto. Questo spiega anche il modo in cui Beehive Studios parla del gioco: un lavoro nato da passioni differenti, esperienze condivise e una conoscenza solida del genere RPG e Monster Collector.
Lavorare a Lumentale, raccontano, è stato “fantastico”, soprattutto perché l’idea di creare un videogioco di questo tipo nasce dalla loro infanzia. Vederlo prendere forma rappresenta quindi una grande soddisfazione. Questo entusiasmo è rafforzato anche dal rapporto diretto con il pubblico: fiere e presentazioni diventano momenti di confronto utili a capire se il gioco riesca davvero a comunicare la propria essenza. Da questo punto di vista, il contatto dal vivo ha permesso al team di osservare le reazioni dei giocatori a elementi molto diversi tra loro, dal combat system all’overworld, fino a un primo assaggio della componente narrativa.

Eterogeneità e identità di Lumentale
Uno degli aspetti che ci ha colpiti maggiormente durante l’intervista è stata l’eterogeneità del progetto. Il team racconta infatti di provenire da varie zone d’Italia e di riflettere questa caratteristica anche nel gioco stesso, sia sul piano culturale, con richiami alla cucina italiana , sia su quello videoludico, attraverso influenze differenti.
La questione dell’identità torna più volte nel corso della conversazione. Tra le ispirazioni dichiarate, accanto a Pokémon, compaiono Persona, Final Fantasy, Xenoblade Chronicles ed Eastward. In un pot-pourri di questo tipo, riuscire a emergere con una propria originalità rappresenta inevitabilmente una sfida.
Secondo gli sviluppatori, l’obiettivo era creare qualcosa di abbastanza familiare da risultare immediatamente accessibile agli appassionati del genere, ma sufficientemente diverso da non scadere nella prevedibilità. Una formula apparentemente semplice che riflette però una delle tensioni principali dell’indie contemporaneo: essere accessibili e riconoscibili senza diventare anonimi.
Nel caso di Lumentale questa ricerca si articola su più livelli. Da una parte troviamo il lato collezionistico, che rimane centrale; dall’altra la volontà di rafforzare il peso strategico degli scontri, facendo convivere questa doppia dimensione con la componente esplorativa e narrativa.

Pokémon Xenoverse come banco di prova
Il percorso che ha portato a Lumentale nasce indubbiamente anche da Pokémon Xenoverse, considerato da Beehive Studios una sorta di banco di prova. Il team lo definisce un’esperienza utile per comprendere il carico di lavoro necessario, ma anche per misurare concretamente la possibilità di compiere un salto verso qualcosa di più strutturato e autonomo, capace di camminare con le proprie gambe. Ci è stata infatti comunicata la volontà di non fermarsi a un singolo titolo, ma di sviluppare un universo più ampio, un franchise destinato a crescere nel tempo.
Questa continuità racconta anche una progressiva professionalizzazione nata da un background amatoriale e fan-made, ancor prima dell’ingresso nella scena indie italiana. Quando i ragazzi di Beehive Studios parlano di franchise, è chiaro l’orizzonte entro cui stanno pensando il progetto: un universo da espandere con una propria identità tematica. La scelta di guardare fin da subito a una prospettiva seriale rappresenta già una presa di posizione all’interno di un panorama in cui molti progetti indie rimangono esperimenti isolati.
Allo stand erano inoltre presenti prototipi di carte da gioco realizzate in collaborazione con SMILE. Qualora il progetto dovesse ottenere successo e notorietà, l’obiettivo sarebbe quello di rendere disponibili carte collezionabili anche al di fuori del videogioco.

Il calore internazionale ricevuto da Lumentale
Dall’intervista è emerso inoltre un dato piuttosto sorprendente: la forte risposta ricevuta a livello internazionale. All’interno dello stand era presente anche uno showcase dedicato a Lumentale apparso su una rivista giapponese Nintendo. Il team racconta che inizialmente si aspettasse un riscontro maggiore in Italia, ma la campagna Kickstarter ha ribaltato le aspettative, registrando un forte sostegno soprattutto dall’estero. In particolare, alcune community straniere, come quelle giapponesi, portoghesi e brasiliane, si sono dimostrate molto attive e partecipi.
Un risultato che ha spinto la squadra a guardare con ancora più attenzione oltre i confini italiani, senza però perdere di vista il mercato nazionale. Lumentale si colloca quindi in una posizione interessante: quella di un progetto italiano che cerca fin da subito una conversazione internazionale.

L’intervista avvenuta al COMICON restituisce l’immagine di un titolo che non punta semplicemente a occupare lo spazio lasciato dall’ennesimo confronto con i più celebri monster collector. Piuttosto, Lumentale sembra voler utilizzare la propria familiarità con il genere RPG come punto d’accesso per costruire qualcosa di ulteriore: una combinazione di collezione, strategia, direzione artistica e prospettiva seriale che prova a rendere il progetto riconoscibile nel medio periodo.
Se riuscirà a mantenere questa promessa lo si scoprirà soltanto dal 26 maggio in poi, ma grazie ai ragazzi di Beehive Studios abbiamo potuto comprendere molto meglio ciò che si cela dietro le quinte di questa realtà, a cui non possiamo che augurare il meglio.

