Dragon Ball non si è limitato a ispirare una generazione di appassionati: ha contribuito a scrivere gli standard di interi generi videoludici, dai picchiaduro a incontri fino ai più recenti picchiaduro ad arena tridimensionali. Nato dalla penna del compianto Akira Toriyama, il manga ha attraversato decenni di trasposizioni videoludiche, sparse su ogni piattaforma possibile, dalle console a 8 bit fino ai sistemi più recenti.
Non tutte queste trasposizioni sono memorabili. Anzi, buona parte dei tentativi fatti nel corso degli anni ha prodotto risultati dimenticabili. Dragon Ball ha però avuto anche diverse trasposizioni di altissima qualità, capaci di lasciare un segno duraturo tanto negli appassionati storici quanto nei neofiti che si avvicinano oggi per la prima volta a Goku e compagni.
Questa classifica raccoglie i dieci videogiochi di Dragon Ball considerati i migliori di sempre, aggiornata a ottobre 2026 con le ultime novità del franchise. In chiusura trova spazio anche una panoramica sui titoli mobile del franchise, un segmento che negli anni ha raggiunto numeri difficilmente eguagliabili dalle controparti da console.
10. Dragon Ball Z: The Legend

I videogiochi di Dragon Ball dell’era 32 bit sono stati tutt’altro che dei capolavori. In mezzo ai vari picchiaduro a incontri più o meno decenti, però, Dragon Ball Z: The Legend (il cui titolo originale è Dragon Ball Z: Idainaru Dragon Ball Densetsu) è il gioco che più di ogni altro è riuscito a lasciare il segno.
Sebbene The Legend presenti una qualità grafica decisamente bassa per gli standard della prima PlayStation e un sistema di controllo piuttosto limitato ed ostico, il gioco riesce comunque a farsi apprezzare per l’originalità del suo gameplay. Si tratta infatti del primo gioco dedicato a Dragon Ball che ha proposto la formula delle battaglie a squadre in un campo aperto tridimensionale, una formula che darà vita in futuro al genere dei picchiaduro arena. Questa struttura, sebbene non sfruttata appieno dal titolo, avrà grande importanza per l’evoluzione dei giochi futuri, per esempio con la serie Budokai Tenkaichi.
The Legend proponeva, inoltre, un roster estremamente vasto e una modalità storia davvero curata, che riproponeva fedelmente tutti gli scontri chiave della più famosa ed apprezzata parte della saga di Toriyama. Anche la resa delle mosse speciali risultava in alcuni casi davvero ben fatta e spettacolare.
Il sistema di controllo del gioco, già limitato ai tempi, oggi risulta davvero legnoso, ma resta un esperimento storico che gli appassionati di retrogaming e di Dragon Ball Z possono recuperare con qualche piacevole sorpresa.
9. Dragon Ball Z: Hyper Dimension

Nel mondo dei 16 bit, uno dei generi più popolari in assoluto per questi sistemi è stato indubbiamente il picchiaduro ad incontri. Essendo Dragon Ball incentrato prevalentemente sui combattimenti, l’opera di Toriyama si è sempre prestata bene per questo genere di trasposizioni. Purtroppo la maggior parte dei videogiochi di lotta dedicati a Dragon Ball era decisamente deludente. Anche la serie più famosa, denominata Dragon Ball Z: Super Butōden, risultava davvero carente sia sul lato tecnico che su quello della giocabilità.
Nel 1996, proprio verso la fine dell’arco di vita del glorioso SNES, ha fatto la sua apparizione Dragon Ball Z: Hyper Dimension. Questo gioco prendeva tutto quanto visto di buono nella serie Butōden, riuscendo allo stesso tempo a migliorarlo. Gli sprite dei personaggi, le animazioni e gli sfondi sono davvero di buona qualità e riproducono fedelmente la grafica dell’anime. Anche il gameplay risulta divertente e coinvolgente, con un gran numero di mosse a disposizione di ogni personaggio ed un sistema di super davvero spettacolari e fedeli all’anime.
Non si tratta certamente di un capolavoro, vista anche la presenza di soli dieci personaggi giocabili. Per chi ama i picchiaduro 2D ed è appassionato di Dragon Ball, Hyper Dimension merita comunque qualche partita.
8. Dragon Ball: Advanced Adventure

Il prossimo gioco si sposta nel mondo delle console portatili. Dragon Ball: Advanced Adventure, uscito nel 2004 per GBA, si concentra sulla prima parte del manga di Dragon Ball, quella, per capirci, dedicata a Goku bambino.
Dimps, la casa produttrice, propone un’interessante avventura action che unisce sapientemente elementi presi sia dai classici platform che dai picchiaduro a scorrimento. Il risultato è un gioco dinamico e colorato che ripropone molto fedelmente la prima serie di Dragon Ball regalando anche numerosi extra, tra cui la possibilità di giocare anche nei panni di molti dei nemici, boss compresi.
Anche per quanto concerne il comparto tecnico, Advanced Adventure non delude, grazie ad una grafica pulita e colorata e ad un set di animazioni estremamente fluido e veloce. Un gioco davvero ben fatto e divertente. Da recuperare se capita l’occasione, anche per chi non è un fan sfegatato di Goku e compagni.
7. Dragon Ball Z: L’attacco dei Saiyan

Oltre ai picchiaduro, Dragon Ball ha saputo ispirare, soprattutto nel mercato giapponese, un enorme numero di RPG. Anche in questo caso, purtroppo, molti dei risultati sono stati a dir poco deludenti. Tra i pochi videogiochi di ruolo davvero validi dedicati a Dragon Ball c’è Dragon Ball Z: l’Attacco dei Saiyan.
Uscito nel 2009 per Nintendo DS, l’Attacco propone un classico JRPG che alterna fasi di esplorazione e dialogo a numerosi scontri gestiti da un tradizionale sistema a turni, molto simile a quello visto, per esempio, in Final Fantasy. Questo gioco compie anche la particolare scelta di concentrarsi su un arco narrativo molto ridotto, che va dal ventitreesimo torneo Tenkaichi (con la sfida tra Goku e Piccolo) alla leggendaria battaglia tra Goku e Vegeta. I programmatori, probabilmente, hanno voluto lasciarsi aperta la porta per uno o più seguiti, purtroppo mai realizzati.
Per riempire le ore di gioco, l’Attacco propone un enorme numero di eventi extra, che spesso coinvolgono anche molti dei personaggi secondari. La trama di questi eventi filler risulta quasi sempre gradevole e riesce a coinvolgere e non annoiare il giocatore. Anche il battle system è ben calibrato ed unisce strategia e abilità, dal momento che in varie occasioni il giocatore è chiamato a eseguire piccoli quick time event per limitare i danni subiti o accrescere quelli causati. Anche la grafica risulta piacevole e curata, soprattutto nelle fasi di combattimento.
Un gioco di ruolo davvero ben fatto, intrigante e divertente, che tutti gli amanti del genere dovrebbero sperimentare.
6. Dragon Ball Z: Extreme Butoden

Si resta nel mondo delle portatili per parlare di uno dei migliori picchiaduro 2D dedicati a Dragon Ball. Extreme Butōden, realizzato dalle sapienti mani di Arc System Works e uscito nel 2015 per 3DS, riprende tutti gli elementi caratteristici della vecchia saga Butōden. Nel gioco è infatti possibile volare e sfruttare la propria barra del Ki per eseguire i numerosi attacchi speciali dei protagonisti.
A proposito di protagonisti, Butōden offre più di 100 personaggi, suddivisi tra personaggi giocabili e di supporto. Questi ultimi non possono essere controllati direttamente, ma vengono richiamati dal giocatore per eseguire alcuni attacchi speciali.
Extreme Butōden presenta una veste grafica davvero accattivante e bella da vedere, limitata solo dalle piccole dimensioni dello schermo del 3DS. Cosa ancora più importante, il gioco risulta dannatamente divertente e giocabile, con uno stile veloce e frenetico che fa della maestria nelle combo il suo punto di forza.
Per chi possiede ancora un 3DS e si fosse perso questa piccola chicca, recuperarla resta una scelta che difficilmente delude.
5. Dragon Ball Z: Kakarot

Alla quinta posizione si trova uno dei videogiochi di Dragon Ball di maggior successo degli ultimi anni. Uscito nel 2020 per praticamente tutte le piattaforme principali, Kakarot ripropone tutte le vicende principali di Dragon Ball Z, presentando anche numerosi scenari originali.
Il videogame presenta un sistema di gioco piuttosto inedito, mostrandosi come un’avventura tridimensionale open world. Kakarot possiede anche numerosi elementi tipici dei giochi di ruolo, dal momento che è possibile salire di livello e scegliere tra le numerose abilità che vengono sbloccate nel corso dell’avventura.
I combattimenti in tempo reale, pur presentando praticamente tutti gli attacchi e le abilità tipiche di ogni personaggio, non risultano particolarmente frizzanti o originali. L’ottima realizzazione tecnica di Kakarot e la grande cura con cui è stata resa la trama hanno permesso a questo gioco di ritagliarsi un posto nel cuore di numerosi fan.
Il pubblico ha premiato questa cura con costanza. A gennaio 2026 Kakarot ha superato i 10 milioni di copie vendute, lo stesso traguardo raggiunto in precedenza da FighterZ e Xenoverse 2, i due pesi massimi del franchise su console.
4. Dragon Ball Xenoverse

La stessa natura ibrida di Kakarot, a metà fra picchiaduro e gioco di ruolo, è presente anche nella fortunata saga Xenoverse. In questa serie targata Dimps, il cui primo episodio risale al 2015, il giocatore veste i panni di un avatar, membro onorario della pattuglia temporale. Compito del protagonista è vegliare sul regolare svolgimento degli eventi, messo in pericolo da una serie di nuovi e potenti malvagi.
L’avatar sarà totalmente personalizzabile, anche per quanto riguarda la razza di appartenenza e le abilità. Questo concept, anche se non originalissimo, regala una ventata di aria fresca e permette agli sviluppatori di proporre scenari e intrecci di trama inediti. La storia è infatti il punto di forza di Xenoverse, dal momento che unisce gli scenari più famosi della saga di Dragon Ball ad una storia nuova, con diversi personaggi creati per l’occasione.
Dal punto di vista tecnico, Xenoverse risulta sicuramente godibile ed estremamente dettagliato. Non impeccabile invece il sistema di combattimento, che tende a risultare un po’ ostico e talvolta ripetitivo. Oltre all’avatar, il gioco mette a disposizione una miriade di personaggi e di loro varianti. Spesso, però, i vari protagonisti tendono a risultare piuttosto simili, fatta eccezione per colpi segreti ed abilità varie.
Nonostante queste pecche, Xenoverse resta un gioco validissimo, consigliatissimo a tutti i fan di Dragon Ball. Xenoverse 2, che nel frattempo ha superato i 10 milioni di copie vendute nel mondo, risulta tecnicamente superiore all’originale, ma il primo capitolo viene premiato in virtù delle novità che ha saputo introdurre e della sua trama, capace di convincere leggermente di più rispetto a quella del sequel.
La storia della serie, intanto, ha voltato pagina. L’8 luglio 2026 Xenoverse 2 ha ricevuto Future Saga Chapter 4, l’ultimo DLC di un ciclo di supporto durato quasi dieci anni. Il passaggio di consegne è già scritto: Dragon Ball Xenoverse 3, annunciato ad aprile 2026 durante il Dragon Ball Games Battle Hour, arriverà nel 2027 su PS5, Xbox Series X|S e PC.
Il nuovo capitolo, sempre firmato Dimps, abbandona le pieghe del passato per un futuro lontano (l’era 1000, il nome in codice con cui il progetto era stato anticipato), popolato da personaggi nati dalla matita di Toriyama. Sulla carta è il primo vero candidato a rimettere in discussione questa posizione.
3. Dragon Ball Z: Budokai 3

Con la serie Budokai, i videogiochi dedicati a Dragon Ball compiono il salto di qualità. La serie Budokai riesce nell’impresa di unire le meccaniche e la profondità di un picchiaduro 3D tradizionale con gli elementi più caratteristici delle battaglie di Dragon Ball. Mentre il primo episodio risulta un esperimento riuscito solo a metà, il secondo e soprattutto il terzo capitolo sono ancora oggi due ottimi picchiaduro.
Pur mostrandosi come un gioco piuttosto accessibile, anche grazie alla facilità di esecuzione delle mosse speciali, Budokai 3 presenta un sistema di combo, basato sulla possibilità di cancellare gli attacchi, appetibile anche per gli esperti del genere vista la sua complessità. Sempre questa serie offre per la prima volta la possibilità ai personaggi di trasformarsi durante lo scontro, senza limitarsi a proporre infinite varianti dello stesso lottatore.
Il videogame presenta inoltre un interessante sistema di gestione delle abilità, basato sulle capsule, che offre un buon livello di personalizzazione del proprio lottatore. Anche la varietà è garantita da un buon numero di modalità e dalla possibilità di affrontare la modalità storia con numerosi lottatori diversi. Completa il quadro un ottimo cell-shading, che conferisce alla grafica 3D poligonale un aspetto più vicino a quella di un anime.
2. Dragon Ball: Sparking! Zero

Medaglia d’argento per il picchiaduro arena più chiacchierato degli ultimi anni. La saga Sparking! (Budokai Tenkaichi in Occidente) ha inventato il genere dei picchiaduro arena per come lo si conosce. In questa serie infatti i lottatori possono spostarsi liberamente all’interno di vaste ambientazioni 3D. Questo stile di gioco, pur facendo spesso storcere il naso ai puristi, presenta scontri davvero spettacolari e, in generale, molto simili a quelli ammirati negli anime. Chi vuole ripercorrere l’intera evoluzione della saga può farlo nell’approfondimento dedicato a tutti i giochi della serie Budokai Tenkaichi.
Principale punto di forza di questa saga è certamente il numero spropositato di personaggi, tratti un po’ da tutto il mondo di Dragon Ball. Ogni personaggio dispone di tutte le trasformazioni e abilità apparse nell’anime, conferendo a Sparking! una varietà davvero enorme. Anche il sistema di controllo è estremamente semplice ed accessibile e permette anche ai non amanti del genere picchiaduro di apprezzare Tenkaichi.
Non è un gioco perfetto. I personaggi, nonostante il loro numero elevatissimo, tendono a somigliarsi tutti e la disparità di forza tra loro è più che evidente. Una volta padroneggiato uno, non risulta difficile passare ad un altro, e sono spesso le abilità ad attivazione il vero ago della bilancia che determina l’efficacia di un lottatore. Nonostante questo, però, resta un gioco estremamente divertente e completo, che ha saputo ottenere enormi consensi tra gli appassionati di Dragon Ball (approfondito nella recensione di Dragon Ball: Sparking! Zero).
Sparking! Zero riesce a catturare tutto il meglio degli episodi passati, combinandolo ad una grafica brillante e fluidissima e ad un roster che ha contribuito a fargli superare i 5 milioni di copie vendute nel mondo in meno di quattro mesi, il ritmo più rapido mai registrato da un Dragon Ball su console. Ad arricchire l’offerta, una modalità storia ricca di episodi inediti e persino un editing per creare episodi personalizzati. Un must per ogni fan di Goku che si rispetti.
A due anni dal lancio, il supporto è tutt’altro che finito. Il 14 novembre 2025 il titolo è approdato su Nintendo Switch e Switch 2, e il 30 luglio 2026 è arrivato Super Limit-Breaking NEO, il DLC più corposo mai pubblicato per il gioco: 33 nuovi personaggi da Dragon Ball, Z, Super e GT, quattro stage inediti e una nuova modalità in singolo, Limit Breaker Journey (su Switch e Switch 2 arriverà in un secondo momento).
Con il DLC è arrivato anche un aggiornamento gratuito che aggiunge nuove meccaniche di combattimento, come lo Sparking! Boost. Il nome dell’espansione, poi, è un omaggio che i veterani coglieranno al volo: Sparking! Neo era il titolo giapponese di Budokai Tenkaichi 2.
1. Dragon Ball FighterZ

In cima alla classifica c’è il capolavoro di Arc System Works. Uscito nel 2018 su tutte le principali piattaforme, FighterZ è quanto di più vicino esista a un Dragon Ball perfetto in forma di picchiaduro 2D.
Una grafica 2D semplicemente splendida, davvero simile ad un anime interattivo. Un sistema di controllo pulitissimo e profondo, che regala battaglie accanitissime a base di combo forsennate. Una meccanica di lotta a squadre calibrata al millimetro, con decine di combinazioni e strategie possibili. Quelli elencati finora sono solo alcuni dei punti di forza di questo gioco.
Anche dal punto di vista delle modalità e della varietà, FighterZ propone un’offerta davvero ricca ed appetibile. Unico neo del gioco è proprio la sua natura di picchiaduro tradizionale competitivo, che può non essere apprezzata dai fan più casual. Il gioco ha superato i 10 milioni di copie vendute nel mondo e continua a ricevere supporto: il roster si è arricchito anche di Goku Super Saiyan 4 nella sua versione vista in Dragon Ball Daima, a conferma di quanto il titolo resti amato dalla community. Per approfondire ogni sfumatura del gameplay, la recensione di Dragon Ball FighterZ resta il punto di riferimento.
Dragon Ball su mobile e nel free to play

Accanto ai titoli da console e PC, Dragon Ball ha costruito negli anni un intero ecosistema di giochi per smartphone, con numeri che le controparti tradizionali faticano a eguagliare. Questi titoli restano fuori dalla classifica principale perché rispondono a logiche di genere e modello di business troppo diverse per un confronto diretto (free to play con gacha contro pacchetto a prezzo pieno), ma meritano comunque un posto in questa panoramica.
Dragon Ball Z: Dokkan Battle, RPG strategico a turni sviluppato da Akatsuki Inc, è il decano del segmento mobile: lanciato nel 2015, è ancora oggi pienamente attivo, con eventi e aggiornamenti regolari a più di un decennio dal debutto. È probabilmente il titolo mobile di maggior successo commerciale dell’intero franchise, con oltre 350 milioni di download e più di 3 miliardi di dollari di incassi, e ha di fatto aperto la strada a tutti gli esperimenti free to play che sono seguiti.
Dragon Ball Legends, sviluppato da Dimps, ha invece puntato su un combattimento in tempo reale più vicino all’azione vista nei picchiaduro da console, con carte che gestiscono gli attacchi speciali. Il titolo ha superato i 100 milioni di utenti registrati nel mondo, con una community ancora oggi attiva su ogni continente.
Più recente e sperimentale è Dragon Ball Gekishin Squadra, il primo vero MOBA della storia del franchise, sviluppato da Ganbarion e disponibile non solo su smartphone, ma anche su PC e console, con cross-play e progressi condivisi. Il gioco propone scontri 4 contro 4 con l’obiettivo di conquistare la sfera del drago della squadra avversaria (approfondito nella recensione di Dragon Ball Gekishin Squadra). Rispetto ai due veterani appena citati, l’esperimento convince meno sul piano dell’innovazione, ma resta un tentativo interessante di portare Dragon Ball in un genere mai esplorato prima dal franchise.
Bandai Namco sembra esserne consapevole. Per la fine del 2026 è prevista una revisione profonda del gioco: visuale più ravvicinata al posto di quella dall’alto, regole e mappe ridisegnate, acquisizione dei personaggi semplificata. L’obiettivo dichiarato è ridurre il divario tra giocatori esperti e nuovi arrivati e restituire agli scontri l’energia tipica di Dragon Ball.
Un franchise che sa ancora sorprendere
Dragon Ball resta, a oltre quarant’anni dal debutto del manga, uno dei franchise capaci di generare più videogiochi di qualità disomogenea ma, nei suoi episodi migliori, di altissimo livello. FighterZ e Sparking! Zero dimostrano che la saga può ancora sorprendere, tanto quanto Budokai 3 dimostra che alcuni concept, se ben eseguiti, restano validi a distanza di vent’anni. Per chi vuole avvicinarsi per la prima volta al franchise attraverso i videogiochi, questa classifica resta il punto di partenza più solido.
Ultimo aggiornamento 7 Ottobre 2026

