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Castlevania: Belmont’s Curse – La prova della demo

A circa due settimane dall’uscita di Castlevania: Belmont’s Curse, fissata al 15 ottobre, Konami ha rilasciato una demo completamente gratuita su PC, PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch. Per gli appassionati, che aspettavano da anni un nuovo Castlevania in due dimensioni, è l’occasione perfetta per vivere circa un’ora di gioco in compagnia di Rose Belmont e farsi un’idea precisa del titolo. Ecco com’è andata la prova.

Una nota per chi gioca su Nintendo: la demo è la versione Switch, ma su Switch 2 gira a 60 fps contro i 30 della console originale. I salvataggi, inoltre, verranno trasferiti nel gioco completo.

Il ritorno dei Belmont

Belmont’s Curse si colloca nel 1499, ventitré anni dopo gli eventi di Castlevania III: Dracula’s Curse. La storia, narrata da una breve intro animata, vede la città di Parigi completamente invasa e soggiogata dalle forze oscure. Per far fronte all’emergenza, le autorità religiose della città convocano Trevor Belmont, l’eroe che anni prima distrusse Dracula insieme ai suoi compagni.

A sorpresa, però, l’ormai attempato cacciatore giunge in città accompagnato dalla figlia Rose, esteticamente molto simile a Sypha, la moglie di Trevor. In generale, il design e la caratterizzazione dei personaggi sembrano pesantemente influenzati dall’estetica della serie Netflix, che aveva proprio Trevor e Sypha tra i protagonisti. Appena giunti in città, padre e figlia si separano, e il giocatore prende il controllo di Rose con il compito di iniziare a esplorare le vie della città.

Modelli 3D in un mondo bidimensionale

Castlevania: Belmont's Curse, le strade infestate di Parigi realizzate con modelli 3D su un impianto in 2D

L’aspetto grafico di Castlevania: Belmont’s Curse si colloca esattamente a metà tra tradizione e innovazione. Protagonisti, nemici e location mostrano evidenti ispirazioni ai canoni visivi della saga. Che si tratti di strade infestate, gallerie sotterranee o misteriosi palazzi, tutto risulta immediatamente familiare.

Pur mantenendo una struttura rigorosamente bidimensionale, però, Belmont’s Curse utilizza quasi esclusivamente modelli 3D, sia per i personaggi sia per gli elementi dello sfondo. Una scelta che lascia perplessi. Già Symphony of the Night mescolava alcuni elementi 3D agli sprite, ma nel vecchio classico le due dimensioni si fondevano in maniera magistrale, mentre qui il 2D è praticamente sparito.

Intendiamoci: l’effetto visivo non è negativo. Tutto appare fluido a video e i modelli poligonali risultano dettagliati e coerenti. Eppure, visto lo stretto legame tra la saga e il 2D, e soprattutto i cattivi ricordi che la terza dimensione evoca negli appassionati (basti pensare a Lords of Shadow 2), la scelta sorprende comunque.

Nulla da dire, invece, sulla colonna sonora, che sembra fin da subito molto ben realizzata e perfettamente in linea con la gloriosa tradizione musicale di Castlevania.

Symphony of the Belmont

Castlevania: Belmont's Curse, Rose Belmont esplora la mappa interconnessa della demo

Il debito con il passato è dichiarato: Belmont’s Curse si ispira palesemente a Symphony of the Night e alla maggior parte dei capitoli portatili della saga. Quindi niente livelli, ma un’unica, enorme mappa da esplorare. La demo si svolge interamente nelle strade di Parigi e in alcune aree sotterranee, ma è facile pensare che il gioco completo proporrà diverse macro aree, ognuna con la sua mappa di riferimento.

Un impianto da metroidvania puro che non stupisce, considerando chi c’è dietro: Evil Empire, già autore del DLC Return to Castlevania per Dead Cells, con Motion Twin in veste di consulente. Il progetto nasce per celebrare i 40 anni della saga, inaugurata nel 1986 dal primo Castlevania.

Fin dall’inizio, il gioco mette sotto il naso diverse aree irraggiungibili, a volte ingolosendo il giocatore con oggetti o potenziamenti posizionati proprio lì vicino. Inizialmente Rose è in grado solo di attaccare con la spada (già, almeno all’inizio niente frusta), scagliare una semplice magia di fuoco, scivolare, schivare e saltare. Fin da subito, l’eroina può anche rimbalzare sui muri e aggrapparsi alle piattaforme.

Dopo aver sconfitto il primo boss (protagonista di uno degli scontri più duri della demo), Rose ne assimila alcune abilità, tra cui una frusta con cui può appendersi a particolari anelli, accedendo così a numerose aree prima precluse.

Questo nuovo Castlevania ripropone anche i punti esperienza e i level up, ottenibili sconfiggendo i nemici o tramite alcune statue disseminate lungo la mappa. Resta da capire se il gioco completo offrirà anche la possibilità di personalizzare la crescita di Rose, decidendo quali parametri potenziare e quali abilità sbloccare.

Tra tarocchi e scontri mortali

Castlevania: Belmont's Curse, l'intro animata che racconta la caduta di Parigi nel 1499

Oltre all’esplorazione, il cuore dell’esperienza sono certamente i combattimenti. Come già detto, Rose è armata di una spada corta, che può utilizzare per colpire in varie direzioni, anche mentre salta. Questo rende gli scontri estremamente dinamici e interessanti.

L’erede dei Belmont dispone anche di alcuni speciali tarocchi, lasciati in eredità dalla madre Sypha. Queste carte forniscono a Rose abilità particolari: quella in dotazione a inizio partita, ad esempio, permette di lanciare sfere di fuoco contro i nemici. I poteri possono anche essere ampliati soddisfacendo alcuni requisiti, come colpire dieci volte i nemici con lo stesso incantesimo. In alcuni casi, i tarocchi forniscono anche indizi per trovare la strada o rivelano potenziamenti nascosti.

Non bisogna però farsi illusioni: per sopravvivere, Rose avrà bisogno di ogni singola risorsa a disposizione. La difficoltà del gioco, infatti, sembra davvero elevata. I nemici sono aggressivi e mostrano un’ottima intelligenza. Gli arcieri, in particolare, si sono rivelati in grado di cambiare posizione e sincronizzare i loro attacchi con i movimenti del giocatore. Anche i danni inflitti risultano subito pericolosi.

Questa sensazione esplode nello scontro con il primo (e unico) boss della demo, il Caduto. Questo energumeno armato di frusta e croce rotante (classiche armi dei Belmont: sarà un caso?) si rivela un ostacolo davvero ostico, capace di leggere le mosse di Rose e di sfruttare con grande perizia i suoi attacchi. Il fetente è persino in grado di variare il suo pattern per confondere il giocatore. Abbatterlo richiede numerosi tentativi (e una buona dose di santa pazienza).

Una volta sconfitto, il Caduto si trasforma a sua volta in un arcano. Oltre a rubarne alcune abilità, Rose diventa in grado di parlare con lui attraverso le carte. Tutto lascia pensare che i tarocchi avranno un ruolo di primo piano nella trama del gioco.

Un ritorno alle origini che non fa sconti

Castlevania: Belmont's Curse, Rose Belmont affronta i nemici nella Parigi medievale della demo

La demo gratuita conferma una sensazione precisa: Belmont’s Curse vuole essere un ritorno alle origini per la saga. Ecco dunque la mappa interconnessa da esplorare progressivamente, le orde di nemici, l’ambientazione horror medievaleggiante e l’alta difficoltà.

Se il gioco riuscirà a mantenere questo livello qualitativo per tutta la sua durata, otterrà certamente il consenso degli appassionati del genere. Permangono però alcune perplessità. Anzitutto l’aspetto grafico, che non convince fino in fondo: una grafica interamente in 2D sarebbe stata la scelta più coerente con la storia della saga.

Poi la difficoltà: per un titolo già destinato a una nicchia, proporre una sfida così elevata e frustrante fin dalle prime battute rischia di allontanare i neofiti. Il bilancio della prova, però, è netto: Belmont’s Curse ha il passo di un vero Castlevania, e il 15 ottobre merita un posto in calendario per ogni veterano della saga.

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GTA 6 avrà scene di sesso

GTA 6 includerà scene di sesso esplicite. A rivelarlo è la pagina ufficiale del gioco sul PlayStation Store neozelandese, aggiornata nelle ultime ore con la classificazione dell’ente locale. Il titolo di Rockstar Games è vietato ai minori di 18 anni, e tra i contenuti segnalati compaiono uso di droghe, violenza esplicita, nudità, linguaggio volgare e, appunto, “scene di sesso”. Aggiornamenti simili hanno riguardato anche gli store di Australia, Regno Unito e Stati Uniti, ma la descrizione neozelandese è la più dettagliata.

Non si tratta di una sorpresa. La storia di GTA 6 ruota attorno al rapporto, sentimentale e criminale, tra i due protagonisti Jason e Lucia, e i trailer pubblicati finora hanno già mostrato diversi momenti di intimità tra i due. Rockstar, del resto, non ha mai avuto paura di spingersi oltre con i contenuti, e lo studio ha raccontato di recente di aver visitato diversi strip club in Florida per documentarsi sul mondo di gioco.

Interessante, però, il confronto con GTA 5. Come fa notare Multiplayer.it, la scheda del quinto capitolo parlava genericamente di “sesso”, nonostante le sequenze controverse con protagonista Trevor e la possibilità di interagire con le sex worker. Resta da capire se la differenza dipenda semplicemente da un cambio di terminologia degli enti di classificazione, o se GTA 6 avrà davvero scene intime recitate in motion capture e integrate nella trama in modo più cinematografico. Per scoprirlo non resta che aspettare il lancio, ormai sempre più vicino. Una cosa, però, sembra già chiara: Vice City non sarà un posto per i deboli di cuore.

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Uncharted sta per ritornare?

Naughty Dog starebbe sviluppando un nuovo capitolo di Uncharted. A riportarlo è MP1ST, che cita una fonte anonima vicina al progetto. A dirigere il gioco ci sarebbe Shaun Escayg, già director di Uncharted: L’Eredità Perduta e creative director di Marvel’s Avengers durante la sua parentesi in Crystal Dynamics. Il suo nome era già circolato in passato tra le ipotesi dei fan, e ora il report sembra confermarle.

Stando alle indiscrezioni, non si tratterebbe di un remake né di una remaster, ma di un episodio completamente nuovo. Pare che lo studio avesse inizialmente valutato un rifacimento del primo Uncharted, ma che il progetto si sia poi trasformato in qualcosa di diverso. Resta da capire se vedremo ancora Nathan Drake: il finale di Uncharted 4: Fine di un Ladro aveva chiuso in modo piuttosto netto la sua storia, quindi non è escluso un cambio di protagonista.

Per i fan, però, i tempi potrebbero essere lunghi. Il grosso delle risorse di Naughty Dog è infatti concentrato su Intergalactic: The Heretic Prophet, e lo sviluppo del nuovo Uncharted entrerebbe nel vivo solo dopo l’uscita della nuova IP. Secondo le stesse voci, più avanti potrebbe toccare anche a The Last of Us: Parte 3.

Sono passati dieci anni dall’ultima avventura di Nathan Drake e, a parte la raccolta L’Eredità dei Ladri, Sony sembrava aver messo la serie in un cassetto. Per ora si tratta solo di indiscrezioni, da prendere con la dovuta cautela. Se il report fosse confermato, però, una delle saghe simbolo di PlayStation potrebbe tornare a farci esplorare rovine e caccia al tesoro nei prossimi anni.


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Grande successo per The Witcher 3 Remastered

The Witcher 3: Wild Hunt ha stabilito un nuovo record di giocatori contemporanei su Steam, a meno di ventiquattr’ore dall’uscita della versione rimasterizzata. Secondo i dati di SteamDB, l’action GdR di CD Projekt Red ha toccato un picco di 120.957 utenti connessi contemporaneamente, con un aumento di oltre il 250% rispetto al mese precedente. Il vecchio primato risaliva a gennaio 2020. In quell’occasione, trainato dal successo della prima stagione della serie Netflix, il gioco aveva raggiunto quota 103.329 giocatori simultanei.

I numeri potrebbero crescere ancora nei prossimi giorni, soprattutto con l’arrivo del fine settimana. L’aggiornamento alla nuova versione è infatti gratuito per tutti i possessori del gioco originale: chiunque abbia un PC adeguato può tornare a vestire i panni di Geralt senza spendere un euro. Il lancio non è stato del tutto privo di intoppi. Alcuni utenti con schede grafiche AMD hanno segnalato problemi di prestazioni, risolti però rapidamente con il rilascio di driver aggiornati.

La risposta del pubblico conferma l’interesse per le numerose migliorie introdotte dallo studio polacco. La remaster, inoltre, prepara il terreno per Songs of the Past, l’ambiziosa espansione attesa per il prossimo anno. Si tratterà dell’ultima avventura con protagonista Geralt di Rivia: la nuova trilogia di The Witcher metterà infatti al centro della storia la sua allieva, Ciri. Per il Lupo Bianco si avvicina il momento dei saluti, ma a giudicare da questi numeri i fan non hanno alcuna intenzione di lasciarlo andare.

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The C64 Handheld e The Spectrum Handheld posticipano l’uscita

The C64 Handheld e The Spectrum Handheld arriveranno con ben sei mesi di ritardo. Le due versioni in miniatura dei classici Home Computers erano state annunciate ad aprile da Blaze Entertainment. Si tratta della stessa azienda che produce i dispositivi Evercade, in collaborazione con Retro Games. Queste aziende sono specializzate nelle riproduzioni moderne di home computer in versione mini e a grandezza naturale. I due mini computer erano attesi per il 15 ottobre 2026. Recentemente, un comunicato ufficiale di Blaze ha annunciato il rinvio, con il nuovo debutto fissato per il 22 aprile 2027, sia per le edizioni standard sia per quelle da collezione.

Alla base della decisione sembrano esserci alcuni dubbi sulla fabbricazione dei dispositivi. Alcuni elementi dei prodotti sembravano infatti non soddisfare gli standard qualitativi richiesti. L’azienda spiega che alcuni problemi avrebbero potuto essere risolti rapidamente, permettendo di rispettare la scadenza del 2026. Tuttavia, si è preferito prendere più tempo per garantire un prodotto più curato possibile. Blaze sa bene che la notizia deluderà gli appassionati e ringrazia per la pazienza chi attende i portatili.

Nessun ritardo invece per Evercade Nexus, il nuovo handheld della stessa Blaze, che resta in programma per il 30 ottobre. Anche Sul fronte delle caratteristiche e del prezzo, non cambia nulla. The C64 Handheld e The Spectrum Handheld costeranno ciascuno 109,99 sterline o 129,99 euro e includeranno 25 giochi preinstallati.

Come le altre riproduzioni di C64 e Spectrum firmate Retro Games, entrambe le mini console dispongono di uno slot per MicroSD, che permette di aggiungere i propri titoli, purché ottenuti legalmente. Lo schermo è un IPS da 4,3 pollici con risoluzione 800×480; completano la dotazione un jack per cuffie da 3,5 mm e una porta USB per collegare tastiera o joystick. I tasti sono pensati per i giochi integrati e completamente rimappabili per gli altri titoli. I tasti sono realizzati in plastica sul modello Commodore, in gomma, come da tradizione, su quello Sinclair.

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GTA 6 avrà ben 89 auto

Più si avvicina l’uscita di GTA 6 più si moltiplicano le indiscrezioni. Le ultime notizie riguardano i veicoli guidabili all’interno del gioco. Da questo punto di vista, sembra proprio GTA 6 non farà rimpiangere i capitoli precedenti. Il nuovo capitolo permetterà attraversare le strade e i lungomare di Vice City con una selezione di mezzi estremamente vasta.

Molti di questi mezzi sono in gran parte già mostrati nei trailer, nei filmati di gameplay pubblicati finora e nelle immagini. Stando a quanto visto e alle dichiarazioni degli sviluppatori, complessivamente sono quasi 300 i veicoli individuati. Molti di essi tuttavia non hanno ricevuto alcuna conferma. Incrociando trailer, siti web e comunicazioni ufficiali di Rockstar Games, sono state identificate ben 89 auto confermate.

Tra queste vetture figurano sia modelli già visti in GTA 5 e Grand Theft Auto Online, sia versioni più moderne di alcune auto già apparse nei precedenti capitoli della serie. Per ora siamo in grado di offrire un elenco delle automobili, che però, come detto, non è definitivo. Per la conferma del numero complessivo bisognerà però attendere le parole di RockStar Games. Ecco tutte le auto confermate finora, divise per categoria.

Supercar

  • Grotti Furia
  • Pegassi ‘Aventador’
  • Pegassi Infernus Classic
  • Pegassi Tempesta
  • Pegassi Zorrusso
  • Progen Emerus
  • Truffade Thrax

Sports car

  • Albany Manana
  • Albany V-STR
  • Annis Elegy Retro Custom
  • Bravado Banshee
  • Declasse Mamba GT
  • Dinka Blista Compact
  • Dinka Sugoi
  • Emperor Vectre
  • Enus Paragon R
  • Grotti ’95 Cheetah
  • Grotti Carbonizzare
  • Grotti Itali RSX
  • Invetero Coquette
  • Karin Futo
  • Maibatsu Penumbra
  • Obey 8F Drafter
  • Ocelot Jugular
  • Pfister Comet S2 Cabrio
  • Pfister Growler
  • Ubermacht Cypher

Muscle

  • Albany Buccaneer Custom
  • Bravado Buffalo
  • Bravado Gauntlet Hellfire
  • Declasse Impaler
  • Declasse Tulip
  • Declasse Vigero Convertible
  • Imponte Phoenix
  • Imponte Ruiner
  • Schyster Deviant
  • Sirius
  • Vapid Chino
  • Vapid Dominator
  • Vapid Dominator ASP
  • Vapid Dominator GT
  • Vapid Ganado ’70

Fuoristrada

  • Annis Hellion
  • Bravado Bison 900 Monster Truck
  • Canis Kamacho
  • Declasse Rancher
  • Dinka Verus
  • Karin Rebel
  • Maibatsu Manchez
  • Maibatsu Sanchez
  • Mammoth Patriot
  • Nagasaki Blazer
  • Vapid Caracara 4×4
  • Vapid Reclaimer

Van/Camion

  • Bravado Bison
  • Bravado Rumpo
  • Brute Boxville
  • Brute Stockade
  • Declasse Bobcat XL
  • Declasse Burrito
  • HVY Biff
  • Jobuilt Phantom
  • Maibatsu Mule
  • MTL Packer
  • Vapid Benson
  • Vapid Sadler
  • Vpid Tow Truck

Berline/SUV

  • Albany Cavalcade
  • Albany Emperor
  • Albany Primo
  • Benefactor Dubsta
  • Benefactor Schafter
  • Bravado Dorado
  • Buckingham Jubilee
  • Declasse Granger
  • Dundreary Landstalker
  • Gallivanter Baller ST-D
  • Karin Contender
  • Karin Feroci
  • Karin Vivanite
  • Obey Tailgater
  • Pfister Astron
  • Schyster PMP
  • Ubermacht Rebla GTS
  • Vapid Aleutian
  • Vapid Mantagne
  • Vapid Riata Classic
  • Vapid Stainer
  • Vapid Stainer ’55
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Approfondimenti Recensioni

Marvel’s Wolverine – Recensione

Il 2026 è stato certamente un anno memorabile per Sony, ma per i motivi sbagliati. L’enorme polemica generata dalla decisione della grande S di abbandonare i giochi fisici (a partire dal 2028) e la sostanziale mancanza di titoli davvero indimenticabili su PS5 hanno creato parecchi malumori tra i videogiocatori. Tra i giochi in uscita, Marvel’s Wolverine era uno dei progetti più attesi.

Forti del successo dei titoli dedicati a Spider-Man, i ragazzi di Insomniac hanno realizzato una nuova avventura, stavolta con protagonista il peloso e feroce mutante in tuta gialla, da sempre colonna portante degli X-Men e, in generale, di tutto il mondo Marvel. Dopo una lunga sessione di prova, ecco la recensione di Marvel’s Wolverine: è il momento di sfoderare gli artigli e lanciarsi in questa nuova avventura al fianco del mitico Logan.

Una storia inedita

Come accaduto anche nei giochi dedicati all’Uomo Ragno, anche in questo caso Insomniac ha scelto di non ispirarsi ad una particolare storia a fumetti o ad una pellicola specifica. Il Wolverine di questo gioco è una versione del tutto inedita del personaggio, che vive, a quanto pare, nel medesimo universo in cui sono ambientate le avventure di Spidey.

In questa nuova storia Logan milita nel Team X, un team mutante clandestino capitanato da Nathaniel Essex (a chi il nome non dice nulla conviene non cercarlo: il colpo di scena ripaga l’attesa) e composto da personaggi alquanto discutibili come Mystica e Sabretooth. Scopo della squadra è quello di proteggere i mutanti, della cui esistenza la maggior parte del mondo sembra essere ignara, dalla minaccia di Bolivar Trask, un magnate senza scrupoli dedito allo sterminio della nuova razza.

Anche in questa versione, Logan viene da un passato tormentato, di cui ricorda solo pochi frammenti e che ha causato in lui un enorme trauma. Essex ha incontrato Logan mentre quest’ultimo era alla guida di un branco di lupi e ha saputo ottenere la sua fiducia. Nel corso della storia Logan incontrerà molti altri volti familiari, tra cui spicca la mitica Jean Grey, ormai sulla cresta dell’onda dopo la sua apparizione nel film Spider-Man: Brand New Day.

Pur senza rifarsi ad un ciclo narrativo preciso, la trama di Marvel’s Wolverine strizza l’occhio a numerose storie dedicate all’artigliato canadese, Wolverine: Origin su tutte. Il gioco, però, propone una versione di Logan fresca ed interessante, in grado di conquistare sia i fan sfegatati dell’eroe che coloro che non hanno mai letto né visto una storia a lui dedicata.

Uno dei perni attorno a cui ruota la trama del gioco è proprio il rapporto tra Logan e Jean. I due eroi nel corso dell’avventura mostrano una chimica molto efficace e vivono entrambi un percorso di crescita e maturazione estremamente ben scritto e coinvolgente. Tutta la vicenda, in generale, risulta interessante e ben narrata e alterna momenti davvero duri e drammatici a sequenze più leggere e con una vena di comicità.

La trama di Marvel’s Wolverine convince. La storia scorre veloce e non ha mai punti morti, risultando coerente col personaggio di Logan e con tutte le sue versioni, sia cartacee che su schermo. Anche tutti i personaggi presenti, dalla letale Mystica al feroce Sabretooth fino alla dolce Jean, sono davvero ben caratterizzati e strizzano più di un occhio alle loro controparti.

Unico neo, un’accelerazione nel finale fin troppo marcata, che sposta l’azione da una serie di missioni mirate a una vera e propria catastrofe generale. Ma si tratta solo di un piccolo appunto su una storia comunque valida.

Avventure tutte d’un fiato

Dal punto di vista del gameplay, Marvel’s Wolverine è un’avventura tridimensionale strettamente legata allo svolgimento della storia, in modo simile a quanto visto, per esempio, in The Last of Us. Nel gioco non è presente alcuna gigantesca mappa, né vaste città da esplorare. Marvel’s Wolverine è costituito da una serie di missioni, ognuna ambientata in una differente location.

Sebbene alcune delle aree siano ragionevolmente vaste e richiedano un’esplorazione attenta per localizzare tutti i loro contenuti, il focus del gioco non è sicuramente l’esplorazione. Marvel’s Wolverine si concentra invece sull’azione e sui combattimenti. Questi ultimi, in particolare, rappresentano il fulcro dell’esperienza e occupano la maggior parte del gameplay, in modo coerente con lo spirito e la natura del personaggio.

Tra una lotta e l’altra, l’azione lascia spazio ad alcune fasi di inseguimento alternate a fughe rocambolesche. In queste sequenze sarà la velocità di reazione a fare la differenza, dal momento che imboccare la strada sbagliata o ritardare un salto può risultare immediatamente fatale.

In alcuni casi, Logan potrà utilizzare anche un approccio stealth: arrivando alle spalle dei nemici, sarà possibile eliminarli in un sol colpo senza essere visti. Nulla, comunque, vieterà al videogiocatore di attaccare a testa bassa e abbattere ogni nemico affrontandolo di petto. Sono anche presenti alcune veloci sequenze di inseguimento in moto, che spezzano la routine delle battaglie e offrono un piacevole diversivo.

Il gioco presenta anche alcune fasi più “tranquille”, in cui occorre seguire delle tracce (evidenziate da una scia dell’odore dall’aspetto di un fumo azzurro), esplorare aree in cerca di indizi o, semplicemente, interagire con i compagni di squadra. In ogni caso, sarà sempre la trama a farla da padrone e a orientare il gameplay.

Tutte le fasi offrono un gameplay piacevole, ma pesa la totale mancanza di una mappa. In alcuni casi, soprattutto nelle aree più vaste, questo ha causato disorientamenti e perdite di tempo facilmente evitabili.

Il gioco propone poi una serie di sfide, che appaiono nel corso della storia in forma di porte spirituali legate a grosse radici. Queste sfide vanno a sbloccare diversi ricordi di Logan, che, purtroppo, vengono svelati solo in forma scritta e mai visualizzati. Le sfide sono di vario tipo e alternano normali battaglie a sfide di movimento o di sopravvivenza.

La scelta degli sviluppatori convince. Certo, un gameplay così focalizzato su storia e combattimenti può risultare più limitante e ripetitivo rispetto a quanto visto nella saga di Spider-Man di Insomniac o nella serie Arkham di Rocksteady, dedicata a Batman. Eppure, la scelta è pienamente coerente con quella che è la natura del personaggio di Wolverine.

Il mutante artigliato, infatti, è un combattente nato e un segugio, abituato a missioni segrete in cui spesso e volentieri è costretto a sporcarsi le mani. Nell’opinione di chi scrive, questa scelta di gameplay è coerente e valorizza al meglio le caratteristiche del personaggio, pur rischiando di diventare a tratti un po’ ripetitiva.

Tra botte e sangue

Il sistema di gioco di Marvel’s Wolverine è estremamente semplice. Il mutante può spostarsi, saltare, correre, schivare e usare due differenti attacchi, uno potente e l’altro rapido. I movimenti di Logan sono sempre molto fluidi e controllarlo risulta piacevole e divertente.

Nelle fasi di inseguimento e fuga, e talvolta anche durante le poche esplorazioni più rilassate, Logan ha anche la possibilità di aggrapparsi a determinati elementi del background per compiere rapide scalate con l’ausilio dei suoi artigli. Inoltre, Wolverine può saltare direttamente su alcune sporgenze sottili (di solito rami), sfruttabili sia come piattaforma che per attacchi a sorpresa dall’alto.

Il cuore pulsante dell’esperienza, però, batte nei combattimenti. Gli scontri in Marvel’s Wolverine sono veloci e frenetici. Logan si trova spesso e volentieri accerchiato da avversari e deve farsi largo sfruttando la sua forza e le sue lame.

A onor del vero, il gioco non propone moltissime combo. Quasi tutti gli attacchi partono dall’attacco leggero e si concludono con uno pesante. Iniziare una serie di attacchi con l’attacco potente permette invece a Wolverine di lanciarsi letteralmente addosso all’avversario, anche nel caso in cui sia piuttosto distante. Se invece Logan effettua un salto, soprattutto da una posizione elevata, parte come un proiettile e si conficca letteralmente nel malcapitato avversario.

Come in molte produzioni simili, il culmine della spettacolarità si raggiunge negli scontri coi boss. Sebbene non siano numerosissimi, i nemici di fine missione di Marvel’s Wolverine propongono scontri davvero all’ultimo sangue e necessitano di approcci differenti e studiati per essere affrontati. Per prevalere, è infatti fondamentale capire il loro pattern e soprattutto alternare in modo vincente schivate e parate.

A proposito di questo, gli attacchi dei nemici si dividono in tre categorie, evidenziate da colori differenti. Quelli bianchi possono essere parati normalmente. Quelli gialli sono più difficili da parare ma, se fermati, permettono devastanti contrattacchi. Quelli rossi, infine, possono solo essere schivati.

Gli scontri di Marvel’s Wolverine, poi, sono di una violenza inaudita. Durante le lotte il videogiocatore assiste spesso e volentieri a impalamenti, brutali uccisioni e persino arti mozzati. Anche in questo, gli sviluppatori hanno voluto restare fedeli allo spirito del personaggio.

Evoluzione mutante

Anche se il sistema di gioco di Marvel’s Wolverine può sembrare limitato, il numero di abilità che l’artigliato può imparare amplia enormemente la varietà. Anzitutto, Logan può contare sulla sua barra della rabbia, suddivisa in tre livelli. Riempire il primo garantirà una seconda chance in caso di sconfitta: grazie al suo fattore rigenerante, infatti, Logan potrà rimettersi in piedi con la pressione ripetuta del tasto quadrato.

La seconda barra dà accesso ad una serie di potenti mosse finali attivabili con la pressione dei dorsali e renderà Logan più aggressivo. Attivare la barra finale lo trasforma, per un breve periodo, in una furia praticamente inarrestabile. La barra della rabbia si carica attaccando i nemici e parando i loro attacchi: più il videogiocatore combatte bene, più in fretta sblocca i potenziamenti.

Logan ha poi a disposizione una serie di tecniche di attacco, sbloccabili grazie ai punti esperienza. Questi ultimi arrivano sia dalle lotte che dalla scoperta dei collezionabili. Si tratta, perlopiù, di tecniche di attacco, con alcune sporadiche capacità difensive.

Alcune di queste abilità sono utilizzabili in qualunque momento. Altre invece sono delle vere e proprie mosse speciali: una volta sbloccate, il videogiocatore le assegna a una combinazione tra il tasto dorsale L2 e uno dei quattro tasti principali del pad. Dopo l’utilizzo, necessitano di una ricarica per poter essere riutilizzate.

Infine, c’è una serie di potenziamenti passivi, legati ad alcuni filamenti di DNA. Per completarli occorre superare determinate missioni o raccogliere alcuni collezionabili in forma di bottiglie di whisky. Tutte queste abilità contribuiscono a rendere gli scontri sempre interessanti e coinvolgenti e permettono al videogiocatore di scatenare la furia di Logan in modi creativi e pittoreschi.

Bello ma non troppo

Dal punto di vista tecnico, Marvel’s Wolverine svolge un buon lavoro, senza però riuscire ad eccellere. Il motore grafico del gioco, infatti, è molto fluido e dinamico e presenta un’ottima realizzazione tanto dei personaggi quanto delle ambientazioni. Anche le sequenze d’azione più veloci e concitate scorrono senza rallentamenti, con una messa a schermo molto chiara e pulita.

Il gioco, però, non riesce a svettare in modo significativo all’interno di un mondo, quello delle avventure tridimensionali, ormai divenuto davvero sovraffollato. Inoltre, mentre i volti di alcuni personaggi, come Logan o Essex, sono davvero ben realizzati e suggestivi, altri come Mystica e (purtroppo) Jean Grey potevano essere maggiormente curati e caratterizzati.

Molto curata e d’atmosfera risulta invece la colonna sonora, che accompagna in modo suggestivo e coerente tutte le fasi di gioco, siano esse scontri forsennati o fasi di introspezione e dialogo tra i protagonisti. Anche i vari effetti sonori sono ben realizzati e ricalcano perfettamente il mondo dei fumetti.

Sul fronte delle voci, il doppiaggio italiano si allinea allo standard delle produzioni PlayStation Studios: Francesco Rizzi presta a Logan un timbro credibile, capace di reggere tanto la ferocia degli scontri quanto i momenti più intimi con Jean. Il titolo resta così fedele alla sua vocazione cinematografica anche in lingua italiana, mentre chi preferisce l’interpretazione originale trova Liam McIntyre nei panni del protagonista e Troy Baker in quelli di Essex.

Longevità e rigiocabilità

Come da tradizione per questo genere di giochi, completare Marvel’s Wolverine non porterà via un numero troppo elevato di ore. La campagna principale richiede poco più di dieci ore (per fare un paragone, la storia di Marvel’s Spider-Man 2 ne chiede circa diciassette) e recuperare i collezionabili e le sfide nascoste aggiunge solo una manciata di ore al computo. Anche il platino risulta piuttosto rapido e indolore.

Fortunatamente, il gioco propone un ottimo numero di livelli di difficoltà, che possono mettere alla prova i giocatori più esperti. Inoltre, procedere nell’avventura permetterà di sbloccare numerosi costumi (ventisette nell’edizione standard), tutti ispirati ad avventure iconiche o a particolari versioni di Wolverine: c’è persino un modello dedicato a Marvel Tōkon: Fighting Souls!

Marvel’s Wolverine, poi, è un’avventura decisamente piacevole da rigiocare, anche solo per rivivere la storia o per tirare qualche colpo assieme al mitico eroe Marvel.

Il bilancio racconta un titolo solido: un’avventura intensa e divertente, con una bella storia e un buonissimo gameplay. Purtroppo, però, Marvel’s Wolverine non ha nulla per elevarsi davvero rispetto ad altri titoli simili. Non possiede l’aspetto maestoso e l’epicità di un God of War, né la profondità tecnica e il combat system di un Ninja Gaiden.

Resta un’avventura sicuramente valida, che tutti i fan di Wolverine ameranno, ma ben lontana dal capolavoro che molti aspettavano per rilanciare l’annata PS5. Il mercato ha comunque risposto: secondo le stime di Alinea Analytics, il gioco ha venduto circa 1,9 milioni di copie nei primi tre giorni, un debutto importante anche se lontano da quello di Marvel’s Spider-Man 2, che nello stesso arco di tempo aveva incassato quasi il doppio. Un sequel appare probabile, e le fondamenta sono solide: a Logan manca soltanto il passo che separa un buon gioco da un’opera destinata a restare.

Marvel’s Wolverine è un’avventura con una buona realizzazione tecnica, divertente e coinvolgente. La trama è ben scritta e presenta una storia inedita e personaggi ottimamente caratterizzati. Il gameplay è appagante e appassionante, anche se non troppo vario. Il gioco vanta un’ottima colonna sonora e mostra grande fedeltà e rispetto per il mondo degli eroi Marvel. Purtroppo, non ha elementi che lo innalzino in modo significativo dai tanti prodotti simili. Resta consigliatissimo agli amanti della Marvel e in generale delle avventure action in 3D.

Dettagli e Modus Operandi
  • Piattaforme: PlayStation 5
  • Data uscita: 15 settembre 2026
  • Prezzo: 79,99 euro

Ho giocato e completato il gioco su PlayStation 5.

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Game Informer dedica la copertina a GTA 6

GTA 6 troneggia sulla copertina del nuovo numero di Game Informer. La rivista ha scelto di dedicare al gioco Rockstar Games un articolo di ben quattordici pagine, ricco di interviste esclusive con gli sviluppatori. Ennesima conferma dell’enorme importanza di GTA 6 e della portata mediatica della sua uscita. L’articolo è una vera e propria cover story, che include citazioni esclusive tratte dalle interviste e dettagli su tutto ciò che riguarda Vice City e Leonida. Marcus Stewart, una delle principali voci della rivista, ha affermato che l’articolo mette in luce molti aspetti del gioco ancora non approfonditi.

Uno dei temi trattati riguarda gli avanzati sistemi meteorologici di Grand Theft Auto 6, che a quanto pare sono stati progettati per simulare i fenomeni atmosferici meno soleggiati della Florida. Si è poi fatto riferimento all’incredibile quantità di fauna selvatica che popola Leonida sulla terraferma, nei cieli e nelle acque. Infine, l’accento viene posto sull’approccio adottato da Rockstar nella ricerca su Miami e sulla Florida, nel tentativo di creare il mondo più accurato dal punto di vista culturale ed estetico e più realistico mai realizzato dallo studio.

L’articolo è impreziosito da dodici nuovi screenshot esclusivi, che mostrano vari scenari e personaggi di GTA 6. La copertina della rivista mostra un’ illustrazione originale, realizzata da Rockstar Games, che mostra i protagonisti Jason Duval e Lucia Caminos. Questo articolo si inserisce nalla strategia di marketing che Rockstar Games sta organizzando in vista del lancio di Grand Theft Auto 6, che sarà disponibile dal 19 novembre per tutte le principali piattaforme.

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Novità su Beyond Good and Evil 2

Beyond Good and Evil 2 continua ad avere uno sviluppo lento e travagliato. Dal suo primo annuncio sono passati ben diciotto anni, mentre dalla sua ripresentazione all’E3 2016 è ormai passato un decennio. Rik Godwin – lead writer e associate narrative director presso Ubisoft Bordeaux, ha recentemente confermato sui social che i lavori stanno proseguendo. A quanto pare Godwin è entrato nel progetto come consulente narrativo e affiancherà la sede principale di Ubisoft Montpellier nella realizzazione del mondo di gioco.

Sembra dunque che il gioco stia subendo un lungo processo di ripensamento e riorganizzazione. Poco tempo fa è ad esempio avvenuta la nomina del nuovo direttore creativo Fawzi Mesmar. I primi segnali di questa rinnovata visione si erano già visti con l’inserimento di alcune citazioni e riferimenti ai personaggi del sequel all’interno della 20th Anniversary Edition del primo capitolo.

Inoltre il fatto che il gioco sia sopravvissuto alla recente e massiccia ristrutturazione aziendale di Ubisoft dovrebbe essere un’ottima garanzia della volontà della casa di proseguire col progetto e portarlo a termine. Non è stata ancora fornita alcuna finestra di lancio, nè si conosce nulla sulla forma definitiva del gioco. Tuttavia, il fatto che Ubisoft abbia coinvolto nuove risorse creative conferma che la compagnia considera Beyond Good and Evil 2 un progetto attivo a tutti gli effetti.

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In arrivo un nuovo Ace Attourney in versione VR

Nelle ultime ore Capcom ha finalmente annunciato un nuovo capitolo della saga di Ace Attorney. Tuttavia, i fan storici non hanno accolto per niente bene il nuovo progetto. Il motivo è presto detto: Phoenix Wright: Ace Attorney Dual Destinies VR, come suggerisce lo stesso titolo, è un gioco adattato appositamente per realtà virtuale. Evidentemente, i fan della saga non sembrano apprezzare questa scelta.

Il nuovo Phoenix Wright: Ace Attorney Dual Destinies VR è stato mostrato durante l’evento Meta Connect 2026. Dunque Ace Attorney Dual Destinies sarà compatibile con i visori a realtà virtuale, con tutti gli adattamenti del caso. Il gioco a quanto pare è un’esclusiva per Meta VR Glasse, Meta Quest 3 e 3s, Quest Pro e Quest 2. L’uscita del gioco è prevista per il 2027.

Il “nuovo” capitolo della serie Ace Attorney sarà dunque un’esclusiva per il Meta Horizon Store. La questione, come già detto, non è stata ben recepita benissimo da moltissimi fan della serie, che probabilmente si aspettavano l’annuncio di un vero e proprio nuovo capitolo. Phoenix Wright: Ace Attorney Dual Destinies è un gioco uscito originariamente nel 2013 sul glorioso Nintendo 3DS. A questo punto dunque ha ben 13 anni sulle spalle. Il gioco è arrivato poi su altre piattaforme, senza subire grandi modifiche.

Oltre alla scelta del VR, che appare piuttosto discutibile in virtù della scarsa diffusione dei visori a realtà virtuale, quello che ha fatto piuttosto imbestialire la community più appassionata sembra essere la scelta di Capcom di regalare una semplice riproposizione di un vecchio gioco anziché un nuovo capitolo della serie, anche considerando che l’ultimo uscito è del 2016. Sono passati quindi dieci anni dall’uscita di Phoenix Wright: Ace Attorney – Spirit of Justice, eppure ancora nulla fa presagire l’arrivo di un Ace Attorney 7.

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