Amazon Game Studios e Crystal Dynamics hanno pubblicato l’ottavo episodio della serie di mini documentari dedicata allo sviluppo di Tomb Raider: Legacy of Atlantis, e questa volta il protagonista è il livello ambientato in Grecia, mostrato alla stampa a porte chiuse durante il Gamescom 2026. Al centro dell’episodio c’è l’iconico enigma della Spada di Damocle, reinterpretato con più elementi narrativi e dettagli da scoprire rispetto al Tomb Raider originale del 1996.
Dal Perù alle acropoli: un level design più verticale
Il Game Director Raul Sequeira racconta che una delle cose più belle di Tomb Raider è sempre stata viaggiare in giro per il mondo per risolvere enigmi. In Grecia i giocatori affronteranno puzzle ispirati alla mitologia classica, immersi in un’architettura molto più presente rispetto, ad esempio, al Perù. Si passa da grotte, scogliere e cascate a enormi acropoli e strutture a cupola tipiche dell’edilizia greca antica, un salto di scala che segna il passaggio da un bioma all’altro dell’avventura.
Una città greca mai scoperta prima
Per il Design Director Jason Epps, quello greco è uno dei livelli preferiti dell’intero gioco. La sensazione che vuole trasmettere è quella di una città rimasta nascosta per secoli, mai scoperta prima da nessuno, con il giocatore nei panni della prima persona a mettervi piede. È l’essenza stessa dell’archeologia digitale su cui Tomb Raider ha costruito la propria identità fin dagli anni novanta.
Quando l’esplorazione lascia spazio alla corsa contro il tempo
Tra le novità introdotte da Crystal Dynamics e Flying Wild Hog ci sono le sezioni a tempo, nelle quali sarà necessario attraversare un’area entro un limite prestabilito. Epps spiega che l’obiettivo è mantenere la sensazione generale di esplorazione tranquilla del Tomb Raider originale, intervallandola però con momenti più frenetici, per offrire maggiore varietà nel ritmo dell’avventura.
Una Spada di Damocle che pesa sulla storia del franchise
Rimettere mano a un dungeon storico come quello della Spada di Damocle non è un’operazione da poco. Legacy of Atlantis è infatti solo il secondo remake ufficiale del Tomb Raider del 1996, dopo Tomb Raider: Anniversary del 2007, e porta con sé tutto il peso di un titolo che ha contribuito a definire il genere action adventure in terza persona, lanciando Lara Croft come una delle prime vere icone femminili dei videogiochi. Di questo e di molto altro avevamo già parlato con gli sviluppatori nella nostra intervista dedicata a Tomb Raider: Catalyst e Legacy of Atlantis, dove Crystal Dynamics aveva già anticipato la filosofia dietro questa doppia operazione sul franchise.
Rotta su febbraio 2027
Tomb Raider: Legacy of Atlantis sarà disponibile dal 12 febbraio 2027 su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Steam e Nintendo Switch 2. Con ogni nuovo episodio della serie di mini documentari, Crystal Dynamics sembra voler dimostrare che rifare un capolavoro non significa cancellarlo, ma trovare il coraggio di ampliarlo senza tradirne lo spirito: la Grecia della Spada di Damocle resta la stessa che i fan ricordano, ma questa volta promette di nascondere ancora più segreti dietro ogni colonna.
Colonia, fine agosto. Le corsie di Koelnmesse si riempiono ogni anno di elfi, soldati spaziali ed eroi in cosplay, ma il vero spettacolo, quello che conta per chi non può volare in Germania, va in scena la sera prima delle porte aperte. La Gamescom 2026 si è svolta dal 26 al 30 agosto, preceduta dalla tradizionale Opening Night Live del 25, la due ore di trailer e annunci condotta come sempre da Geoff Keighley.
Tra un colpo di scena e l’altro, la serata ha confermato date di uscita attese da tempo, riportato in vita franchise dati per dormienti e regalato almeno una sorpresa vera, di quelle che cambiano la percezione di uno studio intero. Il giorno seguente, i gamescom award hanno messo nero su bianco chi ha davvero convinto pubblico e giuria, in diciannove categorie diverse.
Da questo enorme flusso di materiale sono stati selezionati sette protagonisti, scelti non per importanza commerciale ma per il modo in cui rappresentano anime diverse della fiera: il grande ritorno gratuito, l’horror che cambia pelle, il terrore che torna nello spazio, l’addio a una trilogia, la resurrezione di un franchise dormiente, la sorpresa che nessuno aveva previsto e il revival più inatteso del pre-show. In chiusura, spazio a tutto il resto della serata, perché la Gamescom 2026 ha avuto davvero troppo da raccontare per stare in sette soli titoli.
Il grande ritorno gratuito: The Witcher 3 Wild Hunt Remastered
Non capita spesso che il colpo di scena finale di uno showcase riguardi un gioco uscito undici anni fa. CD Projekt RED ha chiuso l’Opening Night Live annunciando The Witcher 3: Wild Hunt Remastered, in arrivo il 29 settembre 2026 come aggiornamento gratuito per chi possiede già il gioco sulle piattaforme compatibili.
La lista degli interventi è tutt’altro che cosmetica: revisione grafica completa, ray tracing, sistema di combattimento rivisto, movimenti e animazioni rielaborati, comportamenti dei mostri più avanzati, cavalcatura rinnovata e supporto alle mod cross platform. Ci sono anche Hearts of Stone e Blood and Wine, incluse senza costi aggiuntivi.
Konami ha scelto la Gamescom per svelare il cast completo di Silent Hill: Townfall, in uscita il 24 settembre 2026 su PlayStation 5 e PC (Steam ed Epic Games Store). Lo sviluppo è affidato a Screen Burn Interactive, lo studio scozzese già autore del pluripremiato Observation, che porta nella saga la propria specialità: l’orrore psicologico raccontato attraverso la tecnologia analogica e il non detto.
Il protagonista Simon Ordell fa ritorno sull’isola scozzese di St. Amelia per rimettere le cose a posto, come recita la sinossi ufficiale, e si ritrova in una cittadina avvolta dalla nebbia, apparentemente abbandonata ma tutt’altro che in pace. Il trailer mostrato a Colonia, con la scusa di presentare i doppiatori, ha regalato un assaggio agghiacciante dei mostri che lo attendono.
La particolarità di questo capitolo non è solo la Scozia al posto della Pennsylvania: Townfall è interamente in prima persona, una scelta che lo avvicina più agli esperimenti brevi recenti della serie che al remake di Silent Hill 2. Un salto di prospettiva che, unito a un franchise capace di superare i 17 milioni di copie vendute nella sua storia, rende questo lancio uno dei più osservati dell’autunno.
Il ritorno della paura più pura: Alien Isolation 2
Se Silent Hill gioca con la nebbia e il non detto, Alien: Isolation 2 punta tutto sull’essenziale: un corridoio stretto, una creatura che non si può uccidere e il suono dei propri passi. Creative Assembly, studio SEGA già autore del primo capitolo, ha portato a Colonia il prologo completo giocabile, primo hands on pubblico in Europa per il sequel del survival horror del 2014.
Cambiano protagonista e ambientazione: al posto di Amanda Ripley, una nuova eroina viene mandata a esplorare Kurosaki Station, avamposto della Weyland-Yutani su un pianeta colonia sferzato da tempeste perenni. Fuori si muore per il clima, dentro si muore per lo Xenomorfo. Un nuovo terreno di caccia, come lo ha definito lo stesso studio, costruito apposta per costringere il videogiocatore a improvvisare strumenti e tattiche mai visti nel primo capitolo.
Creative Assembly ha però smorzato ogni entusiasmo su una data di uscita, dichiarando esplicitamente di non avere intenzione di annunciarla a breve. Poco importa: ai gamescom award, Alien: Isolation 2 si è già aggiudicato il riconoscimento per il miglior comparto audio, la conferma che il vero protagonista del gioco, ancora una volta, è il silenzio prima dell’attacco.
L’addio a Sephiroth: Final Fantasy VII Revelation
Annunciato ufficialmente al Summer Game Fest di giugno, Final Fantasy VII Revelation è tornato a Colonia con un nuovo trailer, questa volta interamente dedicato alle Arma: i colossali guardiani del pianeta, di ritorno dal gioco originale del 1997 con un design aggiornato, pronti a scontrarsi con Cloud e i suoi compagni nella battaglia finale contro Sephiroth e la minaccia di Meteor.
Il capitolo conclusivo della trilogia remake arriverà nella primavera 2027, in coincidenza con il trentesimo anniversario del titolo originale. La vera notizia, però, riguarda la distribuzione: per la prima volta nella storia della trilogia, il lancio sarà simultaneo su PlayStation 5, Xbox Series X e S, Nintendo Switch 2 e PC, rompendo con l’esclusiva temporale PlayStation che aveva caratterizzato Remake e Rebirth.
Tra le novità confermate ci sono l’esplorazione libera del pianeta a bordo dell’aeronave Highwind, con la possibilità di paracadutarsi direttamente nelle regioni terrestri, e l’ingresso nel gruppo di Vincent Valentine e Cid Highwind come personaggi giocabili. Non solo un gioco in più, ma la chiusura di un progetto iniziato nel 2015: un finale che porta con sé il peso, e l’attesa, di un’intera generazione di appassionati.
Il ritorno dei samurai: Onimusha Way of the Sword
Vent’anni di silenzio sono tanti, anche per un franchise iconico come Onimusha. Capcom lo ha spezzato con Onimusha: Way of the Sword, primo capitolo della serie dopo oltre due decenni, la cui data di uscita è stata anticipata al 4 settembre 2026, poche settimane prima di quanto inizialmente previsto, proprio per evitare l’ingorgo di lanci concentrato attorno a fine settembre.
Il gioco porta il videogiocatore in un Giappone dell’era Edo deformato dalla Malìa, una nebbia maligna che genera i demoni Genma. Il protagonista, ispirato allo spadaccino storico Miyamoto Musashi, impugna il mistico Guanto Oni e affronta i nemici con parate, deflessioni e il celebre colpo Issen, marchio di fabbrica della saga fin dal primo capitolo su PlayStation 2.
Ai gamescom award, Onimusha si è portato a casa due riconoscimenti, per il miglior gameplay e per il miglior gioco PlayStation, confermando che il ritorno a una formula classica, quando è confezionato con cura, può ancora imporsi sulla concorrenza di produzioni più moderne e sperimentali.
La sorpresa che nessuno aspettava: Nodusfall
Quest’anno la novità inattesa arriva dalla Cina e si chiama Nodusfall, il nuovo progetto di HoYoverse, lo studio dietro Genshin Impact, Honkai: Star Rail e Zenless Zone Zero. Il world premiere trailer, in apertura dell’Opening Night Live, ha mostrato qualcosa di radicalmente diverso dallo stile anime a cui il publisher ha abituato i suoi appassionati: un’ambientazione dark fantasy realistica, costruita in Unreal Engine 5.
Nel mondo di Nodusfall, il videogiocatore veste i panni di un Weaver, chiamato a esplorare rovine sospese sopra un mare di nuvole e ad affrontare, in cooperativa, creature enormi e ambienti che reagiscono fisicamente al combattimento. Il concept, per stessa ammissione di chi lo ha già provato, richiama da vicino la formula di caccia ai giganti resa celebre da Monster Hunter, ma con un’identità visiva e narrativa tutta nuova.
Data di uscita e piattaforme restano ancora un mistero. Ma la scommessa di HoYoverse, quella di allontanarsi dal gacha anime che ha reso lo studio uno dei più redditizi al mondo per esplorare un genere completamente diverso, è già di per sé una dichiarazione d’intenti che vale più di un trailer.
Il revival che nessuno si aspettava: Worms Galactic Tactics
Il Future Games Show durante la Gamescom 2026 si è aperto con un ritorno che pochi avrebbero previsto. Worms: Galactic Tactics, sviluppato da Absolutely Games e pubblicato da Team17, reinventa la storica serie di artiglieria abbandonando la visuale laterale in favore di un impianto tattico isometrico in 3D, con un sistema a turni che guarda apertamente a XCOM.
La premessa narrativa è tanto assurda quanto fedele allo spirito della saga: i personaggi vengono rapiti dal proprio pianeta natale e costretti a combattere in un’arena da gladiatori. Restano intatti gli ingredienti storici, dalle armi improbabili alla distruttibilità totale degli scenari, mentre si aggiungono elementi roguelike attraverso una modalità chiamata Galactic Gauntlet.
Il vero colpo di teatro, però, è arrivato alla fine del trailer: Team17 ha confermato anche un secondo progetto, un capitolo classico in stile 2.5D pensato per riportare in auge la formula originale. Un modo elegante per celebrare i trentuno anni dal debutto della serie su Commodore Amiga, correva l’anno 1995, senza rinunciare a guardare avanti.
Il resto della serata: tutti gli altri annunci dell’Opening Night Live
Sette protagonisti non bastano a raccontare due ore di showcase. L’Opening Night Live 2026 ha distribuito date di uscita e sorprese anche al di fuori dei nomi più altisonanti, e buona parte di quelle novità meritano almeno una menzione.
Sul fronte delle uscite più imminenti, Gears of War: E-Day ha ricevuto un trailer incentrato sulla narrazione e ha confermato l’arrivo il 6 ottobre in esclusiva Xbox, mentre Rayman Legends Retold porta il platform di Ubisoft su hardware moderno dal primo ottobre, con tanto di nuovo livello musicale costruito attorno alla Macarena. Stessa area temporale per Aion 2, il sequel dello storico MMORPG di NCSoft, che ha fissato il lancio PC al 5 ottobre, e per Resonance: A Plague Tale Legacy, la nuova iterazione più action della serie, uscita il 27 agosto, in contemporanea con l’evento.
Guardando più lontano, Metro 2039 ha mostrato un nuovo trailer di gameplay confermando l’uscita a febbraio 2027 per il quarto capitolo principale della serie di 4A Games, sviluppato tra mille difficoltà dallo studio ucraino. Ubisoft ha invece svelato Rainbow Six Tactics, spin off strategico a turni ambientato nell’universo di Siege e atteso nel 2027, mentre NetEase ha mostrato Sea of Remnants, gioco di ruolo a turni free to play in salsa piratesca, anch’esso rimandato al 2027. Paradox Interactive, dal canto suo, ha rivelato Afterworld, nuovo gestionale strategico ambientato in un’America post apocalittica, ancora senza finestra di lancio.
Non sono mancate infine le sorprese più leggere. Hitman: World of Assassination ha reso disponibile gratuitamente, dal 27 agosto al 26 settembre, una missione a tema con Snoop Dogg come bersaglio, ribattezzata The Herbalist. Path of Exile 2 lascerà l’accesso anticipato l’11 dicembre, diventando ufficialmente free to play a tutti gli effetti. Crimson Desert ha ricevuto l’aggiornamento gratuito Enhanced, con nuovi momenti di trama e doppiaggi aggiuntivi. Tides of Annihilation ha mostrato nuovo gameplay ambientato in una Londra corrotta, Warlock: Dungeons and Dragons ha svelato il primo filmato di gioco del nuovo progetto Wizards of the Coast, e HoYoverse ha chiuso il cerchio con Petit Planet, un cozy life sim in arrivo nell’inverno 2026, agli antipodi rispetto al ben più cupo Nodusfall mostrato nella stessa serata.
Il verdetto
Se si guarda ai numeri e ai riconoscimenti ufficiali, il vero trionfatore della Gamescom 2026 non è nessuno dei tanti nuovi trailer mostrati sul palco. È un gioco di undici anni fa, tornato gratuitamente e capace di spazzare tre categorie ai gamescom award: The Witcher 3: Wild Hunt Remastered. Una scelta che dice qualcosa di importante sull’industria di oggi, dove il valore percepito da un pubblico sempre più esigente non coincide più automaticamente con la novità assoluta, ma premia chi sa rimettere in forma un capolavoro senza tradirne l’anima.