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Silent Hill: Townfall è disponibile: la nebbia ora si guarda con i propri occhi

La nebbia ha un nuovo indirizzo. Konami annuncia che Silent Hill: Townfall è disponibile su PlayStation 5, Steam ed Epic Games Store. Sviluppato dallo studio scozzese Screen Burn Interactive e co-pubblicato da Annapurna Interactive e Konami, il nuovo capitolo porta la serie horror psicologica per eccellenza dove non era mai arrivata con un gioco completo: dentro gli occhi del protagonista, con una visuale interamente in prima persona.

In my restless dreams, I see that island

Il protagonista è Simon Ordell, un forestiero approdato nel gelido porto turistico di St. Amelia, isola remota al largo delle coste della Scozia. Una città avvolta da nebbia e silenzio, dove la presenza di chi un tempo la abitava e i frammenti di memoria sfumano il confine tra realtà e finzione.

La formula resta fedele al DNA del franchise: esplorazione carica di tensione, combattimenti tra la vita e la morte ed enigmi intrecciati alla trama, non semplici lucchetti da scassinare. Un’impostazione che guarda alla tradizione dei primi capitoli, quando i puzzle erano parte integrante del racconto e non una pausa dall’orrore.

Simon Ordell, protagonista di Silent Hill: Townfall

Dalla telecamera fissa alla prima persona

Per una saga nata nel 1999 tra inquadrature cinematografiche e radio gracchianti, il passaggio alla prima persona è tutt’altro che banale. Il seme era stato piantato dall’indimenticato teaser giocabile P.T. e dall’esperimento free-to-play Silent Hill: The Short Message, ma Townfall è il primo capitolo completo a farne la propria cifra stilistica.

La scelta dello studio non è casuale. Screen Burn, fondato a Glasgow nel 2015 con il nome di No Code, ha firmato Stories Untold e Observation, premiato ai BAFTA: due titoli costruiti proprio sull’angoscia degli spazi e sull’immersione. Il franchise, intanto, ha superato i 17,8 milioni di copie distribuite nel mondo e, dopo il remake di Silent Hill 2 e la parentesi giapponese di Silent Hill f, prosegue la strategia di Konami: affidare la propria IP a team diversi, ognuno con una voce riconoscibile. La prima risposta della critica è positiva, come abbiamo visto nella nostra Bilancia della Critica su Townfall.

Gameplay in prima persona di Silent Hill: Townfall

Un inventario da riempire

Chi ha acquistato la Standard Edition in anticipo riceve gli stili CRTV: Rusted e CRTV: Beach Edition, quest’ultimo in esclusiva PS5. La Deluxe Edition aggiunge artbook digitale, colonna sonora digitale e un outfit alternativo per Simon, mentre il pre-order garantiva anche un accesso anticipato di 48 ore.

Townfall arriva nello stesso giorno di Control Resonant, altra produzione che vede coinvolta Annapurna, dentro un settembre affollatissimo. La vera scommessa, però, è un’altra: dimostrare che Silent Hill può cambiare pelle senza perdere l’anima. Per una serie che ha sempre raccontato l’orrore come specchio della colpa, guardare il mondo direttamente con gli occhi del protagonista potrebbe essere il passo più coerente di tutti: Silent Hill non si osserva più da fuori, ci si sta dentro.

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Survival Horror

Silent Hill: Townfall: le aspettative sono state raggiunte?

Konami e Annapurna Interactive hanno costruito due anni di narrazione attorno al ritorno di Silent Hill, e a differenza del battage mediatico che aveva accompagnato Silent Hill f nel 2025, la campagna per Townfall è rimasta sottotono fino all’ultimo. L’embargo delle recensioni è caduto il 21 settembre, appena tre giorni prima del debutto ufficiale su PlayStation 5 e Windows fissato per oggi, 24 settembre, e la critica internazionale ha risposto in modo compatto. Screen Burn Interactive, lo studio scozzese già noto come No Code per Observation e Stories Untold, si è trovato a raccogliere l’eredità di due capitoli che avevano già ridefinito le attese sul franchise.

Le aspettative alla vigilia del lancio

Il punto di riferimento più immediato per Townfall era la doppia conferma del biennio precedente. Silent Hill 2 Remake aveva riportato la saga ai vertici della critica nel 2024 con un aggregato di 87 punti, e Silent Hill f lo aveva seguito nel 2025 fermandosi a un solidissimo 86. Due capitoli capaci di dimostrare che il rilancio sotto Konami non era un episodio isolato, ma una traiettoria precisa. Chi vuole ripercorrere il capitolo precedente può farlo con la recensione di Silent Hill f pubblicata su queste pagine.

Screen Burn arrivava però da un pedigree più piccolo e sperimentale: Observation si era fermato attorno ai 76 punti su OpenCritic, Stories Untold poco sopra, a 79. Non un curriculum da matricola, ma nemmeno il biglietto da visita di uno studio abituato ai riflettori dei tripla A. L’asticella, insomma, non era stata alzata solo dal marketing, ma dalla storia recente del franchise stesso.

Il ritorno di Simon Ordell, tra rimorso e nebbia

St. Amelia non è Silent Hill, ma le somiglia più di quanto la geografia lasci intuire. Simon Ordell si risveglia più volte nell’acqua vicino ai moli della cittadina scozzese, senza un legame apparente con il luogo, e la narrazione lo accompagna verso frammenti di un passato che riaffiora a fatica. La scrittura punta su un tema poco battuto dalla saga in forma così diretta: il rimorso come condizione permanente, non come colpo di scena finale.

Su questo fronte la critica converge in larga parte: GameSpot e GamesRadar descrivono un racconto capace di restare addosso al videogiocatore ben oltre i titoli di coda, e la struttura a cinque finali (due dei quali segreti) rafforza la sensazione di un mistero costruito con cura. Non manca però chi segnala uno scarto tra le domande poste dal gioco, quelle sui sistemi economici e sull’identità personale che emergono nella parte centrale, e le risposte effettivamente date. Kotaku, tra le testate più critiche, parla di un finale che si sgonfia proprio quando dovrebbe stringere il cerchio, mentre Everyeye.it nota una risoluzione meno sorprendente del previsto. La sezione narrativa ha retto lo standard promesso, senza però raggiungere l’unanimità totale.

St. Amelia, la Scozia che sa di Silent Hill

Se c’è un elemento su cui le recensioni non trovano quasi mai un contraddittorio, è l’ambientazione. St. Amelia sostituisce per la prima volta nella serie la cittadina originale con una comunità marittima scozzese avvolta dalla nebbia, e il cambio geografico diventa l’occasione per raccontare il decadimento sociale di un luogo tanto quanto quello psicologico dei suoi abitanti. PC Gamer arriva a definirlo il gioco più scozzese mai giocato, un complimento che nella sostanza racconta quanto il nuovo studio abbia saputo reinventare senza tradire l’identità della saga.

Le strade coperte di nebbia, i condomini abbandonati, i moli deserti: tutto concorre a un’atmosfera che diverse testate indicano come il vero traino dell’esperienza, più ancora della trama. L’ambientazione supera lo standard atteso, e lo fa proprio nel momento in cui il franchise aveva più bisogno di dimostrare che Silent Hill non è un luogo, ma uno stato d’animo trasferibile altrove.

Il CRTV, la prima persona e il prezzo dello stealth

Il passaggio alla prospettiva in prima persona è la scelta di game design più radicale di Townfall, e porta con sé un dispositivo che sostituisce la radio tradizionale della serie: il CRTV, un piccolo schermo portatile capace di localizzare i nemici e mostrare frammenti video legati alla trama. I puzzle, spesso costruiti attorno a questo strumento, vengono lodati per l’originalità, con un’unica riserva condivisa da più testate sulla loro leggibilità nelle fasi più avanzate.

La nota stonata più ricorrente riguarda però lo stealth vero e proprio. VGC parla apertamente di sezioni capaci di spezzare l’immersione costruita fino a quel momento, mentre SpazioGames giudica incomprensibile la gestione dell’intelligenza artificiale nemica e delle risorse in alcuni tratti del gioco. GameSpot, che pure assegna un voto solido, riconosce lo stesso attrito nei checkpoint giudicati poco generosi. Il gameplay non raggiunge del tutto lo standard promesso dalle prime anteprime, restando comunque un impianto solido nel complesso.

Un’atmosfera sonora impeccabile, un po’ meno su Steam Deck

Il comparto audio è, tra tutti gli elementi tecnici, quello che raccoglie il consenso più ampio. La colonna sonora firmata Pilotpriest e l’uso del feedback aptico del DualSense, insieme al supporto Tempest 3D su PlayStation 5, vengono citati da più testate come strumenti capaci di costruire tensione senza affidarsi ai jump scare più scontati. Su PS5 e PS5 Pro le prestazioni restano stabili per l’intera durata dell’avventura.

Il quadro cambia sensibilmente su altre configurazioni: alcune recensioni segnalano un comparto tecnico in difficoltà su Steam Deck, con cali di frame rate che rischiano di compromettere proprio le sezioni stealth più delicate. Un compromesso che non intacca il giudizio complessivo, ma che merita una segnalazione per chi pensa di affrontare St. Amelia fuori dal salotto di casa.

Cinque finali per tornare a St. Amelia

Townfall si completa in circa dieci ore, una durata in linea con gli ultimi survival horror del franchise e distante dalle escursioni più lunghe di altri generi. A rendere interessante il discorso sulla rigiocabilità sono i cinque finali disponibili, due dei quali segreti e raggiungibili solo esplorando a fondo le implicazioni morali della storia di Simon.

La longevità rispetta lo standard atteso per un capitolo della serie pensato per un’unica run attenta, con la rigiocabilità affidata più alla curiosità narrativa che a contenuti meccanici aggiuntivi.

Silent Hill: Townfall ha rispettato le aspettative

Messi in fila, questi elementi restituiscono un quadro coerente più che sorprendente. Silent Hill: Townfall conferma la traiettoria positiva del franchise sotto la gestione Konami, senza però eguagliare i due capitoli che lo hanno preceduto: Metacritic assegna un 81 su PlayStation 5 (80 su PC), OpenCritic si ferma a un solido 82, e la media aritmetica dei voti raccolti dalle testate di riferimento di questa rubrica si attesta a 7,97 su 10. Numeri distanti dagli 86 e 87 punti di Silent Hill f e Silent Hill 2 Remake, ma comunque saldamente nella fascia alta del giudizio critico, con uno zero percento di recensioni negative su Metacritic.

Non ci sono le condizioni per parlare di una critica spaccata: nessuna testata di riferimento scende sotto la sufficienza piena, e le uniche riserve, quelle sulla gestione dello stealth e su un finale che qualcuno giudica meno risolutivo del previsto, restano circoscritte a singoli aspetti piuttosto che ribaltare il giudizio complessivo. Screen Burn Interactive ha consegnato un survival horror solido, capace di rispettare l’eredità recente della saga senza però riscrivere ulteriormente le attese verso l’alto. Per gli appassionati della serie, resta comunque una tappa da non saltare.

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Survival Horror

Il rinnovato successo di Silent Hill racconta un’epoca che si guarda dentro

La nebbia di Silent Hill aveva il compito di nascondere i limiti tecnici. Oggi è popolarmente riconosciuta come l’ingresso a un mondo onirico. Il suo messaggio è cambiato. La nebbia rivela, chi entra in quella cittadina non incontra un mostro arrivato da fuori, come uno zombie o un alieno: incontra quello che si porta dentro, reso carne e artigli. È un concept vecchio di venticinque anni, eppure tra il 2024 e il 2026 ha funzionato meglio che mai.

Silent Hill 2 Remake ha superato i sei milioni di giocatori. Silent Hill f, uscito a settembre 2025, ha superato i due milioni di copie in sette mesi, ha vinto il Game of the Year del pubblico ai Famitsu Dengeki Awards e quattro premi agli IGN Japan Game of the Year. A breve arriva Silent Hill: Townfall, ed è lecito chiedersi cosa stia succedendo a un franchise che sembrava spento da anni.

Un mostro che non viene da fuori

La differenza tra Silent Hill e la maggior parte dei survival horror è tutta qui: altrove il nemico è un’entità aliena, un virus, una minaccia biologica. In Silent Hill il nemico sei tu, o meglio quello che non hai ancora affrontato. James Sunderland non scappa da un mostro, scappa dalla propria colpa. Hinako, la protagonista di Silent Hill f, non sopravvive a una minaccia esterna, sopravvive a se stessa.

Townfall porta lo stesso game design emotivo su un’isola scozzese del 1996. Simon Ordell torna a St. Amelia per «sistemare le cose», ma non ricorda del tutto il proprio legame con quel luogo, e il gioco costruisce la tensione proprio su questa domanda: quanto di ciò che vedrà appartiene davvero all’isola, e quanto è la manifestazione del suo passato irrisolto.

Silent-Hill-2-specchio

Lo stesso trucco, in televisione

Non serve allontanarsi molto dal videogioco per trovare lo stesso movimento. Severance, la serie Apple TV+ arrivata a 27 nomination agli Emmy 2025 (il record assoluto dell’edizione), racconta la scissione tra chi sei al lavoro e chi sei fuori come se fosse un horror da ufficio: cosa resta di te quando una parte della tua identità viene isolata dal resto?

Adolescence, trionfatore agli Emmy 2025, fa qualcosa di molto simile a quello che fa Silent Hill f con Hinako: invece di raccontare un fatto di cronaca dall’esterno, scava dentro un ragazzo per trovare l’origine di qualcosa di terribile. E Baby Reindeer, premiato agli Emmy 2024 con oltre 22 milioni di spettatori nelle prime settimane, è stato descritto dalla critica con la parola che qui ci interessa più di ogni altra: introspezione. Non un’analisi esterna del trauma, un invito a restarci dentro.

Il corpo, il dolore e il cinema che si guarda allo specchio

Anche il cinema recente ha attraversato lo stesso territorio. The Substance, premiato a Cannes e candidato all’Oscar, mette in scena un orrore corporeo che nasce interamente dall’odio della protagonista per se stessa: il mostro, ancora una volta, non arriva da fuori. A Real Pain, che ha portato l’Oscar a Kieran Culkin, racconta due cugini alle prese con un trauma di famiglia ereditato, senza nulla da sconfiggere: solo qualcosa da attraversare, capitolo dopo capitolo, non diversamente da come si attraversa una cittadina avvolta dalla nebbia.

Anche l’Italia ha il suo capitolo in questa geografia del cinema che guarda dentro. Familia di Francesco Costabile, candidato dell’Italia agli Oscar 2026 e premiato ai David di Donatello, racconta il ritorno di un padre violento nella vita di un figlio che aveva appena trovato un equilibrio senza di lui. Non c’è nessun nemico da sconfiggere in un vicolo buio: c’è solo la porta di casa che si riapre su qualcosa che si credeva chiuso per sempre.

Anche i romanzi italiani hanno il loro mostro in casa

Il fenomeno non è solo americano o televisivo, e qui il mostro ha il volto di un padre. L’anniversario di Andrea Bajani, vincitore del Premio Strega 2025, racconta la scelta di un figlio di troncare ogni legame con i genitori dopo un’infanzia segnata da violenza e sottomissione. È lo stesso nodo affrontato al cinema da Familia, uscito pochi mesi prima: il padre da cui affrancarsi per tornare a vivere. Bajani lo scrive senza accusare e senza salvare, con una voce che la critica ha definito scandalosamente calma.

I convitati di pietra di Michele Mari ha appena vinto il Premio Strega 2026, il riconoscimento letterario più prestigioso in Italia. Un gruppo di ex compagni di liceo stringe un patto per ritrovarsi ogni anno a cena, e con gli anni rancori, fallimenti e tensioni mai risolte tornano puntualmente a sedersi al tavolo insieme a loro. Il titolo stesso, eco del convitato di pietra del Don Giovanni, dice già tutto: il passato non affrontato non scompare, si ripresenta.

Perché nel videogioco funziona

Non tutto questo basta a decretare che la nostra sia “La generazione dell’introspezione“: sarebbe una generalizzazione più comoda che vera, e i dati raccontano sempre anche altro (lo stesso Premio Strega 2026 è stato assegnato in un’annata che il comitato ha definito di ritorno al romanzo storico, non all’autofiction). Quello che si può dire con più cautela, e con altrettanta convinzione, è che Silent Hill sia una lente utile per guardare una tendenza reale: opere molto diverse tra loro, per pubblico e per medium, che scelgono tutte di mettere in scena il ritorno di qualcosa di irrisolto invece di un nemico esterno.

Il videogioco, però, ha una marcia in più rispetto a un romanzo o a una serie tv. Quel mostro non lo guardi, lo affronti in prima persona. Silent Hill f non ti chiede di capire Hinako da fuori, ti chiede di reggere il suo passo dentro la nebbia, di premere tu il pulsante che decide se colpire o fuggire. È forse questa la vera ragione per cui la saga sta vivendo la sua rinascita più importante da vent’anni a questa parte: non racconta soltanto un’epoca che ha imparato a guardarsi dentro, la fa giocare in prima persona a chi quell’epoca la vive ogni giorno.

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Silent Hill: Townfall avrà un fumetto ufficiale: ecco quando

Konami Digital Entertainment ha annunciato una collaborazione inedita con la leggendaria casa editrice britannica 2000 AD per la realizzazione di una storia a fumetti originale ispirata all’universo di Silent Hill: Townfall: il fumetto, intitolato Silent Hill: Townfall – The Dock House, uscirà il 16 settembre nel Regno Unito e il 30 settembre negli Stati Uniti in formato cartaceo, oltre a essere disponibile in tutto il mondo in formato digitale.

Un prequel scritto da chi conosce St. Amelia meglio di chiunque altro

A firmare la sceneggiatura è Jon McKellan, sceneggiatore capo e game director di Silent Hill: Townfall, affiancato dall’acclamato artista David Roach (Nemesis The Warlock) alle tavole. Il fumetto funge da vero e proprio complemento narrativo al gioco di prossima uscita, e sarà parte della ricca selezione del numero storico Prog 2500 di 2000 AD, distribuito in formato cartaceo via Lunar Distribution e disponibile in digitale tramite Webstore e App 2000 AD.

Douglas e la scala impossibile

La storia segue le vicende di Douglas, capo portuale veterano che da decenni si occupa della manutenzione della dock house dell’isola di St. Amelia. Intrappolato in una routine senza fine, circondato dalla nebbia e dall’isolamento, Douglas scopre una scala impossibile che scende sotto il porto, ed è costretto a confrontarsi con una realtà terrificante nascosta sotto la superficie della città. Un’ulteriore prospettiva sulla comunità isolata dell’isola, che amplia l’atmosfera inquietante del gioco preservando al contempo i suoi misteri principali.

Fumetti e survival horror, un legame antico quanto la nebbia

Silent Hill: Townfall, sviluppato da Screen Burn e co-pubblicato da Annapurna Interactive e Konami, arriverà su PC, PlayStation 5, Steam ed Epic Games il 24 settembre 2026, portando la serie in una Scozia isolata e avvolta dalla nebbia con protagonista Simon Ordell. L’operazione editoriale con 2000 AD, casa storica di Judge Dredd, non è un dettaglio marginale: conferma quanto il franchise punti a costruire un’identità narrativa che va oltre il singolo medium, proprio come già dimostrato dal recente rilancio della serie con Silent Hill f, tra cinema, romanzi e, ora, fumetti d’autore.

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Il meglio della Gamescom 2026: da The Witcher 3 Remastered ad Alien Isolation 2

Colonia, fine agosto. Le corsie di Koelnmesse si riempiono ogni anno di elfi, soldati spaziali ed eroi in cosplay, ma il vero spettacolo, quello che conta per chi non può volare in Germania, va in scena la sera prima delle porte aperte. La Gamescom 2026 si è svolta dal 26 al 30 agosto, preceduta dalla tradizionale Opening Night Live del 25, la due ore di trailer e annunci condotta come sempre da Geoff Keighley.

Tra un colpo di scena e l’altro, la serata ha confermato date di uscita attese da tempo, riportato in vita franchise dati per dormienti e regalato almeno una sorpresa vera, di quelle che cambiano la percezione di uno studio intero. Il giorno seguente, i gamescom award hanno messo nero su bianco chi ha davvero convinto pubblico e giuria, in diciannove categorie diverse.

Da questo enorme flusso di materiale sono stati selezionati sette protagonisti, scelti non per importanza commerciale ma per il modo in cui rappresentano anime diverse della fiera: il grande ritorno gratuito, l’horror che cambia pelle, il terrore che torna nello spazio, l’addio a una trilogia, la resurrezione di un franchise dormiente, la sorpresa che nessuno aveva previsto e il revival più inatteso del pre-show. In chiusura, spazio a tutto il resto della serata, perché la Gamescom 2026 ha avuto davvero troppo da raccontare per stare in sette soli titoli.

Il grande ritorno gratuito: The Witcher 3 Wild Hunt Remastered

Non capita spesso che il colpo di scena finale di uno showcase riguardi un gioco uscito undici anni fa. CD Projekt RED ha chiuso l’Opening Night Live annunciando The Witcher 3: Wild Hunt Remastered, in arrivo il 29 settembre 2026 come aggiornamento gratuito per chi possiede già il gioco sulle piattaforme compatibili.

La lista degli interventi è tutt’altro che cosmetica: revisione grafica completa, ray tracing, sistema di combattimento rivisto, movimenti e animazioni rielaborati, comportamenti dei mostri più avanzati, cavalcatura rinnovata e supporto alle mod cross platform. Ci sono anche Hearts of Stone e Blood and Wine, incluse senza costi aggiuntivi.

Il resto della serata ha portato in scena anche il world premiere trailer di Songs of the Past, la nuova espansione narrativa attesa da tempo dai veterani della saga. Due annunci diversi, la stessa strategia: rimettere al centro un capolavoro già scritto nella storia del medium, invece di limitarsi a inseguirne il seguito.

La prima persona horror: Silent Hill Townfall

Konami ha scelto la Gamescom per svelare il cast completo di Silent Hill: Townfall, in uscita il 24 settembre 2026 su PlayStation 5 e PC (Steam ed Epic Games Store). Lo sviluppo è affidato a Screen Burn Interactive, lo studio scozzese già autore del pluripremiato Observation, che porta nella saga la propria specialità: l’orrore psicologico raccontato attraverso la tecnologia analogica e il non detto.

Il protagonista Simon Ordell fa ritorno sull’isola scozzese di St. Amelia per rimettere le cose a posto, come recita la sinossi ufficiale, e si ritrova in una cittadina avvolta dalla nebbia, apparentemente abbandonata ma tutt’altro che in pace. Il trailer mostrato a Colonia, con la scusa di presentare i doppiatori, ha regalato un assaggio agghiacciante dei mostri che lo attendono.

La particolarità di questo capitolo non è solo la Scozia al posto della Pennsylvania: Townfall è interamente in prima persona, una scelta che lo avvicina più agli esperimenti brevi recenti della serie che al remake di Silent Hill 2. Un salto di prospettiva che, unito a un franchise capace di superare i 17 milioni di copie vendute nella sua storia, rende questo lancio uno dei più osservati dell’autunno.

Il ritorno della paura più pura: Alien Isolation 2

Se Silent Hill gioca con la nebbia e il non detto, Alien: Isolation 2 punta tutto sull’essenziale: un corridoio stretto, una creatura che non si può uccidere e il suono dei propri passi. Creative Assembly, studio SEGA già autore del primo capitolo, ha portato a Colonia il prologo completo giocabile, primo hands on pubblico in Europa per il sequel del survival horror del 2014.

Cambiano protagonista e ambientazione: al posto di Amanda Ripley, una nuova eroina viene mandata a esplorare Kurosaki Station, avamposto della Weyland-Yutani su un pianeta colonia sferzato da tempeste perenni. Fuori si muore per il clima, dentro si muore per lo Xenomorfo. Un nuovo terreno di caccia, come lo ha definito lo stesso studio, costruito apposta per costringere il videogiocatore a improvvisare strumenti e tattiche mai visti nel primo capitolo.

Creative Assembly ha però smorzato ogni entusiasmo su una data di uscita, dichiarando esplicitamente di non avere intenzione di annunciarla a breve. Poco importa: ai gamescom award, Alien: Isolation 2 si è già aggiudicato il riconoscimento per il miglior comparto audio, la conferma che il vero protagonista del gioco, ancora una volta, è il silenzio prima dell’attacco.

L’addio a Sephiroth: Final Fantasy VII Revelation

Annunciato ufficialmente al Summer Game Fest di giugno, Final Fantasy VII Revelation è tornato a Colonia con un nuovo trailer, questa volta interamente dedicato alle Arma: i colossali guardiani del pianeta, di ritorno dal gioco originale del 1997 con un design aggiornato, pronti a scontrarsi con Cloud e i suoi compagni nella battaglia finale contro Sephiroth e la minaccia di Meteor.

Il capitolo conclusivo della trilogia remake arriverà nella primavera 2027, in coincidenza con il trentesimo anniversario del titolo originale. La vera notizia, però, riguarda la distribuzione: per la prima volta nella storia della trilogia, il lancio sarà simultaneo su PlayStation 5, Xbox Series X e S, Nintendo Switch 2 e PC, rompendo con l’esclusiva temporale PlayStation che aveva caratterizzato Remake e Rebirth.

Tra le novità confermate ci sono l’esplorazione libera del pianeta a bordo dell’aeronave Highwind, con la possibilità di paracadutarsi direttamente nelle regioni terrestri, e l’ingresso nel gruppo di Vincent Valentine e Cid Highwind come personaggi giocabili. Non solo un gioco in più, ma la chiusura di un progetto iniziato nel 2015: un finale che porta con sé il peso, e l’attesa, di un’intera generazione di appassionati.

Il ritorno dei samurai: Onimusha Way of the Sword

Vent’anni di silenzio sono tanti, anche per un franchise iconico come Onimusha. Capcom lo ha spezzato con Onimusha: Way of the Sword, primo capitolo della serie dopo oltre due decenni, la cui data di uscita è stata anticipata al 4 settembre 2026, poche settimane prima di quanto inizialmente previsto, proprio per evitare l’ingorgo di lanci concentrato attorno a fine settembre.

Il gioco porta il videogiocatore in un Giappone dell’era Edo deformato dalla Malìa, una nebbia maligna che genera i demoni Genma. Il protagonista, ispirato allo spadaccino storico Miyamoto Musashi, impugna il mistico Guanto Oni e affronta i nemici con parate, deflessioni e il celebre colpo Issen, marchio di fabbrica della saga fin dal primo capitolo su PlayStation 2.

Ai gamescom award, Onimusha si è portato a casa due riconoscimenti, per il miglior gameplay e per il miglior gioco PlayStation, confermando che il ritorno a una formula classica, quando è confezionato con cura, può ancora imporsi sulla concorrenza di produzioni più moderne e sperimentali.

La sorpresa che nessuno aspettava: Nodusfall

Quest’anno la novità inattesa arriva dalla Cina e si chiama Nodusfall, il nuovo progetto di HoYoverse, lo studio dietro Genshin Impact, Honkai: Star Rail e Zenless Zone Zero. Il world premiere trailer, in apertura dell’Opening Night Live, ha mostrato qualcosa di radicalmente diverso dallo stile anime a cui il publisher ha abituato i suoi appassionati: un’ambientazione dark fantasy realistica, costruita in Unreal Engine 5.

Nel mondo di Nodusfall, il videogiocatore veste i panni di un Weaver, chiamato a esplorare rovine sospese sopra un mare di nuvole e ad affrontare, in cooperativa, creature enormi e ambienti che reagiscono fisicamente al combattimento. Il concept, per stessa ammissione di chi lo ha già provato, richiama da vicino la formula di caccia ai giganti resa celebre da Monster Hunter, ma con un’identità visiva e narrativa tutta nuova.

Data di uscita e piattaforme restano ancora un mistero. Ma la scommessa di HoYoverse, quella di allontanarsi dal gacha anime che ha reso lo studio uno dei più redditizi al mondo per esplorare un genere completamente diverso, è già di per sé una dichiarazione d’intenti che vale più di un trailer.

Il revival che nessuno si aspettava: Worms Galactic Tactics

Il Future Games Show durante la Gamescom 2026 si è aperto con un ritorno che pochi avrebbero previsto. Worms: Galactic Tactics, sviluppato da Absolutely Games e pubblicato da Team17, reinventa la storica serie di artiglieria abbandonando la visuale laterale in favore di un impianto tattico isometrico in 3D, con un sistema a turni che guarda apertamente a XCOM.

La premessa narrativa è tanto assurda quanto fedele allo spirito della saga: i personaggi vengono rapiti dal proprio pianeta natale e costretti a combattere in un’arena da gladiatori. Restano intatti gli ingredienti storici, dalle armi improbabili alla distruttibilità totale degli scenari, mentre si aggiungono elementi roguelike attraverso una modalità chiamata Galactic Gauntlet.

Il vero colpo di teatro, però, è arrivato alla fine del trailer: Team17 ha confermato anche un secondo progetto, un capitolo classico in stile 2.5D pensato per riportare in auge la formula originale. Un modo elegante per celebrare i trentuno anni dal debutto della serie su Commodore Amiga, correva l’anno 1995, senza rinunciare a guardare avanti.

Il resto della serata: tutti gli altri annunci dell’Opening Night Live

Sette protagonisti non bastano a raccontare due ore di showcase. L’Opening Night Live 2026 ha distribuito date di uscita e sorprese anche al di fuori dei nomi più altisonanti, e buona parte di quelle novità meritano almeno una menzione.

Sul fronte delle uscite più imminenti, Gears of War: E-Day ha ricevuto un trailer incentrato sulla narrazione e ha confermato l’arrivo il 6 ottobre in esclusiva Xbox, mentre Rayman Legends Retold porta il platform di Ubisoft su hardware moderno dal primo ottobre, con tanto di nuovo livello musicale costruito attorno alla Macarena. Stessa area temporale per Aion 2, il sequel dello storico MMORPG di NCSoft, che ha fissato il lancio PC al 5 ottobre, e per Resonance: A Plague Tale Legacy, la nuova iterazione più action della serie, uscita il 27 agosto, in contemporanea con l’evento.

Guardando più lontano, Metro 2039 ha mostrato un nuovo trailer di gameplay confermando l’uscita a febbraio 2027 per il quarto capitolo principale della serie di 4A Games, sviluppato tra mille difficoltà dallo studio ucraino. Ubisoft ha invece svelato Rainbow Six Tactics, spin off strategico a turni ambientato nell’universo di Siege e atteso nel 2027, mentre NetEase ha mostrato Sea of Remnants, gioco di ruolo a turni free to play in salsa piratesca, anch’esso rimandato al 2027. Paradox Interactive, dal canto suo, ha rivelato Afterworld, nuovo gestionale strategico ambientato in un’America post apocalittica, ancora senza finestra di lancio.

Non sono mancate infine le sorprese più leggere. Hitman: World of Assassination ha reso disponibile gratuitamente, dal 27 agosto al 26 settembre, una missione a tema con Snoop Dogg come bersaglio, ribattezzata The Herbalist. Path of Exile 2 lascerà l’accesso anticipato l’11 dicembre, diventando ufficialmente free to play a tutti gli effetti. Crimson Desert ha ricevuto l’aggiornamento gratuito Enhanced, con nuovi momenti di trama e doppiaggi aggiuntivi. Tides of Annihilation ha mostrato nuovo gameplay ambientato in una Londra corrotta, Warlock: Dungeons and Dragons ha svelato il primo filmato di gioco del nuovo progetto Wizards of the Coast, e HoYoverse ha chiuso il cerchio con Petit Planet, un cozy life sim in arrivo nell’inverno 2026, agli antipodi rispetto al ben più cupo Nodusfall mostrato nella stessa serata.

Il verdetto

Se si guarda ai numeri e ai riconoscimenti ufficiali, il vero trionfatore della Gamescom 2026 non è nessuno dei tanti nuovi trailer mostrati sul palco. È un gioco di undici anni fa, tornato gratuitamente e capace di spazzare tre categorie ai gamescom award: The Witcher 3: Wild Hunt Remastered. Una scelta che dice qualcosa di importante sull’industria di oggi, dove il valore percepito da un pubblico sempre più esigente non coincide più automaticamente con la novità assoluta, ma premia chi sa rimettere in forma un capolavoro senza tradirne l’anima.

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Silent Hill: Townfall presentato allo State of Play

Konami Digital Entertainment, B.V.  ha presentato, nel corso dell’ultimo State of Play di Sony Interactive, un nuovo trailer dedicato a SILENT HILL: Townfall. Il video mostra offre una visione piuttosto dettagliata dell’ultimo capitolo della celebre serie horror. Sviluppato da Screen Burn e pubblicato con la collaborazione di Annapurna Interactive e KONAMI, SILENT HILL: Townfall è un horror psicologico autoconclusivo e slegato dalla trama degli altri capitoli. Il gioco è ambientato in Scozia e sembra mostrare atmosfere molto fredde e lugubri.

Il gioco era già stato mostrato in un criptico trailer nel 2022. Ora SILENT HILL: Townfall torna alla ribalta con nuove rivelazioni. Il prossimo capitolo della serie SILENT HILL sembra potenziare il carattere psicologico dei precedenti capitoli. Tuttavia, i temi legati al sovrannaturale e al dramma sembrano trovare spazio anche qui.

I giocatori vestiranno i panni di Simon Ordell, tornato sull’isola di St. Amelia per regolare i conti col passato. Ad attenderlo troverà una città avvolta in una fitta nebbia, apparentemente disabitata. Avventurandosi sempre più in profondità, Simon inizierà a scoprire frammenti di un mistero legato al passato che lentamente sta ritornando.

Il gioco sarà interamente in prima persona. Simon dovrà esplorare, fuggire e sopravvivere utilizzando un set estremamente limitato di armi e strumenti, tra cui il CRTV, un televisore tascabile, utilizzato per sintonizzarsi su segnali instabili. Aspettiamoci dunque un’avventura a base di enigmi, combattimenti ed elementi survival.

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