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Nintendo Direct: annunciati oltre 40 giochi, incluso un nuovo Metroid e Kirby

Il boss finale del recap: sono oltre 40 gli annunci del Direct

Il Nintendo Direct di oggi, 9 settembre 2026, ha messo sul piatto oltre 40 giochi in arrivo su Nintendo Switch 2 tra i prossimi mesi e il 2027, in circa 45 minuti di presentazione. Tra nuove produzioni interne, ritorni storici e conversioni di peso massimo, i protagonisti assoluti restano due eroi Nintendo di lunghissimo corso: Samus Aran, con il nuovo Metroid Ravenous, e Kirby, protagonista di Kirby and the World Beyond. Non sono mancate però sorprese sul fronte terze parti, da Final Fantasy VII Revelation a Persona 6.

Divorare per non farsi divorare: torna Metroid

L’annuncio più identitario dello show riguarda Metroid Ravenous, nuovo capitolo 2D della saga con protagonista Samus Aran, in uscita in esclusiva su Switch 2 il 28 gennaio 2027, sia in edizione standard sia in una special edition con SteelBook e amiibo dedicato. È il primo capitolo bidimensionale della serie dai tempi di Metroid Dread (2021). Nel trailer, Samus viene data per dispersa su una misteriosa luna aliena dopo un attacco da parte di un gruppo di figure incappucciate, e sarà costretta a nutrirsi dell’energia dei propri nemici pur di sopravvivere: è la nuova meccanica al centro dell’avventura, pensata per alimentare esplorazione e combattimento allo stesso tempo. Il gameplay resta fedele all’impostazione 2,5D già vista in Dread, con azione bidimensionale e modelli tridimensionali, ma introduce anche sequenze in terza persona più orientate alla narrazione. Sul fronte tecnico, Ravenous è sviluppato da MercurySteam, lo studio che ha già plasmato l’identità action di Dread: chi ha amato quel capitolo troverà una base familiare su cui costruire nuove idee. Per ripercorrere l’evoluzione recente del franchise, vale la pena recuperare la nostra analisi su Metroid Prime, una serie così speciale.

Kirby si allarga: benvenuti nel World Beyond

L’altro grande protagonista Nintendo dello show è Kirby and the World Beyond, nuova avventura interamente in 3D che porta la pallina rosa a esplorare ambientazioni aperte e più estese rispetto al passato, sfruttando in libertà le classiche abilità di copia. Il lancio è fissato per la primavera del 2027, un momento tutt’altro che casuale: coincide con il 35° anniversario della serie, nata nel 1992 con Kirby’s Dream Land su Game Boy. Dopo l’impostazione più guidata vista in Forgotten Land e in Kirby Air Riders sul fronte racing, World Beyond sembra puntare su un’esplorazione più libera, in linea con la direzione presa negli ultimi anni dai platform 3D Nintendo.

L’ultimo capitolo della Materia: Final Fantasy VII Revelation chiude il cerchio

Square Enix ha confermato Final Fantasy VII Revelation, il terzo e conclusivo capitolo della trilogia remake, in arrivo su Switch 2 l’8 aprile 2027. Cloud e il resto del party salpano a bordo dell’Highwind per fermare Sephiroth e l’asteroide che minaccia il pianeta, portando a termine un progetto che ha attraversato tre decenni di storia della saga. A completare l’operazione nostalgia arriva anche Crisis Core: Final Fantasy VII Reunion, già disponibile da oggi su Switch 2. Chi vuole rinfrescarsi la memoria sul percorso della trilogia può ripassare la nostra recensione di Final Fantasy VII Rebirth.

La caccia si sposta su Switch 2

Capcom porta Monster Hunter Wilds sull’ibrida Nintendo dal 4 dicembre, con supporto cross-platform completo e tutti i contenuti pubblicati finora, dal Centro Supremo alla collaborazione con Final Fantasy XIV Online. La grande espansione Ascendance seguirà nel 2027. Per chi si è avvicinato al titolo su altre piattaforme, resta un ottimo riferimento la nostra recensione di Monster Hunter Wilds.

Persona debutta (finalmente) anche su Nintendo

Atlus aveva già annunciato Persona 6 lo scorso 7 giugno, durante l’Xbox Games Showcase 2026, come nuovo capitolo autonomo della serie con un cast interamente inedito, confermato allora solo per Xbox Series X|S, PC e PlayStation 5. Per Persona 6 non è stata fornita alcuna finestra di lancio, nemmeno oggi: la novità del Direct riguarda esclusivamente la piattaforma, con il gioco che arriverà anche su Nintendo Switch 2, portando per la prima volta il mix di simulazione sociale e combattimento a turni della saga su una console Nintendo. Il remake Persona 4 Revival ha invece già una data su Xbox, PC e PS5, fissata al 18 febbraio 2027: la versione Nintendo Switch 2, annunciata proprio in questo Direct, arriverà un po’ più tardi, il 20 maggio 2027.

Il resto del bottino: da Lara Croft a Geralt di Rivia

Non tutti gli annunci erano inediti in senso stretto. Tomb Raider: Legacy of Atlantis, il remake della prima avventura di Lara Croft già annunciato mesi fa per PS5, Xbox Series e PC, è stato confermato in uscita anche su Nintendo Switch 2, sempre il 12 febbraio 2027 e in contemporanea con le altre piattaforme. Il Direct ha poi riservato spazio a diversi ritorni e riedizioni: Hyrule Warriors: L’era della calamità arriva in Edizione definitiva su Switch 2 il 25 febbraio 2027, mentre Pikmin 4 – Nintendo Switch 2 Edition aggiunge la modalità Accademia Dandori dal 12 novembre. Xenoblade Chronicles 3 si rifà il look su Switch 2 dal 3 dicembre con una nuova eroina, Shimmer. The Witcher 3: Wild Hunt in versione Remastered arriva il 29 settembre, gratuita per chi possiede già il gioco su Switch. Capcom porta inoltre una trilogia horror rimessa a nuovo con RE Engine, composta da Resident Evil 2 Deluxe Edition, Resident Evil 3 e Resident Evil 4 Gold Edition, disponibili in digitale dal 16 ottobre e su scheda dal 29 gennaio 2027. Chiudono il quadro Mega Man: Dual Override, che riunisce Mega Man e Proto Man, e Nintendo Switch Sports Resort, atteso il 22 ottobre sull’Isola di Wuhu.

Alla fine, il filo conduttore del Direct di settembre è chiaro: Nintendo Switch 2 sta smettendo i panni della console di passaggio per diventare la casa definitiva di franchise che per anni sono rimasti fuori dall’ecosistema Nintendo, da Monster Hunter a Persona, passando per Resident Evil, The Witcher e Tomb Raider. In questo scenario, Metroid Ravenous e Kirby and the World Beyond restano i pezzi più identitari dello show: due ritorni che arrivano proprio mentre entrambe le saghe vivono uno dei momenti più prolifici della loro storia, tra il recente Metroid Prime 4: Beyond e un 35° compleanno che promette di ridefinire l’esplorazione di Kirby. Samus e la pallina rosa, ancora una volta, aprono la strada.

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Tomb Raider: Legacy of Atlantis, svelato l’enigma più iconico della Grecia

Amazon Game Studios e Crystal Dynamics hanno pubblicato l’ottavo episodio della serie di mini documentari dedicata allo sviluppo di Tomb Raider: Legacy of Atlantis, e questa volta il protagonista è il livello ambientato in Grecia, mostrato alla stampa a porte chiuse durante il Gamescom 2026. Al centro dell’episodio c’è l’iconico enigma della Spada di Damocle, reinterpretato con più elementi narrativi e dettagli da scoprire rispetto al Tomb Raider originale del 1996.

Dal Perù alle acropoli: un level design più verticale

Il Game Director Raul Sequeira racconta che una delle cose più belle di Tomb Raider è sempre stata viaggiare in giro per il mondo per risolvere enigmi. In Grecia i giocatori affronteranno puzzle ispirati alla mitologia classica, immersi in un’architettura molto più presente rispetto, ad esempio, al Perù. Si passa da grotte, scogliere e cascate a enormi acropoli e strutture a cupola tipiche dell’edilizia greca antica, un salto di scala che segna il passaggio da un bioma all’altro dell’avventura.

Una città greca mai scoperta prima

Per il Design Director Jason Epps, quello greco è uno dei livelli preferiti dell’intero gioco. La sensazione che vuole trasmettere è quella di una città rimasta nascosta per secoli, mai scoperta prima da nessuno, con il giocatore nei panni della prima persona a mettervi piede. È l’essenza stessa dell’archeologia digitale su cui Tomb Raider ha costruito la propria identità fin dagli anni novanta.

Quando l’esplorazione lascia spazio alla corsa contro il tempo

Tra le novità introdotte da Crystal Dynamics e Flying Wild Hog ci sono le sezioni a tempo, nelle quali sarà necessario attraversare un’area entro un limite prestabilito. Epps spiega che l’obiettivo è mantenere la sensazione generale di esplorazione tranquilla del Tomb Raider originale, intervallandola però con momenti più frenetici, per offrire maggiore varietà nel ritmo dell’avventura.

Una Spada di Damocle che pesa sulla storia del franchise

Rimettere mano a un dungeon storico come quello della Spada di Damocle non è un’operazione da poco. Legacy of Atlantis è infatti solo il secondo remake ufficiale del Tomb Raider del 1996, dopo Tomb Raider: Anniversary del 2007, e porta con sé tutto il peso di un titolo che ha contribuito a definire il genere action adventure in terza persona, lanciando Lara Croft come una delle prime vere icone femminili dei videogiochi. Di questo e di molto altro avevamo già parlato con gli sviluppatori nella nostra intervista dedicata a Tomb Raider: Catalyst e Legacy of Atlantis, dove Crystal Dynamics aveva già anticipato la filosofia dietro questa doppia operazione sul franchise.

Rotta su febbraio 2027

Tomb Raider: Legacy of Atlantis sarà disponibile dal 12 febbraio 2027 su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Steam e Nintendo Switch 2. Con ogni nuovo episodio della serie di mini documentari, Crystal Dynamics sembra voler dimostrare che rifare un capolavoro non significa cancellarlo, ma trovare il coraggio di ampliarlo senza tradirne lo spirito: la Grecia della Spada di Damocle resta la stessa che i fan ricordano, ma questa volta promette di nascondere ancora più segreti dietro ogni colonna.

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Retrospettive

I migliori Tomb Raider di sempre: la classifica completa della saga

Sebbene sia rimasta nell’ombra per diversi anni, la saga di Tomb Raider può certamente essere inclusa tra le epopee più riconoscibili ed iconiche dell’industria videoludica. I recenti annunci legati a Tomb Raider Catalyst e Tomb Raider Legacy of Atlantis sembrano aver dato nuova linfa vitale alle avventure di Lara Croft.

In questo articolo andremo a riproporre tutte le avventure della nostra bella archeologa, classificandole dalla peggiore alla migliore, ovviamente secondo i gusti della nostra redazione. Recuperiamo le nostre fide pistole e lanciamoci assieme a Lara a ripercorrere le sue gesta.

12. Tomb Raider: Angel of Darkness

L’esordio di Lara sulle console a 128 bit è stato un completo disastro. Una trama poco ispirata, personaggi principali davvero insipidi e un gameplay troppo macchinoso e poco rispondente sono solo alcuni dei problemi che affliggevano Tomb Raider: Angel of Darkness.

Il gioco risolveva in maniera superficiale e sbrigativa il mistero dell’apparente morte di Lara, avvenuta in The Last Revelations, solo per trasformare la nostra eroina in una criminale ricercata in tutto il mondo, generando una trama caotica e poco coinvolgente.

Il problema peggiore, tuttavia, erano i numerosi e pesanti bug che affliggevano il gioco, rendendolo a tratti davvero ingiocabile. Un’ottima realizzazione tecnica e una campagna marketing imponente non furono sufficienti a salvare il gioco dall’oblio.

11. Tomb Raider: The Last Revelation

Il quarto capitolo della saga mostrava tutta la stanchezza e la pesantezza di una formula ormai stantia e mai realmente innovata. Sebbene Last Revelation avesse una serie di novità interessanti, come la possibilità di modificare i proiettili delle armi e di combinare l’inventario, era chiaro che l’interesse dei giocatori fosse ormai rivolto altrove.

Il gioco sfoggiava anche una veste grafica di tutto rispetto, che spremeva al limite la cara vecchia Playstation. Purtroppo, Last Reveletions venne affossato da una serie di scelte di design a dir poco discutibili. La decisione di ambientare l’intero gioco in Egitto limitava enormemente la varietà a cui la saga aveva abituato. Anche il fatto di obbligare il giocatore a ritornare nei livelli precedenti una volta in possesso di chiavi o nuovi strumenti accrebbe fin troppo la complessità ed enigmaticità dell’avventura.

Come ciliegina sulla torta, la scellerata decisione di terminare l’avventura con l’apparente morte di Lara (che, a quanto pare, avrebbe dovuto essere definitiva) contribuì a rivestire il gioco con un alone di negatività, che ne fa uno dei Tomb Raider meno apprezzati di sempre.

10. Tomb Raider Chronicles

Se c’è un gioco che più di ogni altro rappresenta quel sentimento di saturazione raggiunto dalla saga di Tomb Raider sulla prima Playstation è certamente il quinto capitolo. Sebbene presenti una maggior varietà di situazioni e un gameplay più divertente rispetto al predecessore, Chronicles è la prova definitiva del fatto che la formula dei primi Tomb Raider non potesse essere ulteriormente sfruttata.

Il gioco presenta quattro avventure distinte della nostra Lara, raccontate da alcune dei suoi amici (che nel frattempo la credono morta). Sebbene Chronicles proponga una serie di novità interessanti, come l’uso del fucile da cecchino e alcune sezioni stealth, la sua formula è davvero troppo stantia e legata al passato per risultare davvero vincente.

9. Tomb Raider Underworld

Il primo titolo della seconda trilogia di Tomb Raider a entrare nella nostra classifica è il suo episodio conclusivo. Sebbene non si tratti di un brutto gioco e nonostante proponga una serie di idee narrative e di gameplay interessanti, Underworld non riesce a donare lo stesso feeling dei due episodi precedenti.

Complice il fatto di essere uscito sia su PS2 che su PS3, Underworld mostra una realizzazione tecnica solida, ma molto altalenante (soprattutto su PS2). Anche il design dei livelli si rivela caotico in diversi punti e mai troppo ispirato, costringendo i giocatori a sezioni di gioco fin troppo difficili e frustranti.

8. Shadow of The Tomb Raider

La realizzazione tecnica di quella che è attualmente l’ultima avventura di Lara Croft è rilevante. In particolare, le meccaniche stealth sono state curate nei dettagli così come l’esplorazione e gli enigmi risultano implementati in modo ottimale nel gameplay.

La trama però risulta piuttosto debole, soprattutto per essere il capitolo conclusivo della trilogia. Anche le sequenze action sono state ridotte eccessivamente, a discapito del divertimento e del coinvolgimento. La scelta di utilizzare il villaggio come Hub centrale, sebbene in linea con altre produzioni di grande successo, rende il ritmo fin troppo blando e inframezzato da troppe missioni secondarie, che finiscono con l’annoiare.

Un vero peccato perché il gioco, al netto dei difetti menzionati in precedenza, possiede davvero molti punti di forza. Paga però il fatto di essere uscito in cui l’interesse dei giocatori era catalizzato da moltissime avventure tridimensionali, con le quali la saga di Tomb Raider ha faticato a confrontarsi.

7. Tomb Raider III: Adventures of Lara Croft

Rispetto ai primi due capitoli che hanno reso la serie così celebre, la terza avventura di Lara presentava diverse criticità o per meglio dire, troppe similitudini col passato. Anzitutto, l’eccessiva complessità dei livelli, tale da scoraggiare qualunque nuovo giocatore e frustrare persino i veterani.

Inoltre il gioco, pur mostrando indubbiamente diverse migliorie, restava davvero molto simile ai primi due episodi, deludendo chi attendeva una rivoluzione del gameplay. Il gioco resta comunque un’avventura estremamente ricca e valida, che porta Lara in giro per tutto il mondo e le permette di sfruttare diverse nuove abilità, armi e veicoli.

Indubbiamente, però, rispetto ai primi due giochi della saga, TR3 è stato il primo a mostrare le prime crepe nel gameplay e ad accusare quei sintomi di ripetitività e fatica a cambiare che avrebbero condizionato tutti gli altri episodi della saga apparsi su PSX.

6. Tomb Raider Anniversary

Anniversary non è un semplice rifacimento grafico. Il gioco, infatti, unisce i livelli e la trama del primo Tomb Raider alle meccaniche e al gameplay di Tomb Raider Legends.

Il risultato è un’avventura che riusciva a essere fresca e nostalgica allo stesso tempo. I movimenti più fluidi e intuitivi, il combat system aggiornato e l’uso del rampino rendevano l’avventura molto più scorrevole e divertente, incontrando maggiormente i gusti dei nuovi giocatori.

Il design dei livelli riusciva a riproporre tutte le ambientazioni e gli elementi più iconici degli stage originali, aggiornandoli alle nuove meccaniche di gioco, in modo da renderli piacevoli ed interessanti sia per i nostalgici che per i nuovi giocatori. Dunque un’operazione riuscita, che pecca solo in alcune semplificazioni eccessive e in certe modifiche apportate alla trama che non hanno incontrato il favore di tutti i fan.

5. Tomb Raider (2013)

Il primo episodio della trilogia reboot di Tomb Raider è uno dei migliori della saga. Il titolo del 2013 presenta una nuova versione di Lara, più giovane, fragile e inesperta, che si trova catapultata in un’avventura dura, spietata e dai toni molto forti. La storia del naufragio sull’isola di Yamatai e della durissima lotta per la sopravvivenza che Lara e i suoi amici devono vivere ci presenta una vicenda molto più cupa e dura rispetto al passato con una preziosa cura dei dettagli.

Anche il gameplay è più dinamico e avvincente rispetto al passato; infatti riesce a unire esplorazione, combattimenti e sopravvivenza, pur sacrificando in parte la risoluzione degli enigmi. Il Tomb Raider del 2013 è un’avventura di ottimo livello, che soffre solo di una certa linearità e di un’impostazione decisamente improntata più verso l’azione pura che sull’esplorazione.

4. Tomb Raider (1996)

Sebbene grafica e gameplay risultino ormai piuttosto datati, la prima avventura di Lara mantiene un fascino incredibile e chiunque voglia sapere tutto sul primo capitolo di Lara Croft, troverà un articolo di approfondimento dedicato.

L’ottimo design dei livelli, la possibilità di esplorare spazi molto ampli (almeno per i tempi) e l’incredibile atmosfera generata da luoghi antichi e misteriosi rendono il primo Tomb Raider un capolavoro assoluto, che merita di essere provato da tutti coloro che non lo hanno ancora giocato, magari approfittando delle recenti riedizioni HD. Non arriva al podio solamente per via della lentezza del gameplay e dei movimenti non troppo fluidi della protagonista.

3. Rise of The Tomb Raider

Gradino più basso del podio per Rise of The Tomb Raider, capitolo intermedio della trilogia reeboot. Questa avventura riprende tutto quanto di buono era presente nel Tomb Raider del 2013, andando allo stesso tempo ad ampliarlo.

Uno dei principali difetti evidenziati nel capitolo del 2013 era la mancanza di vere e proprie tombe da esplorare. Rise of the Tomb Raider ha risolto il problema reintroducendo le Tombe della Sfida: sezioni di gioco opzionali visivamente suggestive e ricche di puzzle ambientali intelligenti. Anche l’ambientazione è certamente un grande punto di forza del gioco. Le gelide lande della Siberia sono state realizzate con una cura eccezionale.

Il sistema di creazione e gestione delle risorse è stato notevolmente approfondito. I giocatori devono cacciare animali specifici per ottenere pelli rare e raccogliere materiali nell’ambiente per fabbricare munizioni speciali, cure e potenziamenti in tempo reale.

La narrativa, infine, ha mostrato una Lara più matura, proattiva e determinata rispetto alla ragazza spaventata del 2013. Meno vittima degli eventi e più padrona delle proprie capacità, la sua evoluzione caratteriale ha convinto critica e fan. L’unico appunto riguarda la trama generale, fin troppo banale e prevedibile.

2. Tomb Raider 2

Il secondo capitolo è il Tomb Raider più amato in assoluto. Rispetto al primo capitolo, questo secondo episodio era molto più improntato sull’azione e sugli scontri che sull’esplorazione. Tuttavia, come nel primo capitolo, i livelli erano davvero immensi e andavano ispezionati con grande attenzione per poter essere superati.

Tomb Raider 2 offriva una grande varietà di ambientazioni, che spaziavano dalla Muraglia Cinese a Venezia. Rispetto al primo gioco, anche velocità e fluidità erano molto migliorate e ciò rendeva l’azione molto più scorrevole e godibile.

Il gioco è anche pieno di momenti iconici, come Lara che si ritrova nell’oceano in balia degli squali, l’uso delle motoslitte sulle montagne del Tibet e l’arrivo al teatro dell’Opera a Venezia. Un’avventura meravigliosa, che pecca solo di una certa somiglianza col suo predecessore, sebbene questo aspetto sia molto meno marcato che in altri capitoli.

1. Tomb Raider Legends

Molti di voi probabilmente si saranno sorpresi di trovare Legends in cima alla classifica. Sia Rise che Tomb Raider 2 avrebbero certamente meritato questo riconoscimento. Tuttavia, abbiamo scelto di premiare Legends perché è stata la prima avventura di Lara ad avere il coraggio di rompere in maniera definitiva con la tradizione.

I controlli molto più intuitivi e dinamici, con la possibilità di lottare anche corpo a corpo e di muoversi e saltare molto più liberamente, rendevano Legends più intuitivo e moderno rispetto ai predecessori. L’introduzione del rampino, l’uso della motocicletta e la presenza di moltissimi enigmi ambientali aumentavano molto anche la varietà e il divertimento.

Anche la scelta delle ambientazioni e la trama che funge da sfondo alla vicenda sono estremamente ben pensati e molto curati e portano di nuovo Lara in giro per tutto il mondo alla ricerca di alcune misteriose pietre magiche legate alla mitologia arturiana.

Un’avventura stupenda e piacevole da riscoprire ancora oggi. Ancor più perché è riuscita a liberare Lara dalle catene e dai binari che fino all’uscita di Legends avevano impedito alla saga di evolvere. Premiando Legends vogliamo anche fare un grande augurio per i prossimi episodi della saga, sperando che possano far compiere alla saga di Tomb Raider lo stesso balzo in avanti compiuto dalla bella archeologa ai tempi della seconda Playstation.

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Tomb raider: Legacy of Atlantis si mostra in un nuovo video

Amazon Game Studios ha pubblicato un nuovo video approfondimento sullo sviluppo di Tomb Raider: Legacy of Atlantis. Come molti sapranno, si tratta di un remake dell’originale primo capitolo della serie. Il video è incentrato sui movimenti e sul modo di spostarsi all’interno dei livelli.

Il team Flying Wild Hog, in collaborazione con Crystal Dynamics, ha infatti rielaborato in maniera profonda le animazioni, facendo in modo che possano associarsi al meglio alla grafica aggiornata con il nuovo modello poligonale di Lara Croft. Naturalmente, anche il sistema di movimento è stato aggiornato e potenziato.

Il lavoro effettuato da Flying Wild Hog su movimenti ha reso più realistici i movimenti di Lara Croft, in linea con il suo nuovo aspetto generale e quello degli scenari. Inoltre tali movimenti sono stati associati agli elementi dello scenario con cui Lara interagisce. L’evoluzione del sistema di attraversamento dei livelli ha dunquecomportato anche una revisione generale profonda del level design, pur cercando di rimanere fedeli alla struttura originale e alla costruzione classica dei livelli.

Nel gioco sono stati quindi inseriti alcuni suggerimenti contestuali allo scenario, che vanno a indicare in certi casi alcune vie percorribili. Non si tratta però di indicazioni palesi come quelle che si vedono in altri giochi moderni, perché la scoperta della strada da percorrere è ancora parte integrante del gameplay di Tomb Raider.

Tomb Raider: Legacy of Atlantis ha la data di uscita fissata per il 12 febbraio 2027. Questo gioco rappresenta il rilancio della serie, insieme al nuovo capitolo annunciato da Crystal Dynamics, ovvero Tomb Raider: Catalyst. Siamo davvero curiosi di vedere come evolverà questo progetto.

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Retrospettive

Tomb Raider: perché la trilogia originale è così importante per i videogiochi

Tra i progetti legati alle future uscite videoludiche uno di quelli che ha attirato il maggior interesse è stato certamente l’annuncio dell’arrivo di ben due nuovi giochi dedicati al franchise di Tomb Raider. Se ancora poco o nulla si sa su Tomb Raider: Catalyst, nuovo episodio della saga, qualche informazione in più si ha su Tomb Raider: Legacy of Atlantis. Si tratterebbe infatti di una riproposizione in chiave moderna del primissimo episodio della saga.

In questo articolo abbiamo pensato di cogliere l’occasione per proporvi una retrospettiva della trilogia originale di Tomb Raider. Sebbene questa saga, nel corso degli anni, abbia indubbiamente perso gran parte della sua popolarità, resta certamente un franchise molto importante nel mondo dei videogiochi, anche grazie al carisma della sua protagonista, Lara Croft.

In attesa di scoprire se i nuovi giochi riusciranno a rilanciare totalmente la saga, partiamo insieme alla riscoperta dei tre giochi che sono stati l’origine della leggenda di Lara Croft. Sebbene il primo Tomb Raider sia uscito prima su Sega Saturn, si tratta di gioco legati a filo doppio al ciclo vitale della prima Playstation. Torniamo quindi alla fine dei mitici anni 90 e riscopriamo le prime avventure di Lara.

Il primo Tomb Raider

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Il primo Tomb Raider uscì nel 1996 per Playstation, Sega Saturn e PC. Il gioco fu sviluppato dall’inglese Core e distribuito da Eidos. Si trattava di un’avventura tridimensionale in cui il giocatore aveva il compito di raggiungere la fine dei vari livelli superando ostacoli, risolvendo enigmi e liberandosi dei vari nemici, prevalentemente animali feroci.

La trama vedeva la protagonista, la celebre archeologa Lara Croft, venire assoldata dalla misteriosa Natla per ritrovare lo Scion, misterioso artefatto nascosto in un’antica città fortificata dell’America Centrale. La ricerca condurrà Lara in diverse parti del mondo attraverso intricati labirinti e antiche tombe, fino a portarla ad una scoperta incredibile legata al passato della civiltà di Atlantide.

Il gioco ottenne un successo enorme. Tomb Raider proponeva infatti una grafica assolutamente all’avanguardia e un gameplay profondo e coinvolgente. Si trattava infatti di una delle prime vere avventure 3d, in cui il giocatore aveva la possibilità di muoversi liberamente all’interno dello scenario per esplorare liberamente l’ambiente circostante. Questa sensazione di libertà e profondità era amplificata dall’incredibile design dei livelli. Ogni location era infatti caratterizzata benissimo e ricchissima di segreti e particolari nascosti.

Per trovare l’uscita di livelli era necessario esplorare in maniera attenta e precisa. Uno dei punti salienti dell’esperienza era la ricerca dei save point, che apparivano come cristalli luminosi (anche se nella versione PC era possibile salvare in ogni momento).

Anche i combattimenti, in cui Lara poteva contare sulle sue fide pistole, a cui andavano poi aggiungendosi altre 3 armi, erano dinamici e divertenti. Lara puntava automaticamente i nemici, lasciando al giocatore il compito di evitare i loro attacchi muovendosi e saltando in ogni direzione.

Parlando di salti, anche le azioni a disposizione di Lara erano davvero molte. La nostra eroina poteva infatti camminare, correre, spostarsi lateralmente, saltare in ogni direzione ed effettuare una capriola per voltarsi istantaneamente. Tutte queste possibilità rendevano il movimento e l’esplorazione molto piacevoli e dinamici e offrivano possibilità di movimento molto maggiori rispetto ad altri giochi, come ad esempio Resident Evil, ancora ancorati ad un sistema di movimento più limitato.

Unico aspetto del gioco a destare qualche perplessità era il sonoro. Le musiche del gioco erano estremamente curate e d’atmosfera, tuttavia la maggior parte del tempo Lara procedeva nell’esplorazione avvolta dal silenzio. Una scelta particolare, ma sicuramente d’atmosfera, dal momento che le musiche iniziavano di solito al raggiungimento di particolari sezioni di gioco particolarmente evocative o pericolose.

Tutti questi elementi fecero di Tomb Raider un successo davvero esplosivo. Non solo il gioco vendette un numero esorbitante di copie, ma rese Lara Croft una vera e propria icona. Lara era davvero ovunque. Basti ricordare le sue apparizioni su numerose riviste di moda e persino in alcuni concerti degli U2. Senza esagerare, si può tranquillamente affermare che il primo Tomb Raider è stato il gioco più importante in assoluto in quel particolare periodo storico. Per un ulteriore approfondimento sul primo Tomb Raider vi consigliamo questo articolo.

Tomb Raider 2

Visti gli incredibili risultati ottenuti dal primo Tomb Raider, un sequel era più che scontato. Nell’ottobre del 1997 uscì dunque Tomb Raider 2. Il gioco riproponeva sostanzialmente la stessa struttura del primo capitolo, con pochissime novità dal punto di vista del gameplay. Le uniche reali novità erano la presenza di alcuni veicoli pilotabili (motoscafo e motoslitta) e la nuova abilità di Lara di scalare alcuni parteti. Ora Lara aveva anche la capacità di ruotare su se stessa nel corso di un salto all’indietro (manovra essenziale per superare alcuni ostacoli). Infine, Lara disponeva di una serie di bengala, utili per illuminare le aree buie.

Tuttavia, pur non presentando novità radicali, Tomb Raider 2 potenziava praticamente ogni aspetto del gioco originale. La grafica, anzitutto, era ora molto più pulita e dettagliata. La stessa Lara sfoggiava anche durante il gioco la sua treccia, che nel primo titolo veniva raccolta e mostrata solo nei filmati. Anche i livelli apparivano molto più vari, con numerose sezioni all’aperto e una maggior differenziazione nelle location.

La storia vedeva la nostra Lara alla ricerca della daga di Xian, antico manufatto cinese in grado di donare al suo possessore i poteri del drago. A sbarrarle la strada la bella avventuriera trova Marco Bartoli, criminale italiano a capo di una misteriosa setta. Il suo viaggio condurrà Lara a Venezia, su una piattaforma petrolifera, in un relitto marino e nelle montagne del Tibet.

La differenza più sensibile rispetto al primo capitolo fu certamente la maggior enfasi data dal gioco alle sequenze action. A differenza del gioco originale, infatti, ora Lara deve vedersela soprattutto con nemici umani, spesso dotati di armi da fuoco. Dunque combattimenti e sparatorie hanno molto più spazio rispetto al passato, sebbene l’ esplorazione e la risoluzione degli enigmi restino fondamentali.

In generale, Tomb Raider 2 risultava decisamente più ostico e difficile del primo gioco, sebbene gli enigmi dell’avventura originale fossero, nel complesso, più articolati e difficili. In compenso, ora anche i giocatori console potevano usufruire della funzione di salvataggio in ogni momento dell’avventura.

Pur ottenendo un ottimo successo e pur essendo tutt’oggi considerato da molti il miglior capitolo della saga, non mancò chi già ai tempi criticò la sostanziale mancanza di innovazione portata da Tomb Raider 2. Il gioco era sì più bello da vedere (anche se non di molto), più rifinito e con un gameplay più dinamico (soprattutto su Playstation), ma restava sostanzialmente invariato nella sostanza. Sarà proprio questa mancanza di reali innovazioni ad iniziare il declino della serie.

Tomb Raider 3: Adventures of Lara Croft

Vista l’ottima accoglienza riservata a Tomb Raider 2, Core ed Eidos decisero di continuare a battere il ferro finché restava caldo. Ecco dunque arrivare, nel dicembre 1998, Tomb Raider III: Adventures of Lara Croft.

Anche in questo caso, gli sviluppatori decisero di non stravolgere la struttura di gioco. Rispetto al secondo capitolo, tuttavia, le differenze furono maggiori. Lara infatti ora era in grado di gattonare e di effettuare un potente scatto per un periodo di tempo limitato.

Inoltre, il numero di armi a disposizione venne molto aumentato, così come il numero di veicoli, che ora includevano quad, kayak e un piccolo dispositivo subacqueo. Tutte queste innovazioni furono implementate in maniera efficacie nella struttura dei livelli, che ora si mostravano molto più vasti ed articolati. Diversi livelli proponevano addirittura percorsi alternativi per essere completati.

La trama vedeva la nostra Lara impegnata nella ricerca di alcuni frammenti di meteorite in grado di donare poteri sovrannaturali ai loro possessori. Lara è guidata nella sua missione dal dottor Willard, uno strambo scienziato che mostrerà presto di avere diversi fini nascosti.

In questa avventura, dopo una serie di livelli ambientati in India, il giocatore ha la possibilità di scegliere l’ordine con cui affrontare le missioni. Lara infatti dovrà recuperare i frammenti di meteorite nascosti a Londra, in un’isola del Pacifico e persino nell’Area 51. La scelta dell’ordine non influenza la trama del gioco, ma consente al giocatore di organizzare al meglio le proprie risorse.

Questa volta il gioco, nonostante le critiche positive, non fu bene accolto. Tomb Raider III vendette circa 6 milioni di copie e ottenne anche un discreto successo di critica. Tuttavia molte testate stroncarono il gioco ritenendolo davvero troppo simile ai due predecessori. Sebbene, come già detto, i livelli fossero decisamente più ampli e complessi, la sensazione di deja-vu che permeava l’avventura era davvero palpabile e non fu apprezzata da molti.

Dopo Tomb Raider III la saga di Lara continuò tra alti e bassi. Dopo due episodi per PXX abbastanza irrilevanti e il pessimo Angel of Darkness per PS2, la serie visse ben due nuove trilogie, oltre a diversi episodi Spin off. Non è questa, tuttavia, la sede per approfondire questi giochi. Vedremo se la tanto attesa svolta positiva arriverà proprio con Legacy of Atlantis.

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Editoriali

Abbiamo parlato con Crystal Dynamics dei nuovi Tomb Raider: Catalyst e Legacy of Atlantis

Negli ultimi giorni ho avuto l’occasione di partecipare a un Q&A a porte chiuse con Crystal Dynamics, un incontro riservato durante il quale Scot Amos, Head of Studio, e Will Kerslake, Game Director, hanno risposto a diverse domande sui due nuovi giochi di Tomb Raider annunciati ai Game Awards 2025: Tomb Raider: Legacy of Atlantis e Tomb Raider: Catalyst.

Si tratta di due progetti fondamentali per il futuro del franchise, entrambi attesi rispettivamente nel 2026 e nel 2027. L’interesse intorno a questi titoli è altissimo, così come la pressione da parte dei fan storici di Lara Croft. Durante il Q&A sono emersi diversi dettagli interessanti, insieme a chiarimenti molto netti su cosa aspettarsi e su cosa, invece, non è ancora stato deciso.

Due giochi sviluppati insieme, ma da team diversi

Uno dei primi punti chiariti da Crystal Dynamics riguarda il processo di sviluppo. Tomb Raider: Legacy of Atlantis e Tomb Raider: Catalyst sono stati sviluppati in contemporanea, ma da due team differenti. Nonostante questo, i due progetti condividono la stessa base tecnologica e gli stessi asset principali, un approccio che ha permesso allo studio di mantenere una coerenza tecnica e stilistica tra i due titoli.

Entrambi i giochi utilizzano l’Unreal Engine 5, una scelta che ha avuto un impatto enorme sulla qualità delle ambientazioni e dell’illuminazione. Durante il Q&A è stato sottolineato come il motore di Epic Games abbia permesso di lavorare con grande precisione su scenari molto ampi, ricchi di dettagli e con un sistema di luci particolarmente curato, uno degli elementi chiave dell’esperienza di gioco.

Tomb Raider: Legacy of Atlantis non è un reboot

Gran parte delle domande si sono concentrate su Tomb Raider: Legacy of Atlantis, il titolo in uscita nel 2026. Scot Amos è stato molto chiaro fin da subito: non si tratta di un reboot. A differenza di quanto visto in passato con la trilogia moderna, Crystal Dynamics ha deciso di non riscrivere la storia originale.

Con il supporto dello studio polacco Flying Wild Hog, l’obiettivo è stato quello di modernizzare il Tomb Raider del 1996 senza alterarne la narrativa. Allo stesso tempo, Amos ha precisato che definire Legacy of Atlantis un semplice remake sarebbe limitante. I cambiamenti apportati sono talmente profondi da rendere l’esperienza completamente nuova dal punto di vista tecnico.

Ambientazioni, sistema di combattimento, controlli e persino la telecamera sono stati ripensati da zero. L’idea non è replicare fedelmente il gioco originale, ma creare le stesse sensazioni e gli stessi ricordi attraverso un titolo completamente diverso, capace di parlare anche a un pubblico moderno.

Un design più accessibile, ma fedele a Tomb Raider

Una delle domande più delicate ha riguardato il livello di difficoltà. I primi capitoli di Tomb Raider erano noti per un design spesso punitivo, fatto di enigmi complessi, salti millimetrici e pochissimi aiuti al giocatore.

Scot Amos e Will Kerslake hanno spiegato che tutto ciò che rende Tomb Raider riconoscibile è ancora presente, ma è stato adattato alle aspettative attuali. Il gioco non rinuncia a esplorazione, enigmi e senso di scoperta, ma lo fa con un approccio meno frustrante. È evidente che la difficoltà sia stata ricalibrata, rendendo l’esperienza più accessibile senza snaturare l’identità della serie.

La pressione dei fan e l’importanza dell’ascolto

Durante il Q&A si è parlato anche apertamente della pressione che accompagna questi due progetti. Crystal Dynamics è perfettamente consapevole delle aspettative legate al nome di Tomb Raider e non ha nascosto quanto questo peso venga sentito all’interno dello studio.

Gli sviluppatori hanno sottolineato di aver ascoltato attentamente i fan negli ultimi anni e di aver imparato molto, sia come professionisti che come appassionati della saga. Questo processo di ascolto sembra essere stato fondamentale per definire la direzione di entrambi i titoli, soprattutto nel trovare un equilibrio tra rispetto della tradizione e necessità di evoluzione.

Tomb Raider: Catalyst e il ritorno di Lara Croft

Su Tomb Raider: Catalyst, previsto per il 2027, sono stati condivisi meno dettagli, ma alcuni punti chiave sono stati confermati. Come Legacy of Atlantis, anche Catalyst sarà un’esperienza completamente single-player e utilizzerà l’Unreal Engine 5.

La protagonista è la stessa Lara Croft e a interpretarla è ancora una volta Alix Wilton Regan, che ha ricevuto numerosi complimenti da parte di Scot Amos e Will Kerslake per la qualità della sua performance. La continuità del personaggio è uno degli elementi centrali di questa nuova fase del franchise.

Ambientazione in India e differenze visive

La differenza principale tra Catalyst e Legacy of Atlantis riguarda il periodo storico e l’ambientazione. Tomb Raider: Catalyst è ambientato in India, una scelta fatta per la varietà degli scenari e per la possibilità di offrire grandi spazi esplorabili.

Secondo Crystal Dynamics, l’India rappresenta un contesto estremamente interessante dal punto di vista visivo e narrativo, capace di offrire ambientazioni molto diverse tra loro. Questo cambio di epoca si riflette anche negli asset di Lara Croft, che presentano alcune differenze già visibili nei primi trailer mostrati pubblicamente.

Catalyst sarà l’inizio di una nuova trilogia?

Alla domanda se Tomb Raider: Catalyst possa rappresentare l’inizio di una nuova trilogia, Scot Amos ha preferito non sbilanciarsi. La risposta è stata chiara: al momento il focus dello studio è interamente rivolto alla creazione del miglior gioco possibile.

Non sono stati condivisi piani a lungo termine o strategie narrative estese, segno che Crystal Dynamics vuole concentrarsi sulla qualità dei singoli progetti prima di guardare troppo avanti.

Tomb-Raider-Catalyst-Landscape

Il ruolo di Amazon Game Studios e la serie TV

Nella parte finale del Q&A si è parlato brevemente anche del ruolo di Amazon Game Studios. Scot Amos e Will Kerslake hanno espresso grande apprezzamento per il publisher, sottolineando come Amazon non voglia limitarsi alla pubblicazione dei giochi.

L’obiettivo sembra essere quello di costruire qualcosa di più ampio intorno al franchise di Tomb Raider. In questo contesto è stata menzionata anche la nuova serie TV, che sembra finalmente prendere forma. Tuttavia, durante questa sessione non sono stati forniti ulteriori dettagli a riguardo.

Considerazioni finali

Dopo aver partecipato a questo Q&A, è chiaro che Crystal Dynamics è perfettamente consapevole dell’importanza di Tomb Raider e delle aspettative dei fan. Tomb Raider: Legacy of Atlantis e Tomb Raider: Catalyst non sono semplici nuovi capitoli, ma rappresentano un momento chiave per il futuro della saga.

Tra tecnologia moderna, rispetto del passato e una maggiore attenzione alla community, Lara Croft si prepara a tornare con due avventure diverse, ma legate da una visione comune. Il 2026 e il 2027 non sono poi così lontani, e per i fan di Tomb Raider l’attesa è ufficialmente iniziata.

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Tomb Raider: due nuove avventure in arrivo

Poche ore fa era stata diffusa la notizia di un possibile annuncio legato al nuovo Tomb Raider, che sarebbe avvenuto durante l’evento The Game Awards 2025. Crystal Dynamics, tuttavia, è riuscita a sorprendere tutti. Infatti Lara Croft farà effettivamente il suo ritorno, ma sono ben due i Tomb Raider che sono stati annunciati nel corso della notte.

Il primo si intitola Tomb Raider: Catalyst e pare essere in sviluppo fin dall’inizio della collaborazione con Amazon Game Studios, nel 2022. Lara Croft vivrà la sua prossima avventura in India, in una storia legata a filo doppio ad un misterioso cataclisma avvenuto in antichità. Tomb Raider: Catalyst sfrutta l’ Unreal Engine 5 e questo permetterà l’esplorazione di un mondo vastissimo, ricco, come sempre, di ambienti da visitare, puzzle da risolvere e nemici da abbattere. In base a quanto annunciato, Lara potrà anche sfruttare un gran numero di accessori tecnologici, alcuni dei quali personalizzabili. Tomb Raider: Catalyst è previsto per il 2027 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e Steam.

In seguito Amazon Game Studios, Crystal Dynamics e Flying Wild Hog hanno presentato Tomb Raider: Legacy of Atlantis. Si tratta di una rivisitazione moderna del rivoluzionario primo episodio della saga, datato 1996. Il gioco è stato sviluppato da Crystal Dynamics e Flying Wild Hog, e sfrutta anch’esso l’Unreal Engine 5. Questo gioco si propone il difficile compito di riproporre le atmosfere e le ambientazioni del titolo originale unendole ad un design moderno e a meccaniche di gioco aggiornate. I giocatori accompagneranno di nuovo Lara in giro per il mondo alla ricerca dello Scion, ma lo faranno attraverso modalità nuove e moderne.  Il titolo arriverà nel 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e Steam.


In entrambi i giochi il modello per Lara Croft sarà la famosa attrice Alix Wilton Regan, già nota al mondo dei videogiochi per i suoi ruoli in Dragon Age: Inquisition, Cyberpunk 2077 e Mass Effect 3. Già da quanto visto nei trailer, l’interpretazione dinamica di Wilton Regan sembra poter offrire a Lara nuova linfa vitale. Speriamo sia davvero l’ora della rinascita per la più famosa eroina del mondo dei videogiochi e per l’intero franchise di Tomb Raider.

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Tomb Raider: Lara Croft sta per tornare

Il giorno dei Game Awards 2025, fissati per le 01:30 italiane della notte tra l’11 e il 12 dicembre, si avvicina sempre più. Con l’approcciarsi dell’ evento iniziano a palesarsi i primi annunci legati alla manifestazione. L’account X ufficiale degli Awards ha svelato proprio in questi giorni che nel corso dell’evento verrà finalmente svelato il nuovo Tomb Raider.

La pagina social ha infatti pubblicato un’immagine con la sagoma della celebre esploratrice Lara Croft, munita delle sue fidate pistole. Una nuova avventura dedicata a Lara era già in cantiere già dal 2022, almeno secondo Crystal Dynamics. Era anche stato annunciato che il gioco sarebbe stato sviluppato in Unreal Engine 5 e che della pubblicazione si sarebbe occupata Amazon Games.

https://twitter.com/thegameawards/status/1998093291594883300

L’ultimo capitolo della saga era stato Shadow of the Tomb Raider del 2018. La nuova avventura promette un rilancio in grande stile per Lara, sempre a base di nemici da abbattere, ambientazioni da esplorare e rompicapo da risolvere. Finora non sono state diffuse molte informazioni sul gioco. Le poche indiscrezioni parlano di una Lara molto più matura e sfaccettata e di un’ambientazione legata all’India e alle reliquie dell’imperatrice Ashoka. Vedremo se durante gli Awards verranno diffuse maggiori informazioni.

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