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Giochi Survival: il meglio e più attesi del 2024

Il 2024 è l’anno dei giochi Survival. Tra titoli già pubblicati e altri pronti per essere lanciati, i fan del genere già pregustano una stagione ricca di scelta, anche se resta sempre qualche dubbio: cosa ci attende veramente? E varrà la pena giocarci?

Una domanda tutt’altro che scontata, per un genere i cui titoli sono spesso figli di piccole case, a volte indipendenti, pronte a regalare elementi di novità molto interessanti, ma che spesso non riescono a proporre altro che un singolo aspetto innovativo, a discapito di contenuti strutturati, longevità e il continuo sviluppo del titolo.

D’altronde, quando si parla di Survival Game si parte sempre un po’ prevenuti, non tanto per pregiudizi, quanto per esperienza: in quanti, negli ultimi anni, hanno atteso con ansia titoli che alla fine si sono rivelati veri e propri flop?

Quest’anno le cose potrebbero cambiare, almeno per un motivo: il grande numero di videogiochi Survival in pubblicazione (o già pubblicati), che sono il termometro di una maggiore attenzione del comparto videoludico nei confronti del genere e degli utenti. La speranza, ora, è che alla quantità si affianchi anche la qualità.

Il meglio del 2024

Guardando ai titoli usciti soltanto nei primi due mesi di quest’anno, bisogna ammettere che i sentimenti sono alquanto contrastanti. Iniziamo da Palworld, che più che un gioco ha rappresentato un vero e proprio fenomeno, capace di vendere 15 milioni di copie in pochissimi giorni, circa un milione ogni 24 ore. Ecco, in questo caso, però, il numero di copie vendute non è strettamente legato al numero di giocatori attivi: a metà febbraio il titolo ha perso circa il 66% dei giocatori attivi.

Questo trend può essere letto in diversi modi, ma ce n’è uno che sicuramente è più accreditato di tutti: Palworld, al netto di tutte le polemiche relative ai presunti “plagi”, è riuscito a dare a tutti quei giocatori, soprattutto ai più affezionati dei titoli Pokémon, quello che da troppo tempo gli stessi richiedevano alla Game Freak! senza però essere ascoltati.

Eppure, una volta sperimentato l’open world, la cattura dei Pal in tempo reale, la libertà di movimento in grandi aree e il base building, il gioco non sembra avere più molto da offrire. Ricordiamo però che il titolo è ancora in early access. Vedremo come andrà in futuro.

Giochi Survival 2024: Enshrouded

Un altro titolo che è riuscito a fare breccia nel cuore degli amanti del Survival, seppur con numeri inferiori rispetto a Palworld, è Enshrouded.

Due milioni di copie vendute per l’RPG Fantasy, che oltre al crafting e al base building tipico del genere ci permette di sviluppare il nostro personaggio con uno skill tree interessante, così da poterlo sviluppare come guerriero, barbaro, mago, guaritore, arciere, assassino e altro ancora (o volendo un po’ di tutto).

È questo il vero cuore del titolo di Keen Games che, ammettiamolo, ha fatto davvero un bel lavoro anche nel realizzare biomi tra loro molto diversi, sfide interessanti a livello di combat (che ricordano lontanamente un soulslike) e la possibilità di sviluppare le abilità del nostro personaggio. Un gioco estremamente soddisfacente per essere un early access, ma che necessita di essere arricchito (e molto) se l’obiettivo è quello di durare nel tempo.

Uno degli ultimi titoli già pubblicati in questo 2024 ricco di giochi Survival è Nightingale, un titolo di sopravvivenza in stile vittoriano che strizza l’occhio alle ambientazioni steampunk.

Il gioco si distingue in quanto ci fornisce la possibilità di viaggiare tra diversi reami tramite dei portali, che ci catapulteranno in terre diverse tra loro, per biomi, creature ed Npc. Anche questo è un gioco in early access, disponibile dallo scorso 20 febbraio: è troppo presto per dare un giudizio, ma ci torneremo.

Lo stesso discorso vale per Pacific Drive, uscito lo scorso 22 febbraio (ma non in early access).

Il titolo già gode di recensioni molto positive su Steam, soprattutto per aver rivisitato il classico paradigma del survival: in questo caso non dovremmo costruire una base, bensì avremo bisogno di procacciare risorse da caricare sulla nostra station wagon (modificabile), utili per sopravvivere nel nostro viaggio verso la salvezza.

L’auto sarà l’unico mezzo che avremo per fuggire alle avversità di un mondo ormai al collasso.

Cosa ci attende?

Insomma, dopo un 2023 deludente, in cui il genere Survival è stato caratterizzato da pochi titoli, alcuni dei quali si sono rivelati clamorosi flop (The Day Before sicuramente vi ricorderà qualcosa), questo 2024 ci dà una certezza: ci saranno molti titoli da provare. Ma cosa ci attende?

The Alters

Partiamo da The Alters, gioco che ci promette di farci immergere in un mondo sci-fi, che mette insieme avventura, sopravvivenza e base-building.

Vestiremo i panni di Jan Dolski, un lavoratore capace di creare versioni alternative di se stesso, con cui collaborerà nel disperato tentativo di fuggire da un pianeta dove persino i raggi del sole sono mortali. Ovviamente, i suoi alter ego non saranno meri cloni: ognuno di loro possiederà differenti tratti e background.

Tutti questi Jan Dolski convivranno nella stessa base, una ruota gigante in continuo viaggio lungo il pianeta per evitare i raggi del sole. Data di pubblicazione: TBA, 2024.

Once Human

Giochi Survival 2024: Once Human

Passiamo poi ad un multiplayer, open-world survival: si tratta di Once Human, atteso per il Q3 del 2024. Il gioco vuole catapultarci in uno strano futuro post apocalittico, dove potremmo unirci ai nostri amici per combattere nemici mostruosi, scoprire complotti segreti, competere per ottenere risorse vitali e soprattutto costruire la nostra base. Siete pronti a ricostruire il mondo?

Light No Fire

Si arriva poi a Light No Fire, gioco di avventura, costruzione, sopravvivenza, costruzione e multiplayer… insomma, una ricetta classica che indossa vesti fantasy, ma che ci fa una promessa: il pianeta in cui i personaggi metteranno piede sarà grande quanto la Terra, quella vera.

Un gioco ambizioso, che già ci fa presagire un’incredibile vastità di ambienti, biomi, creature e segreti, ma che al contempo ci lascia con una domanda: la Hello Games sarà in grado di rendere questo spazio immenso ricco di contenuti? Lo scopriremo al lancio del gioco, la cui data è ancora da annunciare.

ARK 2

Giochi Survival 2024: ARK 2

C’è ancora un titolo di cui è obbligatorio parlare, prima di chiudere questa lista dei giochi che, secondo noi, rappresentano al momento i titoli più rappresentativi del genere attesi per il 2024. Si tratta di ARK 2, il sequel del survival game per eccellenza.

Il primo capitolo, che piaccia o meno, ancora oggi tiene incollati allo schermo migliaia di amanti del genere, in controtendenza con il trend tipico dei survival, che solitamente si spengono velocemente.

Atteso per la fine del 2024 (e se la storia insegna, questo significa che probabilmente bisognerà attendere il 2025), Ark 2 si configura come una versione migliore del suo predecessore, sia per contenuti che per grafica, ma come si dice: provare per credere, quindi ci toccherà aspettare. Ah, c’è anche Vin Diesel.

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The Pokémon Company su Palworld: “Non abbiamo concesso alcuna autorizzazione”

Palworld di Pocket Pair è già un fenomeno da oltre otto milioni di copie vendute; di conseguenza, ci aspettevamo una risposta di The Pokémon Company, che non si è fatta attendere. L’azienda che possiede i diritti sul franchise Pokémon ha rilasciato un comunicato stampa che chiarisce la sua, dura, posizione sull’arrivo della versione early access di Palworld su PC (Steam) e Xbox (Store e Xbox Game Pass).

“Abbiamo ricevuto molte domande relative al gioco di un’altra azienda in uscita a gennaio 2024”, afferma la società. “Non abbiamo concesso alcuna autorizzazione per l’uso della proprietà intellettuale o degli asset Pokémon in quel gioco. Intendiamo indagare e adottare misure appropriate per affrontare qualsiasi atto che violi i diritti di proprietà intellettuale relativi a Pokémon”.

Sebbene The Pokémon Company non faccia esplicitamente il nome di Palworld o del suo sviluppatore, Pocket Pair, non ci vuole troppa fantasia per immaginare che l’enorme successo del titolo su Steam abbia attirato le ire della società nipponica, che ha molto materiale su cui far lavorare i proprio legali per presunto plagio.

Il comunicato termina con: “Continueremo ad avere a cuore e a coltivare ogni singolo Pokémon e il suo mondo, e lavoreremo per mantenere unito il mondo attraverso i Pokémon in futuro”.

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Che cos’è Palworld e perché ha scosso il mercato videoludico

Giaceva nella mia wishlist di Steam da almeno un paio d’anni, sicuro che una volta uscito lo avremmo giocato in pochissimi. “Alla fine sono Pokémon con i mitra nel mondo di Ark, sarà divertente ma non prenderà mai piede”, dicevo. Meno male che l’ho tenuto per me, perché le cose non sono andate esattamente in questo modo.

Stiamo parlando di Palworld, il titolo che, in quasi totale assenza di hype pre lancio, è diventato il fenomeno del momento. Uscito il 19 gennaio per Pc e Xbox, il gioco ha già venduto sette milioni di copie, raggiungendo un picco di quasi 1,6 milioni di giocatori attivi contemporaneamente.

Numeri da capogiro per un titolo su cui non c’è stata quella grande attesa tipica di altri grandi giochi che poi, a volte, non riescono neanche a soddisfare le aspettative.

Invece Palworld ha colto nel segno: milioni di videogiocatori sono impazziti, ne parlano ovunque, riempono i social di clip esilaranti, passano ore e ore ad esplorare, catturare mostriciattoli e a costruire basi.

Allo stesso tempo Palworld è visto da altri come scomodo, soprattutto da gran parte della community di Pokémon, per l’eccessiva somiglianza tra i “Pocket Monsters” e i cosiddetti Pal, ossia le creature che vedremo gironzolare per la mappa del titolo di Pocket Pair e che potremmo catturare, sfruttare in combattimento, utilizzare nella nostra base per contribuire al suo sviluppo, o anche solo coccolare (o usare come munizioni per un lanciamissili, fate voi…). Ma affrontiamo una cosa per volta.

Che cos’è Palworld

Palworld è un open world, che permette di vivere un’esperienza sia single player che multiplayer, insieme a pochi amici scelti oppure in server che possono ospitare fino a 32 giocatori attivi contemporaneamente. Le formule che il titolo propone sono principalmente due, entrambe tutt’altro che nuove, ma il cui connubio dà vita ad un gioco che riesce a tenere incollati allo schermo per ore.

La prima componente è quella survival, il cui emblema è sicuramente Ark, ma la cui ricetta è stata riproposta da svariati giochi, più o meno riusciti.

Il nostro personaggio, anche in questo caso si sveglierà su un’isola di cui sappiamo poco e nulla. Senza soldi né equipaggiamento, la nostra avventura inizierà raccogliendo legno e pietra sparsi per terra, utili per costruire il nostro primo banco da lavoro, che ci permetterà di realizzare un’ascia per tagliare la legna e un piccone per estrarre pietra e altri minerali.

Con questi otterremo materiali per la nostra prima casa, oltre che punti esperienza per salire di livello e sviluppare nuove tecnologie, con cui potremo imparare nuove ricette e costruzioni. Così, dall’età della pietra, riusciremo ad arrivare a costruire vere e proprie basi e industrie, il cui ultimo step sarà forgiare armature resistenti, armi da fuoco, proiettili ma anche medicine, strutture per cucinare cibo che coltiveremo in prima persona e così via.

E poi arrivano i Pal

Gestire una base in solitaria è difficile, se non impossibile, ma come già detto non siamo soli, neanche se decidiamo di giocare in single player.

Ad aiutarci ci sono i Pal, creature uniche che possiamo catturare utilizzando la nostra Sfera Pal (chissà perché ricorda la sfera Poké…). Ogni specie di Pal è diversa per elemento, capacità speciali e tipologia di attacchi e difese. Ma i Pal non differiscono tra loro solo per la loro utilità in combattimento: alcuni potrebbero risultare inutili sul campo di battaglia, ma delle vere e proprie star nel contribuire allo sviluppo della nostra base.

Ci sono Pal che possono eseguire lavori manuali e quindi costruire strutture, altri capaci di irrigare i campi, i quali verranno seminati da altri Pal dotati dell’apposità abilità, così come ci sono specie che potranno utilizzare l’elemento fuoco per mantenere in funzione fornaci, mentre alcuni non faranno altro che produrre lana, uova, miele ed altro.

E non finisce qui: oltre al combattimento e alla gestione della base, alcuni Pal possono essere più utili di altri per l’esplorazione. Ci sono Pal che possono essere cavalcati per volare, altri che ci permetteranno di fare luce nelle grotte più buie, altri capaci di nuotare e di trainarci nelle isole più lontane, altrimenti inaccessibili.

La componente survival

Come ogni survival che si rispetti, durante la nostra avventura bisognerà tenere conto di molti aspetti, primi tra tutti la fame e le temperature. Per farlo, bisognerà riuscire a produrre abbastanza cibo da sostentare tanto il personaggio quanto i singoli Pal, trovare risorse utili per progredire e soprattutto resistere agli assedi che, periodicamente, minacceranno la nostra base, tra mostriciattoli arrabbiati, contrabbandieri o addirittura membri dell’ente per la protezione dei Pal.

Capire dove costruire la propria base e avviare una catena di montaggio efficiente sarà perciò più che necessario.

Questo processo sarà accompagnato dalla crescita del nostro personaggio: infatti, salendo di livello, oltre ad aumentare statistiche quali attacco, resistenza, velocità di costruzione e peso trasportato, possiamo investire punti tecnologia per sbloccare ricette di nuove strutture, armi, utensili e così via. Alcuni di questi blueprint saranno visibili sin da subito. Altri, invece, potranno essere sbloccati soltanto a seguito della cattura di un determinato Pal.

Quest’ultimo caso riguarda soprattutto le selle per cavalcare il rispettivo Pal, o altri oggetti che ci permetteranno di utilizzare le abilità nascoste dei nostri mostriciattoli: simpatiche volpine di fuoco possono diventare dei lanciafiamme controllati dal personaggio, teneri pinguini si trasformano in missili da utilizzare con il nostro Rpg e chi più ne ha, più ne metta.

Un gioco controverso

È inutile girarci intorno: dietro la realizzazione di ogni singolo Pal c’è stata sicuramente la volontà, da parte degli sviluppatori, di ironizzare sul mondo dei Pokémon. Dei 110 Pal, almeno la metà è la copia spudorata di qualche Pokémon e gli altri, sebbene qualche piccola differenza, ne ricordano altri. Questo riferimento ironico ai Pocket monsters più famosi del mondo si fa più forte guardando ai nomi che sono stati dati ad alcune specie.

Ci sono il papero “Fuack”, il piccolo “Depresso”, la sempre arrabbiata “Cattiva”, la mucca “Mozzarina”, l’ape regina “Elizabee” o il dinosauro dormiglione “Relaxaurus”. Questi sono soltanto alcuni esempi che portano a chiedersi quanto gli sviluppatori di Pocket Pair abbiano preso sul serio la realizzazione di questo titolo e se si aspettassero un successo di questo calibro.

Come già accennato, oltre alle gioie ci sono anche i dolori: al netto delle ormai note accuse di plagio, in tanti hanno ipotizzato che i vari Pal siano stati realizzati grazie alle IA, soprattutto per l’impossibilità di ottenere in maniera casuale e su più modelli le stesse proporzioni di personaggi e creature di un altro gioco (Pokémon, ovviamente), cosa che avviene in Palworld.

Per ora le accuse restano aleatorie e l’unica azione reale intrapresa da Nintendo riguarda una mod sviluppata da un creator, che permette di trasformare i Pal nei Pokémon a cui sono ispirati e il nostro personaggio in Ash Ketchum, storico protagonista della serie. La mod, ovviamente, ha avuto vita molto breve.

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L’early access è un punto di rottura

A questo punto è il caso di fare una riflessione. Palworld è un titolo uscito da pochissimi giorni, ancora in early access e quindi pronto a ricevere una serie di upgrade che, si spera, potranno solo che migliorare il gioco.

Palworld nasce da un team di sviluppatori piccoli, i “Davide” che sfidano i tanti Golia che per anni hanno rappresentato l’oligopolio del mercato videludico, che da qualche tempo inizia a scricchiolare. E quello che sta accadendo questi giorni è sicuramente un segnale: i videogiocatori vogliono prodotti nuovi e freschi, a volte anche a costo di rinunciare ad una grafica performante.

Al netto della componente della violenza e del base building, che non mi sarei mai aspettato di trovare in un Pokémon, giocando a Palworld mi sono chiesto, come mai, dopo l’esperimento uscito di Arceus, la Game Freak e Nintendo non abbiano proseguito per quella strada, realizzando il titolo che tutti aspettavano, un open world innovativo e dinamico, invece di realizzare quel downgrade che sono stati Pokémon Scarlatto e Violetto, che ci ha riportato addirittura ai combattimenti statici e senza animazioni tipiche dei capitoli che hanno preceduto Spada e Scudo.

È arrivato il momento di metterselo in testa: il brand, da solo, non è più abbastanza. Servono idee, serve la novità. Solo il tempo ci dirà quale sarà il futuro di Palworld, ma già adesso possiamo dire con certezza cosa è stato: un punto di rottura, un segnale forte ai big del comparto videoludico, che devono uscire dal letargo e ritirare fuori la creatività e la voglia di realizzare un gioco nuovo e non la solita minestra riscaldata con qualche decorazione.