Captain Tsubasa 2: World Fighters è da oggi disponibile. Bandai Namco Entertainment Europe ha annunciato il lancio del nuovo capitolo dedicato alla celebre serie calcistica, disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e PC tramite Steam, nelle edizioni Standard, Deluxe e Ultimate.
Il ritorno del Super Action Football
Il titolo segna il sequel di Captain Tsubasa: Rise of New Champions, uscito nel 2020 e sviluppato da Tamsoft. La formula resta quella che ha reso iconica la serie fin dagli anni ’80: il Super Action Football, dove tiri, dribbling e parate assumono la spettacolarità delle sequenze anime, distanziandosi nettamente dal realismo di simulazioni come EA Sports FC o eFootball. Non è un caso che il franchise, nato dal manga di Yoichi Takahashi pubblicato su Weekly Shonen Jump dal 1981, abbia ispirato generazioni di calciatori reali, da Alessandro Del Piero a Zinedine Zidane, passando per Francesco Totti e Fernando Torres.
Tsubasa Ozora e la corsa al World Youth Championship
Al centro della storia c’è ancora una volta Tsubasa Ozora, che guida la nazionale giapponese in un nuovo cammino verso il World Youth Championship. Ad attenderlo ci sono 22 tra le nazionali più forti al mondo, inclusi Brasile, Argentina, Olanda e Messico, oltre a più di cinque squadre di club e cinque squadre liceali. Presente anche la Real Japan, squadra speciale già apparsa nel manga originale, pensata per premiare la fedeltà dei fan storici della serie.
Oltre 110 personaggi e una nuova sfida portiere contro tiratore
I giocatori potranno controllare oltre 110 personaggi giocabili, tra i beniamini della saga, sviluppando abilità, stringendo amicizie e affrontando rivali sempre più impegnativi lungo la strada verso il trofeo. Il gameplay si arricchisce di oltre 150 nuove mosse e sequenze animate dedicate alle abilità speciali, mentre debutta un sistema inedito che contrappone portiere e tiratore in duelli spettacolari, capaci di ricreare la tensione delle parate e dei tiri più iconici dell’anime.
La colonna sonora firmata Tadayoshi Makino
A completare il pacchetto, il compositore Tadayoshi Makino, già autore delle musiche di Rise of New Champions, torna con oltre 80 nuovi brani, confermando l’attenzione della produzione verso l’identità sonora della serie, elemento da sempre centrale nell’esperienza emotiva del franchise.
Conclusione
Captain Tsubasa è uno dei rari casi in cui un manga sportivo ha superato i confini del medium per influenzare concretamente il calcio reale, plasmando l’immaginario di un’intera generazione di professionisti. In un mercato dominato da simulazioni iper realistiche, World Fighters ribadisce che c’è ancora spazio per un calcio fatto di sogni, amicizia e mosse impossibili. La scelta di Bandai Namco di puntare su una line up multipiattaforma così ampia, unita al ritorno di Real Japan per i fan di lunga data, racconta un franchise consapevole della propria eredità e capace di parlare contemporaneamente a chi lo scopre oggi e a chi lo segue da oltre quarant’anni.
Quarant’anni fa, l’anime di Holly e Benji approdava su Italia 1. Dal 19 luglio 1986, un’intera generazione di italiani è cresciuta con il pallone tra i piedi e sullo schermo della propria televisione. Per anni, fino a dicembre 2019 per l’esattezza, Tsubasa Ozora fu Oliver Hutton e Genzo Wakabayashi si trasformò in Benji Price.
Per questo motivo e anche perché è finalmente arrivato Captain Tsubasa 2: World Fighters, che porta i videogiocatori dalle sfide continentali dell’Asian Youth Championship fino al World Youth Championship, con 33 team e oltre 110 personaggi giocabili, vale la pena ripercorrere l’intera storia dei videogiochi di Captain Tsubasa, dal primo, sgangherato esperimento per Famicom del 1988 fino ai giorni nostri: appassionati di lunga data e neofiti troveranno qui la mappa completa di ogni capitolo, con l’indicazione precisa di quali sono arrivati in Europa e quali sono rimasti un’esclusiva giapponese.
I diritti contesi: perché la saga è rimasta quasi sempre in Giappone
Prima di entrare nel dettaglio dei singoli capitoli videoludici, vale la pena chiarire un punto che spiega gran parte della travagliata storia del franchise: Captain Tsubasa ha superato in patria i cento volumi complessivi, ma circa la metà del manga originale resta tuttora inedita in Occidente a causa di un contenzioso tra la FIFA e Shueisha, la casa editrice, riguardo alla presenza di squadre, maglie e giocatori reali nelle tavole di Yoichi Takahashi.
Ogni videogioco della saga eredita lo stesso problema: le nazionali sono quelle vere, complete di divise autentiche, ma i calciatori che le indossano sono invenzioni con nomi di fantasia, da Karl Heinz Schneider per la Germania a Gino Hernandez per l’Italia. È il compromesso che il franchise ha dovuto adottare fin dal principio per aggirare il problema dei diritti, e lo stesso compromesso che ha reso ogni localizzazione un’operazione delicata e costosa. A questo si aggiungono, anche ragioni più prosaiche: il trattamento sbrigativo riservato ai prodotti giapponesi in Occidente nei primi anni Novanta e i costi di traduzione non sempre giustificati da un mercato ritenuto di nicchia. Non è mai stato confermato in modo definitivo che sia stato il contenzioso FIFA-Shueisha, da solo, a bloccare le localizzazioni dei giochi: resta però il fattore più solido e meglio documentato tra quelli in campo.
Le origini Tecmo, tra Famicom e Mega-CD (1988-1994)
Tutto comincia nel 1988, quando Tecmo pubblica per Famicom il primo, semplicissimo Captain Tsubasa, proprio mentre in Italia Holly e Benji sta ancora conquistando i pomeriggi italiani. Non è un calcistico arcade, ma un gioco di ruolo a turni, dove avvicinarsi alla porta o a un avversario e premere un tasto ferma l’azione per dare al giocatore il tempo di scegliere la mossa.
Tecmo Cup Soccer Game
Il titolo resta un’esclusiva giapponese, ma quattro anni dopo, nel 1992, Tecmo lo pubblica negli Stati Uniti con il nome Tecmo Cup Soccer Game per NES, snaturandolo completamente: Tsubasa Ozora diventa l’anonimo Robin Field, che nella versione americana non è nemmeno più un adolescente, e la trama viene riscritta da cima a fondo. Le ragioni di questa scelta si sono perse nel tempo, ma è probabile che Tecmo puntasse su una totale occidentalizzazione per aumentare l’appeal sul pubblico locale, la stessa logica che in Europa aveva portato Holly e Benji al successo. Il fatto che nessuno dei sequel giapponesi abbia mai seguito la stessa strada suggerisce che l’esperimento non abbia dato i risultati sperati.
I sequel
In patria, invece, il successo del “calcio cinematico” spinge Tecmo a realizzare quattro sequel tra Famicom e Super Famicom, più due spin-off per Game Boy e Mega-CD: Captain Tsubasa Vol. II: Super Striker (Famicom, luglio 1990), Captain Tsubasa VS (Game Boy, 1992, prequel del primo capitolo), Captain Tsubasa III: Koutei no Chousen (Super Famicom, 1992), Captain Tsubasa IV: Pro no Rival Tachi (Super Famicom, 1993, in vetta alla classifica di vendita Famitsu nella settimana d’uscita), un capitolo per Mega-CD (1994, il primo della saga con cutscene doppiate) e infine Captain Tsubasa V: Hasha no Shougou Campione (Super Famicom, 1994).
Nessuno di questi titoli si discosta troppo dalla formula originale, complici i limiti tecnici dell’epoca, ma ognuno perfeziona la resa visiva, introduce la modalità a due giocatori e racconta nuove stagioni calcistiche di Tsubasa. In Captain Tsubasa V, Holly veste persino la maglia del Lecce. Anche in questo caso, nessuno dei titoli lascia il Giappone, e nessuno arriva quindi in Italia con il nome di Holly e Benji.
L’interludio Bandai (1995)
Nel 1995, mentre in Italia Holly e Benji è ormai un classico consolidato del pomeriggio di Italia 1, i diritti videoludici passano a Bandai, che pubblica tre capitoli nello stesso anno. Il più ambizioso tra i videogiochi dedicati all’anime è Captain Tsubasa J: Get In The Tomorrow, uscito il 3 maggio sulla neonata PlayStation, appena cinque mesi dopo l’ultimo capitolo Tecmo. Il gioco propone due modalità, quella legata alla trama dell’anime e quella dedicata alle amichevoli libere, e introduce un sistema di crescita dei calciatori fino a cento livelli, con parametri distinti per attacco, resistenza, tiro e velocità: superata una certa soglia, i personaggi più forti sbloccano colpi esclusivi come il temuto tiro della tigre di Kojiro Hyuga.
La trama parte dalla finalissima tra Giappone e la Germania di Karl Heinz Schneider, per poi seguire il debutto di Shingo Aoi nel campionato italiano di calcio con la maglia dell’Inter. A completare il trittico arrivano Captain Tsubasa J: Zenkoku Seiha e no Chousen per Game Boy e Captain Tsubasa J: The Way to World Youth (sviluppato da Bec) per Super Famicom, ultimo capitolo della saga sulla console a 16 bit: entrambi riprendono le meccaniche del fratello maggiore su PlayStation, adattandole all’hardware più limitato di Nintendo. Tutti e tre restano esclusive nipponiche: per trovare il primo Captain Tsubasa davvero giocabile in italiano, con il nome originale e non quello di Holly e Benji, bisognerà aspettare altri quindici anni oppure scovare in qualche bancarella la versione nipponica poco originale di Captain Tsubasa J.
Gli esperimenti Konami, tra tattica e sperimentazione (2002-2010)
Dopo un lungo silenzio, la licenza passa a Konami, che nel solo 2002 pubblica due giochi dalla forte impronta tattica: Captain Tsubasa: Eikou no Kiseki (Game Boy Advance, 21 febbraio) e Captain Tsubasa: Aratanaru Densetsu Joshou (PlayStation, sviluppato da WinkySoft). In entrambi, ogni turno costringe il giocatore a scegliere la casella in cui muovere il calciatore in possesso di palla, per poi decidere se passare o tirare, ma mentre il titolo per GBA è un deckbuild a turni, il gioco per PlayStation è una versione arcaica di Inazuma Eleven.
Eikou no Kiseki è un gioco sufficientemente divertente, non eccessivamente profondo ma che si dimostra un filler valido. D’altra canto, una partita su Aratanaru Densetsu Joshou è semplicemente un brutto gioco con partite che possono andare oltre i quaranta minuti, sacrificando la spettacolarità dinamica che aveva sempre contraddistinto la serie.
La nuova generazione di console
Konami non si arrende e nel settembre dello stesso anno pubblica Captain Tsubasa: Ougon Sedai no Chousen per GameCube, ibrido tra simulazione calcistica e gioco di ruolo. È ricordato ancora oggi come uno degli esperimenti più bizzarri mai realizzati dal publisher, complici modelli poligonali talmente approssimativi da non avere nemmeno il volto disegnato. Nello stesso periodo compaiono anche due uscite minori: Captain Tsubasa: Jikkyou Typing (PC, fine 2003), un gioco di dattilografia sviluppato da E-Frontier che la critica giapponese ha bollato come il peggior tie-in mai realizzato sul franchise, e Captain Tsubasa: Nankatsu vs Toho (cellulari, aprile 2006), targato Konami che ci riporta al periodo NES (in senso negativo).
Nello stesso 2006 arriva anche Captain Tsubasa per PlayStation 2, pubblicato da Bandai: un action che prende in prestito meccaniche da Dragon Ball Z: Budokai 3 e da I Cavalieri dello Zodiaco: Il Santuario, con sequenze a tempo (QTE) da eseguire prima di ogni tiro speciale. Modelli poligonali dignitosi per l’epoca e la storica colonna sonora della serie contribuiscono a un buon successo di pubblico, anche se il gioco resta comunque confinato al Giappone.
Bisogna aspettare il 2010, ben diciotto anni dopo Tecmo Cup Soccer Game, per rivedere un Captain Tsubasa in Europa: Captain Tsubasa: Gekitou no Kiseki esce in Giappone il 20 maggio, poi in Europa l’8 novembre con il nome New Kick Off, tradotto in italiano, francese, tedesco e spagnolo. È il primo capitolo della saga mai localizzato ufficialmente in Occidente, anche se la critica lo giudica un prodotto riuscito solo a metà, penalizzato da un ritmo altalenante e dai comandi scomodi affidati alla croce direzionale.
L’era mobile, tra Dream Team e Miracle Shot (2011-2019)
Con l’avvento degli smartphone, Captain Tsubasa trova una seconda vita sul free-to-play. Captain Tsubasa: Dream Team nasce nel 2011 come browser game giapponese sviluppato da KLab, ispirato alla modalità Ultimate Team della serie FIFA di EA, e resta confinato in patria per sei anni. Nel 2017 arriva la conversione per dispositivi mobile: debutta in Giappone il 13 giugno e in Occidente, italiano compreso, il 5 dicembre, in oltre 135 paesi. È tuttora attivo e aggiornato, con tanto di storyline inedita scritta dallo stesso Takahashi a partire dal 2021, ambientata nella Champions League europea.
Segue Captain Tsubasa ZERO: Kimero! Miracle Shot, sviluppato da GMO GP e basato sul remake anime del 2018, quello che avrebbe riportato la serie su Italia 1 con il nome originale al posto di Holly e Benji: esce in Giappone il 18 ottobre di quell’anno e arriva in Occidente, Italia inclusa, il 12 settembre 2019. Il gameplay è quasi del tutto automatizzato, con il giocatore che assiste alle partite come uno spettatore mentre la CPU gestisce passaggi e mosse speciali: la modalità storia convince, ma il resto scivola nel gestionale macchinoso appesantito dalle micro-transazioni. Il servizio è stato chiuso definitivamente nel giugno 2022 e oggi non è più giocabile.
Il ritorno su console, da Rise of New Champions a World Fighters (2020-2026)
Dopo quattordici anni di assenza dalle console casalinghe, la saga torna alla grande con Captain Tsubasa: Rise of New Champions, sviluppato da Tamsoft e pubblicato da Bandai Namco per PlayStation 4, Nintendo Switch e PC. Esce in Giappone il 27 agosto 2020 e in tutto il mondo, Europa compresa, il giorno successivo: è il primo capitolo della saga disponibile su console casalinghe fuori dal Giappone, e il primo a portare in scatola il nome Captain Tsubasa anziché Holly e Benji sugli scaffali italiani. Rise of New Champions è un videogioco riuscito a metà, come molti suoi predecessori. Le idee di gameplay sono sensate, ma la loro applicazione ha diversi limiti che rendono il gioco ripetitivo sia in single player che in multiplayer, dove il netcode e gli exploit lo rendono quasi ingiocabile.
Sei anni più tardi, lo stesso Tamsoft chiude il cerchio con Captain Tsubasa 2: World Fighters, uscito su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e PC. Il gioco adatta fedelmente l’arco del World Youth, dall’avventura brasiliana di Tsubasa al San Paolo fino alla finale contro il Brasile del mentore Roberto Hongo, con 22 selezioni nazionali, oltre 110 personaggi giocabili e più di 150 nuove mosse speciali: il roster più ampio mai visto in un capitolo della saga. Tra le new entry più originali spiccano Indonesia e Thailandia, quest’ultima con tecniche ispirate al sepak takraw.
Le prime recensioni, uscite in concomitanza con il lancio, disegnano un quadro a due facce che amplia il primo capitolo, ma non risolve i problemi che lo hanno afflitto, soprattutto per quanto riguarda l’intelligenza artificiale.
Il verdetto
Trentotto anni dopo quel primo, ruvido esperimento per Famicom, e quarant’anni dopo lo sbarco di Holly e Benji su Italia 1, Captain Tsubasa resta un caso più unico che raro nel panorama videoludico: una saga capace di attraversare quasi ogni genere, dal JRPG travestito da calcio al gestionale mobile, restando fedele a se stessa. Dei ventuno capitoli usciti finora, appena cinque hanno varcato i confini del Giappone, e la causa va cercata più nei diritti d’immagine intrecciati tra manga e FIFA che in una presunta scarsa fiducia verso il pubblico occidentale. Con World Fighters, Bandai Namco sembra intenzionata a colmare finalmente quella distanza, portando la saga più lontano di quanto sia mai arrivata.
Electronic Arts ha ufficialmente pubblicato EA SPORTS FC 26, già disponibile su PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One, PC, Amazon Luna, Nintendo Switch e Nintendo Switch 2. Il lancio coincide con il corposo aggiornamento di EA SPORTS FC Mobile 26, che introduce nuove modalità e contenuti in occasione dell’Evento Anniversario.
Nick Wlodyka, SVP e Group GM di EA SPORTS FC, ha dichiarato che l’obiettivo è offrire il futuro del calcio videoludico più vicino ai giocatori. EA vuole costruire una community globale dinamica e coinvolta, in cui i fan possono influenzare attivamente lo sviluppo del gioco.
Le novità di EA SPORTS FC 26
Il nuovo capitolo propone fondamentali di gioco completamente rivisti, frutto dei feedback della community. Le modalità principali promette due approcci distinti:
Gameplay Realistico, pensato per gli appassionati della modalità Carriera, garantisce il livello di simulazione più accurato di sempre.
Gameplay Competitivo, calibrato per Football Ultimate Team e Clubs, porta maggiore coerenza, reattività e precisione nei comandi.
Un’altra grande novità riguarda gli Archetipi, ispirati ai grandi campioni del calcio. Queste caratteristiche uniche aumentano l’individualità dei calciatori sia in Clubs che nella Carriera Giocatore. A ciò si aggiungono le Sfide Live Allenatore, che introducono scenari alternativi e realistici per arricchire le stagioni.
In Football Ultimate Team 26, i giocatori troveranno Eventi Live, tornei inediti e versioni aggiornate delle modalità Rivals e Champions. L’obiettivo è fornire un ecosistema competitivo costantemente aggiornato, che stimoli la strategia e la personalizzazione della propria squadra.
Non manca l’attenzione al mobile: EA SPORTS FC Mobile 26 riceve un aggiornamento che integra contenuti votati direttamente dai fan, permettendo a tutti di vivere l’esperienza calcistica ovunque si trovino.
Con questo lancio, Electronic Arts punta a consolidare il brand EA SPORTS FC come punto di riferimento del calcio digitale. Tra gameplay realistico, tornei online e un legame sempre più stretto con la community, FC 26 si presenta come un capitolo chiave per il futuro della serie.
Hai già provato EA SPORTS FC 26 o l’aggiornamento FC Mobile 26? Quale modalità ti interessa di più tra Carriera, Clubs e Ultimate Team?
Il 30° anniversario di eFootball (e Pro Evolution Soccer) porta con sé un major season update ricco di contenuti. Konami ha annunciato il lancio del nuovo aggiornamento, disponibile da oggi 14 agosto, che introduce funzionalità inedite, ricompense, opzioni di personalizzazione e importanti interventi sul gameplay. Il tutto in linea con il calciomercato estivo e pensato per dare nuova linfa alla stagione competitiva.
Nuove funzioni e ricompense per tutti i giocatori
Tra le novità spicca “Link-Up Play”, meccanica che permette combinazioni speciali tra due calciatori — “Center Piece” e “Key Man” — in possesso di stili di gioco specifici e nelle posizioni giuste in campo. Grazie a questa funzione sarà possibile sbloccare azioni coordinate e bonus di abilità.
Inoltre, i nuovi giocatori riceveranno anche una carta Show Time: Lionel Messi completando il tutorial.
Special Edition e leggende in campo
L’aggiornamento porta anche l’Edition/Set José Mourinho “Link-Up Play”, con l’abilità “Diagonal Long Pass A” resa celebre dal tecnico portoghese. Da venerdì 15 agosto saranno disponibili anche Wesley Sneijder e Samuel Eto’o come carte Epic, capaci di attivare la stessa mossa.
In parallelo debutta l’Ambassador Edition/Pack con Lionel Messi e Lamine Yamal, arricchita da giocatori di alto livello, oggetti per l’allenamento e materiali per personalizzare lo stadio.
Con oltre 800 milioni di download globali, eFootball continua a evolversi come piattaforma live-service. Questo aggiornamento mira a consolidarne il ruolo di riferimento per chi cerca un’esperienza calcistica competitiva e gratuita, sia su console che su mobile.
Il calcio digitale è ormai da tanti anni terreno fertile per le microtransazioni, dominato da EA Sports per la maggior parte dei profitti. Questo monopolio genera annualmente dei giochi che ormai si stanno allontanando dalla qualità dei FIFA, e Pro Evolution Soccer, del passato. A guardar bene quindi è estremamente realistico andare a cercare fortuna nei videogiochi di calcio, poiché il terreno è monopolizzato ma non saturo. Ci ha provato prima, senza troppo successo, UFL e ci prova adesso Rematch guardando non solo EA Sports FC, ma anche Rocket League che ormai da 10 anni domina la sua, più o meno grande, nicchia. In questa recensione di Rematch scopriamo se i talentuosi sviluppatori di Slocap siano riusciti a portare la tanto attesa rivoluzione nel genere.
Il calcio è semplice
Rematch si fonda su poche semplici regole volte a rendere il titolo calcistico accessabile a chiunque. In effetti, il tutto è reso, sulla carta, estremamente semplice. Il videogiocatore comanda un unico calciatore, cosa che genera uno scontato paragone con Rocket League, nonostante diverse volte si è tentato di proporre la strada della visuale dietro le spalle nei videogiochi calcistici (LiberoGrande il più famoso, I Play 3D Soccer il capostipite, le modalità Carriera speciali di FIFAe PES le più recenti).
La scelta del singolo giocatore allontana quindi Rematch da EA Sports FC, forse volutamente, ma rimane comunque un gioco di calcio, ben più di Rocket League; infatti, una volta preso possesso del nostro calciatore, entreremo in una partita 3v3, 4v4 o 5v5, quest’ultima unica modalità disponibile per le partite classificate. Ogni partita è online e nessuno sarà sostituito dai bot. Fortunatamente il sistema di ricerca funziona abbastanza bene e nel caso qualcuno abbandoni il match, qualcun altro entrerà dopo poco.
Lo scopo della partita è tanto semplice quanto ovvio: fare più gol degli avversari. Per farlo, dovremmo giocare al nostro meglio con tre comandi base: passaggio (o cross), tiro o dribbling. In aggiunta, a ogni gol preso o subito, un calciatore sarà il portiere designato, ma basterà lasciare la porta per perdere i guantoni e chiunque del team potrà gudagnarli quando si avvicinerà alla propria porta.
Solo il duro lavoro
Poche regole, semplici, ma estremamente complesse da masterare. Rispetto ad EA Sports FC ed eFootball dove esiste il passaggio e il tiro assistito, semi-assistito o manuale, in Rematch non è previsto alcun aiuto. Sloclap, memore delle fortune fatte con l’elevata difficoltà introdotta su Sifu, ha rimosso qualsiasi aiuto. I passaggi sono manuali e così anche i tiri. I passaggi tengono conto della pressione del tasto X (su Xbox) per dosare la forza e il movimento della levetta per scegliere il punto in cui passarla. Per i tiri, sarà necessario premere il dorsale destro e successivamente spostare la levetta per inquadrare la porta, con la possibilità di dare un effetto con la levetta del movimento.
A queste meccaniche si aggiungge anche la gestione degli sprint, della telecamera – da manovrare con la levetta destra come in un qualsiasi action 3D – e il dribbling. Quest’ultimo si traduce in molteplici “mosse”: sombrero, controllo orientato, cambio direzione. Ogni mossa è semplice da eseguire (premere un dorsale in più oppure semplicemente il tasto A quando si riceve la palla), ma imparare a farlo nel momento giusto diventa la vera sfida.
Lato difesa, così come in EA Sports FC, è presente la modalità difensiva in cui il nostro calciatore allargherà le gambe e si rivolgerà verso il portatore di palla. In generale, sembra che difendere sia più semplice che attaccare, ma la skill fa tutta la differenza del mondo. Quest’ultima frase mi aspetto che faccia la felicità di tanti videogiocatori.
Calciatore in erba
Se Rematch fosse un free-to-play, potrei velocemente bypassare i problemi attuali del gioco dicendo che ci si aspetta che il titolo diventi più maturo, soprattutto in termini di contenuti. Considerando però che l’opera è proposta a un prezzo consigliato di circa 25 euro, devo entrare, in scivolata, nel dettaglio. E sì, c’è ancora tanto da fare.
Rematch ha tre modalità: 3v3, 4v4, 5v5. La prima modalità serve a prendere dimestichezza con il gioco. Si tratta di una modalità entry-level in cui la skill individuale conta più del resto. Via via che il numero di calciatori in campo aumenta, cresce di conseguenza la necessità di fare squadra per coprire al meglio il campo. In realtà però la modalità classificata, che si sblocca automaticamente raggiunto il livello 5, è il fulcro di tutto. Lo stesso ovviamente vale per altri giochi online, che sono però solitamente free-to-play, come lo stesso eFooball o Rocket League.
Il paragone in questo caso va fatto con EA Sports FC, che oltre alla modalità UT, ha anche altre modalità single player consolidate, e alcune molto apprezzate. In Rematch non c’è una modalità Carriera né modalità alternative in stile Volta. Un peccato, perché Rematch ha un livello di difficoltà tale che potrebbe incuriosire tanti videogiocatori che hanno voglia di sfidare sé stessi, in single player.
D’altro canto però Rematch non ha nemmeno microtransazioni che impattano il calcio giocato, come le carte di Ultimate Team. Le uniche spese possibili incidono solo sull’aspetto dei calciatori e di tutto il contorno, senza mai cambiare le sorti decise solo dalla skill in campo della squadra. E questa è sicuramente la migliore delle notizie.
Esteta del calcio
Rematch è delizioso da vedere. Lo stile grafico 3D ricorda Sifu, una scelta che condivido perché quest’ultimo ha un comparto grafico molto acclamato da videogiocatori e critica, e non vi era gran motivo per cambiare. Così come i registi cinematografici hanno il proprio stile, penso che anche le software house dovrebbero averne uno che gli permetta di contraddistinguersi e abbattere i costi di produzione.
Sloclap ha un motore 3D che ricorda, senza esserlo mai veramente, il cel shading. I calciatori, il campo che muta gol dopo gol e tutti gli extra stilistici che sono già arrivati, e arriveranno con le microtransazioni, sono perfettamente amalgamati. Il risultato è un gioco colorato e divertente, un carnevale di Rio digitale.
Infine anche qualche aspetto negativo: il motore grafico ha dovuto accettare un po’ di compromessi: a volte la palla finisce dentro dopo una parata, con tutto il portiere. Non sarà gol. Altre volte la traiettoria si aggiusta magicamente dopo un passaggio. Nessuna di queste scelte crea una vero problema, ma sicuramente c’è ancora margine di miglioramento.
Rematch porta linfa vitale nella categoria dei giochi online, per così dire, leggeri, inserendosi in una nicchia inesplorata tra Ultimate Team di EA Sports FC e Rocket League. Il risultato è un videogioco che rispetta i valori e il background di Sloclap. Rematch è complesso da maneggiare, così come Sifu. Una scelta azzardata, ma vincente perché è in grado di portare online il vero videogiocatore, cioè quel pubblico skillato che non trova motivazioni nel gioco online di massa. C’è ancora tanto su cui lavorare, ma l’intento ha trovato conferme nella realizzazione tecnica: Rematch è la squadra giusta da tifare.
8
Dettagli e Modus Operandi
Piattaforme: PlayStation 5, Xbox Series S|X, PC
Data uscita: 19 giugno 2025
Prezzo: 25,65 euro
Ho giocato Rematch su Xbox Series X a partire dal day one grazie a un codice gentilmente fornito dal publisher.
Il team di Sloclap, già noto per Sifu, lancia la sua sfida al mondo dei giochi sportivi con Rematch, un multiplayer online dedicato al calcio, in uscita il 19 giugno su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Il prezzo parte da 24,99 euro per l’edizione standard, mentre sono già aperti i preordini e le registrazioni alla beta pubblica, prevista per il 18 e 19 aprile su PC/Steam.
Rematch non vuole replicare il calcio reale, ma offrirne una versione intensa, dinamica e senza interruzioni. In campo si gioca 5v5 o 4v4, senza falli, fuorigioco o VAR. L’unica cosa che conta è la tecnica individuale, la strategia collettiva e la capacità di adattarsi ai ritmi della partita.
Arcade, competitivo, spettacolare
Il gameplay punta su rapidità, azioni spettacolari e decisioni istantanee. Ogni giocatore controlla un solo calciatore, il che rende la cooperazione fondamentale. Non esistono ruoli fissi: tutto dipende da come si muove la squadra. Gli ambienti di gioco variano da gabbie urbane a stadi futuristici, sempre con un tocco stilizzato che richiama l’estetica di Sloclap.
Chi preordina può scegliere tra tre versioni:
Standard Edition (24,99 €) – Include il gioco base e un cappellino digitale esclusivo per gli early adopter.
Pro Edition (34,99 €) – Aggiunge accesso anticipato di 72 ore, Battle Pass potenziato, oggetti estetici esclusivi come tank top e sfondi giocatore personalizzati.
Elite Edition (44,99 €) – Tutto il contenuto della Pro Edition più ulteriori upgrade estetici, come le Glitcher trainers e la Blazon AR Cage, per un’esperienza ancora più immersiva.
Le iscrizioni alla Open Beta sono attive su playrematch.com, con possibilità di provare l’intero sistema di gioco competitivo in anteprima.
Sloclap scommette su un pubblico giovane, veloce e competitivo. Rematch ha l’ambizione di diventare un titolo di riferimento per chi cerca un’alternativa ai tradizionali giochi sportivi.
Cosa ne pensate di un calcio senza falli, ruoli fissi o rigide simulazioni? Rematch può davvero ritagliarsi uno spazio tra FIFA ed eFootball?
I videogiochi hanno sempre trovato terreno fertile nel mondo dei motori (e viceversa), sin dall’epoca d’oro quando l’osannato cabinato Out Run mi costringeva a investire la mia misera paghetta. Oggi il mondo dei videogiochi, anche quelli di corse, è profondamente cambiato. I cabinati sono quasi estinti in Italia, ma non l’amore per le auto digitali che trova sfogo nei servizi in abbonamento come Xbox Game Pass che contiene diversi giochi di guida: vi elenco qui i migliori!
Forza Horizon 5
Forza Horizon 5
In casa Microsoft i giochi di guida disponibili su Game Pass non sono tantissimi ma sono di qualità. Partiamo dal titolo di punta di casa Microsoft, ovvero Forza Horizon 5 (che abbiamo anche recensito). Il racing game di Playground, studio britannico, porterà i giocatori tra le caldissime strade del Messico.
Oltre 400 auto a disposizione, una campagna con elementi RPG, una componente online competitiva e tanta tanta adrenalina. Il gioco è ottimizzato per Xbox One ma da il suo meglio con la next-gen su Xbox Series S e X. La mappa, quella del Messico come detto, è 1,5 volte più grande di quella di Forza Horizon 4 (anch’esso incluso nel Game Pass).
Nella release 5 è stato sviluppata ed introdotta l’intelligenza artificiale Forza Link, che ha memoria dei comportamenti e dei gusti del giocatore per potergli consigliare sfide sempre più appropriate sia online che in singolo.
Dirt 5 e Dirt rally 2.0
Dirt 5
Cambiamo (quasi) modalità e parliamo di Dirt 5 e Dirt Rally 2.0. Li mettiamo sullo stesso piano perché sono tra i migliori simulatori di riferimento in circolazione ma mentre Dirt 5 impronta il suo gameplay su uno stile molto arcade e spettacolare, che da spazio al divertimento senza pensieri; Dirt Rally 2 invece è un vero e proprio simulatore improntato sul realismo e sulle caratteristiche delle gare reali.
Quindi i fan rallistici avranno pane per i loro denti, sia che si tratti di piloti della domenica che non amano modificare gli assetti ma amano, invece, lanciarsi subito in pista, sia i piloti che amano più ragionare, andando a modificare tutti i dettagli per cercare di spuntare qualche decimo di secondo sul tempo.
Burnout Paradise Remastered
Burnout Paradise Remastered
Restando in tema arcade non possiamo non citare Burnout Paradise Remastered, una versione (completa di tutti i DLC successivi) rimasterizzata appunto a distanza di più di dieci anni. C’è poco da fare, la colonna sonora rock, la velocità e il nitro rendono il gioco ancora tremendamente attuale, facendo scorrazzare il giocatore su un’intera isola, un open world a tutti gli effetti.
A parte il gameplay quasi privo di pecche , ciò che ci piace del titolo Criterion è sicuramente la colonna sonora, che riporta ai fasti quel rock anni ’80 spensierato, in linea con la canzone più ovvia a cui possiate pensare, Paradise City deiGuns ‘n’ Roses.
F1 2022
F1 2022
Nel Game Pass – che cerca di accontentare qualsiasi tipo di palato inclusi quello degli amanti dei giochi di guida – non può non mancare la Formula 1, recentemente giunta alla versione 2022. F1 2022 (di cui trovate la recensione su questo blog) è quanto di più realistico ci sia in ambito videoludico sulla Formula 1.
Gli sviluppatori si sono dovuti adeguare agli importanti cambi normativi a favore di una maggiore spettacolarità del circuito. Cambiamenti che sono tutti riportati in game. Quello che risalta, oltre a ciò che ogni fan di un simulatore di F1 si aspetta è la modalità parallela F1 Life.
Ormai anche i videogiochi si stanno adeguando all’aspetto social della vita di uno sportivo e ovviamente la riportano nel gioco. F1 Life accompagna il giocatore nell’arco di tutta la sua carriera sportiva. Con la possibilità di personalizzare la propria abitazione, di mostrarla al mondo online insieme ai propri trofei.
A livello simulativo il gioco si comporta perfettamente. È altamente personalizzabile consentendo un approccio più arcade per i neofiti sia più simulativo per i giocatori più esperti consentendo la modifica di una miriade di aspetti dell’auto.
Need for Speed: Heat
Need for Speed Heat
Concludo questa rassegna con Need for Speed: Heat. La serie Need for Speed non ha bisogno di presentazioni. Questo capitolo di simulativo non ha assolutamente nulla, come probabilmente nessun capitolo della serie.
Il gioco presenta una serie di gare, alcune legali, corse di giorno ed altre illegali, che hanno luogo di notte, nel turbinio di luci e neon, che però attireranno pattuglie della polizia come mosche. A voi la scelta.
FIFA 23, soprattutto nella sua modalità online Ultimate Team, è un videogioco che favorisce il gioco propositivo: il “corto muso” non paga! In altre parole, difendere su FIFA è molto più difficile che attaccare. Per questo motivo, in questo articolo, ti spiego come difendere su FIFA 23 Ultimate Team scendendo nei dettagli delle tecniche da usare e come capire quando intervenire.
La difesa su FIFA 23
FUT 23 presenta una stramba novità: il motore Hypermotion2 è presente solo su next-gen (PlayStation 5, Xbox Series S|X e PC) e rende il gioco ben diverso rispetto all’old-gen (PlayStation 4 e Xbox One). Per questa guida su come difendere su FIFA 23, ti basta tenere in mente due concetti che cambiano radicalmente nelle due versioni: l’intelligenza artificiale e gli stili di corsa.
Old vs Next Gen: Intelligenza Artificiale
L’Hypermotion2 usa molto l’intelligenza artificiale; per questo motivo, difendere su next-gen è più semplice se si utilizzano calciatori “automatici”, cioè giocatori che intervongono autonomamente quando sono vicino all’attaccante. Questi calciatori hanno un vero e proprio effetto calamita sulla palla che facilita la fase difensiva di ogni videogiocatore.
Lo stesso meccanismo è possibile trovarlo su PS4 e Xbox One – così come avveniva anche nei precedenti FIFA – ma l’impatto è minore. In particolare, su old-gen, difensori e centrocampisti tendono a non chiudere tutti gli spazi come la loro controparte next-gen. Si richiede dunque al videogiocatore una maggiore capacità di prevedere le mosse dell’avversario e di switch dei calciatori (cioè il prendere controllo del corretto giocatore al momento giusto).
Stili di Corsa
Avevo già parlato dell’algoritmo acceleRATE nella recensione di FIFA 23, ma ora sono sicuro: gli stili di corsa sono fondamentali in questa nuova versione di FUT; in particolare, il titolo favorisce lo stile di corsa Lengthy.
Esistono tre stili di corsa: Controlled, Explosive e Lenghty. Il primo è quello “standard”; l’explosive è tipico dei giocatori piccoli e agili che avranno uno scattano fulmineo ma saranno più lenti sul lungo; lenghty è l’esatto contrario dell’explosive.
Il Lengthy è tipico dei calciatori con un gran fisico ed è il motivo per cui finalmente Virgil van Dijk è così forte su FUT 23.
Come impostare le Tattiche Difensive
Ora hai capito che i difensori lengthy sono il meta del momento, ma per sfruttarli al massimo bisogna dargli la possibilità di guadagnare velocità sul lungo periodo; di conseguenza, ti consiglio di utilizzare la tecnica del fuorigioco nelle tue tattiche. In questo modo, i difensori centrali staranno più alti e potranno recuperare gli attaccanti prima che questi arrivino in porta.
Personalmente uso due tipi di tattiche difensive su FIFA 23:
Tattica Difesa Standard
Stile difesa: Equilibrato Ampiezza: 40 Profondità: 71
Questo tipo di difesa è standard: 71 è il valore minimo della profondità per attivare la trappola del fuorigioco. L’ampiezza è 40 perché il meta attuale prevede una difesa più stretta rispetto alle edizioni passate.
Tattica Difesa Aggressiva
Stile difesa: Pressing una volta persa palla Ampiezza: 40 Profondità: 80
Gli amanti del gegenpressing preferiranno questa variante. A differenza dello stile standard, questa difesa vuole aggredire il portatore di palla molto alto e correre indietro con i propri difensori “fisicati” nel momento in cui l’avversario sia abbastanza bravo da eludere il pressing.
Questa tattica dipende molto dall’avversario: contro giocatori mediocri è devastante; contro videogiocatori bravi è meglio evitarla perché chi sa eludere il pressing potrebbe trovare tantissimi spazi per farti male.
Come difendere: aggressivo vs passivo
Due sono i possibili stili di difesa. Personalmente preferisco lo stile aggressivo, ma si possono ottenere ottimi risultati anche lasciando il compito alla CPU, soprattutto se siete in possesso di calciatori veramente forti.
Difesa aggressiva: Affronta
Difesa Affronta: ne ho già parlato nella guida sulle cinque tecniche per vincere online e ovviamente non poteva mancare su questa guida su Come difendere su FIFA 23 Ultimate Team.
La Difesa affronta si attiva con L2 su PlayStation o LT su Xbox (comandi standard)
Con questa tecnica, il difensore si piazza davanti l’avversarioe ostacola il suo tentativo di andare verso la porta. La Difesa Affronta è la tecnica principale per difendere su FIFA 23 poiché il difensore mette automaticamente il piede se l’attaccante si avvicina troppo al suo raggio d’azione; di conseguenza, quando l’attaccante proverà a superarvi, vi basta premere L2/LT e seguirlo nei movimenti: se si avvicina troppo, il tuo difensore interverrà.
Ovviamente, più il tuo difensore è forte, in termini di abilità difensiva e automatismo – cioè Riflessi – più sarà probabile riuscire a vincere il contrasto.
Personalmente utilizzo un approccio molto aggressivo in cui abbino lo Sprint alla Difesa Affronta; in altre parole, premo contemporaneamente L2 + R2 quando affronto gli attaccanti. Il rischio di andare a vuoto è maggiore, ma è anche più efficace l’intervento se si è precisi.
Inoltre, è assolutamente fondamentale non premere mai il tasto del Contrasto: ormai da anni fa è più dannoso che efficace. La scivolata invece ogni tanto ha i suoi vantaggi.
Difesa passiva: Switch dietro
Non amo questo stile, ma non posso negare che sia funzionale, in particolare su next-gen.
Quando parlo di difesa passiva, intendo la tecnica di delegare la difesa dell’attaccante alla CPU sfruttando l’intelligenza artificiale introdotta su FIFA 23. Farlo è molto semplice: basta evitare di selezionare il difensore più vicino alla palla.
In questo modo, il difensore sarà condotto dal computer che segue l’attaccante con il pallone tra i piedi, mentre tu prendi il controllo del difensore vicino all’attaccante che pensi che riceverà il passaggio. Per rendere la tecnica più efficace, puoi anche usare il raddoppio (R1 su PlayStation; RB su Xbox).
I migliori difensori di FIFA 23
La lista dei migliori difensori cambia di mese in mese solitamente, in base alle nuove uscite, ma voglio comunque fornirti delle linee guida partendo dal presupposto che sono quattro le statistiche da controllare – in ordine di importanza:
Difesa: ovviamente più è alta, meglio è. In particolare, controlla Marcatura e Intercettazioni.
Stile di Corsa: il Lenghty è obbligatorio per i difensori centrali e rende anche i terzini più forti. Alcuni hanno questo stile di default; altri possono averlo applicando il giusto Tratto. Per sapere quale tratto usare, ti basta cercare il calciatore su Futbin (qui un esempio su Kalulu Future Stars).
Velocità: non deve essere troppo bassa (almeno sopra a 80).
Riflessi e Agilità: sono due caratteristiche del Dribbling, ma rendono il difensore molto più mobile e “automatico”.
Aiutano anche un’alta aggressività (Fisico), una propensione alla difesa alta e medio/bassa all’attacco.
Riassumendo: difensori centrali – e magari terzini – con una buona difesa, una buona velocità e fisicati (garantisce il Lenghty).
Queste le liste non esaustive di centrali e terzini.
Ah gli italiani! Popolo di navigatori, amanti ma soprattutto allenatori di calcio! Ammettetelo: quante volte vedendo la vostra squadra del cuore giocare, avete perlomeno pensato: «Io avrei spostato questo giocatore qui, io avrei inserito questo o quel giocatore, più pressing, meno pressing, forza di contropiede!». Ebbene, fortunatamente non tutti siamo allenatori, altrimenti sarebbe un problema, ma a soddisfare la nostra voglia di calcio ci pensa il nostro amato mondo digitale.
Oltre ai complessi gestionali per PC, abbiamo a disposizione anche ottimi manageriali di calcio su piattaforma mobile, che ci permettono di portare la nostra passione con noi grazie al nostro smartphone e scatenarla ovunque ci troviamo.
In questo articolo, passeremo in rassegna quello che di buono ci offrono gli store soffermandoci in particolare sui migliori tre videogiochi manageriali di calcio per mobile.
Calcio in mobilità
Doverosa premessa: non ci possiamo esimere dal consigliarvi anche – e soprattuto – titoli free to playcon acquisti in app, poiché il contesto mobile è fortemente incentrato sulle microtransazioni. Del resto, i videogiocatori di titoli calcistici non dovrebbero scandalizzarsi dato che i giochi più importanti del genere, FIFA ed eFootball, vivono di pay-to-win.
Oltre ai tre titoli che trovate qui sotto, degni di menzione sono: Pro11, PES Club Manager, Soccer Manager, Football Management Ultra e New Star Manager.
Online Soccer Manager
OSM è un gioco che si distingue per avere le licenze ufficiali di giocatori e squdre. La grafica è stile fumettoso, anche se nel giorno della partita la visualizzazione è solo testuale, con schede che riportano statistiche e icone per sostituire giocatori e cambiare formazione e/o tattica.
Nel reparto tattico si può scegliere lo stile di gioco, le tattiche reparto per reparto, il tipo di marcatura, pressing, tipo di contrasti e ritmo partita. Insomma, un pacchetto abbastanza standard.
Gli allenamenti sono “gestiti” dai preparatori, uno per ogni profilo: portieri, difensori, centrocampisti e attaccanti. Un tipo di allenamento questo, per quanto mi riguarda abbastanza limitante. Abbiamo il mercato, una lista di trasferimento di giocatori più o meno costosi, in base al nostro budget. Non ci sono margini di contrattazione: se si dispone della cifra il giocatore metterà a servizio della propria squadra le sue abilità.
Esiste anche una valuta di gioco, che può essere acquistata con soldi reali e che garantisce vantaggi come, ad esempio, incrementare il proprio fondo ingaggi. Abbiamo inoltre la sezione scout, dove possiamo inserire le caratteristiche dei giocatori da ricercare, che verranno trovati poi in giro per il mondo e proposti al videogiocatore. Ovviamente a completare il tutto resta la gestione dello stadio e degli sponsor.
Un titolo carico le cui tattiche purtroppo non rispecchiano esattamente il gioco della squadra, anche perché la partita è solo testuale.
Nonostante adotti lo stesso sistema free to play con acquisti in app, Top Eleven è davvero un bel gioco, assiduamente aggiornato dagli sviluppatori, massicciamente frequentato dagli utenti e con un sacco di eventi a cui partecipare. La partita, o meglio, le azioni salienti della partita sono in 3D e sono una gioia per gli occhi.
Resta il dubbio di quanto la tattica venga rispettata in partita poiché il timore è sempre quello che si agevolino gli utenti “paganti”. Per il resto Top Eleven può regalare diverse ore di divertimento, il comparto tattico è abbastanza standard con poca profondità e scelte sono molto generiche, alla stregua di Online Soccer Manager.
Dove Top Eleven eccelle è nell’allenamento squadra: si può scegliere di allenare i calciatori singolarmente, per reparto o l’intero team. La varietà di esercizi è notevole; l’allenatore inoltre deve assicurarsi di predisporre gli allenamenti quando la squadra è riposata, altrimenti i giocatori non aumenteranno di livello.
A questo proposito va detto che si hanno a disposizione dei pacchetti che possono essere acquistato attraverso le microtransazioni o regali dagli sponsor: pacchetti riposo, pacchetti morale e pacchetti curativi che possono essere utilizzati per migliorare la squadra.
Il mercato è gestito dai token, ovvero monete virtuali regalate (poche) dal sistema o acquistabili (la quantità dipende dal vostro portafogli) tramite soldi reali che vi agevolano nell’asta. Sì perché per acquistare un giocatore o si partecipa ad un’asta dove gli utenti offrono token fino ad aggiudicarselo oppure, spendendo una somma di token fissata all’inizio, si possono prendere giocatori più forti. Inutile dire che, avendo a disposizione soldi reali, la migliore soluzione è la seconda.
A completare le attività che si possono effettuare in Top Eleven troviamo il vivaio, che ad inizio stagione riceve dei giovani talenti da fare crescere tramite allenamenti per poi ritrovarceli come giocatori della rosa nella stagione successiva. Presente ancha la gestione degli impianti sportivi, quindi stadio, strutture giovanili, campi di allenamento e non solo.
Infine, vale la pena parlare delle Associazioni: aggregazioni di utenti fino ad un massimo di sei, che si scontrano con altre associazioni per scalare una classifica generale divisa in varie serie a partire dalla “serie Bronzo” per finire con quella “Definitiva” che accorda ai vincitori premi importanti a livello di token e pacchetti di varia natura.
Come intuibile FM24 Mobile deriva direttamente dal suo fratello maggiore, Football Manager 2024, disponibile per PC e console, probabilmente il più completo manageriale in circolazione. I ragazzi di Sports Interactive hanno sempre fatto un ottimo lavoro, limando ed aggiornando, di anno in anno, il simulatore fino alla versione attuale.
FM24 Mobile è il giusto compromesso tra le ottime caratteristiche di FM23 e la velocità di esecuzione tipica dei giochi mobile. In Football Manager 2024 Mobile trovate le licenze ufficiali di numerosi campionati, anche se all’inizio di ogni stagione potete sceglierne un massimo di 5 per carriera. Questo influisce sia sui mercati in cui poter inviare gli osservatori che le nazioni allenabili.
La carriera ha un tempo limite di 30 anni, trenta stagioni quindi. Le partite sono esclusivamente contro l’IA, non esistono scontri online e, ovviamente potete giocare ogni qualvolta lo vogliate, senza alcun vincolo di orari come nei manageriali calcistici mobile precedentemente mostrati.
FM23 Mobile lascia più spazio all’allenatore che è in voi: niente accordi pubblicitari, niente ampliamento delle strutture della squadra. Voi siete l’allenatore ed in quanto tale a voi è affidata la gestione tattica, l’allenamento e la scelta degli uomini mercato.
Per il resto c’è una dirigenza che si occupa degli altri aspetti, con la quale potete, minimamente, interloquire. Quello che mi è sempre piaciuto di Football Manager, e FM23 Mobile non fa eccezione, è il rapporto che si crea con la propria squadra. Ci saranno momenti in cui bisogna prendere delle scelte che faranno felici o meno i propri uomini. Questa felicità o mancata sintonia influiscono sia sulla considerazione che loro hanno di voi, sia sulle prestazioni sul campo.
Il comparto tattico è abbastanza completo: vi permettee di plasmare una tattica tutta vostra e la cosa si rifliette in campo. L’allenamento, pur se non gradevole come quello di Top Eleven, consente di sviluppare le caratteristiche che ritenete necessarie per ogni singolo giocatore.
Anche la scelta dello staff è compito vostro, poiché avrete la facoltà di ingaggiare sia l’allenatore in seconda, sia i preparatori e addirittura l’analista che a fine di ogni partita vi dirà come è andata, cosa ha funzionato e cosa no.
Una caratteristica mancante rispetto al fratello maggiore è la gestione degli addetti stampa. Le conferenze stampa non sono state portate sulla versione mobile, ma avrebbero dato quel tocco in più a un gioco mobile pressoché perfetto.
Come ho scritto sulla recensione di FIFA 23, il nuovo calcistico di EA Sports non è poi così cambiato, ma mostra comunque delle importanti differenze sul Meta della modalità Ultimate Team. Per vincere sin da subito su FIFA 23 è necessario conoscere il passato del gioco, ma anche nuove tecniche. In questo articolo, ti elenco e spiego le cinque tecniche che devi conoscere per portare il tuo gioco su FIFA 23 allo step successivo:
Passaggio Filtrante Alto
Difesa Affronta
Difesa Alta
Passaggi di prima
Tiro Potente (Power Shot)
Passaggio Filtrante Alto
Il Passaggio Filtrante Alto è una consuetudine, non troppo amata, di FIFA Ultimate Team. Lo scorso anno è stato depotenziato, ma ora ritorna in auge, anche a causa di difese troppo facili da bucare. In attesa di patch correttive, il Passaggio Filtrante Alto – unito ad attaccanti estremamenti veloci – è il modo migliore per andare in goal. Per usarlo al meglio, è necessario conoscere tre cose:
quale combinazione di tasti premere per fare un Passaggio Filtrante Alto;
quando eseguire un Passaggio Filtrante Alto;
scegliere la corretta impostazione del controller nel menù dedicato.
Come fare un Passaggio Filtrante Alto
Per fare un Passaggio Filtrante Alto basta premere:
L1 + R1 + Triangolo su PlayStation;
LB + RB + Y su Xbox.
In pratica bisogna fare un passaggio filtrante tenendo premuto i dorsali del controller: il risultato sarà un filtrante alto che finirà sul calciatore su cui stiamo direzionando l’analogico sinistro.
Quando fare un Passaggio Filtrante Alto
Lo scopo del Passaggio Filtrante Alto è andare direttamente in porta con il nostro attaccante più veloce; di conseguenza, bisogna effettuare il passaggio quando la punta attacca la profondità – l’istruzione giocatore Inserisci alle Spalle risulta molto utile in questo caso. In particolare, il momento migliore per passare il pallone è quando il nostro attaccante è tra i due difensori centrali, perché mentre i due difensori corrono all’indietro, il nostro attaccante sta scattando e li supererà entro poco – se abbastanza veloce.
Impostazione Controller per Passaggio Filtrante Alto
Un consiglio fondamentale per effettuare dei buoni Passaggi Filtranti Alti è regolare l’impostazione controller della relativa opzione su Semi. Molti pro-player giocano addirittura con Manuale, ma non sono abbastanza bravo per padroneggiare questa scelta. Con Semi, tarerai il passaggio in base a quanto terrai premuto il pulsante del passaggio filtrante.
Se sei abbastanza bravo, puoi sfruttare l’opzione Manuale, ma dovrai correggere anche la direzione, come si fa nei colpi di testa per intenderci. Da escludere Automatico, perché FIFA 23 finirà con passare il pallone sempre al giocatore più vicino, trascurando la forza che imprimerai al pallone.
Difesa “Affronta”
Per questa tecnica, vale quanto già detto lo scorso anno. L’unica differenza è che sembra ci sia meno apporto da parte dell’intelligenza artificiale; di conseguenza, i difensori sembrano meno automatici rispetto a FIFA 22; mettono il piede meno spesso di quanto avveniva nella precedente edizione. Quando usciranno difensori più automatici, ti potrò confermare questa sensazione. In ogni caso, è ancora oggi il modo migliore per difendere, soprattutto ora che l’IA sembra essere meno efficace.
La modalità difensiva “Affronta” è fondamentale per controbattere il dribbling avversario. In “Affronta”, il tuo difensore si piazza davanti l’attaccante avversario, aumentando le probabilità di contrasto. Per farlo basta premete:
L2 su PlayStation;
LT su Xbox.
Da qualche anno a questa parte, è sconsigliato usare il classico contrasto con cerchio, o B su Xbox, per due motivi: il rischio di causare un calcio di rigore oppure quello di andare a vuoto. In entrambi i casi, un avversario esperto difficilmente mancherà il goal.
Ti consiglio di usare questo tipo di difesa quando l’avversario si ferma per tentare il dribbling o nel caso stia aspettando uno spiraglio per il passaggio. La difesa “Affronta” permette di coprire bene gli spazi, ma deve essere ben bilanciata con il comando di corsa; infatti, il lato negativo di questa difesa è il rallentamento del tuo giocatore. Di conseguenza, non premere mai L2 quando stai inseguendo un avversario in sprint.
FIFA 23 ha difese – e soprattutto portieri – poco affidabili, che ci costringono ad applicare delle tecniche di difesa direttamente sul modulo. Indipendentemente da quale modulo preferisci usare, la tua difesa dovrà rimanere alta, perché schiacciarsi significa subire gli attacchi avversari, che sono ancora più temibili grazie all’aggiunta del Power Shot e dei tiri da fuori area in generale.
Il mio consiglio è di impostare la tua difesa con una profondità minima di 70. Nelle divisioni più alte, ho anche visto difese con profondità 90, ma ti consiglio di provarle con cautale in quanto a quei livelli la skill conta e non tutti sono in grado di padroneggiare questa scelta tattica.
Su FIFA 23 la Difesa Alta ha diversi vantaggi:
mettere in fuorigioco gli attaccanti avversari;
sfruttare i nuovi Stili di Corsa (Lengthy), che permettono ai difensori centrali di recuperare gli avversari sul lungo periodo.
giocare più aggressivi grazie alla Difesa Affronta coadiuvata dal tasto corsa, quindi L2 + R2 o LT + RT.
Passaggi di Prima
Il nuovo motore di FIFA 23, Hypermotion2, ha bisogno di ancora tanto lavoro prima di essere realistico. La prova è nei passaggi. In questo momento, i passaggi di prima sono estremamenti precisi rispetto alle precedenti versioni, anche con calciatori con mattoni al posto dei piedi.
Tra le tecniche migliori per impostare la manovra su FIFA 23, il mio consiglio ricade sul giocare di prima premendo semplicemente il relativo pulsante mentre il pallone sta per arrivare e direzionado con l’analogico sinistro; nello specifico, ti consiglio di passare il pallone alla punta e scaricare di prima sul centrocampista, che poi potrà scegliere se passare – di prima – sugli esterni o lanciare l’attaccante. Passare la palla avanti e indietro è un classico modo di muovere il pallone su FIFA, perché previene il primo pressing.
Power Shot
All’ultimo posto – per efficacia – tra le migliori tecniche di FIFA 23 c’è il nuovo tiro. Su FIFA Ultimate Team, il Power Shot è un’arma interessante, ma che deve essere usata con attenzione.
Il Tiro Potente di FIFA 23 si esegue premendo:
L1 + R1 + Tiro su PlayStation;
LB + RB + Tiro su Xbox.
Dopo aver premuto la sequenza, il gioco stringerà la telecamera (si può disattivare, ma può aiutare a difendersi) e il calciatore caricherà una sassata da destinare in porta. Usare il Tiro Potente fuori area, ma soprattuto appena dentro, significa molto spesso segnare, perché anche se tiri dritto per dritto, il portiere difficilmente riuscirà a pararlo.
Il Power Shot è dunque estremamente potente, ma ha due svantaggi: la direzione è manuale; richiede tempo per caricarsi. La direzione manuale implica che bisogna imparare a direzionare bene il tiro, soprattutto quando si è sotto pressione. Il tempo di caricamento, invece permette all’avversario di contrastare il tiro e ripartire; di conseguenza, bisogna usarlo solo quando si ha spazio e si è certi di non rischiare delle ripartenze.