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Pokémon Champions: un nuovo entry point nel competitivo

Il competitivo Pokémon è sempre stato una cosa seria — forse troppo. Anni di meta da studiare, meccaniche nascoste, tornei fisici difficili da raggiungere. Pokémon Champions prova a cambiare le regole: un’unica piattaforma, disponibile su Switch, Switch 2 e da giugno anche su mobile, costruita interamente attorno alle battaglie. L’idea è semplice quanto ambiziosa — rendere il competitivo accessibile a tutti, senza rinunciare alla profondità che i veterani si aspettano.

Un nuovo formato

Partendo da queste caratteristiche principali, il titolo si presenta come un ottimo entry point per chiunque voglia avvicinarsi al competitivo Pokémon.

Il gioco è free‑to‑start: si può quindi scaricare senza costi iniziali e cominciare a combattere, con una squadra già pronta per le lotte e una serie di meccaniche semplificate che aiutano il giocatore a entrare rapidamente nel sistema di gioco.
I punti su cui si focalizza pressochè da subito riguardano scelte strategiche, tipi, ruoli e sinergie tra Pokémon.

Questo lo rende un ottimo punto di ingresso per chi si avvicina al competitivo per la prima volta, senza dover passare attraverso i giochi mainline e le loro centinaia di ore di contenuti.​​
Le regole di base sono molto simili a quelle dei titoli classici, ma molti dettagli tecnici sono stati smussati e semplificati: le EV e le IV non vanno calcolate manualmente, la complessità è meno stratificata e il metagame risulta tutto sommato più lineare e immediato.

Pokémon Champions è inoltre pensato come nuovo punto di riferimento per il competitivo ufficiale: i tornei VGC e i circuiti dei Mondiali Pokémon 2026 utilizzeranno proprio Champions come base. Per un nuovo giocatore, significa che imparare le dinamiche di Champions è un passo diretto verso il competitivo ufficiale, senza dover prima “convertire” mentalmente il proprio know‑how da un titolo mainline al successivo.

Limitazioni tecniche e problemi di stabilità di Pokèmon Champions

Le criticità, tuttavia, emergono soprattutto a livello tecnico e di esperienza di base.

Su Nintendo Switch 2, per esempio, il titolo è bloccato a 30 fps in modalità docked, con una risoluzione che spesso si ferma a 1080p, senza sfruttare a pieno il potenziale della console, che supporta fino a 4K. L’immagine risulta molto sgranata, con poco anti‑aliasing e, in alcuni casi, visivamente peggiore persino rispetto a titoli come Scarlatto e Violetto.

La gestione grafica lascia a desiderare anche sulle piattaforme mobili, sebbene molti utenti abbiano segnalato che su smartphone il gioco appare paradossalmente più stabile e fluido rispetto alla versione console.
Oltre alle limitazioni tecniche restano poi problemi di stabilità del frame rate e diversi bug presenti al lancio, alcuni dei quali corretti in corso d’opera. Tra i più rilevanti si segnala il bug sull’ordine d’attivazione delle Megaevoluzioni, effetti di oggetti che non si comportano come previsto e, nei casi peggiori, soft‑lock o crash che possono bloccare il giocatore, soprattutto all’inizio delle partite.

Anche i trasferimenti con Pokémon HOME non risultano sempre fluidi: ci sono segnalazioni di Pokémon che rimangono “bloccati” in attesa di aggiornamenti, rallentando il passaggio dal gioco principale a Champions e complicando la costruzione di squadre più personalizzate.

Il modello monetario di Pokémon Champions

A questi aspetti tecnici si aggiunge la questione “pay-to-win”, uno dei punti più discussi del titolo, spesso paragonato a Pokémon Showdown, nonostante il secondo non sia uno strumento ufficiale di simulazione competitiva.
Pokémon Champions è free‑to‑start; tuttavia, il suo modello monetario è pensato per spingere il giocatore verso l’acquisto di pass stagionali, contenuti premium, Pokèmon aggiuntivi, missioni esclusive e ulteriori box.

Anche se il giocatore può arrivare a ottenere una squadra tutto sommato decente con i pull gratuiti e i progressi nel gioco, chi investe denaro ha accesso più rapido a varie risorse.

Il metodo di ottenimento dei Pokémon è principalmente legato a due canali:

  • Ranch Pokémon
    Ogni circa 22 ore il gioco ti propone una piccola selezione di Pokémon (da 3 a 5, spesso) che puoi reclutare gratuitamente direttamente dal menu del Ranch Pokémon.
    I Pokémon possono essere scelti uno alla volta e, una volta reclutati, ne hai accesso per un periodo limitato (di solito qualche giorno).
    Per tenerli in squadra in modo permanente devi spendere coupon o Punti Vittoria (VP), la valuta interna guadagnata combattendo, che permette di “bloccare” il Pokémon nel box, oltre a modificarne le mosse, la natura e altre statistiche.
  • Pokémon HOME
    Alternativamente, i Pokémon possono essere trasferiti da Pokémon HOME (attualmente solo da giochi come Scarlatto/ViolettoLeggende Pokémon: Z‑A o Pokémon GO), purché esistano nel Pokédex di Champions. Attenzione, però: il trasferimento è unidirezionale nel senso che i Pokémon nativi creati o reclutati all’interno di Champions non possono essere spostati in Pokémon HOME, mentre i Pokémon importati da HOME possono essere riportati indietro quando si vuole.

Inoltre, il numero di box disponibili (quindi di spazio per i Pokémon) è limitato: il gioco offre un solo box gratis, mentre gli altri richiedono l’acquisto.

Il titolo non risulta quindi “brutalmente” pay‑to‑win. Non sono presenti servizi completamente bloccati, ma è chiaro che il sistema di monetizzazione favorisce chi spende di più, il che può risultare frustrante per chi cerca un’esperienza più equa.​​

Un entry point funzionale, ma con riserve

Nonostante questi limiti, Pokémon Champions funziona abbastanza bene come punto di accesso al competitivo Pokémon.
Il sistema di battaglie è immediato, il metagame più lineare e l’assenza di alcuni elementi complessi (come la gestione di EV/IV) è spesso vista come un vantaggio dai neofiti, che apprezzano un’esperienza più rilassata e diretta.

Per un pubblico più esigente ed esperto, però, il gioco appare ancora come un passo intermedio più che un punto d’arrivo.
Limitazioni tecniche, contenuto limitato, bug ancora presenti e un modello monetario che favorisce chi spende di più rendono Pokémon Showdown un’alternativa più aperta a tutti, sebbene non ufficiale.

Pokémon Champions è un passo nella direzione giusta, ma ancora a metà strada. Per chi ha sempre guardato il competitivo da lontano, intimidito dalla complessità, questo è finalmente il momento di entrare — la porta è aperta e il percorso è chiaro. Per chi quel mondo lo abita da anni, le domande aperte sulla monetizzazione e sulla solidità tecnica restano lì, in attesa di risposte. Game Freak ha costruito un entry point credibile. Ora deve dimostrare di saper costruire anche il resto.

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Sonic Rumble – Recensione

Fin dai primi annunci dedicati a questo progetto, abbiamo seguito con grande curiosità lo sviluppo di Sonic Rumble. Il potenziale di questo gioco, che unisce la simpatia ed il carisma dei personaggi del mondo di Sonic con meccaniche mutuate dai party games, ci era sembrato subito enorme (come dimostra il successo di serie come Mario Party).

A quanto pare, non siamo stati i soli a pensarla così. Il gioco ha infatti calamitato su di sé un’enorme attenzione da parte dei fan. Sono stati davvero moltissimi i giocatori che hanno effettuato un’iscrizione anticipata al gioco. Dopo circa una settimana di prove, effettuate sia sulla versione PC che su quella mobile, siamo pronti a darvi le nostre impressioni su Sonic Rumble!

Tra party game e battle royale

La struttura di Sonic Rumble è, di per sé, estremamente semplice. Alla guida del nostro personaggio, ci troveremo ad affrontare una serie di sfide con altri 31 giocatori. Al termine di ogni fase, metà dei giocatori verrà eliminata. La fase finale incoronerà il vincitore.

Normalmente, ogni partita comprende tre fasi. La prima è una gara di velocità, in cui si qualificano i primi 16 giocatori a tagliare il traguardo di ogni livello. La seconda può essere una sfida di sopravvivenza oppure (più raramente) una caccia, in cui si qualificano coloro che distruggono più robot nemici nel minor tempo possibile. L’ultima fase, invece, premia il giocatore che allo scadere del tempo riesce a raccogliere più rings.

Come si intuisce dalla descrizione, si tratta di sfide dalle regole decisamente semplici e che seguono fedelmente le meccaniche tipici dei titoli principali della serie. Ci hanno portato alla memoria, ad esempio, le sfide multigiocatore di Sonic Heroes. Tuttavia è chiaro che, perché le cose funzionino bene, occorre un gameplay adeguato. Fortunatamente, Sonic Rumble in questo non delude.

Velocità e divertimento

Come già accennato, abbiamo testato Sonic Rumble sia in versione PC (utilizzando un controller) sia da cellulare. In entrambi i casi l’esperienza si è rivelata molto intuitiva e divertente. Le regole delle varie sfide sono apparse subito chiare e i comandi, per quanto semplici e limitati, hanno quasi sempre risposto alla perfezione.

Normalmente, il giocatore deve semplicemente spostare il suo personaggio all’interno dell’ambiente 3d, effettuare i salti o i doppi salti ed utilizzare il famoso homing attack sui bersagli che possono essere agganciati. Col procedere dei giochi e delle missioni, diventa possibile anche sbloccare una serie di nuove abilità, come la scivolata. Queste abilità possono essere equipaggiate al nostro personaggio, con un massimo di due alla volta, una per tipologia di sfida.

Come già detto, le partite sono sempre sembrate rapide e divertenti e sono scivolate via in modo molto scorrevole. Sonic Rumble regala partite veloci e coinvolgenti, nonostante la grande semplicità dei suoi comandi. Questo grazie soprattutto al design dei livelli che, soprattutto nella modalità gara, riescono davvero a coinvolgere e divertire.

Soprattutto nei primi giorni dopo la release del gioco, ci è capitato di imbatterci in diversi problemi di lag e rallentamenti. Fortunatamente sembra che col tempo queste problematiche siano andate scemando. Nelle nostre ultime prove abbiamo ravvisato sempre con minor frequenza questi problemi e le partite si sono quasi sempre svolte in modo regolare e funzionale.

Anche il comparto tecnico, pur senza far gridare al miracolo, esegue degnamente il suo lavoro. La grafica appare solida, ben definita e colorata. I personaggi sono sempre ben riconoscibili e gli stage appaiono ben costruiti e con una buona cura per i dettagli. Merita un discorso a parte il comparto sonoro, davvero di ottima qualità. Sonic Rumble propone moltissime delle più famose tracce audio dei principali titoli della saga di Sonic, che talvolta presentano alcuni arrangiamenti per meglio adattarsi all’occasione. Ma è proprio il citazionismo, a nostro giudizio, uno dei maggiori pregi di questa produzione.

Il mondo di Sonic

L’aspetto che più ci ha colpito positivamente dell’esperienza con Sonic Rumble è l’enorme affetto che il gioco dimostra verso tutta la saga di Sonic. Ogni stage, ogni traccia musicale, ogni nemico presente è una citazione diretta ad uno degli episodi della serie e può facilmente essere riconosciuto ed apprezzato dagli amanti della saga.

Location storiche come le Green Hill, il Chemical Plant e il Seaside Hill sono tutte presenti, con le colonne sonore originali ed un gameplay adattato ai controlli semplificati di Sonic Rumble. Inoltre, gli stages presenti nel gioco sono in costante aggiornamento. Quando, durante una delle nostre partite, ci siamo trovati a giocare nello stages Escape City, completo della sua colonna sonora originale (anche se rimaneggiata), l’emozione è stata davvero forte.

Anche per quanto riguarda i personaggi selezionabili, Rumble offre davvero un’ampia scelta. Inizialmente potremo utilizzare solo un avatar generico, simili a quelli visti in SonicForces. Tuttavia, dopo poche partite potremo già sbloccare un buon numero di versioni dei protagonisti principali. La selezione è davvero ampia e spazia dai protagonisti classici alle loro più recenti versioni cinematografiche. I personaggi hanno anche numerose versioni alternative, tutte tratte dai vari giochi della serie, come ad esempio la versione cavaliere di Sonic, estrapolata da Sonic and the Black Knight.

Sono presenti anche i simpatici Chao, che fungono da supporto al giocatore fornendo alcuni bonus (comunque non troppo invasivi) nel corso delle partite. Anche in questo caso, la selezione è davvero ampia ed in costante aggiornamento. E, parlando di aggiornamenti, anche le modalità e le sfide messe a disposizione dei giocatori, almeno fino ad ora, non stanno davvero deludendo le aspettative.

Un’esperienza in evoluzione

Finora Sonic Rumble è riuscito a proporre un buon numero di sfide differenti. Oltre alla classica modalità sopravvivenza, che abbiamo descritto in precedenza, è anche possibile affrontare delle partite composte da un singolo round. In questo caso, la modalità della sfida viene scelta casualmente ed il vincitore risulta il giocatore che taglia per primo il traguardo o che totalizza il punteggio più alto.

Esistono poi le sfide denominate “a fase”, che fungono sostanzialmente da modalità single player. In pratica, in questa modalità è possibile affrontare in solitaria tutti i livelli presenti nel gioco, in tutte le modalità disponibili. A patto, naturalmente, di averli sbloccati tramite i rings raccolti durante le sfide. Abbiamo molto apprezzato questa aggiunta, che permette anche a chi preferisce un’esperienza più rilassata e meno competitiva di divertirsi con qualche partita veloce.

Infine, sono presenti anche delle sfide a squadre. Dopo alcune partite, in fatti, Sonic Rumble permette al giocatore di unirsi a diversi team. Una volta selezionata (o creata) la propria squadra, è possibile partecipare a questi eventi cooperativi, i quali, tuttavia, sono disponibili solo in determinate finestre temporali. In questa modalità, le squadre dovranno affrontarsi in battaglie in cui a spuntarla sarà il team col miglior punteggio cumulativo. Esistono anche particolari eventi in cui tutti i partecipanti dovranno unirsi contro un potentissimo boss, quasi sempre ispirato ai titoli maggiori della saga di Sonic.

Dunque, finora Sonic Rumble ha mostrato un’ottima varietà e, grazie all’aggiornamento costante, è riuscito a proporre un buon numero di sfide ed esperienze differenti ai giocatori. Certo, dopo una sola settimana è ancora presto per un giudizio definitivo sul gioco. Tuttavia non possiamo che lodare il buon lavoro svolto fin qui da Sega, sia proponendo costantemente sfide e livelli nuovi ed aggiornati, sia citando in maniera intelligente ma anche affettuosa tutti i principali titoli legati al nostro amatissimo riccio.

Vedremo ora se Sega continuerà a sostenere il gioco e soprattutto se i fan confermeranno l’entusiasmo con cui il progetto è stato accolto. Noi non possiamo che sperarlo, visto che Sonic Rumble ci ha regalato molte ore di sano divertimento. Certo, non si tratta di un gioco perfetto. I comandi, per quanto intuitivi, risultano davvero elementari e potrebbero non soddisfare i giocatori più smaliziati. Inoltre il gameplay, per quanto fresco e divertente, rischia di essere un po’ noioso, a lungo andare. Non resta che osservare con attenzione come evolveranno questo gioco e la sua coomunity.

Sonic Rumble propone un’esperienza semplice ed essenziale, ma estremamente divertente e coinvolgente. Il gioco mischia sapientemente un gameplay tipico dei party games con meccaniche competitive mutuate dai battle royale, arricchendo il tutto con un buon comparto tecnico e soprattutto con tantissimi richiami alla storia e al mondo di Sonic. Non si tratta certamente di un capolavoro, ma finora ce la sentiamo di promuovere l’esperimento di Sega, a patto che il gioco mantenga costanti aggiornamenti e proponga con buona costanza sfide e contenuti aggiornati.

Dettagli e Modus Operandi
  • Piattaforme: PC, Mobile
  • Data uscita: 5 novembre 2025
  • Prezzo: Free to play

Ho giocato a Sonic Rumble a partire dal day one sia su PC sia da android.

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Pokémon Pocket GCC: arriva l’espansione Sorgenti Recondite con Raikou, Entei e Suicune

The Pokémon Company ha ufficializzato una nuova espansione per Pokémon Pocket GCC, l’app dedicata al Gioco di Carte Collezionabili. A partire dal 28 agosto 2025 saranno disponibili le nuove buste Sorgenti Recondite, che introducono nel gioco i Pokémon leggendari Raikou, Entei e Suicune.

Questa espansione arricchisce ulteriormente il catalogo digitale di carte, offrendo ai giocatori l’occasione di collezionare e utilizzare Pokémon iconici provenienti dalle regioni di Johto e Hoenn. Per i fan di lunga data, l’arrivo del trio leggendario di seconda generazione rappresenta un ritorno alle origini di Pokémon Oro e Argento.

Con Sorgenti Recondite, Pokémon Pocket GCC continua a espandere il suo ecosistema digitale, offrendo sia contenuti collezionistici per i fan storici sia nuovi eventi per i giocatori competitivi.

E tu cosa ne pensi: i leggendari Raikou, Entei e Suicune sono l’aggiunta che aspettavi per tornare a giocare a Pokémon Pocket GCC?

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Resident Evil Survival Unit: pubblicato un nuovo trailer cinematografico

Il mondo di Resident Evil torna a far parlare di sé con l’uscita del nuovo trailer di Resident Evil Survival Unit, il titolo mobile strategico co-sviluppato da Aniplex e JoyCity. L’uscita globale è prevista nel corso del 2025 e riguarderà Giappone, Corea, Nord America, Europa e altri mercati asiatici.

Il trailer appena pubblicato non è un semplice spot: punta tutto sull’effetto cinematografico e mostra la combinazione di profondità strategica e gameplay veloce, due elementi chiave del progetto.

Trailer spettacolare e atmosfera da survival horror

Il video mette in scena alcuni dei personaggi più iconici della saga, offrendo ai giocatori la possibilità di creare vere e proprie squadre da sogno, composte da figure provenienti da diversi capitoli della serie. Una scelta che aggiunge valore alla componente di strategia, permettendo team inediti e combinazioni impensabili.

La produzione è stata affidata a Quebico, lo studio che ha realizzato il film d’animazione in 3DCG Resident Evil: Death Island. La qualità visiva è evidente: regia dinamica, dettagli curati e un montaggio che amplifica il ritmo serrato del gameplay. Tutto punta a immergere l’utente in un’esperienza mobile che non si limita al semplice spin-off, ma prova a restituire la stessa tensione dei capitoli principali.

La forza della musica: Queen Bee e “Mountain Hunt”

A rendere il trailer ancora più potente c’è la colonna sonora “Mountain Hunt” dei Queen Bee. La voce ipnotica di Avu-chan accompagna le immagini con una carica emotiva che alterna eleganza e drammaticità. Il brano esprime alla perfezione il conflitto tra cacciatore e preda, richiamando l’anima survival della serie.

Aniplex ha diffuso anche un messaggio speciale di Avu-chan, che racconta l’intensità del progetto e il legame del gruppo con l’universo di Resident Evil. Una scelta che mostra quanto il publisher stia puntando sul mix tra musica, estetica e gameplay per catturare un pubblico ampio, non solo di videogiocatori hardcore ma anche di appassionati di cultura pop giapponese.

Con questo trailer, Resident Evil Survival Unit si posiziona come una delle uscite mobile strategy più attese del 2025, pronta a unire fan storici e nuovi giocatori.

Secondo te, questo mix tra survival horror, strategia e musica riuscirà a convincere anche chi è abituato ai capitoli principali della saga?

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Resident Evil Survival Unit diventa mobile: strategia, base building e battaglie in tempo reale

Aniplex e JOYCITY Corporation hanno annunciato l’arrivo globale di Resident Evil Survival Unit, un nuovo gioco mobile di strategia ambientato in una linea temporale alternativa dell’universo Capcom. Il lancio è previsto per il 2025 su iOS e Android, con distribuzione in Giappone, Corea, Nord America, Europa e altre regioni asiatiche. Le pre-registrazioni sono già aperte.

Presentato durante lo showcase online dell’11 luglio, Resident Evil Survival Unit offre un primo sguardo concreto al progetto. La demo mostrata rivela un gioco pensato per il mobile, che abbandona l’impianto survival horror classico per abbracciare una struttura strategica e multiplayer, costruita su meccaniche di difesa in tempo reale.

Nuove regole per un universo familiare

Ambientato in un mondo parallelo, il gioco si apre in un ospedale abbandonato dove il protagonista si risveglia dopo esperimenti condotti dalla Umbrella Corporation. Da lì parte una storia originale, arricchita da ritorni noti come Leon S. Kennedy, Jill Valentine e Claire Redfield, utilizzabili per formare squadre cross-title con abilità e ruoli specifici.

Il cuore del gameplay è la gestione della propria base, un maniero personalizzabile che richiama l’estetica storica di Resident Evil. Al suo interno vivono i personaggi, si pianificano le missioni, si interagisce con NPC e si acquistano oggetti tramite il leggendario Weapons Merchant. Tutto ruota attorno a un ciclo di pianificazione, potenziamento e sopravvivenza.

Le battaglie difensive in tempo reale rappresentano il fulcro dell’azione. I nemici, ispirati alla mitologia della serie, richiedono un utilizzo strategico delle abilità e dell’ambiente. Tra questi, spicca Mortem, una nuova creatura originale firmata Yoshitaka Amano, illustratore di culto già noto per il suo lavoro su Final Fantasy. Il suo stile surreale aggiunge al gioco una dimensione visiva inquietante e psicologica.

Resident Evil Survival Unit non cerca di replicare la formula originale, ma la rielabora per un nuovo pubblico mobile, con enfasi su strategia, cooperazione e personalizzazione. L’obiettivo è offrire ai fan una nuova prospettiva sull’universo Capcom, senza rinunciare a tensione e atmosfera.

Secondo voi, il mobile è il posto giusto per espandere Resident Evil in chiave strategica?
Fateci sapere nei commenti se questa svolta vi incuriosisce o vi lascia scettici.

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Pokémon Pocket: arrivano i Pokémon Cromatici e le lotte competitive

The Pokémon Company ha ufficialmente annunciato Tripudio Splendente, la nuova espansione del Gioco di Carte Collezionabili (GCC) Pokémon Pocket. Il lancio è previsto per il 27 marzo 2025 e introduce per la prima volta i Pokémon cromatici, oltre a nuove carte e sfide. Inoltre, arriva la prima stagione di lotte competitive, offrendo ai giocatori un modo inedito per testare le proprie abilità e scalare le classifiche globali.

Nuove carte e Pokémon cromatici con Tripudio Splendente

L’espansione Tripudio Splendente introduce un set esclusivo di Pokémon cromatici, tra cui Charizard-ex, Lucario-ex e Pachirisu. Le nuove carte brillano con effetti speciali in digitale, aumentando l’impatto visivo delle partite. Oltre ai Pokémon cromatici, l’espansione include personaggi provenienti dai videogiochi Pokémon Scarlatto e Pokémon Violetto, come Tatsugiri, Sprigatito e Kissara, con illustrazioni dettagliate.

Dal 28 marzo al 27 aprile 2025, saranno disponibili nuove missioni mazzo iniziale ex. Completandole, si potrà ottenere un Buono mazzo, scambiabile per uno dei nove mazzi iniziali disponibili. Le carte guadagnate entreranno direttamente nella collezione del giocatore.

Lotte competitive: la prima stagione

Con l’arrivo di Tripudio Splendente, Pokémon Pocket inaugura la prima stagione di lotte competitive. Questo nuovo formato consentirà ai giocatori di sfidarsi in match bilanciati, affrontando avversari con un livello di abilità simile. Alla fine della stagione, ogni partecipante riceverà un emblema in base al proprio posizionamento, un trofeo digitale da esibire nel profilo di gioco.

La prima stagione inizierà il 28 marzo alle 06:00 (UTC) e terminerà il 27 aprile alle 05:59 (UTC).

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Pokémon Presents: tutti gli annunci, tra cui il nuovo Pokémon Champions

Oggi, in occasione del Pokémon Day, il Pokémon Presents ha portato con sé diversi annunci di rilievo per il franchise in un video della durata di 19 minuti. Oltre a una serie di piccoli aggiornamenti per gli spinoff, come Pokémon Masters EX, Pokémon Cafè Remix, Pokémon Go e Pokémon Sleep, sono stati annunciati 3 nuovi Pokémon destinati a far parte del roster di Pokémon Unite: Suicune, Raichu di Alola e Alcremie. Inoltre, è stato confermato il ritorno delle Megaevoluzioni nel TCG.

Tuttavia, gli annunci più significativi riguardano Pokémon Pocket, Pokémon: Leggende Z-A e un nuovo progetto chiamato “Pokémon Champions”.

Per quanto riguarda Pokémon Pocket, è stata annunciata una nuova espansione intitolata Luce Trionfale, in uscita il 28 febbraio, con Arceus come protagonista.

Di Pokémon Champions si sa ancora poco, a parte alcune caratteristiche fondamentali. Sviluppato da The Pokémon Works sotto la supervisione di Game Freak, il titolo sarà incentrato sulle lotte. Il trailer lo presenta con una sequenza di transizioni che ripercorrono l’evoluzione delle battaglie Pokémon, dai primi videogiochi per Game Boy fino ai giorni nostri.

Una delle particolarità di questo progetto è la presenza, già nel trailer, sia della Teracristallizzazione che della Megaevoluzione, il che potrebbe suggerire anche l’inclusione della Dynamax, sebbene non ci siano conferme ufficiali.

Inoltre, sarà possibile trasferire i propri Pokémon da Pokémon Home. Il gioco sarà disponibile sia su Nintendo Switch che su dispositivi mobili Android e iOS, rendendolo quindi accessibile a un pubblico più vasto. Al momento, non è stata annunciata una data di uscita.

Tornando ai progetti sviluppati direttamente da Game Freak, ci è stato mostrato un trailer di circa cinque minuti di Pokémon Leggende: Z-A, offrendo finalmente uno sguardo più approfondito sul gameplay. Dal punto di vista grafico, il gioco sembra basarsi sullo stesso motore grafico di Scarlatto e Violetto e appare ancora poco rifinito.

L’obiettivo del nostro protagonista, un turista attualmente in vacanza a Luminopoli, sarà quello di aiutare la Q-asar Inc. con un piano di sviluppo per la città, volto a favorire la coesistenza di esseri umani e Pokémon.

All’interno della città sono presenti delle aree chiamate ‘zone selvagge’, dove è possibile interagire con Pokémon selvatici.

Svelati finalmente gli starter che saranno Chikorita, Tepig e Totodile.

Una delle novità più rilevanti di Pokémon Leggende: Z-A è l’introduzione di un nuovo sistema di combattimento, che introduce un range per le mosse e la possibilità per il proprio Pokémon di schivarle, rientrare e venire sostituito con un altro, in modo dinamico e simile a quanto visto nel manga o nell’anime. Nel trailer viene mostrata anche la Megaevoluzione, che potrebbe presentare alcune differenze rispetto al passato.

Nonostante sia passato esattamente un anno dal trailer di annuncio, il gioco resta senza una data d’uscita, con un generico “In arrivo alla fine del 2025”.

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Pokémon GCC Pocket: il Gioco di Carte Collezionabili Pokémon arriva su mobile

Pokémon GCC Pocket, l’ultima app lanciata da The Pokémon Company, porta l’esperienza del Gioco di Carte Collezionabili Pokémon direttamente su smartphone. Ora disponibile per il download gratuito su dispositivi iOS e Android, Pokémon GCC Pocket reimmagina la dinamica del famoso gioco di carte in una versione ottimizzata per il digitale, con una serie di funzionalità innovative pensate appositamente per il mobile.

La nuova app offre ai giocatori la possibilità di collezionare carte con la prima espansione disponibile, Geni Supremi, che include alcuni dei Pokémon più iconici della regione di Kanto. Grazie a funzionalità inedite come l’apertura di buste digitali e la “pesca misteriosa”, ogni giorno gli utenti possono ottenere nuove carte e ampliare la propria collezione senza costi aggiuntivi. La “pesca misteriosa” permette inoltre di trovare carte rare e in lingue diverse, aggiungendo varietà e internazionalità alla collezione di ogni giocatore.

Tra le caratteristiche principali di questa nuova app, spicca la possibilità di aprire buste di espansione digitali. Ogni giorno i giocatori possono aprire fino a due buste gratuite, scoprendo nuove carte da aggiungere alla loro collezione. Con la funzione “pesca misteriosa”, è possibile ottenere una carta casuale dalle buste aperte dai giocatori di tutto il mondo, dando così l’opportunità di arricchire la propria collezione con carte in lingue diverse.

Per quanto riguarda la collezione delle carte, Pokémon GCC Pocket consente ai giocatori di raccogliere non solo carte dalle illustrazioni nostalgiche, ma anche nuove immagini esclusive per la versione digitale. Alcune carte includono speciali effetti visivi, come il parallasse, che aggiunge profondità alle immagini, o le cosiddette “carte immersive”, che danno l’impressione di entrare nel mondo dell’illustrazione. Inoltre, i giocatori possono personalizzare la propria collezione digitale con bacheche, raccoglitori e accessori unici.

Le lotte su Pokémon GCC Pocket sono state ottimizzate per offrire partite rapide e immediate. Grazie alle regole semplificate per mobile, i giocatori possono godersi battaglie veloci sia da soli che contro altri. Per rendere il gioco accessibile a tutti, l’app include modalità come la lotta automatica, mazzi a noleggio e costruzione automatica del mazzo, ideali per chi è alle prime armi o preferisce sfide rilassate.

Con Pokémon GCC Pocket, il Gioco di Carte Collezionabili Pokémon si adatta al mondo digitale mantenendo l’esperienza e l’emozione del gioco originale. Disponibile gratuitamente su App Store e Google Play, l’app è un must per i fan di Pokémon di tutte le età, offrendo un’esperienza immersiva e accessibile ovunque e in qualsiasi momento.

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Editoriali

Slam Dunk: tutti i videogiochi tratti dal manga di Takehiko Inoue

Gli spokon – manga ambientati nei contesti sportivi – sono molto popolari in Giappone. In Italia, i manga – o per meglio dire gli anime – sportivi solo di rado sono riusciti a rubare la scena, ma quando lo hanno fatto il successo è stato clamoroso. Tra gli anni 80 e 90, L’Uomo Tigre, Holly e Benji e Mila e Shiro sono stati i cartoni animati nipponici ambientati nel mondo dello sport che di diritto sono entrati nella nostra cultura pop. Nella decade dei 2000 invece il padrone incontrastato è stato Slam Dunk, spokon sul basket del maestro Takehiko Inoue.

La maggior parte di voi conosce l’anime, trasmesso per la prima volta in Italia su MTV; ovviamente sapete dell’esistenza del manga, che probabilmente avete anche letto per conoscere la fine della trama; forse avete visto i quattro OAV (film), ma sono quasi certo che in pochi sanno che sono usciti anche diversi videogiochi ispirati alle avventure di Hanamichi Sakuragi e di tutto lo Shohoku.

Non disperate se non avete mai giocato a nessun videogioco su Slam Dunk: tutti i videogame dello spokon di Takehiko Inoue sono usciti solo per il mercato giapponese e la maggior parte di questi durante gli anni 90; di conseguenza, l’unico modo per videogiocare questi titoli risiedeva nelle conoscenze dirette con persone che vivevano nel Sol Levante oppure intrufolorsi nel sottobosco degli emulatori, che hanno il pregio di aver reso accessibili opere altrimenti introvabili in Europa.

Ecco a voi quindi la lista, in ordine cronologico, di tutti i videogiochi di Slam Dunk.

From TV animation – Slam Dunk: Yonkyo Taiketsu

Sviluppato da TOSE e pubblicato da Bandai,il 26 marzo 1994 approda su Super Nintendo il primo videogame dedicato a Slam Dunk. Il titolo è un vero e proprio gioco di basket con due modalità principali: Story, che ripercorre la prima parte del manga di Inoue sotto le vesti dello Shohoku; Exhibition in cui il videogiocatore può scegliere tra le quattro squadre più iconiche dell’opera: Shohoku, Kainan, Shoyo e Ryonan.

Yonkyo Taiketsu è un videogioco semplicistico: si corre da una parte all’altra del campo passando, tirando e schiacciando quando si attacca e si blocca o si va a rimbalzo quando si difende. Un gioco invecchiato male, ma che presenta delle scene di intermezzo prese direttamente dall’anime che piaceranno agli appassionati di Slam Dunk.

L’opera è nota anche con il nome di From TV animation – Slam Dunk: Dream Team Shueisha Limited.

From TV Animation Slam Dunk – Shikyou Gekitotsu!!

Su questo titolo c’è un enorme confusione ulteriormente accentuata dal web. Molto spesso il titolo di questo gioco è usato come nome alternativo di Yonkyo Taiketsu!! per Super Nintendo, che ha anche un terzo nome: From TV Animation Slam Dunk – Dream Team.

In realtà, Shikyou Gekitotsu è anche il nome ufficiale del primo videogame di Slam Dunk per Sega Saturn, praticamente uguale alla versione SNES con l’unica importante differenza sulla vesta grafica, meno caricaturale e più “adulta” rispetto alla versione Nintendo.

Gakeppuchi no kessho League (1994)

L’11 agosto 1994 arriva su Game Boy quello che dovrebbe essere il porting di Yonkyo Taiketsu. In realtà, Gakeppuchi no kessho League è stato così tanto semplificato rispetto al gioco per SNES da risultare un’opera abbastanza diversa e a mio parere anche migliore dell’originale.

Slam Dunk per Game Boy è un videogioco della sua epoca. In quegli anni molti titoli nipponici presentavano una struttura JRPG-like: in Gakeppuchi no kessho League il videogiocatore si muove in una mappa del campo con visuale dall’alto e affronta gli avversari che si avvicinano in scontri uno contro uno. La sfida consiste nello scegliere da un menu testuale l’azione da intraprendere.

Slam Dunk 2: IH yosen kanzenban!! (1995)

Videogiochi Slam Dunk: Slam Dunk 2: IH yosen kanzenban!!

Il 24 febbraio 1995, i gamer giapponesi ricevono su SNES il sequel di Slam Dunk, sviluppato ancora da TOSE e prodotto da Bandai. Quest’opera è un more of the same di Yonkyo Taiketsu con novità prese direttamente dalla versione Game Boy.

Slam Dunk 2 ha un comparto grafico cartoon che sfrutta le iconiche caricature dello spokon di Inoue. Il gameplay è praticamente uguale alla versione precendente, ma adesso è possibile intercettare i passaggi e sono state aggiunte le sfide uno contro, che a differenza della versione Game Boy si affrontano spostando la croce direzionale o premendo il pulsante di tiro o passaggio.

Zenkoku e no TIP OFF (1995)

Il 17 marzo 1995, Slam Dunk 2 arriva anche su Game Boy. Rispetto al precedente capitolo per la console portatile, Zenkoku e no TIP OFF non presenta alcun menu testuale da cui scegliere. L’adattamento per Game Boy riutilizza la mappa con visuale dall’alto del precedente capitolo, ma tutte le scelte di gioco sono delegate al giocatore con scelte live e time event.

Slam Dunk SD Heat Up!! (1995)

Il 27 ottobre 1995 il nuovo capitolo arriva solo su Super Nintendo. Heat Up è di fatto Yonkyo Taiketsu con una nuova veste grafica più pulita e aggiornata.

From TV Animation Slam Dunk: Super Slams (1995)

Ovviamente gli amici del Sol Levante non potevano farsi mancare una versione arcade di Slam Dunk. Il 27 ottobre 1995, oltre al già citato Heat Up per SNES, arriva nelle sale giochi anche From TV Animation Slam Dunk: Super Slams.

Il titolo di Banpresto è un orribile porting – in tutti i suoi aspetti – della modalità Exhibition del primo gioco di Slam Dunk per Sega Genesis: Slam Dunk – Shikyou Gekitotsu!!. La grafica è pessima anche per il suo tempo, mentre il gameplay non ha alcuna sfaccettatura che lo possa redenre memorabile.

SLAM DUNK from TV Animation (2020)

Videogiochi Slam Dunk: SLAM DUNK from TV Animation

Il 25 novembre 2020, dopo 25 anni di attesa per un titolo decente, Slam Dunk riceve finalmente una versione mobile al passo con i tempi. SLAM DUNK from TV Animation è un gioco di basket arcade online con meccaniche da gioco di ruolo sviluppato dalla società cinese DeNA, che ha di recente iniziato una join venture con Nintendo.

Gli utenti si confrontano online con team formati da tre personaggi che provengono dal roster del manga. Rispetto a tutti i videogiochi di Slam Dunk visti fino ad ora, il titolo mobile contraddistingue i personaggi grazie ad abilità uniche, potenziabili grazie a un albero dei talenti e un sistema di leveling tipico dei gatcha per smartphone.

Ufficialmente SLAM DUNK from TV Animation non è disponibile per il pubblico europeo (nello specifico non è scaricabile dallo store Google), ma dal sito ufficiale è possibile scaricare il file APK installabile su qualsiasi smartphone.

Extra

Oltre ai titoli già citati, ci sono altre due videogiochi che non è facile collocare in un momento ben preciso perché privi di qualsiasi informazione ufficiale: From TV Animation: Slam Dunk: Shouri heno Starting 5 e Slam Dunk: I love basketball. Come potete notare voi stessi guardando i gameplay disponibili online, questi giochi sono chiaramente dei rifacimenti dei titoli che vi ho già presentato con qualche piccola modifica o semplicemente trasportati su un’altra console.

From TV Animation: Slam Dunk: Shouri heno Starting 5

In particolare Shouri heno Starting 5, sviluppato da SIMS, dovrebbe essere uscito per Game Gear il 16 dicembre 1994. Slam Dunk: I love basketball, sviluppato d SEC, ha come data di rilascio l’11 agosto 1995 su Sega Saturn.

I personaggi di Slam Dunk compaiono anche in altri due videogiochi per Nintendo DS usciti rispettivamente nel 2005 e nel 2006: Jump Super Stars e Jump Ultimate Stars: due picchiaduro con un roster formato da 160 personaggi dell casa editrice Jump. Non hanno mai varcato i confini asiatici a causa di problemi di copyright: in Giappone, i diritti dei i famosissimi personaggi del roster – oltre all’intero team dello Shohoku troviamo anche personaggi di Dragon Ball, One Piece e Naruto solo per citarne alcuni – appartengono a Jump, ma nel resto del mondo tutto diventa più frammentato e complicato.

Conclusione

Purtroppo, così come è avvenuto in passato per diversi giochi ispirati a manga e anime, anche Slam Dunk è stato vittima del ritardo di pubblicazione tra Giappone e Occidente tipico degli anni 90. Nella prima metà degli anni 90, nel Bel Paese, in pochi conoscevano lo spokon di Inoue, che è divenuto famoso solo dal 2000 in poi grazie all’anime su MTV. Nel nuovo millennio però SNES e Game Boy non erano più in produzione. Fortunatamente non ci siamo persi nulla: i videogiochi di Slam Dunk degli anni 90 erano veramente mediocri, anche se li ho personalmente giocati tutti e li ho amati nella loro bruttezza.

D’altro canto, non riesco invece a capire i motivi per cui il recente SLAM DUNK from TV Animation non sia mai arrivato in Europa dato che oggi l’opera di Takehiko Inoue è molto popolare anche in Occidente come si denota dall’uscita anche nelle sale italiane del film The First Slam Dunk.

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Editoriali

I migliori manageriali di calcio su mobile

Ah gli italiani! Popolo di navigatori, amanti ma soprattutto allenatori di calcio! Ammettetelo: quante volte vedendo la vostra squadra del cuore giocare, avete perlomeno pensato: «Io avrei spostato questo giocatore qui, io avrei inserito questo o quel giocatore, più pressing, meno pressing, forza di contropiede!». Ebbene, fortunatamente non tutti siamo allenatori, altrimenti sarebbe un problema, ma a soddisfare la nostra voglia di calcio ci pensa il nostro amato mondo digitale.

Oltre ai complessi gestionali per PC, abbiamo a disposizione anche ottimi manageriali di calcio su piattaforma mobile, che ci permettono di portare la nostra passione con noi grazie al nostro smartphone e scatenarla ovunque ci troviamo.

In questo articolo, passeremo in rassegna quello che di buono ci offrono gli store soffermandoci in particolare sui migliori tre videogiochi manageriali di calcio per mobile.

Calcio in mobilità

Doverosa premessa: non ci possiamo esimere dal consigliarvi anche – e soprattuto – titoli free to play con acquisti in app, poiché il contesto mobile è fortemente incentrato sulle microtransazioni. Del resto, i videogiocatori di titoli calcistici non dovrebbero scandalizzarsi dato che i giochi più importanti del genere, FIFA ed eFootball, vivono di pay-to-win.

Oltre ai tre titoli che trovate qui sotto, degni di menzione sono: Pro11, PES Club Manager, Soccer Manager, Football Management Ultra e New Star Manager.

Online Soccer Manager

Online Soccer Manager: manageriale di calcio mobile

OSM è un gioco che si distingue per avere le licenze ufficiali di giocatori e squdre. La grafica è stile fumettoso, anche se nel giorno della partita la visualizzazione è solo testuale, con schede che riportano statistiche e icone per sostituire giocatori e cambiare formazione e/o tattica.

Nel reparto tattico si può scegliere lo stile di gioco, le tattiche reparto per reparto, il tipo di marcatura, pressing, tipo di contrasti e ritmo partita. Insomma, un pacchetto abbastanza standard.

Gli allenamenti sono “gestiti” dai preparatori, uno per ogni profilo: portieri, difensori, centrocampisti e attaccanti. Un tipo di allenamento questo, per quanto mi riguarda abbastanza limitante. Abbiamo il mercato, una lista di trasferimento di giocatori più o meno costosi, in base al nostro budget. Non ci sono margini di contrattazione: se si dispone della cifra il giocatore metterà a servizio della propria squadra le sue abilità.

Esiste anche una valuta di gioco, che può essere acquistata con soldi reali e che garantisce vantaggi come, ad esempio, incrementare il proprio fondo ingaggi. Abbiamo inoltre la sezione scout, dove possiamo inserire le caratteristiche dei giocatori da ricercare, che verranno trovati poi in giro per il mondo e proposti al videogiocatore. Ovviamente a completare il tutto resta la gestione dello stadio e degli sponsor.

Un titolo carico le cui tattiche purtroppo non rispecchiano esattamente il gioco della squadra, anche perché la partita è solo testuale.

Top Eleven

Nonostante adotti lo stesso sistema free to play con acquisti in app, Top Eleven è davvero un bel gioco, assiduamente aggiornato dagli sviluppatori, massicciamente frequentato dagli utenti e con un sacco di eventi a cui partecipare. La partita, o meglio, le azioni salienti della partita sono in 3D e sono una gioia per gli occhi.

Resta il dubbio di quanto la tattica venga rispettata in partita poiché il timore è sempre quello che si agevolino gli utenti “paganti”. Per il resto Top Eleven può regalare diverse ore di divertimento, il comparto tattico è abbastanza standard con poca profondità e scelte sono molto generiche, alla stregua di Online Soccer Manager.

Dove Top Eleven eccelle è nell’allenamento squadra: si può scegliere di allenare i calciatori singolarmente, per reparto o l’intero team. La varietà di esercizi è notevole; l’allenatore inoltre deve assicurarsi di predisporre gli allenamenti quando la squadra è riposata, altrimenti i giocatori non aumenteranno di livello.

A questo proposito va detto che si hanno a disposizione dei pacchetti che possono essere acquistato attraverso le microtransazioni o regali dagli sponsor: pacchetti riposo, pacchetti morale e pacchetti curativi che possono essere utilizzati per migliorare la squadra.

Top Eleven: manageriale di calcio mobile

Il mercato è gestito dai token, ovvero monete virtuali regalate (poche) dal sistema o acquistabili (la quantità dipende dal vostro portafogli) tramite soldi reali che vi agevolano nell’asta. Sì perché per acquistare un giocatore o si partecipa ad un’asta dove gli utenti offrono token fino ad aggiudicarselo oppure, spendendo una somma di token fissata all’inizio, si possono prendere giocatori più forti. Inutile dire che, avendo a disposizione soldi reali, la migliore soluzione è la seconda.

A completare le attività che si possono effettuare in Top Eleven troviamo il vivaio, che ad inizio stagione riceve dei giovani talenti da fare crescere tramite allenamenti per poi ritrovarceli come giocatori della rosa nella stagione successiva. Presente ancha la gestione degli impianti sportivi, quindi stadio, strutture giovanili, campi di allenamento e non solo.

Infine, vale la pena parlare delle Associazioni: aggregazioni di utenti fino ad un massimo di sei, che si scontrano con altre associazioni per scalare una classifica generale divisa in varie serie a partire dalla “serie Bronzo” per finire con quella “Definitiva” che accorda ai vincitori premi importanti a livello di token e pacchetti di varia natura.

Football Manager 2024 Mobile

Come intuibile FM24 Mobile deriva direttamente dal suo fratello maggiore, Football Manager 2024, disponibile per PC e console, probabilmente il più completo manageriale in circolazione. I ragazzi di Sports Interactive hanno sempre fatto un ottimo lavoro, limando ed aggiornando, di anno in anno, il simulatore fino alla versione attuale.

FM24 Mobile è il giusto compromesso tra le ottime caratteristiche di FM23 e la velocità di esecuzione tipica dei giochi mobile. In Football Manager 2024 Mobile trovate le licenze ufficiali di numerosi campionati, anche se all’inizio di ogni stagione potete sceglierne un massimo di 5 per carriera. Questo influisce sia sui mercati in cui poter inviare gli osservatori che le nazioni allenabili.

La carriera ha un tempo limite di 30 anni, trenta stagioni quindi. Le partite sono esclusivamente contro l’IA, non esistono scontri online e, ovviamente potete giocare ogni qualvolta lo vogliate, senza alcun vincolo di orari come nei manageriali calcistici mobile precedentemente mostrati.

FM23 Mobile lascia più spazio all’allenatore che è in voi: niente accordi pubblicitari, niente ampliamento delle strutture della squadra. Voi siete l’allenatore ed in quanto tale a voi è affidata la gestione tattica, l’allenamento e la scelta degli uomini mercato.

Per il resto c’è una dirigenza che si occupa degli altri aspetti, con la quale potete, minimamente, interloquire. Quello che mi è sempre piaciuto di Football Manager, e FM23 Mobile non fa eccezione, è il rapporto che si crea con la propria squadra. Ci saranno momenti in cui bisogna prendere delle scelte che faranno felici o meno i propri uomini. Questa felicità o mancata sintonia influiscono sia sulla considerazione che loro hanno di voi, sia sulle prestazioni sul campo.

Il comparto tattico è abbastanza completo: vi permettee di plasmare una tattica tutta vostra e la cosa si rifliette in campo. L’allenamento, pur se non gradevole come quello di Top Eleven, consente di sviluppare le caratteristiche che ritenete necessarie per ogni singolo giocatore.

Anche la scelta dello staff è compito vostro, poiché avrete la facoltà di ingaggiare sia l’allenatore in seconda, sia i preparatori e addirittura l’analista che a fine di ogni partita vi dirà come è andata, cosa ha funzionato e cosa no.

Una caratteristica mancante rispetto al fratello maggiore è la gestione degli addetti stampa. Le conferenze stampa non sono state portate sulla versione mobile, ma avrebbero dato quel tocco in più a un gioco mobile pressoché perfetto.

Football Manager 2024 Mobile:

Play Store (Android)

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