A sole 24 ore dal lancio ufficiale, Resident Evil Survival Unit ha già superato il milione di download. Davvero un ottimo risultato per il progetto di Capcom, che dimostra il grande affetto dei fan per l’ormai leggendaria saga horror. Questo successo mostra anche come i giocatori tendano a gradire la formula degli episodi spin-off gratuiti realizzati per dispositivi mobile.
Per festeggiare l’evento e ringraziare i giocatori per il risultato ottenuto, Capcom ha distriguito un codice di gioco in omaggio a tutti i giocatori, ovvero 1M SURVIVORS. Questo codice resterà valido fino al 17 maggio 2026. Una scelta volta a coinvolgere un numero ancora maggiore di giocatori, evitando di farli sentire anche solo in parte esclusi.
Il codice potrà essere riscattato nelle impostazioni. Verosimilmente, dovrebbe contenere una serie di modificatori estetici e di collezionabili. Davvero un ottima partenza, dunque, per il nuovo spin-off di Residente Evil, che si conferma la saga horror di punta nel panorama videoludico.
Negli scorsi giorni Capcom ha diffuso una serie di news legate a Resident Evil Requiem, nono episodio della fortunata saga horror. Le novità più succose riguardano in particolare Nintendo Switch 2. Sono stati annunciati infatti sia uno speciale amiibo che un controller dedicato.
Il controller, disponibile a partire dal 27 febbraio, è una speciale versione del Pro controller con decorazioni a tema. Nella fattispecie, il controller è abbellito con un ritaglio di giornale di Raccoon city preso direttamente dal gioco. L’amiibo invece, primo in assoluto dedicato alla saga, raffigura la protagonista, Grace Ashcroft. L’amiibo non è ancora stato mostrato nelle varie anteprime, ma il suo lancio è stato fissato per l’estate.
Sempre per Nintendo Switch 2 è stato annunciato anche il Resident Evil Generation Pack. Al prezzo di 89,99 dollari, questa collection include, oltre a Requiem, anche Resident Evil 7 Biohazard e Resident Evil Village. Sembra dunque che Capcom si stia prodigando per preparare al meglio il lancio di Resident Evil Requiem, che debutterà il 27 febbraio per PS5, Xbox Series X|S , Pc e, naturalmente, Nintendo Switch 2.
Resident Evil: Requiem si prepara a riportare la saga horror di Capcom alle sue radici più spaventose. Dopo anni in cui il franchise ha alternato atmosfere inquietanti a esplosioni d’adrenalina, il nuovo episodio punta tutto sull’orrore psicologico. Lo ha rivelato Koshi Nakanishi, storico direttore della serie, durante il Tokyo Game Show 2025, insieme al produttore Masato Kumazawa.
Secondo Nakanishi, ogni capitolo di Resident Evil può essere collocato su una scala che va da Resident Evil 2 a Resident Evil 4: due poli opposti tra sopravvivenza pura e azione cinematografica. Resident Evil 7 aveva già segnato un ritorno alle origini, mentre Village aveva spinto di nuovo sull’azione. Ma con Requiem, Capcom ha deciso di invertire la rotta: “Non volevamo finire come Resident Evil 5 o 6, dove l’azione ha preso il sopravvento sull’horror”, ha spiegato il director. “Volevamo tornare a qualcosa di più simile a Resident Evil 2, ma aggiornato ai tempi moderni”.
Un nuovo protagonista e la paura come esperimento
Il gioco introduce Grace, una protagonista inedita e più vulnerabile rispetto ai personaggi d’azione come Leon S. Kennedy. L’obiettivo del team è creare un’esperienza di terrore più intima, dove la tensione nasce dall’incertezza e non dalla quantità di nemici a schermo. Tuttavia, dopo decenni di sviluppo, persino i creatori ammettono che non è più facile capire che cosa spaventa davvero.
“Abbiamo lavorato così a lungo su Resident Evil che ormai non sappiamo più se qualcosa fa davvero paura”, ha confessato Nakanishi. “Lo scopriamo solo quando vediamo la reazione del pubblico”. Il team ha infatti provato una certa ansia prima di mostrare Resident Evil: Requiem al Summer Game Fest e alla Gamescom 2025, chiedendosi se il gioco fosse ancora in grado di spaventare i giocatori.
Durante l’intervista, Nakanishi ha anche raccontato un curioso aneddoto: in fase di brainstorming, gli sviluppatori avevano persino ipotizzato di far perdere una gamba a Grace in una sequenza particolarmente cruenta, salvo poi “parlarsi giù” e trovare un equilibrio tra orrore visivo e suggestione psicologica.
Resident Evil Requiem e il ritorno all’essenza del terrore
Con Requiem, Capcom vuole rinnovare la formula horror senza tradire la propria identità. La paura torna a essere personale, legata alla fragilità dei protagonisti e alla tensione costante che li circonda. È un approccio che mira a riscoprire la magia disturbante di Resident Evil 2, ma con tecnologie e sensibilità narrative del 2025.
Ora resta da vedere se questo ritorno all’horror più puro saprà colpire nel segno anche per chi si è avvicinato alla serie con i capitoli più recenti.
E voi, preferite un Resident Evil più d’azione o un ritorno al puro survival horror?
Alla Gamescom Opening Night Live 2025, Capcom ha presentato un nuovo trailer di Resident Evil Requiem, il capitolo che segnerà una nuova era del survival horror. I fan hanno avuto un’anteprima esclusiva sulla storia di Grace Ashcroft, la giovane analista dell’FBI che dovrà affrontare i fantasmi del proprio passato.
Il filmato, mostrato durante l’evento, si concentra proprio sulle origini di Grace e sul legame diretto con la tragedia di Raccoon City, avvenuta 30 anni prima. La narrazione punta a un approccio più introspettivo, esplorando la dimensione psicologica della protagonista e il peso delle sue memorie traumatiche. Un mix che mira a rinnovare le dinamiche classiche della serie.
Un ritorno alle radici con uno sguardo al futuro
Resident Evil Requiem riprende l’essenza del survival horror, ma lo adatta al pubblico moderno. I giocatori vestiranno i panni di Grace in una nuova indagine che la condurrà nuovamente nei luoghi segnati dall’epidemia, tra misteri irrisolti e nuove minacce.
Il titolo arriverà il 27 febbraio 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC, con un comparto tecnico spinto al massimo per valorizzare ambienti inquietanti e atmosfere cupe. Secondo le prime anticipazioni, il gameplay proporrà esplorazione, gestione accurata delle risorse e scontri che esigeranno sangue freddo e precisione.
Oltre al gioco, Capcom ha celebrato un altro traguardo: il 30° anniversario della serie Resident Evil, che cadrà nel marzo 2026. Per l’occasione è stato svelato un logo celebrativo e un’illustrazione speciale che raffigura Grace insieme a personaggi iconici della saga. Una scelta che sottolinea il legame tra passato e futuro, mantenendo vivo lo spirito di una delle serie più longeve e amate della storia videoludica.
Con Resident Evil Requiem, Capcom punta a consolidare la sua posizione di leader nel genere horror, unendo tradizione e innovazione per conquistare sia i veterani della serie che i nuovi giocatori.
La domanda ora è inevitabile: secondo voi, Resident Evil Requiem riuscirà a superare le aspettative e a riportare la saga al livello dei suoi capitoli storici?
Il mondo di Resident Evil torna a far parlare di sé con l’uscita del nuovo trailer di Resident Evil Survival Unit, il titolo mobile strategico co-sviluppato da Aniplex e JoyCity. L’uscita globale è prevista nel corso del 2025 e riguarderà Giappone, Corea, Nord America, Europa e altri mercati asiatici.
Il trailer appena pubblicato non è un semplice spot: punta tutto sull’effetto cinematografico e mostra la combinazione di profondità strategica e gameplay veloce, due elementi chiave del progetto.
Trailer spettacolare e atmosfera da survival horror
Il video mette in scena alcuni dei personaggi più iconici della saga, offrendo ai giocatori la possibilità di creare vere e proprie squadre da sogno, composte da figure provenienti da diversi capitoli della serie. Una scelta che aggiunge valore alla componente di strategia, permettendo team inediti e combinazioni impensabili.
La produzione è stata affidata a Quebico, lo studio che ha realizzato il film d’animazione in 3DCG Resident Evil: Death Island. La qualità visiva è evidente: regia dinamica, dettagli curati e un montaggio che amplifica il ritmo serrato del gameplay. Tutto punta a immergere l’utente in un’esperienza mobile che non si limita al semplice spin-off, ma prova a restituire la stessa tensione dei capitoli principali.
La forza della musica: Queen Bee e “Mountain Hunt”
A rendere il trailer ancora più potente c’è la colonna sonora “Mountain Hunt” dei Queen Bee. La voce ipnotica di Avu-chan accompagna le immagini con una carica emotiva che alterna eleganza e drammaticità. Il brano esprime alla perfezione il conflitto tra cacciatore e preda, richiamando l’anima survival della serie.
Aniplex ha diffuso anche un messaggio speciale di Avu-chan, che racconta l’intensità del progetto e il legame del gruppo con l’universo di Resident Evil. Una scelta che mostra quanto il publisher stia puntando sul mix tra musica, estetica e gameplay per catturare un pubblico ampio, non solo di videogiocatori hardcore ma anche di appassionati di cultura pop giapponese.
Con questo trailer, Resident Evil Survival Unit si posiziona come una delle uscite mobile strategy più attese del 2025, pronta a unire fan storici e nuovi giocatori.
Secondo te, questo mix tra survival horror, strategia e musica riuscirà a convincere anche chi è abituato ai capitoli principali della saga?
Aniplex e JOYCITY Corporation hanno annunciato l’arrivo globale di Resident Evil Survival Unit, un nuovo gioco mobile di strategia ambientato in una linea temporale alternativa dell’universo Capcom. Il lancio è previsto per il 2025 su iOS e Android, con distribuzione in Giappone, Corea, Nord America, Europa e altre regioni asiatiche. Le pre-registrazioni sono già aperte.
Presentato durante lo showcase online dell’11 luglio, Resident Evil Survival Unit offre un primo sguardo concreto al progetto. La demo mostrata rivela un gioco pensato per il mobile, che abbandona l’impianto survival horror classico per abbracciare una struttura strategica e multiplayer, costruita su meccaniche di difesa in tempo reale.
Nuove regole per un universo familiare
Ambientato in un mondo parallelo, il gioco si apre in un ospedale abbandonato dove il protagonista si risveglia dopo esperimenti condotti dalla Umbrella Corporation. Da lì parte una storia originale, arricchita da ritorni noti come Leon S. Kennedy, Jill Valentine e Claire Redfield, utilizzabili per formare squadre cross-title con abilità e ruoli specifici.
Il cuore del gameplay è la gestione della propria base, un maniero personalizzabile che richiama l’estetica storica di Resident Evil. Al suo interno vivono i personaggi, si pianificano le missioni, si interagisce con NPC e si acquistano oggetti tramite il leggendario Weapons Merchant. Tutto ruota attorno a un ciclo di pianificazione, potenziamento e sopravvivenza.
Le battaglie difensive in tempo reale rappresentano il fulcro dell’azione. I nemici, ispirati alla mitologia della serie, richiedono un utilizzo strategico delle abilità e dell’ambiente. Tra questi, spicca Mortem, una nuova creatura originale firmata Yoshitaka Amano, illustratore di culto già noto per il suo lavoro su Final Fantasy. Il suo stile surreale aggiunge al gioco una dimensione visiva inquietante e psicologica.
Resident Evil Survival Unit non cerca di replicare la formula originale, ma la rielabora per un nuovo pubblico mobile, con enfasi su strategia, cooperazione e personalizzazione. L’obiettivo è offrire ai fan una nuova prospettiva sull’universo Capcom, senza rinunciare a tensione e atmosfera.
Secondo voi, il mobile è il posto giusto per espandere Resident Evil in chiave strategica? Fateci sapere nei commenti se questa svolta vi incuriosisce o vi lascia scettici.
Al Summer Game Fest 2025, Capcom ha aperto col botto: Resident Evil Requiem, nuovo capitolo principale della celebre saga survival horror, è stato presentato con un trailer intenso e visivamente impressionante. La data di uscita è fissata per il 27 febbraio 2026, su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC via Steam.
Il gioco segna un ritorno alle origini, riportando i giocatori a Raccoon City, il luogo simbolo dell’epidemia biologica che ha dato inizio all’incubo. Questa volta, però, l’obiettivo è chiaro: portare l’esperienza horror a un livello completamente nuovo, combinando azione ad alta tensione e orrore psicologico profondo.
Ritorno a Raccoon City, con un livello tecnico mai visto prima
Sviluppato con il motore proprietario RE ENGINE, Requiem sfrutta a pieno le capacità delle piattaforme attuali per offrire un realismo visivo inquietante. Dettagli come espressioni facciali, texture della pelle e persino gocce di sudore sono ricostruiti con una fedeltà maniacale, pensata per mantenere alta la tensione in ogni istante.
Il trailer mostra una Raccoon City più oscura che mai, con ambienti deformati, nuovi nemici e minacce sconosciute. L’atmosfera opprimente, unita a una narrazione più cupa, promette di far vivere ai giocatori una vera e propria discesa nell’angoscia. L’azione non mancherà, ma sarà integrata in un contesto più denso e disturbante, in linea con le radici horror della serie.
Resident Evil Requiem sarà doppiato e sottotitolato in oltre 15 lingue, rendendolo accessibile a un pubblico globale. La prima demo pubblica sarà giocabile alla Gamescom 2025, dando modo ai fan di toccare con mano il nuovo standard tecnico e narrativo del franchise.
Capcom ha già confermato che nel corso dell’anno arriveranno nuovi trailer e rivelazioni, a partire proprio dagli eventi Summer Game Fest Play Days.
Sei pronto a tornare dove tutto è cominciato? O questa volta Raccoon City finirà per inghiottirti del tutto?
Shinji Mikami è una delle personalità più iconiche e influenti dell’industria dei videogiochi. Con una carriera che abbraccia oltre tre decenni, il suo lavoro ha definito e ridefinito il genere survival horror e influenzato numerosi altri ambiti creativi. Dai primi successi con Resident Evil fino a Tango Gameworks, Mikami ha dimostrato un’incredibile versatilità e capacità di innovazione.
In questo articolo esploreremo i giochi più significativi della sua carriera. Non affronteremo affascinanti vintage come Disney’s Aladdin o innovative novità come Hi-Fi Rush, ma ci concentremo su quei videogiochi che hanno definito la carriera del maestro nipponico. Tra i migliori videogiochi ci sono anche diversi titoli che non hanno avuto il successo sperato come parte dei Capcom Five, ma che definiscono la carriera di Shinji Mikami. E allora partiamo a razzo, come farebbe il maestro Mikami con una delle sue amate auto da corsa!
1. Resident Evil (1996)
Resident Evil è il titolo che ha catapultato Shinji Mikami e il genere survival horror nell’Olimpo del gaming. Pubblicato per PlayStation nel 1996, il gioco introduce i giocatori nella terrificante villa Spencer, dove si affrontano zombie, enigmi e risorse limitate. L’innovativa telecamera fissa e il senso di vulnerabilità hanno reso l’esperienza unica, dando il via a uno dei franchise più importanti nella storia dei videogiochi.
Il successo del gioco ha ridefinito le aspettative del pubblico, creando un nuovo genere che avrebbe ispirato innumerevoli titoli futuri. La villa, con i suoi corridoi inquietanti e i momenti di puro terrore, rimane una delle ambientazioni più iconiche mai realizzate. Per molti è il primo tra i migliori videogiochi di Shinji Mikami.
2. Dino Crisis (1999, 2000)
Con Dino Crisis, Mikami dimostra che l’horror può funzionare anche al di fuori dei cliché degli zombie. Il primo capitolo, ambientato in una struttura infestata da dinosauri feroci, utilizza molte delle meccaniche di Resident Evil, ma introduce un ritmo più frenetico e un’ambientazione unica. I dinosauri, imprevedibili e veloci, rappresentano una minaccia diversa dai lenti zombie, rendendo ogni scontro un’esperienza adrenalinica.
Il sequel, Dino Crisis 2, vira verso l’azione pura, sacrificando parte dell’atmosfera horror a favore di un gameplay più immediato. Nonostante il cambiamento, il gioco fu accolto positivamente e consolidò la serie come uno dei punti forti della Capcom di quegli anni.
Capcom Five
Nel 2003, Capcom annunciò i Capcom Five, cinque giochi in esclusiva per Nintendo GameCube pensati per dimostrare le potenzialità della console e riaffermare la capacità innovativa dell’azienda. Shinji Mikami fu coinvolto in modo significativo in questo progetto ambizioso, che includeva titoli di grande varietà e originalità I cinque giochi sono: Viewtiful Joe, P.N.03, Dead Phoenix (cancellato), Killer7 e Resident Evil 4. Ci concentremo su tre di questi. Daremo quindi pace al povero Dead Phoenix, ma anche a Viewtiful Joe poiché creatura di Hideki Kamiya.
3. P.N.03 (2003)
P.N.03 è uno dei progetti più personali di Mikami tra i Capcom Five. Il gioco mette il giocatore nei panni di Vanessa Z. Schneider, un’agile mercenaria che combatte robot in un mondo futuristico. L’aspetto più distintivo del titolo è il movimento: Vanessa si muove con grazia, quasi come in una danza, mentre evita attacchi nemici e risponde al fuoco con precisione.
Nonostante le idee interessanti e il design minimalista, P.N.03 non fu un successo commerciale, anche a causa dello scarso appeal del Nintendo GameCube. Shinji Mikami ha rivelato in un’intervista che P.N.03 fu sviluppato solo in sei mesi e crede che con un po’ di più tempo sarebbe potuto essere un titolo eccezionale. Nonostante queste sfortune però il gioco rimane un esperimento affascinante, che riflette l’approccio unico di Mikami nel creare esperienze fuori dagli schemi.
4. Killer7 (2005)
Sviluppato da Suda51 e prodotto da Mikami, Killer7 è il titolo più eccentrico tra i Capcom Five. Questo gioco mescola elementi di avventura, sparatutto e narrazione surreale, raccontando la storia di un assassino con sette personalità diverse. La grafica stilizzata e la struttura narrativa non convenzionale fecero del gioco un’opera polarizzante, ma per molti un’esperienza indimenticabile.
Mikami ha definito Killer7 come il suo preferito tra i Capcom Five, apprezzandone il coraggio creativo e la capacità di rompere le regole tradizionali del game design.
5. Resident Evil 4 (2005)
Resident Evil 4 è senza dubbio il capolavoro di Mikami e il più noto dei Capcom Five. Con questo titolo, Mikami rivoluzionò il franchise, abbandonando le telecamere fisse e introducendo una prospettiva in terza persona che sarebbe diventata uno standard per i giochi action.
La trama segue Leon S. Kennedy, impegnato a salvare la figlia del presidente in un villaggio infestato da un culto sinistro. Le innovazioni nel gameplay, come il sistema di puntamento preciso e i combattimenti dinamici, hanno trasformato Resident Evil 4 in uno dei titoli più influenti di tutti i tempi.
6. God Hand (2006)
God Hand è un titolo che riflette il lato più sperimentale di Mikami. Si tratta di un beat’em up per PlayStation 2 che combina un gameplay impegnativo e personalizzabile con un umorismo surreale e volutamente esagerato. Nonostante le vendite modeste, il gioco è diventato un cult tra i fan grazie alla sua originalità e difficoltà.
7. Vanquish (2010)
Dopo aver lasciato Capcom, Mikami collaborò con PlatinumGames per creare Vanquish, uno sparatutto in terza persona adrenalinico e futuristico. Il gioco introduceva meccaniche innovative, come il sistema di scivolamento ad alta velocità, che rendevano ogni combattimento dinamico e spettacolare. Sebbene meno conosciuto rispetto ad altri videogiochi di Shinji Mikami, Vanquish è considerato un capolavoro di design e ritmo che rientra tra i migliori del maestro e non solo.
8. The Evil Within (2014, 2017)
Con la fondazione di Tango Gameworks, Mikami tornò alle radici horror con The Evil Within. Il gioco combina elementi classici del survival horror con una narrazione psicologica e un’atmosfera angosciante. Il sequel ampliò le possibilità, introducendo un mondo semiaperto e un focus maggiore sui personaggi.
Conclusione
Shinji Mikami ha attraversato generi e generazioni, lasciando un’impronta indelebile nel mondo dei videogiochi. I suoi lavori, dai tetri corridoi di Resident Evil agli spettacolari combattimenti di Vanquish e agli esperimenti visionari dei Capcom Five, continuano a ispirare giocatori e sviluppatori. E con in cantiere una nuova software house di sua proprietà, non vediamo l’ora di scoprire cosa il futuro riserverà a questo maestro dell’industria.
Durante un’intervista alla Milan Games Week, Shinji Mikami, uno dei più grandi nomi del gaming, ha affrontato una domanda spinosa riguardante Silent Hill. Dopo aver commentato il rapporto tra Resident Evil e il suo storico rivale videoludico, Mikami ha dichiarato senza esitazioni che non accetterebbe mai di lavorare a un capitolo della celebre saga targata Konami.
Alla domanda iniziale su cosa pensasse di Silent Hill e della presunta competizione con Resident Evil, Shinji Mikami ha sottolineato come i due titoli siano profondamente diversi. Per Mikami, c’è stata competizione, sì, ma non astio. Entrambi sono due giochi importanti che hanno lasciato un segno nella storia del survival horror, ha spiegato. Tuttavia, quando gli è stato chiesto se avrebbe mai considerato un incarico per sviluppare un nuovo capitolo della serie, la risposta è stata chiara: “No, non accetterei di lavorare a un Silent Hill“.
Le parole di Mikami dimostrano il suo rispetto per la serie, pur rimarcando una netta separazione tra i due universi creativi. Del resto, Silent Hill è una delle serie horror più influenti di sempre, capace di lasciare un’impronta indelebile nel settore grazie al suo approccio narrativo e alla profonda immersione emotiva. Dall’altra parte, Resident Evil, sviluppato sotto la guida di Mikami, ha definito il genere del survival horror moderno con il suo mix di tensione, combattimento e risoluzione di enigmi.
Nel momento in cui scriviamo questo articolo, si sono da poco concluse le festività legate ad Halloween e Ognissanti. Questa festa, semisconosciuta fino al decennio scorso, ha saputo imporsi con forza nell’immaginario collettivo, soprattutto grazie alle sue tinte horror. Le storie dell’orrore, infatti, esercitano da sempre enorme fascino ed influenza sulla nostra immaginazione. Parlando di videogiochi, il primo titolo che balza alla mente quando si parla di horror è certamente Resident Evil.
Nata nel 1996 grazie al lavoro di Shinji Mikami e Tokuro Fujiwara, la serie Capcom, il cui titolo originale in Giappone è Biohazard, ha saputo da subito conquistare il favore dei videogiocatori. Il perfetto mix tra grafica all’avanguardia, atmosfera coinvolgente e gameplay innovativo ha reso Resident Evil un enorme successo commerciale, nonché una delle saghe videoludiche più longeve in assoluto.
In attesa dell’annuncio del nono capitolo, ripercorriamo i momenti salienti della saga attraverso una classifica su quelli che, secondo noi, sono i migliori Resident Evil in termini di bellezza e importanza per la serie. Per questa classifica abbiamo deciso di unire insieme i titoli originali con le loro versioni remake, per cercare di includere più giochi e dare una panoramica quanto più completa possibile. Armatevi di coltello e pistola e preparatevi ad affrontare per l’ennesima volta gli zombi!
10. Resident Evil 3: Nemesis
Ultimo episodio della trilogia originale, Nemesis uscì nel 1999 sulla prima Playstation. Il gioco si svolge in contemporanea alle vicende di Resident Evil 2 e ci mette nei panni di Jill Valentine, per mostrare il suo punto di vista sulla vicenda. Caratteristica principale del gioco è la presenza del Nemesis, sorta di mega zombi quasi indistruttibile che ci darà la caccia praticamente per tutto il gioco.
Sebbene Nemesis sia stato bene accolto dai fan, è stato fin da subito ritenuto l’episodio meno riuscito della trilogia, soprattutto a causa della sua struttura, ormai trita e ritrita. Interessante come già ai tempi gli sviluppatori abbiano iniziato a virare verso un gameplay più improntato verso l’azione, ad esempio donando a Jill la possibilità di voltarsi di colpo tramite una giravolta.
Nel 2020 il gioco ha goduto anche di una versione remake, uscita per tutte le principali console moderne. Anche in questo caso, pur essendo stato generalmente ben accolto, il titolo è risultato inferiore al remake di Resident Evil 2, soprattutto a causa di una serie di modifiche alla trama e all’eliminazione di diversi contenuti.
9. Resident Evil Zero
Uscito nel 2002 sullo sfortunato Nintendo Gamecube, Resident evil Zero funge da prequel a tutta la serie. Zero mette il giocatore nei panni di Rebecca Chambers ed esplora le vicende del team Bravo, inviato ad indagare sugli strani omicidi avvenuti a Raccon City prima della famosa squadra Alpha (quella di Chris e Jill, per intenderci).
Il gioco propone l’insolita ambientazione di un treno in corsa e spreme fino al midollo tutte le possibilità del gameplay dei titoli originali. Proprio questa scelta, tuttavia, finisce col penalizzare il gameplay, che risulta troppo ridondante e ripetitivo, limitandosi a proporre situazioni già esplorate nei capitoli precedenti.
La trama, pur fornendo importanti retroscena, risulta contradditoria in diversi passaggi. Resident Evil Zero rientra tra i migliori giochi della sega e merita comunque di essere recuperato per la sua importanza ai fini della saga e per il suo comparto tecnico di tutto rispetto (soprattutto nella versione rimasterizzata uscita nel 2016).
8. Resident Evil 5
Uscito nel 2009 per PS3, Xbox 360 e PC, Resident Evil 5 segna più di ogni altro gioco la svolta action della saga. Ambientato nell’immaginaria regione africana di Kijuju, il gioco riporta in auge il personaggio di Chris redfield. Insieme alla new entry Sheva, il nostro eroe deve affrontare l’ennesima minaccia biologica, questa volta nella fittizia nazione africana di Kijuju.
Nonostante le forti perplessità di numerosi fan, RE 5 ha parecchie frecce al suo arco. La trama del gioco risulta coerente e ben scritta e propone un’ambientazione originale e funzionale. Anche il gameplay è estremamente solido e divertente. La netta presa di distanza dal passato permette di ricorrere a soluzioni di gioco innovative, proponendo situazioni nuove e coinvolgenti.
Se non conoscete la serie ma amate gli sparatutto e i giochi d’azione, RE 5 potrebbe addirittura essere uno dei capitoli più indicati per approcciare la saga.
7. Resident Evil Village
Seguito diretto di Resident Evil 7, Village (che abbiamo recensito) prosegue le avventure di Ethan. Il nostro protagonista si trova stavolta alle prese con una serie di oscuri segreti legati alla sua famiglia, nonché con gli innumerevoli orrori di uno sperduto villaggio europeo.
Village ripropone le atmosfere e i principali elementi di gameplay di Resident Evil 7, ma effettua una decisa sterzata verso l’azione. Rispetto ad altri episodi, tuttavia, Village riesce a trovare la quadra del cerchio, proponendo un sistema di gioco che equilibra perfettamente azione, horror e sopravvivenza.
Il gioco ha anche il merito di introdurre diverse figure carismatiche e ben caratterizzate, Lady Dimitrescu su tutte. Pur risultando inferiore a RE7 in termini di atmosfera e trama, Village resta un gioco di altissimo livello, in grado di farsi apprezzare da quasi ogni tipologia di giocatore.
6. Resident Evil: Revelations 2
Unico tra gli episodi spin-off a trovare spazio nella nostra classifica dei migliori Resident Evil. Revelations 2 uscì la prima volta nel 2015 per tutte le principali console. Dopo la mezza delusione Revelations, questo secondo spin-off riesce a proporre un prodotto decisamente più corposo e valido.
Il gioco propone ben quattro personaggi giocabili, ognuno dei quali si muove seguendo una trama coerente, ben scritta e che si incastra perfettamente coi titoli originali della serie, fornendo al contempo numerosi approfondimenti e retroscena.
Anche il gameplay risulta assolutamente di ottimo livello. Revelations 2 infatti unisce sapientemente le dinamiche survival horror dei primi episodi della saga sfruttando appieno le possibilità offerte dai nuovi e più prestanti hardware. Il risultato è un gioco coinvolgente e appassionante, che sarà apprezzato soprattutto dai nostalgici della trilogia originale.
5. Resident Evil 7: Biohazard
Il settimo episodio di Resident Evil ha indubbiamente segnato un punto di svolta. La scelta della visuale in prima persona e il ritorno alle atmosfere horror e alle meccaniche survival hanno reso Resident Evil 7 una sorta di nuovo inizio per la saga.
RE7 sceglie di virare dalle classiche atmosfere dei film sugli zombi, introducendo una nuova, terribile, minaccia. La famiglia Baker permette finalmente alla saga di allontanarsi dai suoi cliché, pur citando a piene mani dagli horror tradizionali (Non aprite quella porta su tutti).
La sensazione di tensione, angoscia e paura che RE 7 riesce a creare è davvero degna di nota e rende l’esperienza assolutamente memorabile. La scelta della visuale in soggettiva si rivela assolutamente azzeccata e contribuisce a innalzare alle stelle la sensazione di tensione e paura che permea tutto il gioco. Nessun amante del genere horror può lasciarsi sfuggire questo titolo!
4. Resident Evil
E come poteva mancare il capostipite dell’intera saga? Il primo Resident Evil aveva già molti degli elementi vincenti della serie. L’atmosfera lugubre e claustrofobica della villa, un’ enorme quantità di zombi e di creature mostruose con cui fare i conti, una trama avvincente e criptica e soprattutto un gameplay ostico ma decisamente originale, che obbliga il giocatore a razionare tutte le risorse a disposizione e ad agire sempre con la massima cautela per avere chance di portare a casa la pelle.
Non si tratta naturalmente di un gioco perfetto. I comandi tank risultano ostici ai neofiti e gli ambienti estremamente ristretti limitano molto le possibilità dei giocatori. Nonostante questo, il primo Resident Evil resta un grande classico nella storia dei videogiochi.
A voi la scelta. Potete recuperare l’originale per la prima PlayStation, in tutta la sua gloria a 32 bit, oppure affidarvi alla remastered del 2002, che offre una grafica ed un gameplay più appetibili e al passo coi tempi. Si tratta, in entrambi i casi, di due giochi eccellenti.
3. Resident Evil Code: Veronica
Medaglia di bronzo per uno dei capitoli più amati in assoluto della saga. Uscito originariamente su Dreamcast nel 2000, Code Veronica riesce a perfezionare e sublimare tutte le caratteristiche della trilogia originale.
Il gioco propone una trama elaborata ed avvincente, resa ancor più coinvolgente dal carisma dei personaggi. Anche il comparto tecnico resta di tutto rispetto e rende l’atmosfera del gioco ancor più sinistra e minacciosa.
Il gameplay, sebbene ancora molto legato alla tradizione, viene migliorato grazie al maggior numero di armi e oggetti e alla migliore fluidità dei movimenti. Del gioco è stata realizzata anche una versione X, disponibile per praticamente ogni piattaforma.
2. Resident Evil 4
Per molti, probabilmente anche lo stesso Shinji Mikami, RE4 è considerato il miglior tra i migliori Resident Evil della saga. Lo stesso non vale per noi ma è indubbio che il quarto capito sia un capolavoro che ha anche il pregio di aver segnato la prima vera rivoluzione nella serie. Il gioco presentacomandi molto più dinamici e agili rispetto ai giochi precedenti. Questo rende gli scontri molto più frenetici e improntati all’azione, pur senza tradire la natura survival del gioco.
Anche le meccaniche di gioco appaiono svecchiate, grazie all’uso della telecamera mobile e all’abbandono delle schermate fisse e degli stretti corridoi dei predecessori. Resident Evil 4 rinnova anche l’ambientazione di gioco, mettendoci nei panni di Leon Kennedy impegnato in una missione di salvataggio in uno sperduto villaggio spagnolo. Qui l’agente dovrà vedersela coi terribili Ganados, infetti ancora senzienti e, di conseguenza, molto più pericolosi degli zombie.
Uscito per la prima volta nel 2005 su Nintendo Gamecube, RE 4 ha ricevuto una versione remake nel 2023. Anche questa riedizione si è rivelata un prodotto di qualità eccellente, che vale la pena giocare sia se siete fan del gioco originale sia se non lo avete mai provato.
1. Resident Evil 2
Fin dalla sua prima apparizione, nel 1998, Resident Evil 2 è stato etichettato come capolavoro assoluto. Fino a quel momento, nessun altro gioco aveva dato la sensazione di trovarsi di fronte ad un vero film interattivo. Eppure, Resident Evil 2 è per noi il miglior capitolo della saga perché riesce a riprendere tutti i punti di forza del titolo originale, potenziandoli all’inverosimile.
L’incredibile regia, l’enorme quantità di colpi di scena, i mostri e le situazioni spaventose e iconiche hanno reso il secondo capitolo della saga una vera pietra miliare nella storia dei videogiochi. La fuga dalla centrale di polizia, gli scontri con Mr. X e l’incontro con l’enorme alligatore nelle fogne sono ancora oggi scene memorabili.
Sebbene il titolo originale mantenga un fascino vintage e risulti ancora piacevole da giocare, consigliamo assolutamente il remake del 2019. Quest’ultimo infatti mantiene totalmente intatto il fascino del gioco originale, aggiornandone il gameplay e rendendolo a tutti gli effetti un gioco moderno e tecnicamente superbo. Da provare assolutamente, anche se non siete fan del genere.