Il paranaturale torna a fare rumore. Remedy Entertainment ha lanciato in tutto il mondo Control Resonant, sequel del pluripremiato action del 2019, disponibile su Steam, Epic Games Store, PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Le edizioni fisiche per PS5 e Xbox arriveranno il 15 ottobre 2026.
Resonance cascade a Manhattan
Nei panni del protagonista c’è Dylan Faden, fratello di Jesse e figura chiave del primo capitolo, chiamato ad affrontare una crisi paranaturale che ha inghiottito una Manhattan deformata dalla realtà. Il suo arsenale ruota attorno ai poteri e all’Aberrant, un’arma da mischia mutaforma che cambia forma e stile di combattimento, contro nemici pericolosi e boss monumentali.
Il creative director Mikael Kasurinen parla di quasi sette anni di lavoro e di un action RPG paranaturale trasformato in un playground di scelte, potere e conseguenze. Soprattutto, rassicura i neofiti: non serve aver giocato il primo Control per entrare nel sequel. La critica internazionale ha risposto con entusiasmo: 10 su 10 per VICE, 9 su 10 per GameSpot, 5 su 5 per PC Mag, che lo indica già come contendente al Game of the Year, anche se il nuovo combat system divide alcune testate, come emerso nella nostra Bilancia della Critica su Control Resonant.
Per il pubblico italiano c’è una novità attesa da anni: Control Resonant è il primo titolo Remedy con doppiaggio completo in italiano, dopo che Control e Alan Wake 2 si erano fermati ai sottotitoli.
Il suono della risonanza
La colonna sonora si arricchisce di un nome pesante: i finlandesi Apocalyptica, icone del cello metal, firmano Upperhand, brano inedito che accompagna i titoli di apertura con la voce di Katrine dei Kalandra, già disponibile su Spotify, Apple Music e sulle principali piattaforme di streaming. Un sodalizio tutto finlandese che prosegue la tradizione musicale di Remedy, da sempre attenta al rapporto tra suono e narrazione, come sa bene chi ricorda gli Old Gods of Asgard di Alan Wake.
Ricca anche la parte merch: iam8bit propone una collezione con abbigliamento Corrupted Metro, un set di tazzine Atlantis Café, tre poster di propaganda del Federal Bureau of Control riprodotti 1:1 dalle controparti in-game e altro ancora, in pre-order fino al 26 ottobre con spedizioni previste nel primo trimestre 2027.
Oggetti alterati in vendita
La Standard Edition digitale costa 59,99 euro, mentre la Digital Deluxe Edition a 69,99 euro include l’outfit AWE Mission per Dylan, l’Untapped Artifact esclusivo (Wallet), un pacchetto di risorse iniziali, artbook digitale e colonna sonora originale. Sul fronte fisico, accanto alla Standard a 59,99 euro c’è la SteelBook Edition a 69,99 euro con tre stampe artistiche e poster. Il gioco supporta inoltre GeForce NOW, mentre una versione Mac per Steam e App Store arriverà entro fine anno.
Remedy arriva a questo lancio forte di un universo condiviso che, tra Max Payne, Alan Wake e Control, è diventato uno dei progetti autoriali più coerenti dell’industria. Control Resonant alza la scala, sposta l’azione dai corridoi brutalisti della Oldest House alle strade di New York e cambia protagonista: una somma di rischi che solo uno studio con una visione così precisa poteva permettersi. Se la critica ha ragione, il New Weird di Remedy ha appena trovato la sua forma più ambiziosa.
Quando Remedy Entertainment ha mostrato e spiegato per la prima volta Control Resonant, i dubbi non erano sulla qualità visiva o l’ambizione narrativa, mai in discussione per uno studio abituato a ridefinire i propri standard. Riguardava una scelta più radicale: cosa succede quando si prende un’opera nata con l’intento di bilanciare azione e narrazione, e la si trasforma in un mondo semi-aperto sbilanciato sulla volontà di creare caos?
Un salto di scala annunciato da mesi
Il Control originale del 2019 non fu un successo commerciale clamoroso, ma restò per anni un piccolo capolavoro di culto: 82 su Metacritic su PlayStation 4, 85 su PC, 84 su Xbox One. Numeri solidi, non straordinari, costruiti su un level design verticale e un’atmosfera che pochi altri studi sanno replicare. Resonant si presenta quindi con un’eredità precisa da rispettare, non un’asticella impossibile da raggiungere.
Remedy ha comunicato fin dall’annuncio, arrivato a dicembre 2025, l’intenzione di ampliare tanto la scala quanto il sistema di combattimento, virando verso meccaniche più simili a un action-RPG con alberi di abilità e un’ambientazione newyorkese meno contenuta della vecchia sede della Federal Bureau of Control. I provati pre-lancio, incluso quello firmato da Everyeye al Summer Game Fest, restituivano un’impressione entusiasta ma con più di un punto interrogativo proprio sul combattimento riscritto: un gioco descritto come “frenetico e misterioso”, ma ancora tutto da verificare nella sua interezza.
Dylan Faden eredita il peso della Oldest House
Il centro della storia si sposta su Dylan Faden, fratello di Jesse, la protagonista del primo capitolo, ed è proprio questo cambio di prospettiva il primo terreno di confronto tra le testate. GameSpot ne loda la caratterizzazione, definendo Resonant capace di offrire “qualcosa di indimenticabilmente unico” nell’incrocio tra il combattimento e la stranezza tipica dello studio finlandese. IGN, con un voto di 8 su 10, riconosce invece una struttura narrativa “più standard” rispetto all’originale, pur apprezzando il mondo che la circonda.
Game Informer descrive dinamiche tra i personaggi solide e un lore all’altezza del capitolo precedente. Non un salto di qualità clamoroso, ma nemmeno un passo indietro: la trama ha retto lo standard atteso, senza ridefinirlo.
New York capovolta: un level design atipico
Se c’è un fronte su cui la critica converge senza distinzioni, è l’ambientazione. SpazioGames (voto 8) parla apertamente delle migliori manipolazioni gravitazionali mai viste nel franchise, mentre GamesRadar, pur severo altrove, riconosce “sequenze mozzafiato”, con un segmento in un grattacielo capovolto definito il momento più alto dell’intera esperienza. Multiplayer.it (voto 8) sottolinea un level design costruito apposta per generare sorpresa continua.
New York, qui, non è solo uno sfondo più grande della vecchia Oldest House: è un concept narrativo a sé, distorto quanto basta per restare riconoscibile e al tempo stesso alieno. Su questo fronte Resonant non si limita a rispettare l’eredità dell’originale: la supera, e lo fa con margine.
Il combattimento che spacca in due il giudizio della critica
Qui la conversazione critica smette di essere unanime. GameSpot assegna il voto più alto tra le testate di riferimento (9 su 10) proprio celebrando il “combat design impeccabile” come cuore pulsante della nuova identità del franchise. Dall’altra parte, GamesRadar (3 stelle su 5, il voto più basso) descrive un loop “attack, attack, attack, dodge” che resta sostanzialmente immutato per le circa 25 ore della sua run, arrivando a parlare di combattimento “sconcertantemente ripetitivo”. Eurogamer, con lo stesso voto, nota che nel lasciarsi alle spalle la Oldest House il gioco abbandona parte della magia che rendeva speciale l’originale.
Multiplayer.it e SpazioGames si posizionano in una zona intermedia: promuovono il gioco con un voto alto, ma segnalano entrambi che “il bilanciamento avrebbe meritato più attenzione” e che i colpi risultano a tratti leggeri, privi della risposta fisica attesa da un combattimento ravvicinato. Sul fronte della durata, Remedy aveva dichiarato prima del lancio circa 30 ore per la sola storia e 50 per i completisti: quasi il doppio rispetto all’originale, una scelta coerente con l’ambizione dichiarata di scala maggiore, ma che amplifica ogni ripetitività non risolta nel sistema di combattimento.
Non è quindi un tema su cui la critica trovi un accordo: il gameplay non ha retto in modo uniforme lo standard atteso, e proprio da qui nasce la frattura che definisce il giudizio complessivo su Resonant.
Un comparto tecnico che regge, con qualche incrinatura
Sul piano visivo, l’accordo torna a essere ampio. GameSpot e GamesRadar concordano nel definire la direzione artistica uno dei punti più alti mai raggiunti dallo studio, mentre SpazioGames nota che la resa complessiva, pur notevole, non raggiunge i picchi fotorealistici toccati da Alan Wake 2, il precedente lavoro di Remedy. Multiplayer.it segnala inoltre artefatti di ricostruzione piuttosto aggressivi nella modalità a 60 fotogrammi al secondo su PlayStation 5, un compromesso tecnico legato alla scala più ampia del mondo di gioco.
Nel complesso, il comparto tecnico ha retto lo standard promesso, con qualche riserva che pesa più sull’ottimizzazione che sulla direzione artistica in sé.
Control Resonant ha diviso la critica
OpenCritic assegna a Control Resonant un punteggio aggregato di 84 (giudizio “Mighty”, top 7% dei giochi recensiti su 66 recensioni), mentre Metacritic si attesta sempre a 84 sulla piattaforma principale, PlayStation 5. La media aritmetica semplice delle testate di riferimento citate in questo pezzo si ferma invece a 7,51 su 10, un dato che da solo racconterebbe un consenso ampio ma tutt’altro che clamoroso.
È la lettura incrociata a raccontare la storia vera: il voto più alto, il 9 di GameSpot, e i voti più bassi, il 6 di Eurogamer e GamesRadar, si scostano dalla media di oltre 1,5 punti, e non per un capriccio isolato. Nascono entrambi dallo stesso elemento, il combattimento riscritto, letto da una parte come la nuova anima del franchise e dall’altra come il suo compromesso più costoso. Non è la classica sequenza di recensioni concordi con qualche voce fuori dal coro: è una vera e propria frattura, la stessa che il titolo di questa sezione porta in evidenza.
Control Resonant resta un’opera che pochi altri studi avrebbero avuto il coraggio di realizzare, un titolo che il videogiocatore affezionato al primo capitolo riconoscerà nell’ambientazione e nella scrittura, ma che gli chiederà di accettare un patto diverso su come si combatte dentro di essa. Chi cerca ancora l’eleganza contenuta della Oldest House potrebbe uscirne spiazzato. Chi è pronto a lasciarsi portare da una scala più ambiziosa troverà, probabilmente, il miglior Remedy possibile in questa nuova forma.
La colonna sonora scelta per accompagnare l’ultimo assaggio di Control Resonant prima del debutto è “My Favourite Game” dei The Cardigans, hit synth pop del 1998 che stride, e proprio per questo funziona, con l’estetica paranormale della saga. Mancano appena sette giorni al lancio, fissato per il 24 settembre, e lo studio finlandese ha scelto di chiudere la campagna promozionale con un tono più easter egg che epico.
Il filmato mostra Dylan Faden mentre scatena la piena forza del paranormale, tra scontri che deformano la realtà e boss fight su scala monumentale. Control Resonant sarà disponibile in formato digitale in tutto il mondo dal 24 settembre su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC tramite Steam ed Epic Games Store, con supporto GeForce NOW già al lancio. Le edizioni fisiche per PS5 e Xbox Series X|S seguiranno il 15 ottobre.
Dylan Faden e il salto nel paranormale
Control Resonant è il seguito, pluripremiato e acclamato dalla critica, di Control (2019). Il cambio di protagonista è il primo grande scarto rispetto all’originale: non più Jesse Faden, ma suo fratello Dylan, reduce da anni di prigionia nelle mani del Federal Bureau of Control e ora chiamato in prima persona ad affrontare una crisi paranaturale che sta divorando Manhattan. Il gameplay punta su forme diverse dell’Aberrant, l’arma modulare del gioco, da padroneggiare per avere la meglio su nemici sempre più minacciosi.
Il lancio arriva in una delle settimane più affollate dell’anno per le uscite AAA, con GTA 6 che ha spinto molti franchise a concentrarsi tra fine agosto e settembre. Il 24 settembre, giorno di debutto di Control Resonant, coincide non a caso con quello di Silent Hill: Townfall, altro titolo di punta di questo autunno videoludico.
Il menu delle edizioni
I preorder di Control Resonant sono già aperti e garantiscono il Pickpocket’s Tool Artifact, l’outfit Hiss Corruption per Dylan e, in esclusiva PlayStation, l’outfit Occult. La Standard Edition digitale costa 59,99 euro, mentre la Digital Deluxe Edition (69,99 euro) aggiunge l’outfit della missione AWE, l’artefatto esclusivo Untapped, un bundle di risorse iniziali, artbook digitale e colonna sonora originale: su PS5 include anche 48 ore di accesso anticipato.
Chi preferisce il supporto fisico dovrà attendere il 15 ottobre, quando arriveranno la Standard Edition e la SteelBook Edition, quest’ultima completa di steelbook, tre stampe artistiche e poster della key art. Una versione per Mac, tramite Steam e App Store, è prevista più avanti nel corso del 2026. A finanziare e coprodurre il titolo, insieme a Remedy Entertainment, è Annapurna Pictures, partner ormai stabile dello studio finlandese.
Una colonna sonora da Oldest House
Affidare il momento più delicato di una campagna marketing a un tormentone pop anziché a un pezzo orchestrale non è un caso isolato per Remedy. Lo studio ha costruito parte della propria identità autoriale proprio sulla scelta della musica: dal noir di Max Payne, che nel 2001 ha fatto la storia dei videogiochi anche grazie alla sua colonna sonora malinconica, fino alle sequenze musicali di Alan Wake 2, la playlist è sempre stata parte della narrazione tanto quanto la trama.
In questo senso, “My Favourite Game” non è solo un vezzo nostalgico: è la conferma che, a una settimana dal lancio, Remedy continua a giocare con le aspettative del pubblico esattamente come fa con la realtà nei suoi giochi, piegandola, distorcendola e rendendola, ancora una volta, la sua arma migliore.