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Come Bloodborne ha rivoluzionato i Soulslike: combattimento, lore e futuro del genere

Nel 2015, Bloodborne ha preso d’assalto il mondo dei videogiochi, distaccandosi da Dark Souls sia perchè non era un sequel e sia per offrire un’esperienza unica nel suo genere. Nonostante questo titolo di FromSoftware non abbia reinventato il concetto di difficoltà, atmosfera e narrativa criptica, Bloodborne è stato comunque speciale per fan e critica. Ma cosa lo ha reso tale?

Oltre alla sua ambigua e inquietante lore, Bloodborne ha ridefinito il gameplay e ha avuto un impatto profondo sui titoli futuri. In questo articolo, esploreremo come il più horror dei Soulslike di FromSoftware abbia innovato il sistema di combattimento, come la sua lore ha influenzato i giochi successivi e in che modo ha tracciato la strada per il futuro dei Soulslike.

Il Combat System: Velocità, Fluidità e Rischio

Uno dei cambiamenti più radicali che Bloodborne ha introdotto rispetto ai suoi predecessori è stato il sistema di combattimento. Se in Dark Souls il giocatore è invitato a ponderare ogni mossa con un approccio difensivo, Bloodborne ha spinto il gameplay verso una direzione completamente diversa. Il ritmo è frenetico, e la velocità dei combattimenti è molto più alta. La possibilità di utilizzare armi trasformabili come la spada che diventa una lama lunga o l’ascia che si trasforma in una grande mazza ha conferito al combattimento un aspetto dinamico e imprevedibile.

Insomma l’azione diventa il cuore del gameplay, con la necessità di spingersi sempre oltre i propri limiti. Sebbene la stamina giochi un ruolo fondamentale come in altri titoli Souls, la sua gestione in Bloodborne è un po’ diversa. Essendo il combattimento molto più aggressivo, la stamina è utilizzata per fare attacchi veloci e ripetuti, ma anche per schivare gli attacchi nemici. La mobilità è molto importante, e la possibilità di effettuare schivate rapide e precise permette di evitare danni senza dipendere eccessivamente da un blocco fisico. Le schivate sono molto più agili rispetto a Dark Souls, e la loro funzione è cruciale per evitare colpi fatali. Inoltre, la direzione in cui si schiva è molto importante, poiché ti permette di passare dietro o ai lati di nemici potenti, un’abilità che rende il combattimento ancora più tattico.

Questa filosofia si è estesa ai giochi successivi di FromSoftware, come Sekiro: Shadows Die Twice e Elden Ring, che continuano a enfatizzare un combattimento più rapido e più reattivo. In Elden Ring, ad esempio, la libertà di movimento e l’attenzione al tempismo dei colpi ricalcano molto da vicino l’impatto che Bloodborne ha avuto sul panorama dei giochi d’azione, In esso infatti il gameplay si è evoluto ulteriormente, fondendo le meccaniche di Bloodborne con quelle di Dark Souls, mantenendo un sistema di combattimento che premia sia l’aggressività che la difesa.

L’importanza della pistola

Oltre al combattimento corpo a corpo, Bloodborne introduce l’uso di armi da fuoco. Le pistole non sono solo decorative: sono strumenti fondamentali per il combat system. Possono essere utilizzate per stordire i nemici e aprire un’opportunità per un attacco devastante, in un meccanismo che aggiunge strategia. Ad esempio, colpire un nemico con la pistola mentre sta per attaccare ti permette di eseguire un colpo critico devastante.

Visceral Attacks e Parry

La meccanica di Parry è una delle più distintive di Bloodborne. Quando si riesce a parare un attacco nemico al momento giusto con una pistola si attiva un “Visceral Attack”. Questo attacco critico è letale e infligge un danno significativo al nemico, trasformando la lotta in uno scambio di colpi rapidi e brutali.

Il sistema di Visceral Attack è uno degli aspetti più soddisfacenti del gioco, poiché premia il tempismo perfetto. Se eseguito correttamente, si infligge un danno enorme.

La Lore: Follia, Divinità cosmiche e Mistero

Se Bloodborne ha rivoluzionato il gameplay, la sua lore è altrettanto affascinante e complessa. Ispirato dai racconti di H.P. Lovecraft, il gioco esplora il concetto di “horror cosmico”, dove le verità più sconcertanti sono troppo potenti per essere comprese dalla mente umana. La città di Yharnam, con il suo misterioso culto e la sua epidemia, è solo la punta dell’iceberg di una realtà ben più oscura e pericolosa.

Invece di seguire una trama lineare, Bloodborne racconta la sua storia attraverso frammenti di dialoghi, descrizioni di oggetti e gli ambienti stessi. La narrazione non è mai diretta, ma si svela poco a poco, con i giocatori che sono costretti a fare connessioni e teorie sulle origini del male che corrompe Yharnam e i suoi abitanti. Il concetto di “follia” è ricorrente, i personaggi più importanti del gioco sono spesso coloro che sono stati consumati dalla ricerca della verità, mentre gli orrori lovecraftiani che emergono man mano che il gioco prosegue spingono il giocatore a interrogarsi sulla natura stessa dell’universo. Elden Ring segue la stessa filosofia di storytelling.

La trama principale è nascosta dietro a leggende e misteri, che vengono svelati attraverso esplorazione, descrizioni di oggetti, e interazioni con NPC. La presenza di figure divine, la disgregazione dell’ordine cosmico e la corruzione di poteri superiori sono temi che riecheggiano le influenze lovecraftiane di Bloodborne. La lore di Elden Ring è ancora più vasta, ma la sua struttura di narrazione è sicuramente un’evoluzione di quella di Bloodborne, dove il giocatore è incoraggiato a fare ricerche, formulare teorie, e condividere scoperte con la community. Questo non è di certo una novità per I souls, ogni progetto della casa ha questo modello di storytelling ma forse Bloodborne ne ha una tra le più misteriose.

The Duskblood, la nuova esclusiva per Nintendo

Il gioco uscirà entro la fine del 2025. Ci sono stati anche alcuni trailer teaser che ci danno solo un assaggio ma si ipotizza che il gioco sarà rilasciato in una finestra di tempo simile a quella di altri titoli di grande impatto per la console. Annunciato il 2 aprile 2025 alla premier per Switch 2 il gioco si presenta come un seguito spirituale di Blodboorne ma facciamo chiarezza.

The Duskbloods non è un sequel di Bloodborne nonostante alcuni elementi possano inizialmente indurre in errore, si tratta piuttosto di un ambizioso titolo multiplayer action PvPvE, che si distingue per alcuni tratti nell’art design e delle scelte architettoniche che richiamano però molto le atmosfere di Bloodborne. Tuttavia, è fondamentale non lasciarsi ingannare:

The Duskbloods sviluppa una propria identità ben definita, che, per certi versi può sembrare più simile alla città di Krat in Lies of P che a Yharnam. Il trailer di presentazione di tre minuti, con cui FromSoftware ha ufficialmente svelato The Duskbloods pur mantenendo un alone di mistero su molti aspetti, il filmato offre comunque alcuni spunti significativi che consentono di intuire, almeno in parte,la direzione creativa intrapresa dal team di sviluppo. Tra questi spiccano un primo sguardo alla mappa di gioco e un’anteprima di alcune meccaniche di gameplay, interessante che abbiano voluto rimarcare la meccanica del salto introdotta per prima in Elden Ring e che sembra essere stata molto apprezzata dai fan.

Bloodborne 2 in arrivo?

Al momento, non ci sono conferme ufficiali su un possibile Bloodborne 2. Sebbene i fan sperino da tempo in un seguito, FromSoftware e Sony non hanno mai fatto dichiarazioni ufficiali su questo progetto. Ma hanno lasciato sempre indizi.

Il più grande ad esempio è stato quando hanno richiesto ad un famoso modder la rimozione della sua patch che trasformava il gioco in 60 FPS su pc. Una mossa fatta a distanza di quattro anni da quando è stata creata, cosi i fan hanno creato in loro un alone di speranza per un possibile progetto. Insomma se Bloodborne 2 dovesse diventare realtà, sarà sicuramente un evento da segnare sul calendario, ma per ora dobbiamo continuare ad aspettare notizie ufficiali. Mentre I fan continuano a dare la caccia alle belve a Yharnam in una notte di caccia senza fine sperando un giorno che I loro desideri vengano realizzati e che questo gioco fantastico possa riprendere vita in qualcosa di nuovo.

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Sony vuole comprare FromSoftware: confermata l’intenzione di acquisire Kadokawa

Sony vuole comprare FromSoftware: la notizia è ufficiale, con l’azienda giapponese che ha confermato il proprio interesse per l’acquisizione di Kadokawa Corporation, la società madre dello studio responsabile di capolavori come Elden Ring e la serie Dark Souls.

La conferma arriva direttamente da un rappresentante di Sony, citato nell’ultimo numero della rivista giapponese Weekly Bunshun. “È vero che abbiamo espresso le nostre intenzioni iniziali [di acquisire Kadokawa]. Preferiamo non commentare ulteriormente in questa fase,” ha dichiarato il portavoce.

La vicenda era emersa già a novembre, quando Kadokawa aveva rivelato di aver ricevuto una “lettera di intenti” da parte di Sony. Tuttavia, fino ad oggi, l’azienda non aveva rilasciato dichiarazioni ufficiali.

Un’acquisizione strategica

L’acquisizione di Kadokawa permetterebbe a Sony di rafforzare il proprio portafoglio di studi di sviluppo, assicurandosi una risorsa fondamentale nel panorama videoludico giapponese. FromSoftware, in particolare, è rinomata per la capacità di creare esperienze uniche e di grande impatto, come dimostrano i successi globali di Elden Ring e della saga di Dark Souls.

In un mercato sempre più competitivo, Sony sembra intenzionata a consolidare la propria posizione espandendo il controllo creativo su studi di sviluppo di alto profilo. L’acquisizione di Kadokawa includerebbe anche una vasta gamma di contenuti e proprietà intellettuali, rendendo questa mossa particolarmente significativa.

Cosa significa per i giocatori

Se l’operazione dovesse concludersi, i fan potrebbero aspettarsi una maggiore integrazione tra FromSoftware e le piattaforme di Sony, potenzialmente con nuovi giochi esclusivi per PlayStation. Questo scenario rafforzerebbe ulteriormente l’identità di Sony come leader nel mercato delle esperienze di gioco premium.

L’interesse di Sony dimostra quanto sia cruciale l’innovazione di studi come FromSoftware per definire il futuro del gaming. Resta da vedere come si evolverà la trattativa, ma una cosa è certa: il panorama videoludico è destinato a cambiare.

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Shadow of the Erdtree ha già venduto 5 milioni di copie

Bandai Namco ha pubblicato i primi dati di vendita di Elden Ring Shadow of the Erdtree. Nei primi tre giorni dall’uscita, l’action-RPG di FromSoftware ha venduto oltre 5 milioni di copie in tutto il mondo.

Definita l’espansione più grande mai realizzata da FromSoftware, nel DLC di Elden Ring i giocatori hanno potuto vagare nel Regno dell’Ombra, un mondo pieno di misteri, pericoli e minacciosi boss. Il DLC ha aggiunto diverse novità tra nuove magie, armi e armature. La trama, più cupa rispetto all’opera base, permette di svelare il lato oscuro della storia di Elden Ring.

Elden Ring Shadow of the Erdtree è disponibile per PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X/S, Xbox One e PC.

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Elden Ring, il DLC Shadow of the Erdtree ha una data d’uscita

Dopo due anni dall’arrivo di Elden Ring, Bandai Namco ha finalmente aggiunto nuovi dettagli sul prossimo DLC, Shadow of the Erdtree. Il publisher giapponese e From Software hanno pubblicato il primo trailer ufficiale dell’espansione, annunciando che la data d’uscita del DLC di Elden Ring sarà il 21 giugno.

Il trailer inizia su un’ambientazione che abbiamo già conosciuto per un boss opzionale del gioco principale e mostra nuovi nemici e boss fight, come una creatura leonina con la testa rotante e un’altra fatta interamente di fiamme. Ci sono anche nuove abilità, oggetti e armi, una delle quali sembra essere addirittura la testa di un orso.

Alla sua uscita il nuovo DLC di Elden Ring, potrà essere acquistato con diverse opzioni. Le Edizioni Base prevedono il solo DLC in forma digitale oppure la Elden Ring Shadow of the Erdtree Edition, composta da un bundle di Elden Ring su disco e l’espansione in digitale. Le versioni fisiche retail sono disponibili solamente per PlayStation 5 e Xbox Series X|S.

Le Premium Edition si dividono in due bundle: Premium Bundle con DLC, artbook e colonna sonora digitale; Deluxe Edition, composto come il Premium Bundle ma con il videogioco base. Infine, non può mancare la Collector’s Edition che include una statua (46cm) di “Messmer l’Impalatore”, l’artbook fisico da 40 pagine con copertina rigida e la colonna sonora in digitale.

Chi vuole infine esagerare può prenotare sul Bandai Namco Entertainment Store l’Elmo di Messmer l’Impalatore, personaggio centrale di Elden Ring Shadow of the Erdtree.

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