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Clair Obscure: Expedition 33 riceve i complimenti del presidente francese.

Come ormai saprete tutti, Clair Obscur: Expedition 33 ha dominato i The Game Awards 2025. Il titolo Sandfall ha infatti ottenuto ben 9 premi, tra cui quello per il gioco dell’anno. La notizia, sebbene sia stata totalmente ignorata dall’informazione nostrana, ha fatto parecchio scalpore. Persino il presidente francese, Emmanuel Macronsi è congratulato con Sandfall Interactive per l’incredibile risultato ottenuto. Ricordiamo infatti che mai nessun gioco aveva ottenuto nove premi distinti agli Awards.

Il presidente Macron si è congratulato tramite Instagram, dove ha affermato che la vittoria di Clair Obscur è motivo di grande orgoglio per la Francia intera. Non è stata la prima volta che Macron ha parlato di Clair Obscur. All’inizio dell’anno infatti si era complimentato con il team epr gli ottimi risultati di vendita raggiunti. Il presidente francese si dimostra molto attento all’andamento dei videogiochi francesi, considerando anche che ormai i videogiochi muovono una quantità di denaro non indifferente.

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Clair Obscur: Expedition 33 vince è il Game of The Year 2025

Clair Obscur: Expedition 33 si aggiudica il premio più prestigioso della serata agli The Game Awards 2025, conquistando il titolo di Game of the Year. Il titolo sviluppato da Sandfall Interactive supera una concorrenza di altissimo livello e conferma il suo impatto sull’industria videoludica nel corso dell’ultimo anno.

Il gioco, acclamato per la sua direzione artistica ispirata alla Belle Époque, per la narrativa particolarmente curata e per le sue soluzioni di gameplay ibride, aveva già raccolto numerosi riconoscimenti nel corso della stagione dei premi, risultando uno dei protagonisti anche ai Golden Joystick Awards 2025. La vittoria ai Game Awards arriva dopo un anno di forte attenzione mediatica e critica, alimentata anche dal sorprendente numero di nomination ricevute.

Secondo la giuria, Expedition 33 si è distinto per la capacità di unire una regia di alto livello a un worldbuilding originale e coerente, offrendo un’esperienza RPG moderna ma al tempo stesso ricca di riferimenti culturali e stilistici. Il successo del gioco rappresenta inoltre un risultato significativo per Sandfall Interactive, studio relativamente giovane che con questo riconoscimento entra ufficialmente tra i nomi più rilevanti della scena internazionale.

Con il premio di Game of the Year, Clair Obscur: Expedition 33 si posiziona come uno dei titoli più rappresentativi del 2025 e un possibile punto di riferimento per le produzioni narrative dei prossimi anni.

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Clair Obscur: Expedition 33 è un successo anche in Giappone

Clair Obscur: Expedition 33 ha venduto oltre 2 milioni di copie in meno di due settimane dal lancio, avvenuto il 24 aprile 2025. Lo ha annunciato Sandfall Interactive, piccolo studio francese al suo primo progetto, attraverso un post su X.

Il risultato è sorprendente, considerando che il titolo è disponibile su Xbox Game Pass fin dal day one. Nonostante ciò, le vendite a prezzo pieno sono state elevate, con 500.000 copie vendute nelle prime 24 ore e 1 milione in tre giorni.

Un successo che sfida le aspettative

Expedition 33 è un GDR a turni con elementi in tempo reale, ambientato in un mondo ispirato alla Belle Époque francese. La trama ruota attorno alla “Pittrice”, un’entità che ogni anno dipinge un numero su un monolite, causando la scomparsa di tutte le persone di quell’età.

Il gioco ha ricevuto lodi unanimi dalla critica, con una media di 92 su Metacritic, il punteggio più alto del 2025. Anche il pubblico ha risposto positivamente, esaurendo le copie fisiche nei negozi, un evento raro nell’era digitale.

Inaspettatamente, il titolo ha registrato ottimi risultati anche in Giappone, un mercato spesso difficile da penetrare per gli studi occidentali. Secondo quanto riportato da GameRant, Expedition 33 ha venduto oltre 150.000 copie solo nella prima settimana in Giappone, posizionandosi tra i primi 3 giochi più acquistati nel Paese durante quel periodo. Un risultato che conferma l’appeal internazionale del gioco, anche presso un pubblico storicamente legato alle produzioni locali.

Il successo ha attirato l’attenzione anche al di fuori del mondo videoludico. Il presidente francese Emmanuel Macron ha definito il gioco “un fulgido esempio di creatività e audacia francese”.

Con questi risultati, Clair Obscur: Expedition 33 si candida come uno dei principali contendenti al titolo di Gioco dell’Anno. Il suo successo dimostra come anche piccoli studi indipendenti possano competere con le grandi produzioni, puntando su originalità e qualità.

E voi, avete già provato Expedition 33? Pensate che meriti il titolo di Gioco dell’Anno?

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Editoriali

Clair Obscur: Expedition 33 – Diario di un condannato (con stile)

Mi chiamo… beh, non importa. Tanto tra poco non ci sarò più. Non è una frase da film noir, è proprio così che comincia Clair Obscur: Expedition 33. Ti svegli in una Parigi che non è Parigi, guardi in alto, e il monolite ti sussurra un numero: 33. Ed è lì che capisci. Il tuo tempo è finito. Un anno. Poi il Gommage – quella macabra magia dipinta dalla Pittrice – cancellerà te e chiunque altro abbia osato compiere quell’età.

E allora che fai? Ti unisci a una spedizione impossibile. Una manciata di anime segnate che decidono di sfidare l’inevitabile. Perché se proprio devo sparire, almeno provo a farlo lasciando un segno. Magari non nel mondo… ma su di me.

Un mondo pittorico che ti vuole morto (ma con eleganza)

Lumière. Sì, il nome è ironico. Perché questo mondo, per quanto splendido, è tutto fuorché luminoso. È un mosaico in chiaroscuro, fatto di rovine art nouveau, cieli viola e vicoli affrescati con la disperazione. Sandfall Interactive non ha creato un’ambientazione: ha preso un’enciclopedia artistica, ci ha versato sopra un po’ di Lovecraft, l’ha shakerata con un pizzico di Jrpg classico e ha servito il tutto su una tela sporca di sangue e ricordi.

Ogni zona che attraversi – dalle Biblioteche Scolpite al Giardino delle Ceneri – è un’opera d’arte da scoprire. O da temere. Perché qui ogni bellezza ha un prezzo, e spesso lo paghi in HP.

Arte, morte e Belle Époque: un mondo che ti guarda negli occhi

Il primo impatto con Expedition 33 è visivo. Ed è potente. Ambientato in un mondo ispirato alla Belle Époque francese – un’estetica raffinata, decadente, lussuosamente malinconica – Clair Obscur è un’opera che non ha paura di essere elegante, anche quando parla di annientamento.

Architetture scolpite, colori soffusi, ambienti carichi di simbolismo. È un Rpg che non scimmiotta la realtà: la reinventa con la grazia di un quadro impressionista e l’angoscia di un incubo romantico.

Ogni ambientazione, ogni dettaglio, è fatto per comunicare qualcosa. E anche se nulla è spiegato “a voce alta”, tutto – dai palazzi alle statue rotte – ti parla di un mondo al tramonto.

Il sistema di combattimento: balletto e proiettili

Chi ha detto che i turni sono noiosi non ha mai provato questo gioco. Sì, tecnicamente è un Rpg a turni. Ma nel mezzo del turno, devi premere al momento giusto, devi schivare, devi parare. Devi ballare. Ogni nemico è una coreografia diversa, e se sbagli passo, sei fuori. Letteralmente.

Chi pensa che “combattimento a turni” significhi passività non ha ancora provato a parare con tempismo una raffica di colpi mentre la musica accelera e il nemico muta forma davanti a te.

Clair Obscur adotta un sistema ibrido tra turni e azione, dove il tempismo è fondamentale. Ogni attacco può essere schivato, ogni parata ben eseguita può diventare un contrattacco. Il gameplay è un’alchimia di strategia e istinto, più simile a un ballo che a una scacchiera.

Ci sono meccaniche profonde:

  • Le Posture, che cambiano stile e abilità dei personaggi
  • I Pictos, potenziamenti passivi per costruire build uniche
  • Le Luminas, magie e poteri attivi da usare con intelligenza
  • E poi ci sono gli Attacchi Sfumati, che evolvono in base al contesto e al team

Ogni personaggio ha una funzione e una voce chiara in battaglia, senza cadere nel cliché del “tank, healer, dps”. Qui non si fa teoria dei ruoli, si crea sinergia

Più che narrativa, atmosfera

La trama di Expedition 33 non ti viene lanciata in faccia. Non ci sono lunghi monologhi o forzature. Il gioco ti accompagna in un mondo dove la morte non è un evento, ma una regola. Dove ogni personaggio è consapevole che il suo tempo è contato.

Eppure, non è mai pesante. Non è “dark” per il gusto di esserlo. È elegante. Lucido. Triste, ma mai cinico.

Ci sono dialoghi scritti con attenzione, missioni che ti raccontano più attraverso l’ambiente che con le parole, e una direzione artistica che ti fa sentire esattamente nel mezzo tra un sogno e un quadro.

Una storia scritta con inchiostro e sangue

Non aspettarti il classico “salva il mondo”. Qui si salva il senso stesso dell’esistenza. La narrazione ti prende per mano e poi ti lascia in un abisso esistenziale. Ti chiede cos’è che rende la vita degna di essere vissuta, se è davvero la longevità… o l’intensità.

Il tuo gruppo non è fatto di eroi. Sono condannati. Ognuno con la propria ferita, ognuno col proprio modo di affrontare la fine. Gustave, il comandante, sembra fatto di pietra ma nasconde cicatrici profonde. Maelle non parla mai più del necessario – e il suo silenzio pesa come una spada ancora nella guaina. Lune? Sembra fragile, ma ha la determinazione di chi ha visto troppo per la sua età. E Sciel… è puro istinto, ma anche puro cuore.

In mezzo a loro ci sei tu, che cerchi di tenere insieme il tutto mentre ogni missione ti porta più vicino alla fine.

Difetti? Sì. Ma a noi piacciono anche quelli

Diciamolo: Clair Obscur non è perfetto.

Le animazioni nei momenti meno importanti sono a volte legnose. I caricamenti non sono sempre rapidi. E su PC, l’ottimizzazione va a giornate alterne, soprattutto con configurazioni meno recenti.

Ma poi c’è la colonna sonora: suadente, drammatica, sospesa. Le musiche non accompagnano: guidano. Ti portano dentro lo stato d’animo dei personaggi, fanno da ponte tra il gioco e chi gioca. A volte, ti sorprendono con un crescendo che ti strappa il respiro.

Il doppiaggio (disponibile in francese e inglese) è ben recitato: ti fanno sentire davvero in un altro mondo.

Perché giocarci, anche se non è per tutti

Clair Obscur: Expedition 33 è un gioco che chiede qualcosa in cambio. Vuole che tu ascolti. Che tu rallenti. Che tu osservi, anche dove altri giochi ti direbbero di correre.

Non è per chi cerca solo adrenalina. Ma se ami gli Rpg che raccontano senza spiegare, che emozionano senza urlare, che osano con l’arte e con il gameplay… allora questo è un viaggio che devi fare.

E sì, magari a volte inciampa. Ma è come una poesia letta con un accento imperfetto: resta bellissima lo stesso.

Combattere non per vincere, ma per esserci

Ti resta un anno. Poco tempo. Eppure combatti. Non per sconfiggere la morte, ma per meritarla.

In un panorama videoludico dove spesso si combatte per ottenere qualcosa, Expedition 33 ti fa combattere per lasciare qualcosa. Un’eco. Un’impressione. Un segno.

Ed è raro, oggi, trovare un gioco che ti chieda di essere non solo un giocatore… ma una persona.

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