Parliamoci chiaro, così ci togliamo subito questo molare! Che poi, sarà una colpa? Forse no? Pokémon Pokopia è il mio primo gioco Pokémon…e da appassionato Nintendo e le sue IP forse la cosa stona un poco. Ma sicuramente mi sono avvicinato al titolo scevro da ogni condizionamento e da ogni atteggiamento da fanboy.
Quindi nessun ricordo di Gameboy, nessuna gioventù trascorsa con le Pokéball, nessuna generazione da difendere che canta odi alla città di Kanto.
Ma Pokopia è primo nelle classifiche con un boom al lancio non irrilevante, qualcosa di “magico” ci doveva essere, qualcosa del famoso “Nintendo style”…e volevamo scoprire cosa.
Combattimenti? Ma dove?
In Pokémon Pokopia non ho trovato, combattimenti a turni e neanche un monster catcher competitivo, ma ho trovato un solido lifesim alla Animal Crossing, un solido builder alla Minecraft ( e i blocchi che compongono il mondo di Pokémon Pokopia ce lo ricordano in ogni istante )…o forse, anzi sicuramente un misto fra i due in un contesto narrativo forse anche più serio di quanto la sua estetica morbida e giocosa voglia fare intendere.
Pokémon Pokopia è ambientato infatti in un mondo dopo la fine dell’umanità. Ciò che troviamo all’inizio del gico sono solo rovine, infrastrutture cadenti, tracce di un passato riconoscibile per chi conosce la serie, ma che per un neofita come me funzionano comunque come fantasmi di una civiltà scomparsa.

Ricostruire un passato
Il protagonista è un Ditto che ha assunto sembianze umane e che, attraverso la ricostruzione, pratica una sorta di “ecologia integrale”: si prende cura dell’ambiente e dei Pokémon che lo abitano, ricucendo un mondo spezzato. A dire il vero, più che abitarlo, anzi prima di abitarlo, il mondo deve essere prima ripopolato dai Pokémon.
Ed è principalmente in questo che dovrete aiutare, in qualità di Ditto, uno degli ultimi Pokémon rimasti, il Professor Tangrowth, vera e propria guida e tutorial del gioco.
Attraverso di lui infatti, il nostro eroico Ditto riuscirà a capire come ricreare i vari habitat per far tornare i Pokémon ormai scomparsi, come gestire le infrastrutture decadenti, come decifrare i monili ritrovati in giro per la mappa e come riutilizzarli.

Arredare? Si, grazie
In effetti, a pensarci bene, l’arredamento degli ambienti e delle dimore, per quanto divertente e forse necessario ai fini del gameplay, risulta posto in secondo piano rispetto al core target del titolo, ovvero ripopolare il mondo con i nostri amici animaletti e scoprire che fine abbiano fatto gli umani.
Ed è proprio qui che Pokémon Pokopia si distacca da Animal Crossing, lasciando la versione di “lifesim” passando a quella di un “cozy game post apocalittico”.
La linea voluta dagli sviluppatori risulta chiara anche dopo pochissime ore di gioco: raccogli risorse, costruisci o ricostruisci strutture, ospita Pokémon nei loro habitat, personalizza il mondo di gioco (se voluto) e si segue una linea narrativa leggera per sbloccare nuove aree e nuovi potenziamenti,
Tutto molto lineare, semplice e tutto maledettamente divertente e rilassante.

La cosa più spiazzante da neofita del brand è che in Pokémon Pokopia, i Pokémon non sono “trofei” da collezionare, non si catturano per combattere come nell’immaginario collettivo si può pensare quando si pensa ad un gioco Pokémon.
I simpatici animaletti sono fondamentalmente la fauna che ripopolerà il mondo di gioco, grazie agli habitat che il giocatore creerà, non sono strumenti ma ospiti indispensabili.
Cruciale per il proseguo della trama, ma vitale anche perchè aiuteranno l’utente a creare ciò che sarà richiesto dalla storia. Inoltre faranno richieste, doneranno oggetti utili, proporranno quiz, chiederanno all’utente di giocare con loro. Sono entità vive che faranno “compagnia” all’utente per tutto il gioco.

Un ritmo di gioco pensato per durare
Pokopia non è un titolo da “maratonare”: dà il meglio di sé quando lo si vive a piccole dosi, come un rituale quotidiano. Le attività sono brevi, ripetibili, ma mai punitive. La progressione è morbida, quasi terapeutica, e invita a tornare ogni giorno per aggiungere un tassello, migliorare un habitat, accogliere un nuovo Pokémon. È un design che strizza l’occhio ai giocatori che cercano un’esperienza rilassante ma non banale, e che vogliono un gioco che li accompagni nel tempo senza pressioni o scadenze.
Migliorare le condizioni di vita
Pokémon Pokopia è un titolo che sprona ad esplorare, premia quando si esplora, talvolta con nuovi progetti creativi, talvolta con oggetti rari, talvolta con oggetti utili per completare determinate missioni.
Il mondo di gioco è diviso da portali che vengono sbloccati ad ogni nuovo rango allenatore, ma abbiamo detto che in Pokémon Pokopia non si combatte. E allora come si migliora il rango?
Semplicemente migliorando lo stile di vite e le condizioni abitative dei Pokémon scoperti. Oltre che un obiettivo: una lezione di vita!
Ed è questa “lore” che non ti aspetti in un gioco Pokémon, peraltro un cozy game. In superficie colori rilassanti, serenità, in profondità senso di malinconia e di responsabilità di ricostruire, di ridare vita alle macerie per scoprire cosa è successo ai Pokémon ma soprattutto agli umani e capire cosa si può fare personalmente per far sì che l’umanità ritorni.
Un tassello alla volta, una storia da ricostruire…e proprio qui sta il bello di Pokémon Pokopia, nella ricerca e nella scoperta.

Colonna sonora: un abbraccio sonoro
La musica merita una menzione a parte. Le tracce sono delicate, minimali, costruite per accompagnare senza invadere. Non ci sono temi memorabili alla Pokémon tradizionale, ma c’è un tappeto sonoro che sostiene perfettamente l’atmosfera cozy e contemplativa del gioco. Le melodie cambiano in base alle aree e agli orari, contribuendo a dare identità ai luoghi e rendendo l’esplorazione ancora più piacevole.
Comparto tecnico
Tecnicamente il gioco si basa dunque su tre pilastri fondamentali: sistema di gioco, progressione e performance.
Sistema di gioco che prevede costruzione e terraformazione dell’ambiente di gioco, gestione dell’isola e sblocco nuove aree e quindi nuovi Pokémon, creazione habitat e personalizzazione avanzata degli ambienti;
Progressione che prevede curve morbide di apprendimento, una quest line narrativa che non diventa mai oppressiva ed infine caratteristiche da endgame aperto visto che sbloccato e ricostruito il grosso, il titolo si tramuta in un sandbox creativo;
Ed infine performance, ottime dobbiamo ammettere su Switch 2 con un frame rate stabile anche in aree densamente popolate, caricamenti brevi e menu chiari, controlli semplici pensati per la ripetitività delle azioni.
Pokopia è un cozy game con una coscienza, un builder che non si limita a farti costruire, ma ti chiede di riparare. Niente palestre, niente Lega, niente rivalità. Solo un Ditto, un mondo ferito e il tempo necessario per rimetterlo in piedi, un blocco alla volta. Pokopia è il punto d’ingresso ideale per chi non ha alcuna familiarità con la serie. Non richiede conoscenze pregresse, non ti chiede di imparare tipi, debolezze, meta o strategie. È un gioco che ti accoglie senza giudizio e ti lascia esplorare un mondo morbido, ricostruire un’isola ferita e convivere con creature che non devi “capire” per forza. Pokopia è un esperimento tanto coraggioso quanto riuscito, che prende l’iconografia della saga e la mette in un contesto completamente nuovo in uno spin-off riempitivo che risuona di capolavoro.
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Dettagli e Modus Operandi
- Piattaforme: Nintendo Switch 2
- Data uscita: 05 marzo 2026
- Prezzo: 69,99 euro ed.digitale, 79,99 euro ed.fisica
Ho giocato a Pokémon Pokopia su Switch 2.



