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I migliori giochi per Nintendo Switch 2: la classifica dei 19 titoli da avere

Nintendo Switch 2 è un enorme successo. In meno di un anno ha già venduto quasi 20 milioni di unità e il bello deve ancora arrivare. Mese dopo mese, si aggiungono sempre nuovi titoli. Nel primo anno le esclusive sono state poche, ma praticamente tutte di altissimo spessore. Questa classifica raccoglie le diciannove esperienze imperdibili disponibili sulla console di Nintendo – tra opere che arrivano per la prima volta su hardware Nintendo e riedizioni potenziate – per orientare tanto i neofiti quanto i veterani della piattaforma.

19. Kirby Air Riders

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Ventidue anni di attesa per un seguito che, sulla carta, nessuno si aspettava davvero.Kirby Air Riders è il sequel di Kirby Air Ride per GameCube, sviluppato da Bandai Namco Studios insieme a Sora Ltd. di Masahiro Sakurai. E la firma del creatore di Super Smash Bros. si sente ovunque: nei menu, nella struttura caotica delle partite, nella filosofia di un gioco che premia la dedizione quanto l’istinto. Non è un racing game nel senso tradizionale del termine: i veicoli accelerano da soli, e il compito del videogiocatore è frenare al momento giusto per accumulare energia e scatenarla in un turbo, affrontare rampe, raccogliere oggetti, assorbire abilità dai nemici come fuoco, spada e bomba.

Le modalità principali sono tre: Air Ride, City Trial e Top Ride, mentre il cuore pulsante dell’esperienza è il multiplayer, sia locale sia online. Su Nintendo Switch 2 il titolo gira a 60 fps stabili, con piste che spaziano da città futuristiche a foreste sognanti, e una colonna sonora curata da Hirokazu Ando e Jun Ishikawa. È un gioco divisivo per sua natura: chi si aspetta un rivale di Mario Kart resterà disorientato, chi abbraccia il caos creativo di Sakurai troverà qualcosa di unico nella libreria della console.

18. Super Mario Party Jamboree – Nintendo Switch 2 Edition + Jamboree TV

Jamboree è semplicemente il titolo più situazionale della selezione: il suo valore dipende interamente dal contesto sociale in cui si gioca. Un gioco per tutti, ma solo se ama condividere i videogiochi in compagnia. L’edizione Switch 2 include Jamboree TV, che trasforma la console in un centro di produzione per contenuti party – quiz, giochi di gruppo, attività interattive che usano le funzionalità dei Joy-Con 2 in modo creativo.

Per chi cerca un titolo da proporre in riunioni di famiglia o serate tra amici, è l’opzione più immediata e completa. Per il videogiocatore solitario, la priorità è ovunque altro in questa lista.

17. Leggende Pokémon: Z-A – Nintendo Switch 2 Edition

Lumiose City come non si era mai vista. Z-A costruisce sul concept di Leggende: Arceus, il precursore che nel 2022 ha ridisegnato la struttura del gameplay Pokémon, portando l’azione in un ambiente completamente urbano, in continua trasformazione. L’edizione Nintendo Switch 2 aggiunge contenuti esclusivi e sfrutta la risoluzione potenziata per rendere la città francese del mondo Pokémon più dettagliata che mai.

È un titolo che guarda avanti: Lumiose è un laboratorio di game design urbano che potrebbe indicare la direzione futura della serie, anche se la strada non è ancora effettivamente definita.

16. Mario Tennis Fever

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Camelot si è data un obiettivo preciso: fare il capitolo più completo, più rifinito e più sportivo della serie. Mario Tennis Fever arriva su Nintendo Switch 2 il 12 febbraio 2026 con 38 personaggi giocabili – il numero più alto nella storia del franchise – e un sistema di gioco che rilegge la formula di Mario Tennis Aces senza limitarsi a riprodurla.

Il gameplay risulta leggermente più arcade e immediato rispetto al predecessore, ma la vera novità sta nelle Racchette Frenesia: trenta varianti selezionabili prima di scendere in campo, ognuna con un potere speciale da scatenare caricando una barra dedicata. Si passa da scatti istantanei verso la pallina a momenti di invisibilità totale, dall’evocazione di palle di fuoco a pozzanghere di melma sul campo avversario.

La modalità storia è l’elemento meno convincente ma il multiplayer, tanto locale quanto online, è dove il titolo esprime tutto il suo potenziale. Un arcade solido, visivamente curato, pensato per essere consumato in compagnia.

15. Xenoblade Chronicles X: Definitive Edition – Nintendo Switch 2 Edition

Il capitolo più ambizioso, e meno accessibile, della saga di Monolith Soft. Un pianeta alieno, Mira, da esplorare a piedi e a bordo dei Doll, i mech da combattimento, in un JRPG open world che a suo tempo era troppo in anticipo sull’hardware Wii U per essere apprezzato pienamente.

Su Nintendo Switch 2, l’edizione definitiva aggiorna grafica e contenuti, aggiungendo sezioni di trama inedite per colmare alcune lacune narrative dell’originale. Per chi ama i JRPG di ampio respiro, non esiste alternativa all’altezza su questa piattaforma.

14. Animal Crossing: New Horizons – Nintendo Switch 2 Edition

Animal Crossing

New Horizons ha accompagnato il mondo durante un periodo difficile, diventando il titolo Nintendo più venduto di sempre con oltre 45 milioni di copie. L’edizione per Switch 2 raccoglie tutti i contenuti aggiuntivi distribuiti negli anni, risoluzione migliorata e alcuni interventi di qualità della vita nel gameplay che i veterani dell’isola apprezzeranno.

Non è una rivoluzione, ma è la versione definitiva di un’opera che ha ridefinito il concetto di gioco di simulazione sociale. Per chi non l’ha vissuto, è ancora un’esperienza capace di costruire dipendenza.

13. Metroid Prime 4: Beyond – Nintendo Switch 2 Edition

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Diciotto anni di attesa. Metroid Prime 4 è arrivato, ed è arrivato bene. Samus torna in prima persona in un titolo che ha tutte le caratteristiche del genere che ha contribuito a definire: un mondo alieno da esplorare, potenziamenti progressivi, atmosfera densa. L’edizione Switch 2 è quella ottimale, con risoluzione e frame rate adeguati a un’esperienza che su prima Switch risultava già solida ma non al massimo delle proprie possibilità.

Beyond è un ottimo titolo che sarà apprezzato dagli appassionati della serie e un ottimo punto d’ingresso per chi non ha mai esplorato la galassia di Metroid.

12. Super Mario Bros. Wonder – Nintendo Switch 2 Edition + Tutti al Parco Bellabel

Super Mario Bros. Wonder è stato, nel 2023, la dimostrazione che il platform bidimensionale di Nintendo non aveva esaurito le idee. I Fiori Meraviglia trasformano ogni livello in qualcosa di radicalmente diverso da sé stesso, rendendo ogni stage una sorpresa. L’edizione per Nintendo Switch 2 include il contenuto aggiuntivo Tutti al Parco Bellabel, che espande l’esperienza con nuovi livelli e modalità cooperative.

Per chi cerca un titolo da condividere, è tra le scelte più immediate: accessibile per i neofiti, mai banale per i veterani.

11. Hyrule Warriors: L’era dell’esilio

Non è uno Zelda nel senso canonico, ma L’era dell’esilio è qualcosa di più di un semplice musou. Il gioco – uscito il 6 novembre 2025 in esclusiva su Nintendo Switch 2 – riempie uno dei vuoti narrativi più sentiti dai fan della serie, ambientandosi nel periodo tra Breath of the Wild e Tears of the Kingdom e raccontando la caduta di Hyrule attraverso personaggi che in quegli episodi erano già presenti ma mai approfonditi.

Il gameplay da musou – centinaia di nemici sullo schermo, combo spettacolari, obiettivi multipli simultanei – beneficia in modo diretto della potenza di Nintendo Switch 2: il confronto con il primo Hyrule Warriors o con Age of Calamity su prima Switch è immediato, tanto in fluidità quanto in densità degli scenari.

10. The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom – Nintendo Switch 2 Edition

Tears of the Kingdom ha voluto dimostrare che Hyrule poteva essere esplorata verticalmente, non solo in orizzontale. Le costruzioni, il Potere dell’Ascesa, i meccanismi profondi del game design hanno reso questo capitolo un’opera capace di stare al fianco di Breath of the Wild senza limitarsi a imitarlo.

La Nintendo Switch 2 Edition porta risoluzione migliorata, frame rate stabile a 60fps e supporto alle nuove funzionalità dei Joy-Con 2. Per chi lo ha già completato sulla prima Switch, non è un motivo sufficiente per ricominciare da capo. Per chi non lo ha mai toccato, è il punto di partenza ideale.

9. Cyberpunk 2077: Ultimate Edition

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La storia di Cyberpunk 2077 è nota: lancio caotico nel 2020, poi una redenzione progressiva che ha trasformato il titolo in uno dei giochi di ruolo più completi della generazione. L’Ultimate Edition porta su Nintendo Switch 2 non solo il gioco base nella sua forma definitiva, ma anche l’espansione Phantom Liberty, che da sola vale il prezzo del biglietto.

Night City in formato portatile era tecnicamente impensabile fino a pochi anni fa. Il risultato su Nintendo Switch 2 non è perfetto, ma è sorprendentemente vicino all’esperienza PC a impostazioni medie, il che è già un risultato notevole.

8. Final Fantasy VII Remake Intergrade

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L’epopea di Cloud Strife e dell’Avalanche trova finalmente casa su Nintendo, dopo anni di esclusività PlayStation. Intergrade include tanto il Remake originale quanto il capitolo dedicato a Yuffie, per un’esperienza complessiva che supera le sessanta ore. Il sistema di combattimento, che fonde azione in tempo reale e pause strategiche, rimane tra i più riusciti del genere.

Su Nintendo Switch 2, il titolo gira senza tagli significativi, merito di un lavoro di porting curato. Per gli appassionati di JRPG che non avevano avuto accesso alla saga, è un arrivo atteso da tempo.

7. Elden Ring – Tarnished Edition

Elden Ring è l’opera che ha portato FromSoftware al grande pubblico. La Tarnished Edition raccoglie il gioco base e tutta l’espansione Shadow of the Erdtree in un’unica edizione ottimizzata per Nintendo Switch 2: risoluzione e prestazioni sono state curate per non tradire un titolo che, su PC e console di ultima generazione, è già considerato un capolavoro della generazione.

Portare l’Hinterland su una console portatile è un fatto tecnico rilevante. Il frame rate regge, la complessità degli ambienti è preservata. Per chi non l’avesse ancora vissuto, questa è probabilmente la versione più comoda in assoluto per farlo.

6. Mario Kart World

Sedici piste non sono più sufficienti. Mario Kart World introduce un open world percorribile in gara, connettendo i circuiti in un unico territorio esplorabile — un salto concettuale che nessun capitolo precedente aveva osato. La modalità Free Roam permette di esplorare liberamente vaste mappe ispirate ai regni di Mario tra una gara e l’altra, mentre il multiplayer supporta fino a 24 giocatori in contemporanea, un record per il franchise. Il gameplay resta quello iconico della serie, immediato per i neofiti e stratificato per i veterani, ma l’architettura del gioco è completamente nuova.

È il titolo che, più di ogni altro in lista, sfrutta le capacità di Nintendo Switch 2 per proporre qualcosa di strutturalmente impossibile sulla prima Switch: non per limiti di fantasia, ma di pura potenza di calcolo.

5. Yoshi and the Mysterious Book

Un’enciclopedia parlante che cade dal cielo sull’isola degli Yoshi: è da qui che prende il via il nono capitolo della serie, sviluppato da Good-Feel e uscito il 21 maggio 2026 in esclusiva su Nintendo Switch 2. Il concept è tanto semplice quanto fertile: ogni livello è un capitolo dal libro Enzo, popolato da creature con attributi unici.

Il videogiocatore esplora l’habitat, interagisce con le creature nei modi tipici di Yoshi e tra un calpestio e una leccata, man mano ne scopre le proprietà. Non c’è un game over: cadere in un abisso riporta semplicemente in posizione sicura, e i nemici tradizionali lasciano il posto a creature bizzarre da studiare più che da combattere.

L’estetica è tra le più ambiziose della serie: gli ambienti interni al libro adottano uno stile stop-motion a frame rate volutamente ridotto, che dà alle creature un movimento scattoso e artigianale in netto contrasto con la fluidità del mondo esterno. Su Nintendo Switch 2 la risoluzione in 4K in modalità dock valorizza ogni dettaglio delle tavole animate. Yoshi and the Mysterious Book è un titolo rilassato, fatto per chi abbraccia la filosofia della scoperta e dell’esplorazione.

4. Resident Evil Requiem

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Capcom ha costruito il suo revival su due pilastri: terrore e azione. Resident Evil Requiem arriva su Nintendo Switch 2 con uno scopo ben preciso: dare un segnale preciso di quanto la nuova console sia diventata una destinazione credibile anche per il mercato delle produzioni third-party più ambiziose. La visuale in prima persona, già collaudata con il settimo e l’ottavo capitolo, qui raggiunge un equilibrio quasi chirurgico tra esplorazione e combattimento.

Per la prima volta, un capitolo principale della serie di Capcom gira su hardware Nintendo senza compromessi tecnici visibili. Requiem è non solo un survival horror riuscito: è anche la prova che Nintendo Switch 2 può reggere il confronto con le altre piattaforme.

3. Pokémon Pokopia

Un concept inedito per la serie: Pokopia costruisce una città insieme al videogiocatore, integrando cattura, allenamento e gestione urbana in un sistema che si alimenta da solo. Uscito il 5 marzo 2026 in esclusiva su Nintendo Switch 2, è il passo più coraggioso che Game Freak abbia fatto dagli anni della prima generazione: la console di Nintendo genera ambienti urbani densi e vivi in modo impensabile sulle hardware precedenti, e la città cresce e cambia in funzione delle scelte del videogiocatore.

Non è un titolo per soli appassionati della serie: è un gioco che ridisegna cosa può essere Pokémon, allargando il pubblico senza tradire i veterani. Il successo è stato clamoroso per uno spin-off. In molti vi diranno che è il miglior titolo della libreria Switch 2.

2. The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Nintendo Switch 2 Edition

Breath of the Wild ha cambiato la storia dei giochi open world nel 2017. Quasi un decennio dopo, arriva su Nintendo Switch 2 con un upgrade che non si limita alla risoluzione: frame rate stabile a 60fps, tempi di caricamento ridotti, supporto al mouse integrato nei Joy-Con 2. Per chi non lo ha mai vissuto, è il momento giusto. Per i veterani, è l’occasione di ritrovare Hyrule nella sua forma più nitida.

L’opera di Nintendo EAD rimane uno degli standard di riferimento per il game design emergente: ogni meccanica ne alimenta un’altra, ogni angolo del mondo merita esplorazione. In questa edizione potenziata, l’esperienza è finalmente all’altezza della visione originale.

1. Donkey Kong Bananza

La sorpresa che nessuno si aspettava. Donkey Kong Bananza è il titolo d’esordio pensato specificamente per Nintendo Switch 2, e arriva a dimostrare fin dal lancio di cosa è capace la nuova piattaforma: ambienti enormi, completamente distruttibili, in cui ogni roccia, ogni parete, ogni struttura può essere frantumata con le mani. Non è un dettaglio estetico: è il cuore del game design. La fisica della distruzione ridefinisce come ci si muove all’interno del gioco, trasformando ogni area in un problema da risolvere in prima persona, letteralmente.

Bananza riporta il gorilla più famoso di Nintendo al centro della scena dopo anni di ruoli secondari, e lo fa con un’opera che guarda alla profondità di Mario Odyssey senza mai smettere di avere una sua identità fortissima. Il primo posto non è in discussione.

Conclusione

Nintendo Switch 2 è già, a meno di un anno dal lancio, una delle librerie più ricche nella storia del gaming portatile. Diciannove titoli, tra esclusive, conversioni e upgrade, che coprono generi, stili e pubblici diversi, e che insieme definiscono il profilo di una console che sicuramente sarà in grado di stare al centro della scena per anni.

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JRPG

Anime, archetipi e alter ego: l’evoluzione dell’evocazione nei JRPG

L’evocazione, nei JRPG, è diventata molto più di un semplice atto magico.
Non è più solo l’effetto spettacolare che fa comparire una creatura potente: è una meccanica centrale, ma anche un’estensione narrativa e tematica del protagonista. Un modo per combattere, ma anche per raccontare. Per parlare di sé attraverso l’altro.

Nel corso degli ultimi vent’anni, alcuni dei giochi di ruolo giapponesi più importanti hanno costruito i loro sistemi su un’idea molto chiara:
la forza del personaggio non si misura solo nelle sue abilità, ma anche in ciò che è in grado di evocare, fondere, dominare o comprendere.

Questo articolo è un’analisi comparata di tre serie che hanno trasformato l’evocazione in qualcosa di più profondo di una funzione:
Persona, Shin Megami Tensei e Xenoblade Chronicles.

Final Fantasy – Dove l’evocazione è spettacolo, potere e mito

Quando si parla di evocazioni nei JRPG, è impossibile non partire da qui.
Per milioni di giocatori, il primo contatto con il concetto di “summon” è arrivato guardando un Ifrit infuocato scatenarsi su uno schermo a tubo catodico. Fin dai primi capitoli, ma soprattutto a partire da Final Fantasy IV e VI, le evocazioni – Esper, Eidolon, Guardian Force, Eikon, chiamatele come volete – sono state simbolo di potenza e mistero.

In Final Fantasy, l’evocazione è spettacolo. È l’animazione da un minuto che aspetti con impazienza.
Ma è anche una manifestazione mitologica: creature come Shiva, Bahamut, Leviathan, Odin sono entrate nell’immaginario collettivo del videogiocatore.

Non sempre però hanno avuto un ruolo centrale nel gameplay.
In FFVI gli Esper sono collegati alla magia e alla crescita dei personaggi.
In FFVIII le Guardian Forces sono equipaggiabili, potenziabili, e cancellano in parte la memoria degli eroi. In FFX, ogni evocazione è un’unità combattente a sé. E in Final Fantasy XVI, gli Eikon diventano parte integrante della narrativa e delle bossfight, con un impatto cinematografico senza precedenti.

Ma quasi mai l’evocazione in Final Fantasy diventa una scelta identitaria. È potere puro, sì, ma non è specchio del sé. È per questo che, nonostante il peso mitico delle summon, altri giochi – come Persona, SMT o Xenoblade – hanno portato il concetto più in profondità, legandolo al personaggio, alla crescita, e alla morale.

Persona – L’evocazione come subconscio sociale

Con Persona 3, Atlus ha rivoluzionato il concetto stesso di evocazione.
Nel sistema di gioco, il protagonista può evocare e fondere Personae: entità ispirate alla mitologia, all’esoterismo, agli archetipi junghiani. Ma non si tratta solo di collezionare mostri.

Ogni Persona è una manifestazione dell’inconscio. Nella narrazione, queste entità rappresentano i lati nascosti del sé. La “maschera” che il personaggio indossa per affrontare il mondo. Il protagonista, a differenza dei comprimari, ha il potere del Wild Card: può cambiare Persona, fondere archetipi, trasformarsi, adattarsi.

Questo potere è legato direttamente al sistema dei Social Link/Confidant:
più approfondisci le relazioni con i personaggi secondari, più puoi evocare e fondere Personae potenti della loro Arcana corrispondente.

A livello meccanico, l’evocazione è integrata nell’esperienza quotidiana di gioco. A livello narrativo, potenziare le tue evocazioni significa ascoltare, empatizzare, crescere. A livello simbolico, ogni Persona è un volto, ma anche una trasformazione.

Con Persona 4 e Persona 5, il sistema si è raffinato: più stili, più libertà, più profondità, e un’identità artistica inconfondibile. Con Metaphor: ReFantazio all’orizzonte, Atlus si è preparata a spostare questo approccio in un contesto fantasy, ma con Archetype al posto dei Personae. Il concetto resta lo stesso: la forza si manifesta attraverso ciò che decidi di diventare.

Shin Megami Tensei – Il demone è strumento, potere, scelta morale

La serie madre di Persona, Shin Megami Tensei, ha sempre avuto un approccio più freddo, sistemico e crudo.
Qui l’evocazione non è un riflesso del sé, ma una trattativa col potere.

I demoni non si ottengono per affetto, ma per negoziazione. In battaglia puoi parlare con loro, convincerli a unirsi a te offrendo denaro, oggetti, risposte convincenti. Alcuni mentono. Altri ti deridono. Non c’è certezza. Solo calcolo.

Il sistema di fusione è matematico, con affinità elementali, eredità di skill ed evoluzioni controllabili solo in parte. Ogni demone può essere usato per crearne altri. La rotazione è continua, utilitaristica.

Anche qui, però, il sistema ha un peso narrativo. In SMT, il mondo finisce quasi sempre. E poi devi scegliere tra tre grandi allineamenti: Legge, Caos, o Neutralità. I demoni che scegli di evocare riflettono la tua visione del mondo, anche se in modo più meccanico che personale.

L’evocazione in SMT è totale: la tua squadra è fatta solo da demoni.
Le scelte che fai hanno impatti permanenti. Il party perfetto non si costruisce con l’intuito, ma con studio, errori, esperimenti.

Shin Megami Tensei V ha portato questo modello con nuovi sistemi (open world, Magatsuhi skills, affinamenti alle fusioni) restando comunque fedele alla sua brutalità. Non c’è empatia. C’è potere. E va saputo gestire.

Xenoblade Chronicles – L’evocazione come legame spirituale

In Xenoblade Chronicles 2, l’evocazione si incarna nei Blade: entità legate ai personaggi principali, create attraverso rituali, rarità e cristalli.
A differenza di Persona o SMT, qui i Blade non sono intercambiabili in senso meccanico: hanno personalità, storie, voci, missioni.

Il sistema Blade introduce una relazione bidirezionale tra evocatore ed evocato: il personaggio influenza lo sviluppo del Blade, ma anche viceversa. Le sinergie si riflettono nel gameplay, con affinità elementali, combo da concatenare, attacchi combinati.

In Xenoblade 3, il sistema evolve: i personaggi possono fondersi in Ouroboros, creature ibride che rappresentano la fusione tra due anime.
È l’esatto opposto della “classe fissa”: è una danza tra identità.
Un’unione che cambia abilità, narrativa, e destino.

Xenoblade sposta il focus dell’evocazione dal potere al legame.
Ogni Blade, ogni Ouroboros, è un’estensione della relazione tra i personaggi, e non solo un mezzo per fare più danno.

L’evocazione come design e filosofia

A livello di game design, l’evocazione è una risposta intelligente al problema della varietà nel party. Permette di creare un sistema modulare, personalizzabile, profondo. Ma nei casi migliori – come quelli analizzati – diventa anche parte del messaggio del gioco.

In Persona, evoca chi sei e chi vuoi diventare. In Shin Megami Tensei, evoca ciò che puoi dominare – o ciò che ti rappresenta nella tua ideologia.
In Xenoblade, evoca ciò con cui riesci a creare un legame.

Questi giochi non ti chiedono solo di equipaggiare qualcosa. Ti chiedono di decidere chi sei, attraverso ciò che evochi.

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Xenoblade Chronicles X: Definitive Edition arriva su Nintendo Switch

Dal 20 marzo 2025, i fan di Xenoblade Chronicles possono finalmente giocare a Xenoblade Chronicles X: Definitive Edition su Nintendo Switch. Questa riedizione aggiornata porta su una piattaforma moderna l’epico RPG open-world sviluppato da Monolith Soft, originariamente pubblicato su Wii U nel 2015. Oltre a una grafica migliorata, il titolo offre contenuti aggiuntivi, rendendolo l’edizione definitiva di uno dei capitoli più apprezzati della serie.

Un’esperienza migliorata per nuovi e vecchi giocatori

Con l’arrivo di Xenoblade Chronicles X: Definitive Edition, la saga completa di Xenoblade Chronicles diventa disponibile su Nintendo Switch, offrendo ai nuovi giocatori l’opportunità di scoprire un titolo di culto e ai veterani la possibilità di rivivere l’esperienza con una veste grafica aggiornata.

Il gioco si distingue per il suo vasto mondo aperto, popolato da creature aliene e panorami mozzafiato, e per il sistema di combattimento basato su strategie e abilita speciali. La versione Definitive Edition introduce migliorie tecniche, tra cui texture in alta definizione, illuminazione migliorata e frame rate ottimizzato, oltre a nuove missioni secondarie e contenuti esclusivi.

Per chi non ha mai giocato a Xenoblade Chronicles X, questa è l’occasione perfetta per immergersi in un’avventura epica. E per chi ha già esplorato il mondo di Mira, la versione migliorata offre nuovi motivi per tornare a viverlo. Nintendo Switch si conferma così la casa definitiva per l’intera serie Xenoblade Chronicles.

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