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Dragon Quest supera una soglia record nell’anno del suo 40° anniversario

A confermarlo è oggi Square Enix: il franchise di Dragon Quest ha superato i 100 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Il traguardo arriva nell’anno del 40° anniversario della serie, sulla scia del successo di critica e pubblico ottenuto dai remake dei capitoli più amati, mentre all’orizzonte si profilano un nuovo spin-off e il prossimo episodio principale della saga.

Ad accompagnare l’annuncio è un video celebrativo con protagonista Yuji Horii, il creatore della serie, a suggellare un traguardo che pochi franchise di ruolo giapponesi possono vantare.

Quarant’anni di slime e leggende

Dal debutto giapponese del 1986, Dragon Quest è considerato uno dei padri fondatori del genere dei JRPG, con 11 titoli della serie principale, innumerevoli spin-off e una presenza costante in anime, film, manga e merchandising. Un approccio orientato al giocatore, personaggi e mostri iconici, uno stile visivo riconoscibile e colonne sonore memorabili hanno reso la serie un punto di riferimento che continua a influenzare il genere ancora oggi.

Il presente si chiama HD-2D

Buona parte della spinta recente arriva dai remake della trilogia di Erdrick: Dragon Quest III HD-2D Remake e Dragon Quest I & II HD-2D Remake hanno riportato in auge la storia delle origini con lo stile grafico HD-2D, contenuti inediti e un gameplay rivisto. A inizio 2026 è arrivato anche Dragon Quest VII Reimagined, ambizioso remake del capitolo del 2000 che reinterpreta gli iconici design di Akira Toriyama in uno stile artistico 3D fatto a mano, con ambientazioni ispirate ai diorami e una narrazione più profonda.

Cosa aspettarsi da qui a dicembre

Il calendario del 40° anniversario resta fitto. Dopo l’uscita di Dragon Quest Heroes: Torneko’s Mystery Dungeon Classic HD, tocca a Dragon Quest XI S: Echi di un’era perduta, in arrivo il 24 settembre su Nintendo Switch 2, proprio nella settimana più affollata dell’anno per le uscite AAA. Il 3 dicembre seguirà Dragon Quest Monsters: Il regno sfiorito su Nintendo Switch 2, Nintendo Switch, PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC, mentre il prossimo capitolo principale, Dragon Quest XII: Oltre i sogni, resta in sviluppo senza ancora una data.

Che un franchise nato quarant’anni fa riesca ancora a macinare uscite, remake e traguardi commerciali come questo dice molto sulla salute del genere che ha contribuito a inventare. In un momento in cui i migliori JRPG di sempre vengono continuamente ridiscussi e riscoperti da una nuova generazione di giocatori, Dragon Quest dimostra che le fondamenta contano ancora, e che a volte la formula più semplice è anche quella più difficile da eguagliare.

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Control Resonant: la colonna sonora a sorpresa del trailer di lancio

La colonna sonora scelta per accompagnare l’ultimo assaggio di Control Resonant prima del debutto è “My Favourite Game” dei The Cardigans, hit synth pop del 1998 che stride, e proprio per questo funziona, con l’estetica paranormale della saga. Mancano appena sette giorni al lancio, fissato per il 24 settembre, e lo studio finlandese ha scelto di chiudere la campagna promozionale con un tono più easter egg che epico.

Il filmato mostra Dylan Faden mentre scatena la piena forza del paranormale, tra scontri che deformano la realtà e boss fight su scala monumentale. Control Resonant sarà disponibile in formato digitale in tutto il mondo dal 24 settembre su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC tramite Steam ed Epic Games Store, con supporto GeForce NOW già al lancio. Le edizioni fisiche per PS5 e Xbox Series X|S seguiranno il 15 ottobre.

Dylan Faden e il salto nel paranormale

Control Resonant è il seguito, pluripremiato e acclamato dalla critica, di Control (2019). Il cambio di protagonista è il primo grande scarto rispetto all’originale: non più Jesse Faden, ma suo fratello Dylan, reduce da anni di prigionia nelle mani del Federal Bureau of Control e ora chiamato in prima persona ad affrontare una crisi paranaturale che sta divorando Manhattan. Il gameplay punta su forme diverse dell’Aberrant, l’arma modulare del gioco, da padroneggiare per avere la meglio su nemici sempre più minacciosi.

Il lancio arriva in una delle settimane più affollate dell’anno per le uscite AAA, con GTA 6 che ha spinto molti franchise a concentrarsi tra fine agosto e settembre. Il 24 settembre, giorno di debutto di Control Resonant, coincide non a caso con quello di Silent Hill: Townfall, altro titolo di punta di questo autunno videoludico.

Il menu delle edizioni

I preorder di Control Resonant sono già aperti e garantiscono il Pickpocket’s Tool Artifact, l’outfit Hiss Corruption per Dylan e, in esclusiva PlayStation, l’outfit Occult. La Standard Edition digitale costa 59,99 euro, mentre la Digital Deluxe Edition (69,99 euro) aggiunge l’outfit della missione AWE, l’artefatto esclusivo Untapped, un bundle di risorse iniziali, artbook digitale e colonna sonora originale: su PS5 include anche 48 ore di accesso anticipato.

Chi preferisce il supporto fisico dovrà attendere il 15 ottobre, quando arriveranno la Standard Edition e la SteelBook Edition, quest’ultima completa di steelbook, tre stampe artistiche e poster della key art. Una versione per Mac, tramite Steam e App Store, è prevista più avanti nel corso del 2026. A finanziare e coprodurre il titolo, insieme a Remedy Entertainment, è Annapurna Pictures, partner ormai stabile dello studio finlandese.

Una colonna sonora da Oldest House

Affidare il momento più delicato di una campagna marketing a un tormentone pop anziché a un pezzo orchestrale non è un caso isolato per Remedy. Lo studio ha costruito parte della propria identità autoriale proprio sulla scelta della musica: dal noir di Max Payne, che nel 2001 ha fatto la storia dei videogiochi anche grazie alla sua colonna sonora malinconica, fino alle sequenze musicali di Alan Wake 2, la playlist è sempre stata parte della narrazione tanto quanto la trama.

In questo senso, “My Favourite Game” non è solo un vezzo nostalgico: è la conferma che, a una settimana dal lancio, Remedy continua a giocare con le aspettative del pubblico esattamente come fa con la realtà nei suoi giochi, piegandola, distorcendola e rendendola, ancora una volta, la sua arma migliore.

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Fire Emblem: Fortune’s Weave: le aspettative sono state raggiunte?

Non capita spesso che un capitolo della strategia a turni Nintendo scavalchi Zelda nelle classifiche di attesa. Eppure a fine agosto Fire Emblem: Fortune’s Weave ha superato proprio il remaster di Ocarina of Time nel sondaggio dei più desiderati di Famitsu, un segnale che la febbre per il nuovo capitolo della saga Intelligent Systems non era la solita ondata di entusiasmo pre lancio, ma qualcosa di più radicato. Poi l’embargo delle recensioni è caduto, poche ore prima del debutto ufficiale del 17 settembre su Nintendo Switch 2, e la critica internazionale ha risposto quasi all’unisono.

Le aspettative alla vigilia del lancio

Il metro di paragone, per un franchise che vive dal 1990, non poteva che essere la sua stessa storia. Fire Emblem Awakening resta il capitolo più premiato di sempre, con un aggregato Metacritic di 92: un traguardo che nessun altro titolo della saga ha più toccato. Fire Emblem: Three Houses, nel 2019, si era fermato appena sotto, attorno agli 89 punti, e aveva ridefinito cosa un Fire Emblem potesse raccontare in termini di scrittura e legami tra personaggi. Fire Emblem Engage, nel 2023, aveva invece diviso: gameplay solido, ma una trama giudicata da più parti meno ambiziosa, complice anche la scelta di tornare a un tono più leggero dopo la profondità di Three Houses.

Fortune’s Weave arrivava presentato, tanto dal marketing quanto dalle prime anteprime, come il capitolo più grande mai realizzato per la saga: quattro campagne intrecciate, un legame dichiarato con l’universo di Three Houses, un crossover con Fire Emblem Heroes dal 7 settembre e un adattamento manga già annunciato per ottobre su Saikyō Jump. L’asticella, insomma, era stata alzata dalla produzione stessa, non solo dall’attesa dei veterani della serie.

Chi vuole ripercorrere il capitolo immediatamente precedente può farlo con la recensione di Fire Emblem Engage pubblicata su queste pagine.

Quattro storie, un solo mondo

Fortune’s Weave si amplia in tutto, a partire dai protagonisti. E sono ben quattro. Ogni campagna segue un eroe con motivazioni proprie, e le quattro linee convergono progressivamente in un disegno più ampio che si intreccia, senza sovrapporsi mai del tutto, con l’universo già esplorato in Three Houses.

La critica riconosce l’ambizione della struttura, ma non tutti hanno accolto allo stesso modo la svolta fantascientifica che il gioco introduce a metà racconto. Multiplayer.it, nella sua recensione, parla di una storia “piuttosto caotica”, che richiede impegno per essere seguita con chiarezza, mentre altre testate hanno premiato proprio l’audacia di uscire dai binari fantasy tradizionali della saga. Il compromesso tra ambizione e leggibilità narrativa resta, sul piano tematico, il punto più esposto alle critiche.

Un mondo osservato da quattro prospettive

Fire Emblem: Fortune's Weave

Dagsion, l’area che fa da perno tra le missioni, non è la solita schermata di preparazione: è un piccolo mondo da esplorare, con personaggi da scoprire e attività che vanno oltre la gestione della squadra. Vederlo cambiare volto secondo la campagna in corso, con le stesse zone raccontate da punti di vista diversi, è l’idea che rende Fortune’s Weave qualcosa in più di un semplice contenitore di battaglie.

Su questo fronte la critica converge senza troppe riserve: l’ambientazione regge lo standard promesso, e in alcuni casi lo supera, offrendo al videogiocatore un senso di continuità tra le quattro storie che altri titoli corali non sempre riescono a costruire.

Il sistema tattico più maturo della serie

Qui la saga gioca in casa, e lo dimostra. Il sistema di combattimento a griglia, cuore pulsante di ogni Fire Emblem, viene descritto da Multiplayer.it come “praticamente perfetto”, merito soprattutto della meccanica della causalità: la possibilità di importare progressi tra le quattro campagne parallele, che la stessa testata definisce “una genialata”. Non solo tattica pura, ma anche personalizzazione profonda delle unità, con classi e progressione che moltiplicano le combinazioni possibili.

L’accessibilità non viene trascurata: il riavvolgimento del tempo e le difficoltà regolabili permettono tanto ai neofiti quanto ai veterani di trovare il proprio ritmo. L’unica riserva, condivisa da più recensori, riguarda le fasi avanzate: una volta padroneggiate posizionamento e debolezze nemiche, la sfida perde mordente, e il loop di combattimento rischia la ripetizione nelle ultime ore.

Solido, non spettacolare

Su Nintendo Switch 2 il gioco mantiene stabilità sia in modalità portatile che su TV, senza i cali di frame rate che hanno afflitto altri titoli di lancio della console. Le animazioni di combattimento restano il punto più curato dal punto di vista produttivo, accompagnate da una colonna sonora che alterna toni solenni a momenti più galvanizzanti.

La nota stonata, se si vuole trovarla, riguarda la resa grafica generale: SpazioGames osserva come il comparto visivo non sia all’altezza di altre esclusive Switch 2 uscite nello stesso periodo, pur restando tecnicamente ineccepibile. Un compromesso più che un vero difetto, che non intacca la fruibilità dell’esperienza.

Fin troppa carne al fuoco

Fire Emblem: Fortune's Weave

Cento ore, forse centosessanta secondo alcune stime: il conteggio esatto cambia da testata a testata, ma la sostanza no. Fortune’s Weave è, per stessa ammissione della critica, il Fire Emblem più corposo di sempre, superiore persino a Three Houses, capitolo già ricordato per la sua durata fuori scala.

Il rovescio della medaglia è però la distribuzione di questo tempo: alcune testate segnalano che le missioni principali coprono meno di un quinto del contenuto complessivo, con il resto occupato da attività secondarie non sempre indispensabili. La rigiocabilità, garantita dalle quattro prospettive narrative, è reale, ma la mole di materiale può risultare più un ostacolo che un incentivo per chi cerca un’esperienza più diretta.

Fire Emblem: Fortune’s Weave ha superato le aspettative

OpenCritic assegna a Fire Emblem: Fortune’s Weave un punteggio di 90, con una raccomandazione critica del 97%. Metacritic si ferma a 89. La media aritmetica semplice delle testate di riferimento citate in questo pezzo, da IGN a Everyeye.it, si attesta su un solido 9,14 su 10, senza scarti significativi tra il voto più alto e quello più basso: nessuna frattura, quindi, ma un consenso ampio e raramente così compatto.

Il confronto con la storia della saga parla chiaro: Fortune’s Weave si posiziona come il Fire Emblem meglio accolto dai tempi di Awakening, superando nettamente Engage e affiancandosi a Three Houses come uno dei vertici recenti del franchise. Le aspettative, già altissime alla vigilia del lancio, non solo sono state confermate: sono state superate. Restano un paio di zone d’ombra, la svolta narrativa non digerita da tutti e una mole di contenuti che avrebbe forse guadagnato da una cura più severa in fase di editing, ma non bastano a scalfire il giudizio complessivo. Fire Emblem: Fortune’s Weave ha superato le aspettative.

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Nintendo annuncia tre nuovi bundle console in arrivo a fine ottobre

Da giovedì 29 ottobre arriveranno in tutta Europa tre nuovi bundle hardware, pensati per completare la line-up di fine anno. Si tratta di Nintendo Switch 2 + Mario Kart World, Nintendo Switch + Mario Kart 8 Deluxe e Nintendo Switch Lite + Tomodachi Life: Una vita da sogno, tre combinazioni pensate per intercettare tipologie di giocatori molto diverse tra loro.

Tre bundle, tre modi di giocare

Il bundle Nintendo Switch 2 + Mario Kart World include la console, il download completo del gioco e un codice per un abbonamento individuale di 3 mesi a Nintendo Switch Online, utile per gare online e GameChat. Il bundle Nintendo Switch + Mario Kart 8 Deluxe punta invece su un pubblico più consolidato, con la console e una copia fisica del gioco, mentre Nintendo Switch Lite + Tomodachi Life: Una vita da sogno arriva nella colorazione turchese, pensato per chi cerca portabilità totale, con il download completo del gioco e una prova gratuita di 30 giorni di Nintendo Switch Online.

Mario Kart World e il record dei 24 piloti

A trainare l’operazione è soprattutto Mario Kart World, esclusiva Nintendo Switch 2 che porta fino a 24 piloti in gara contemporaneamente, il numero più alto mai raggiunto nella storia della saga. Alle modalità classiche Gran Premio e Battaglia si affiancano le inedite Sopravvivenza e Corsa Libera, in un mondo di circuiti interconnessi che segna un cambio di passo rispetto ai capitoli precedenti. Mario Kart 8 Deluxe, dal canto suo, resta un catalogo enorme con i suoi 48 circuiti disponibili, terreno di caccia perfetto per chi si affaccia solo ora alla saga.

Il quadro completo delle uscite di fine ottobre

I tre nuovi bundle si aggiungono a due prodotti hardware già annunciati: Nintendo Switch 2 + Nintendo Switch Sports Resort, disponibile dal 22 ottobre, e Nintendo Switch 2 Edizione speciale 40° anniversario di The Legend of Zelda (che non include il gioco), in arrivo anch’essa il 29 ottobre. Cinque uscite hardware in appena una settimana raccontano bene quanto Nintendo stia puntando sulla stagione natalizia per spingere sia l’adozione di Switch 2 sia il ricambio generazionale verso Switch Lite.

Da quasi 33 anni Mario Kart accompagna i lanci hardware Nintendo, e questa non fa eccezione. Ma se un tempo bastava il badge del franchise per vendere una console, oggi il bundle deve fare i conti con un mercato molto più affollato: la scelta di declinare la stessa uscita su tre fasce di prezzo e portabilità diverse, dalla console ibrida di punta fino al modello tascabile, dice molto su come un franchise che ha attraversato tutta la storia della compagnia resti ancora oggi lo strumento più affidabile per parlare a pubblici diversi nello stesso momento.

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Bloodstained: The Scarlet Engagement torna e conferma la finestra d’uscita

Bloodstained: The Scarlet Engagement uscirà nel 2027 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S, finestra confermata proprio nel giorno in cui il gioco è tornato a mostrarsi con un video di gameplay esteso, presentato durante l’Xbox Showcase al Tokyo Game Show 2026.

Il filmato, il più corposo mai mostrato finora, introduce nuovi personaggi, ambientazioni inedite, nemici imponenti e alcune meccaniche di gioco che si innestano sul sistema di esplorazione e progressione che ha reso Bloodstained uno dei metroidvania più amati dell’ultimo decennio. Il trailer è disponibile sui canali ufficiali della saga, tra cui il sito ufficiale e il profilo X @SwordOrWhip.

Leo e Alex contro il Signore dei Demoni

Bloodstained: The Scarlet Engagement è ambientato in un’Inghilterra del XVI secolo immersa in un’atmosfera gotica in 2.5D, capitolo che espande l’universo narrativo costruito attorno a Bloodstained: Ritual of the Night. Al centro della storia c’è un misterioso castello fluttuante controllato dal Signore dei Demoni Elias, che semina terrore tra la popolazione. A opporsi sono due nuovi eroi, Leonard e Alex, chiamati a unire le forze per infiltrarsi nel castello, conquistare artefatti sempre più potenti e affrontare Elias.

Il titolo si muove dunque nel solco del genere metroidvania, con combattimenti rapidi, esplorazione approfondita e quell’estetica gotica che, fin dal primo capitolo, è la firma riconoscibile del franchise nato dalla mente di Koji Igarashi.

Un’eredità da onorare

Dietro questo ritorno c’è una storia più delicata del solito. Il gioco era stato originariamente annunciato per il 2026, ma lo scorso agosto Koji Igarashi ha comunicato personalmente il rinvio al 2027, spiegando che lo sviluppo era entrato nella sua fase finale e promettendo ai fan nuovo materiale di gameplay a breve. Quello di oggi è esattamente il contenuto promesso.

Il rinvio arriva a pochi mesi da un lutto che ha colpito duramente lo studio: a febbraio 2026 è scomparso Shutaro Iida, creative director di ArtPlay e regista del comparto 2.5D della saga fin da Bloodstained: Ritual of the Night, dopo una battaglia di un anno e mezzo contro un tumore al pancreas. Igarashi ha dichiarato che lo sviluppo del gioco sarebbe proseguito nel suo nome, portando a termine un’opera “degna della sua visione”. Il video mostrato oggi al Tokyo Game Show è quindi anche un passo concreto verso quella promessa.

Nel segno di Igarashi

Non è un caso che il peso di questa eredità ricada proprio su Koji Igarashi. Prima di fondare ArtPlay e dare vita a Bloodstained tramite Kickstarter, Igarashi era stato l’artefice di Castlevania: Symphony of the Night, il titolo che nel 1997 ha fatto la storia dei videogiochi definendo, insieme a Metroid, l’intero genere che oggi chiamiamo metroidvania. Shutaro Iida, dal canto suo, aveva lavorato proprio ai capitoli portatili di quella stessa lineage, da Aria of Sorrow a Portrait of Ruin, prima di ritrovare Igarashi in ArtPlay.

In questo senso, The Scarlet Engagement non è soltanto un nuovo capitolo in un universo gotico che i fan aspettano da anni: è anche la chiusura simbolica di un cerchio che lega due generazioni di sviluppatori attorno alla stessa idea di castello labirintico, di crescita continua e di un’estetica che nel medium videoludico non ha mai smesso di trovare nuovi modi per reinventarsi.

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Capcom fa il pieno di annunci al TGS 2026 Spotlight: sei franchise coinvolti

A confermarlo è lo stesso Capcom Spotlight andato in onda ieri per l’apertura del Tokyo Game Show 2026: la lista dei franchise coinvolti tocca quota sei, tra ritorni storici, una collaborazione a sorpresa e i festeggiamenti per un anniversario tondo. Mega Man: Dual Override, Pragmata, Monster Hunter Wilds: Ascendance, Dragon’s Dogma 2: Dark Arisen, Street Fighter 6 e i 30 anni di Resident Evil si sono spartiti la scena in un evento che conferma quanto Capcom stia gestendo in parallelo più linee di prodotto di qualunque altro publisher giapponese.

Mega Man punta la Buster Arm su Pragmata

Il director Shinya Ikuta e il producer Hiroyuki Minamitani hanno approfondito Mega Man: Dual Override, mostrando il secondo personaggio giocabile, Proto Man, e i nuovi sistemi Custom Chip e Override pensati per ampliare le possibilità strategiche del gioco. Il titolo arriverà in primavera 2027 su PS5, PS4, Nintendo Switch 2, Nintendo Switch, Xbox Series X|S, Xbox One e PC.

Il Blue Bomber, nel frattempo, sbarca anche in Pragmata con un DLC gratuito che veste Hugh e Diana con abiti a tema Mega Man e Roll, oltre a gesti e musiche extra. L’occasione coincide con la prima vera svolta commerciale per il gioco di azione fantascientifica di Capcom, ora finalmente in sconto del 20% per un periodo limitato su PS5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC.

Cacciatori in missione tra Wilds e Dark Arisen

Per Monster Hunter Wilds: Ascendance l’evento ha portato il ritorno dell’Anziano Drago Teostra, protagonista di un trailer esteso che anticipa gli scontri dell’espansione, in arrivo nel 2027 su PS5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC. Il producer Ryozo Tsujimoto e il director Takuro Hiraoka hanno mostrato anche il Boost Bracer, oltre a novità come il cambio arma senza Seikret e la gestione dell’equipaggiamento fuori dalla tenda, migliorie che arriveranno anche nel gioco base.

Spazio anche a Dragon’s Dogma 2: Dark Arisen, che dal 9 ottobre porterà su Nintendo Switch 2, PS5, Xbox Series X|S e PC la nuova area di Norgan. Lo strumento di creazione e archiviazione dei personaggi è già disponibile per prepararsi in anticipo, mentre nuove Pedine Ufficiali create da partner internazionali affiancheranno i giocatori nei 12 dungeon dei Riti Perduti.

Street Fighter alza il sipario, Resident Evil spegne 30 candeline

In Street Fighter 6 arriva il 13 ottobre Arjun, secondo personaggio del Year 4, insieme al quarto outfit di C. Viper e a nuovi dettagli sul crossover con il film Street Fighter, in uscita il 16 ottobre. Parallelamente prendono forma la Street Fighter League 2026, con i playoff EMEA in programma al MCM Comic Con di Londra il 24 ottobre, e il Capcom Pro Tour, già avviato con i primi tornei preliminari verso la Capcom Cup 13.

A chiudere il quadro sono i festeggiamenti per il 30° anniversario di Resident Evil, tra i biglietti già in vendita per la mostra di Tokyo “The World of Resident Evil 30th Anniversary Exhibit”, il labirinto horror dedicato a Resident Evil Requiem agli Universal Studios Japan e i concerti celebrativi in arrivo in Europa e Nord America.

Difficile trovare un altro publisher capace di tenere in equilibrio, nello stesso showcase, un franchise storico che compie trent’anni, una nuova IP che fatica a decollare commercialmente e due serie action ancora al centro del mercato. Non è un caso isolato: è il metodo con cui Capcom da anni non ne sbaglia una, e il Tokyo Game Show 2026 ne è l’ennesima conferma.

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Brave New Wonders: ecco quando arriva su PC

Brave New Wonders, il factory automation e base building sim sviluppato e pubblicato da City From Naught, uscirà su PC il 21 settembre 2026. Lo studio indipendente di Toronto, già autore dell’avventura cyberpunk Keyword 2: Nightfall e del puzzle game Keyword: A Spider’s Thread, porta così a compimento uno sviluppo seguito passo passo dalla sua community fin dalle prime demo pubbliche.

L’ambientazione è quella, ormai familiare al genere ma qui rivisitata con gusto, di un futuro post apocalittico: l’umanità è scomparsa, le sue città sono rovine silenziose e le macchine che un tempo le animavano attendono solo di essere rimesse in moto. Il giocatore veste i panni di chi quella civiltà la deve ricostruire, comandando eserciti di automatons tra esplorazione, combattimento e produzione industriale su vasta scala.

Niente conveyor belt, si parla direttamente ai robot

La vera Golden Rule di Brave New Wonders, per usare le parole dello studio, è il suo sistema di comando: niente nastri trasportatori da incastrare a mano né linguaggi di programmazione da imparare, ma istruzioni scritte in linguaggio naturale, nella propria lingua. Si tratta di un salto rispetto alla scuola di Factorio e Satisfactory, che negli ultimi anni ha reso l’automation genre uno dei più fedeli e appassionati dell’intero panorama indie: qui il giocatore non compone circuiti logici con l’interfaccia, ma scrive un vero e proprio comando, e l’automatone lo interpreta e lo esegue. Chi preferisce l’approccio classico può comunque assemblare i comportamenti a mano, componendo manualmente il grafo delle azioni senza passare dal testo.

Il risultato, secondo chi ha già provato le build precedenti in closed beta e ai vari Steam Next Fest, è un ibrido convincente tra city builder e simulazione logistica: le fabbriche crescono, i segnali ambientali (temperatura, umidità, energia) vanno gestiti in tempo reale e ogni isola del mondo di gioco pone problemi di automazione diversi dalla precedente.

Un’aeronave come base, un mondo intero da esplorare

A muoversi tra le rovine non sono solo gli automatons: anche la base del giocatore vola. L’aeronave che funge da quartier generale è essa stessa una flotta di fabbriche mobili, capace di portare l’intera operazione industriale da un continente all’altro, dalle isole innevate a biomi dal design che mescola estetica steampunk e architetture di ispirazione asiatica. Esplorando si sbloccano relitti, risorse rare e un tech tree non lineare che plasma le proprie scelte di sviluppo partita dopo partita, mentre la trama, distillata con parsimonia, rivela poco alla volta perché il mondo sia finito in quello stato.

Al lancio del 21 settembre, Brave New Wonders arriva in un momento in cui il genere dell’automazione industriale non è mai stato così centrale nel discorso indie, eppure pochi titoli hanno provato a farlo dialogare con il linguaggio naturale invece che con la logica dei circuiti. Se l’esperimento reggerà nel lungo periodo, a giudicare da un progetto che ha coinvolto la propria community fin dalle prime playtest, lo si scoprirà tra qualche settimana. Per chi vuole farsi un’idea prima del lancio, la pagina Steam del gioco ospita ancora la demo con salvataggio compatibile con la versione completa.

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“I Love Lucca Comics & Games” debutta oggi in streaming: ecco dove vederlo

A confermarlo è lo stesso comunicato diffuso da Lucca Comics & Games e Warner Bros. Discovery: da oggi, giovedì 17 settembre, “I Love Lucca Comics & Games” è disponibile in esclusiva su HBO Max. Il documentario, diretto da Manlio Castagna, racconta la community, le storie e l’eredità di uno degli appuntamenti internazionali più importanti dedicati alla cultura pop, proprio nell’anno del suo 60° anniversario.

Sessant’anni di immaginario, tra fumetti e controller

Nato nel 1966, il festival toscano ha attraversato sei decenni fino a diventare un fenomeno internazionale che ogni autunno riunisce oltre 300mila visitatori, più di 900 ospiti e 600 espositori. Il 2026 segna il traguardo del diamante e il tema scelto per l’edizione, in programma dal 28 ottobre al 1° novembre, è emblematico: Legacy, un’eredità viva da trasmettere alle nuove generazioni piuttosto che un semplice sguardo nostalgico al passato. In questo contesto, il film di Castagna diventa esso stesso parte di quella eredità, un documento che raccoglie voci, volti e ricordi di chi negli anni ha reso Lucca Comics & Games un fenomeno unico.

Quando il fumetto incontra il pad

Il nome della manifestazione, va ricordato, non è un caso: fin dalle origini Lucca Comics & Games ha tenuto insieme la carta stampata e lo schermo, ospitando una delle aree dedicate al videogioco e agli eSport più consistenti del panorama fieristico italiano, sullo stesso solco già tracciato da altre manifestazioni italiane che mescolano fumetto ed esports. Per l’edizione del 60° anniversario, l’ospite d’onore della sezione gaming sarà Yoshinori Kitase, producer storico della saga di Final Fantasy, atteso a Lucca per celebrare l’arrivo del capitolo conclusivo della trilogia remake di Final Fantasy VII. Un segnale chiaro di quanto il “Games” del nome pesi ormai quanto il “Comics”.

Il documentario e i suoi protagonisti

“I Love Lucca Comics & Games” costruisce il proprio racconto attraverso le voci di autori, editori e ospiti prestigiosi, oltre agli incontri con i VisitAutori, i visitatori che ogni anno vivono il festival come una seconda casa. Tra i volti che compaiono nel film figurano Gabriele Mainetti, R.L. Stine, Licia Troisi, Frankie hi-nrg mc, Pera Toons, Sio, Fumettibrutti, Yoshitaka Amano e Roberto Recchioni. Il progetto nasce da un’idea di Andrea Romeo e Manlio Castagna, con la collaborazione di Giulia Giapponesi e Alessandro Diele e la supervisione editoriale di Anita Rivaroli, ed è prodotto da All At Once in collaborazione con Lucca Crea. I titoli di coda sono accompagnati da “Lucca Around”, brano scritto da Frankie hi-nrg mc e interpretato da Lillo Petrolo.

In un’epoca in cui gran parte della cultura pop si consuma in streaming, isolata, sullo schermo di uno smartphone, un festival capace di far incontrare fisicamente centinaia di migliaia di persone attorno a fumetti, videogiochi e passioni condivise resta un unicum. Che quella stessa esperienza collettiva trovi ora spazio anche su una piattaforma come HBO Max non è una contraddizione, ma la conferma che l’eredità di Lucca, quel “Legacy” scelto come tema dell’anniversario, vale la pena di essere raccontata a chi in piazza non c’è mai stato.

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Fire Emblem: Fortune’s Weave è disponibile: come si riscrive il destino

Da oggi, 17 settembre, Fire Emblem: Fortune’s Weave è finalmente disponibile in esclusiva su Nintendo Switch 2. Nei panni di un’anima evocata dalla Dea Progenitrice Sothis, il giocatore dovrà viaggiare nel passato per riscrivere il destino di quattro eroi e salvare un mondo già segnato dal ritorno del dio demoniaco Balor.

Il Torneo dei Gladiatori e il filo del destino

La storia di Fire Emblem: Fortune’s Weave si apre su un impero già in rovina, ma il vero cuore della trama si trova cinque anni prima, nella capitale Dagsion, dove si tiene il Torneo dei Gladiatori in onore dell’imperatore fondatore Dagda. Chi vince ottiene un desiderio, la promessa che spinge guerrieri da ogni angolo dell’impero a scendere in arena.

Tra loro emergono quattro figure destinate a intrecciarsi: Cai, giovane di Ribeira che combatte per liberare il padre imprigionato, Dietrich, sempre a caccia di un avversario alla sua altezza, Theodora, regina di Saramis in cerca di onorare la fede della sua gente, e Leda, musicista mossa dalla vendetta per la morte del padre. Il giocatore può seguire tutte e quattro le linee narrative in parallelo, passando da una storia all’altra al Trespolo del Corvo Bianco, l’hub cittadino che la serie porta avanti fin dai tempi di Three Houses.

Strategia, classi e Mosse Ardenti

Sul fronte del gameplay, Fortune’s Weave non tradisce l’anima tattica a turni che ha reso Fire Emblem un punto di riferimento del genere fin dal debutto su Famicom nel 1990. Ogni unità ha una classe che ne definisce armi, raggio di movimento, indicato in blu, e raggio d’azione, indicato in rosso, mentre le Mosse Speciali permettono di sferrare colpi più potenti a costo della durabilità dell’arma.

A dare un tocco più aggressivo al combattimento ci pensano le Mosse Ardenti, tecniche che consumano direttamente i punti vita degli eroi pur di ribaltare uno scontro. Tra un incontro e l’altro sarà possibile allenarsi nella Piazza dell’Arena, reclutare alleati, ricevere benedizioni nei templi e persino allontanarsi da Dagsion per esplorare il continente di Dagda, tra dungeon, materiali rari e battaglie diverse da quelle dell’arena.

Il debutto dei comandi stile mouse

La vera novità tecnica arriva dai controller Joy-Con 2: per la prima volta nella storia della serie, Fire Emblem: Fortune’s Weave supporta i comandi in stile mouse, pensati per spostare le unità sul campo di battaglia con la stessa immediatezza di un RTS da PC, passando in ogni momento al controllo tradizionale tramite pulsanti.

Fire Emblem: Fortune’s Weave è disponibile da oggi in digitale sul Nintendo eShop e, sia in digitale che in formato fisico, sul Nintendo Store. Dopo il capitolo di passaggio rappresentato da Fire Emblem Engage, la saga rispolvera uno dei suoi espedienti narrativi più identitari, il torneo come cornice per intrecciare destini diversi, un meccanismo che nei GDR strategici affonda le radici fin dai primi capitoli della serie. Con Sothis che torna a fare da ponte con Three Houses e Dagsion pronta a diventare uno dei tanti motivi per cui vale la pena possedere una Nintendo Switch 2, resta da capire se il destino di Cai, Dietrich, Theodora e Leda basterà a far battere ancora una volta il cuore della community.

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Echoes of Light, il concerto su Yoko Shimomura, annuncia altre due tappe italiane

Echoes of Light, il concerto che celebra la carriera di Yoko Shimomura, una delle compositrici più influenti e amate della storia dei videogiochi, aggiunge due nuove tappe italiane dopo il sold out registrato a Milano e Roma: sarà a Cagliari il 10 ottobre e a Palermo l’11 ottobre, portando per la prima volta in Sardegna e Sicilia uno spettacolo di questo calibro dedicato alla musica videoludica.

In entrambe le date sarà presente la stessa Yoko Shimomura, che affiancherà il pianista Benyamin Nuss in alcuni brani selezionati, portando il pubblico in un viaggio tra le colonne sonore di Kingdom Hearts, Final Fantasy XV, Street Fighter II, Super Mario RPG, Legend of Mana e Parasite Eve, solo per citare alcuni dei titoli firmati in una carriera lunga oltre tre decenni.

Un pianoforte come orchestra su dieci dita

L’appuntamento, prodotto da Yellow Echoes, società italiana specializzata in esperienze dedicate alla pop culture internazionale, ai videogiochi, all’animazione, al cinema e alla musica dal vivo, porterà Echoes of Light rispettivamente nell’Auditorium del Conservatorio di Cagliari e al Teatro Golden di Palermo. Sul palco, l’arrangiamento e l’esecuzione di Benyamin Nuss trasformeranno il pianoforte in una vera e propria orchestra su dieci dita, alternando delicato lirismo e virtuosismo per rievocare atmosfere di mondi che i giocatori hanno vissuto come reali, dai momenti più commoventi alle boss fight più epiche di alcuni dei titoli più amati della storia videoludica. Per le due tappe isolane il programma sarà inoltre arricchito con nuovi arrangiamenti e brani inediti, pensati anche per chi ha già assistito al concerto lo scorso anno. I biglietti per entrambe le date sono disponibili sul sito ufficiale di Yellow Echoes.

“Per la prima volta, gli abitanti delle isole non dovranno prendere un aereo per assistere a concerti di questo calibro, e potranno celebrare un’icona indelebile della musica per videogiochi direttamente a casa propria”, ha dichiarato Mario Petillo, fondatore di Yellow Echoes, che negli ultimi anni ha già portato in Italia ed Europa i tour di Nobuo Uematsu e Gustavo Santaolalla, oltre a star del cinema e della tv come Elijah Wood, Giancarlo Esposito e Mads Mikkelsen.

Dal party di Sora alle sale da concerto

Se il nome di Shimomura è per generazioni di giocatori sinonimo delle atmosfere di Kingdom Hearts, la sua eredità artistica attraversa in realtà quasi tutta la storia recente del medium, da Street Fighter II a Parasite Eve, fino ai più recenti capitoli della saga di Final Fantasy. Portare queste composizioni fuori dagli schermi e dentro un teatro, con la stessa autrice sul palco, resta un’operazione culturale ancora rara in Italia, e la scelta di puntare su Cagliari e Palermo invece che sulle solite grandi città rappresenta di per sé un segnale: la musica videoludica, ormai riconosciuta come forma d’arte a tutti gli effetti, comincia finalmente a essere trattata come tale anche fuori dai circuiti abituali dei grandi eventi.

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